9 dicembre forconi: riforma
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sabato 7 dicembre 2019

UNA RIFORMA DEL PROCESSO CIVILE: SANZIONI PER CHI INTRAPRENDE CAUSE TEMERARIE, MENO NORME E POCHE REGOLE CHE VALGONO PER TUTTI I GRADI.

PER LE NOTIFICHE BASTERÀ LA PEC. SARÀ TUTTO DIGITALIZZATO

Francesca Chiri per l'ANSA

giuseppe conte alfonso bonafedeGIUSEPPE CONTE ALFONSO BONAFEDE
Dimezzare i tempi dei processi civili: in attesa che si trovi una quadra nella maggioranza sulla riforma del processo penale e sull'avvio della prescrizione, il governo vara il nuovo processo civile. Una riforma, assicura il guardasigilli Alfonso Bonafede, considerata "prioritaria dal 90% degli italiani". Meno norme e poche regole che valgono per tutti i gradi del processo è la filosofia della riforma che punta ad incidere sulla disciplina del contenzioso civile, nell'ottica della "semplificazione, della speditezza e della razionalizzazione delle procedure" salvaguardando allo stesso tempo il rispetto delle garanzie del contraddittorio.

 "Attrarremo più investitori" assicura il premier Giuseppe Conte che assieme al ministro della Giustizia scende in sala stampa per rassicurare anche sulle tensioni in corso nella maggioranza sulla prescrizione e ribadire: "assicureremo la ragionevole durata dei processi ma" la norma sulla prescrizione "in vigore dal 1 gennaio va mantenuta". "Siamo al lavoro e sono sicuro che raggiungeremo un'intesa per poter garantire la ragionevole durata dei processi" ripete Bonafede.

alfonso bonafede.ALFONSO BONAFEDE.
Che insiste però su un punto imprescindibile: "non e' possibile pensare che dopo la sentenza di primo grado non ci sia una risposta dello Stato, che sia di assoluzione o di condanna". Quanto invece alla riforma del civile, il ministro ha spiegato che si passa "da tre riti ad un rito" e che ci sarà un solo atto introduttivo: il ricorso. Anche il perimetro della causa verrà " definito 10 giorni prima che le parti compaiano davanti al giudice". Inoltre verranno eliminati i tempi morti, con la riduzione del numero delle udienze e l'eliminazione dell'udienza di precisazione delle conclusioni.

Ridotti anche i casi in cui il tribunale giudicherà in composizione collegiale, modello che verrà applicato anche al rito collegiale e a quello d'appello. La riforma elimina il rito Fornero nel diritto del lavoro ("una pagine triste della storia politica e giudiziaria", spiega Bonafede) e particolare attenzione viene riservata dal testo al procedimento per lo scioglimento delle comunioni, che risulta oggi tra quelli con durata più elevata.

tribunale civile romaTRIBUNALE CIVILE ROMA
E sempre per smaltire gli arretrati e facilitare il lavoro dei giudici ci saranno "sanzioni" per chi intraprende cause temerarie. Infine ci sarà il divieto per l'ufficiale giudiziario di fare la notifica cartacea se il destinatario ha un indirizzo Pec o se ha un indirizzo digitale. Sara' tutto digitalizzato, e sulla digitalizzazione verrà fatto un vero investimento. Insomma, conclude il Guardasigilli, "nel codice di procedura civile ci saranno meno regole valide per tutti i processi".

