9 dicembre forconi: sottosegretario
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venerdì 31 maggio 2019

IL SOTTOSEGRETARIO GRILLINO ALLA DIFESA ANGELO TOFALO SPARA A SALVE CONTRO IL MINISTRO TRENTA: “SONO ENTRATO NELLE ISTITUZIONI PER SPEZZARE LE CATENE DEI VECCHI POTERI E MI SONO RITROVATO AD ASSISTERE A INCOMPRENSIBILI SCELTE"

"SCELTE CHE HANNO SOLO RAFFORZATO, A CAUSA DI ERRORI GROSSOLANI, L’INFLUENZA DI CAPI E CAPETTI DEL PASSATO. HO TENUTO DURO PER UN ANNO…”
Il post di Angelo Tofalo sul suo blog pubblicato da www.startmag.it

Angelo Tofalo CostituzioneANGELO TOFALO COSTITUZIONE
Ho cercato per un anno di stare accanto al Ministro Trenta e di spiegarle che il nemico non è Salvini, o chissà chi altro, ma chi, all’interno dell’apparato, vuole continuare ad agire senza l’indirizzo ed il controllo politico. Purtroppo, consigliata male, ha deciso di fare valutazioni diverse.

la ministra elisabetta trenta (1)LA MINISTRA ELISABETTA TRENTA













Ad oggi, dopo un anno da Sottosegretario, gran parte delle informazioni che ricevo per svolgere il mio lavoro non vengono dagli uffici preposti a coordinare le figure di vertice ma da tutte le persone, e vi assicuro che sono tante, che mi hanno riconosciuto come un ragazzo dai valori ben saldi, una persona seria e appassionata che lavora per il bene del Paese. Così però è troppo faticoso. Stiamo correndo questa “maratona” con le mani legate dietro la schiena, masochisti come solo noi sappiamo essere. E dove si discute di queste cose? Dove sono i luoghi adibiti alla costruzione di pensieri più complessi?
ANGELO TOFALOANGELO TOFALO

Per avere la fiducia degli uomini che oggi mi aiutano a ricevere in tempo zero le informazioni utili a svolgere il mio incessante lavoro ho fatto di tutto! Lanci con il paracadute, voli in aereo, vestizioni e prove degli equipaggiamenti, perlustrazioni nei boschi con i nostri uomini, viaggi in sottomarino, convegni e riunioni su riunioni, anche notturne. E approfitto per ringraziare chi ha capito che sono solo uno strumento per riorganizzare e migliorare settori delicati.

elisabetta trentaELISABETTA TRENTA
Ma il mio è solo un esempio. Parlando con altri colleghi, sono venuto a conoscenza che anche in altri ministeri ci sono problematiche affini. Se noi Sottosegretari, persone con una lunga storia nelle fila del MoVimento (anche da prima che esistesse), dovevamo essere i “cani da guardia” dei valori, del programma e del metodo, oggi dobbiamo prendere atto che questo compito non può essere portato a termine con successo se non vengono cambiate le modalità di azione.

Sono entrato nelle Istituzioni per spezzare le catene dei vecchi poteri che ostacolano l’ammodernamento dello Stato e mi sono ritrovato nel mio dicastero ad assistere a incomprensibili scelte, quasi mai coordinate politicamente, che hanno solo rafforzato, a causa di errori grossolani, l’influenza di capi e capetti del passato. Il tutto, purtroppo, a discapito del Paese. Ho tenuto duro per un anno.

Fonte: qui



IL GIALLO DELLE DIMISSIONI DI TOFALO
Paolo Foschi per il “Corriere della Sera”

angelo tofalo con mitra e mimetica 1ANGELO TOFALO CON MITRA E MIMETICA
Clima rovente nel dicastero della Difesa, dove si è consumato nelle ultime ore un duro scontro tutto interno al Movimento 5 Stelle fra il sottosegretario Angelo Tofalo e la ministra Elisabetta Trenta. A breve, se Tofalo non rassegnerà le dimissioni come lui stesso aveva annunciato nel corso dell' ultima assemblea dei parlamentari pentastellati, gli saranno ritirate le deleghe.

