9 dicembre forconi: Scelta Civica
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venerdì 1 dicembre 2017

LE EPURAZIONI DEL PALLONARO – POLTRONE SICURE SOLO PER GENTILONI E MINISTRI

GLI ALTRI PD CON TRE MANDATI DOVRANNO SUDARSI LO SCRANNO: MANDATI NEI PEGGIORI COLLEGI, RISCHIANO LATORRE, REALACCI, GIACHETTI E FIORONI 

AL CALDO IL GIGLIO MAGICO E PIERFURBY CASINI, DA 34 ANNI IN PARLAMENTO


Tommaso Ciriaco per la Repubblica

renzi nella sede pd del nazarenoRENZI NELLA SEDE PD DEL NAZARENO
Eccezione sicura al limite dei tre mandati solo per Gentiloni e i ministri: per gli altri c' è il "lodo Fioroni". Boschi e Bonifazi nei listini blindati a Roma. Quando il caso è particolarmente grave, Lorenzo Guerini si aggrappa al salvaschermo del suo iPhone ispirato alle memorabili rimonte dei San Francisco Giants. « Don' t stop believin' » , non smettere di crederci.

Con democristiana pazienza, il braccio destro di Renzi regala una speranza terapeutica ai parlamentari appesi a una deroga. Sono trentotto. E per statuto destinati alla pensione. Inseguono clemenza, avranno al massimo un collegio a rischio. «Se vogliono entrare - è l' input di Matteo Renzi - devono conquistarsi la riconferma ».
FRANCESCHINI PINOTTIFRANCESCHINI PINOTTI

Ogni lustro, la sorte dei parlamentari " anziani" tormenta il Pd. Il limite va inteso come tre mandati o quindici anni, consecutivi o meno? Nel primo caso, la platea a rischio lievita a 72 onorevoli. Come sempre, sarà il leader a fare Cassazione. Per adesso Renzi avrebbe fissato una linea " morbida": fuori solo quelli con quindici anni consecutivi in Parlamento. E " salvi" i ministri in carica.

ORLANDO MINNITIORLANDO MINNITI
Ma di chi parliamo? Nel governo - elenca Open Polis - del premier Paolo Gentiloni (4 legislature), poi di Anna Finocchiaro ( 8), Dario Franceschini ( 4), Marco Minniti ( 4), Roberta Pinotti (4) e Andrea Orlando (3). A cui va aggiunto il capogruppo del Senato Luigi Zanda. Se si esclude Finocchiaro - che avrebbe deciso di non ricandidarsi come Rosy Bindi - gli altri ministri saranno accolti nelle liste blindate del proporzionale. Il resto dei " derogandi", invece, rischia.

GIACHETTIGIACHETTI
Parliamo di big come Beppe Fioroni, Giuseppe Lumia, Nicola Latorre, del gentiloniano Ermete Realacci, dei franceschiniani Gianclaudio Bressa e Marina Sereni. E ancora, il renziano Roberto Giachetti, Giorgio Tonini, il " mattarelliano" Giovanni Burtone, Barbara Pollastrini e Andrea Martella. Per loro c' è il " lodo Fioroni". L' idea venne all' ex ministro ai tempi del Consultellum. «Derogateci e ci conteremo con le preferenze». Una sfida che rischia di valere anche col Rosatellum. Niente preferenze, ma un collegio in bilico. Un " sacrificio" per il partito, senza paracadute nelle liste bloccate.
Ermete RealacciERMETE REALACCI

Fosse solo un problema di deroghe. il vero spettro è la cura dimagrante a cui sarà sottoposta comunque la classe dirigente dem. I parlamentari uscenti sono infatti 381. E le stime dei seggi sicuri recitano: 90 posti certi per i capilista di Camera e Senato, altri 70 nell' uninominale.