Fonte: qui

giovedì 9 maggio 2019

SIRI: CONTE DECIDE D'IMPERIO LA REVOCA DEL SOTTOSEGRETARIO

Ansa - Siri: il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha deciso la revoca del sottosegretario leghista, indagato dalla procura di Roma per corruzione. Il decreto di revoca è stato adottato dal premier, sentito il Cdm che ha a lungo dibattuto.
"Prendo atto - è andato all'attacco il leder della Lega, Matteo Salvini - del fatto che la Raggi è indagata da anni ed è al suo posto. I nostri candidati sono specchiati. Se ci sono colpe di serie A e colpe di serie B, presunti colpevoli di serie A e di serie B.... a casa mia se uno vale uno, inchiesta vale inchiesta". "Noi abbiamo nessun problema, la questione morale riguarda altri. Mi dispiace che qualcuno si stia sporcando la bocca su Attilio Fontana", ha aggiunto. 
In due ore di riunione gelida ma senza scontri plateali si consuma la revoca del sottosegretario Armando Siri. Giuseppe Conte rispetta le previsioni e decide per "licenziare" l'esponente leghista ottenendo la fiducia dei suoi ministri e terminando la riunione senza la conta che, seppur simbolica, avrebbe fotografato la rottura tra la Lega e il capo del governo. "E' la vittoria degli onesti", esulta Luigi Di Maio. "Siri è innocente fino a prova contraria", è il muro alzato, anche a revoca fatta, da Matteo Salvini. E il caso non fa che accentuare un trend evidente già da giorni: da qui al 26 maggio tra il M5S e la Lega sarà guerra, su ogni tema, all'ultimo voto.
Il leader leghista per tutta la giornata colleziona iniziative e dichiarazioni lontanissime dal tema giustizia. Annuncia, ad esempio, la chiusura di tutti i negozi di Cannabis, andando allo scontro con il M5S. "Non diamo informazioni errate, i cannabis shop non vendono droga", sottolinea il titolare della Sanità Giulia Grillo. Cantieri, flat tax salario minimo, aiuti alle famiglie: il ring della guerra elettorale è segnato. "Convochiamo subito un tavolo su flat tax e salario minimo", annuncia Di Maio avvertendo: "ciascuno porterà le coperture alla sua proposta". Salvini ribadisce che non avrebbe mai fatto cadere il governo sul caso Siri. Ma non risparmia una stoccata al M5S: "la Raggi è indagata da anni ed è al suo posto". Ed una al suo premier, che su Siri e la Tav - osserva - "ha preso le parti del M5S". La battaglia è appena cominciata.

LO SCHIAFFO DELLA PROCURA DI MILANO A SALVINI: MENTRE LUI È CON LA CHIRICO A PARLARE DI RIFORMA DELLA GIUSTIZIA (FOTO), LORO FANNO ARRESTARE POLITICI E IMPRENDITORI LOMBARDI E INDAGANO IL PRESIDENTE LEGHISTA ATTILIO FONTANA 

DI MAIO E BONAFEDE FANNO DI CORSA UNA CONFERENZA STAMPA PER RIBADIRE CHE LORO SONO IL PARTITO DEI PM 

LE TOGHE ORMAI HANNO MESSO NEL MIRINO IL ''CAPITANO'', E LUI DA QUI AL 26 MAGGIO STARÀ BUONO: POTREBBE SUCCEDERE DI PEGGIO. NON A CASO HA INGOIATO IL ROSPO DELLA CACCIATA DI SIRI…

LO SCHIAFFO DELLA PROCURA DI MILANO: MENTRE SALVINI CON LA CHIRICO PARLA DI RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, ARRESTANO POLITICI E IMPRENDITORI LOMBARDI

matteo salvini annalisa chiricoMATTEO SALVINI ANNALISA CHIRICO
DAGONOTA - Come va il rapporto tra Salvini e i magistrati? Giudicate voi: mentre era a Milano per la serata di ''Fino a Prova Contraria'', associazione di Annalisa Chirico che promuove la riforma della giustizia, la procura della città, guidata da Francesco Greco, faceva arrestare decine di persone, tra cui molti politici lombardi della maggioranza Forza Italia-Lega e l'ex socio di Siri, e iscriveva nel registro degli indagati il presidente della regione, il leghista Attilio Fontana. Una retata commentata così da Buffagni: ''In Lombardia hanno arrestato gli amici di Salvini''.
matteo salvini attilio fontanaMATTEO SALVINI ATTILIO FONTANA

Insomma uno schiaffo sonoro partito dal Palazzo di Giustizia, lo stesso dove fu scritta la parola ''fine'' sulla parabola politica di Bettino Craxi, un altro milanese che puntava a governare l'Italia con piglio decisionista. I magistrati hanno ormai messo nel mirino il vicepremier, anche perché in questi mesi ha agito sempre senza consultare le toghe nelle sue decisioni, come si è visto chiaramente nei casi delle navi dei migranti.
francesco micheli annalisa chiricoFRANCESCO MICHELI ANNALISA CHIRICO




Un atteggiamento molto diverso da quello dei grillini, in particolare del Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che come capo di gabinetto ha Fulvio Baldi, un magistrato attivo nel direttorio della corrente Unicost e studioso proprio delle normative che riguardano l'ordinamento giudiziario.

Bonafede e gli altri 5 Stelle hanno mantenuto un rapporto di grande collaborazione con le toghe (a partire da Davigo), e il messaggio è stato ribadito ieri con l'irrituale conferenza stampa congiunta che il ministro ha tenuto insieme al vicepremier Di Maio, nella quale hanno ribadito ''Tangentopoli non è mai finita, la corruzione è ancora una piaga fondamentale e gravissima''. Il messaggio che i M5S vogliono inviare agli elettori (e pure alle toghe) è chiaro: noi siamo il partito dei pm, la Lega invece…
LUIGI DI MAIO ALFONSO BONAFEDELUIGI DI MAIO ALFONSO BONAFEDE

Non è un caso se il Capitano, di solito fiammeggiante, abbia lasciato che Conte cacciasse a pedate Siri dal governo, addirittura ribadendo la fiducia al premier. Da qui al 26 maggio Salvini non cercherà altre rogne mettendosi di traverso all'esecutivo o dichiarando guerra ai magistrati. Dopo, chi vivrà vedrà (e conterà i voti delle europee).


