9 dicembre forconi: cellulari
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martedì 18 giugno 2019

TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SUI TROJAN MA NON AVETE MAI OSATO CHIEDERE: I “CAPTATORI INFORMATICI” CHE HANNO INGUAIATO LUCA PALAMARA POTREBBERO AVER COLPITO ANCHE VOI: PER AFFARI, PER POLITICA, PER UNA RELAZIONE FINITA MALE

ECCO I 10 MODI PER CAPIRE SE SUL VOSTRO TELEFONO È STATO INSTALLATO UN VIRUS SENZA CHE VE NE SIATE ACCORTI
SIAMO TUTTI FIGLI DI TROJAN?

luca palamaraLUCA PALAMARA
Il trojan installato sul cellulare dell’ex presidente di Roma Luca Palamara ha riaperto il dibattito sui cosiddetti “captatori informatici”, termine giuridico per chiamare i virus informatici che colpiscono ogni giorno imprenditori, magistrati, politici e anche cittadini comuni.

Dopo la riforma voluta dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, i trojan possono essere usati per le indagini di corruzione, ma il loro uso è stato introdotto dal Pd per ipotesi di reato di mafia e terrorismo, come ha ricordato Mattia Feltri nel suo Buongiorno di sabato.

trojan malwareTROJAN MALWARE
Alla faccia del garantismo, questo tipo di strumenti è un derivato di quelli utilizzato ogni giorno da hacker di professione, dai dipartimenti di sicurezza degli stati e persino nel mondo dell’industria. Pensate di essere un imprenditore, di voler sapere cosa fa un diretto concorrente che opera nel vostro stesso settore e di avere a disposizione un metodo efficace e semplice per poterlo spiare. Oppure, per gelosia: il vostro ex vi ha lasciato e voi volete sapere tutto di lui/lei. Non sareste tentati?

luca palamaraLUCA PALAMARA
Il dato è tratto
Tutto passa dai nostri cellulari, da quegli smartphone che sono diventati un prolungamento delle nostre esistenze. Chat, foto più o meno intime, contatti, posizione in tempo reale: chi riesce a intrufolarsi nella nostra vita digitale sa tutto di noi. E può usarlo contro di noi. Ma non c’entrano solo i dati: chi inocula nei nostri smartphone un trojan può accedere da remoto alla fotocamera e quindi può essere in grado di vedere ciò che vede il dispositivo e ascoltare ciò che sente, come successo nel caso di Palamara.

E voi, siete spiati?
Com’è ovvio, non tutti i dati sono uguali, e non tutti siamo magistrati accusati di corruzione, ça va sans dire. Ma ogni individuo può essere colpito da un trojan, per affari, per una relazione finita male e chissà, semplicemente fate un lavoro importante con un po’ di responsabilità: giornalisti, scienziati, funzionari pubblici.

Ogni smartphone è violabile
trojan malwareTROJAN MALWARE
Sappiatelo fin da ora: non basta avere una password elaborata. O meglio, può solo complicare il lavoro, ma alla fine “ogni telefono si può sbloccare” (la citazione è dell’azienda israeliana Cellebrite, che ha appena annunciato al mondo, con hybris mica male, di avere una tecnologia in grado di entrare in qualsiasi iphone del mondo, notizia di oggi). Dunque, come si fa? Il sito PixelPrivacy ha stilato un’ottima guida per sapere di più e provare a rimediare a un’eventuale violazione subita con un trojan.

I 10 modi per sapere se il nostro cellulare è spiato
cellebrite e lo strumento per hackerare gli iphone 2CELLEBRITE E LO STRUMENTO PER HACKERARE GLI IPHONE 
Ci sono alcuni segnali che dovrebbero allarmarci e farci temere che il nostro smartphone è stato infettato. Sono molti, e difficili da notare. Inoltre, si tratta di fattori che possono anche essere correlati a difetti tecnici e/o al normale deterioramento del vostro dispositivo. Ma sono comunque segnali e se sono tutti presenti, è meglio dare una controllata al cellulare.

