9 dicembre forconi: Atene
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martedì 24 luglio 2018

Grecia, incendi alle porte di Atene: oltre 50 morti e 100 feriti

Ansa - Sono almeno 54 le vittime dei devastanti incendi che interessano in queste ore la zona a nordest di Atene: lo riporta l'emittente greca Skai sul proprio sito, che cita - tra gli altri - un membro della Croce Rossa, Bill Andriopoulos. La situazione è drammatica: migliaia le persone evacuate, la località di Mati è incenerita. Il fumo denso ha raggiunto la capitale e si vede il Partenone avvolto da una nube fitta. Il governo greco ha chiesto aiuto all'Europa. Nel frattempo la Turchia, storicamente 'rivale' della Grecia, ha offerto aiuto nei soccorsi.
Il bilancio ufficiale è ancora di 24 vittime, scrive Skai sul proprio sito, ma secondo Andriopoulos 26 corpi sono stati trovati nella regione della Costa d'Argento, tra alcune case a 30 metri dalla spiaggia. La notizia, prosegue l'emittente, è stata confermata dal sindaco di Pikermi-Rafina, Evangelos Bournos, secondo il quale gli incendi hanno distrutto finora almeno 1.000 abitazioni nella zona. Almeno altre quattro persone risultano disperse. Si teme che alcuni, per fuggire alle fiamme, si siano tuffati in mare e siano morti annegati. La Grecia ha chiesto l'aiuto dell'Europa. 
"Ho visto cadaveri, auto bruciate, mi sento fortunata ad essere viva. Mati non esiste nemmeno più come insediamento". E' la testimonianza di una donna sopravvissuta agli incendi alla tv greca Skai, ripresa dai media internazionali. Mati è una località turistica costiera nella regione di Rafina, a circa 40 km a nordest di Atene. Qui si conta il maggior numero di vittime, morte nelle loro case o nelle auto.
La Turchia ha offerto il suo supporto. "Siamo pronti ad aiutare", ha detto il ministro degli Esteri di Ankara Mevlut Cavusoglu in una telefonata all'omologo greco Nikos Kotzias. Non è chiaro tuttavia se Atene accetterà l'offerta. I due Paesi, divisi da una storica rivalità e protagonisti anche di tensioni recenti, avevano in passato cooperato in caso di disastri naturali, come nella cosiddetta 'diplomazia dei terremoti' del 1999.
Nella vicina Mati la Guardia Costiera è stata costretta a intervenire per evacuare i turisti intrappolati sulla spiaggia. Un secondo incendio sta devastando le pinete in una zona a 50 chilometri a ovest di Atene. Il fumo denso, arrivato fin sulla capitale, ha costretto alla chiusura della principale autostrada di collegamento con il Peloponneso. Sul campo sono stati dislocati centinaia di vigili del fuoco e decine di mezzi. Sette aerei anti-incendio e quattro elicotteri cercano di circoscrivere i roghi dall'alto. 
Il governatore dell'Attica, che ieri ha proclamato lo stato di emergenza nella zona est e ovest, sta mettendo a disposizione bus e cisterne di acqua per aiutare a domare le fiamme. Migliaia le persone fuggite, decine le auto distrutte e le case incendiate. "Il fuoco infuria senza sosta, facciamo appello ai residenti di dirigersi verso Corinto per proteggere se stessi e i propri figli", è il drammatico appello del vicesindaco di Megara, che sorge nei pressi di Kineta, dove le fiamme avanzano con maggiore velocità. "La gente piange, urla al telefono, mentre bruciano le auto parcheggiate e le sirene risuonano ovunque. L'aria è torrida, le fiamme sono vicine", è la drammatica testimonianza di un cronista nei pressi di Rafina, non lontano da Penteli, epicentro dell'incendio. 

lunedì 12 settembre 2016

LA RESA DEI CONTI DENTRO LA UE: PAESI DELL'EST IN RIVOLTA SUI MIGRANTI, QUELLI DEL SUD CONTRO LA GERMANIA (CHE REAGISCE)

Ad una settimana dal Consiglio Ue di Bratislava (dove il gruppo di Visegrad dichiarerà "guerra" alla Commissione Ue sui migranti), l'Unione mai così disunita come ora  si ritrova segnata da un nuovo scontro sull'austerità, ovvero sulla dottrina dei banchieri tedeschi e nord europei. Uno scontro frontale dalle caratteristiche geografiche.  

Da un lato la Germania del ministro-falco Wolfgang Schaeuble dall'altro l'accozzaglia dei governi finti-socialisti-sinistri(veri destri-elitari!) dei Paesi mediterranei della Ue, riunitasi ieri ad Atene su iniziativa del premier greco Tsipras.

Un  vertice che si poneva tra gli obiettivi primari la formazione di un fronte comune anti-austerity e che, proprio per questo, finisce gia' prima di cominciare nel mirino dei tedeschi.
Ad Atene sono arrivati i leader della sponda Sud dell'Ue: Renzi, Hollande, il maltese Joseph Muscat, il portoghese Antonio Costa fino al presidente cipriota Nicos Anastasiades mentre la Spagna e' l'unica ad essere sotto-rappresentata: per Madrid partecipa infatti il viceministro (di un governo inesistente, in carica solo per l'ordinaria amministrazione) agli Affari Ue Fernando Eguidazu.

Ed era tarda mattinata, ieri, quando, prima ancora di leggere la dichiarazione comune che produrra' il summit Euro-Med e' il capogruppo Ppe a Bruxelles Manfred Weber ad tirare la prima sciabolata mediatica: partecipare a questo vertice di Atene e' da "irresponsabili", afferma, riferendosi ai leader piu' di 'peso' dell'incontro, Renzi, Hollande e il 'padrone di casa' Tsipras.