L'APPELLO: «LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA È UNA PRIORITÀ»
Cesare Zapperi per il ''Corriere della Sera''
fabio lattanziFABIO LATTANZI

All' ordine del giorno del Consiglio dei ministri di oggi c' è ben altro, ma se possibile c' è chi vorrebbe che in cima alla lista delle priorità venisse messa la riforma della giustizia.
L' associazione «Fino a prova contraria» guidata da Annalisa Chirico ha affidato al vicepremier Matteo Salvini, ospite ieri a Villa Necchi di una serata organizzata ad hoc con il fior fiore della società civile milanese (avvocati, banchieri, imprenditori; da Manfredi Catella a Francesco Micheli), il compito di portare davanti ai colleghi di governo il dossier. «Fatta salva l' obbligatorietà dell' azione penale - ha sottolineato Chirico - è necessario che il Consiglio superiore della magistratura e il Parlamento ogni anno decidano quali reati è giusto perseguire in via prioritaria. Così si avrebbe meno parzialità da parte dei pubblici ministeri e più trasparenza».
carlo bonomiCARLO BONOMI

La serata di «Fino a prova contraria» ha avuto anche un risvolto economico. Per gli organizzatori è necessario rilanciare il partito del Pil (ben rappresentato in platea). Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda, ha rivolto a Salvini l' appello a tagliare i lacci e lacciuoli della burocrazia per consentire alle imprese di poter investire con tempi e procedure certe. E l' ex ministro Giulio Tremonti ha ripercorso i tentativi non sempre riusciti di imprimere una svolta liberale alla politica economica dei governi di cui ha fatto parte.

annalisa chirico ugo brachetti perettiANNALISA CHIRICO UGO BRACHETTI PERETTI

«TROPPI PROCESSI INUTILI, COSÌ NESSUNO INVESTE»
Tommaso Montesano per ''Libero Quotidiano''

Lo slogan è semplice: «Più giustizia, più crescita». Da qui l' hashtag che sta accompagnando, da inizio anno, l' azione del movimento Fino a prova contraria: #innomedelpil. «Un imprenditore cosa chiede per investire?
Tempi certi e decisioni prevedibili».
annalisa chirico sul palcoANNALISA CHIRICO SUL PALCO

Invece, denuncia Annalisa Chirico, in Italia la giustizia continua a essere in uno stato disastroso. Per arrivare a una sentenza di primo grado - ramo civile - ci vogliono almeno 360 giorni.

Perfino in Burundi e Zimbabwe sono messi meglio, ricorda il video con il quale a Milano - nella cornice di villa Necchi Campiglio - si apre il nuovo appuntamento organizzato dal movimento presieduto dalla giornalista, che ieri sera ha riunito oltre 300 persone in rappresentanza di quella che Chirico chiama «l' Italia che lavora, produce e si rimbocca le maniche. È questa l' Italia cui vogliamo dare voce.
annalisa chirico giuseppe cornetto bourlotANNALISA CHIRICO GIUSEPPE CORNETTO BOURLOT
Non quella che chiede sussidi e reddito di cittadinanza e desidera andare in pensione prima».

E all' Italia che produce - «il mondo produttivo» - serve una giustizia che funzioni. Sondaggi, studi e report - anche di fonte europea - confermano che «l' emergenza numero uno in Italia è la lentezza della giustizia». Come può un Paese che vuole crescere, si chiede Chirico, permettere che in tutti questi anni l'«imprenditore sia diventato un presunto colpevole?». Ecco altri numeri: 25mila detenuti incarcerati ingiustamente; 600 milioni di euro di risarcimenti. «E li paghiamo noi». Così il sistema è al collasso: «L' Italia ha troppe leggi penali. Tante leggi penali producono altrettante notizie di reato. Così i magistrati devono destreggiarsi: a causa della scarsità di risorse devono scegliere quali fascicoli portare avanti e quali no». Ma non è così che funziona.


annalisa chirico carlo nordio matteo salviniANNALISA CHIRICO CARLO NORDIO MATTEO SALVINI
Da qui la proposta lanciata al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede (che, al contrario del suo collega Matteo Salvini, ministro dell' Interno, continua a disertare, seppure invitato, gli appuntamenti del movimento): «Gli chiederemo l' impegno di sostenere la nostra prossima battaglia affinché, pur mantenendo l' obbligatorietà dell' azione penale, la scelta di quali notizie di reato perseguire non spetti alla discrezionalità del procuratore, ma all' organo di autogoverno della magistratura, il Csm, cui dovrebbe spettare il compito di stabilire, ogni anno, le priorità della politica giudiziaria. Il Guardasigilli, sempre così impegnato, apra al confronto».
annalisa chirico matteo salviniANNALISA CHIRICO MATTEO SALVINI