BEPPE FIORONIBEPPE FIORONI
Dunque 160 poltrone, più un' altra settantina "probabili": in tutto, 230 eletti. E fuori il 40% degli uscenti. L' angoscia, poi, diventa panico per le minoranze. Orlando ed Emiliano " pesano" il 28% del Pd, ma avranno il 20% delle candidature. Soprattutto nei collegi.

boschi bonifaziBOSCHI BONIFAZI
Molti dei renziani, invece, avranno un posto in prima fila. Maria Elena Boschi e Francesco Bonifazi saranno blindati nel proporzionale, e non è detto che si presentino nel maggioritario. Gentiloni correrà a Roma. Pier Ferdinando Casini in Emilia: per lui, alleato del Pd, non saranno di ostacolo i 34 anni e 142 giorni in Parlamento. Renzi invece sarà candidato in un collegio della Camera. Probabilmente in Toscana, dove ha chiesto ai dem di aiutarlo a strappare il miglior risultato d' Italia.
LUIGI CESARO - FRANCESCA PASCALELUIGI CESARO - FRANCESCA PASCALE

Che fatica, per il leader, risolvere il rebus. Altro che Forza Italia. Lì può capitare di tutto. Anche che un ras campano come Luigi Cesaro - detto " Giggino ' a purpetta" - si prepari al clamoroso passo indietro. A favore del figlio Armando, naturalmente.

Fonte: qui






I PARLAMENTARI AL CAPOLINEA DELLA LEGISLATURA: DEPUTATI E SENATORI SENZA PIU’ UN PARTITO (MAGARI DOPO AVERNE CAMBIATO PIU’ D’UNO) 

DA RAZZI A SCILIPOTI, DALLA VEZZALI A MINEO 

QUALCUNO FINIRA’ DISOCCUPATO, QUALCUN’ALTRO TORNERA’ ALLA VECCHIA PROFESSIONE, QUALCUN ALTRO INIZIERA' FINALMENTE A LAVORARE

Giuseppe Alberto Falci e Dino Martirano per il Corriere della Sera

SCILIPOTI FA VOLANTINO TRA I PEONESSCILIPOTI FA VOLANTINO TRA I PEONES
I gruppi parlamentari del Partito democratico rischiano di uscire più che dimezzati dalle prossime elezioni politiche. E quelli di Alternativa popolare potrebbero addirittura scomparire se ciò che resta del partito di Angelino Alfano non supererà la soglia del 3%. Per non parlare poi di Scelta civica, che nel 2013 portò alla Camera ben 37 deputati poi passati al Pd o dispersi nei cespugli centristi. I verdiniani, usciti da Forza Italia, difficilmente verranno ripresi dalla casa madre.

EDOARDO NESI ASSAPORA LA VITTORIAEDOARDO NESI ASSAPORA LA VITTORIA
Così, in mezzo a questo terremoto parlamentare, gli unici che provano a sorridere sono i potenziali candidati di Forza Italia, della Lega e del Movimento Cinque Stelle che i sondaggi stimano in ascesa. Mentre le donne di tutti i partiti rischiano meno ma solo perché ora ci sono le quote di genere.

Tra le macerie della XVII legislatura agli sgoccioli, dunque, si aggirano le «anime sospese» del Parlamento. Anime in pena. Perché non hanno più un partito. Perché da troppo tempo sono inquilini dei palazzi della Politica. Perché non sono più nel cerchio magico dei rispettivi leader. Ma c' è anche chi «non vede l' ora che sia tutto finito» per tornare alle professioni e ai mestieri abbandonati 5 anni fa.

VEZZALI BERLUSCONI 1VEZZALI BERLUSCONI 
Lo scrittore Edoardo Nesi, premio Strega nel 2011, eletto con la squadra di Mario Monti (Sc): «È stato un onore entrare alla Camera ma sono arrivato con un' idea romantica della vita parlamentare e non sono riuscito a fare tutte le cose che avrei voluto». Valentina Vezzali, la schermitrice olimpionica (portabandiera a Londra 2012) chiamata in Parlamento da Scelta civica, considera «quasi conclusa» l' esperienza: «Non so se si ripeteranno certe condizioni». L' ex direttore di Rainews Corradino Mineo, che ha lasciato i dem in questa legislatura: «Non è per me brigare per un posto nelle liste». Le «anime sospese» Antonio Razzi e Domenico Scilipoti (FI), poi, puntano su fedeltà e popolarità televisiva: «Io sono fedele e fedele resterò. Berlusconi parla con Kim Jong-un grazie a me», azzarda Razzi.
Antonio Razzi e KimANTONIO RAZZI E KIM

