9 dicembre forconi: merkel
Visualizzazione post con etichetta merkel. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta merkel. Mostra tutti i post

venerdì 3 febbraio 2017

Ma quanta gente c'è in Italia che non ha un nulla da fare tutto il giorno? 38 milioni su 60 milioni...









Come al solito nell'enciclopedia da 3.700 post / 8 anni di "storico" del mio BLOG
vi anticipai anche questa devastante realtà fallitaGliana nel mitico post del 2015 che ritrovate per intero al fondo

Ma quanta gente c'è in Italia che non ha un caxxo da fare tutto il giorno??
da leggere anche i due successivi "aggiornamenti" con ulteriori dati grafici e conferme

Bene...ecco qui un'ulteriore conferma di quanto già vi anticipai "spannometricamente".

Eh sì... mi dispiace...anch'essa può essere interpretata come un'ulteriore conferma
che il Default dell'Italia è solo questione di "quando" e non di "se"...



Dunque al di là dell'euro della Troika della dittatura della Cermania (?) dell'austerity (che non c'è) della bankokrazia della finanza internazionale del Bilderberg della cavallette e dei Rettiliani
diciamo che IN OGNI CASO mantenere questo esercito di 38 milioni di "fancazzisti" risulta strutturalmente ormai INSOSTENIBILE
(nota gli over65 oggi sono ca. il 30% rispetto alla popolazione nella fascia 15-65 anni e tra 35 anni saranno circa il 60%... fate voi...).
Ed in questo caso non citiamo nemmeno la variabile "produttività" di quei 22ml che lavorano...e quanti di essi lavorino nel vero senso della parola... ;-)
(sarcasmo mode ON) A meno che naturalmente non si recuperi la "sovranità" e non si inizi a stampare dal nulla "moneta del popolo" a manetta facendo deficit spending a go-go...a quel punto sarebbe sostenibile che anche solo uno lavorasse per mantenere i restanti 60milioni 440mila...e per mantenere senza problemi tutto il super-welfare-pubblico italiano che i 4/5 del Mondo si sognano...



La Realtà che si vuole continuare a negare è una sola
ormai l'Italia è FALLITA/in Declino sia dentro che fuori dall'euro
semplicemente perchè sta raccogliendo gli amari frutti di 35 anni di scelte sbagliate/di immobilismo che configurano un contesto complesso e multi-causale di Declino Strutturale.
Solo il Declino Cognitivo oggi imperante permette a semplificazioni mono-causali di prendere piede
e dunque di trasmettere soluzioni illusorie di Replica di un Passato la cui configurazione oggi non è più replicabile in nessun modo (è stato un unicum assai ben delimitato "nel tempo e nello spazio").
Tutto questo aumenta il livello di dissociazione dalla Realtà di una maggioranza di Italopitechi.
La Soluzione dunque ormai è solo PERSONALE (scelta di nicchie ad alto valore aggiunto o che cavalchino i nuovi trend, delocalizzazione etc)
oppure è una RICETTA tanto scontata quanto dunque impossibile da attuare nel contesto attuale a maggioranza italopiteca ad altissima inerzia perchè ancora clientes con rendite di Stato (fallito) e/o con comfort zone derivante dalla ricchezza della generazioni precedenti
-----------------------------------------------







Due terzi dei residenti non ha un’occupazione e 10,4 milioni di persone rifiutano di lavorare
I residenti in Italia sono 60 milioni e 441mila. Ma solo una piccola parte di questi lavora, esattamente il 37,2%. 
La maggioranza non lo fa. 
Ecco i numeri.



Quanti sono gli italiani al lavoro
Il grafico sopra mostra il totale della popolazione residente a confronto con quanti hanno un lavoro. Su 60 milioni e 441mila nel 2016 gli italiani al lavoro erano 22 milioni e 465mila, cioè, in termini percentuali, il 37,2%. 
Di questi, 16 milioni e 988mila persone sono dipendenti (pari al 28,1% della popolazione italiana) 
mentre 5 milioni 477mila (cioè il 9,1% degli italiani) sono indipendenti. (N.d.R. per questa minoranza produttiva del Paese NESSUNA SPERANZA visto che politicamente non contano una mazza...).
Ora concentriamoci solo sui dipendenti.
Il grafico sopra divide gli italiani al lavoro e che sono dipendenti in base al tipo di contratto che hanno.............................................
.