In sala, oltre a Salvini, tra gli altri ci sono Giulio Tremonti, i magistrati Carlo Nordio e Stefano Dambruoso, il presidente di Assolombarda Carlo Bonomi. Il presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha inviato un messaggio. Chirico ringrazia e rilancia: «Costruttori, imprenditori, liberi professionisti, rappresentanti del mondo agricolo. Questa è una comunità che vuole vivere in un Paese più libero e competitivo. È ora di parlare di giustizia in modo pragmatico e costruttivo».

martedì 13 novembre 2018

SE L’ANNO PROSSIMO TUTTI I LAVORATORI CON QUOTA 100 (62 ANNI E 38 ANNI DI CONTRIBUTI) USCISSERO DAL LAVORO, LA SPESA PREVIDENZIALE AUMENTEREBBE DI 13 MILIARDI DI EURO


MA IL SILURO ARRIVA PER CHI ANTICIPA DI 6 ANNI LA PENSIONE: ASSEGNO PIU’ BASSO DEL 34% RISPETTO A QUELLO CHE AVREBBE AVUTO NEL 2025

Andrea Ducci per il “Corriere della Sera”

LE LACRIME DI ELSA FORNEROLE LACRIME DI ELSA FORNERO
La crudezza dei dati colpisce nel caso si avverassero un paio di circostanze. Se l'anno prossimo tutti i lavoratori destinatari della riforma delle pensioni, che introduce la quota 100 (62 anni di età e 38 anni di contributi), decidessero di utilizzare questa formula per uscire anticipatamente dal mondo del lavoro, si avrebbe un aumento della spesa pensionistica lorda di 13 miliardi di euro.

L'altra circostanza che potrebbe avverarsi è riassumibile nella scelta di un lavoratore che, grazie a quota 100, decida nel 2019 di anticipare, rispetto ai requisiti previsti dalla riforma Fornero, il suo ritiro di ben 6 anni. In quel caso otterrebbe un assegno pensionistico più basso del 34% rispetto a quello che avrebbe avuto nel 2025 con l' uscita con l' età di vecchiaia (ossia 67 anni).

MATTEO SALVINI LEGGE FORNEROMATTEO SALVINI LEGGE FORNERO
I due dati: 13 miliardi di aumento di spesa per pagare le pensioni e un assegno pensionistico ridotto di oltre il 30% rappresentano in termini di costi gli effetti estremi della riforma previdenziale annunciata dal governo.

A esercitarsi sul calcolo sono stati i tecnici dell' Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), l'organismo che svolge le analisi e le verifiche sulle previsioni del governo in materia di conti pubblici. Tanto che Giuseppe Pisauro, presidente dell'Upb, durante l' audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla manovra economica, riserva un dettagliato passaggio alla revisione del sistema previdenziale del governo giallo-verde. Nell' analisi dei tecnici parlamentari sono contenuti molti dati utili per farsi un' idea di quali effetti avrà l' introduzione di «quota 100».
 
Una tabella in particolare (vedere in pagina) riassume le simulazioni dell' anticipo del pensionamento: l' uscita anzitempo può tradursi in una riduzione dell' assegno che va dal 5% fino, come detto, a oltre il 30%. La stima è che l' anno prossimo i lavoratori con il doppio requisito 62 anni di età anagrafica e 38 anni di anzianità contributiva saranno 437 mila. Una larga parte, circa il 90%, di questi potenziali pensionandi detiene, del resto, quei requisiti già con lo scadere del 2018. Così che ogni dieci nuove pensioni liquidate nel 2019 ce ne saranno sette riconducibili alla spinta generata dall' introduzione di quota 100.

Gli uomini farebbero la parte del leone con il 68% del totale di pensionamenti anticipati, poiché rispetto alle donne dispongono di «una maggiore maturità pensionistica». Il documento illustrato da Pisauro indica che circa la metà (52%) dei potenziali pensionandi grazie a quota 100 sarebbe destinataria di un assegno determinato con il criterio retributivo.

tito boeriTITO BOERI
Alle commissioni Bilancio è inoltre segnalato che «la potenziale platea è costituita per il 43% da dipendenti privati e per il 36% da dipendenti pubblici». L' Upb fornisce anche il dato sull' uscita anticipata rispetto all' attuale normativa: in media nel 2019 i beneficiari di quota 100 potrebbero andare in pensione 2 anni e mezzo prima del previsto. L'analisi dei tecnici del Parlamento non fa mistero che l' effettivo numero di coloro che aderirà alla formula 100 scaturisce da «molteplici fattori».

