9 dicembre forconi: Italia
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mercoledì 25 dicembre 2019

Ecco perchè in VenezuItalia il Declino è Irreversibile....

Sostanzialmente Ricolfi nell'articolo che trovate più avanti ci racconta quello che vi descrivo ed anticipo da anni nel mio blog: non vi sto a linkare le decine e decine di post nei quali analizzo proprio le tendenze che sono descritte oggi dal sociologo.
Ma ormai in VenezuItalia da tempo il punto di non ritorno è stato superato:
il trend del Declino è Irreversibile proprio perchè è causato dalla maggioranza degli italiani in negazione della realtà e dunque - in democrazia a suffragio universale - non è possibile invertire il trend perchè la politica è specchio della maggioranza.
Dunque andrà molto peggio prima di NON andare meglio.

Ieri un caso esemplare: su facebook mi ritrovo a parlare con un pensionato siciliano ex-prof di filosofia alle scuole statali dunque ex-dipendente pubblico.
Gli dico che lui sostanzialmente è un MANTENUTO e lui naturalmente si picca rispondendo che ha versato anni di contributi INPS e persino due anni in più del dovuto.
Purtroppo la maggioranza è come lui: o se ne frega oppure è male informata&crede alle fole (non a caso è simpatizzante dei super-populisti a 5 stelle che urlano "le pensioni non si toccano" senza nemmeno sapere di che stiano parlando...ed hanno preso un ciulo di voti proprio al sud promettendo cose impossibili a nastro in totale dissociazione dalla realtà).

La realtà è che l'INPS è schema Ponzi sempre più insostenibile che si regge ancora grazie a 108mld di trasferimenti fiscali ed ogni anno sempre di più per semplice trend demografico da ospizio...dunque l'ex-prof può aver versato tutti i contributi che vuole ma in teoria dovrebbe essere consapevole che li avrebbe buttati nel cesso, non ci fossero una marea di tasse a copertura che affondano però l'economia del Paese + le nuove generazioni che non avranno la pensione a "mantenerlo" (oggi i contributi INPS sono esproprio forzoso a fondo perduto).
Però nessuno INFORMA realmente l'ex-prof ma tutti a raccontargli belle fole assistenzialiste e senza basi reali.

Allo stesso tempo - visto che vive a Palermo - è pure nella Regione col peggiore residuo fiscale negativo in Italia...traduzione = si fa mantenere una seconda volta perchè - senza i trasferimenti dalle regioni del Nord - domani mattina in Sicilia chiuderebbero ospedali, uffici pubblici, uffici postali, anagrafe, servizi comunali, mezzi pubblici etc etc etc
Però nessuno INFORMA realmente l'ex-prof ma tutti a raccontargli belle fole assistenzialiste e senza basi reali.

Ebbene, con questo piccolo caso reale - che purtroppo rappresenta la situazione maggioritaria di un Paese in totale dissociazione dalla realtà - capirete ancora meglio l'analisi di Ricolfi qui di seguito.
Che prima condizione per risolvere un Problema è risconoscere che Esiste:
mentre invece in VenezuItalia a livello maggioritario NON c'è alcuna consapevolezza
ed una politica populista assistenzialista che pensa solo al consenso di breve periodo, continua a cavalcare questa inconsapevolezza.
#BUONAPROSECUZIONEDIDECLINO
#NOHOPEFORTHISITALY

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SIGNORILI SI NASCE


Luca Ricolfi racconta l’Italia: un Paese diventato società signorile di massa e che vive al di sopra delle proprie possibilità.
Ma fino a quando?

Luca Ricolfi, sociologo, classe 1950, insegna Analisi dei dati nell’Università di Torino ed è Presidente e responsabile scientifico della Fondazione David Hume.
È uno dei pochi che ci stanno capendo qualcosa e che sa anche dirlo numeri alla mano.
Il suo ultimo lavoro si intitola La società signorile di massa, in libreria con La Nave di Teseo.

Che cos’è la società signorile di massa? È l’Italia di oggi, un posto dove si produce poco ma si consuma moltissimo.
Un posto dove i cittadini che non lavorano hanno superato ampiamente il numero di cittadini che lavorano, dove larga parte della popolazione ha accesso a consumi opulenti e dove allo stesso tempo la produttività è ferma da vent’anni.


E malgrado tutto questo, si continua a vivere alla grande.
Com’è possibile?
Perché il conto qualcuno dovrà pur pagarlo.
Ricolfi proprio questo ha intuito..............................

chi, come e quando pagherà il conto.

Ricolfi, La società signorile di massa si regge su tre pilastri.
Il primo è la ricchezza accumulata dalle generazioni dei nonni e dei padri: come hanno fatto ad accumularla?

Le condizioni fondamentali che nel secondo dopoguerra hanno permesso di accumulare ricchezza sono essenzialmente tre.
La prima è la disponibilità della popolazione a fare sacrifici in vista di benefici futuri, un fattore che è venuto meno già verso la fine degli anni ‘70.
La seconda è la contenuta pressione fiscale, di cui abbiamo smesso definitivamente di beneficiare dalla metà degli anni ’80 in poi.
La terza è il cocktail di svalutazioni competitive e indebitamento pubblico, che ha drogato la crescita economica nel ventennio 1972-1992.
Quest’ultimo fattore è venuto meno con gli accordi di Maastricht (1992) e l’ingresso nell’euro (1999).

Le tre condizioni precedenti sono sostanzialmente irripetibili.
Salvo forse quella della pressione fiscale, che in teoria potrebbe scendere un po’, anche se difficilmente al livello dei primi anni ’80 (sotto il 35%, contro il 42% di oggi).