«La situazione è insostenibile» è il commento che trapela da via XX Settembre. A innescare la miccia è stato Tofalo con un duro attacco alla ministra. Il sottosegretario non ha avuto grande visibilità nel corso del suo mandato, a parte lo spazio conquistato sui giornali indossando la divisa da combattimento dell' esercito, lanciandosi con il paracadute e prendendo parte a immersioni con sommergibili della Marina.

ANGELO TOFALOANGELO TOFALO
E da tempo da molti grillini era considerato più un peso che una risorsa, al ministero. Mercoledì sera, quando ormai era chiaro che non sarebbe rimasto a lungo in carica, Tofalo sul proprio blog ha pubblicato un post per esprimere solidarietà e sostegno al leader Luigi Di Maio, ma a metà del messaggio ha lanciato la freccia avvelenata: «Ho cercato per un anno di stare accanto al ministro Trenta e di spiegarle che il nemico non è Salvini, o chissà chi altro, ma chi, all' interno dell' apparato, vuole continuare ad agire senza l' indirizzo ed il controllo politico.

elisabetta trenta all'adunata degli alpini 6ELISABETTA TRENTA ALL'ADUNATA DEGLI ALPINI
Purtroppo, consigliata male, ha deciso di fare valutazioni diverse» ha scritto il sottosegretario, denunciando «incomprensibili scelte» assunte «nel mio dicastero, quasi mai coordinate politicamente». E ancora: «Ad oggi, dopo un anno da sottosegretario gran parte delle informazioni che ricevo per svolgere il mio lavoro non vengono dagli uffici preposti a coordinare le figure di vertice ma da tutte le persone, e vi assicuro che sono tante, che mi hanno riconosciuto come un ragazzo dai valori ben saldi, una persona seria e appassionata che lavora per il bene del Paese. Così però è troppo faticoso stiamo correndo questa "maratona" con le mani legate dietro la schiena, masochisti come solo noi sappiamo essere».

ANGELO TOFALOANGELO TOFALO
La ministra non ha replicato, mentre le agenzie di stampa hanno diffuso lanci in cui fonti M5S hanno preso le distanze parlando «frasi gravissime» e «di una iniziativa personale del sottosegretario, che ci ha sorpreso e che non rappresenta in alcun modo la posizione dei vertici del Movimento, tantomeno degli eletti in parlamento». L' uscita del sottosegretario peraltro è arrivata in un momento delicato per la ministra Trenta, già sotto attacco da parte di Salvini.
ANGELO TOFALO GIUSEPPE CONTEANGELO TOFALO GIUSEPPE CONTE











Le parole di Tofalo, che ha incassato la solidarietà e il sostegno del deputato Giuseppe Russo e dei senatori Francesco Castiello e Dino Mininno, hanno irritato molto il vertice del Movimento. In serata spuntano anche voci di dimissioni, smentite da fonti M5S.

Fonte: qui

giovedì 9 maggio 2019

SIRI: CONTE DECIDE D'IMPERIO LA REVOCA DEL SOTTOSEGRETARIO

Ansa - Siri: il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha deciso la revoca del sottosegretario leghista, indagato dalla procura di Roma per corruzione. Il decreto di revoca è stato adottato dal premier, sentito il Cdm che ha a lungo dibattuto.
"Prendo atto - è andato all'attacco il leder della Lega, Matteo Salvini - del fatto che la Raggi è indagata da anni ed è al suo posto. I nostri candidati sono specchiati. Se ci sono colpe di serie A e colpe di serie B, presunti colpevoli di serie A e di serie B.... a casa mia se uno vale uno, inchiesta vale inchiesta". "Noi abbiamo nessun problema, la questione morale riguarda altri. Mi dispiace che qualcuno si stia sporcando la bocca su Attilio Fontana", ha aggiunto. 
In due ore di riunione gelida ma senza scontri plateali si consuma la revoca del sottosegretario Armando Siri. Giuseppe Conte rispetta le previsioni e decide per "licenziare" l'esponente leghista ottenendo la fiducia dei suoi ministri e terminando la riunione senza la conta che, seppur simbolica, avrebbe fotografato la rottura tra la Lega e il capo del governo. "E' la vittoria degli onesti", esulta Luigi Di Maio. "Siri è innocente fino a prova contraria", è il muro alzato, anche a revoca fatta, da Matteo Salvini. E il caso non fa che accentuare un trend evidente già da giorni: da qui al 26 maggio tra il M5S e la Lega sarà guerra, su ogni tema, all'ultimo voto.
Il leader leghista per tutta la giornata colleziona iniziative e dichiarazioni lontanissime dal tema giustizia. Annuncia, ad esempio, la chiusura di tutti i negozi di Cannabis, andando allo scontro con il M5S. "Non diamo informazioni errate, i cannabis shop non vendono droga", sottolinea il titolare della Sanità Giulia Grillo. Cantieri, flat tax salario minimo, aiuti alle famiglie: il ring della guerra elettorale è segnato. "Convochiamo subito un tavolo su flat tax e salario minimo", annuncia Di Maio avvertendo: "ciascuno porterà le coperture alla sua proposta". Salvini ribadisce che non avrebbe mai fatto cadere il governo sul caso Siri. Ma non risparmia una stoccata al M5S: "la Raggi è indagata da anni ed è al suo posto". Ed una al suo premier, che su Siri e la Tav - osserva - "ha preso le parti del M5S". La battaglia è appena cominciata.

