9 dicembre forconi: Manovra
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martedì 15 ottobre 2019

PER FAR QUADRARE I CONTI IL GOVERNO È PRONTO A DICHIARARE GUERRA A PLASTICA, DIESEL, SIGARETTE E GIOCHI: NEL MENÙ DELLA MANOVRA TROVA POSTO L’IMPOSTA DI 20 CENTESIMI PER OGNI KG DA APPLICARE AGLI IMBALLAGGI, PIÙ ACCISE SUL DIESEL E SIGARETTE E AUMENTO DELLA TASSAZIONE SULLA FORTUNA CON UN PRELIEVO DEL 20% O SUPERIORE PER LE VINCITE OLTRE I 100 MILIONI…


giuseppe conte alla global esg conference the hydrogen challenge 2GIUSEPPE CONTE ALLA GLOBAL ESG CONFERENCE THE HYDROGEN CHALLENGE

Il Consiglio dei ministri per approvare la manovra slitta a stasera alle 21. E' quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi.

Marco Mobili per "www.ilsole24ore.com"

Plastica, diesel sigarette e giochi a rischio stangata. Far quadrare i conti su una manovra da oltre 30 miliardi tenendo conto dei veti incrociati su temi politicamente sensibili starebbe spingendo il Governo a utilizzare la leva fiscale per far cassa su alcuni settori. Ecco che in nome del motto «più inquini, più paghi» si fa strada la nuova imposta sulla plastica.

cannucce di plasticaCANNUCCE DI PLASTICA

Sulla stessa falsariga invocando la riduzione dei sussidi ambientali nella lista delle misure della manovra da varare c’è anche il riallineamento delle accise tra gasolio e benzina. Tradotto: più accise sul diesel. Per stroncare la ludopatia, poi, si punta a spremere ancora una volta in meno di 12 mesi il mercato del gioco legale. E non poteva mancare il fumo dove il ricorso della leva fiscale sui tabacchi viene giustificata dalla tutela della salute dei tabaggisti.

“Plastic free” arruola il fisco

GIUSEPPE CONTEGIUSEPPE CONTE

«Se parliamo di legge di bilancio, la prima cosa che vogliamo fare è che tutte le correzioni sulle tasse si devono fare per dare ai nostri figli e nipoti un paese più verde, ecologico e pulito. Questo si fa con le tasse» ha detto a Napoli il leader pentastellato Luigi Di Maio dal palco di Italia 5 Stelle. E il riferimento è stato chiaro e diretto alla plastica: «Se una multinazionale deve imbottigliare una bibita - ha detto Di Maio - dobbiamo fare in modo che paghi più tasse su una bottiglia in plastica e meno per una bottiglia in vetro».

plastica marePLASTICA MARE

Imposta di 20 cent ogni chilo di plastica

Nel menù della manovra trova ancora posto, infatti, la nuova imposta sulla plastica che mette nel mirino gli involucri. Un’imposta di 0,2 euro per ogni chilogrammo da applicare agli imballaggi come ad esempio bottiglie, contenitori per alimenti o confezioni per prodotti alimentari.

Diesel e benzina sempre più vicini

La manovra si caratterizzerà anche per una serie di interventi mirati sulle accise agevolate per il gasolio. Tra le misure che aspettano di essere definitivamente inserite nel Disegno di legge di bilancio c’è , ad esempio, il riavvicinamento delle accise tra diesel e benzina.
L’accisa agevolata sul gasolio oggi costa allo Stato 4,9 miliardi di euro. L’effetto al distributore dell’agevolazione si traduce spesso in uno spread tra diesel e benzina che si aggira sui 10 centesimi. Ogni centesimo di aumento del gasolio, secondo le stime del Governo, garantirebbe circa 144 milioni all’anno.
Se solo si volessero azzerare quei 10 centesimi che oggi rendono più cara la benzina rispetto al diesel ecco che l’Erario potrebbe recuperare circa 1,5 miliardi di euro. Sotto la lente c’è anche l’accisa sul gasolio commerciale.

eni diesel+ENI DIESEL+

Conto salato per le “bionde”

L’asticella non è ancora stata fissata definitivamente e forse lo sarà soltanto al momento di inviare la manovra all’esame delle Camere. Ma nelle ultime ore quello che inizialmente sarebbe dovuto essere un aumento delle accise sui tabacchi in grado di assicurare all’Erario maggiori entrate per 50-70 milioni, e quindi sostanzialmente neutro per il mercato sia per i fumatori che per le multinazionali del tabacco, si starebbe trasformando in una vera e propria stangata.
giuseppe conte roberto gualtieri 9GIUSEPPE CONTE ROBERTO GUALTIERI 

L’aumento delle accise su sigarette, nuovi prodotti a tabacco riscaldato e liquidi per le e-cig sarebbe lievitato fino a dover garantire all’Erario non meno di 200 milioni di maggior gettito. Il rischio di un aumento di oltre 10 centesimi al pacchetto per i fumatori con questi numeri sarebbe più che concreto.
sigaretteL’altra ipotesi più drastica prevede un aumento sulle sole accise delle sigarette tale da garantire almeno 300 milioni di euro. Il che vorrebbe dire un aumento sul pacchetto di sigarette di almeno 40 centesimi.

