9 dicembre forconi: Giustizia
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martedì 25 giugno 2019

NEL REGNO UNITO UN GIUDICE IMPONE L’ABORTO A UNA 25ENNE DISABILE, INCINTA DA 22 SETTIMANE, CONTRO LA SUA VOLONTÀ

LA DONNA SECONDO I MEDICI HA LE CAPACITÀ MENTALI DI UNA BAMBINA, MA AVEVA ESPRESSO IL DESIDERIO DI PORTARE AVANTI LA GRAVIDANZA, E ANCHE SUA MADRE ERA D’ACCORDO…

E’ polemica nel Regno Unito per la decisione di una corte giudiziaria di imporre l’aborto ad una giovane donna con difficoltà di apprendimento, incinta da 22 settimane, contro la volontà della stessa.

La donna, scrive il Guardian, ha circa 25 anni ma i medici le accreditano le capacità mentali di una bambina. Aveva tuttavia espresso esplicitamente il desiderio di portare avanti la gravidanza, al pari di sua madre, che ha origini nigeriane, e di un’assistente sociale che la segue.

NATHALIE LIEVENNATHALIE LIEVEN
Tutto inutile agli occhi di Nathalie Lieven, giudice della Court of Protection nella capitale britannica. Lieven alla fine della scorsa settimana ha stabilito che quel parto deve essere impedito.

“E’ straziante” e “sono assolutamente conscia che ordinare a una donna d’interrompere la gravidanza contro quella che appare la sua volontà è un’intrusione enorme”, ha messo le mani avanti la giudice, sostenendo tuttavia di averlo fatto nel presunto “interesse” della madre stessa “e non della società”.
ROYAL COURTS OF JUSTICE - LONDRAROYAL COURTS OF JUSTICE - LONDRA

Ad alimentare le critiche c’è del resto il fatto che la Lieven non si è lasciata convincere neppure dall’impegno della futura nonna di prendersi cura di figlia e nipote solo perché di origini straniere. E quindi soggetta in teoria, stando al verdetto, a potere dover lasciare in futuro il Regno.

fetoFETO
Tra le voci sdegnate, quella di John Sherrington, vescovo cattolico di Westminster, il quale oggi ha commentato: “Forzare una donna ad avere un aborto contro la sua volontà e quella dei familiari più stretti viola i diritti umani, per non parlare del diritto alla vita del nascituro. E’ triste e angosciante”.

Fonte: qui

sabato 22 giugno 2019

LE CONFESSIONI DI STEFANO RICUCCI: “NON HO FREGATO SOLDI A NESSUNO. E NON HO CREDITORI. LA SCALATA RCS? AVEVO 37 ANNI, NON AVEVO PROTEZIONI E MI SONO TROVATO IN UN GIOCO PIÙ GRANDE DI ME, DOVE MI HANNO STRITOLATO. PER USCIRE DAL CARCERE, HO DETTO QUELLO CHE VOLEVANO E HO PATTEGGIATO: FU UN ERRORE TREMENDO”

“CI SONO QUELLI CHE HANNO IL PERSONAL TRAINER, IO HO IL PERSONAL PM: SONO STATO ARRESTATO TRE VOLTE: NEL 2006, NEL 2016 E NEL 2018. IL MAGISTRATO È SEMPRE LO STESSO…”

Francesco Bonazzi per “la Verità”

anna falchi stefano ricucciANNA FALCHI STEFANO RICUCCI
«Non sono un bancarottiere!». Stefano Ricucci, quando ci apre la porta del suo ufficio dietro via Veneto, è incavolato come un bufalo. Sventola le prove del fatto che ha pagato tutti i creditori di Magiste International, la sua holding, «uno per uno e al 100%, spendendo 700 milioni, di cui 119 all' Agenzia delle Entrate».