LO SCHIAFFO DELLA PROCURA DI MILANO A SALVINI: MENTRE LUI È CON LA CHIRICO A PARLARE DI RIFORMA DELLA GIUSTIZIA (FOTO), LORO FANNO ARRESTARE POLITICI E IMPRENDITORI LOMBARDI E INDAGANO IL PRESIDENTE LEGHISTA ATTILIO FONTANA 

DI MAIO E BONAFEDE FANNO DI CORSA UNA CONFERENZA STAMPA PER RIBADIRE CHE LORO SONO IL PARTITO DEI PM 

LE TOGHE ORMAI HANNO MESSO NEL MIRINO IL ''CAPITANO'', E LUI DA QUI AL 26 MAGGIO STARÀ BUONO: POTREBBE SUCCEDERE DI PEGGIO. NON A CASO HA INGOIATO IL ROSPO DELLA CACCIATA DI SIRI…

LO SCHIAFFO DELLA PROCURA DI MILANO: MENTRE SALVINI CON LA CHIRICO PARLA DI RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, ARRESTANO POLITICI E IMPRENDITORI LOMBARDI

matteo salvini annalisa chiricoMATTEO SALVINI ANNALISA CHIRICO
DAGONOTA - Come va il rapporto tra Salvini e i magistrati? Giudicate voi: mentre era a Milano per la serata di ''Fino a Prova Contraria'', associazione di Annalisa Chirico che promuove la riforma della giustizia, la procura della città, guidata da Francesco Greco, faceva arrestare decine di persone, tra cui molti politici lombardi della maggioranza Forza Italia-Lega e l'ex socio di Siri, e iscriveva nel registro degli indagati il presidente della regione, il leghista Attilio Fontana. Una retata commentata così da Buffagni: ''In Lombardia hanno arrestato gli amici di Salvini''.
matteo salvini attilio fontanaMATTEO SALVINI ATTILIO FONTANA

Insomma uno schiaffo sonoro partito dal Palazzo di Giustizia, lo stesso dove fu scritta la parola ''fine'' sulla parabola politica di Bettino Craxi, un altro milanese che puntava a governare l'Italia con piglio decisionista. I magistrati hanno ormai messo nel mirino il vicepremier, anche perché in questi mesi ha agito sempre senza consultare le toghe nelle sue decisioni, come si è visto chiaramente nei casi delle navi dei migranti.
francesco micheli annalisa chiricoFRANCESCO MICHELI ANNALISA CHIRICO




Un atteggiamento molto diverso da quello dei grillini, in particolare del Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che come capo di gabinetto ha Fulvio Baldi, un magistrato attivo nel direttorio della corrente Unicost e studioso proprio delle normative che riguardano l'ordinamento giudiziario.