Fortuna e slot sotto assedio

L’altro fronte caldo su cui si starebbe alzando la “febbre da prelievo” è quello del gioco. L’idea di tassare la fortuna non è mai tramontata e si studia soltanto come aumentare il prelievo. Con gli aumenti dell’ultimo anno la tassa sulla fortuna ha garantito all’Erario già circa mezzo milione di euro.
L’idea è quella di far crescere quella percentuale che lo Stato trattiene sulle vincite lasciando immutato il limite dei 550 euro: oggi del 12% se la vincita eccede i 500 euro del Gratta e Vinci, del Superenalotto e delle Videolottery; dell’8% se si vince al lotto. Le ipotesi sono tante con un meccanismo a scaglioni che alla fine potrebbe arrivare a un prelievo del 20% o superiore per le vincite oltre i 100 milioni.
gratta e vinci

Nel menù non manca un nuovo ritocco al Preu (prelievo erariale unico) su Slot e Vlt, oggetto di rialzo sia con il decreto dignità sia con la manovra dello scorso anno.

Fonte: qui

venerdì 26 luglio 2019

SIAMO ALLA RESA DEI CONTI! SALVINI: "TRIA NON VUOLE LA FLAT TAX? O IO O LUI"

TENSIONE ALLE STELLE NEL GOVERNO SULLA MANOVRA 
IL LEADER LEGHISTA: "L’ITALIA HA BISOGNO DI UNO SHOCK FISCALE FORTE" 
DI MAIO: "LA FLAT TAX È ANCORA UN MISTERO, ANCORA NON HO VISTO LE COPERTURE, SERVONO ALMENO 12 MILIARDI, IO LAVORO AL CUNEO FISCALE, UNA MISURA REALISTICA…”

Da ansa.it

GIOVANNI TRIA MATTEO SALVINIGIOVANNI TRIA MATTEO SALVINI
Aut aut di Matteo Salvini sulla flat tax. "Se il ministro dell'Economia - ha detto il ministro - del mio governo dice che di taglio delle tasse non se ne parla, o il problema sono io o è lui. Cosa faccio una manovra economica all'acqua di rose? L'Italia ha bisogno di uno choc fiscale forte".

"Fino a quando penso di riuscire a tenere tranquilli i miei parlamentari della Lega che mi chiedono di andare a elezioni? Fino a quando le cose si fanno e se qualcuno la smette di insultare, attaccare e litigare quotidianamente", ha detto ancora.

La flat tax "per me è ancora un mistero, ancora non ho visto le coperture, anche la flat tax volontaria di cui si parlava ieri non ho capito cosa significa", ha detto il ministro del Lavoro e Sviluppo, Luigi Di Maio, intervistato a Sky Tg24. "Intanto sto lavorando al cuneo fiscale", una misura "realistica", ha aggiunto. "Ho trovato 4 miliardi", per la flat tax "ne servono almeno il triplo".

Ieri Matteo Salvini e Luigi Di Maio si sono visti, per la prima volta a tu per tu da settimane, senza avvertire Giuseppe Conte. hanno riannodato i fili di un dialogo ma non accorciato le distanze: sulla manovra tra M5s e Lega sono già botte da orbi, con una frenata pentastellata sulla flat tax.
tria di maio salvini conteTRIA DI MAIO SALVINI CONTE

Ma è con il premier che la tensione è ai massimi livelli. Ed è la scena a raccontarlo. Mentre i due vicepremier sono riuniti nella sede della presidenza, il presidente del Consiglio esce a piedi per andare a pranzo in un ristorante di sushi con il suo staff. "Dobbiamo lavorare, non chiacchierare", dice lapidario. E respinge sdegnato i sospetti nati nello stesso governo:

"E' pura fantasia che io voglia una nuova maggioranza o farmi un partito". Salvini, dopo essere passato all'incasso sulla Tav, punta dritto alla flat tax e arriva a evocare le elezioni anticipate: bisogna sfidare l'Ue perché "o riusciamo a tagliare le tasse per tanti con una manovra da decine di miliardi o chiediamo il parere agli italiani", dice il ministro. E dice di non aver "ancora capito" quale sia l'idea di manovra. Il bersaglio diretto è Giovanni Tria: "Se pensa di fare una manovra economica da robetta", una manovricchia, "non sarà il nostro ministro dell'Economia".
matteo salvini giovanni triaMATTEO SALVINI GIOVANNI TRIA

Le incognite che gravano sul governo sono ancora molte. Tanto che un dirigente pentastellato ammette: "Non so se sia recuperabile il rapporto con la Lega". Conte avrebbe chiarito con Di Maio la vicenda dell'uscita dall'Aula dei senatori M5s mercoledì, mentre lui parlava. Ma tra i Cinque stelle montano l'insofferenza e le fibrillazioni dopo il via libera alla Tav: il timore è che il gruppo possa non reggere nel voto al Senato sul decreto sicurezza bis, con una fronda di dissidenti che con il loro No aprirebbero la crisi di governo.

Già alla Camera in 17 non votano e Roberto Fico esce dall'Aula. Assenze che però il Movimento 5 Stelle dice essere giustificate, con l'unica eccezione di Doriano Sarli. La temperatura è rovente però soprattutto tra Conte e il vicepremier leghista. Conte viene descritto parecchio irritato per essere stato accusato di un tentativo di ribaltone e lo dice: in caso di governo "andrei in Parlamento per trasparenza e non per una nuova maggioranza", bisogna "volare alto" e non ragionare "con i peggiori schemi della prima Repubblica". Ma Salvini scrolla le spalle.
matteo salvini giovanni tria 2MATTEO SALVINI GIOVANNI TRIA 2

E contrattacca. "Mi interessano meno di zero" le parole di Conte su Savoini, dichiara nelle ore in cui il Pd formalizza la mozione di sfiducia nei suoi confronti (in questo caso in soccorso dovrebbero comunque venire i voti del centrodestra). E sul sì alla Tav pungola Conte: "Avrà studiato e capito quel che noi sapevamo".

