9 dicembre forconi: maxiemendamento
Visualizzazione post con etichetta maxiemendamento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta maxiemendamento. Mostra tutti i post

domenica 23 dicembre 2018

Manovra, ecco cosa c'è nel maxiemendamento: previsto anche un taglio da oltre 5 mld agli investimenti

Il governo Conte si appresta a chiudere il capitolo manovra. Il voto al testo definitivo è previsto per stasera alle 23:30, ma la discussione generale sul testo è già cominciata, seppur tra molte polemiche. Deputati e Senatori dovranno esprimersi sul cosiddetto maxiemendamento presentato dall'esecutivo, che sostituirà in toto il testo dell'articolo 1 della manovra economica per il 2019. Un cambio di rotta radicale rispetto al testo sul quale il parlamento si era espresso poche settimane fa, dettato dai diktat di Bruxelles, che hanno profondamente trasformato forma e cifre della legge di bilancio. Tra tagli agli investimenti e flat tax per i pensionati che rientrano dall'estero, ecco quali sono le principali misure contenute nel maximendamento.
Maxi-taglio del fondo per gli investimenti, -5,4 mld in 3 anni
Il maxi fondo per gli investimenti da 9 miliardi in tre anni previsto dalla manovra diventa un mini fondo da 3,6 miliardi nel triennio. Nel 2019 le risorse previste dal Mef si riducono a 740 milioni di euro (contro i 2.750 della versione originaria), nel 2020 a 1.260 milioni (da 3.000 milioni) e nel 2021 a 1.600 (da 3.300). In totale dunque, il taglio è di 5,4 miliardi. Un taglio ancor più cospicuo di quello da 4 miliardi già anticipato da Huffingtonpost pochi giorni fa, che evidenzia ancor di più il paradosso insito in questa manovra, scritta da fautori degli investimenti pubblici come i ministri Giovanni Tria e Paolo Savona.
Proroga fino al 2020 degli sconti per l'acquisto dei seggiolini antiabbandono
Nel maxiemendamento alla manovra c'è anche la proroga al 2020 degli sconti per l'acquisto dei seggiolini dotati di dispositivo antiabbandono. Lo stanziamento previsto è di un milione di euro per il 2019 e un milione per il 2020.
Recupero del fondo Dall'Osso per i disabili
Il governo, attraverso un emendamento di Forza Italia a firma Bernini, recupera la proposta dell'ex 5 Stelle Matteo Dall'Osso, che alla Camera si era battuto per ottenere un fondo specifico per la mobilità e alla fine, "deluso" per la bocciatura del suo emendamento, aveva deciso di lasciare il Movimento per approdare proprio a Forza Italia. Si tratta di un fondo ad hoc da 5 milioni nel 2019, istituito al Mit, per "l'accessibilità e la mobilità delle persone con disabilità".
Taglio alle pensioni d'oro, che però diventano "di platino"
Confermato il taglio alle pensioni d'oro, che però si nobilitano, diventando "di platino". Il prelievo di solidarietà, per cinque anni, riguarderà gli assegni superiori a 100mila euro e sarà pari al 15 percento per la parte eccedente fino a 130mila euro, al 25% per la parte eccedente dai 130mila ai 200mila, per il 30 percento per la parte eccedente i 200mila fino ai 350mila, per il 35 percento per la parte eccedente i 350mila fino a 500mila e al 40 percento per la parte eccedente i 500mila.
Flat tax al 7% per i pensionati che dall'estero rientrano al Sud
Come già annunciato, c'è anche la tassazione 'modello Portogallo' per richiamare dall'estero chi è già in pensione e decide di spostare la sua residenza nel Sud Italia. Si tratta in sostanza della flat tax al 7% per i pensionati residenti all'estero da almeno 5 anni che scelgano di venire, o tornare, nei piccoli Paesi sotto i 20mila abitanti di Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise, Puglia. Le entrate sono destinate all'istituzione di poli universitari tecnico scientifici nel Mezzogiorno.
Assunzioni P.a. rinviate al 15 novembre 2019
C'è poi il rinvio al 15 novembre 2019 delle assunzioni a tempo indeterminato presso la Presidenza del Consiglio, ministeri, enti pubblici non economici, agenzie fiscali e università. Quelle nelle università vengono posticipate al primo dicembre, con l'eccezione dei ricercatori a contratto che potranno essere quindi assunti come professori nel corso del 2019.
Iva agevolata al 4% per cracker ai cereali e spezie
Nel testo si prevede che l'Iva agevolata al 4% per cracker e fette biscottate si applichi anche a pane e cracker contenenti destrosio, saccarosio, grassi e oli alimentari industriali ammessi dalla legge, cereali interi o in granella e semi, semi oleosi, erbe aromatiche e spezie di uso comune. È previsto inoltre che non si rimborsino imposte già pagate né è consentita alcuna variazione prima dell'entrata in vigore della legge di bilancio fissata per il 1° gennaio 2019.
Fonte: qui

Le 28 misure della manovra che ci riguardano di più

Il 'saldo e stralcio', ovvero il nuovo condono per chi è in difficoltà economica, la nuova clausola con gli aumenti Iva, i tagli ai fondi del reddito di cittadinanza e di quota 100 per le pensioni, la web tax, i finanziamenti e l'esercito in campo per fronteggiare l'emergenza buche a Roma e la proroga di 15 anni delle concessioni balneari.
Così cambia la manovra, corretta fino all'ultimo, dopo un percorso a ostacoli tra Roma e Bruxelles e un iter tortuoso in Parlamento.
Queste alcune delle principali misure entrate nel maxiemendamento su cui il governo, dopo vari slittamenti, ha posto la fiducia nell'Aula del Senato senza nemmeno un voto in Commissione:

1. TAGLI A REDDITO E QUOTA 100

100 Il fondo per il reddito di cittadinanza sarà ridotto di 1,9 miliardi nel 2019 scendendo a 7,1 miliardi. La dote per la misura bandiera dei Cinque Stelle scende di 945 milioni nel 2020 e di 683 milioni nel 2021. Sul fronte delle pensioni, ci sarà un taglio di 2,7 miliardi ai fondi per quota 100, che scendono cosi' da 6,7 a 4 miliardi. La dote per la misura fortemente voluta dalla Lega sale di 1,3 miliardi nel 2020 e di 1,7 miliardi nel 2021.

2. AUMENTI IVA PER 23 MLD NEL 2020 

Confermata la sterilizzazione totale degli aumenti Iva nel 2019 che vengono pero' innalzati nel 2020 per circa 23 miliardi e nel 2021 e 2022 per 28,8 miliardi. Previsti anche aumenti delle accise per 400 milioni l'anno dal 2020. Se non saranno disinnescate le clausole, l'Iva agevolata salirà dal 10 al 13% dal 2020 mentre quella ordinaria dal 22% al 25,2% nel 2020 e al 26,5% nel 2021

3. NUOVA CLAUSOLA DI SPESA

Arriva una nuova clausola di spesa. Alcune voci del bilancio dello Stato ( che riguardano i ministeri) saranno congelate per un ammontare di 2 miliardi di euro nel 2019. Sulla base del monitoraggio di luglio queste risorse potranno essere sbloccate, con delibera del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell'Economia, solo nel caso in cui l'andamento tendenziale dei conti pubblici risulti coerente con gli obiettivi fissati.

4. TAGLIO AL FONDO PER GLI INVESTIMENTI

Arriva la sforbiciata al fondo per gli investimenti. Si passa dai 9 miliardi in tre anni inizialmente previsti a 3,6 miliardi. Per il 2019 il fondo scende a 740 milioni di euro (contro i 2.750 precedenti), nel 2020 a 1.260 milioni (da 3.000 milioni) e nel 2021 a 1.600 (da 3.300). 

5. SALTA NORMA NCC, DECRETO AD HOC

Salta la stretta per gli Ncc che aveva innescato la protesta dei conducenti delle auto a noleggio. Il governo ha deciso di stralciare la norma dal maxiemendamento per problemi di copertura suscitando la protesta delle opposizioni. La disposizione prevedeva paletti al raggio d'azione per il servizio di autonoleggio con conducente pur ampliando la deroga per il rientro in rimessa, misura che accoglieva solo in parte le richieste del settore. L'esecutivo ha fatto marcia indietro e si appresta a varare un decreto ad hoc in attesa di una riforma più organica. 

6. PENSIONI D'ORO

Il taglio sulle pensioni d'oro (valido dal 2019 per 5 anni) sarà del 15% per i redditi compresi tra 100.000 e 130.000 euro lordi e arriverà al 40% per quelle superiori ai 500.000 euro. Previsto un taglio del 25% per gli assegni compresi tra 130.001 e 200.000 euro, del 30% per quelli compresi tra 200.001 e 350.000 euro e del 35% tra i 350.001 e i 500.000 euro. La misura garantirà 239 milioni nel triennio 2019-2021.