Gabriella Giammanco (FI) spera invece nella valanga rosa: «Berlusconi ha detto che ci ricandiderà tutte». Michela Marzano, ex Pd ora al misto, è felice di tornare a tempo pieno alla sua cattedra a Parigi: «Finalmente sta per finire». Tra i professionisti prestati alla politica c' è anche l' economista Irene Tinagli (ex Sc poi Pd): «Non è stato facile frequentare questo Palazzo». Grazia Rocchi (Pd) tornerà a insegnare in Toscana: «Mi sento più utile dove ero prima». Rientra nella cattedra di Diritto privato il barese Gaetano Piepoli (Sc): «Qui alla Camera ho avuto la possibilità di capire quanto sia profonda la crisi del sistema». L' ex ministra dell' Università Maria Chiara Carrozza, vicina a Enrico Letta: «Sono attratta dal ritorno alla mia professione».
BERLUSCONI AL RISTORANTE ASIATIQUE PER IL COMPLEANNO DI SESTINO GIACOMONI - FRANCESCA PASCALE - MICAELA BIANCOFIORE - GABRIELLA GIAMMANCO - KATIA POLIDORI - ELVIRA SAVINOBERLUSCONI -SESTINO GIACOMONI - FRANCESCA PASCALE - MICAELA BIANCOFIORE - GABRIELLA GIAMMANCO - KATIA POLIDORI - ELVIRA SAVINO

L' imprenditore Andrea Vecchio (Sc): «No, non mi ricandido... Questa stagione ha dato solo frutti bacati». Tra le «anime sospese» molti sono i «senza partito». Umberto Bossi, ripudiato da Matteo Salvini, ha molto apprezzato l' offerta di Berlusconi di candidarlo con Forza Italia: «Però preferirei correre con la Lega». Giorgio Lainati, oggi Ap e prima ancora con Ala di Verdini dopo 3 legislature con gli azzurri: «No, non credo che mi ricandideranno». I verdiniani Luca D' Alessandro e Ignazio Abrignani sanno che tornare indietro nella squadra di Berlusconi è difficile e lo è ancora di più per il leader di Ala Denis Verdini.

Invece l' ultrà delle truppe di Denis, il campano Vincenzo D' Anna, si pavoneggia: «Sono stato eletto presidente dell' ordine dei Biologi. Si chiude una fase della mia vita, se ne apre un' altra e Denis è dispiaciuto». Daniela Santanchè (FI) da qualche settimana si fa vedere accanto a Ignazio La Russa di Fratelli d' Italia: «Quante legislature ho fatto? Dimmelo te Ignazio», risponde prendendo sotto braccio in Transatlantico il suo mentore. Saverio Romano (Ala) ha in tasca un assegno in bianco staccato alle elezioni siciliane dove i suoi voti hanno contribuito a fare vincere Nello Musumeci: «Certo che mi ricandido. Sono un giovanotto di primo pelo».
DANNA 1D'ANNA 

Lucio Barani (Ala) dissimula: «Mi avvalgo della facoltà di non rispondere». Manuela Repetti, moglie di Sandro Bondi (una coppia di ex berlusconiani oggi tifosi di Renzi confluiti nel gruppo misto) guarda in faccia la realtà: «Non credo proprio che sarò candidata». Invece Maurizio Bianconi, toscanaccio ex An eletto nel Pdl oggi con Fitto, si sente tradito dal suo partito: «Finora non ho mollato il posto perché il primo dei non eletti è di Alfano e io al nemico non lascio spazio. Però non vivo di politica, non morirò certo di fame». Roberto Formigoni (Ap) attende le mosse di Alfano: «Sto lavorando per evitare l' alleanza con il Pd».

Antonio MartinoANTONIO MARTINO
« Stavolta è finita», dice sorridendo il professor Antonio Martino (tessera numero 2 di Forza Italia) che in Parlamento si è fatto ben 6 legislature. Anche Ugo Sposetti (Pd) spiega di sentirsi appagato dopo 5 legislature. Stesso stato d' animo per Angelo Capodicasa (Mdp) che può vantare tre legislature a Montecitorio e 4 in Sicilia: «Già nel 2013 non mi sarei voluto candidare». Scherza il «barone» Luigi Compagna (Idea): «Ho 70 anni, torno a occuparmi delle biografie di Leone e di Cossiga. Certo, se mi facessero senatore a vita...».