  1. Un utilizzo enorme e anomalo di dati
Finite sempre i giga e non sapete com’è successo? C’è una buona possibilità che qualcuno abbia installato nel vostro dispostivo un’app spia. I software di spionaggio, soprattutto quelli di bassa qualità, utilizzano molti dati, che servono per inviare le informazioni raccolte dal cellulare. Quelli di fascia alta, invece, usano molti meno dati: in quel caso, è difficile sapere se siamo spiati soltanto analizzando il consumo di traffico
  1. Il vostro cellulare è attivo anche quando è in standby
trojan malwareTROJAN MALWARE
Al di là delle normali chiamate in arrivo, dei messaggi, delle notifiche di whatsapp e tutte le attività di cui siete consapevole, il vostro telefonino si accende anche quando è bloccato. Non solo, ci sono anche rumori e suoni inaspettati? Forse dovreste iniziare a preoccuparvi.
hacker iphone 1HACKER IPHONE 

  1. Riavvio non previsto
Il vostro cellulare si riavvia senza motivo? È possibile che sia qualcuno da remoto a farlo. E se può spegnerlo e riaccenderlo, sarebbe sorprendente se fosse l’unica cosa che può fare o vedere.

  1. Suoni strani durante le chiamate
Le linee telefoniche ormai sono piuttosto stabili e il segnale è abbastanza forte. Insomma, non è normale ascoltare strani clic o voci distanti che interrompono le conversazioni. Se senti delle voci in lontananza e sei sicuro che la persona con cui sta parlando è sola, la tua conversazione potrebbe essere sotto controllo.
trojanTROJAN

  1. Messaggi di testo particolari e inattesi
In genere, un messaggio con simboli strani, sequenze numeriche (apparentemente) casuali o altre cose che non capite, può essere sintomatico di un trojan o comunque di un virus. Questo perché i software di spionaggio usano questo “linguaggio in codice” per comunicare con la loro funzione remota. Ma può anche essere una buona notizia: se il trojan e chi l’ha inserito devono comunicare così significa che il loro software non funziona alla perfezione.

hacker iphoneHACKER IPHONE
  1. Deterioramento della batteria
Dovete ricaricare spesso il telefonino perché vi si scarica improvvisamente? Anche questo, oltre a essere un fatto piuttosto comune a tutti i cellulari del mondo dopo qualche anno di utilizzo, potrebbe voler dire che siete controllati.

Il software spia installato su un telefono infatti controlla tutte le sue attività e invia queste registrazioni a un dispositivo di terze parti. Oltre all’aumento inconsueto del consumo di dati, se il vostro cellulare sta consumando più batteria del previsto, forse dovreste preoccuparvi. Questo perché il trojan fa registrazioni con la vostra fotocamera, e probabilmente tiene sempre acceso il microfono per registrare. Considerate che il software spia lavora anche quando il cellulare dovrebbe restare spento, e quindi consuma energia.
  1. Occhio alla temperature
TROJAN 1TROJAN 1
Un riscaldamento durante l’utilizzo del telefono è ordinaria amministrazione e chiunque sa di cosa stiamo parlando. Ma se il vostro smartphone si scalda anche mentre è inattivo, forse è perché il software spia sta lavorando in silenzio contro di voi.

  1. Il vostro telefono ci mette un’eternità a spegnersi
Il momento dello “shut down” è quello in cui – anche nei pc – il dispositivo chiude tutti i suoi processi attivi prima di spegnersi completamente. Tra questi processi ci sono anche le attività di trasmissione di eventuali trojan. Avete poche applicazioni aperte in background eppure il cellulare ci mette diversi minuti a spegnersi? Ahia.
TROJAN2TROJAN

  1. Difficoltà nello spegnimento
Come già anticipato nel punto 8, lo spegnimento è una fase di controllo indiretto delle applicazioni in background. se non riuscite a procedere con lo shutdown o avete l’impressione che lo schermo non sia completamente nero, la causa potrebbe essere un trojan.

  1. Rallentamento
Avete appena comprato l’ultimo modello di smartphone eppure vi sembra che non riesca a gestire 2-3 app nello stesso momento? Una velocità ridotta è potenzialmente un sintomo che il vostro dispositivo è contorllato e monitorato.