Bonafede e gli altri 5 Stelle hanno mantenuto un rapporto di grande collaborazione con le toghe (a partire da Davigo), e il messaggio è stato ribadito ieri con l'irrituale conferenza stampa congiunta che il ministro ha tenuto insieme al vicepremier Di Maio, nella quale hanno ribadito ''Tangentopoli non è mai finita, la corruzione è ancora una piaga fondamentale e gravissima''. Il messaggio che i M5S vogliono inviare agli elettori (e pure alle toghe) è chiaro: noi siamo il partito dei pm, la Lega invece…
LUIGI DI MAIO ALFONSO BONAFEDELUIGI DI MAIO ALFONSO BONAFEDE

Non è un caso se il Capitano, di solito fiammeggiante, abbia lasciato che Conte cacciasse a pedate Siri dal governo, addirittura ribadendo la fiducia al premier. Da qui al 26 maggio Salvini non cercherà altre rogne mettendosi di traverso all'esecutivo o dichiarando guerra ai magistrati. Dopo, chi vivrà vedrà (e conterà i voti delle europee).


L'APPELLO: «LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA È UNA PRIORITÀ»
Cesare Zapperi per il ''Corriere della Sera''
fabio lattanziFABIO LATTANZI

All' ordine del giorno del Consiglio dei ministri di oggi c' è ben altro, ma se possibile c' è chi vorrebbe che in cima alla lista delle priorità venisse messa la riforma della giustizia.
L' associazione «Fino a prova contraria» guidata da Annalisa Chirico ha affidato al vicepremier Matteo Salvini, ospite ieri a Villa Necchi di una serata organizzata ad hoc con il fior fiore della società civile milanese (avvocati, banchieri, imprenditori; da Manfredi Catella a Francesco Micheli), il compito di portare davanti ai colleghi di governo il dossier. «Fatta salva l' obbligatorietà dell' azione penale - ha sottolineato Chirico - è necessario che il Consiglio superiore della magistratura e il Parlamento ogni anno decidano quali reati è giusto perseguire in via prioritaria. Così si avrebbe meno parzialità da parte dei pubblici ministeri e più trasparenza».
carlo bonomiCARLO BONOMI

La serata di «Fino a prova contraria» ha avuto anche un risvolto economico. Per gli organizzatori è necessario rilanciare il partito del Pil (ben rappresentato in platea). Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda, ha rivolto a Salvini l' appello a tagliare i lacci e lacciuoli della burocrazia per consentire alle imprese di poter investire con tempi e procedure certe. E l' ex ministro Giulio Tremonti ha ripercorso i tentativi non sempre riusciti di imprimere una svolta liberale alla politica economica dei governi di cui ha fatto parte.

annalisa chirico ugo brachetti perettiANNALISA CHIRICO UGO BRACHETTI PERETTI

«TROPPI PROCESSI INUTILI, COSÌ NESSUNO INVESTE»
Tommaso Montesano per ''Libero Quotidiano''

Lo slogan è semplice: «Più giustizia, più crescita». Da qui l' hashtag che sta accompagnando, da inizio anno, l' azione del movimento Fino a prova contraria: #innomedelpil. «Un imprenditore cosa chiede per investire?
Tempi certi e decisioni prevedibili».
annalisa chirico sul palcoANNALISA CHIRICO SUL PALCO

Invece, denuncia Annalisa Chirico, in Italia la giustizia continua a essere in uno stato disastroso. Per arrivare a una sentenza di primo grado - ramo civile - ci vogliono almeno 360 giorni.

Perfino in Burundi e Zimbabwe sono messi meglio, ricorda il video con il quale a Milano - nella cornice di villa Necchi Campiglio - si apre il nuovo appuntamento organizzato dal movimento presieduto dalla giornalista, che ieri sera ha riunito oltre 300 persone in rappresentanza di quella che Chirico chiama «l' Italia che lavora, produce e si rimbocca le maniche. È questa l' Italia cui vogliamo dare voce.
annalisa chirico giuseppe cornetto bourlotANNALISA CHIRICO GIUSEPPE CORNETTO BOURLOT
Non quella che chiede sussidi e reddito di cittadinanza e desidera andare in pensione prima».