Secondo pilastro su cui regge la società signorile di massa è la distruzione della scuola, che in sostanza ha prodotto e produce incolpevoli velleitari totalmente impreparati al lavoro.
È un punto in cui ho rivisto un po’ de la Teoria della classe disagiata di Raffaele Alberto Ventura.
Cosa è andato storto? Si studia troppo o troppo poco? Ci si laurea “male”?

La Teoria della classe disagiata è probabilmente il testo più profondo, e libero da preconcetti ideologici, che io abbia letto sull’Italia di oggi, e sui giovani in particolare.
Su questo punto, quello della condizione giovanile, il quadro che dipinge Ventura ha molti punti di contatto con quello che ho provato a tracciare io, una prima volta in un capitolo de L’enigma della crescita (Mondadori 2014), poi ne La società signorile di massa (La Nave di Teseo 2019).
Lei mi chiede che cosa è andato storto, e dove si è sbagliato nella scuola.
A me pare che gli errori capitali siano due, uno antico e mai corretto, l’altro moderno e orgogliosamente rivendicato.

L’errore antico è la svalutazione della cultura scientifica e del sapere pratico, un errore che – più che uno sbaglio vero e proprio – è un aspetto della nostra mentalità e della nostra cultura, che è sempre rimasta fondamentalmente e romanticamente anti-industriale e anti-moderna.

L’errore più recente, invece, è la scelta di tutti – politici, insegnanti, genitori – di abbassare gli standard dell’istruzione, sia nel senso di diluire i programmi (più nell’università che nella scuola) sia, soprattutto, di abbassare l’asticella della sufficienza.

In concreto questo ha significato tre cose.
Primo, svalutare e disincentivare la formazione professionale.
Secondo, favorire gli studi più facili o ritenuti tale, a scapito delle materie scientifiche e delle materie umanistiche più impegnative come latino e greco.
Terzo, rilasciare titoli di studio fasulli, illudendo i giovani di essere pronti per mestieri che la maggior parte di loro non era preparato a svolgere.
Con una conseguenza drammatica: ai ceti subalterni è stata tolta l’unica risorsa – la cultura – che avrebbe loro permesso di competere sul mercato del lavoro con i ceti medi e alti.

Terzo pilastro è “l’immigrazione incontrollata, che ha favorito la formazione di un’infrastruttura para-schiavistica”.
Ma a questo punto non converrebbe gettare la maschera?
E accettare apertamente quanti più migranti possibile proprio per metterli in queste condizioni paraschiavistiche e proseguire nella nostra – infame, per carità – vita da rentier?
È quello che sta succedendo.
I ceti popolari non amano gli immigrati perché li vedono – realisticamente – come concorrenti nell’accesso ai servizi pubblici, come rivali nella conquista dei pochi posti di lavoro disponibili con conseguente dumping salariale, come minacce alla sicurezza nelle periferie e nei quartieri degradati.
I ricchi e i ceti medi, invece, li vedono un po’ cinicamente come candidati ideali ad occupare le posizioni più umili nella scala sociale: braccianti, muratori, magazzinieri, facchini, badanti, camerieri, lavapiatti, per non parlare dei servizi illegali, come lo spaccio di sostanze, la prostituzione, il gioco d’azzardo illegale.

Troppo spesso si dimentica che le differenze fra l’approccio ai problemi dell’immigrazione tipico dei “signori” e quello delle persone umili sono normalissime differenze di interessi materiali, e non differenze di cultura o di umanità.
Chi è sotto non vuole concorrenti, chi è sopra è ben felice di disporre di servizi a basso costo.
Questo punto, curiosamente, viene quasi sempre dimenticato dai mass media e dagli studiosi, che preferiscono pensare i ceti popolari come rozzi e sobillati dalla propaganda, e i “ceti medi riflessivi” come portatori di una superiore razionalità e coscienza morale.
Non arrivo a dire, come fa il giovane filosofo Diego Fusaro, che la macchina dell’accoglienza è un sistema per effettuare “deportazioni di massa” a beneficio di imprenditori e signori di varia specie, ma è vero che in una società signorile di massa l’apertura ai flussi migratori ha due facce.
Quella umanitaria di chi, come i radicali, sogna un mondo senza frontiere in cui a tutti siano garantiti alcuni diritti fondamentali, e quella più prosaica di quanti, come i datori di lavoro e i membri della “classe agiata”, hanno bisogno di forza lavoro e servitù.

Nella società signorile di massa i giovani – diciamo i trenta, quarantenni – sono sia privilegiati che vittime.
Privilegiati perché di certo non rischiano la vita: hanno un tetto, cibo, affetto genitoriale, meno spesso un lavoro.
In fondo però più che vivere, sopravvivono.

Si può arrivare così a cinquant’anni senza che si rompa qualcosa?
Sì e no.
Si può andare avanti così nei ceti alti e medio-alti, non si può nei ceti medio-bassi.
Tutto dipende da quanto è grande il patrimonio familiare, e quanto lunga è l’aspettativa di vita dei genitori.
Ma la conseguenza principale della dilazione delle scelte occupazionali, per cui si posticipa di 10 o 20 anni l’ingresso definitivo nel mercato del lavoro, è di tipo pensionistico: chi fino a 40 anni lavoricchia, e solo dopo i 50 ha un vero lavoro, inevitabilmente andrà in pensione con un reddito molto basso.