Come faccio a essere tranquillo?
MSPY PER SPIARE WHATSAPPMSPY PER SPIARE WHATSAPP
Purtroppo, oltre ai trojan, ci sono anche molte applicazioni disponibili sul mercato per spiare e/o monitorare un cellulare altrui, come Spyera, TheOneSpy, mSpy, senza nemmeno bisogno di installare un trojan. Si tratta di applicazioni che principalmente servono per monitorare WhatsApp, ma il principio è lo stesso.

In questi casi, se avete un iPhone, in teoria dovreste stare più tranquilli, perché per installare app terze (fuori dallo store ufficiale) va fatto un jailbreak. E comunque, se aggiornate iOs, l’eventuale jailbreak viene rimosso.

Ma non state troppo tranquilli, in ogni caso. Questo vale solo per i software più “artigianali” e di bassa qualità. Sui trojan “di stato” o comunque più raffinati, purtroppo, c’è poco da fare.

martedì 29 gennaio 2019

I CELLULARI IN CLASSE SARANNO VIETATI PER LEGGE: GLI EMENDAMENTI DI LEGA E FI PER INIBIRE L’UTILIZZO “SALVO CASI PARTICOLARI SPECIFICI”, COME AVEVA GIÀ FATTO MACRON IN FRANCIA


LA PROPOSTA PER REINTRODURRE L’EDUCAZIONE CIVICA NELLA SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA...

Emilio Pucci per “il Messaggero”

SMARTPHONE A SCUOLA 4SMARTPHONE A SCUOLA 
Si dispone il divieto «salvo casi particolari specifici, di utilizzo del cellulare e di altri dispositivi elettronico-digitali nei luoghi e negli orari dell' attività didattica». Ieri in Commissione cultura della Camera è partito l' iter della proposta che riporta l' educazione civica nella scuola primaria e secondaria. Proposta, portata avanti dal leghista Capitanio, che verrà integrata da altri testi depositati.

E quelli della Lega (onorevole Latini) e di FI (l' ex ministro dell' Istruzione Gelmini) dispongono l' inibizione dei cellulari nelle classi. Anche per i professori. La discussione su questo punto è avviata, con la maggioranza che intende recepire questa modifica. L' ipotesi è quella di lasciare i cellulari in presidenza e per le chiamate di emergenza far riferimento alle segreteria. Idea che farà discutere genitori e personale docente e che è stata già illustrata dai proponenti.

MASSIMILIANO CAPITANIO 1MASSIMILIANO CAPITANIO
LA NOMINA
Intanto in Commissione cultura è stato nominato il relatore della legge che reintroduce l' educazione civica (sarà la leghista Colmellere). Diversi i punti ancora da chiarire: per il primo anno è escluso che venga introdotta un' ora in più nell' orario scolastico ma il confronto è aperto. Così come su chi dovrà portare avanti l' insegnamento dell' educazione civica. Al momento si prevede che siano gli insegnanti già previsti, ma c' è chi sostiene che debbano essere introdotte ulteriori figure professionali.

SMARTPHONE A SCUOLA 3SMARTPHONE A SCUOLA
La proposta di Capitanio muove dalla convinzione che «l' insegnamento dell' educazione civica debba servire non solo ad avvicinare i giovani alla conoscenza delle istituzioni, ma anche a sensibilizzarli alla solidarietà, accompagnandoli in percorsi di coesione sociale. L' educazione civica si legge nel testo - deve pertanto facilitare l' inserimento dei giovani nel mondo del volontariato e la loro integrazione con le persone con disabilità».

La proposta è composta da 4 articoli: si stabilisce un monte ore annuale di 33 ore, «da affidare ai docenti dell' area storico-geografica nelle scuole secondarie di primo grado e ai docenti dell' area economico-giuridica nelle scuole secondarie di secondo grado». È previsto che nella scuola secondaria di primo grado l' educazione civica sia «oggetto di esame di fine ciclo». Si istituisce inoltre un premio annuale per l' educazione civica «destinato a premiare le esperienze migliori in materia di educazione civica in ogni ordine e grado di istruzione».
MASSIMILIANO CAPITANIOMASSIMILIANO CAPITANIO