Fa vedere, su un'altra inchiesta giudiziaria per cui è stato processato, che sarebbe bastato acquisire la dichiarazione dei redditi della società coinvolta nell' indagine (la Lekythos Srl), oltre alle visure camerali, per risparmiargli quel calvario giudiziario ove, fra i reati tributari addebitati, si addebitava a Ricucci di avere utilizzato fatture per operazioni inesistenti.

patrizia bonetti ricucciPATRIZIA BONETTI RICUCCI
Per non parlare dell' ultimo calvario giudiziario, che ancora pende in primo grado e per il quale s' è fatto 11 mesi (fra carcere e domiciliari) per presunta corruzione in atti giudiziari. Questa indagine, come quella relativa ai citati reati tributari, era nata da una costola della più ampia inchiesta della Procura di Roma su altri soggetti che, secondo gli inquirenti, avevano favorito o agevolato Ricucci nella ipotizzata corruzione di un Giudice della Commissione Tributaria Regionale del Lazio. Ma la Procura chiese l' archiviazione per tutti gli indagati.

Il casus belli è un errore di chi scrive: aver «bucato» una sentenza del Tribunale penale di Roma, firmata dal giudice Paola De Martiis il 2 gennaio 2018: cinque righe per dire che «il fatto non sussiste», assoluzione piena dall' accusa di una bancarotta fraudolenta da un miliardo. Una bancarotta con un record: nessuno s'era costituito parte civile, manco l'Agenzia delle Entrate.

RICUCCIRICUCCI
«Lo volete capire che non sono un bancarottiere? Non ho fatto nessuna bancarotta e non ho fregato i soldi di nessuno». In questa intervista («La prima che concedo da oltre dieci anni») l'immobiliarista romano che ha inventato l'espressione «Furbetti del Quartierino» apre uno squarcio sulla giustizia romana, in questi giorni al centro di uno scandalo, e racconta che cosa gli sono costati 13 anni di processi con una sola macchia, come spiega lui: «Un patteggiamento per aggiotaggio su Rcs», che «col senno di poi ho sbagliato ad accettare».

Allora, lei non può essere inserito nell'albo d' oro dei bancarottieri d'Italia perché alla fine non ha fatto alcuna bancarotta.
RICUCCIRICUCCI
(Ricucci allunga sul tavolo di cristallo un foglio con il dispositivo dell' assoluzione definitiva; ha ragione lui). «Sono stato assolto dall'accusa di bancarotta il 2 gennaio 2018 con la formula più ampia: il fatto non sussiste. Punto. Ho risarcito i creditori al 100%, collaborando con commissari e curatori per la vendita degli immobili, per un totale di 700 milioni di euro. Di cui ben 119 versati all'Agenzia delle Entrate».

Nessuno può dire di vantare un credito da lei?
«Nessun creditore, nessun investitore, nessun mio dipendente. Neppure lo Stato o qualche banca possono dire che debba loro qualcosa. Anzi, ho crediti fiscali per circa 30 milioni di euro e oggi posso affermare che il Gruppo Magiste è in bonis (spiattella sul tavolo tutte le carte che lo dimostrano). Poi però se chiedo a una banca italiana di aprirmi un conto, non me lo aprono. Dicono che la compliance non glielo consente, per la mia reputazione. Ma si rende conto?».

L'unica condanna che lei ha, se non sbaglio, è per la tentata scalata Rcs nell'estate del 2006, per la quale fu arrestato.
RICUCCIRICUCCI
«Avevo 37 anni, non avevo protezioni, venivo da una famiglia con papà operaio e mamma casalinga, e mi sono trovato in un gioco più grande di me, dove mi hanno stritolato. Per uscire dal carcere, alla fine ho detto quello che volevano e ho patteggiato. Oggi posso dir che fu un errore tremendo: se avessi aspettato, questa faccenda sarebbe finita in nulla come le altre su Bnl e dintorni».

Il fortino di Rcs e la roccaforte di Bnl, alla fine, erano governati da poteri più forti di lei, Coppola, Statuto eccetera. Si è sentito usato, ai tempi delle scalate?
«No, però oggi posso dire che mi sono messo in operazioni più grandi di me e tutte queste inchieste che ho subito lo provano. Ma poi la gente non lo sa, ma mentre ci sono quelli che hanno il personal trainer, Ricucci ha il personal pm e il quasi personal gip».
ARRESTO DI STEFANO RICUCCIARRESTO DI STEFANO RICUCCI

Sarebbe?
«Io sono stato arrestato tre volte: nel 2006, nel 2016 e nel 2018. Il pm che chiede e ottiene gli arresti è sempre lo stesso. Le sembra normale? Ma aspetti, perché anche il gip, per due volte, è lo stesso. Nell'ultima, doppia inchiesta del 2016-2018, sulle presunte fatture false e sulla presunta corruzione di un magistrato che manco conosco, anche il giudice del Riesame è sempre lo stesso».