7. STRETTA SU RIVALUTAZIONI PENSIONI OLTRE 1.522 EURO

Le pensioni saranno rivalutate al 100% fino a 1.522 euro (tre volte il trattamento minimo) mentre per gli assegni superiori scatterà una stretta sulla rivalutazione all'inflazione. Sei fasce: l'indicizzazione sarà riconosciuta al 97% per quelle tra tre e quattro volte il minimo; al 77% per quelle tra quattro e cinque volte il minimo; al 52% per quelle tra cinque e sei volte il minimo; al 47% per quelle tra sei e otto volte il minimo; al 45% tra otto e nove volte il minimo, e, infine, al 40% sopra nove volte il minimo. La misura porterà un gettito di 2,26 miliardi nel triennio 2019-2021.

8. CAMBIA PROROGA ASSUNZIONI P.A

Sono stati espunti dal maxiemendamento i commi che prorogano al 31 dicembre 2019 le graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato, comprese quelle dei comparti sicurezza, del soccorso e della difesa, della scuola e delle università in vigore al 31 dicembre 2018.
Queste norme, ha spiegato il governo in commissione Bilancio, "non sono compatibili" con altre previste dal testo che prorogano le vecchie graduatorie, quelle dal 2010 al 2013, ma con dei paletti come la partecipazione obbligatoria a corsi di formazione, il superamento di un apposito esame per verificare le idoneità. Le stesse disposizioni prorogano la validità delle graduatorie approvate dal 2014 al 2019.

9. STOP ASSUNZIONI PER MINISTERI E UNIVERSITA'

La Presidenza del Consiglio, i ministeri, gli enti pubblici non economici, le agenzie fiscali e le università non possono effettuare assunzioni di personale a tempo indeterminato fino al 15 novembre 2019. Per le università il blocco è posticipato al primo dicembre, con l'eccezione dei ricercatori a contratto che potranno essere assunti come professori nel corso del 2019. 

10. WEB TAX

Arriva l'imposta al 3% sui servizi digitali per le imprese che vendono online, forniscono pubblicità e trasmissione di dati. Il prelievo si applica alle aziende con ricavi "ovunque realizzati" non inferiori a 750 milioni euro e ricavi derivanti da servizi digitali, realizzati nel territorio dello Stato, non inferiori a 5,5 milioni.

11. ESERCITO IN CAMPO PER 'EMERGENZA' BUCHE A ROMA

Per fronteggiare "l'emergenza" delle buche nel manto stradale di Roma arriveranno 75 milioni di euro nel triennio e sarà possibile impiegare l'esercito. La norma, proposta dai cinque Stelle e dichiarata inammissibile dalla Commissione Bilancio del Senato, rientra nel 'maxi' nella versione riformulata. Autorizzata anche la spesa di 5 milioni per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, per l'acquisto di mezzi strumentali al ripristino delle piattaforme stradali.

12. SCONTI ACQUISTI SEGGIOLINI ANCHE NEL 2020

Saranno estesi anche al 2020 gli sconti per l'acquisto dei seggiolini dotati di dispositivo antiabbandono. Lo stanziamento previsto è di un milione di euro per il 2019 e un milione per il 2020.

13. NO BOLKESTEIN BALNEARI, PROROGA CONCESSIONI PER 15 ANNI

Proroga per i prossimi 15 anni delle concessioni demaniali marittime in atto e in scadenza il 31 dicembre 2020. Si evita cosi' la messa la bando nel 2020 degli stabilimenti come previsto dalla direttiva Bolkestein. La norma presentata dalla Lega apre la strada a una possibile procedura di infrazione da parte della Commissione europea. Prevista l'emanazione di un decreto del presidente del Consiglio dei ministri per fissare principi e criteri dell'assegnazione delle concessioni sulle aree demaniali marittime. 

14. RIMBORSO PER I RISPARMIATORI TRUFFATI

I risparmiatori truffati coinvolti nelle liquidazioni bancarie degli ultimi anni potranno rivolgersi direttamente al ministero dell'economia per ottenere il rimborso: agli azionisti fino al 30%, agli obbligazionisti subordinati fino al 95%. Il Fondo di indennizzo risparmiatori ha una dote di 525 milioni l'anno nel triennio. A valutare le domanda sarà una commissione di nove tecnici, senza il passaggio dall'arbitro finanziario per verificare l'eventuale misselling, ovvero la vendita fraudolenta dei titoli. 

15. ECOTASSA, SALVE LE UTILITARIE

L'ecotassa non si pagherà sulle utilitarie ma solo sulle auto di grossa cilindrata. L'imposta sarà di 1.100 euro per l'acquisto di una nuova auto con emissione comprese tra 161 e 175 CO2 g/Km. Si passa a 1.600 euro per la fascia 176-200, a 2.000 euro tra 201 e 250 e a 2.500 euro oltre 250.

16. ECO-INCENTIVI SCATTERANNO FINO A 50MILA EURO

Sale da 45.000 a 50.000 euro il limite al di sotto del quale scatteranno gli eco-incentivi per l'acquisto di automobili poco inquinanti, ibride o elettriche. In via sperimentale, a chi acquista un veicolo, anche in locazione finanziaria, e immatricola in Italia, dal 1 marzo 2019 al 31 dicembre 2021, è riconosciuto un bonus. Per l'elettrico il contributo è di 6 mila euro (emissioni tra 0 e 20 CO2 g/km) se si rottama contemporaneamente un veicolo euro 0, 1, 2, 3, 4 e di 4 mila euro senza rottamazione. Per l'ibrido, emissioni tra 21 e 70, gli incentivi passano a 4 mila euro (con rottamazione) e 1.500 (senza). 

17. ECOBONUS PER SCOOTER ELETTRICI, FINO 3.000 EURO SE ROTTAMI

Fino a 3.000 euro di contributo per l'acquisto di motorini elettrici o ibridi. A coloro che acquistano un veicolo elettrico o ibrido nuovo di cilindrata inferiore o superiore ai 50 cc e che rottamano un veicolo di cui sono proprietari da almeno 12 mesi è riconosciuto un contributo pari al 30% del prezzo di acquisto fino a un massimo di 3.000 euro nel caso in cui il veicolo consegnato per la rottamazione sia della categoria euro 0,1,2.

18. CONDONO PER CHI È IN DIFFICOLTA'

Entra il saldo e stralcio delle cartelle tra il 2000 e il 2017 per chi è in grave difficoltà economica. I debiti potranno essere estinti pagando il 16% con Isee non superiore a 8.500 euro, il 20% con Isee da 8.500 fino a 12.500 euro e 35% con Isee oltre i 12.500 euro e fino a un massimo di 20.000 euro. La misura riguarda anche i debiti per i contributi dovuti alle casse previdenziali professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi Inps.

19. TAGLI SU PREMI INAIL

Previsto uno sgravo sui contributi Inail a carico delle imprese che partirà da 410 milioni di euro per l'anno 2019, 525 milioni per il 2020 e 600 milioni per il 2021.

20. FLAT TAX 7% PER PENSIONATI STRANIERI CHE VIVONO AL SUD

Una flat tax al 7% per i pensionati residenti all'estero da almeno 5 anni che scelgono il Sud. L'imposta sostitutiva, calcolata in via forfettaria con aliquota del 7%, si applica per cinque periodi d'imposta ed è rivolta a coloro che scelgano di trasferire la loro residenza, in Italia, nei comuni con popolazione non superiore ai 20.000 abitanti delle Regioni del Sud: Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise, Puglia. 

21. PIANO DISMISSIONI ENTRO 30 APRILE

Un piano di dismissioni immobiliari che dovrà essere pronto entro il 30 aprile e ricomprenderà anche gli immobili in uso al ministero della Difesa, "diverso dall'abitativo". Il governo punta a inacssare 950 milioni per il 2019 e 150 milioni per ciascuno degli anni 2020, e 2021, al netto delle quote non destinate al Fondo ammortamento titoli di Stato o alla riduzione del debito degli enti.

22. NORMA 'SFASCIA CENTRI STORICI'

Per la valorizzazione degli immobili pubblici da dismettere sarà possibile cambiarne la destinazione d'uso e procedere con interventi edilizi. Saranno ammissibili interventi edilizi "in via diretta". La norma aveva suscitato diverse polemiche ed era stata ribattezzata dai Verdi "norma sfascia centri storici".