Per l' ex ministro Gelmini occorre trasferire ai giovani «un insieme di regole di convivenza e di rispetto dell' altro, in funzione di prevenzione e di contrasto di condotte suscettibili di degenerare in bullismo e cyberbullismo». La capogruppo di FI chiede che l' insegnamento dell' educazione alla cittadinanza attiva avvenga «anche attraverso attività extrascolastiche da svolgere presso uffici pubblici, istituzioni, fondazioni e istituzioni culturali».
mariastella gelminiMARIASTELLA GELMINI


INTERNET E DIGITALI
Se da un lato FI e Lega vogliono escludere l' utilizzo dei cellulari nelle classi, dall' altro rimarcano la necessità di promuovere «anche attività di sensibilizzazione degli alunni su diritti e doveri connessi all' uso di Internet e degli altri strumenti digitali, nonché progetti per prevenire e contrastare il bullismo informatico». Il Movimento 5 stelle illustra così le linee guida del ritorno dell' educazione civica: «L' insegnamento osserva la pentastellata Dadone - deve comprendere lo studio della Costituzione; un' introduzione al diritto dell' Unione europea; l' educazione alla legalità», e altro ancora. La proposta dei pentastellati dispone, poi, che «le istituzioni scolastiche debbano programmare anche attività di studio e viaggi di istruzione».
SMARTPHONE A SCUOLA 2SMARTPHONE A SCUOLA



Le proposte verranno integrate in un unico testo che approderà a febbraio nell' Aula parlamentare. «Non sarà una imposizione di leggi dall' alto afferma Capitanio -, ma una condivisione alla pari, con insegnanti e genitori. Sarà un percorso condiviso con tutti, senza bandiere». Per la reintroduzione dell' educazione civica si chiede anche uno stanziamento dei fondi: «Per tali attività è autorizzata una spesa di 2 milioni per il 2019 e di 5 milioni annui per il 2020 mentre lo stanziamento del Fondo per il 2021 ammonta a 26 milioni».

Fonte: qui


lunedì 28 gennaio 2019

SMARTPHONE E TABLET CI ESPONGONO OGNI GIORNO A UN’ECCESSIVA QUANTITÀ DI RADIAZIONI, MA BASTEREBBE MIGLIORARE LE PROPRIE ABITUDINI

AD ESEMPIO, EVITARE DI TENERE I TELEFONI NELLE TASCHE DEI PANTALONI E METTERLO IN MODALITÀ AEREO LA NOTTE 
I BAMBINI DOVREBBERO STARNE IL PIÙ LONTANO POSSIBILE, PERCHÉ IL LORO CORPO…


inquinamento elettromagnetico degli smartphone 8INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO DEGLI SMARTPHONE
Non si vede e non si sente, per questo quello elettromagnetico è considerato un tipo di inquinamento invisibile i cui effetti sono ancora oggetto di studio. Quello che è certo, è che cellulari, smartphone e tablet sono fonti di campi elettromagnetici a bassa frequenza, e sono anche molto diffusi e utilizzati. Per usarli al meglio ed evitare eccessive esposizioni, basterebbe seguire alcune indicazioni, quelle fornite dal Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente (Snpa).

La regola numero uno è: distanza. Ma ci sono cattive abitudini a cui spesso non diamo peso. Vediamo quali. Partiamo, appunto, dalla 'distanza': evitare di tenere i cellulari a contatto con il corpo, quindi no allo smartphone infilato nelle tasche dei pantaloni o nel taschino della camicia. Non addormentarsi con il cellulare acceso troppo vicino alla testa, se proprio bisogna tenerlo in camera da letto è preferibile attivare la modalità aerea e porre il dispositivo a una distanza superiore a 1 metro.
 
A mantenere la giusta distanza ci aiuta l'utilizzo dell'auricolare con il filo, il vivavoce e il ricorso agli sms ogni volta che è possibile. Ad ogni modo, meglio effettuare chiamate di breve durata, sotto i 5 minuti, e alternare l'orecchio.

Meno campo, più radiazioni. Non tutti sanno che quando c'è poco campo aumentano le radiazioni perché il cellulare aumenta la sua potenza per fornire ugualmente un servizio al cliente. Quindi è meglio evitare le chiamate quando c'è poco segnale. Anche durante il tentativo di connessione il cellulare emette più radiazioni, meglio tenerlo lontano dalla testa fino alla risposta.