Forse sono sotto organico?
«Non lo so, ma comunque a me capita sempre lo stesso pm, che poi ad aprile dell' anno scorso se ne va al Csm, lascia i ruoli al pm Stefano Fava, oggi sui giornali per l'inchiesta sui magistrati romani e sul Csm di cui tutti stiamo leggendo, il quale lo scorso 21 novembre ribalta l' impostazione del predecessore e chiede l' archiviazione per me e per gli altri 11 indagati».

La giustizia non è sempre malvagia con lei, Ricucci.
teo mammuccari ricucciTEO MAMMUCCARI RICUCCI
«E ci mancherebbe anche! Io per questa fanta-storia della presunta corruzione mi faccio undici mesi tra carcere e arresti domiciliari, e poi dopo due anni devo leggere che un altro pm arriva e ribalta tutte le accuse e le butta nel cestino, nonostante proprio quegli elementi di prova, o almeno parte di questi, mi avessero portato in carcere per una presunta corruzione? E a me chi mi risarcisce?».

La Corte europea?
«Guardi, intanto Magiste International si sta rivalendo in tutte le sedi per il ristoro dei danni subiti. Il 9 marzo 2016 la Cedu di Strasburgo ha concesso l'ammissibilità del nostro ricorso sul fallimento. E poi, con riferimento a questa richiesta di archiviazione del dottor Fava, aspettiamo la decisione del Gip».
RICUCCI E IL FIGLIO EDOARDORICUCCI E IL FIGLIO EDOARDO

Il problema era che per il pm lei avrebbe corrotto un giudice del Consiglio di Stato, Nicola Russo, che però, anche in aula, a marzo, lei ha detto di non conoscere. Corretto?
«Corretto. Io non conosco questo dottor Russo. Aggiungo che la corruzione sarebbe consistita nel pagamento di circa quindici o sedici cene e serate nei locali della movida romana, per un valore complessivo di nemmeno 10.000 euro. Avrei poi consegnato doni al dottor Russo e mai individuati.

stefano ricucci francesca lanaSTEFANO RICUCCI FRANCESCA LANA
Ma vorrei capire, parlando del processo attualmente pendente, ma uno che compra una sentenza tributaria che secondo il pm valeva oltre 20 milioni, si può sdebitare mesi dopo - e non prima - che questa sentenza venga pronunciata e pagando qualche serata nei locali notturni a cui, per altro, non ho nemmeno mai preso parte personalmente come è emerso nel processo? Ma poi, perché avrei dovuto corrompere un Giudice su una controversia tributaria in cui era coinvolta una società che, all' epoca (ossia al 24 aprile 2015) non era mia ma era di proprietà del fallimento Magiste? Quale vantaggio avrei mai avuto?

patrizia bonetti e stefano ricucciPATRIZIA BONETTI E STEFANO RICUCCI
Anche quando mi arrestarono nel 2016 per la presunta frode fiscale, che sarebbe dovuta servire a generare denaro per corrompere sempre lo stesso giudice mai visto e conosciuto, mi arrestarono prima che io, ossia la Lekythos Srl, avessi presentato la dichiarazione fiscale "falsa". Ma chi sono, Mago Zurlì? Le due vicende, come ho detto, nascono da una stessa indagine, in cui sono indagate altre dieci persone fra cui Centofanti, e di cui oggi si chiede l' archiviazione.