Il premier riunisce per sei ore a Palazzo Chigi, con Di Maio e Giovanni Tria, le parti sociali in vista della manovra. I lavori "ufficiali" iniziano in questo momento, dice ai sindacati, derubricando il vertice al Viminale. "Il vero vertice è questo", gongola il M5s. Che depotenzia la flat tax con la proposta di un taglio al cuneo fiscale da 4 miliardi e sbandiera il principio di "progressività" come irrinunciabile: "Ho letto che la Lega vuole fare una flat tax volontaria, mi auguro non ci sia una fregatura", dichiara Di Maio. Ma la Lega, per tutta risposta, boccia l'idea di Di Maio: "Quattro miliardi sono pochi, serve coraggio".

salvini triaSALVINI TRIA
E' quello il prossimo fronte, mentre tanti altri restano ancora aperti. Sull'autonomia la prossima settimana si affronterà la questione fiscale ma intanto, dopo un incontro di Conte con Stefani e Bonisoli, non si sciolgono neanche i nodi sui beni archeologici. La Lega è in pressing anche sulla Gronda. E sarebbe ancora lontana la soluzione del rebus commissario Ue. Resta sul tavolo l'ipotesi rimpasto. Nel faccia a faccia con Di Maio, Salvini lamenta scelte e dichiarazioni del ministro ai Trasporti Danilo Toninelli: i no più pesanti sono venuti da lui.

Ma il capo M5s ribatte che anche su scuola, agricoltura e turismo (titolari i leghisti Bussetti e Centinaio) il governo non brilla. Sullo sfondo, resta il rischio di una crisi. Perché è vero che Salvini dopo aver parlato per un'ora con Di Maio dichiara che il governo "va avanti". Ma in casa Lega, pur raccontando un rapporto personale buono, smorzano l'ottimismo di fonti pentastellate che descrivono i due vicepremier andare avanti "spalla a spalla". Nella maggioranza si diffonde l'impressione di un asse tra i leader di M5s e Lega che esclude Conte. Ma anche questa immagine i leghisti smentiscono. Il punto, affermano, è che la durata del governo si misurerà sulle cose concrete: non servono faccia a faccia, ma - è la linea - risposte. E serve un premier, chiosa un deputato, che torni al suo ruolo di arbitro, senza protagonismi.
luigi di maio giuseppe conte matteo salvini giovanni triaLUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE MATTEO SALVINI GIOVANNI TRIA

Alla cerimonia del Ventaglio con la stampa parlamentare anche il capo dello Stato ha invitato tutti a costruire un "clima collaborativo".

Anche nell'ambito dell'informativa del premier sui presunti fondi russi in Aula al Senato - è andata in scena la sfida a distanza tra il premier e il leader leghista.

Fonte: qui


CI MANCAVA IL PIZZINO ESTIVO DELLE AGENZIE DI RATING: ''L'ITALIA È A RISCHIO GRECIA SE LA MANOVRA NON SARÀ ORTODOSSA''. 
STANDARD & POOR'S COMMENTA COSÌ LE IPOTESI DI ''MISURE SENZA COPERTURA E L'INTRODUZIONE DI UNA MONETA PARALLELA'', OVVERO LA FLAT TAX E I MINIBOT SOGNATI DA BORGHI MA BOCCIATI DA TRIA 
''L'ADESIONE ALL'AREA EURO POTREBBE ESSERE MESSA IN DISCUSSIONE E POTREBBE SCATTARE UNA CRISI DI FIDUCIA COME QUELLA VERSO ATENE''. LA FIDUCIA NEL RATING INVECE È ALLE STELLE…
''L'ITALIA È A RISCHIO GRECIA SE LA MANOVRA NON SARÀ ORTODOSSA''. STANDARD & POOR'S
(ANSA) - Al momento per l'Italia non c'è "uno scenario da crisi del debito pubblico. Tuttavia in uno scenario alternativo in cui i policymaker perseguano soluzioni non ortodosse - come l'introduzione di una valuta parallela o di misure di bilancio senza copertura finanziaria, per eludere i vincoli fiscali stabiliti dai trattati Ue - l'adesione dell'Italia all'area Euro potrebbe essere messa in discussione. In extremis, potrebbe verificarsi una nuova crisi di fiducia come quella avvenuta in Grecia nel giugno 2015". Cosi S&P in un report sull'andamento dei rating dei Paesi Ue.

S&P, ITALIA UNICO PAESE NELL'EUROZONA CON OUTLOOK NEGATIVO
 (ANSA) - "L'Italia è l'unico paese sovrano dell'Eurozona con outlook negativo". Lo ricorda S&P Global Ratings in un report sull'andamento delle valutazioni dei paesi sovrani dell'Eurozona in cui si sottolinea che "dal 2010 l'economia italiana è cresciuta solo dello 0,6% in termini reali contro il 10,6% per l'intera area Euro". Sono proprio "la crescita debole e l'incapacità dei policymaker di affrontarla" a spiegare "le prospettive negative per il rating sovrano italiano", visto l'alto debito pubblico.