Si scopre che appena il 19,8% del totale degli italiani ha un classico contratto da lavoratore a tempo pieno e indeterminato: si tratta, cioè, di solo di 11 milioni e 973mila persone. 
Tutti gli altri occupati hanno contratti diversi: 2 milioni e 632 mila sono a tempo parziale (4,4%); 1 milione 669mila lo hanno a tempo pieno, ma a termine (2,8%); altri 714mila ce l’hanno a termine e a tempo parziale (1,2%).

Perché non lavorano
Ora vediamo i motivi per i quali 37 milioni e 976mila italiani, pari al 62,8% del totale dei residenti, non lavorano.
La maggior parte non lo fanno perché o sono troppo giovani, cioè hanno meno di 15 anni (8 milioni 371mila) oppure perché sono in pensione con più di 64 anni (12 milioni 534mila). 
Queste persone sono quindi inattive (cioè non cercano un posto di lavoro) per motivi d’età.






Poi ci sono coloro che sono inattivi ma avrebbero l’età per lavorare: sono 14 milioni e 38mila italiani pari al 23,2% della popolazione residente. 
Queste persone, in pratica, non hanno una occupazione e nemmeno la cercano. 
Infine ci sono i disoccupati veri e propri, cioè coloro che non hanno un lavoro ma lo cercano: sono una assoluta minoranza: 3 milioni e 33mila pari al 5% dei residenti.



Chi vuole un posto e chi no




L’ultimo grafico, qui sotto, considera solo le persone inattive: quante sarebbero disponibili a lavorare, ma non cercano un’occupazione magari perché sfiduciate, e quante, invece, non lo cercano perché non lo vogliono?
Il risultato è sconfortante: su un totale di 14 milioni e 380mila persone inattive quelle che sarebbero disposte a lavorare, e sono quindi una forza lavoro potenziale, sono la minoranza: appena 3 milioni 554mila. 
La stragrande maggioranza, cioè 10 milioni e 484mila italiani non vogliono proprio lavorare pur essendo nell’età per poterlo fare. 
In altre parole, sono coloro che, anche se gli venisse offerto, lo rifiuterebbero.
I dati si riferiscono al: 2016
Fonte: Istat



23Maggio 2015



 Ieri sono rimasto veramente allucinato...

Stavo vivendo una giornata di fuoco (più o meno come tutte)...
Ed eccone il resoconto:

....Mi sveglio come al solito alle 7, accompagno di corsa mia figlia a scuola...intanto rispondo a due e-mail di lavoro, corro alla mia postazione, leggo una decina di articoli e news per orientarmi sulla giornata, butto giù un post,  faccio due telefonate per organizzare Gruppi Italialtrove,
mando altre due-mail di lavoro per il Gruppo di acquisto a Berlino
ed inizio a leggermi il report ed i parametri di un'offerta immobiliare per alcuni potenziali clienti...
Poi mi devo interrompere per accompagnare mia moglie in centro città (mi capita raramente di passarci) dove espone per una "due giorni" le sue sculture in una primaria via del centro diventata pedonale (segui LINK)

Nota: allo stesso tempo mia moglie fa anche l'architetto e la "mamma"... 

Sono le 10.40 del mattino...di venerdì...e rimango allucinato: 
è pieno di gente che fa il classico passeggio della domenica, calmi, rilassati,
con bambini, senza bambini, con cagnolini e senza cagnolini,
vecchi, mezza età, giovani ed anche persone "indefinibili" che sfuggono ad una normale categorizzazione...
Insomma un po' di tutto...sono talmente tanti che dovendo spostare due sculture (faccio anche quello mentre butto un okkio su euro/usd...) da una parte all'altra della via pedonale 
devo stare attento a non urtare nessuno e che ci sia una pausa del passeggio...
del passeggio di venerdì alle 10,40 del mattino!!!
Tutti calmi...tranquilli...mentre io ero stra-affannato per tornare a finire le attività lavorative in sospeso...sulle quali sento il peso della mia responsabilità.