Prima, nel 2016, mi hanno arrestato per i reati tributari pensando che i soldi provento di reato servissero a pagare il giudice dott. Russo perché, secondo il pm, mi avrebbe rivelato in anticipo l' esito del giudizio tributario a me favorevole. Poi, però, non avendo mai trovato questi presunti fondi neri, né avendo mai trovato elementi dimostrativi del fatto che li avessi consegnati al dottor Russo, è stato spostato il tiro ed hanno continuato l' indagine cercando elementi per indagarmi e poi di nuovo arrestarmi per la corruzione di cui ho detto».
salvalaggio ricucciSALVALAGGIO RICUCCI

E i soldi della «provvista» criminale?
«Ripeto: non ci sono soldi, nessuna mazzetta è mai stata data al Giudice dottor Russo, che nemmeno conoscevo. E questo lo dicono i documenti della società e non solo. Ma poi è scandaloso come nel dibattimento in corso siano mutate alcune circostanze che nelle indagini erano state ritenute rilevanti».

Ovvero?
«Se vogliamo dirla tutta, uno degli elementi di prova valorizzati dal pm e dalla polizia giudiziaria nel corso delle indagini e nella richiesta di arresto avanzata nel 2018 per la presunta corruzione, era una immagine scattata una sera di ottobre 2014 in un ristorante al centro di Roma. Il caso ha voluto che in quella immagine venissi effigiato sia io, seduto a un tavolo con amici a una festa di compleanno, sia il dottor Russo in piedi che camminava nei pressi del nostro tavolo.

ricucci chi 5RICUCCI CHI 5
Ebbene, quella foto è stata valorizzata dal pm e dalla Polizia al punto da ritenere dimostrata la nostra conoscenza all' ottobre 2014. Poi, però, si è scoperto in dibattimento - lo hanno detto gli stessi agenti della polizia giudiziaria interrogati dal mio difensore - che quella foto non aveva in realtà molta valenza perché sembrava piuttosto che il dottor Russo stesse effettivamente camminando, e non fosse in posa nella foto. Quindi era una pura casualità. Solo che io, anche a causa di questa "casualità", ho fatto undici mesi fra carcere e domiciliari».

Quanto le è costata questa doppia inchiesta?
Stefano RicucciSTEFANO RICUCCI
«Una paralisi imprenditoriale totale, perché anche con obbligo di firma tre volte a settimana per sei mesi, uno non fa niente. Ah, le faccio vedere questa meravigliosa intercettazione sempre tratta dall' indagine per corruzione, nella quale, secondo la Polizia Giudiziaria e secondo il pm, io parlavo con il giudice. Bella, eh? Peccato che il numero non fosse del Giudice ma del mio collaboratore, oggi purtroppo coimputato con me, con il quale stavo interloquendo. Si erano sbagliati a trascrivere e hanno scritto che invece stavo parlando con il Giudice. Le pare normale? Questo è solo un esempio, ma ce ne sono moltissimi altri».

Insomma, secondo lei con Ricucci vale tutto?
«Io dico solo che il cittadino normale che capita dentro a questa macchina infernale ne viene stritolato. Il pm è troppo più forte del cittadino piccolo».
natasha tozzi con stefano ricucciNATASHA TOZZI CON STEFANO RICUCCI

Lei non è un cittadino qualsiasi, però.
«No, no, questo lo dice lei! Io sono un cittadino piccolo piccolo perché da 14 anni non faccio altro che difendermi. Ti fermano la vita, ti bloccano l' azienda, la famiglia, le fidanzate, la moglie».

La sua vita privata oggi com' è?
«La mia vita privata sono mia mamma Gina, che a 82 anni viene con me ai processi ed è stata perquisita alle 5 di mattina da 10 persone perché chissà quali reati commetteva con un telefonino che a stento sa usare. La mia vita privata è che mio padre Matteo è morto cinque anni fa di crepacuore per colpa di questa odissea giudiziaria. E mio figlio Edoardo, che ha 26 anni, per fortuna ha studiato e lavora all'estero».

Finanziariamente come sta?
«Nel 2005 avevo un gruppo da 1,9 miliardi di partecipazioni mobiliari e 600 milioni di immobili. Ho risarcito 700 milioni per Magiste e oggi la società ha un patrimonio netto positivo. Mi spiace solo per quel patteggiamento, ma in tre mesi di carcere persi 13 chili. Il mio personal pm mi fece 13 interrogatori da sei ore l'uno, e per uscire ho patteggiato».
ricucci chi 1RICUCCI CHI 1

E la famosa «bella vita» di cui ai vecchi rotocalchi?
«Gliel'aggiorno subito: ad agosto andrò a casa a Porto Cervo, con mia madre, come faccio da vent' anni. Se vuol sapere se ho la fidanzata, le dico che con questa vita che faccio non mi metto in un rapporto serio con una donna alla quale devi anche dare le giuste attenzioni, visto che passo la giornata qua dentro con le carte che vede, e negli studi dei miei avvocati. I danni collaterali di queste vicende, chi non c'è passato, non li può immaginare».