23. TAGLI DEI CONTRIBUTI ALL'EDITORIA

Resta la norma proposta dai 5 Stelle che prevede una riduzione progressiva dei contributi diretti all'editoria dal prossimo anno fino all'azzeramento dei finanziamenti nel 2022. Nel dettaglio, nel 2019 il taglio alle imprese editrici riunite come cooperative dei giornalisti sarà del 20% nella parte eccedente il contributo di 500.000 euro, percentuale che sale al 50% nel 2020, al 75% nel 2021 fino al 100% nel 2022.

24. STOP AGEVOLAZIONI IRES PER ENTI NO PROFIT

Confermata l'abrogazione delle agevolazioni Ires per gli enti non commerciali, misura che penalizza anche le associazioni no profit e per questo ha scatenato le critiche della Cei.

25. SALE ALL'1,40% L'AUMENTO DEL PREU SUI GIOCHI

Sale all'1,40% (dall'1,25%) l'aumento del Preu, il prelievo erariale unico, sugli apparecchi per il gioco. La percentuale destinata alle vincite (pay-out) passa dal 69 al 68% e dall'84,5 all'84%. Confermato l'aumento dell'imposta unica dovuta sui giochi a distanza (che dal 20% passa al 25% del margine), sulle scommesse a quota fissa su rete fisica (che dal 18% passa al 20% del margine) e a distanza (dal 22% al 24%) e sulle scommesse simulate (dal 20% al 22%).

26. STOP TOTOCALCIO, ARRIVA CONCORSO UNICO

Addio al Totocalcio e al Totogol. Saranno sostituiti da un nuovo gioco, un unico prodotto, gestito dai Monopoli, ma pubblicizzato e promosso dalla nuova 'Sport e Salute' che sostituirà la Coni servizi. Il prodotto potrà essere pubblicizzato, in deroga ai divieti del decreto dignità sulla pubblicità del gioco d'azzardo. Arriva anche una norma contro la trasmissione illegale di eventi sportivi, a partire dalle partite di calcio. 

27. SALE INCENTIVO PER CAMBIO DECODER-TV

Sale a 151 milioni il contributo per chi, dal prossimo anno e fino al 2022, cambierà tv e decoder per adeguarsi ai nuovi standard DVB-T2 in vista dello switch off del digitale terrestre. Previste anche nuove regole per la ripartizione delle frequenze. 

28. MENO FONDI A ORFANI FEMMICIDIO

Più che dimezzato il rifinanziamento del fondo per gli orfani di femminicidio. In arrivo 5 milioni anziché i 12 ipotizzati.
Fonte: qui
I tagli si abbattono su imprese e famiglie (Mediaset)

Lettore video di: Mediaset (Informativa sulla privacy)

Manovra: sì del Senato alla fiducia, testo torna alla Camera, bagarre in aula, ira del Pd
Fiducia sul maxiemendamento e ok del Senato in nottata alla Manovra, che tornerà alla Camera in terza lettura il 28 dicembre. Bagarre in aula a Palazzo Madama, col Pd che vuole fare ricorso alla Corte costituzionale. Monti e De Falco tra gli astenuti. Il Cdm ha approvato il dl che introduce una nuova regolamentazione della disciplina del servizio di Ncc.
Conte: passaggio Senato completato, ora tocca a Camera
"Un primo passaggio è stato completato adesso passiamo alla Camera". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, lasciando il Senato dopo il sì alla fiducia sulla manovra. 
Fonte: qui








MATTARELLA HA FATTO SAPERE CHE SE PER IPOTESI SI ANDASSE ALL’ESERCIZIO PROVVISORIO, CADREBBE IL GOVERNO 

I 5STELLE SI STANNO ACCORGENDO CHE, MESSE LE CARTE IN TAVOLA, DEL LORO BEL REDDITO DI CITTADINANZA RESTA, ALMENO PER IL 2019, BEN POCA COSA. SE LA PRENDONO ANCORA UNA VOLTA, COME UN DISCO ROTTO, CON I “TECNICI” DEL MINISTERO DELL'ECONOMIA GUIDATO DA TRIA MA IN REALTÀ C’È L’HANNO CON IL LORO GIUSEPPE CONTE COLPEVOLE DI AVER CHIUSO UN ACCORDO CON MODI E SOPRATTUTTO TEMPI CHE LI COSTRINGONO AD ACCETTARE TUTTO SE NO TORNANO A CASA A VENDERE BIBITE ALLO STADIO



MOAVERO DI MAIO SALVINI CONTE MATTARELLAMOAVERO DI MAIO SALVINI CONTE MATTARELLA
La manovra sarà approvata su questo non c’è dubbio anche perché Mattarella ha fatto sapere a tutti quelli che devono sapere che se per ipotesi si andasse all’esercizio provvisorio , cadrebbe il governo. In queste ultime convulsissime ore si registrano però due sonore incazzature che bisognerà vedere che strascico lasceranno a partire da gennaio.

MATTARELLA E CONTEMATTARELLA E CONTE









La prima incazzatura è dei 5stelle che si stanno accorgendo che, messe le carte in tavola e arrivati ai numeri veri, del loro bel Reddito di Cittadinanza resta, almeno per il 2019, ben poca cosa. Se la prendono ancora una volta, come un disco rotto con i “tecnici” ma in realtà c’è l’hanno con Conte colpevole di aver chiuso un accordo con modi e soprattutto tempi che li costringono ad accettare tutto se no tornano a casa a vendere bibite allo stadio. L’altra incazzatura sembra sia proprio da Mattarella basito dal casino parlamentare delle ultime ore e che pensa che tutta l’operazione “manovra-accordo-nuovo passaggio parlamentare” sia stata gestita con i piedi.

sabato 22 dicembre 2018

DIETRO L’ENNESIMO SLITTAMENTO DELLA MANOVRA DUBBI SULLE COPERTURE E LE TENSIONI TRA IL PREMIER E TRIA



IL PIANO DI EMERGENZA PER EVITARE L’ESERCIZIO PROVVISORIO

Lorenzo Salvia per il Corriere della Sera

conte tria moavero 1CONTE TRIA MOAVERO 
Tutto rinviato. Doveva arrivare nella notte il via libera del Senato al disegno di legge di Bilancio, la vecchia Finanziaria. E invece ieri pomeriggio è andato in scena l' ennesimo slittamento. Il maxiemendamento del governo, di fatto una manovra bis che riscrive il testo recependo i punti dell' accordo tra il governo italiano e Bruxelles, dovrebbe essere depositato in Aula soltanto oggi.

L' indicazione è per le 14 ma, visto come sono andate le cose negli ultimi giorni, non è possibile escludere altri rinvii. Anche perché ci sono ancora dubbi sulle coperture. Circolano voci di uno stop della Ragioneria generale dello Stato su «Quota 100», l' intervento sulle pensioni. Il governo smentisce, sostenendo che si tratta solo di limare alcuni dettagli su altre misure, di minore importanza. I problemi sulle risorse però restano e sono il motivo per il quale il governo ha fatto slittare la presentazione del maxiemendamento. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro dice che «è stato necessario più tempo» perché la manovra «l' ha scritta Roma e non Bruxelles».

luigi di maio giuseppe conte matteo salvini giovanni triaLUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE MATTEO SALVINI GIOVANNI TRIA
E il responsabile dell' Economia Giovanni Tria definisce «scontato il sì del Parlamento», ma tra lui e Palazzo Chigi ci sono nuove tensioni. L' accusa è che sia stato proprio Tria a ritardare la presentazione del maxi emendamento come «ritorsione» per l' addio del suo capo di gabinetto Roberto Garofoli. Ci sarebbe anche la tentazione di sostituirlo, non adesso ma dopo il voto delle Europee di maggio.