Ha detto che “Diventeremo come i nobili decaduti, nevroticamente impegnati a sostenere il nostro modo di vita facendo debiti, coscienti che tra un po’ il mondo dorato non esisterà più”.
Sarà una discesa lenta o ci saranno degli strappi?
Faremo la fine del conte Mascetti, “Non vi preoccupate: tra tre giorni mi ammazzo”?
Direi piuttosto, con Keynes: “nel lungo periodo saremo tutti morti”.
Il declino dell’Italia è sufficientemente lento da permetterci di autoingannarci, pensando che i problemi verranno al pettine solo “nel lungo periodo”, ovvero quando non ci saremo più. Il guaio è che, fra 20, 30 o 40 anni i nostri figli e nipoti ci saranno eccome: sono loro che pagheranno il prezzo del nostro ostinato rifiuto di riconoscere il piano inclinato su cui stiamo scivolando.
La “condizione signorile” degli italiani è caratterizzata da consumi opulenti e non è una condizione felice: i soldi non danno la felicità, e lo sappiamo da qualche millennio.
Quali sono le patologie e le dipendenze nella società signorile di massa?
Le dipendenze principali a mio parere sono quattro:
consumo patologico di alcol e droghe leggere;
consumo di cocaina e eroina;
gioco d’azzardo, legale e illegale;
ludopatia, sia su internet sia da giochi elettronici.
A queste quattro dipendenze occorre però aggiungere una forma di dipendenza più sottile e forse più grave.
La patologica dipendenza dal giudizio degli altri, che ci porta a diventare – attraverso internet e i social – patetici gestori della nostra reputazione e della nostra immagine.

La “condizione signorile” non porta quindi a una società felice, ma allora cosa serve per avere una società felice?
La felicità va distinta dalla soddisfazione o dalla contentezza, e infatti la maggior parte delle lingue – ma curiosamente non l’inglese – hanno due parole distinte.
Come ebbe una volta ad osservare Albert Hirschman la parola inglese “happiness” ha un significato molto più debole dei corrispondenti termini italiano (felicità), francese (bonheur), tedesco (glücklichkeit).
Se ci atteniamo alle analisi più profonde del concetto di felicità – ad esempio quella di Ortega y Gasset nel Discorso sulla caccia – alla felicità sono essenziali almeno tre cose:
l’attesa, qualche tipo di sforzo, un certo grado di incertezza del risultato.
Tutti elementi che una società signorile di massa tende a sopprimere.


Un portato abbastanza inevitabile in un Paese che consuma ma non produce è la decrescita: difficilmente quella sarà “felice”.
Come potrebbe decrescere l’Italia?
Io vedo una grande continuità fra governi di destra e di sinistra, fra governi europeisti e populisti.
E anche fra Conte 1 e Conte 2.
Nessuno dei governi degli ultimi dieci anni ha seriamente affrontato i due problemi cruciali dell’Italia, l’esplosione del debito e la produttività ferma da vent’anni,
tutti hanno preferito cercare consenso aumentando la spesa pubblica piuttosto che restituendo ossigeno all’economia.
La verità, temo, è che in Italia il “partito del Pil”, che vorrebbe far ripartire la crescita, è maggioranza nel Paese ma non nei palazzi della politica, dove a prevalere sono le spinte assistenziali.
In queste condizioni lo scenario più probabile mi sembra quello che ho chiamato “argentinizzazione lenta”: un indebolimento dell’economia e una disgregazione del tessuto sociale sufficientemente lenti da non provocare alcuna reazione.
Sempre che una crisi finanziaria internazionale, o una mossa avventata dei nostri politici, non faccia improvvisamente precipitare le cose, gettandoci in una situazione simile a quella della Grecia.

Ha detto che anche Francia e Belgio sono avviate sulla nostra stessa strada: che cosa abbiamo in comune con loro? E con la Grecia?
In comune con Belgio e Francia abbiamo consumi opulenti, poco tempo dedicato al lavoro, crescita asfittica.
Con la Grecia abbiamo in comune il tasso di occupazione più basso del mondo occidentale, ma divergiamo per il livello dei consumi e la crescita: noi siamo molto più ricchi dei greci, ma loro da un paio di anni sono tornati a crescere, mentre noi siamo in stagnazione, unico paese in Europa e più in generale nel mondo sviluppato.

Quando ci sveglieremo dal nostro sogno signorile?
Io credo che una parte minoritaria ma non trascurabile dei cittadini italiani già oggi si renda conto, più o meno confusamente, che viviamo in una società signorile, e che questa condizione non può durare.
Tuttavia penso anche che questa minoranza sia destinata a restare tale, perché la maggioranza non ha la minima intenzione di risvegliarsi dal sogno, e la lentezza del nostro declino le permette di nascondere la testa sotto la sabbia.
Fonte: qui

domenica 22 dicembre 2019

GIGGINO IL BIBITARO SI RIFIUTA DI DARE ARMI A SERRAJ PER CONTRASTARE L’OFFENSIVA DI HAFTAR: “LA SOLUZIONE PUÒ ESSERE SOLO POLITICA, NON MILITARE”



E COSÌ AD AIUTARE IL GOVERNO LIBICO LEGITTIMATO DALL’ONU CI PENSERÀ IL DITTATORE TURCO, MENTRE I MERCENARI DI PUTIN SONO ARRIVATI A SOSTEGNO DELL’UOMO FORTE DELLA CIRENAICA…
Marco Galluzzo per il “Corriere della Sera”

LUIGI DI MAIO E SERRAJLUIGI DI MAIO E SERRAJ
Nel giro di poche ore Fayez Sarraj incassa i no della missione Onu in Libia, dell' Unione Europea e dell' Italia attraverso la Farnesina. Se il governo libico legittimato dall' Onu ha chiesto anche all' Italia aiuto militare, la risposta del ministero degli Esteri non poteva essere più esplicita: «La soluzione alla crisi libica può essere solo politica, non militare. Per questo motivo continuiamo a respingere qualsiasi tipo di interferenza, promuovendo invece un processo di stabilizzazione che sia inclusivo, intra-libico e che passi per le vie diplomatiche e il dialogo», hanno dichiarato fonti del ministero.
LUIGI DI MAIO KHALIFA HAFTARLUIGI DI MAIO KHALIFA HAFTAR