MA TUTTA QUESTA GENTE NON HA UN CAXXO DA FARE NELLA VITA?
Ma QUANTI CAXXO DI INOCCUPATI, DISOCCUPATI, PENSIONATI BABY, STUDENTI, STUDENTI FUORI CORSO, MALATI CRONICI, PARASSITI, MANTENUTI, RENTIERS, MAMME A TEMPO PIENO, BAMBINI, PARASSITI CORPORATIVI A BUSINESS PROTETTO,STATALI, POLITICI ED INATTIVI DI VARIO GENERE....;-) CI SONO IN ITALIA....???
70%-80% del TOTALE della Popolazione? 
E non sto sparando a caso (purtroppo)....



Ecco il tasso di "occupazione" italiano trai i 15 ed i 64 anni (dati ISTAT): 55% circa di "occupati"...

Considerate dunque TUTTI quelli sotto ai 15 e quelli sopra a 64...
e fatevi voi quattro calcoli su quante persone REALMENTE in FallitaGlia contribuiscano a CREARE VERAMENTE Ricchezza...
FONDAMENTALMENTE 4 GATTI....IPER TASSATI ED IPER AFFANNATI...
Inoltre la VERA parte PRODUTTIVA del Paese è veramente ESIGUA rispetto alle "palle al piede" (in senso meramente "economico-funzionale"....non come giudizio di valore e senza considerare altre importanti funzioni...perchè la "creazione di ricchezza" non è certamente limitabile solo ad una dimensione economica...però diciamo che "il totale dei soldini prodotti" alla fin fine non è che sia proprio una variabile trascurabile per "far tornare i conti"...)
Ed ancora:


Pertanto, al di là della Crisi, 
non soprendiamoci di QUESTO:


E non sorprendiamoci se poi le ns. socio-economie AVANZATE, ANZIANE&DECADENTI
sono in DECLINO rispetto ai cosiddetti Paesi Emergenti.... ;-)



Quando giro a Berlino alla stessa ora dello stesso giorno...non trovo nessuno in giro nelle vie pedonali da cazzeggio domenicale od al massimo vedo gente indaffarata...oppure tante mamme giovanissime con bambini perchè lì sono "coperte" da un super Welfare per poterlo fare (ed è giusto così)...
Quando giro a Bangkok alla stessa ora stesso giorno sembra di vedere un FORMICAIO di attività....tutto un indaffararsi...tutto il giorno ed anche di notte....
Che vi posso dire? 
Sarò sfigato io...saranno sfigati in Germania ed in SE Asia.... ;-)
QUI invece "evidentemente" possiamo permettercelo... ;-)




Beata questa massa di fancazzisti da passeggio pedonale alle 10,40 del mattino di un giorno lavorativo! Si vede che loro possono permetterselo ....e FallitaGLia pure...
forse anche GRAZIE A ME ed A QUALCUNO dei "4 gatti" COME ME...
Ed io la vita me la godo eccome, appena posso....e mi organizzo per farlo il più possibile...
ma il cazzeggio-passeggio alle 10.40 del mattino di un venerdì ancora non mi era riuscito di ottenerlo...anche con il massimo dell'ottimizzazione... ;-)
Ed adesso a lavorare per altre 4 ore minimo (a breve conference call con avvocato-commercialista Thai per il progetto SE Asia...)
e domani che è Sabato al lavoro almeno altre 4 ore per recuperare il tempo perso oggi in varie faccende aggiuntive alla tabella di marcia classica!
Del resto quel 70% di fancazzisti qualcuno deve pur mantenerlo...;-)
Almeno fino a quando non sarò DEL TUTTO IN #ITALIALTROVE...
lontano da questa FallitaGlia!



Del resto...con il 70% di Pressione Fiscale REALE è assolutamente normale che sempre più persone non facciano un caxxo....