Il voto finale di oggi dovrebbe essere chiuso per le dieci e mezza di sera. Non sarà l' ultimo atto per questa tormentata manovra. Si dovrà tornare alla Camera, che dovrà dare il suo ok alle ultime modifiche. Altrimenti scatterebbe l' esercizio provvisorio, cioè il congelamento di tutte le voci di spesa sullo stesso livello dell' anno precedente. Non si dovrebbe arrivare a tanto. Ma in ogni caso è pronto un piano d' emergenza: tenere aperta la seduta della Camera fino all' approvazione finale.
di maio conte salvini tria 1DI MAIO CONTE SALVINI TRIA

A fare fede sarebbe la data di inizio della seduta, ad esempio il 31 dicembre, anche se si dovesse sforare di un paio di giorni. Il rinvio di ieri, l' ennesimo, ha incendiato il dibattito. Anche la presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati, ha fatto sentire la sua voce: «Pur comprendendo le difficoltà, mi corre l' obbligo di invitare la maggioranza e il governo ad avere un percorso legislativo più regolare, non con questa tempistica a singhiozzo, e rispettoso dell' Assemblea del Senato». Il vicepremier Matteo Salvini prova a vedere il bicchiere mezzo pieno: «Il fatto che il maxiemendamento debba ancora arrivare vuol dire che, dopo anni di mutismo e rassegnazione, c' è stata una trattativa seria».
conte e triaCONTE E TRIA

In effetti nelle ultime tre settimane Palazzo Madama ha girato a vuoto. L' esame in commissione Bilancio, che di solito prepara la strada al dibattito dell' Aula, è stato di fatto annullato proprio perché tutto dipendeva dall' esito del negoziato con Bruxelles. Un confronto che c' è sempre stato anche negli anni passati ma non era mai andato così per le lunghe. Dall' opposizione protesta Forza Italia: «Prendere in giro il Parlamento per venti giorni - dice la capogruppo Anna Maria Bernini - è uno sfregio agli elettori».
Mentre Andrea Marcucci, capogruppo del Pd, annuncia che il suo partito occuperà l' Aula per protesta parlando di «comportamento scandaloso».

tria conte di maio salvini 1TRIA CONTE DI MAIO SALVINI
Il presidente del consiglio Giuseppe Conte, costretto a rinviare anche la conferenza stampa di fine anno, non nasconde un certo disagio: «Mi sarebbe piaciuto lasciare al Parlamento un più ampio margine di discussione. Ma imbarazzo per qualche colpa no». Lui stesso riconosce che «siamo in zona Cesarini» ma si difende affermando che «il presidente del Consiglio non controlla il Parlamento.

Fonte: qui


MANOVRA NEL CAOS: IL TESTO ALLA CAMERA ARRIVERA' CON LO ZAMPONE E LE LENTICCHIE POCHE ORE PRIMA DEL CAPODANNO 
IL BRACCIO DI FERRO M5S-LEGA NON SI CHIUDE. L’ESAME DELLA LEGGE DI BILANCIO A MONTECITORIO SLITTA AL 28-29 DICEMBRE..

Franco Grilli per il Giornale

MATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTEMATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE
Il braccio di ferro sulla manovra non si chiude. È ancora corsa contro il tempo.

L'esame alla Camera è slittato al 28 29 dicembre. Come riferiscono fonti di Montecitorio, l'esame della Legge di Bilancio si allunga ancora nei tempi ed è stato "trasferito" a giovedì e venerdì della settimana dopo il Natale. Il 27 dicembre invece sarà a lavoro la Commissione. Un altro stop dunque che di fatto fa salire la tensione dopo i ritardi per il passaggio in Senato. Il maxiemendamento sarà presentato oggi alle 14:00 al Senato. Poi via alle dichiarazioni di voto per le 20:00. Ma per l'approvazione finale bisognerà attendere il passaggio alla Camera che a questo punto sarà proprio alle porte del Capodanno.

conte salvini di maioCONTE SALVINI DI MAIO
Le opposizioni insorgono e il capogruppo Pd, Marcucci afferma: "Siamo all'epilogo, hanno coraggio da vendere. Il premier Giuseppe Conte dice che confida che la manovra sia approvata, ma ancora oggi governo e maggioranza non hanno presentato al Senato l'emendamento che cambierà la manovra. Pensano che il Senato sia lo zerbino del governo. Hanno abbattuto la democrazia parlamentare. Vergogna: sono contro la Costituzione". Insomma il braccio di ferro in Parlamento non si chiude. Solo ieri era arrivato l'affondo della Bonino e oggi quello di Napolitano che accusano il governo di "umiliare la democrazia". Sarà ancora una volta manovra in zona Cesarini e non sono esclusi (nuovi) colpi di scena.

Fonte: qui

venerdì 21 dicembre 2018

IL MAXI EMENDAMENTO SCRITTO A BRUXELLES VERRÀ VOTATO AL BUIO...


Diodato Pirone per “il Messaggero”

Gualtiero Bassetti, presidente CeiGUALTIERO BASSETTI, PRESIDENTE CEI
La manovra per il 2019 piomba direttamente nell' aula del Senato senza che la Commissione Bilancio abbia votato neanche un articolo. Ma l' Aula di fatto non la esaminerà poiché sarà costretta a votare il maxiemendamento che il governo dovrebbe presentare oggi. Il Senato voterà intorno a mezzanotte.

Difeso strenuamente durante il referendum del dicembre 2016 dalle due forze che oggi governano, proprio il Senato di fatto viene saltato in occasione della legge più importante dello Stato. «Non era mai successo: è emergenza democratica, violenza al Parlamento», protesta il Pd.
E non sono solo le opposizioni: la Conferenza episcopale lancia l' allarme per misure che potrebbero «colpire i deboli». Mentre nel governo è fino all' ultimo scontro sulle misure: rischia di saltare per i costi il saldo e stralcio caro alla Lega.
MATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTEMATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE

LE TASSE FUTURE
Resta alta la polemica in particolare sugli aumenti Iva per 23 miliardi nel 2020 e 29 miliardi nel 2021: «Sarà la più alta d' Europa», denuncia il Pd. Ma i leader di M5S e Lega assicurano all' unisono che «non aumenterà»: gli aumenti saranno annullati nella prossima manovra. Non salirà, scrivono i pentastellati, «finché saremo noi al governo».

Ma, lamenta Fdi, cancellare i 23 miliardi previsti sarà una «pesante ipoteca» sulla prossima manovra. Ad attacchi e critiche Salvini risponde con una scrollata di spalle: «Ho perso? Spero di perdere così tutte le volte... Ci sono più di 20 miliardi nel triennio per smontare la Fornero».
Di Maio - non è una novità - lo scavalca per entusiasmo: dice che salirebbe ancora sul balcone di Palazzo Chigi a festeggiare e pubblica un elenco di misure «fatte», dallo stop all' aumento Iva nel 2019, fino a reddito e pensioni di cittadinanza.
moavero conte triaMOAVERO CONTE TRIA

Ma i decreti sul reddito e «quota 100», le misure di bandiera del governo, arriveranno solo a gennaio. E i dettagli si scopriranno solo allora: per fare solo un esempio, Giovanni Tria dice che il reddito partirà il primo aprile, ma Di Maio insiste per l' avvio «a fine marzo», anche per evitare sfottò sul pesce d' aprile.
SALVINI CON IL PUPAZZO DI DI MAIOSALVINI CON IL PUPAZZO DI DI MAIO




Quanto ad altre misure annunciate dal leader M5s, come il rinvio della direttiva Bolkestein per gli ambulanti, o volute da Salvini, come il «saldo e stralcio» delle cartelle Equitalia, solo la lettura del maxiemendamento scioglierà le incognite. Tanto che l' arrivo del testo slitta e al tavolo della riscrittura si segnalano tensioni e litigi tra M5s e Lega. Il nuovo tassello della pace fiscale con la sanatoria sulle cartelle, per dire, avrebbe dovuto già essere nel decreto fiscale ma rischia di nuovo di saltare perché troppo costoso.

TITO BOERITITO BOERI
Per la stessa ragione slittano le assunzioni nella P.A. e il presidente dell' Inps Tito Boeri lancia l' allarme per il suo istituto prendendosi l' ennesimo invito alle dimissioni da parte di Salvini.
Viene abrogata inoltre la mini-Ires per enti non commerciali che, denuncia la Cei, ad oggi aiuta tante attività di volontariato.

Sembra invece raggiunta un' intesa sull' intervento dell' esercito per riparare le buche di Roma: come ricorda il presidente Sergio Mattarella le Forze Armate hanno già mostrato la loro disponibilità in altre emergenze come Strade sicure.
andrea marcucci (2)ANDREA MARCUCCI (2)

In Parlamento, intanto, è solo attesa. Pd e LeU abbandonano i lavori della commissione, per denunciarne l' irrilevanza: «non era mai successo», dicono Andrea Marcucci e Vasco Errani, che non ci fosse neanche un voto. Il presidente della commissione Daniele Pesco, imbarazzato, chiede che fare alla presidenza dell' Aula. E la maggioranza decide di mandare il testo in Aula senza mandato al relatore.

Ma forse non basterà bypassare il Senato per approvare la manovra prima di Natale come da tradizione. E così i deputati (della maggioranza) dovranno tornare a Roma probabilmente il 27 o il 28 dicembre per il loro sì definitivo ma sempre a scatola chiusa.