Standard & Poor’sSTANDARD & POOR’S
"Il debito pubblico italiano - si spiega nel report - è denominato in euro, una valuta che nessuno stato membro dell'Unione Monetaria può svalutare in modo unilaterale. Questo significa che l'Italia, come tutti gli altri paesi della zona Euro, non ha la stessa flessibilità per ridurre il peso reale del suo debito pubblico rispetto a paesi che hanno il controllo della propria valuta. Di conseguenza, la sostenibilità del debito dipende molto di più dalla capacità dei paesi di crescere in termini reali rispetto ai loro pari" fuori della moneta unica.

Fonte: qui

lunedì 24 dicembre 2018

LA PROFEZIA DEL MINISTRO DOPO LA MANOVRA: ECCO COSA RISCHIA L'ITALIA


L' ECONOMISTA HA AUSPICATO UN PODEROSO PIANO DI INVESTIMENTI PER RIANIMARE L' ECONOMIA, CHE PREVEDE STAGNANTE NEL PRIMO SEMESTRE DELL' ANNO PROSSIMO. MA C’E’ UNA VARIABILE CHE RISCHIA DI FAR SALTARE TUTTO…

Michele Zaccardi per www.liberoquotidiano.it

Meno investimenti, meno crescita e più tasse. Così potrebbe essere sintetizzato il rapporto dell' Ufficio parlamentare di Bilancio, «La finanza pubblica dopo l' accordo con la Commissione europea». Una valutazione che segue quanto scritto ieri dal ministro per gli affari europei, Paolo Savona, sulle colonne di Milano Finanza. L' economista ha auspicato un poderoso piano di investimenti per rianimare l' economia italiana, che prevede stagnante nel primo semestre dell' anno prossimo. Uno 0% di variazione sul 2018.

paolo savonaPAOLO SAVONA
Esagerato? Forse, almeno secondo l' Upb, che stima una crescita per l' anno prossimo dello 0,8%. Ma con una variabile che potrebbe far saltare tutto: l' incertezza. Stando a quanto scritto dai tecnici, il documento redatto dal governo per il 2019 e inviato a Bruxelles è «plausibile, pur presentando non trascurabili rischi di revisione al ribasso». Rischi che però possono essere maggiori se si guarda avanti, al 2020 e al 2021.

Quanto al «quadro di finanza pubblica per il 2019», questo «presenta caratteri di transitorietà» e di «incertezza, in particolare riguardo al disegno effettivo e alla realizzabilità delle misure». Incertezza testimoniata dai 2 miliardi messi nel cassetto a garanzia della tenuta dei saldi. Più precaria la situazione per il 2020 e il 2021, dal momento che il contenimento del deficit durante il biennio è affidato esclusivamente alle calusole di salvaguardia sull' Iva e sulle accise che garantiranno incassi per 23,1 e 28,8 miliardi. In questo modo il deficit si restringerebbe all' 1,8% nel 2020 e all' 1,5 nel 2021.
il ministro paolo savonaIL MINISTRO PAOLO SAVONA
Ma attenzione: senza i soldi di Iva e accise il disavanzo schizzerebbe al 3%, rischiando di violare la regola aurea di Maastricht, e metterebbe in dubbio «la sostenibilità futura della finanza pubblica».

Per il principio dei vasi comunicanti, poi, un aumento del deficit si rifletterebbe sul debito, che in rapporto al Pil «riprenderebbe a salire sia pure leggermente» durante il 2020 e il 2021. Insomma, anche la riduzione del debito pubblico è legata alle clausole di salvaguardia: solo facendole scattare, cioè aumentando Iva e accise, si potrebbe avere una discesa dell' indicatore al 128,2% del Pil nel 2021, dal 131,7 di quest' anno. Tuttavia, l' evoluzione dei parametri è condizionata dalla crescita: senza va tutto a ramengo. E su questo punto l' esecutivo ha dovuto fare un bagno di realtà a causa dei segnali di rallentamento registrati nel terzo trimestre, un -0,1% che avrà effetti anche sull' anno prossimo.
GIUSEPPE CONTE PAOLO SAVONAGIUSEPPE CONTE PAOLO SAVONA



Secondo il governo, quest' anno e il prossimo il Pil crescerà dell' 1% tondo, una previsione in linea con quella dell' Upb che, però, per il 2019 stima uno striminzito 0,8%. A spegnere le aspettative su una miracolosa ripresa ci sono anche gli effetti espansivi della manovra, dimezzati rispetto all' impianto originario.

A soffrire, in particolare, sono gli investimenti. Per questi la spesa prevista in origine era di 9 miliardi in tre anni. Ora, la cifra stanziata cala a 3,6 sul triennio. Quasi 5 miliardi e mezzo in meno.

Fonte: qui

domenica 23 dicembre 2018

Manovra, ecco cosa c'è nel maxiemendamento: previsto anche un taglio da oltre 5 mld agli investimenti