Riprenderà gli studi storici sulla Democrazia cristiana e su Mino Martinazzoli il senatore Paolo Corsini (Pd): «Ho fatto tre volte il sindaco a Brescia e tre legislature. La politica mi ha dato molto ma ora mi dedico ai miei libri a tempo pieno». Anche il filosofo Rocco Buttiglione (Udc) sarebbe tentato di fare un passo indietro: «Il primo amore non si scorda mai». E Paola Binetti, sua compagna di partito, è «delusa da questa legislatura» ma determinata a non mollare: «Se arrivano i radicali Bonino e Cappato noi dobbiamo per forza esserci...».
ugo sposettiUGO SPOSETTI

Vita difficile per gli ex Cinque stelle. Mara Mucci, bolognese: «Non mi sembra che ci siano i presupposti. Mi dispiacerebbe non poter concludere alcune iniziative intraprese». Luis Orellana, che ora guarda a Campo progressista: «Non so cosa succederà, vedremo...». Poi c' è la pattuglia dei grillini palermitani epurati dal M5S dopo la vicenda delle firme contestate: «Siamo autosospesi e non mi sembra che il Movimento abbia intenzione di ricandidarci», dice Riccardo Nuti riferendosi anche alle colleghe Claudia Mannino e Giulia Di Vita. Eleonora Bechis (misto): «Sono combattuta ma ci sarebbero associazioni che credono in me».
Rocco ButtiglioneROCCO BUTTIGLIONE

Nel Pd - che impedisce ai suoi di ricandidarsi dopo 15 anni trascorsi in Parlamento - sono a rischio 16 deputati e 11 senatori. La direzione dem dovrebbe concedere la deroga d' ufficio ai membri del governo in carica (Gentiloni, Minniti, Franceschini, Pinotti, Amici, Giacomelli e Bressa) e al capogruppo Rosato. Alla Camera per tutti gli altri - a parte il passo indietro già annunciato da Rosy Bindi - la discussione è aperta: aspettano fiduciosi Andrea Martella, Barbara Pollastrini, Giuseppe Fioroni, Roberto Giachetti, Tino Iannuzzi, Nicodemo Oliverio, Salvatore Piccolo ed Ermete Realacci. Ma quest' ultimo confessa: «Certo, si può fare politica anche da fuori».

LABOCCETTA jpegLABOCCETTA
Al Senato - con Anna Finocchiaro che pur essendo nel governo ha annunciato di non volersi ricandidare - sono in attesa Vannino Chiti, Giuseppe Lumia, Alessandro Maran, Ugo Sposetti, Walter Tocci, Giorgio Tonini e Sergio Zavoli. Sono in procinto di lasciare il mandato anche tre esponenti storici del Sudtiroler Volkspartei (Svp) che rivestiranno nuovi incarichi in provincia di Bolzano: Karl Zeller, Hans Perger e Daniel Alfreider.

Nel Pd e in Forza Italia, con un occhio rivolto alle liste pulite, si valutano le posizioni dei parlamentari lambiti in questi anni da vicende giudiziarie. Tuttavia Marco Di Stefano (Pd) e gli azzurri Amedeo Laboccetta e Francantonio Genovese (ex Pd) non demordono, in nome del garantismo. «Certo ci saranno dei problemi con le candidature ma io sono in campo», confida Di Stefano. Gli fa eco Laboccetta: «La mia candidatura passa dalla decisione del partito».