Fonte: qui



I RIBELLI PENTASTELLATI SUL PIEDE DI GUERRA AL SENATO: “PRONTI A LASCIARE. SIAMO PIÙ DEL 50% DEL GRUPPO" 

PAOLA NUGNES AVREBBE CONFIDATO L’INTENZIONE DI PASSARE AL GRUPPO MISTO DOPO L’APPROVAZIONE DELLA MANOVRA 

"IL PARLAMENTO-MERCATO NON MI ENTUSIASMA", COMMENTA SECCATO SALVINI…

Francesco Curridori per il Giornale
nugnes di maioNUGNES DI MAIO

Sono in arrivo nuove fibrillazioni all'interno del Movimento 5 Stelle. I senatori dissidenti che non votarono il decreto Sicurezza voluto da Matteo Salvini, ora, potrebbero lasciare il gruppo dei pentastellati per migrare verso il misto.

Paola Nugnes, la grillina più ribelle, secondo l'agenzia Agi, non parla ma avrebbe confidato ai suoi colleghi proprio questa intenzione che, probabilmente, diventerà realtà dopo l'approvazione della manovra finanziaria. "Non vogliamo dare alcun alibi", spiega uno dei dissidenti che rivela come la Nugnes non abbia digerito le comunicazioni che in questi giorni sarebbero arrivate via mail dal collegio dei probiviri dei Cinque Stelle. Nessuna espulsione in vista ma chi ha votato contro il decreto Sicurezza sarà sorvegliato a vista, "ovvero verranno studiate le mosse di ognuno di noi", dicono i dissidenti.

gregorio de falco paola nugnesGREGORIO DE FALCO PAOLA NUGNES
La Nugnes, inoltre, non sarebbe disposta a cedere sul sì al global compact e al "no" agli F35, mentre un altro nodo dirimente sarebbe la questione dell'autonomia per le Regioni del Nord, richiesta con forza dalla Lega. Alla senatrice, infine, non è piaciuto il comunicato diffuso dopo l'approvazione del decreto Sicurezza, dove "è stato messo nero su bianco che il Movimento è cambiato, che non esistono più i corpi intermedi ma soltanto un'unica linea".

Le tensioni, già registrate in estate dal Giornale.it, tra l'ala governativa che fa capo al vicepremier Luigi Di Maio e quella dei senatori anti-salviniani si fanno, perciò, sempre più forti. "Il malcontento nel gruppo al Senato si sta diffondendo sempre di più. Stiamo parlando di più del 50% del gruppo", spiega uno dei dissidenti. "Il Parlamento-mercato non mi entusiasma", commenta seccato Salvini che non nasconde di non amare i cambi di casacca. "Se uno cambia idea molla la poltrona per quanto mi riguarda - continua nel corso di una conferenza a margine della cena della Lega Toscana a Firenze - e sicuramente non nasce un governo da venti-trenta-quaranta persone che cambiano partito".

Fonte: qui


IL TRIO GIORGETTI-ZAIA-FONTANA PREPARA IL RIBALTONE NEL CARROCCIO CONTRO SALVINI 

QUELLA PARTE DELLA LEGA CHE NON TOLLERA’ PIU’ L'ALLEANZA CON IL M5S, HA RIALLACCIATO IL FILO DEL DIALOGO CON BERLUSCONI 

NEL NORD LA BASE E' IN FIBRILLAZIONE: SALVINI RISCHIA DI ESSERE UN "CAPITANO" SENZA ESERCITO...

Da il24.it

I timori di Salvini
matteo salvini giancarlo giorgettiMATTEO SALVINI GIANCARLO GIORGETTI
Matteo Salvini teme un altro ribaltone. Che sta prendendo forma, non nelle stanze romane di Montecitorio e Palazzo Madama, nel profondo Nord. E’ un ribaltone casalingo. Tutto interno al Carroccio che avrebbe come regista non Silvio Berlusconi ma il fedelissimo Giancarlo Giorgetti: l’uomo ombra del Capitano, piazzato a guardia del premier grillino Giuseppe Conte.

Il Nord
Nel nord la base leghista, fatta di piccoli e grandi imprenditori, professionisti e una vasta platea di amministratori, è in fibrillazione.  L’asse portante della Lega, quello su cui il Capitano ha costruito la sua leadership, è pronta ribellarsi.
salvini giorgettiSALVINI GIORGETTI

La fronda
Nella fronda interna, contro Matteo Salvini, ci sono i governatori di Veneto e Lombardia, Luca Zaia e Attilio Fontana. E poi assessori regionali, consiglieri e amministratori.
VIGNETTA BENNY - LUCA ZAIAVIGNETTA BENNY - LUCA ZAIA





No al patto con il M5S
Tutti non tollerano più l’alleanza con il M5S. Nel settentrione, il consenso leghista rischia di erodersi. Giorgetti è diventato l’interlocutore di quel mondo leghista. L’unico punto di riferimento sui cui si scaricano paure e richieste. Quella parte della Lega ha allacciato il filo del dialogo con Silvio Berlusconi.

La tensione
Il nervosismo del ministro dell’Interno è frutto di una timida sintonia tra gli ambienti di Forza Italia e il mondo leghista. Salvini è obbligato a dare risposte al Nord. L’autonomia è un primo tentativo di ricucire il rapporto con il nord leghista. Ma dietro l’angolo si nasconde la trappola: l’insidia di un ribaltone interno guidato dal trio Zaia, Giorgetti-Fontana.
zaiaZAIA
Il gruppo romano
A Roma, il ministro ha portato tutti i fedelissimi: deputati e senatori (alla prima esperienza) pronti a dare la vita per il Capitano. Ma non basta. Non è sufficiente. Salvini rischia di essere un capitano senza un esercito. Orfano dell’esercito del Nord.

Fonte: qui


“SALVINI E’ DIVENTATO LO SCENDILETTO DI DI MAIO” 

FELTRI RANDELLA: “PENSAVAMO FOSSE TUTTO DI UN PEZZO E INVECE I PENTASTELLATI LO HANNO FATTO A PEZZETTI, PIEGANDOLO ALLE LORO UBBIE 

QUESTO MINISTERO, DENOMINATO DEL CAMBIAMENTO, NON SOLO HA PEGGIORATO LO STATUS QUO: SI STA AVVIANDO A DIMOSTRARSI IL PIÙ DANNOSO DELLA STORIA REPUBBLICANA 

CASTIGA GLI IMPRENDITORI E INCORAGGIA I FANNULLONI…”

Vittorio Feltri per “Libero quotidiano”

feltri salviniFELTRI SALVINI
Dispiace vedere uno forte come Salvini diventare lo scendiletto di Di Maio; mette malinconia. Pensavamo fosse tutto di un pezzo e invece i pentastellati lo hanno fatto a pezzetti, piegandolo alle loro ubbie. La cosiddetta manovra, che doveva essere ardita, si è rivelata una specie di suicidio assistito dall' Europa. Il sovranismo sbandierato dal governicchio è impallidito. Ma non è questo il problema.

La Lega si è ammosciata per reggere la coda ai cinquestelle che hanno imposto il reddito di cittadinanza, mentre essa ha rinunciato alla Flat tax, cioè la diminuzione drastica delle imposte, preferendo insistere sulla modifica della legge Fornero, combattendo la quale è riuscita a peggiorarla di brutto, penalizzando milioni di pensionati, che hanno pagato inutilmente i contributi all' Inps. Uno scandalo senza precedenti.
matteo salvini luigi di maioMATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO

Questo ministero, denominato del cambiamento, non solo ha peggiorato lo status quo: si sta avviando a dimostrarsi il più dannoso della storia repubblicana. Non riduce di un euro il peso fiscale, anzi lo aumenta, e produce una serie di iniquità spaventose, tipiche dei dilettanti allo sbando.

Castiga gli imprenditori, gli unici in grado di rilanciare l' economia, e incoraggia i fannulloni a non lavorare dato che incasseranno l' assegno previsto per chi, non sapendo fare un mestiere, se ne sta a casa a grattarsi il ventre. Siamo all' assurdo, dare soldi a gente senza arte né parte e toglierne ai vecchi che hanno sgobbato una vita.
Davanti a cotanto sfacelo Salvini non ha battuto ciglio pur di compiacere ai grillini, i quali puntano sull' assistenzialismo per procacciarsi i voti del Sud. Così agendo egli perderà consensi, come si evince dai recenti sondaggi che lo danno in calo.

feltri salviniFELTRI SALVINI
Indubbiamente, Matteo con la sua politica di contenimento della immigrazione selvaggia si è guadagnato molti suffragi, superando il Movimento 5 Stelle nelle ricerche demoscopiche, tuttavia, concedendo ai pentastellati la possibilità di esercitare uno strapotere su qualsiasi materia finanziaria, è destinato ad affondare nella mediocrità. Probabilmente a gennaio, se riuscirà a fare gol sulla legittima difesa, otterrà buoni risultati, però ciò non basterà a restituirgli la fiducia piena degli italiani.