CONTE SERRAJCONTE SERRAJ
Il presidente del Consiglio presidenziale del governo di accordo nazionale libico (Gna), Fayez Sarraj, ha inviato lettere ai capi di governo di cinque Paesi considerati alleati: Algeria, Italia, Regno Unito, Stati Uniti e Turchia. Sarraj ha sollecitato «questi Paesi amici ad attivare gli accordi di cooperazione in materia di sicurezza per respingere l' aggressione contro la capitale libica, Tripoli, da qualsiasi gruppo armato che opera al di fuori della legittimità statale al fine di preservare la pace sociale e raggiungere la stabilità in Libia».

AL SERRAJ ERDOGANAL SERRAJ ERDOGAN
Nelle sue lettere, Sarraj ha anche invitato i cinque Paesi «a cooperare e coordinarsi con il governo di accordo nazionale nella lotta contro le organizzazioni terroristiche, come Stato islamico e Al Qaeda, poiché l' offensiva su Tripoli ha fornito loro l' opportunità e il clima appropriato per tornare in Libia, dove la loro attività è aumentata».

vladimir putin emmanuel macronVLADIMIR PUTIN EMMANUEL MACRON
La scorsa settimana il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, aveva espresso la sua intenzione di inviare truppe in Libia se il Gna lo avesse richiesto. Ieri Erdogan ha dichiarato, in modo minaccioso, sull' influenza di Mosca: «Sfortunatamente si tratta di un gruppo creato dalla Russia ma che non ha la Russia tra i suoi membri, esattamente come sapete che gli Stati Uniti hanno agito in Afghanistan, attraverso mercenari. Si tratta del gruppo Wagner: agiscono come mercenari a sostegno dell' esercito di Haftar.

MACRON HAFTARMACRON HAFTAR
La Turchia certo non rimarrà in silenzio e faremo tutto quanto in nostro potere». Palazzo Chigi ha reso noto che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e Erdogan hanno avuto sempre ieri «una lunga e articolata conversazione telefonica» sulla crisi libica. Il potenziale dispiegamento di truppe turche in Libia preoccupa Mosca. Lo ha dichiarato ai giornalisti una fonte del ministero degli Esteri russo.
LUIGI DI MAIO KHALIFA HAFTARLUIGI DI MAIO KHALIFA HAFTAR

Il maresciallo Haftar è atteso a Roma «nelle prossime settimane», aveva annunciato il ministro degli Esteri dopo la missione in Libia. Sta accelerando la ricerca del profilo giusto per il ruolo di inviato speciale dell' Italia in Libia: tra gli altri, circola anche il nome di Staffan de Mistura.

Fonte: qui

sabato 7 dicembre 2019

UNA RIFORMA DEL PROCESSO CIVILE: SANZIONI PER CHI INTRAPRENDE CAUSE TEMERARIE, MENO NORME E POCHE REGOLE CHE VALGONO PER TUTTI I GRADI.

PER LE NOTIFICHE BASTERÀ LA PEC. SARÀ TUTTO DIGITALIZZATO

Francesca Chiri per l'ANSA

giuseppe conte alfonso bonafedeGIUSEPPE CONTE ALFONSO BONAFEDE
Dimezzare i tempi dei processi civili: in attesa che si trovi una quadra nella maggioranza sulla riforma del processo penale e sull'avvio della prescrizione, il governo vara il nuovo processo civile. Una riforma, assicura il guardasigilli Alfonso Bonafede, considerata "prioritaria dal 90% degli italiani". Meno norme e poche regole che valgono per tutti i gradi del processo è la filosofia della riforma che punta ad incidere sulla disciplina del contenzioso civile, nell'ottica della "semplificazione, della speditezza e della razionalizzazione delle procedure" salvaguardando allo stesso tempo il rispetto delle garanzie del contraddittorio.

 "Attrarremo più investitori" assicura il premier Giuseppe Conte che assieme al ministro della Giustizia scende in sala stampa per rassicurare anche sulle tensioni in corso nella maggioranza sulla prescrizione e ribadire: "assicureremo la ragionevole durata dei processi ma" la norma sulla prescrizione "in vigore dal 1 gennaio va mantenuta". "Siamo al lavoro e sono sicuro che raggiungeremo un'intesa per poter garantire la ragionevole durata dei processi" ripete Bonafede.

alfonso bonafede.ALFONSO BONAFEDE.
Che insiste però su un punto imprescindibile: "non e' possibile pensare che dopo la sentenza di primo grado non ci sia una risposta dello Stato, che sia di assoluzione o di condanna". Quanto invece alla riforma del civile, il ministro ha spiegato che si passa "da tre riti ad un rito" e che ci sarà un solo atto introduttivo: il ricorso. Anche il perimetro della causa verrà " definito 10 giorni prima che le parti compaiano davanti al giudice". Inoltre verranno eliminati i tempi morti, con la riduzione del numero delle udienze e l'eliminazione dell'udienza di precisazione delle conclusioni.