Quanto ha speso?
«A occhio non meno di 40 milioni fra spese legali e spese di giustizia, ma la vita non me la risarcisce nessuno. E mi sono perso la crescita di mio figlio nel periodo adolescenziale». Fonte: qui

MATTARELLA DURISSIMO AL CSM: ''OGGI SI VOLTA PAGINA. UN QUADRO SCONCERTANTE E INACCETTABILE HA PRODOTTO CONSEGUENZE GRAVEMENTE NEGATIVE PER IL PRESTIGIO E L'AUTOREVOLEZZA DELL'INTERO ORDINE GIUDIZIARIO''

STAVOLTA NON VA PER IL SOTTILE E PARLA DI ''MANOVRE NASCOSTE, TENTATIVI DI SCREDITARE ALTRI MAGISTRATI, MILLANTATA INFLUENZA, PRETESA DI ORIENTARE INCHIESTE E CONDIZIONARE GLI EVENTI, CONVINZIONE DI POTER MANOVRARE IL CSM…''
Nicola Barone per www.ilsole24ore.com

ermini eletto vicepresidente del csm 1ERMINI ELETTO VICEPRESIDENTE DEL CSM 
Il senso sta tutto in quella espressione, «oggi si volta pagina nella vita del Csm», pronunciata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella dinanzi al plenum dell'organismo di autogoverno dei magistrati nel mezzo di una bufera che segna il suo momento più difficile. Parla di «quadro sconcertante e inaccettabile», il capo dello Stato. E i toni uniti agli argomenti nel discorso danno l'idea della drammaticità con cui dal Colle è stato seguito il diffondersi mano a mano delle notizie.

«Quanto avvenuto ha prodotto conseguenze gravemente negative per il prestigio e per l'autorevolezza non soltanto di questo Consiglio ma anche il prestigio e l'autorevolezza dell'intero ordine giudiziario; la cui credibilità e la cui capacità di riscuotere fiducia sono indispensabili al sistema costituzionale e alla vita della Repubblica».

SERGIO MATTARELLA DAVID ERMINISERGIO MATTARELLA DAVID ERMINI
In rapporto alle ultime vicende legate ai traffici l'analisi non lascia spazio a interpretazioni. «Il coacervo di manovre nascoste, di tentativi di screditare altri magistrati, di millantata influenza, di pretesa di orientare inchieste e condizionare gli eventi, di convinzione di poter manovrare il Csm, di indebita partecipazione di esponenti di un diverso potere dello Stato, si manifesta in totale contrapposizione con i doveri basilari dell'ordine giudiziario e con quel che i cittadini si attendono dalla magistratura».


ermini eletto vicepresidente del csm 4ERMINI ELETTO VICEPRESIDENTE DEL CSM
Inevitabili i riferimenti (impliciti) all’inchiesta che ha portato all’indagine per corruzione su Luca Palamara, ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati, e alle intercettazioni con il coinvolgimento dell’ex ministro Luca Lotti insieme ad altri esponenti politici.

Per Mattarella adesso «tutta l'attività del Consiglio, ogni sua decisione sarà guardata con grande attenzione critica e forse con qualche pregiudiziale diffidenza. Non può sorprendere che sia così e occorre essere ancor più consapevoli, quindi, dell'esigenza di assoluta trasparenza, e di rispetto rigoroso delle regole stabilite, nelle procedure e nelle deliberazioni. Occorre far comprendere che la magistratura italiana - e il suo organo di governo autonomo, previsto dalla Costituzione - hanno al proprio interno gli anticorpi necessari e sono in grado di assicurare, nelle proprie scelte, rigore e piena linearità».

luca lottiLUCA LOTTI
Il richiamo, costante, nelle parole del capo dello Stato è ai dettami della Carta. «La Costituzione prescrive che l'assunzione di qualunque carica pubblica - comprese quelle elettive - sia esercitata con disciplina e onore, con autentico disinteresse personale o di gruppo; e nel rispetto della deontologia professionale. Indipendenza e totale autonomia dell'ordine giudiziario sono principi basilari della nostra Costituzione e rappresentano elementi irrinunciabili per la Repubblica. La loro affermazione è contenuta nelle norme della Costituzione ma il suo presidio risiede nella coscienza dei nostri concittadini e questo va riconquistato».