Dipende cioè, per esempio, dalla presenza di altri redditi personali o da altri stipendi percepiti nell' ambito familiare, piuttosto che dalle condizioni di salute e dalla soddisfazione di continuare a lavorare. Difficile stabilire, insomma, quanti effettivamente utilizzeranno la possibilità di uscire in anticipo. Il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, finora ha ripetuto che la misura riguarderà il 60-70% dei potenziali destinatari, quindi anche il costo da sostenere sarà inferiore di circa il 30% a quanto stimato.

pensionati cantieriPENSIONATI CANTIERI
Di fronte alle previsioni su quanto potrebbe costare un'uscita anticipata dal mondo del lavoro Durigon non contesta le cifre. La preoccupazione dell' esecutivo è piuttosto specificare che la riduzione dell' assegno non è una sforbiciata, bensì la conseguenza dell' avere versato qualche anno in meno di contributi.

«Chi andrà in pensione con quota 100 non subirà nessun taglio. Non ci sarà nessuna penalizzazione sulla rata pensionistica. La nostra proposta - precisa Durigon - non toglierà nulla a chi andrà in pensione anticipatamente. È chiaro che chi uscirà con quota 100 avrà una rata basata sugli effettivi anni di contributi e non anche sugli anni non lavorati».

Fonte: qui

mercoledì 19 settembre 2018

INTERVISTA DE “LA VERITÀ” A GIUSEPPE CONTE


“SONO ORGOGLIOSO DI ESSER POPULISTA, RIMPATRIEREMO I CLANDESTINI E FAREMO LA PACE FISCALE” 

DALLA MANOVRA ALL’EUROPA, IL RUOLO DELLE ONG E LE FURBATE DI MACRON, L’IMMIGRAZIONE E LA BATTAGLIA LEGALE CON I BENETTON: “DEVONO PAGARE PER LA RICOSTRUZIONE DEL PONTE. CHIEDEREMO AD AUTOSTRADE DI ANTICIPARE I SOLDI. SULLE CONCESSIONI INVECE…”

Mario Giordano per “la Verità”

giuseppe conte donald trump 14GIUSEPPE CONTE DONALD TRUMP 
Presidente Conte, cosa ci sarà in questa manovra?
«Reddito di cittadinanza, flat tax e riforma della Fornero: sono tutti punti qualificanti. Non ho mai avuto retropensieri. Mai pensato di fare una riforma e non un' altra».

Ma c'è un problema di compatibilità dei conti...
«Avvieremo subito tutte e tre le riforme ma ci sarà un meccanismo di gradualità».

Significa che, per esempio, il reddito di cittadinanza comincerà dalle pensioni?
«Al momento non mi sento di fare anticipazioni. Mi limito a osservare che l' impatto di questa riforma sarà subito significativo».

GIUSEPPE CONTEGIUSEPPE CONTE

Sottoscrive quest'ipotesi: pensioni di cittadinanza dal 1 gennaio, il resto nel 2019?
«È una possibilità. Diciamo che stiamo valutando le riforme anche sul piano dell'attuazione temporale. Ma c'è un aspetto tecnico da tenere in considerazione. Perché il reddito di cittadinanza funzioni davvero, cioè per evitare che abbia una mera funzione assistenziale, bisogna prima riformare i centri per l'impiego».

Se ne è parlato molto. Seguirete il modello tedesco?
«Sì, ne abbiamo parlato con la Merkel a Berlino. E siamo in contatto con alcuni esperti della Germania».

Per qualcuno le pensioni di cittadinanza sono pericolose: alcuni potrebbero smettere di versare i contributi...
GIUSEPPE CONTE E OLIVIA PALADINOGIUSEPPE CONTE E OLIVIA PALADINO
«Ho letto sui giornali quest' obiezione. Ne terremo conto, ma non credo ci sia questo rischio».

E la flat tax?
«Ci sarà. Anche se, ragionevolmente, non potrà andare da subito a pieno regime».

Ma si comincerà da persone fisiche o piccole imprese?
«Vedremo. È un gioco a incastro. Ma fino a quando non avremo definito tutto non escluderei nessuna ipotesi».

Un altro tema molto discusso è quello della pace fiscale. Lei è d' accordo con la proposta di alzare il tetto da 100.000 euro fino a 1 milione?
«Stiamo valutando la soglia, ma per quanto mi riguarda la pace fiscale è imprescindibile».

giuseppe conte antonello venditti al canottieri roma 5GIUSEPPE CONTE ANTONELLO VENDITTI AL CANOTTIERI ROMA 




Imprescindibile?
«Certo. Siamo d' accordo che oggi il fisco è iniquo e inefficiente?»