Perché INFATTI dovrebbero farsi il CULO
se 7 su 10 va ad uno Stato Fallito 
che ruba, spreca e ricambia con servizi da Uganda???
Come sempre anticipai anche questo nel mio BLOG-Enciclopedia....
Supercazzola Geniale&Rivoluzionaria: in questa Italia...Fare al Meglio il Nostro Minimo

E LAFFER semplicemente sta facendo il suo corso NATURALE....;-)



Fonte: qui

mercoledì 4 gennaio 2017

Italia inaffidabile, ora anche la Germania si prepara alla fine dell’Euro

Gli ultimi mesi del 2016 sono disseminati di indizi: sono proprio i tedeschi, sinora i più strenui difensori della moneta unica, a parlare dell’Italia fuori dalla moneta unica. Al punto tale da pensare che la fine dell’Euro, a Berlino, non sia più tabù


Un indizio è un indizio. Due indizi sono una coincidenza e tre sono una prova. Viene in mente Agatha Christie ripensando all’ultimo mese del 2016. Che sembra far presagire che all’Italia possa essere riservata, nel 2017, una brutta sorpresa. Prima, le dichiarazioni di Clemens Fuest, uno degli economisti tedeschi più vicini al Governo e ai vertici delle istituzioni comunitarie, che – in un’intervista al Corriere della Sera – ha fatto sapere che non può più essere considerata un tabù l’uscita dell’Italia dall’Euro.Poi, le docce fredde della Banca Centrale Europea sulla proposta di allungare i tempi previsti sul tentato intervento di mercato sul Monte dei Paschi di Siena, e sull’entità dell’investimento necessario da parte dello Stato per salvare la banca.
Tre segnali che convergono – in pochi giorni – e sembrano dire che la pazienza nei confronti dell’Italia si stia esaurendo e che la fine dell’esperienza del governo Renzi possa aver fatto precipitare la situazione. Del resto c’è un numero, che alla Banca Centrale Europea definiscono il Target 2, che dice che dall’Italia stanno uscendo ingenti capitali. E che lo fanno – questo l’elemento più preoccupante – a velocità crescente: tra Maggio e Ottobre del 2016 dall’Italia sono “fuggiti” 80 miliardi di Euro. La Spagna, che è seconda in questa classifica, ne ha persi solo 20. Tale perdita, peraltro, è quasi interamente dovuta al disinvestimento che gli stessi cittadini italiani fanno rispetto ai titoli del proprio debito pubblico spostandosi verso l’estero. Nei prossimi mesi arriveranno i dati che aggiorneranno tale situazione al periodo dopo il referendum ed allora l’allarme potrebbe diventare rosso.
Ecco che quindi ci potremmo ritrovare di fronte a una nuova tempesta perfetta: in cui la dipendenza dal “metadone” degli acquisiti della Banca Centrale Europea risulta essere ancora più forte, proprio nel momento stesso in cui la durata della terapia (e la sua intensità) potrebbe ridursi. Il tutto, mentre sono gli italiani, per primi, a certificare con le proprie scelte la sfiducia nel proprio sistema. Del resto, in Germania è da tempi non sospetti che sostengono che l’ombrello protettivo del Quantative Easing sia “diseducativo” facendo venir meno gli incentivi più forti alle riforme: manovre come l’ultima finanziaria (che continua a spendere sulle pensioni e a non trovare soldi per dare prospettiva alle generazioni più produttive) hanno fatto di tutto per confermare questa paura. Ci ha pensato il referendum, infine, per indebolire anche l’ultima speranza che lo stesso Schaeuble, l’austero Ministro delle finanze tedesco, affidava ad un governo che è stato sconfitto.
In una situazione simile, quindi, non è improbabile immaginare che tra i tedeschi potrebbe cominciare a farsi strada la proposta indecente: dopo che l'Italia lo ha minacciato per anni, potrebbero essere proprio loro a cominciare a pensare di lasciare l’unione monetaria, insieme ai Paesi più forti. O, comunque, ad aprire una vera e propria discussione sulla possibilità di una separazione monetaria, che fino a solo qualche mese fa era ritenuta impossibile.

Non è improbabile immaginare che tra i tedeschi potrebbe cominciare a farsi strada la proposta indecente: dopo che l'Italia lo ha minacciato per anni, potrebbero essere proprio loro a lasciare l’unione monetaria, insieme ai Paesi più forti. O, comunque, ad aprire una vera e propria discussione sulla possibilità di una separazione monetaria, che fino a solo qualche mese fa era ritenuta impossibile