C'è la necessità «di modifiche normative, ritenute opportune e necessarie, in conformità alla Costituzione» e spetta «ad altre istituzioni discutere ed elaborare eventuali riforme che attengono a composizione e formazione del Csm». Il presidente della Repubblica «potrà seguire - e seguirà con attenzione - questi percorsi ma la Costituzione non gli attribuisce il compito di formulare ipotesi o avanzare proposte. Il Csm, peraltro, può - ed è, più che opportuno, necessario - provvedere ad adeguamenti delle proprie norme interne, di organizzazione e di funzionamento, per assicurare, con maggiore e piena efficacia, ritmi ordinati nel rispetto delle scadenze, regole puntuali e trasparenza delle proprie deliberazioni».

Fonte: qui

martedì 18 giugno 2019

TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SUI TROJAN MA NON AVETE MAI OSATO CHIEDERE: I “CAPTATORI INFORMATICI” CHE HANNO INGUAIATO LUCA PALAMARA POTREBBERO AVER COLPITO ANCHE VOI: PER AFFARI, PER POLITICA, PER UNA RELAZIONE FINITA MALE

ECCO I 10 MODI PER CAPIRE SE SUL VOSTRO TELEFONO È STATO INSTALLATO UN VIRUS SENZA CHE VE NE SIATE ACCORTI
SIAMO TUTTI FIGLI DI TROJAN?

luca palamaraLUCA PALAMARA
Il trojan installato sul cellulare dell’ex presidente di Roma Luca Palamara ha riaperto il dibattito sui cosiddetti “captatori informatici”, termine giuridico per chiamare i virus informatici che colpiscono ogni giorno imprenditori, magistrati, politici e anche cittadini comuni.

Dopo la riforma voluta dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, i trojan possono essere usati per le indagini di corruzione, ma il loro uso è stato introdotto dal Pd per ipotesi di reato di mafia e terrorismo, come ha ricordato Mattia Feltri nel suo Buongiorno di sabato.

trojan malwareTROJAN MALWARE
Alla faccia del garantismo, questo tipo di strumenti è un derivato di quelli utilizzato ogni giorno da hacker di professione, dai dipartimenti di sicurezza degli stati e persino nel mondo dell’industria. Pensate di essere un imprenditore, di voler sapere cosa fa un diretto concorrente che opera nel vostro stesso settore e di avere a disposizione un metodo efficace e semplice per poterlo spiare. Oppure, per gelosia: il vostro ex vi ha lasciato e voi volete sapere tutto di lui/lei. Non sareste tentati?

luca palamaraLUCA PALAMARA
Il dato è tratto
Tutto passa dai nostri cellulari, da quegli smartphone che sono diventati un prolungamento delle nostre esistenze. Chat, foto più o meno intime, contatti, posizione in tempo reale: chi riesce a intrufolarsi nella nostra vita digitale sa tutto di noi. E può usarlo contro di noi. Ma non c’entrano solo i dati: chi inocula nei nostri smartphone un trojan può accedere da remoto alla fotocamera e quindi può essere in grado di vedere ciò che vede il dispositivo e ascoltare ciò che sente, come successo nel caso di Palamara.

E voi, siete spiati?
Com’è ovvio, non tutti i dati sono uguali, e non tutti siamo magistrati accusati di corruzione, ça va sans dire. Ma ogni individuo può essere colpito da un trojan, per affari, per una relazione finita male e chissà, semplicemente fate un lavoro importante con un po’ di responsabilità: giornalisti, scienziati, funzionari pubblici.