Il governo Conte si appresta a chiudere il capitolo manovra. Il voto al testo definitivo è previsto per stasera alle 23:30, ma la discussione generale sul testo è già cominciata, seppur tra molte polemiche. Deputati e Senatori dovranno esprimersi sul cosiddetto maxiemendamento presentato dall'esecutivo, che sostituirà in toto il testo dell'articolo 1 della manovra economica per il 2019. Un cambio di rotta radicale rispetto al testo sul quale il parlamento si era espresso poche settimane fa, dettato dai diktat di Bruxelles, che hanno profondamente trasformato forma e cifre della legge di bilancio. Tra tagli agli investimenti e flat tax per i pensionati che rientrano dall'estero, ecco quali sono le principali misure contenute nel maximendamento.
Maxi-taglio del fondo per gli investimenti, -5,4 mld in 3 anni
Il maxi fondo per gli investimenti da 9 miliardi in tre anni previsto dalla manovra diventa un mini fondo da 3,6 miliardi nel triennio. Nel 2019 le risorse previste dal Mef si riducono a 740 milioni di euro (contro i 2.750 della versione originaria), nel 2020 a 1.260 milioni (da 3.000 milioni) e nel 2021 a 1.600 (da 3.300). In totale dunque, il taglio è di 5,4 miliardi. Un taglio ancor più cospicuo di quello da 4 miliardi già anticipato da Huffingtonpost pochi giorni fa, che evidenzia ancor di più il paradosso insito in questa manovra, scritta da fautori degli investimenti pubblici come i ministri Giovanni Tria e Paolo Savona.
Proroga fino al 2020 degli sconti per l'acquisto dei seggiolini antiabbandono
Nel maxiemendamento alla manovra c'è anche la proroga al 2020 degli sconti per l'acquisto dei seggiolini dotati di dispositivo antiabbandono. Lo stanziamento previsto è di un milione di euro per il 2019 e un milione per il 2020.
Recupero del fondo Dall'Osso per i disabili
Il governo, attraverso un emendamento di Forza Italia a firma Bernini, recupera la proposta dell'ex 5 Stelle Matteo Dall'Osso, che alla Camera si era battuto per ottenere un fondo specifico per la mobilità e alla fine, "deluso" per la bocciatura del suo emendamento, aveva deciso di lasciare il Movimento per approdare proprio a Forza Italia. Si tratta di un fondo ad hoc da 5 milioni nel 2019, istituito al Mit, per "l'accessibilità e la mobilità delle persone con disabilità".
Taglio alle pensioni d'oro, che però diventano "di platino"
Confermato il taglio alle pensioni d'oro, che però si nobilitano, diventando "di platino". Il prelievo di solidarietà, per cinque anni, riguarderà gli assegni superiori a 100mila euro e sarà pari al 15 percento per la parte eccedente fino a 130mila euro, al 25% per la parte eccedente dai 130mila ai 200mila, per il 30 percento per la parte eccedente i 200mila fino ai 350mila, per il 35 percento per la parte eccedente i 350mila fino a 500mila e al 40 percento per la parte eccedente i 500mila.
Flat tax al 7% per i pensionati che dall'estero rientrano al Sud
Come già annunciato, c'è anche la tassazione 'modello Portogallo' per richiamare dall'estero chi è già in pensione e decide di spostare la sua residenza nel Sud Italia. Si tratta in sostanza della flat tax al 7% per i pensionati residenti all'estero da almeno 5 anni che scelgano di venire, o tornare, nei piccoli Paesi sotto i 20mila abitanti di Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise, Puglia. Le entrate sono destinate all'istituzione di poli universitari tecnico scientifici nel Mezzogiorno.
Assunzioni P.a. rinviate al 15 novembre 2019
C'è poi il rinvio al 15 novembre 2019 delle assunzioni a tempo indeterminato presso la Presidenza del Consiglio, ministeri, enti pubblici non economici, agenzie fiscali e università. Quelle nelle università vengono posticipate al primo dicembre, con l'eccezione dei ricercatori a contratto che potranno essere quindi assunti come professori nel corso del 2019.
Iva agevolata al 4% per cracker ai cereali e spezie
Nel testo si prevede che l'Iva agevolata al 4% per cracker e fette biscottate si applichi anche a pane e cracker contenenti destrosio, saccarosio, grassi e oli alimentari industriali ammessi dalla legge, cereali interi o in granella e semi, semi oleosi, erbe aromatiche e spezie di uso comune. È previsto inoltre che non si rimborsino imposte già pagate né è consentita alcuna variazione prima dell'entrata in vigore della legge di bilancio fissata per il 1° gennaio 2019.
Fonte: qui

Le 28 misure della manovra che ci riguardano di più

Il 'saldo e stralcio', ovvero il nuovo condono per chi è in difficoltà economica, la nuova clausola con gli aumenti Iva, i tagli ai fondi del reddito di cittadinanza e di quota 100 per le pensioni, la web tax, i finanziamenti e l'esercito in campo per fronteggiare l'emergenza buche a Roma e la proroga di 15 anni delle concessioni balneari.
Così cambia la manovra, corretta fino all'ultimo, dopo un percorso a ostacoli tra Roma e Bruxelles e un iter tortuoso in Parlamento.
Queste alcune delle principali misure entrate nel maxiemendamento su cui il governo, dopo vari slittamenti, ha posto la fiducia nell'Aula del Senato senza nemmeno un voto in Commissione:

1. TAGLI A REDDITO E QUOTA 100

100 Il fondo per il reddito di cittadinanza sarà ridotto di 1,9 miliardi nel 2019 scendendo a 7,1 miliardi. La dote per la misura bandiera dei Cinque Stelle scende di 945 milioni nel 2020 e di 683 milioni nel 2021. Sul fronte delle pensioni, ci sarà un taglio di 2,7 miliardi ai fondi per quota 100, che scendono cosi' da 6,7 a 4 miliardi. La dote per la misura fortemente voluta dalla Lega sale di 1,3 miliardi nel 2020 e di 1,7 miliardi nel 2021.