Ancor piu' duro, anche perche' segnato dal sarcasmo, e' il commento di Schaeuble. "Quando i leader socialisti si incontrano perlopiu' non viene niente di buono e di intelligente", punge il titolare dell'Economia di Berlino, consapevole che l'unico leader conservatore potenzialmente presente al consesso ateniese, Mariano Rajoy, risulta assente perchè sarebbe stato lì a titolo personale, visto che non è riuscito a formare un governo.
Parole alle quali e' Tsipras a replicare, sottolineando come il gruppo Euro-Med "voglia unire e non dividere l'Europa", sulla base di tre concetti: crescita, sicurezza, solidarieta' nella gestione della crisi dei migranti. Ufficialmente dal governo italiano non giunge alcuna risposta mentre e' il capogruppo del Pse, Gianni Pitella a replicare in modo netto: "Weber farebbe meglio a pensare ai suoi amici falchi dell'austerita', i veri responsabili della stagnazione europea", afferma l'esponente del Pd facendo riferimento a quel surplus primario che in Germania ammonta ormai a 90 miliardi e che di fatto viola le regole Ue.

Di certo, il fatto e' che il vertice dei Paesi del Sud - ironicamente chiamato dalla stampa tedesca 'Club Med' - ha dato molto fastidio al governo tedesco, perche' a partecipare e' stato anche Hollande che fino a qualche mese fa era fedelissimo all'asse franco-tedesco con la Merkel. L'Italia, in questo rinnovato 'movimento' europeo, fa il suo gioco, ma come sempre capita a Renzi, è fatto di chiacchiere, intenzioni a parole, nessuna decisione nei fatti. E infatti, alla fine il vertice del Club Med socialista s'è concluso con l'ennesimo documento-appello-esortazione al "cambiamento", alla "flessibilità", alla dine del "rigore". Documento che - vien da dire - non è neppure stato tradotto in tedesco.

Ma la sostanza è sotto gli occhi di tutti: a tre mesi dalla vittoria del Brexit, la Ue anzichè compattarsi è dilaniata da una guerra intestina tra Nord e Sud con al centro l'euro sempre più percepito come una moneta che ha portato povertà e crisi economica. 

La partita dentro la Ue si fa sempre più dura, piu' che nel vertice di Bratsilava, lo scontro finale si materializzerà a gennaio 2017 con il rinnovo della carica di Martin Schulz (a capo dell'Europarlamento) e Donald Tusk (a capo del Consiglio Ue) due nodi che somigliano sempre piu' ai cappi di una forca a cui verrà impiccata la Ue. 

sabato 10 settembre 2016

Fonte: ilnord.it

domenica 4 settembre 2016

A CHE SERVONO LE OLIMPIADI?

ATENE 2004: DIECI ANNI DOPO, LE ROVINE DEI FASTI OLIMPICI 

STADI, PISCINE E ARENE, COSTATI NOVE MILIARDI DI EURO, TRASFORMATI IN DISCARICHE, SEMI DISTRUTTI, PIENI DI STERPAGLIE


VIDEO - ATENE 2004: DIECI ANNI DOPO, LE ROVINE DEI FASTI OLIMPICI


olimpiadi di atene 10 anni dopo 9OLIMPIADI DI ATENE 10 ANNI DOPO 9

Esattamente dieci anni fa, ad Atene si aprivano i XXVIII Giochi Olimpici Estivi. Due settimane di festa e sfarzo. ‘‘E’ un grande investimento che mostrerà i suoi frutti nel futuro’‘, diceva l’allora Ministro dell’Economia George Alogoskoufis. Ma non sapeva che non sarebbe proprio andata cosi’.


La maggior parte delle strutture utilizzate 10 anni fa, oggi sono in degrado. Stadi, piscine e arene trasformati in discariche, semi distrutti, pieni di sterpaglie. Abbandonati a loro stessi, insomma.

olimpiadi di atene 10 anni dopo 8OLIMPIADI DI ATENE 10 ANNI DOPO 8

Un enorme spreco per tanti: nove miliardi di euro circa. Un ‘buco’ che, per i critici, ha avuto un ruolo anche nella crisi economica, che ha messo poi in ginocchio la Grecia.


“La legge olimpica che aiuto’ a costruire velocemente queste strutture non si assicuro’ che il governo avesse i giusti permessi e compisse i passi necessari, perchè queste strutture venissero utilizzate adeguatamente anche dopo i Giochi”, ha spiegato Spyros Capralos, Presidente del Comitato Olimpico Ellenico.


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Poche inoltre sono le infrastrutture urbane che hanno migliorato Atene, come la nuova linea di metropolitana leggera a cielo aperto, che conduceva dal centro al Pireo.

“Il CIO oggi si preoccupa molto dell’eredità post-olimpica delle città” ha dichiarato Stratos Safioleas, portavoce internazionale ad Atene 2004.

“Il CIO presta molta attenzione all’impatto che le Olimpiadi provocano sulle città e sui Paesi ospitanti l’evento. E, di solito, questo porta alla creazione di nuove infrastrutture, perchè i Giochi servono proprio a questo: a creare infrastrutture sportive e non solo”.
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Non tutti i siti olimpici sono fortunamente delle cattedrali nel deserto. Alcuni sono stati trasformati, come l’ex Broadcast Center, che oggi è un centro commerciale e l’arena del badminton, diventata un teatro. Buone idee, ma non dal punto di vista degli sportivi greci.