Certo tutto ciò non è concepibile prima delle elezioni tedesche di settembre. E comunque, una simile ipotesi dovrà fare i conti con la forte resistenza di Angela Merkel, l’unico leader davvero europeista: l’unica che ha conosciuto il dolore dei muri (essendo cresciuta nella Germania dell’Est) e che, probabilmente, sarà riconfermata Cancelliera. Quel che è certo è che il dossier Italia – come aveva previsto il Financial Times ed è, forse, l’unica previsione che l’FT ha azzeccato in questo annus horribilis – sarà quello che cambierà quasi per inerzia la visione sull’unione monetaria: da matrimonio senza possibilità di divorzio ad accordo che, come tutte le costruzioni umane, può anche fallire. E il cui fallimento non potrà non aver ripercussione sulla stessa forme di un’Unione di cui era baluardo ideologico. E, tuttavia, come la stessa Merkel sa bene, una separazione consensuale potrebbe, a quel punto, essere preferibile ad una guerra fredda che per anni ha depotenziato un progetto che ha grandi meriti ma deve recuperare quel pragmatismo che è necessario a qualsiasi visione.
Una possibilità per l’Italia, in effetti, ci sarebbe, per evitare un esito che potrebbe essere catastrofico - si pensi solo all’esplosione di un debito pubblico denominato in Euro se si decidesse di riadottare una moneta nazionale il cui valore sarebbe automaticamente svalutato dall’impossibilità di fare un qualche affidamento sulla cordata che ci lega ad uno dei Paesi più affidabili del mondo - o, perlomeno, per arrivare ad una rinegoziazione di un Patto che non funziona in una posizione che non sia di debolezza: una possibilità che dipende tutta dal nuovo Regime Gentiloni: riprendere la strada dei cambiamenti concreti (ma conoscendo il PD è tempo perso inutilmente, oltre che altre risorse buttate alle ortiche!!!) che nel tempo, il pochissimo che ci è rimasto, recuperino fiducia(ancora con queste balle!!!). È una strada strettissima ma che non ha alternative e che tocca pure ad un abusivo Gentiloni percorrere senza indugi(solita propaganda!!!).

Fonte: qui


La Bundesbank si riprende il suo oro(in vista  della dissoluzione dell'Euro)

La Bundesbank rimpatria il suo oro depositato a New York prima del previsto (titolo originale)
dal portale www.blognews24ore.com
Da un articolo del portale Zero Hedge del 26 dicembre 2016 – Nel gennaio 2016, la Bundesbank aveva annunciato di aver riportato in patria un totale di 366,3 tonnellate dell’oro detenuto all’estero. Il che portava le riserve d’oro depositate a Francoforte a 1’402 tonnellate.
“Con circa 1’403 tonnellate d’oro, Francoforte è il principale luogo di deposito delle nostre riserve di oro – aveva dichiarato lo scorso gennaio Carl-Ludwig Thiele, membro del consiglio di amministrazione della Bundesbank – Il rimpatrio si svolge senza problemi. Rispetto al 2014, siamo riusciti ad aumentare il volume del trasporto.”
Nel gennaio 2013, la Bundesbank aveva annunciato l’intenzione di depositare metà delle sue riserve d’oro a Francoforte entro il 2020, il che significava il rimpatro di 300 tonnellate di oro da New York e 74 tonnellate da Parigi. Nel gennaio 2016, a New York restavano 111 tonnellate, mentre 196 tonnellate si trovavano ancora a Parigi.
A seguito della pubblicazione di diversi rapporti, nell’ottobre 2012 l’istituzione tedesca competente aveva chiesto la prova della reale esistenza delle circa 3’400 tonnellate d’oro ufficialmente possedute dalla Bundesbank, perchè “l’autenticità e il peso delle riserve non sono mai state verificate.” Il movimento del rimpatrio si era intensificato a seguito di voci secondo cui gran parte dell’oro depositato nei forzieri all’estero era stato re-ipotecato, fuso oppure venduto. In pratica, non esisteva più.
All’epoca, Carl-Ludwig Thiele dichiarava alla stampa che questi trasferimenti servivano a “costruire la fiducia” e cercava di far tacere le voci. Va detto che rimpatriare l’oro depositato in banche estere non aiuta a costruire la fiducia. A fine 2013, la Bundesbank annunciava che era riusciva a rimpatriare solo 37 tonnellate sulle 374 previste, il che aveva aumentato le voci sull’oro mancante. Di fronte alla reazione dei media e del pubblico, la Bundesbank aveva accelerato il programma e riportato in patria 120 tonnellate di oro nel 2014 e 210 nel 2015. Un segno che, invece di essere costruita, la fiducia nei confronti delle banche estere stava diminuendo.
Venerdì scorso, circa un anno dopo, il giornale tedesco Bild scriveva che nel 2016 la Bundesbank aveva rimpatriato una quantità di oro maggiore del previsto : “Nel 2016 abbiamo riportato a casa più oro del previsto, circa la metà delle nostre riserve ora sono nei forzieri in Germania – aveva dichiarato il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann.
L’agenzia Reuters ha scritto che nell’ambito della crisi economica, diversi cittadini tedeschi avevano comunque messo in dubbio l’esistenza dell’oro tedesco, il che aveva portato la Bundesbank a pubblicare una lista delle riserve d’oro esistenti nel 2015.
Secondo il giornale Bild, attualmente in Germania sono depositate 1’600 tonnellate di oro, poco meno dell’obiettivo di 1’700 tonnellate che dovrebbe essere raggiunto nel 2020. Il giornale non spiega però il vero motivo dell’accelerazione del rimpatrio a partire dal 2013.