Lo stesso discorso vale per l'utilizzo dei dispositivi in auto o in treno: anche qui il cellulare emette più radiazioni perché, saltando da una cella all'altra, varia anche la sua ricezione e quindi calano o aumentano le barre di segnale. Inoltre, all'interno di un'automobile si sviluppa l'effetto 'gabbia di Faraday': le radiazioni emesse dai cellulari all'interno dell'autovettura vengono trattenute dalla gabbia di ferro che non le fa uscire.

inquinamento elettromagnetico degli smartphone 3INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO DEGLI SMARTPHONE 
Capitolo wi-fi: quando possibile, suggerisce l'Snpa, spegnere la connessione wi-fi dal modem e utilizzare il più possibile quella via cavoNella versione wi-fi, stare a una distanza superiore a 1 metro dal modem nelle fasi di upload e download. Per vedere dei video, meglio scaricarli in locale e mettere lo strumento in modalità aerea, mentre per le chiamate è da preferire il vivavoce. Prediligere la linea telefonica fissa via cavo che non genera radiazione elettromagnetica.

I bambini, poi, suggerisce l'Snpa (e in particolare Appa Bolzano e Arpa Friuli Venezia Giulia che al tema hanno dedicato spazi e contributi) non dovrebbero utilizzare cellulari, smartphone, tablet e cordless. Questi strumenti andrebbero tenuti a distanza visto che il loro corpo, ancora in fase di sviluppo, assorbe maggiormente la radiazione elettromagnetica rispetto a un adulto. La regola di base, comunque, è: l'inquinamento elettromagnetico da cellulare scompare semplicemente spegnendo il telefono.

Pur non essendo ancora dimostrato il nesso causale tra insorgenza di tumori e uso di smartphone (nel 2011 Iarc e Oms definiscono l'esposizione a campi elettromagnetici a bassa frequenza come possibili cancerogeni), un effetto ben conosciuto è il riscaldamento dei tessuti nelle immediate vicinanze. "Cosa significa? Nulla se il tessuto vicino è un osso, molto se è una ghiandola - spiega Emma Bagnato, medico del lavoro a medico autorizzato Gruppo Asa, che ha realizzato un contributo per l'Arpa Friuli Venezia Giulia - Gonadi maschili e tiroide sono le due zone dove le ghiandole sono molto superficiali e quindi molto esposte eventualmente a un campo elettromagnetico generato da un cellulare".

Poi, ci sono tutta una serie di disturbi: si va dalla cosiddetta 'insonnia da monitor' ai disturbi d'ansia come la nomofobia, cioè la paura di non essere connessi, "che colpisce il 53% degli utilizzatori maschili di cellulare e il 48% delle donne", sottolinea Bagnato; dalla 'vibrazione fantasma', cioè la sensazione che il cellulare stia vibrando o suonando quando non è vero, a disturbi più lenti nell'insorgenza come quelli legati alla cervicale e le rizoartrosi.

Fonte: qui

venerdì 31 agosto 2018

SMARTPHONE: ECCO QUELLI CHE EMETTONO LE ONDE ELETTROMAGNETICHE PIÙ FORTI

L'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ HA INSERITO LE RADIAZIONI DEI CELLULARI TRA I POSSIBILI EFFETTI “CANCEROGENI”
Paolo Travisi per il Messaggero
smartphoneSMARTPHONE
La comunità scientifica internazionale è divisa sui possibili effetti cancerogeni dei telefoni cellulari. Alcuni ricercatori sostengono che l'esposizione prolungata alle onde elettromagnetiche emesse dagli smartphone, potrebbe causare il cancro al cervello o al nervo acustico dell'orecchio. Ma nonostante la pubblicazione di studi realizzati sui topi, una vera evidenza scientifica sugli effetti cancerogeni nocivi nei confronti degli esseri umani ancora non esiste.