E all' Italia che produce - «il mondo produttivo» - serve una giustizia che funzioni. Sondaggi, studi e report - anche di fonte europea - confermano che «l' emergenza numero uno in Italia è la lentezza della giustizia». Come può un Paese che vuole crescere, si chiede Chirico, permettere che in tutti questi anni l'«imprenditore sia diventato un presunto colpevole?». Ecco altri numeri: 25mila detenuti incarcerati ingiustamente; 600 milioni di euro di risarcimenti. «E li paghiamo noi». Così il sistema è al collasso: «L' Italia ha troppe leggi penali. Tante leggi penali producono altrettante notizie di reato. Così i magistrati devono destreggiarsi: a causa della scarsità di risorse devono scegliere quali fascicoli portare avanti e quali no». Ma non è così che funziona.


annalisa chirico carlo nordio matteo salviniANNALISA CHIRICO CARLO NORDIO MATTEO SALVINI
Da qui la proposta lanciata al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede (che, al contrario del suo collega Matteo Salvini, ministro dell' Interno, continua a disertare, seppure invitato, gli appuntamenti del movimento): «Gli chiederemo l' impegno di sostenere la nostra prossima battaglia affinché, pur mantenendo l' obbligatorietà dell' azione penale, la scelta di quali notizie di reato perseguire non spetti alla discrezionalità del procuratore, ma all' organo di autogoverno della magistratura, il Csm, cui dovrebbe spettare il compito di stabilire, ogni anno, le priorità della politica giudiziaria. Il Guardasigilli, sempre così impegnato, apra al confronto».
annalisa chirico matteo salviniANNALISA CHIRICO MATTEO SALVINI

In sala, oltre a Salvini, tra gli altri ci sono Giulio Tremonti, i magistrati Carlo Nordio e Stefano Dambruoso, il presidente di Assolombarda Carlo Bonomi. Il presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha inviato un messaggio. Chirico ringrazia e rilancia: «Costruttori, imprenditori, liberi professionisti, rappresentanti del mondo agricolo. Questa è una comunità che vuole vivere in un Paese più libero e competitivo. È ora di parlare di giustizia in modo pragmatico e costruttivo».

sabato 2 dicembre 2017

SI DIMETTE IL SOTTOSEGRETARIO AL MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, LA SENATRICE ANGELA D’ONGHIA

‘PRENDO ATTO DEL FALLIMENTO DEL MIO PROGETTO DI RIFORMA NEI SETTORI ARTE, MUSICA E DANZA. SONO DELUSA E AMAREGGIATA’
valeria fedeli 4VALERIA FEDELI 4

La Senatrice Angela D'Onghia (prima Scelta Civica, poi indipendente) ha rassegnato le dimissioni da sottosegretario al Ministero dell'Istruzione e Università (MIUR) e continuerà a svolgere il mandato parlamentare affidatole dagli elettori fino alla naturale scadenza della legislatura. A darne l'annuncio in una nota la stessa sottosegretaria: "Le ragioni di queste dimissioni sono nella presa d'atto del fallimento dell'impegno assunto oltre tre anni fa - si legge - in forza della delega conferita dalla Ministra Giannini e successivamente confermata dalla Ministra Fedeli, di completare la riforma del sistema AFAM (Alta formazione artistica, musicale e coreutica: ossia le Accademie di Belle Arti, i Conservatori e le Accademie di danza) introdotta in ordinamento dalla legge n.508/99 e rimasta inattuata per 17 anni".
angela d onghia 2ANGELA D'ONGHIA 

"Nonostante il cantiere aperto nel lontano 2014 sotto la guida della sottosegretaria D'Onghia , con il titolo beneagurante di "Chiamata alle arti" e tre lunghi anni di discussione sulle proposte normative avanzate dal tavolo tecnico appositamente costituito sulle diverse aree delegate dalla legge del '99 - prosegue la nota - nulla di concreto è stato realizzato, la montagna ha partorito il solito topolino. L'unico risultato, infatti, è rappresentato dall'emendamento alla finanziaria, in corso di approvazione, per il finanziamento degli Istituti musicali pareggiati e delle Accademie non statali, che rischierebbero il collasso finanziario"

angela d onghia 1ANGELA D'ONGHIA 
"Questo - sottolinea D'Onghia - nel mondo da cui provengo, che è quello della società civile e produttiva del nostro Paese, significa un nulla di fatto, una ulteriore proroga per procrastinare problemi irrisolti". Tre anni perduti nel rincorrere una riforma, doverosa, avvertita come necessaria dagli operatori del sistema e indispensabile per far crescere i musicisti e gli artisti di domani. Una riforma per la valorizzazione delle eccellenze italiane, che nel mondo danno voce alla nostra identità nazionale, promuovendo il sistema Paese e il made in Italy.