2. AUMENTI IVA PER 23 MLD NEL 2020 

Confermata la sterilizzazione totale degli aumenti Iva nel 2019 che vengono pero' innalzati nel 2020 per circa 23 miliardi e nel 2021 e 2022 per 28,8 miliardi. Previsti anche aumenti delle accise per 400 milioni l'anno dal 2020. Se non saranno disinnescate le clausole, l'Iva agevolata salirà dal 10 al 13% dal 2020 mentre quella ordinaria dal 22% al 25,2% nel 2020 e al 26,5% nel 2021

3. NUOVA CLAUSOLA DI SPESA

Arriva una nuova clausola di spesa. Alcune voci del bilancio dello Stato ( che riguardano i ministeri) saranno congelate per un ammontare di 2 miliardi di euro nel 2019. Sulla base del monitoraggio di luglio queste risorse potranno essere sbloccate, con delibera del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell'Economia, solo nel caso in cui l'andamento tendenziale dei conti pubblici risulti coerente con gli obiettivi fissati.

4. TAGLIO AL FONDO PER GLI INVESTIMENTI

Arriva la sforbiciata al fondo per gli investimenti. Si passa dai 9 miliardi in tre anni inizialmente previsti a 3,6 miliardi. Per il 2019 il fondo scende a 740 milioni di euro (contro i 2.750 precedenti), nel 2020 a 1.260 milioni (da 3.000 milioni) e nel 2021 a 1.600 (da 3.300). 

5. SALTA NORMA NCC, DECRETO AD HOC

Salta la stretta per gli Ncc che aveva innescato la protesta dei conducenti delle auto a noleggio. Il governo ha deciso di stralciare la norma dal maxiemendamento per problemi di copertura suscitando la protesta delle opposizioni. La disposizione prevedeva paletti al raggio d'azione per il servizio di autonoleggio con conducente pur ampliando la deroga per il rientro in rimessa, misura che accoglieva solo in parte le richieste del settore. L'esecutivo ha fatto marcia indietro e si appresta a varare un decreto ad hoc in attesa di una riforma più organica. 

6. PENSIONI D'ORO

Il taglio sulle pensioni d'oro (valido dal 2019 per 5 anni) sarà del 15% per i redditi compresi tra 100.000 e 130.000 euro lordi e arriverà al 40% per quelle superiori ai 500.000 euro. Previsto un taglio del 25% per gli assegni compresi tra 130.001 e 200.000 euro, del 30% per quelli compresi tra 200.001 e 350.000 euro e del 35% tra i 350.001 e i 500.000 euro. La misura garantirà 239 milioni nel triennio 2019-2021.

7. STRETTA SU RIVALUTAZIONI PENSIONI OLTRE 1.522 EURO

Le pensioni saranno rivalutate al 100% fino a 1.522 euro (tre volte il trattamento minimo) mentre per gli assegni superiori scatterà una stretta sulla rivalutazione all'inflazione. Sei fasce: l'indicizzazione sarà riconosciuta al 97% per quelle tra tre e quattro volte il minimo; al 77% per quelle tra quattro e cinque volte il minimo; al 52% per quelle tra cinque e sei volte il minimo; al 47% per quelle tra sei e otto volte il minimo; al 45% tra otto e nove volte il minimo, e, infine, al 40% sopra nove volte il minimo. La misura porterà un gettito di 2,26 miliardi nel triennio 2019-2021.

8. CAMBIA PROROGA ASSUNZIONI P.A

Sono stati espunti dal maxiemendamento i commi che prorogano al 31 dicembre 2019 le graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato, comprese quelle dei comparti sicurezza, del soccorso e della difesa, della scuola e delle università in vigore al 31 dicembre 2018.
Queste norme, ha spiegato il governo in commissione Bilancio, "non sono compatibili" con altre previste dal testo che prorogano le vecchie graduatorie, quelle dal 2010 al 2013, ma con dei paletti come la partecipazione obbligatoria a corsi di formazione, il superamento di un apposito esame per verificare le idoneità. Le stesse disposizioni prorogano la validità delle graduatorie approvate dal 2014 al 2019.

9. STOP ASSUNZIONI PER MINISTERI E UNIVERSITA'

La Presidenza del Consiglio, i ministeri, gli enti pubblici non economici, le agenzie fiscali e le università non possono effettuare assunzioni di personale a tempo indeterminato fino al 15 novembre 2019. Per le università il blocco è posticipato al primo dicembre, con l'eccezione dei ricercatori a contratto che potranno essere assunti come professori nel corso del 2019. 

10. WEB TAX

Arriva l'imposta al 3% sui servizi digitali per le imprese che vendono online, forniscono pubblicità e trasmissione di dati. Il prelievo si applica alle aziende con ricavi "ovunque realizzati" non inferiori a 750 milioni euro e ricavi derivanti da servizi digitali, realizzati nel territorio dello Stato, non inferiori a 5,5 milioni.

11. ESERCITO IN CAMPO PER 'EMERGENZA' BUCHE A ROMA

Per fronteggiare "l'emergenza" delle buche nel manto stradale di Roma arriveranno 75 milioni di euro nel triennio e sarà possibile impiegare l'esercito. La norma, proposta dai cinque Stelle e dichiarata inammissibile dalla Commissione Bilancio del Senato, rientra nel 'maxi' nella versione riformulata. Autorizzata anche la spesa di 5 milioni per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, per l'acquisto di mezzi strumentali al ripristino delle piattaforme stradali.

12. SCONTI ACQUISTI SEGGIOLINI ANCHE NEL 2020

Saranno estesi anche al 2020 gli sconti per l'acquisto dei seggiolini dotati di dispositivo antiabbandono. Lo stanziamento previsto è di un milione di euro per il 2019 e un milione per il 2020.