Ogni smartphone è violabile
trojan malwareTROJAN MALWARE
Sappiatelo fin da ora: non basta avere una password elaborata. O meglio, può solo complicare il lavoro, ma alla fine “ogni telefono si può sbloccare” (la citazione è dell’azienda israeliana Cellebrite, che ha appena annunciato al mondo, con hybris mica male, di avere una tecnologia in grado di entrare in qualsiasi iphone del mondo, notizia di oggi). Dunque, come si fa? Il sito PixelPrivacy ha stilato un’ottima guida per sapere di più e provare a rimediare a un’eventuale violazione subita con un trojan.

I 10 modi per sapere se il nostro cellulare è spiato
cellebrite e lo strumento per hackerare gli iphone 2CELLEBRITE E LO STRUMENTO PER HACKERARE GLI IPHONE 
Ci sono alcuni segnali che dovrebbero allarmarci e farci temere che il nostro smartphone è stato infettato. Sono molti, e difficili da notare. Inoltre, si tratta di fattori che possono anche essere correlati a difetti tecnici e/o al normale deterioramento del vostro dispositivo. Ma sono comunque segnali e se sono tutti presenti, è meglio dare una controllata al cellulare.

  1. Un utilizzo enorme e anomalo di dati
Finite sempre i giga e non sapete com’è successo? C’è una buona possibilità che qualcuno abbia installato nel vostro dispostivo un’app spia. I software di spionaggio, soprattutto quelli di bassa qualità, utilizzano molti dati, che servono per inviare le informazioni raccolte dal cellulare. Quelli di fascia alta, invece, usano molti meno dati: in quel caso, è difficile sapere se siamo spiati soltanto analizzando il consumo di traffico
  1. Il vostro cellulare è attivo anche quando è in standby
trojan malwareTROJAN MALWARE
Al di là delle normali chiamate in arrivo, dei messaggi, delle notifiche di whatsapp e tutte le attività di cui siete consapevole, il vostro telefonino si accende anche quando è bloccato. Non solo, ci sono anche rumori e suoni inaspettati? Forse dovreste iniziare a preoccuparvi.
hacker iphone 1HACKER IPHONE 

  1. Riavvio non previsto
Il vostro cellulare si riavvia senza motivo? È possibile che sia qualcuno da remoto a farlo. E se può spegnerlo e riaccenderlo, sarebbe sorprendente se fosse l’unica cosa che può fare o vedere.

  1. Suoni strani durante le chiamate
Le linee telefoniche ormai sono piuttosto stabili e il segnale è abbastanza forte. Insomma, non è normale ascoltare strani clic o voci distanti che interrompono le conversazioni. Se senti delle voci in lontananza e sei sicuro che la persona con cui sta parlando è sola, la tua conversazione potrebbe essere sotto controllo.
trojanTROJAN

  1. Messaggi di testo particolari e inattesi
In genere, un messaggio con simboli strani, sequenze numeriche (apparentemente) casuali o altre cose che non capite, può essere sintomatico di un trojan o comunque di un virus. Questo perché i software di spionaggio usano questo “linguaggio in codice” per comunicare con la loro funzione remota. Ma può anche essere una buona notizia: se il trojan e chi l’ha inserito devono comunicare così significa che il loro software non funziona alla perfezione.

hacker iphoneHACKER IPHONE
  1. Deterioramento della batteria
Dovete ricaricare spesso il telefonino perché vi si scarica improvvisamente? Anche questo, oltre a essere un fatto piuttosto comune a tutti i cellulari del mondo dopo qualche anno di utilizzo, potrebbe voler dire che siete controllati.

Il software spia installato su un telefono infatti controlla tutte le sue attività e invia queste registrazioni a un dispositivo di terze parti. Oltre all’aumento inconsueto del consumo di dati, se il vostro cellulare sta consumando più batteria del previsto, forse dovreste preoccuparvi. Questo perché il trojan fa registrazioni con la vostra fotocamera, e probabilmente tiene sempre acceso il microfono per registrare. Considerate che il software spia lavora anche quando il cellulare dovrebbe restare spento, e quindi consuma energia.
  1. Occhio alla temperature
TROJAN 1TROJAN 1
Un riscaldamento durante l’utilizzo del telefono è ordinaria amministrazione e chiunque sa di cosa stiamo parlando. Ma se il vostro smartphone si scalda anche mentre è inattivo, forse è perché il software spia sta lavorando in silenzio contro di voi.