valeria fedeli 2VALERIA FEDELI 
"Sono delusa e amareggiata, non accetto la rassegnazione che prevale negli ambienti ministeriali nonostante le mie continue sollecitazioni. La mia candidatura e il mio impegno politico sono stati guidati dalla volontà di poter contribuire al cambiamento e al miglioramento di questo Paese. Sarebbe necessario un impegno comune, un lavoro di squadra costante, delle sinergie che non possono essere garantite da singole personalità, nemmeno dalle più carismatiche e volitive. Mi auguro - conclude - che le mie dimissioni possano risvegliare la politica del fare"

Fonte: qui

mercoledì 4 ottobre 2017

IL SOTTOSEGRETARIO ROSSI SI DIMETTE DOPO IL SERVIZIO CHE SVELA COME IL FIGLIO SIA ASSUNTO DALLA CAMERA MA NON SI PRESENTI MAI AL LAVORO

E CHE VENIVA INVECE SVOLTO DA UNA STAGISTA NON PAGATA, COSTRETTA PURE A BECCARSI LE AVANCES DELL’ON. CARUSO (SCELTA CIVICA)

Le Iene e il sottosegretario Domenico Rossi



LE ‘IENE’ SONO TORNATE E PIZZICANO IL DEPUTATO CHE FA PROPOSTE INDECENTI ALLA STAGISTA (IN NERO). FILIPPO ROMA INCHIODA L’ON. CARUSO DI SCELTA CIVICA (GRAZIE, MONTI!), CLICCA QUI


FILIPPO ROMA DOMENICO ROSSIFILIPPO ROMA DOMENICO ROSSI
DIFESA: SOTTOSEGRETARIO ROSSI RIMETTE DELEGHE DOPO LE IENE
 (ANSA) - Il sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi, ha rimesso le proprie deleghe dopo una trasmissione televisiva delle Iene da cui emergerebbe che un parlamentare - il deputato Mario Caruso (democrazia solidale centro democratico) - avrebbe formalmente assunto il figlio del sottosegretario, che non si presenterebbe mai al lavoro, per fargli un favore, e che lo stipendio in realtà gli arriverebbe dal padre. "Sono accuse infondate e lesive della mia persona", afferma Rossi.

FILIPPO ROMA DOMENICO ROSSIFILIPPO ROMA DOMENICO ROSSI
"Insinuazioni che infangano, ancora una volta, la mia reputazione. Mio figlio ha un regolare contratto di assistente parlamentare con un deputato della Camera. Il documento, consultabile, conferma l'assenza di un rapporto di dipendenza dal mio ufficio contrariamente a quanto riportato nel servizio. Un incarico di natura fiduciaria che non prevede vincoli di orario lavorativo e anche per questo con una minima retribuzione".


CAMERA:MATTIELLO,COLLABORATORI SIANO FORMALIZZATI DA CAMERA
DOMENICO ROSSIDOMENICO ROSSI
 (ANSA) - "I collaboratori e le collaboratrici parlamentari sono prima di tutto lavoratori e come tali vanno trattati. Al netto della situazione oggetto della denuncia sulla quale mi aspetto una verifica da parte dei Questori della Camera per quanto di loro competenza, che io stesso ho sollecitato, si pone un problema più generale di trasparenza nella gestione del rapporto di lavoro. E' giusto che sia il parlamentare ad individuare il proprio collaboratore, ma sarebbe meglio che il rapporto di lavoro fosse formalizzato con la Camera stessa, come avviene in Europa e come sostenuto dalla Associazione Italiana dei collaboratori parlamentari".

domenico rossi sottosegretarioDOMENICO ROSSI SOTTOSEGRETARIO
A sostenerlo è il deputato Pd Davide Mattiello che interviene dopo l'inchiesta della trasmissione tv Le Iene sulla gestione illegale e lo sfruttamento di persone in uffici di collaborazione parlamentare a Montecitorio. "L'autodichiarazione parlamentare (ovvero la particolare prerogativa dei due rami del Parlamento di risolvere, attraverso un organismo giurisdizionale interno, le controversie insorte con i propri dipendenti ndr) non può spingersi fino a diventare tutela dell'arbitrio", conclude il deputato.


Le Iene e le proposte indecenti dell'onorevole



Fonte: qui