Ci sembra un dato di fatto.
«E allora se concordiamo su questa diagnosi, concordiamo anche sul fatto che dobbiamo partire con un progetto organico di riforma, basato su una nuova alleanza tra cittadino e fisco. Il fisco non deve essere visto come nemico».

Ma nemmeno troppo amico degli evasori...
«Infatti noi daremo forti segnali contro l'evasione e l'elusione, come previsto dal contratto di governo. L' inasprimento delle pene è un tassello fondamentale della nostra riforma fiscale».

Inasprimento delle pene significa manette agli evasori?
JOHN BOLTON GIUSEPPE CONTEJOHN BOLTON GIUSEPPE CONTE
«Manette agli evasori è una sintesi giornalistica. Ma certo l' inasprimento delle pene significa che chi commette reato deve finire in carcere».

Obiezione inevitabile: parla di maggiore severità mentre prepara un condono?
«La pace fiscale non è un condono».

Perché?
«Condono significa fare cassa consentendo a tutti i furbi e i disonesti una via d'uscita, lasciando le cose come stanno. Come è stato fatto in passato».

Invece la pace fiscale?
«Noi proponiamo un meccanismo totalmente diverso dove l'azzeramento delle pendenze è funzionale per partire con un nuovo rapporto con il fisco».

elisabetta trenta giuseppe conteELISABETTA TRENTA GIUSEPPE CONTE
In questo quadro anche la soglia da 1 milione di euro per la pace fiscale non la disturba?
«Nel quadro di una riforma organica possono essere considerate varie soglie, che non abbiamo ancora deciso».

Sui giornali si è parlato anche di una possibile tassa sulle grandi imprese e sulle banche. Esiste qualcosa del genere allo studio?
«Non se ne è discusso».

Non teme che la manovra, per tenere insieme tutto, sia troppo timida? Che non risponda alle grandi attese suscitate nei cittadini?
«I cittadini si aspettano che il governo realizzi quanto scritto nel contratto di programma nell' arco dei 5 anni di legislatura. Un mese prima o un mese dopo...»

Lei dice che non conta?
«È chiaro che bisogna far presto. Ancora più importante è andare nella direzione giusta: se si imporrà una certa gradualità sono convinto che i cittadini capiranno e non romperanno il patto di fiducia che hanno instaurato con noi».
giuseppe conte emmanuel macron 4GIUSEPPE CONTE EMMANUEL MACRON 

Si è parlato molto, però, di tensioni all' interno del governo. Ha visto vacillare il ministro Tria?
«No, non l'ho mai visto vacillare. Del resto, non c'ero gli anni precedenti, ma immagino che tutte le volte che si fa una manovra economica il ministro dell' Economia diventi il terminale delle pressioni».

Il ministro Tria ha mai minacciato le dimissioni?
«Se l'avesse fatto l' avrei saputo. E non mi risulta».

A proposito di tensioni e pressioni, il decreto su Genova è incompleto. Manca la nomina del commissario...
LUIGI DI MAIO GIOVANNI TRIA GIUSEPPE CONTELUIGI DI MAIO GIOVANNI TRIA GIUSEPPE CONTE
«Il decreto prevede che il commissario sia nominato entro 10 giorni dal presidente del Consiglio dei ministri. Perché dite che è incompleto?»

Perché manca il nome.
«Non ne abbiamo parlato. Eravamo concentrati su quello che serve davvero per la ricostruzione a Genova e non solo. Penso anche a Ischia, per esempio».

Ma il commissario sarà un tecnico o un politico?
«Non abbiamo niente contro i politici, ma in questo momento ci servono soprattutto figure che diano garanzie sotto il profilo della competenza tecnica e della capacità manageriale».

LUIGI DI MAIO GIOVANNI TRIA GIUSEPPE CONTELUIGI DI MAIO GIOVANNI TRIA GIUSEPPE CONTE
Lei è d' accordo sul fatto che i Benetton devono pagare la ricostruzione del ponte, ma non tocca loro eseguire i lavori?
«Assolutamente sì. E così abbiamo concepito il decreto: chiederemo ad Autostrade per l'Italia di anticipare i soldi e poi la ricostruzione avverrà a prescindere dal loro intervento».

E lei è anche d'accordo nel ridiscutere il sistema delle concessioni autostradali?
«Le due cose debbono procedere separatamente: un conto è la ricostruzione del ponte, un conto è il rapporto tra concedente è concessionario per quanto riguarda le autostrade».

La procedura è avviata?
«Sì, e non si interrompe con questo decreto».

A che punto siamo?
giuseppe conte angela merkelGIUSEPPE CONTE ANGELA MERKEL
«Autostrade per l' Italia ha fatto pervenire le repliche alla nostra contestazione, come è giusto che sia. Le valuteremo nel merito».