Ridotti anche i casi in cui il tribunale giudicherà in composizione collegiale, modello che verrà applicato anche al rito collegiale e a quello d'appello. La riforma elimina il rito Fornero nel diritto del lavoro ("una pagine triste della storia politica e giudiziaria", spiega Bonafede) e particolare attenzione viene riservata dal testo al procedimento per lo scioglimento delle comunioni, che risulta oggi tra quelli con durata più elevata.

tribunale civile romaTRIBUNALE CIVILE ROMA
E sempre per smaltire gli arretrati e facilitare il lavoro dei giudici ci saranno "sanzioni" per chi intraprende cause temerarie. Infine ci sarà il divieto per l'ufficiale giudiziario di fare la notifica cartacea se il destinatario ha un indirizzo Pec o se ha un indirizzo digitale. Sara' tutto digitalizzato, e sulla digitalizzazione verrà fatto un vero investimento. Insomma, conclude il Guardasigilli, "nel codice di procedura civile ci saranno meno regole valide per tutti i processi".

Fonte: qui

martedì 3 dicembre 2019

C’È UN SETTORE DOVE GLI STRANIERI SONO INTEGRATI ALLA PERFEZIONE: LA MAFIA!

I CLAN NIGERIANI, ALBANESI, RUMENI E SERNI ORMAI SONO CONSOLIDATI IN TUTTA ITALIA. 
IL MERCATO È COSÌ AMPIO CHE CE N’È PER TUTTI 
E LA NOSTRA CRIMINALITÀ? LI ACCETTA E NE APPROFITTA SUBAPPALTANDO AGLI STRANIERI I LAVORI PIÙ SPORCHI E TENENDOSI GLI AFFARI PIÙ REDDITIZI
Fabio Amendolara per ''la Verità''

mafia nigerianaMAFIA NIGERIANA
In Lombardia l' hanno chiamato «patto di non belligeranza». In Campania è «tolleranza». A Bari lo definiscono «accordo mafioso». Su Palermo parlano di «integrazione criminale e sociale». Le mafie straniere sono ormai ben integrate. E alcune, come quella nigeriana, sono riuscite a scalare così tanto la classifica criminale italiana da entrare nella top five della mala. E se in Lombardia il «patto di non belligeranza» riguarda tutte le espressioni criminali, si va dagli albanesi in joint venture con i romeni per gestire il business della prostituzione, ai nigeriani che controllano piazzole delle grandi città, ai clan della 'ndrangheta che trafficano in droga, fanno pagare il pizzo alle imprese e riciclano a go go, mentre nel resto dello Stivale gli accordi, di solito, si fanno in due.

prostituzione mafia albanesePROSTITUZIONE MAFIA ALBANESE
Nel capoluogo lombardo è questione di mercato: «È così ampio che ce n' è per tutti», sostiene il tenente colonnello Piergiorgio Samaja, capo centro a Milano della Direzione investigativa antimafia. Ma è l' unico esempio di relazione paritaria. Il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho ritiene che i gruppi criminali stranieri, compresa la mafia africana, «operino in subappalto rispetto alle mafie nostrane».

cafiero de raho foto di baccoCAFIERO DE RAHO FOTO DI BACCO
Da lagos nella «top 5»
«Se la mafia nigeriana entra nel nostro territorio», sostiene il numero uno dell' antimafia, «è evidente che le è consentito dalle mafie già presenti: è da escludere una mafia nigeriana che possa partecipare e operare autonomamente, così come quella albanese. Oggi sono le nostre mafie che comandano, che si dedicano agli affari e che hanno raggiunto un livello superiore». Hanno messo da parte coppola e lupara, insomma. «La mafia nigeriana, invece», afferma de Raho, «è dedita al traffico di stupefacenti e allo sfruttamento della prostituzione.
nicola gratteriNICOLA GRATTERI

La mafia albanese fa altrettanto. Le nostre mafie reinvestono e sono le più pericolose perché in modo più insidioso entrano nei mercati e nell' economia. Sono soggetti che non si muovono più con i comportamenti tradizionalmente criminosi ma con comportamenti da industriali, imprenditori, professionisti».

mafia nigerianaMAFIA NIGERIANA
Lo spazio per la manovalanza e per quelli che ormai sono considerati degli affarucci da 'ndrangheta, Cosa nostra e camorra, è stato coperto dagli stranieri. Che pagano per poter stare sul territorio. E che, a quel punto, non solo vengono tollerati, ma anche protetti. Un' integrazione criminale che è arrivata prima di quella sociale. È il caso di Palermo, dove tra gli uomini di Cosa nostra e quelli della mafia di Benin City, Black Axe, Viking ed Eye, sono in sintonia.

C' è un luogo, il mercato di Ballarò, in pieno centro del capoluogo siciliano, in cui i boss della mafia che fecero saltare in aria Giovanni Falcone e Paolo Borsellino hanno lasciato il posto ai «don» neri della mala africana.

mafia arresti inzerilloMAFIA ARRESTI INZERILLO
Quella fetta di territorio è cosa loro. E proprio come è accaduto a Cosa Nostra, anche tra i nigeriani sono saltati fuori i collaboratori di giustizia. Sono due, in particolare, quelli che hanno messo in crisi il sistema: Don Emeka e Austine Johnbull. Il primo, tra il 2014 e il 2015, cominciò a spifferare ciò che sapeva dei suoi compari, dopo aver subito un' aggressione per la quale Johnbull fu condannato a 12 anni e 4 mesi per tentato omicidio.
prostituzione mafia albanesePROSTITUZIONE MAFIA ALBANESE
I primi pentiti
La condanna ha convinto anche Johnbull a vuotare il sacco. Ed è stato il primo a svelare i riti d' affiliazione e gli affari dei Black Axe.