venerdì 16 settembre 2016

Merkel ammette la crisi nella UE: “situazione critica”


L'Unione Europea è in una situazione critica e i suoi problemi non possono essere risolti in un unico incontro dei leader, ha affermato il cancelliere tedesco Angela Merkel al vertice UE di Bratislava.


"Il concetto è quello di non aspettarsi semplicemente la soluzione dei problemi europei in un vertice, ci troviamo in una situazione critica; sta nel dimostrare che attraverso le azioni possiamo essere migliori", — la Reuters cita le parole della Merkel. Oggi i leader dei 27 Paesi europei senza il Regno Unito si incontrano a Bratislava. Il tema principale del vertice è il futuro dell'Europa sullo sfondo della prevista uscita della Gran Bretagna dalla UE. Inoltre i leader europei parleranno di immigrazione, sicurezza e sviluppo economico.

Fonte: sputniknews

EU Strives for post-Brexit With Leaders Focused on Security


(Bloomberg) Leaders of the European Union’s 27 nations minus the U.K. talked up the need to secure their borders to control immigration and curb terrorism as they began to chart a way forward in the wake of Britain’s vote to leave the bloc.

As a summit in the Slovak capital Bratislava got under way, government chiefs attempted to put aside disagreements on the EU’s most pressing issues -- from how to cope with a record influx of refugees to boosting economic growth -- as they cast around for solutions to fight a surging wave of populism from Paris to Vienna that’s gnawing at the bloc’s liberal principles.
“We need to be united,” German Chancellor Angela Merkel told reporters Friday on her way into the meeting in Bratislava Castle on the banks of the Danube River. “This is about showing that we can do better through action in the areas of security -- internally and externally -- fighting terrorism, cooperation on defense, that we can do better in the area of growth and employment.”
The U.K.’s unprecedented decision to turn its back on the EU was the trigger for an intense period of European introspection, but it wasn’t the only cause. An influx of more than a million migrants from the world’s troublespots, fatal terrorist attacks and an unemployment rate that’s barely budged since the ravages of the debt crisis half a decade ago are combining to increase anti-EU feeling across the bloc and a sense of existential crisis.

Eastern Concerns

Even as leaders talk up unity of purpose on migration, there’s little evidence the EU’s eastern countries are ready to participate in the bloc’s plans to share the burden of asylum seekers. Hungary, Poland, Slovakia and the Czech Republic will instead use the Bratislava summit to call for a strengthening of EU security, better control of its southern borders and protection of free movement, Czech Prime Minister Bohuslav Sobotka said on his way into the meeting.

“There’s a very strong will among everyone -- the 27 members -- to continue with the European project,” Sobotka said. “The alternative is protectionism, building fences between members, conflicts between individual countries.”
What’s not on the official agenda is the EU’s future relationship with the U.K. post-Brexit since leaders have made clear that they won’t enter into negotiations with Theresa May’s government until formal notification of Britain’s is posted.
The summit, held in Bratislava because Slovakia holds the EU’s rotating presidency, may be long on rhetoric and short on action, with leaders likely to come to few decisions. They will instead try to set broad parameters for negotiations in the months ahead.
“What is fundamental here today is that all together we work so that Europe has an identity, a heart,” said Italy Prime Minister Matteo Renzi. “If Europe deals a bit less with rules and bureaucracy and a bit more with fundamental questions I think this is good for our country and for everyone.”
Merkel used a speech late Thursday in Potsdam, outside Berlin, to vow to do everything she can to hold the EU together in the face of a populist backlash, saying the bloc’s survival is becoming a question of war and peace.
The strong language from Europe’s pre-eminent leader underscores the stakes for Merkel and the other national EU leaders as they plot the union’s course post-Brexit. While Friday’s meeting is only an opening move, economists say that a weak response risks holding back growth and plunging the EU into an prolonged malaise.