Qualcuno ha parlato di violazione dello Stato di diritto.
«Vorrei ribaltare completamente quelle accuse. Ma scusate: crolla un ponte, muoiono 43 persone, e il governo non deve chiedere conto a chi lo gestiva? La verità è che sarebbe stato gravemente irresponsabile, giuridicamente e politicamente, se non avessimo avviato la procedura di contestazione».

Ma lei sa che uscire da quella concessione sarà durissima, perché sono stati firmati accordi capestro per lo Stato...
GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO MATTEO SALVINIGIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI
«Che ci siano clausole favorevoli ad Autostrade per l'Italia è sicuro, io quella concessione non l' avrei mai sottoscritta. Ma questo non significa che non ci sia un percorso giuridico serio e ben costruito per tutelare lo Stato».

È possibile se non altro bloccare l' ulteriore proroga di quattro anni della concessione ai Benetton, dal 2038 al 2042, dal momento che pare non sia ancora stata firmata ufficialmente?
«Quello è più difficile. Se mai fossimo costretti a pervenire a un compromesso tra le parti, potrebbe essere una soluzione. Ma in questo momento non considero questa ipotesi: ho avviato la procedura per la caducazione della concessione. A quello voglio arrivare».
GIUSEPPE CONTE IN CANADAGIUSEPPE CONTE IN CANADA

Passiamo all' altro tema chiave: l'immigrazione. Al Consiglio europeo di giugno eravate usciti tutti fiduciosi: l' Europa si muove. E invece l' Europa pare non faccia nulla. Dov'è l'errore?
«Ho sempre avuto consapevolezza che stavamo fissando dei principi, un processo che poi andava attuato...».

Sì, ma l'attuazione stenta.
«È vero. Il presidente Juncker e i commissari europei che in agosto hanno ricevuto due mie lettere si sono attivati, questo sì. Ma i meccanismi di gestione europea non ce li abbiamo ancora. E quindi ci ritroviamo in difficoltà. L' ho ripetuto anche oggi (ieri, ndr) al presidente di turno Kurz: dobbiamo fare presto».

Ma, a sentire il ministro lussemburghese Jean Asselborn, delle nostre difficoltà non importa molto al resto d' Europa...
«Se pensano che sia un problema soltanto italiano, vuol dire che gli anti europeisti sono loro».
giuseppe conteGIUSEPPE CONTE

Di solito è l'accusa che fanno a noi.
«Appunto. Va ribaltata. Non accetto lezioni da nessuno. Non le ho mai accettate, ma adesso meno ancora».

Il ministro Asselborn dice anche che bisogna «fermare questi populisti». Si sente populista lei?
«Io sono orgoglioso di essere leader di un governo populista. L'articolo 1 della Costituzione precisa che la sovranità appartiene al popolo».

Però questo populismo spaventa molto...
«Che cosa significa populismo? È la frattura fra il popolo e le élite politiche che lo hanno governato, la misura della distanza che si è creata fra di loro».

In questa frattura si sono infilati alcuni movimenti politici.
giuseppe conte 1GIUSEPPE CONTE 
«Io penso che Lega e M5s offrano una rappresentazione e un percorso istituzionale alla rabbia e all'insoddisfazione popolare. Io stesso ho accettato l' incarico perché sono convinto che serva una soluzione a quella frattura fra élite e popolo di cui parlavamo. Perciò dico che sono orgogliosamente populista».

Le navi delle Ong non sono più nel Mediterraneo. Lo reputa un successo?
«Ho grande rispetto per le Ong e per le meritorie attività che fanno in giro per il mondo.
Ma le loro navi nel Mediterraneo hanno rischiato oggettivamente, anche se inconsapevolmente, di offrire una sponda al traffico illecito di immigrati».

Quindi è meglio che non ci siano più.
«Il loro intervento non può essere la soluzione del problema».

E la soluzione qual è?
«Una strategia complessiva. Quella che abbiamo portato in Europa, articolata ed elaborata. La risposta non può essere solo l'emergenza».
GIUSEPPE CONTEGIUSEPPE CONTE

Nel frattempo si trova con il vicepremier Salvini indagato per sequestro di persona. Lei gli ha espresso solidarietà. Ma qualche volta i toni del leader leghista, così lontani dai suoi, le hanno dato fastidio? Ha mai pensato: sta esagerando?
«Dico la verità: no. Salvini non ha mai creato, con le sue iniziative, uno scarto rispetto alla politica del governo in materia di immigrazione. Quindi il problema non si è posto».