E, altra coincidenza con Cosa nostra, si è meritato il nomignolo di Buscetta della mafia nigeriana. Ormai anche durante i processi lo chiamano così. Ma dalla cupola messa su da Bernardo Provenzano, Totò Riina e Matteo Messina Denaro, la mafia nera nigeriana ha mutuato anche l' organizzazione interna: piramidale. E forse anche per questo motivo si è integrata con più facilità.
mafia nigerianaMAFIA NIGERIANA

In Triveneto, invece, è in atto un altro esperimento: lì, nei territori controllati dalle famiglie di 'ndrangheta emigrate negli anni Ottanta e Novanta, i gruppi albanesi e nigeriani sono accomunati da reciproco rispetto, non solo nell' attività di sfruttamento della prostituzione, ma anche nel traffico di stupefacenti. In particolare, le arterie interne dei centri di Padova, Mestre, Verona, Vicenza, Treviso, Bolzano, Udine e quelle di grande viabilità, che collegano i vari capoluoghi di provincia, sono battute da prostitute nigeriane e albanesi, che operano in territori contigui e senza conflitti.
LA MAFIA A FOGGIALA MAFIA A FOGGIA

Fenomeni dello stesso tipo sono stati registrati anche nel Lazio e in Campania.
MAFIA CAPITALE PROCESSOMAFIA CAPITALE PROCESSO
Dove questo meccanismo viene definito dagli analisti come «una inusuale promiscuità». In Campania, d' altra parte, il meccanismo è ben rodato. Castel Volturno, nel Casertano, è l' esempio più noto: lì la mafia nigeriana gestisce in modo autonomo rispetto alla camorra il traffico di droga e piccoli racket. I clan camorristi, poi, a volte sfruttano la collaborazione dei neri per reati minori. A Napoli, addirittura, come ricostruito dal sito web Stylo24.it, per suggellare definitivamente il patto tra mafia nera e Scissionisti di Secondigliano, i nigeriani hanno affidato in modo illegale un bambino di colore a un componente di spicco degli Scissionisti. Il bimbo pare faccia da garante al patto scellerato chiuso tra la cosca dei ribelli dell' area Nord di Napoli e la mafia siciliana con base a Castel Volturno. Di solito, però, non c' è bisogno di un atto così eclatante. Basta intendersi sugli interessi.

NON BELLIGERANZA
arresti mafia nigeriana a palermoARRESTI MAFIA NIGERIANA A PALERMOmafia nigerianaMAFIA NIGERIANA
Tra i modelli di cooperazione c' è quello triestino, dove i sodalizi criminali stranieri a volte sono partecipati da pregiudicati italiani. Come nel caso del caporalato: lì prospera una importante comunità di etnia serba, la cui componente criminale è tendenzialmente dedita alla gestione del lavoro nero, in prevalenza nel settore dell' edilizia, attraverso lo sfruttamento della manodopera di operai e manovali provenienti dall' Est Europa. Gli italiani di solito fanno i mediatori tra i datori di lavoro e i caporali serbi.
mafia nigerianaMAFIA NIGERIANA

In Calabria e in Puglia, invece, la mafia tradizionale ha scelto come alleata quella albanese. Relazione che, spiega il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, rende le mafie globalizzate.
criminalita organizzata mafia ndrangheta a milano 7CRIMINALITA ORGANIZZATA MAFIA NDRANGHETA A MILANO 

MAFIA VECCHI RITIMAFIA VECCHI RITI
Gratteri ricorda il caso di un trafficante di San Calogero, in provincia di Vibo Valentia, che non aveva pagato una partita di droga ai cartelli colombiani e che è stato intercettato dai terroristi spagnoli dell' Eta. È la prova che varie forme di criminalità collaborano e trovano intese sugli affari comuni.
MAFIA NIGERIANAMAFIA NIGERIANA

E tra questi interessi comuni c' è la difficile gestione criminale dei porti. Gioia Tauro, Taranto, Napoli. Lì gli interessi si intrecciano. E le mafie straniere convivono con quelle locali. «In molti casi», scrivono il procuratore aggiunto Giovanni Russo e il sostituto Cesare Sirignano nell' ultima relazione antimafia al Parlamento, «è stato accertato il pagamento di un quantum da parte delle mafie straniere a quelle tradizionali come riconoscimento della sovranità territoriale, ma il dato non può essere esteso a tutto il territorio nazionale».
C' è poi ancora molto che sfugge agli investigatori.
Della mafia nigeriana, sottovalutata per anni, solo oggi si comincia a scoprire qualcosa in più. E il bacio della morte tra mafie straniere e clan tradizionali fa ancora parte della metà oscura del fenomeno criminale.

Fonte: qui

lunedì 2 dicembre 2019

(persino la) Grecia batte FallitaGlia 2-0


Ebbene sì...
come vi anticipo da gran tempo siamo l'unico PIIGS rimasto (e non per caso)
visto che (persino la) Grecia oggi ci mangia in testa....
non solo a livello di crescita del PIL ma persino a livello di titoli di stato e di borsa

Dopo che l'Irlanda ha subito una durissima crisi bancaria/immobiliare ma poi (prendendo gli aiuti della cattiva Europa al momento giusto e facendo le riforme che andavano fatte) è ripartita come un missile supersonico

dopo che la Spagna ha subito una durissima crisi..............................
.
bancaria/immobiliare ma poi (prendendo gli aiuti della cattiva Europa al momento giusto e facendo le riforme che andavano fatte) è ripartita come un missile supersonico



dopo che il Portogallo ha subito una durissima crisi ma poi (prendendo gli aiuti della cattiva Europa al momento giusto e facendo le riforme che andavano fatte) è ripartita a stecca