Un Salvini incapace di imporsi a Di Maio rimedia una figura da ciula e rischia di dissipare la propria popolarità. Dispiace. Verificare che un politico cui avevi dato credito si lascia turlupinare da un ragazzetto che bisticcia con i congiuntivi è deprimente. Come si fa a donare il sussidio a migliaia di extracomunitari e a segare l'assegno ai nostri anziani? Che giustizia sociale è?
MATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTEMATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE

Inoltre è incomprensibile mortificare l'editoria, togliendole risorse e, nel contempo foraggiare alla grande il cinema, la Rai (la quale spende milioni per un programma) e mantiene un esercito di sfaccendati, nonché gli enti lirici. Giusto dire che le aziende devono stare sul mercato, ma non soltanto quelle giornalistiche. O tutte o nessuna caro leader del Carroccio. Non è lecito dividere coloro che percepiscono in figli e figliastri, altrimenti viene il sospetto che i governanti lecchino le terga di qualcuno e diano calci nel didietro ad altri.

Matteo dice che chiunque è obbligato a sopportare dei sacrifici. Come no? Qui però soffre solamente qualcuno che sta sul gozzo all' esecutivo più scalcinato dell' ultimo mezzo secolo. Poi minacciate di aumentare l' Iva il prossimo anno. Ci volete mandare in malora, è evidente. Ma non ne sarete capaci perché vi spediremo in mona noi per primi. Molto presto.

Fonte: qui


PER COMPENSARE L’AUMENTO DI SPESA DERIVANTE DA QUOTA 100 IL GOVERNO RIDUCE L’INDICIZZAZIONE AL COSTO DELLA VITA PER CHI SI È GIÀ RITIRATO DAL LAVORO: CHI È GIÀ IN PENSIONE PAGHERÀ PER L’USCITA ANTICIPATA DEGLI ALTRI 

LA POSSIBILITÀ DI USCIRE CON 62 ANNI DI ETÀ E 38 DI CONTRIBUTI DURERÀ 3 ANNI, POI…

Luca Cifoni per “il Messaggero”

GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO MATTEO SALVINIGIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI
Maggiore spesa previdenziale contenuta a circa 4 miliardi nel 2019, che però risalgono a 8,3 e poi a 8,7 nei due anni successivi. È questo il costo che il governo accetta di sostenere per mandare in pensione anticipata, rispetto alle regole della riforma Fornero, alcune centinaia di migliaia di italiani. Un' operazione che certamente va a toccare un nervo ancora scoperto nel Paese, ma che allo stesso tempo inverte una tendenza che durava da 25 anni, nei quali i diversi esecutivi che si sono succeduti hanno ritenuto di dover ridurre il debito previdenziale verso le generazioni future, a beneficio della stabilità complessiva del Paese.

PENSIONE 1PENSIONE 1
IL MECCANISMO
La scommessa del governo è duplice: da una parte svuotare con il meccanismo di quota 100 il bacino di coloro che erano appunto rimasti bloccati dalla drastica riforma del 2011, dall' altra liberare spazi nel mercato del lavoro, favorendo quindi le assunzioni. La possibilità di uscire con 62 anni di età e 38 di contributi dovrebbe essere offerta solo per tre anni, per poi essere superata dalla riduzione a 41 del requisito contributivo per la pensione anticipata già oggi in vigore. In questo modo l' effetto per strutturale della misura risulterebbe depotenziato, sempre che nel 2021 il governo che ci sarà abbia la forza politica di imporre un rialzo dei requisiti.
luigi di maio giuseppe conte matteo salviniLUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE MATTEO SALVINI

Intanto però nella legge di Bilancio non c' è solo quota 100. Altre misure puntano a fare cassa nell' immediato per compensare almeno in parte l' aumento della spesa derivante dai maggiori flussi in uscita. Così è stato riproposto in forma appena ammorbidita il meccanismo che riduce l' indicizzazione al costo della vita delle pensioni in essere (al di sopra dei 1.520 euro lordi mensili), destinato a venir meno il prossimo anno.

PENSIONEPENSIONE






Viene definito raffreddamento: la rivalutazione viene riconosciuta ma in percentuale via via ridotta al crescere dell' assegno. In qualche modo quindi sono coloro che si trovano già in pensione a dover contribuire a finanziare le uscite anticipate. Gli importi risultano più contenuti ma non trascurabili: 253 milioni il primo anno, 745 il secondo, 1,2 miliardi il terzo. Lo schema è stato diluito rispetto alla versione originariamente introdotta dal governo Letta nel 2014 e poi applicato per cinque anni.

LUIGI DI MAIOLUIGI DI MAIO
L' adeguamento sarà pressoché totale (97 per cento) fino ai 2.028 euro lordi mensili, poi si ridurrà fino ad arrivare al 40 per cento per gli assegni oltre i 4.560 euro mensili. Ancora più su, a 100 mila euro lordi mensili, scatta il contributo di solidarietà per le pensioni retributive. Il prelievo durerà cinque anni e sarà applicato a scaglioni, con percentuali dal 15 al 40 per cento. In tutto riguarda poco più di 24 mila trattamenti (di cui solo 23 superano il mezzo milione di euro l' anno). In termini netti, ovvero tenendo conto delle minori entrate fiscali, il beneficio per lo Stato è calcolato intorno agli 80 milioni di euro l' anno.
LUIGI DI MAIOLUIGI DI MAIO

Nella visione di Luigi Di Maio, soldi che dovrebbero finanziare l' innalzamento a 780 euro dei trattamenti minimi e sociali. Di questo intervento però non c' è traccia nel maxi-emendamento: è possibile che - data la complessità della materia - finisca in una legge delega e quindi entri in vigore in solo in un secondo momento.

L' esecutivo rischia però seriamente di dover difendere l' intervento sulle pensioni alte davanti alla Corte costituzionale: nell' attuale testo non è prevista nemmeno esplicitamente una destinazione solidaristica di questi risparmi, condizione posta in passato dalla Consulta per affermarne la legittimità.

Fonte: qui


UN GRUPPO DI SENATORI M5S, DA PAOLA NUGNES A GREGORIO DE FALCO, E’ PRONTO A  LASCIARE IL MOVIMENTO A INIZIO 2019 PER PASSARE AL GRUPPO MISTO 

LA GOCCIA CHE PUÒ FAR TRABOCCARE IL VASO POTREBBE ESSERE IL SÌ DEL GOVERNO ALLA BATTAGLIA DELLA LEGA SULL'AUTONOMIA…

Emilio Pucci per “il Messaggero”

gregorio de falco paola nugnesGREGORIO DE FALCO PAOLA NUGNES
«Ormai per noi si è aperto il Mar Rosso...». Al Senato ieri i fari erano puntati sulla manovra ma in un angolo della sala antistante l' Aula di palazzo Madama i dissidenti del Movimento 5Stelle discutevano di un altro tema. E' arrivato infatti il verdetto dei probiviri che hanno bacchettato il comportamento di quei senatori pentastellati rei di aver «creato imbarazzo» così si legge nella comunicazione al Movimento durante le votazioni sul dl sicurezza.

«Da oggi in poi sarete sotto esame», l' avvertimento. Un documento che però in pochi sono disposti a riconoscere.  Nel mirino sono finiti Paola Nugnes, Gregorio De Falco, Elena Fattori, Matteo Mantero e Virginia La Mura. Alcuni stanno preparando una memoria difensiva. Nugnes preferisce non rilasciare commenti ma ad alcuni M5S ha confidato di voler lasciare all' inizio del prossimo anno, di voler passare al gruppo Misto.

paola nugnesPAOLA NUGNES
La goccia che può far traboccare il vaso potrebbe essere il sì del governo alla battaglia della Lega sull' autonomia. Qualche suo collega ha raccolto il suo sfogo: «Dopo il sì al dl sicurezza e alla legittima difesa c' è la retromarcia sul global compact e sugli F35 e ora l' esecutivo si appresta a maltrattare il Sud, è troppo». Ma nel limbo ci sono anche gli altri malpancisti.

ESCLUSI DALLE CHAT
Nessuno di loro pensa di non votare la manovra ma subito dopo si farà il punto. «Siamo stati emarginati. Basta votare fiducie, non è questo il modo. Io non esco ma so come va a finire nel Movimento», dice la Fattori. Il timore è che arrivi un provvedimento di espulsione che i vertici M5S negano di voler emettere.

elena fattoriELENA FATTORI


«Ci hanno esclusi. Io riconosco che fuori dal Movimento non c' è niente ma così non posso dare alcun contributo», commenta il comandante De Falco, «sono stato fatto fuori anche dalle chat interne». Al suo fianco ci sono altri due senatori che non nascondono il malessere per come operano i vertici. «C' è solo una linea, chi non si adegua va nel limbo», si sfoga una senatrice. «Ma nelle regole interne è scritto chiaro e tondo che ognuno può esprimere la propria opinione. Su quali basi devo essere bacchettato?», si chiede ancora De Falco che poi ironizza: «Non ho ricevuto alcuna comunicazione. Il mio assistente era distratto...».