Ha condiviso tutte le decisioni che ha preso?
«Questo governo ha condiviso in modo corale la strategia sull' immigrazione. E ci possiamo permettere di dire no all'accoglienza indiscriminata perché nel nostro progetto c'è attenzione alla tutela dei diritti fondamentali».
ROBERTO FICO E GIUSEPPE CONTEROBERTO FICO E GIUSEPPE CONTE

Ma vi accusano di essere razzisti, xenofobi, si citano Mussolini e Hitler...
«Questo governo non è razzista e Salvini non è xenofobo: dobbiamo sottrarci a simili ricatti che nascono malafede e spesso confidano nella soggezione culturale».

Lei è d' accordo anche nell' accelerare le procedure di rimpatrio dei clandestini?
«Questo è fondamentale. Ma ci vogliono gli accordi bilaterali con i Paesi. Anche in questo campo sarebbe importante il contributo dell'Europa: quando la commissione stipula intese di cooperazione con Paesi terzi dovrebbe ottenere in cambio la sottoscrizione degli accordi bilaterali».

Il caso Diciotti ha evidenziato che noi accogliamo persone che non possiamo identificare e che si rendono irreperibili. C'è una soluzione?
«Nelle conclusioni del Consiglio europeo di giugno si parla di centri controllati europei».

Cosa vuol dire?
«Centri dove gli immigrati vengano raccolti e identificati. E dove vengono esaminate le loro domande».
giuseppe conte saluta la follaGIUSEPPE CONTE SALUTA LA FOLLA

Ma questi centri sono fuori dall' Europa?
«Sono centri europei. Alcuni sono fuori dall'Europa, nei Paesi terzi che potrebbero essere i Paesi di transito. Sarebbe anche più sensato perché così si evita l'attraversamento del Mediterraneo che ha provocato 34.000 morti in 15 anni... Altri sono in Europa, ma questo è un po' scivoloso».

In effetti: c'è il rischio che i centri in Europa alla fine restino tutti in Italia.
«Sarebbe sbagliato e non potremmo mai accettarlo. Anche perché se fossero tutti in Italia non si riuscirebbero a gestire».

Ma gli altri Paesi europei non sembrano intenzionati ad ospitarli.
«Quando Macron sostiene che non ci saranno centri in Francia fa un' uscita politicamente insostenibile».

Macron anti europeista?
giuseppe conte saluta la folla 5GIUSEPPE CONTE SALUTA LA FOLLA 
«Diciamo che la sua posizione non è in linea con le conclusioni da lui stesso approvate al Consiglio europeo».

Il suo governo è accusato spesso di essere impreparato. Si mettono in evidenza errori e gaffe
«Il clima massmediatico non è certo gravido di preziosi consigli. Mettiamola così: non avverto una stampa particolarmente amica, ma non me ne faccio un cruccio».

Si sente a capo di un governo giustizialista?
«Assolutamente no».
La legittima difesa è uno dei temi che divide la sua maggioranza...
«È un tema delicato. Bisognerà trovare soluzioni fra i vari progetti in Parlamento».

Quindi non si procederà per decreto.
«Non è all' ordine del giorno».

E nei contenuti?
sergio mattarella giuseppe conteSERGIO MATTARELLA GIUSEPPE CONTE
«Alcune applicazioni giurisprudenziali lasciano una qualche incertezza che bisogna diradare. Se uno si è difeso non è giusto che si debba fare tre gradi di giudizio. Nello stesso tempo non avallerei una soluzione che possa dare messaggi sbagliati».

In che senso?
«Non si può giustificare la vendetta: se uno viene aggredito non può ritenersi legittimato a rincorrere l'aggressore e ammazzarlo».

Le danno fastidio i due vicepremier così attivi e presenti, anche sul piano mediatico?
«Non mi sento per nulla oscurato. Al contrario: l'ho voluto, l'ho posto io come condizione. Penso che sia un meccanismo che funzioni bene, al di là di come viene narrato».

Michele Serra ha detto che lei è un vaso di gomma.
«Sono passato dal vaso di coccio al vaso di gomma... Ci sta tutto, per carità. Ma io penso che la presenza dei dei due leader politici all' interno del governo dia forza al governo medesimo».
mattarella e giuseppe conteMATTARELLA E GIUSEPPE CONTE

Lo sente comunque come governo Conte?
«Non è che lo sento: è il governo Conte».

Le è costato molto rinviare il concorso per la cattedra alla Sapienza di Roma?
«L'ho fatto per sensibilità istituzionale. Ho capito che poteva essere fraintesa. Ma in prospettiva mi sarebbe piaciuto lavorare a Roma, dove vive mio figlio, anziché a Firenze dove ho la cattedra».

Ma fra 5 anni si immagina di nuovo all'università?
«Farò il presidente del Consiglio impegnandomi al massimo fino all'ultimo giorno. Un minuto dopo, però, tornerò in Università a insegnare. Del resto ero lì anche quel mattino in cui sono stato chiamato al Quirinale»

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