Adesso infine tocca anche alla Grecia
= non è che vada tutto bene ehhh (ci mancherebbe!)
ed è chiaro che si partiva da livelli da -25% di PIL
però quest'anno noi (cresciamo) se va bene dello 0.4%
e la Grecia del 2.3%
ed il trend al rialzo della Grecia dura ormai da tre anni

La Grecia ha avuto una crisi nera
la Germania e la UE hanno veramente esagerato all'inizio
ma le colpe come spiegavo secoli fa sono da entrambe le parti delle curve ultras


Poi però la Germania e la Troika si sono ammorbidite a stecca (ma nessuno ve lo dice)
ma solo dopo le necessarie riforme di un Paese persino più assistenzialista dell'Italia
dove si regalavano pensioni e rendite statali anche a 50 anni ed anche al terzo grado di parentela

....Facciamo una premessa. I 970 milioni che l’Eurogruppo dovrebbe sbloccare in aprile, dopo avere concesso alla Grecia due mesi di tempo in più rispetto alla tabella di marcia inizialmente fissata, non sono aiuti.
Trattasi di una tranche dei 4,8 miliardi di euro di interessi e plusvalenze maturati dalla BCE sui bond ellenici detenuti e acquistati negli anni passati per sostenere il mercato sovrano di Atene contro la tempesta finanziaria.
Questi profitti devono essere girati alle banche centrali dell’Eurozona, in qualità di azionisti della BCE, ma da tempo i governi dell’area hanno deciso che li restituiranno alla stessa Grecia come atto di solidarietà e di contributo fattivo alla sua ripresa economica......
Dunque, siamo dinnanzi a un atto di “generosità” dei partner europei, Italia compresa.
Considerate che l’83% del debito pubblico ellenico si trova oggi nelle mani proprio dei creditori della Troika e che per la quota preponderante che fa capo ai governi europei e alla BCE, non viene richiesto il pagamento degli interessi fino al 2022 e dal 2023 saranno sborsati da Atene a tassi nettamente inferiori a quelli di mercato.
Lo stesso FMI sta applicando in questi anni interessi di favore sui suoi crediti.......
Vedi anche dati occupazionali che man mano migliorano (la disoccupazione è un lagging indicator)
Grecia: cala la disoccupazione, mai così dal 2011
Vedi anche indici ellenici Markit PMI






Ed ecco che la Grecia (più assistenzialista perfino di VenezuItalia)
sta facendo MOLTO BENE
e c'è stato anche da farci dei BEI SOLDONI
incluso qualche greco più smart che con questa bella botta si è rifatto in un colpo solo di anni di vacche magre

Le obbligazioni di stato della Grecia hanno reso fino al 50% dell'investimento in pochi mesi. Il rally dei bond continua sulla "piacevole sorpresa per l'Europa" del piano di crescita del nuovo governo.

Inoltre....
se uno invece di scrivere solo cazzate sui social stando sempre nel suo cortiletto italiota,
alzasse anche ogni tanto il culetto e facesse un giro in Grecia
allora vedrebbe che le cose sono un po' diverse dalla disinformazione italiota
vedi mio post facebook di due anni fa

Relax in Grecia che in zone turistiche è 10 volte meglio di FallitaGlia = Deregulation da boom italiano anni '60 senza mafia dello Stato e/o mafia "privata" 
E tutti riescono a campare bene del loro lavoro e della loro iniziativa privata (a matrice familiare) godendosi anche la vita e senza doversi ammazzare di lavoro solo per pagare tasse balzelli burocrazia assurdi e/o pizzi mafiosi se non addirittura veti "ai quali non si può dire di no" che bloccano tutto... . 
 P. S. Tutte le statistiche apocalittiche sulla Grecia che citano di continuo i no-euro-talebani non tengono conto della free zone di un sano sommerso che sfugge a stato inefficiente e che garantisce un benessere notevole a molti greci ma che non risulta ufficialmente...allo stesso tempo un sacco di greci hanno fatto i parassiti spremendo la finanza pubblica di un paese in media povero ma la colpa sarebbe tutta dei crucchi invece che distribuita tra le parti in causa.... 
E vabbè vi farò un video sbrocco al mio ritorno

Rimane solo FALLITAGLIA come PIIGS
in totale fuga...anzi...negazione della realtà.

Ve lo anticipavo più di due anni fa: Ve li ricordate i PIIGS? Ne è rimasta solo una "I"... e non è l'Irlanda ;-)


Il problema è che non abbiamo subito una CRISI SHOCK che desse una sveglia,
ma poco alla volta (senza possibilità di catarsi) stiamo facendo la fine della RANA BOLLITA
= stiamo ancora troppo bene nella comfort zone delle generazioni precedenti

NON PERDERE IL MIO POST:  

Come ripeto da tempo il Declino è prima di tutto nel CERVELLO = nel totale rifiuto di evolvere/adattarsi.
Siamo il VENEZUELA D'EUROPA
Punto.
Un'Italia Unitaria Centralista che non esiste se non come espressione geografica
ed un popolo italiano che non esiste se non come accozzaglia di assistenzialisti fuori dal Mondo.
Ma che lo dico a fare?

(vedi mio post) O Federalismo O Morte!

E mentre in FallitaGlia degli sbiellati a 5 stelle della Decrescita (in)Felice
hanno beccato persino il 34% dei consensi
(naturalmente soprattutto nell'epicentro del CANCRO del Declino di FallitaGlia Unitaria Centralista Fallita ovvero il Meridione che ormai è peggio anche della Grecia...)