Fonte: qui

mercoledì 4 ottobre 2017

IL SOTTOSEGRETARIO ROSSI SI DIMETTE DOPO IL SERVIZIO CHE SVELA COME IL FIGLIO SIA ASSUNTO DALLA CAMERA MA NON SI PRESENTI MAI AL LAVORO

E CHE VENIVA INVECE SVOLTO DA UNA STAGISTA NON PAGATA, COSTRETTA PURE A BECCARSI LE AVANCES DELL’ON. CARUSO (SCELTA CIVICA)

Le Iene e il sottosegretario Domenico Rossi



LE ‘IENE’ SONO TORNATE E PIZZICANO IL DEPUTATO CHE FA PROPOSTE INDECENTI ALLA STAGISTA (IN NERO). FILIPPO ROMA INCHIODA L’ON. CARUSO DI SCELTA CIVICA (GRAZIE, MONTI!), CLICCA QUI


FILIPPO ROMA DOMENICO ROSSIFILIPPO ROMA DOMENICO ROSSI
DIFESA: SOTTOSEGRETARIO ROSSI RIMETTE DELEGHE DOPO LE IENE
 (ANSA) - Il sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi, ha rimesso le proprie deleghe dopo una trasmissione televisiva delle Iene da cui emergerebbe che un parlamentare - il deputato Mario Caruso (democrazia solidale centro democratico) - avrebbe formalmente assunto il figlio del sottosegretario, che non si presenterebbe mai al lavoro, per fargli un favore, e che lo stipendio in realtà gli arriverebbe dal padre. "Sono accuse infondate e lesive della mia persona", afferma Rossi.

FILIPPO ROMA DOMENICO ROSSIFILIPPO ROMA DOMENICO ROSSI
"Insinuazioni che infangano, ancora una volta, la mia reputazione. Mio figlio ha un regolare contratto di assistente parlamentare con un deputato della Camera. Il documento, consultabile, conferma l'assenza di un rapporto di dipendenza dal mio ufficio contrariamente a quanto riportato nel servizio. Un incarico di natura fiduciaria che non prevede vincoli di orario lavorativo e anche per questo con una minima retribuzione".


CAMERA:MATTIELLO,COLLABORATORI SIANO FORMALIZZATI DA CAMERA
DOMENICO ROSSIDOMENICO ROSSI
 (ANSA) - "I collaboratori e le collaboratrici parlamentari sono prima di tutto lavoratori e come tali vanno trattati. Al netto della situazione oggetto della denuncia sulla quale mi aspetto una verifica da parte dei Questori della Camera per quanto di loro competenza, che io stesso ho sollecitato, si pone un problema più generale di trasparenza nella gestione del rapporto di lavoro. E' giusto che sia il parlamentare ad individuare il proprio collaboratore, ma sarebbe meglio che il rapporto di lavoro fosse formalizzato con la Camera stessa, come avviene in Europa e come sostenuto dalla Associazione Italiana dei collaboratori parlamentari".

domenico rossi sottosegretarioDOMENICO ROSSI SOTTOSEGRETARIO
A sostenerlo è il deputato Pd Davide Mattiello che interviene dopo l'inchiesta della trasmissione tv Le Iene sulla gestione illegale e lo sfruttamento di persone in uffici di collaborazione parlamentare a Montecitorio. "L'autodichiarazione parlamentare (ovvero la particolare prerogativa dei due rami del Parlamento di risolvere, attraverso un organismo giurisdizionale interno, le controversie insorte con i propri dipendenti ndr) non può spingersi fino a diventare tutela dell'arbitrio", conclude il deputato.


Le Iene e le proposte indecenti dell'onorevole



Fonte: qui

martedì 3 ottobre 2017

VIDEO: "LE IENE" PIZZICANO IL DEPUTATO CHE FA PROPOSTE INDECENTI ALLA STAGISTA (IN NERO)

FILIPPO ROMA INCHIODA L’ON. CARUSO DI SCELTA CIVICA (GRAZIE, A MARIO MONTI!)