13. NO BOLKESTEIN BALNEARI, PROROGA CONCESSIONI PER 15 ANNI

Proroga per i prossimi 15 anni delle concessioni demaniali marittime in atto e in scadenza il 31 dicembre 2020. Si evita cosi' la messa la bando nel 2020 degli stabilimenti come previsto dalla direttiva Bolkestein. La norma presentata dalla Lega apre la strada a una possibile procedura di infrazione da parte della Commissione europea. Prevista l'emanazione di un decreto del presidente del Consiglio dei ministri per fissare principi e criteri dell'assegnazione delle concessioni sulle aree demaniali marittime. 

14. RIMBORSO PER I RISPARMIATORI TRUFFATI

I risparmiatori truffati coinvolti nelle liquidazioni bancarie degli ultimi anni potranno rivolgersi direttamente al ministero dell'economia per ottenere il rimborso: agli azionisti fino al 30%, agli obbligazionisti subordinati fino al 95%. Il Fondo di indennizzo risparmiatori ha una dote di 525 milioni l'anno nel triennio. A valutare le domanda sarà una commissione di nove tecnici, senza il passaggio dall'arbitro finanziario per verificare l'eventuale misselling, ovvero la vendita fraudolenta dei titoli. 

15. ECOTASSA, SALVE LE UTILITARIE

L'ecotassa non si pagherà sulle utilitarie ma solo sulle auto di grossa cilindrata. L'imposta sarà di 1.100 euro per l'acquisto di una nuova auto con emissione comprese tra 161 e 175 CO2 g/Km. Si passa a 1.600 euro per la fascia 176-200, a 2.000 euro tra 201 e 250 e a 2.500 euro oltre 250.

16. ECO-INCENTIVI SCATTERANNO FINO A 50MILA EURO

Sale da 45.000 a 50.000 euro il limite al di sotto del quale scatteranno gli eco-incentivi per l'acquisto di automobili poco inquinanti, ibride o elettriche. In via sperimentale, a chi acquista un veicolo, anche in locazione finanziaria, e immatricola in Italia, dal 1 marzo 2019 al 31 dicembre 2021, è riconosciuto un bonus. Per l'elettrico il contributo è di 6 mila euro (emissioni tra 0 e 20 CO2 g/km) se si rottama contemporaneamente un veicolo euro 0, 1, 2, 3, 4 e di 4 mila euro senza rottamazione. Per l'ibrido, emissioni tra 21 e 70, gli incentivi passano a 4 mila euro (con rottamazione) e 1.500 (senza). 

17. ECOBONUS PER SCOOTER ELETTRICI, FINO 3.000 EURO SE ROTTAMI

Fino a 3.000 euro di contributo per l'acquisto di motorini elettrici o ibridi. A coloro che acquistano un veicolo elettrico o ibrido nuovo di cilindrata inferiore o superiore ai 50 cc e che rottamano un veicolo di cui sono proprietari da almeno 12 mesi è riconosciuto un contributo pari al 30% del prezzo di acquisto fino a un massimo di 3.000 euro nel caso in cui il veicolo consegnato per la rottamazione sia della categoria euro 0,1,2.

18. CONDONO PER CHI È IN DIFFICOLTA'

Entra il saldo e stralcio delle cartelle tra il 2000 e il 2017 per chi è in grave difficoltà economica. I debiti potranno essere estinti pagando il 16% con Isee non superiore a 8.500 euro, il 20% con Isee da 8.500 fino a 12.500 euro e 35% con Isee oltre i 12.500 euro e fino a un massimo di 20.000 euro. La misura riguarda anche i debiti per i contributi dovuti alle casse previdenziali professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi Inps.

19. TAGLI SU PREMI INAIL

Previsto uno sgravo sui contributi Inail a carico delle imprese che partirà da 410 milioni di euro per l'anno 2019, 525 milioni per il 2020 e 600 milioni per il 2021.

20. FLAT TAX 7% PER PENSIONATI STRANIERI CHE VIVONO AL SUD

Una flat tax al 7% per i pensionati residenti all'estero da almeno 5 anni che scelgono il Sud. L'imposta sostitutiva, calcolata in via forfettaria con aliquota del 7%, si applica per cinque periodi d'imposta ed è rivolta a coloro che scelgano di trasferire la loro residenza, in Italia, nei comuni con popolazione non superiore ai 20.000 abitanti delle Regioni del Sud: Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise, Puglia. 

21. PIANO DISMISSIONI ENTRO 30 APRILE

Un piano di dismissioni immobiliari che dovrà essere pronto entro il 30 aprile e ricomprenderà anche gli immobili in uso al ministero della Difesa, "diverso dall'abitativo". Il governo punta a inacssare 950 milioni per il 2019 e 150 milioni per ciascuno degli anni 2020, e 2021, al netto delle quote non destinate al Fondo ammortamento titoli di Stato o alla riduzione del debito degli enti.

22. NORMA 'SFASCIA CENTRI STORICI'

Per la valorizzazione degli immobili pubblici da dismettere sarà possibile cambiarne la destinazione d'uso e procedere con interventi edilizi. Saranno ammissibili interventi edilizi "in via diretta". La norma aveva suscitato diverse polemiche ed era stata ribattezzata dai Verdi "norma sfascia centri storici".