L'Italia spaccata: il Sud peggio della Grecia

e mentre un governo dopo l'altro di MINKIONI fuori dal Mondo
continuano a fare solo assistenzialismo e populismo per massa italopiteca che 7 su 10 si fa mantenere in modo sempre più insostenibile da 3 su 10....
ecco che FANNO PURE SCAPPARE tutti gli investitori stranieri,
le "cattive cattive" multinazionali
ed anche man mano tutte le imprese italiane non inciuciate
Intanto persino in GRECIA sono un po' meno COGLIONI DEVASTATI MENTALI

Trova le differenze...
In FallitaGlia Gonde pres. del Consiglio intima 48 ore alla Arcelor-Mittal per ripensarci, se no minaccia cause legali infinite (è avvocato del bobolo e del Vaticano mica per caso...e le imprese si attirano e trattengono in FallitaGlia con le minacce e non perché frame produttivo legale fiscale burocratico infrastrutturale FAVOREVOLE).
Gonde va a Taranto ed incontra una massa di persone urlanti e sbavanti che quasi lo menano gridando che l'ILVA va chiusa...tanto poi arriveranno tanti tanti soldi di Stato per mantenere la marea di nuovi disoccupati con famiglie annesse (6 regioni mantengono le altre 14...e da mo'...).
La massa di devastati mentali di area grillina urlano che i pugliesi si manterranno con cozze&turismo che vorrebbe dire a compensazione moltiplicare la produzione di cozze per 11 volte (sempre che qualcuno compri tutte quelle cozze) e costruire 100 alberghi (sempre che arrivi un nuovo flusso di turisti da 1ml anno minimo e non per 3 mesi estivi ma anche a dicembre...).
Una massa di Italioti devastati mentali dissociati dalla realtà inneggiando che le multinazionali e gli stranieri se ne vadano tutti dall'Italia che poi ci arrangiamo noi tra nazionalizzazioni, cibi D.O.P., green new deal e minkia in kiulo Rambo fantasy.
Bene inteso: la Arcelor-Mittal non è una santerellina ma ha investito calcolando di tornarci (consultando prima di metterci una bella "fetta di culo" un team di 60 avvocati top) ed iniziando bonifiche in un contesto ILVA che è verminaio da 30 anni coinvolgendo tutti i partiti di tutti i colori e pure la mitica gestione dello Stato che oggi si invoca come salvatore nazionalizzatore...ovvero tassando tutti gli italiani ulteriormente ed i nostri figli con nuovo debito.
Mentre assistiamo a questo vomito surreale/auto-distruttivo da Tafazzi VENEZUITALIA....
nel frattempo altrove si comportano IN BEN ALTRO MODO....
attirando capitali esteri multinazionali etc e non facendo scappare persino le proprie imprese e/o rovinandole (vedi plastic tax che rischia di distruggere intero settore top al Mondo in Emilia-Romagna per un finto ecologismo green di 'sto cazzo mentre è solo fare cassa controproducente e di breve da spendere come al solito in assistenzialismo a fondo perduto per scopi di consenso di breve, Alitalia included).....
..... "L'Ungheria di Orbàn ha fatto segnare un +5,2% di PIL con tasso di disoccupazione ai minimi storici. Merito della Flat Tax al 15% sulle persone ed al 9% sulle aziende. Gli imprenditori esteri danno la fila per investire" ...
"La flat tax di Orban attira in Ungheria una nuova impresa italiana al giorno
"L’UNGHERIA cresce al 5,2% come fosse un paese asiatico. Cresce perché ha un sistema fiscale che consente di reinvestire capitali alle aziende e di consumare ai cittadini. Gli italiani preferiscono la crescita zero aggredendo i redditi prodotti e non puntando sulla maggiore ricchezza prodotta.
Preferiscono il reddito di cittadinanza alla creazione di posti di lavoro. Di tagliare costi e burocrazia non ci pensano proprio" .........
"Olanda, fisco sempre più soft....Strada spianata per l'abolizione della tassa del 15% sui dividendi delle società...attirerà ancora di più le multinazionali (N.d.R. qui invece le facciamo scappare e le schifiamo da no-global radical chic con l'Iphone)....
L’Olanda diventa il campione europeo del liberismo (e dell’austerità di bilancio)...il Governo ha anche deciso di abbassare l'imposta sulle società, portandola dal 25% al 22,24% anche se in passato aveva ventilato un taglio netto al 21%..."
...IDEM Irlanda, Malta, Spagna, in parte anche Portogallo che attirano aziende straniere, multinazionali, liberi professionisti, pensionati, super benestanti a go-go...ed infatti crescono anche del 3,5% o del 5% anno diminuendo disoccupazione ed aumentando il benessere in modo diffuso, mentre FallitaGlia è l'ultima della lista a +0.4%...
Ed adesso ANCHE LA GRECIA che cresce del 2,3% e cala pure l'asso
= Atene è pronta ad offrire generosi incentivi fiscali per riportare nel Paese gli investitori stranieri: una flat tax da 100mila euro sui redditi globali per chi si trasferisce (e investe) in Grecia, taglio alla corporate tax e alla tassa sui dividendi.
La Grecia corteggia il business, flat tax per i grandi investitori stranieri....
...............

Bene: come al solito vi ho dato un po' di scomodi hints
e queste due ve le metto alla fine
tanto nessuno è sceso in piazza - nemmeno le sardine - per questa cosa ALLUCINANTE
(che poi in realtà siamo al 70%)



Qui si cerca come sempre di andare OLTRE al lavaggio del cervello standard
alla disinformazione
ed al tifo ultras in bianco&nero
che tanto non serve ad una mazza
I CONSAPEVOLI in FallitaGlia sono massimo il 3%
dunque la via di salvezza è solo INDIVIDUALE
che andrà molto peggio
prima di NON andare meglio.

Fonte: qui