2017 Elections

Elections in the Netherlands, France and Germany in 2017 could make it difficult to achieve a significant breakthrough that revives confidence in the future of the EU, according to Philippe Gudin, chief European economist at Barclays Bank in Paris.
P.S. se volete la traduzione automatica utilizzate la funzione translate del blog con una qualsiasi lingua e poi selezionate l'italiano.



lunedì 12 settembre 2016

LA RESA DEI CONTI DENTRO LA UE: PAESI DELL'EST IN RIVOLTA SUI MIGRANTI, QUELLI DEL SUD CONTRO LA GERMANIA (CHE REAGISCE)

Ad una settimana dal Consiglio Ue di Bratislava (dove il gruppo di Visegrad dichiarerà "guerra" alla Commissione Ue sui migranti), l'Unione mai così disunita come ora  si ritrova segnata da un nuovo scontro sull'austerità, ovvero sulla dottrina dei banchieri tedeschi e nord europei. Uno scontro frontale dalle caratteristiche geografiche.  

Da un lato la Germania del ministro-falco Wolfgang Schaeuble dall'altro l'accozzaglia dei governi finti-socialisti-sinistri(veri destri-elitari!) dei Paesi mediterranei della Ue, riunitasi ieri ad Atene su iniziativa del premier greco Tsipras.

Un  vertice che si poneva tra gli obiettivi primari la formazione di un fronte comune anti-austerity e che, proprio per questo, finisce gia' prima di cominciare nel mirino dei tedeschi.
Ad Atene sono arrivati i leader della sponda Sud dell'Ue: Renzi, Hollande, il maltese Joseph Muscat, il portoghese Antonio Costa fino al presidente cipriota Nicos Anastasiades mentre la Spagna e' l'unica ad essere sotto-rappresentata: per Madrid partecipa infatti il viceministro (di un governo inesistente, in carica solo per l'ordinaria amministrazione) agli Affari Ue Fernando Eguidazu.

Ed era tarda mattinata, ieri, quando, prima ancora di leggere la dichiarazione comune che produrra' il summit Euro-Med e' il capogruppo Ppe a Bruxelles Manfred Weber ad tirare la prima sciabolata mediatica: partecipare a questo vertice di Atene e' da "irresponsabili", afferma, riferendosi ai leader piu' di 'peso' dell'incontro, Renzi, Hollande e il 'padrone di casa' Tsipras.

Ancor piu' duro, anche perche' segnato dal sarcasmo, e' il commento di Schaeuble. "Quando i leader socialisti si incontrano perlopiu' non viene niente di buono e di intelligente", punge il titolare dell'Economia di Berlino, consapevole che l'unico leader conservatore potenzialmente presente al consesso ateniese, Mariano Rajoy, risulta assente perchè sarebbe stato lì a titolo personale, visto che non è riuscito a formare un governo.
Parole alle quali e' Tsipras a replicare, sottolineando come il gruppo Euro-Med "voglia unire e non dividere l'Europa", sulla base di tre concetti: crescita, sicurezza, solidarieta' nella gestione della crisi dei migranti. Ufficialmente dal governo italiano non giunge alcuna risposta mentre e' il capogruppo del Pse, Gianni Pitella a replicare in modo netto: "Weber farebbe meglio a pensare ai suoi amici falchi dell'austerita', i veri responsabili della stagnazione europea", afferma l'esponente del Pd facendo riferimento a quel surplus primario che in Germania ammonta ormai a 90 miliardi e che di fatto viola le regole Ue.