23. TAGLI DEI CONTRIBUTI ALL'EDITORIA

Resta la norma proposta dai 5 Stelle che prevede una riduzione progressiva dei contributi diretti all'editoria dal prossimo anno fino all'azzeramento dei finanziamenti nel 2022. Nel dettaglio, nel 2019 il taglio alle imprese editrici riunite come cooperative dei giornalisti sarà del 20% nella parte eccedente il contributo di 500.000 euro, percentuale che sale al 50% nel 2020, al 75% nel 2021 fino al 100% nel 2022.

24. STOP AGEVOLAZIONI IRES PER ENTI NO PROFIT

Confermata l'abrogazione delle agevolazioni Ires per gli enti non commerciali, misura che penalizza anche le associazioni no profit e per questo ha scatenato le critiche della Cei.

25. SALE ALL'1,40% L'AUMENTO DEL PREU SUI GIOCHI

Sale all'1,40% (dall'1,25%) l'aumento del Preu, il prelievo erariale unico, sugli apparecchi per il gioco. La percentuale destinata alle vincite (pay-out) passa dal 69 al 68% e dall'84,5 all'84%. Confermato l'aumento dell'imposta unica dovuta sui giochi a distanza (che dal 20% passa al 25% del margine), sulle scommesse a quota fissa su rete fisica (che dal 18% passa al 20% del margine) e a distanza (dal 22% al 24%) e sulle scommesse simulate (dal 20% al 22%).

26. STOP TOTOCALCIO, ARRIVA CONCORSO UNICO

Addio al Totocalcio e al Totogol. Saranno sostituiti da un nuovo gioco, un unico prodotto, gestito dai Monopoli, ma pubblicizzato e promosso dalla nuova 'Sport e Salute' che sostituirà la Coni servizi. Il prodotto potrà essere pubblicizzato, in deroga ai divieti del decreto dignità sulla pubblicità del gioco d'azzardo. Arriva anche una norma contro la trasmissione illegale di eventi sportivi, a partire dalle partite di calcio. 

27. SALE INCENTIVO PER CAMBIO DECODER-TV

Sale a 151 milioni il contributo per chi, dal prossimo anno e fino al 2022, cambierà tv e decoder per adeguarsi ai nuovi standard DVB-T2 in vista dello switch off del digitale terrestre. Previste anche nuove regole per la ripartizione delle frequenze. 

28. MENO FONDI A ORFANI FEMMICIDIO

Più che dimezzato il rifinanziamento del fondo per gli orfani di femminicidio. In arrivo 5 milioni anziché i 12 ipotizzati.
Fonte: qui
I tagli si abbattono su imprese e famiglie (Mediaset)

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Manovra: sì del Senato alla fiducia, testo torna alla Camera, bagarre in aula, ira del Pd
Fiducia sul maxiemendamento e ok del Senato in nottata alla Manovra, che tornerà alla Camera in terza lettura il 28 dicembre. Bagarre in aula a Palazzo Madama, col Pd che vuole fare ricorso alla Corte costituzionale. Monti e De Falco tra gli astenuti. Il Cdm ha approvato il dl che introduce una nuova regolamentazione della disciplina del servizio di Ncc.
Conte: passaggio Senato completato, ora tocca a Camera
"Un primo passaggio è stato completato adesso passiamo alla Camera". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, lasciando il Senato dopo il sì alla fiducia sulla manovra. 
Fonte: qui








MATTARELLA HA FATTO SAPERE CHE SE PER IPOTESI SI ANDASSE ALL’ESERCIZIO PROVVISORIO, CADREBBE IL GOVERNO 

I 5STELLE SI STANNO ACCORGENDO CHE, MESSE LE CARTE IN TAVOLA, DEL LORO BEL REDDITO DI CITTADINANZA RESTA, ALMENO PER IL 2019, BEN POCA COSA. SE LA PRENDONO ANCORA UNA VOLTA, COME UN DISCO ROTTO, CON I “TECNICI” DEL MINISTERO DELL'ECONOMIA GUIDATO DA TRIA MA IN REALTÀ C’È L’HANNO CON IL LORO GIUSEPPE CONTE COLPEVOLE DI AVER CHIUSO UN ACCORDO CON MODI E SOPRATTUTTO TEMPI CHE LI COSTRINGONO AD ACCETTARE TUTTO SE NO TORNANO A CASA A VENDERE BIBITE ALLO STADIO



MOAVERO DI MAIO SALVINI CONTE MATTARELLAMOAVERO DI MAIO SALVINI CONTE MATTARELLA
La manovra sarà approvata su questo non c’è dubbio anche perché Mattarella ha fatto sapere a tutti quelli che devono sapere che se per ipotesi si andasse all’esercizio provvisorio , cadrebbe il governo. In queste ultime convulsissime ore si registrano però due sonore incazzature che bisognerà vedere che strascico lasceranno a partire da gennaio.

MATTARELLA E CONTEMATTARELLA E CONTE









La prima incazzatura è dei 5stelle che si stanno accorgendo che, messe le carte in tavola e arrivati ai numeri veri, del loro bel Reddito di Cittadinanza resta, almeno per il 2019, ben poca cosa. Se la prendono ancora una volta, come un disco rotto con i “tecnici” ma in realtà c’è l’hanno con Conte colpevole di aver chiuso un accordo con modi e soprattutto tempi che li costringono ad accettare tutto se no tornano a casa a vendere bibite allo stadio. L’altra incazzatura sembra sia proprio da Mattarella basito dal casino parlamentare delle ultime ore e che pensa che tutta l’operazione “manovra-accordo-nuovo passaggio parlamentare” sia stata gestita con i piedi.