Eppure l'Organizzazione mondiale della Sanità ha inserito le radiazioni dei cellulari, tra i “cancerogeni possibili”. Un punto su cui tutti sono concordi è limitarne l'utilizzo a contatto diretto con l'orecchio, usando il più possibile l'auricolare. A tal proposito esiste un'unità di misura, il Sar, che serve a misurare la quantità di radofrequenze assorbite dal corpo umano, quando si usa un cellulare, ma anche quando lo teniamo in tasca o nelle vicinanze (per esempio di notte sul comodino).

smartphoneSMARTPHONE
Quantità per cui l'UE ha stabilito un limite massimo per ogni device, pari a 2 watt per kg, limitando dunque un possibile (ed ancora sconosciuto) effetto nocivo sulla nostra salute. A tal riguardo il portale tedesco Statista ha pubblicato la classifica degli smartphone attualmente in commercio, con i relativi valori Sar, che potremmo chiamare tasso di assorbimento specifico. Questi dati, in realtà, devono essere chiaramente evidenziati dalle case produttrici, esposti sulle confezioni dei loro device e sui siti ufficiali. Ai primi posti svettano gli smartphone interamente prodotti in Cina.

Xiaomi Mi A1
OnePlus 5T
smartphoneSMARTPHONE
Huawei Mate 9
Huawei P9 Plus
Huawei GX8
Huawei P9
Huawei Nova Plus
OnePus 5
Huawei P9 Lite
iPhone 7
Sony Xperia XZ1 Compact
OnePlus 6
iPhone 8
Xiaomi Redmi Note 5
ZTE Axon 7 Mini

Ma come si può vedere nella lista dei valori Sar più alti ci sono anche due iPhone di ultima generazione. Statista pubblica inoltre anche una seconda lista, dove invece sono evidenziati i modelli con un tasso di assorbimento specifico più basso. E tra questi ci sono molti prodotti di casa Samsung, qualche ZTE e Motorola, ma nessuno smartphone di casa Apple.

Fonte: qui

sabato 16 giugno 2018

Allarme pediatri: vietare l'uso di tablet e smartphone ai bambini minori di due anni

Meglio qualche capriccio in più, piuttosto che l'uso di smartphone e tablet in tenera età. A dirlo non è il consiglio della nonna, ma le linee guida diffuse dalla Società Italiana di Pediatria e raccolte in un documento pubblicato sulla rivista Italian Journal of Pediatrics. Secondo i medici, l'abitudine di calmare i bambini o dar loro da mangiare concedendo l'uso dei device digitale è altamente nociva.

© Internet (altro)

Da interdire completamente se si tratta di bimbi al di sotto dei due anni. La restrizione, che si estende con modalità diversa fino agli otto anni d'età, è il frutto di un'analisi scientifica che la comunità dei pediatri ha condotto studiando gli effetti positivi e negativi sulla salute fisica e mentale dei bambini. Nel dossier, presentato durante il congresso italiano di pediatria, gli specialisti consigliano di limitare ad un'ora al giorno, l'uso dei device, nella fascia d'età compresa tra i 2 e i 5 anni, fino ad un massimo di due ore giornaliere tra i 5 e gli 8 anni. I rischi da iperconnessione infatti crescono con l'età.
Ed anche se in Italia, la situazione è distante o migliore da quella degli Stati Uniti, dove il 92% dei bambini usa tablet o smartphone già ad un anno, va tenuto sotto controllo: secondo i dati diffusi dai pediatri, 8 bambini su 10 tra i 3 e i 5 anni sanno usare il cellulare dei genitori. Veniamo ai rischi potenziali. Scarso profitto scolastico, bassi livelli di attenzione e minori relazioni sociali con i coetanei. Inoltre l'utilizzo del touchscreen potrebbe interferire con lo sviluppo cognitivo, sostituendosi all'esperienza concreta con gli oggetti che affinano la capacità di risolvere i problemi. E ancora, esistono evidenze scientifiche sull'alterazione di sonno, vista, udito, funzioni metaboliche, relazioni genitori-figli. La colpa di questa diseducazione comportamentale ricade sui genitori, fin troppo propensi, per mancanza di tempo e stress a concedere il cellulare, per calmare i piccoli nativi digitali. Oltre che a mostrarsi, loro stessi, dipendenti dalla tecnologia. Ed i bambini, è noto, sono grandi imitatori. Ovviamente esistono anche gli effetti positivi. Sono particolarmente indicate le applicazioni con finalità educative  che aiutano nell'apprendimento nei bambini in età prescolare e nei primi anni di scuola. Fonte: qui