LA SUA STAGISTA LAVORA GRATIS? CERTO, DEVE SOSTITUIRE IL FIGLIO DEL SOTTOSEGRETARIO DOMENICO ROSSI, ASSUNTO E PAGATO PER NON VENIRE IN UFFICIO. LEI ORA DENUNCIA TUTTO


Le Iene e le proposte indecenti dell'onorevole



VIDEO - ESTRATTO DAL SERVIZIO DI FILIPPO ROMA SULLA PARENTOPOLI ALLA CAMERA



1. IENE: ON. CARUSO ASSUME IL FIGLIO DEL SOTTOSEGRETARIO E UN'ASSISTENTE IN NERO
le iene su onorevole caruso e sottosegretario rossiLE IENE SU ONOREVOLE CARUSO E SOTTOSEGRETARIO ROSSI
Da www.affaritaliani.it - Lavoro nero e parentopoli in parlamento? Un vecchio leitmotiv che torna di nuovo con il servizio de Le Iene andato in onda in prima serata domenica sera su Italia Uno. Il servizio di Filippo Poma svela una vicenda quantomeno discutibile. Nel servizio una ex assistente di un parlamentare racconta di aver lavorato in nero, senza un contratto e senza neppure aver percepito uno stipendio.

le iene su onorevole caruso e sottosegretario rossiLE IENE SU ONOREVOLE CARUSO E SOTTOSEGRETARIO ROSSI
La donna ex portaborse racconta anche alle Iene che l'onorevole Mario Caruso (democrazia solidale centro democratico e membro della Commissione Difesa alla Camera) avrebbe anche assunto il figlio del sottosegretario Domenico Rossi che però, allo stesso tempo, non si presenterebbe mai a lavoro. Alle domande della ex assistente, con telecamera nascosta, spiega che lo avrebbe assunto per fare un favore al padre perché lui non poteva assumerlo direttamente.
le iene su onorevole caruso e sottosegretario rossiLE IENE SU ONOREVOLE CARUSO E SOTTOSEGRETARIO ROSSI

Né il sottosegretario Rossi né l'onorevole Caruso hanno voluto rispondere alle domande delle Iene. In pochi minuti le pagine Facebook dei due politici sono state inondate di insulti. Mentre Filippo Poma ha scritto sul suo profilo: "L'onorevole, l'assistente e il sottosegretario. Purtroppo non è un film con Renzo Montagnani ed Edwige Fenech ma una storia vera dell'Italietta dei nostri giorni".


LE IENE E IL MESSAGGIO EQUIVOCO DEL DEPUTATO ALLA SUA ASSISTENTE: «SONO A CASA…»
le iene su onorevole caruso e sottosegretario rossiLE IENE SU ONOREVOLE CARUSO E SOTTOSEGRETARIO ROSSI
Da www.giornalettismo.com - Un deputato non paga un’assistente parlamentare, peraltro priva di contratto, che lavora ininterrottamente per lui da un anno e mezzo. Viene regolarmente retribuito, invece, un altro portaborse, che risulta essere regolarmente assunto ma non si presenta mai a lavoro, figlio del sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi. È un nuovo caso di parentopoli in Parlamento raccontato ieri dalle Iene, in un servizio firmato dall’inviato Filippo Roma che raccoglie la testimonianza della collaboratrice dell’onorevole.


la stagista e l onorevole carusoLA STAGISTA E L' ONOREVOLE CARUSO
LE IENE, ASSISTENTE RACCONTA LA PROPOSTA INDECENTE DEL DEPUTATO
Il protagonista della vicenda è Mario Caruso, deputato eletto nel 2013 nella lista Con Monti e attualmente iscritto al gruppo Democrazia Solidale-Centro Democratico. La sua assistente parlamentare racconta di non aver percepito nemmeno un euro nonostante varie promesse di pagamento e nonostante il suo costante e rigoroso impegno, dopo un iniziale stage non retribuito di tre mesi.

Ma la collaboratrice parla anche di proposte indecenti del parlamentare. «Oltre allo sfruttamento lavorativo – è il racconto dell’assistente – una sera mi ha proposto di andare a cena con lui, durante questa cena mi ha fatto capire che se fossi andata a letto con lui magari la mia situazione sarebbe cambiata. Dopo qualche giorno da questa cena mi ha inviato un messaggio, intorno alla mezzanotte, nel quale mi diceva ‘Io sono a casa valuta tu’». Messaggi equivoci e offensivi. «È uno schifo pazzesco. Mi sono anche sentita male nei giorni a seguire dopo quello che è successo – dice la collaboratrice di Caruso – perché avevo comunque il terrore che dal mio rifiuto lui potesse mandarmi via».

Fonte: qui