Fonte: qui

PER DI MAIO E SALVINI ARRIVA IL CEFFONE FINALE: ESSERE ETICHETTATI COME SCHIAVI DELL’EUROPA DA MARIO MONTI

IL SENATORE A VITA: “NESSUNA MANOVRA HA MAI SUBITO UNA DETTATURA DEL GENERE DA BRUXELLES 

DOPO PROCLAMI E TANTE FALSITÀ SONO STATI COSTRETTI ALL’ADDIO FORZATO ALLA LORO ADOLESCENZA, RICONOSCENDO L’ISTITUZIONE EUROPEA…”


mario montiMARIO MONTI
La retromarcia improvvisa del governo gialloverde fa dire a qualche collega, durante lo scambio degli auguri di Natale, con un velo di ironia che «è nato il Monti bis!». Mario Monti, capo del governo tecnico del 2011, sorride ma in una intervista a Il Foglio dice di non essere d’accordo: «L’attuale maggioranza è composta dai soli due partiti che non si sono assunti la responsabilità dell’emergenza del 2011. La Lega dal Parlamento e il M5s dalle piazze e dai social media hanno costruito una fake history, un mosaico composto da pezzi di falsità, e su questa base hanno promesso di fare il contrario qualora fossero andati al governo».

matteo salvini luigi di maioMATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO - CHE FIGURA DI M...
E ora, passati dalla protesta alla proposta, è arrivato un bagno di realtà (qui l’intervista del premier Conte al Corriere: «Ecco come ho convinto la Ue»): «Nessuna manovra ha mai subito una dettatura del genere da Bruxelles», affonda il colpo il senatore a vita. Che poi aggiunge: «Nella politica c’è una divaricazione sempre più ampia tra le capacità necessarie per essere eletti e quelle necessarie per governare bene — spiega l’ex premier —. Ma queste attitudini dovrebbero trovare una composizione».



«ESPROPRIATO IL RUOLO DEL PARLAMENTO»

Adesso, dopo il soffertissimo via libera dalla Ue sulla manovra, si è quindi aperta una nuova fase: «Sì, ed è il raggiungimento a ritmo forzato dell’età adulta da parte di due adolescenti, Di Maio e Salvini, brillantissimi nella costruzione del consenso attraverso la falsità, forse anche inconsapevoli che si tratta di falsità».

conte salvini di maioCONTE SALVINI DI MAIO
Ora forse c’è maggiore consapevolezza: «Cadono sulle loro teste, una dopo l’altra, le tegole della loro costruzione di bugie. È anche un modo per riscoprire la realtà. Ma a caro prezzo per il Paese, perché mai ho visto un tale ruolo di dettatura da parte di Bruxelles, che ha voluto dire un’espropriazione del ruolo del Parlamento, che è la più diretta espressione del popolo. Del resto lo si è visto anche nei dettagli, la discussione in Senato è stata ritardata di un’ora in attesa della dichiarazione di Dombrovskis e Moscovici». (Qui: ecco come si è arrivati all’accordo con i vertici Ue sui conti italiani).

«IL SOVRANISMO SI È SOTTOMESSO»

SALVINI CON IL PUPAZZO DI DI MAIOSALVINI CON IL PUPAZZO DI DI MAIO

È il paradosso del sovranismo, che alla fine si è sottomesso a quelli che venivano considerati «zombie» da spazzare via alle europee: «Eravamo partiti con “me ne frego dell’Europa”, “lo spread me lo mangio a colazione” e “quello è un ubriacone”... ma la cosa piu’ importante che e’ avvenuta e’ il riconoscimento dell’Ue, il riconoscimento politico e diplomatico delle istituzioni europee».

Fonte: qui



MATTIA FELTRI SPIEGA, A CHI GODE PER LE DIFFICOLTA' DI LEGA E M5S, CHE ARIA TIRA NEL PAESE: “VADANO A VEDERSI I COMMENTI AL TWEET IN CUI SALVINI SI COMPIACE DEL COMPROMESSO, NON C’È MICA SCRITTO RIVOTEREMO BERLUSCONI E RIVOTEREMO RENZI, C'È SCRITTO NON VI VOTEREMO PIÙ, VOTEREMO CASAPOUND, C'È SCRITTO SCENDEREMO IN PIAZZA, CI PRENDEREMO I NOSTRI DIRITTI. DOPO QUESTO GOVERNO CI SONO IL FUOCO E LE FIAMME” 

IL SAGGIO CHE SPIEGA PERCHE' LA DEMOCRAZIA NON E' SCONTATA...

IL PADRONE COL RANDELLO
Mattia Feltri per “la Stampa”

MATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTEMATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE
Si poteva pensare, o perlomeno sperare, che qualcuno dell' opposizione dicesse meglio così, la manovra è ancora pessima, le tasse aumenteranno di molto e purtroppo staremo un po' peggio, ma è stato giusto evitare lo scontro con l' Unione europea perché altrimenti saremmo andati al disastro. Macché erano tutti giocondi, assai divertiti e piuttosto irritati. Alla faccia del sovranismo, è una manovra dettata da Bruxelles, sono sovranisti senza sovranità, hanno saputo dire solo signorsì: ecco qua il coro di giulebbe di Silvio Berlusconi, Matteo Renzi e a scendere qualche dozzina di avversari del governo e di bizzarri europeisti.

RENZI BERLUSCONIRENZI BERLUSCONI



L' allucinata drammaturgia italiana ci ha dunque proposto Lega e Cinque stelle che, dopo aver accusato Pd e Forza Italia di essere agli ordini dell' Europa, ora sono accusati di essere agli ordini dell' Europa da Pd e Forza Italia, e dopo mesi in cui Lega e Cinque stelle giuravano che mai avrebbero preso ordini, e mesi in cui Forza Italia e Pd invece li incitavano a prenderne. Badate che è un capolavoro.

luigi di maio giuseppe conte matteo salvini giovanni triaLUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE MATTEO SALVINI GIOVANNI TRIA





Un formidabile atto di miopia che, all' unanimità, riconsegna all' Ue il ruolo di padrone col randello, ma non riconsegnerà alla minoranza il ruolo di maggioranza. Con questi sistemi se lo scordino. Per curiosità vadano a vedersi i commenti al tweet in cui Matteo Salvini si compiace del compromesso: non c' è mica scritto rivoteremo Berlusconi e rivoteremo Renzi, c' è scritto non vi voteremo più, voteremo CasaPound, c' è scritto scenderemo in piazza, ci prenderemo i nostri diritti. Dopo questo governo, con questa opposizione, ci sono il fuoco e le fiamme.

LA  DEMOCRAZIA? NON È SCONTATA..
Giampietro Berti per “il Giornale”

parigi gilet gialliPARIGI GILET GIALLI
Di cosa vive la democrazia liberale? È la domanda posta da Dario Antiseri, Enzo di Nuoscio e Flavio Felice nel loro Democrazia avvelenata (Rubbettino). Risposta: vive di due fondamentali condizioni, che rimandano a valori diversi ma convergenti. La prima è la possibilità di un libero confronto fra tutti i suoi partecipanti, fondato su argomentazione razionale, capacità critica e autonomia di giudizio; la seconda è possibilità stessa di questa discussione, possibilità che trova la sua massima espressione umanistica nel valore universale del cristianesimo: Socrate non può vivere senza Gesù, Gesù vive politicamente attraverso Socrate, vale a dire il personalismo cristiano - e ciò che mutua dalla filosofia greca - dà la vera forza civile alla vita politica.
gilet gialli parigiGILET GIALLI PARIGI

Libertà, uguaglianza, giustizia, solidarietà, sia pure in modo imperfetto, hanno trovato nelle società liberaldemocratiche, rette sul principio cristiano della convivenza fra tutti gli esseri umani, il vero luogo di esistenza. Ciò è stato possibile solo in Occidente, il quale, al netto di tanti orrori politici e sociali, è il punto più alto finora conosciuto della civiltà umana.