  1. Il vostro telefono ci mette un’eternità a spegnersi
Il momento dello “shut down” è quello in cui – anche nei pc – il dispositivo chiude tutti i suoi processi attivi prima di spegnersi completamente. Tra questi processi ci sono anche le attività di trasmissione di eventuali trojan. Avete poche applicazioni aperte in background eppure il cellulare ci mette diversi minuti a spegnersi? Ahia.
TROJAN2TROJAN

  1. Difficoltà nello spegnimento
Come già anticipato nel punto 8, lo spegnimento è una fase di controllo indiretto delle applicazioni in background. se non riuscite a procedere con lo shutdown o avete l’impressione che lo schermo non sia completamente nero, la causa potrebbe essere un trojan.

  1. Rallentamento
Avete appena comprato l’ultimo modello di smartphone eppure vi sembra che non riesca a gestire 2-3 app nello stesso momento? Una velocità ridotta è potenzialmente un sintomo che il vostro dispositivo è contorllato e monitorato.

Come faccio a essere tranquillo?
MSPY PER SPIARE WHATSAPPMSPY PER SPIARE WHATSAPP
Purtroppo, oltre ai trojan, ci sono anche molte applicazioni disponibili sul mercato per spiare e/o monitorare un cellulare altrui, come Spyera, TheOneSpy, mSpy, senza nemmeno bisogno di installare un trojan. Si tratta di applicazioni che principalmente servono per monitorare WhatsApp, ma il principio è lo stesso.

In questi casi, se avete un iPhone, in teoria dovreste stare più tranquilli, perché per installare app terze (fuori dallo store ufficiale) va fatto un jailbreak. E comunque, se aggiornate iOs, l’eventuale jailbreak viene rimosso.

Ma non state troppo tranquilli, in ogni caso. Questo vale solo per i software più “artigianali” e di bassa qualità. Sui trojan “di stato” o comunque più raffinati, purtroppo, c’è poco da fare.

sabato 25 maggio 2019

GIUSTIZIA ALL’ITALIANA

CROSETTO: 
"VI RICORDATE ANTONIO BASSOLINO? 
ERA SOTTO PROCESSO PER PECULATO DAL 2001. 
NEL 2016 IL REATO CADDE IN PRESCRIZIONE, MA LUI LA RIFIUTÒ PERCHÉ VOLEVA UN GIUDIZIO. 
ORA L'HANNO ASSOLTO CON FORMULA PIENA. NEL 2019! CHE VOLETE CHE SIANO 18 ANNI DI VITA DI UN POLITICO PER UN MAGISTRATO?"

crosettoCROSETTO
"Vi ricordate Antonio Bassolino?". Guido Crosetto, con un post su Twitter, attacca i magistrati per il caso dell'ex governatore della Campania. "Era sotto processo per peculato dal 2001. Nel 2016 il reato cadde in prescrizione, ma lui la rifiutò perché voleva un giudizio. Ora l'hanno assolto con formula piena. Nel 2019", sottolinea il "fratello d'Italia". Che con amarezza conclude: "Che volete che siano 18 anni di vita di un politico per un magistrato?".

Bassolino 5e66c5BASSOLINO



Bassolino, ex sindaco di Napoli, infatti è stato definitivamente prosciolto dal processo che lo ha visto imputato per irregolarità nella gestione dei rifiuti durante le emergenze nello smaltimento vissute a Napoli tra 2003 e 2005. I reati ipotizzati erano ormai prescritti, ma i giudici del tribunale di Napoli si erano espressi nel merito con una sentenza di piena assoluzione;
bassolino con berlinguerBASSOLINO CON BERLINGUER


la Procura aveva presentato appello per trasformare l'assoluzione di merito in assoluzione per prescrizione, nei confronti di Bassolino e di altri 26 indagati. La Corte di Appello ha dichiarato però inammissibile l'impugnazione del pm e ha confermato la sentenza di primo grado.

Fonte: qui