Di certo, il fatto e' che il vertice dei Paesi del Sud - ironicamente chiamato dalla stampa tedesca 'Club Med' - ha dato molto fastidio al governo tedesco, perche' a partecipare e' stato anche Hollande che fino a qualche mese fa era fedelissimo all'asse franco-tedesco con la Merkel. L'Italia, in questo rinnovato 'movimento' europeo, fa il suo gioco, ma come sempre capita a Renzi, è fatto di chiacchiere, intenzioni a parole, nessuna decisione nei fatti. E infatti, alla fine il vertice del Club Med socialista s'è concluso con l'ennesimo documento-appello-esortazione al "cambiamento", alla "flessibilità", alla dine del "rigore". Documento che - vien da dire - non è neppure stato tradotto in tedesco.

Ma la sostanza è sotto gli occhi di tutti: a tre mesi dalla vittoria del Brexit, la Ue anzichè compattarsi è dilaniata da una guerra intestina tra Nord e Sud con al centro l'euro sempre più percepito come una moneta che ha portato povertà e crisi economica. 

La partita dentro la Ue si fa sempre più dura, piu' che nel vertice di Bratsilava, lo scontro finale si materializzerà a gennaio 2017 con il rinnovo della carica di Martin Schulz (a capo dell'Europarlamento) e Donald Tusk (a capo del Consiglio Ue) due nodi che somigliano sempre piu' ai cappi di una forca a cui verrà impiccata la Ue. 

sabato 10 settembre 2016

Fonte: ilnord.it

domenica 11 settembre 2016

Tornano il bail-in e il furto delle pensioni

Nuovi sviluppi in Italia e Germania confermano l’intenzione delle élite dominanti in Europa di saccheggiare la popolazione per salvare la bisca finanziaria. 

In Italia, il bail-in è rientrato dalla finestra dopo essere stato apparentemente evitato nel caso del Monte dei Paschi di Siena. 

Ricordiamo che poche ore prima della pubblicazione dei risultati degli stress test, il 30 luglio scorso, era stato concluso l’accordo per salvare l’unica banca che sarebbe stata bocciata, MPS. 

L’accordo prevedeva la cessione delle sofferenze al prezzo scontatissimo di 30 centesimi per un euro, al fondo Atlante che le avrebbe cartolarizzate e vendute sul “mercato” con garanzia statale. In cambio, un consorzio di banche internazionali, composto da Mediobanca, JP Morgan, Goldman Sachs, Santander, Citi, Crédit Suisse, Deutsche Bank e Bank of America Merrill Lynch. si era impegnato a sottoscrivere un aumento di capitale di cinque miliardi. 

Ma il 30 agosto, l’AD di MPS Fabrizio Viola ha proposto al Consiglio d’amministrazione della banca un cambiamento per ridurre l’esborso dei disinteressati investitori. Concretamente, egli ha proposto il bail-in di tre miliardi di obbligazioni subordinate in mano a istituzioni e risparmiatori. 

Le obbligazioni dovrebbero essere convertite in azioni, così riducendo la sottoscrizione per il consorzio. 

Ma l’aumento di capitale è superiore al previsto: secondo Viola la banca avrebbe bisogno di soli tre miliardi, che aggiunti ai tre dei bond convertiti in azioni, fa un totale di sei miliardi. 

In Germania, il sottosegretario alle Finanze Jens Spahn (nella foto) – un tipetto il cui sguardo allucinato lo fa sembrare il gemello separato alla nascita del “mostro del Circeo” – ha proposto di investire i fondi delle pensioni statali, che tradizionalmente vengono investiti in modo prudente, come i titoli di stato, nel mercato azionario

In un’intervista al Sueddeutsche Zeitung del 22 agosto, Spahn ha dichiarato: “Laddove sia possibile, dobbiamo ridurre le garanzie a favore di maggiori possibilità di guadagno”, e “dovremmo investire in modo più scaltro il denaro che non verrà usato nei prossimi dodici mesi”. 

La domenica successiva, Spahn è stato promosso “Cancelliere in attesa” dal quotidiano britannico The Guardian. Spahn è certamente ben visto dai mercati finanziari come possibile successore a Merkel, ora che si è aperta la lotta di successione dopo la cocente sconfitta della CDU nelle elezioni dello stato del Mecklenburg-Vorpommern. Spahn ha già iniziato la rincorsa a destra del partito AfD sul tema dell’immigrazione. 

Fonte: qui