Perché oggi la democrazia è avvelenata? Perché è sottoposta ad attacchi di varia natura scaturiti dalle molteplici incongruenze della modernità; un fuoco incrociato dovuto soprattutto a nuove forme dell' uso demagogico da parte di alcuni media diretti a manipolare l' opinione pubblica attraverso i social network, i quali ultimi in virtù della loro onnipervasività possono diffondere notizie false, esercitando un potere di persuasione su coloro che sono privi di capacità critica e perciò ricettivi alla iper-semplificazione scaturita dall' identificazione fra etica e politica: il mondo viene diviso in buoni e cattivi.
MOSCOVICI E DOMBROVSKIS BOCCIANO LA MANOVRA ITALIANAMOSCOVICI E DOMBROVSKIS BOCCIANO LA MANOVRA ITALIANA

I cittadini sono così ridotti a pubblico passivo e influenzabile. Oltre al ricorrente conflitto fra poteri economici e istituzionali, e all' inadeguatezza di alcune forze politiche - specialmente di recente formazione - per affrontare i problemi in corso, si assiste quotidianamente a un confronto politico sempre meno attento alla realtà e sempre più orientato alla ricerca di un consenso immediato, seguito dall' annuncio irresponsabile di promesse risolutive che poi non sono mantenute. Di qui le continue frustrazioni per le aspettative disattese.

A ciò vanno aggiunti i due fattori specifici prodotti dalla globalizzazione, l' immigrazione e il terrorismo, fattori che vengono percepiti da buona parte della popolazione come una complessiva resa dell' Occidente. Tutto questo alimenta un senso di incertezza e di precarietà.
gilet gialli bruxellesGILET GIALLI BRUXELLES

A fronte di tutto ciò, gli autori, richiamandosi agli insegnamenti di Popper e Hayek, Mises e Röpke, oppongono una difesa filosofica, storica, sociologica della democrazia, concepita come «società aperta», dove la sua stessa esistenza non è considerata una realtà acquisita ma una conquista giornaliera: l' esito di una continua dialettica fra le forze in campo perché niente deve essere dato per scontato. Solo così sarà possibile elevare la qualità delle istituzioni democratiche, sottraendole al pericolo paventato da Gaetano Salvemini, secondo cui «in questo mondo possiamo scegliere solo tra purgatorio e inferno. La democrazia è il purgatorio. Ma la dittatura e l' inferno».

Fonte: qui


SI CHIUDE LA MANOVRA? RISPUNTANO LE ''MANINE''! MA SONO SEMPRE GRILLINE… 

L'EMENDAMENTO CHE FA INFURIARE I MEDICI FISCALI E CHE LAVORANO PER L'INPS È TORNATO PER LA QUARTA VOLTA: ''UNA TRAGEDIA PERFETTA CHE PORTEREBBE AL LICENZIAMENTO DI MOLTI DOTTORI, AL PRECARIATO E ALLA DISFUNZIONE'' DELL'ATTIVITÀ DEI MEDICI E DELLE COMMISSIONI DI INVALIDITÀ CIVILE. IL TUTTO SENZA COPERTURE


Delirio governativo: un emendamento fa impazzire i medici fiscali e i medici convenzionati esterni che lavorano per l'Inps nelle commissioni di invalidità. Nella manovra è stato inserito e tolto quattro volte (e ieri sera di nuovo inserito, tolto e inserito di nuovo dall'ennesima ''manina'') un concorso per 708 medici, di cui circa 500 riservati ai fiscali. Se non fosse che oggi i medici fiscali sono oltre 1000 e già non ce la fanno a gestire il carico di lavoro, così come i medici delle commissioni di invalidità che sono 1200 e oltre, mentre l'emendamento riserverebbe loro solo 200 posti.

Che fine fanno le commissioni di invalidità civile? L'emendamento ha scatenato la protesta di tutti i coinvolti, dall'ordine dei medici fino ai sindacati di settore: ''una tragedia perfetta'' che porterebbe al licenziamento di molti dottori, all'aumento del precariato e alla disfunzione dell'attività medica Inps. Ieri una delegazione di medici ha incontrato la senatrice Catalfo che li ha rassicurati si sarebbe impegnata per la rimozione  dell'emendamento. Che, magia, è invece ancora lì . E oggi si vota…

Medico, Ginecologo, Segretario Nazionale Settore FIMMG INPS.

Qualcuno spieghi come sia possibile che venga ripresentato,dalla Senatrice Pirro. L'emendamento Catalfo 1.1481,da tutti giudicato una tragedia perfetta,licenziamento di medici, aumento precariato disfunzioni dell'attività medica Inps @CatalfoNunzia@LaCastelliM5s @PirroElisa


medico fiscaleMEDICO FISCALE



MANOVRA. FNOMCEO ALL’ATTACCO: “RITIRARE EMENDAMENTO CATALFO, STABILIZZARE INVECE I MEDICI FISCALI E I MEDICI CONVENZIONATI ESTERNI”

Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri.

La Federazione si scaglia contro la proposta che prevede l’apertura di una procedura concorsuale per 708 medici deputati a svolgere tutte le funzioni medico legali istituzionali, compresa la medicina fiscale, anche stornando risorse dal fondo per il controllo dei lavoratori in malattia. Anelli: “L’approvazione di questo emendamento comporterebbe il fallimento della riforma del Polo Unico della Medicina fiscale”.
medicoMEDICO
17 DIC - Quando un emendamento analogo era stato presentato alla Camera, le sigle sindacali di settore lo avevano definito ‘la tempesta perfetta della medicina fiscale’: ora un nuovo emendamento alla Legge di Bilancio, il 1.1481 (testo 2), che vede come prima firmataria Nunzia Catalfo, presentato al Senato, in Commissione Bilancio, prevede l’apertura di una procedura concorsuale per 708 medici deputati a svolgere tutte le funzioni medico legali istituzionali, compresa la medicina fiscale, anche stornando risorse dal fondo per il controllo dei lavoratori in malattia.

“L’approvazione di questo emendamento comporterebbe il fallimento della riforma del Polo Unico della Medicina fiscale – spiega il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli -, compromettendone uno dei cardini, cioè la certezza delle visite di controllo”.

“L’indizione di una procedura concorsuale per 708 posti, dei quali solo 354 riservati per i 2150 medici che, a vario titolo, lavorano per l’Ente da decenni, occupandosi delle funzioni di medicina fiscale, previdenziale e assistenziale, sarebbe oltre che del tutto inefficace, profondamente ingiusta – continua Anelli -,perché spazzerebbe via la maggior parte dei 1250 medici fiscali e dei 900 medici convenzionati esterni”.

di maio catalfoDI MAIO CATALFO
“Chiediamo dunque con forza che l’emendamento sia ritirato o respinto – conclude – e rinnoviamo, nel contempo, la richiesta, già avanzata ai ministri competenti, di stipulare in tempi brevi l’Accordo Collettivo nazionale per disciplinare il rapporto di lavoro tra l’INPS e i medici fiscali, e di stabilizzare i medici convenzionati esterni che collaborano con l’Istituto, garantendo loro un rapporto di lavoro con tutele pari a quelle presenti in tutte le convenzioni del SSN”.

MEDICI INPS, FNOMCEO: “MANOVRA, RITIRARE EMENDAMENTO CATALFO, STABILIZZARE INVECE I MEDICI FISCALI E I MEDICI CONVENZIONATI ESTERNI”

Quando un emendamento analogo era stato presentato alla Camera, le sigle sindacali di settore lo avevano definito ‘la tempesta perfetta della medicina fiscale’: ora un nuovo emendamento alla Legge di Bilancio, il 1.1481 (testo 2), che vede come prima firmataria Nunzia Catalfo, presentato al Senato, in Commissione Bilancio, prevede l’apertura di una procedura concorsuale per 708 medici deputati a svolgere tutte le funzioni medico legali istituzionali, compresa la medicina fiscale, anche stornando risorse dal fondo per il controllo dei lavoratori in malattia.

“L’approvazione di questo emendamento comporterebbe il fallimento della riforma del Polo Unico della Medicina fiscale – spiega il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli -, compromettendone uno dei cardini, cioè la certezza delle visite di controllo”.

MATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTEMATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE
“L’indizione di una procedura concorsuale per 708 posti, dei quali solo 354 riservati per i 2150 medici che, a vario titolo, lavorano per l’Ente da decenni, occupandosi delle funzioni di medicina fiscale, previdenziale e assistenziale, sarebbe oltre che del tutto inefficace, profondamente ingiusta – continua Anelli -, perché spazzerebbe via la maggior parte dei 1250 medici fiscali e dei 900 medici convenzionati esterni”.

“Chiediamo dunque con forza che l’emendamento sia ritirato o respinto – conclude – e rinnoviamo, nel contempo, la richiesta, già avanzata ai ministri competenti, di stipulare in tempi brevi l’Accordo Collettivo nazionale per disciplinare il rapporto di lavoro tra l’INPS e i medici fiscali, e di stabilizzare i medici convenzionati esterni che collaborano con l’Istituto, garantendo loro un rapporto di lavoro con tutele pari a quelle presenti in tutte le convenzioni del SSN”.