9 dicembre forconi: FdI
Visualizzazione post con etichetta FdI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta FdI. Mostra tutti i post

venerdì 19 ottobre 2018

LA CAMERA RESPINGE LE DIMISSIONI DI CROSETTO


MA LE INDISCREZIONI PARLANO DI SCONTRI NEL PARTITO E DI UN POSSIBILE CONFLITTO DI INTERESSI FRA LA CARICA DI PARLAMENTARE E QUELLA DI CAPO DELLA FEDERAZIONE DELLE AZIENDE PER AEROSPAZIO, DIFESA E SICUREZZA...

crosetto meloniCROSETTO MELONI

La Camera ha respinto con 285 voti le dimissioni di Guido Crosetto, deputato di Fdi. La richiesta era arrivata per «motivi personali» e, secondo indiscrezioni, per scontri nel partito e per il possibile conflitto di interessi fra la carica di parlamentare e quella di capo della Federazione delle aziende per aerospazio, difesa e sicurezza.

Fonte: qui

venerdì 8 giugno 2018

Minacce di morte alla Meloni su Facebook

In un italiano scorretto, ma comunque minatorio, la leader di Fdi Giorgia Meloni, impegnata a Viterbo in un'iniziativa elettorale, ha trovato fra i commenti alla sua diretta Facebook un messaggio firmato "Mahamoud Soliman": "Stai a tenta non ti sparano", accompagnato da una "faccina" arrabbiata. "Secondo voi mi devo preoccupare?", scrive Meloni sul suo profilo, postando lo screenshot del commento.
"Gravissime le minacce di morte arrivate a Giorgia Meloni su Facebook da un profilo che sembrerebbe avere una matrice islamica. Chiediamo l'intervento immediato del ministero dell'Interno per verificare l'identità di questa persona, capire se è presente sul territorio nazionale e valutare se esistono i presupposti per una sua espulsione dall'Italia", ha dichiarato Ignazio La Russa, senatore di Fratelli d'Italia.
Giorgia Meloni
© Fotogramma Giorgia Meloni

"Intollerabile la minaccia nei confronti della nostra presidente Giorgia Meloni da parte di un immigrato musulmano residente in Italia durante la diretta facebook di un comizio elettorale a Viterbo. Tolleranza zero per chi continua a non volersi integrare con la cultura del nostro Paese", ha affermato il capogruppo di Fratelli d'Italia in Senato Stefano Bertacco.
Stando alle informazioni che risultano da Facebook, a minacciare la Meloni è stato Mahamoud Soliman, che lavora a Petrosino (provincia di Trapani) e che vive a Marsala.

Fonte: qui
ALTRO SU MSN:
Meloni: «Non daremo fiducia ma tiferemo perché Governo faccia bene» (CorriereTv)
Lettore video di: Corriere Tv (Informativa sulla privacy)

Copasir, la maggioranza prepara il blitz anti Pd: la guida a Fratelli d’Italia

L’unica cosa certa è che ci vorrà tempo, forse tutta la prossima settimana, per comporre il puzzle dei sottosegretari (20 al M5S e 15 alla Lega) dei vice ministri (5 e 3) e delle 28 poltrone dei presidenti della commissioni parlamentari. Poi ci sono le giunte e i comitati di garanzia che spettano alle minoranze. Ma in questo campo la maggioranza sarebbe in procinto di attuare un colpo di mano: l’idea è di sottrarre al Partito democratico la casella del Copasir, il comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti. Avendo il presidente del Consiglio Giuseppe Conte trattenuto la delega sugli 007 (Aisi e Aise) ed essendo il Viminale sotto il controllo diretto della Lega, va da sé che la presidenza del Copasir spetti al principale partito di opposizione: il Pd, appunto. Ma c’è un precedente. Correva l’anno 2013 e la Lega (allora al 4%) si astenne sul voto di fiducia chiesto dal governo Letta e ottenne lo stesso la guida del Copasir con Giacomo Stucchi. E così oggi, basandosi su quel precedente, la maggioranza M5S-Lega vedrebbe volentieri al Copasir un esponente di Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni che si è astenuto sul doppio voto di fiducia chiesto da Conte.
© Fornito da RCS MediaGroup S.p.A.

Nel Pd — che valuterebbe come «un fatto gravissimo» l’eventuale strappo — il candidato naturale per il Copasir è Lorenzo Guerini: «Se quel posto dovesse andare a noi ne riparliamo...», si lascia sfuggire. Ma dopo la sortita di Matteo Renzi («Chiameremo davanti al Copasir la ministra dell Difesa Elisabetta Trenta per motivi che ella sa») la partita si è complicata. Anche perché ora la Lega vuole un «vice» forte alla Difesa: il candidato è Raffaele Volpi. Sulla scacchiera dei sottosegretari, le caselle più pesanti riguardano i ministeri dei vicepremier. Al Viminale Matteo Salvini (che, visti i molteplici impegni, non avrà il tempo di restare in ufficio tutto il giorno) punta a due fedelissimi per controllare una macchina assai complessa che gira 24 ore al giorno: Stefano Candiani e Nicola Molteni. Invece è in bilico l’ascesa dell’ex sindacalista del Sap Gianni Tonelli. Ma il M5S — che schiera Fabiana Dadone e Giulia Sarti — accetterà di lasciare alla Lega la delega sul Dipartimento della pubblica sicurezza? Anche al Mise (Sviluppo Economico) e al Lavoro, il vicepremier Luigi Di Maio vuole i fedelissimi (Nunzia Catalfo e Lorenzo Fieramonti) mentre la Lega penserebbe ad Armando Siri e a Edoardo Rixi. Poi deve essere ancora sciolto il nodo della delega sulle telecomunicazioni (chiesta dalla Lega ancora alleata di Silvio Berlusconi) che Di Maio vorrebbe per sé. Agli Esteri, il ministro Enzo Moavero Milanesi potrebbe contare sull’esperienza del giornalista Emilio Carelli ma in pole position tra i grillini, oltre a Manuela Del Re, c’è il putiniano Manlio Di Stefano che è diventato famoso per la sua visita nel Venezuela del presidente Maduro. Per gli Esteri si è fatto avanti anche Ricardo Merlo (Maie).
Alla Giustizia, il Guardasigilli Alfonso Bonafede è alle prese con la nomina del capo di gabinetto (che conta più di un sottosegretario) e non ha ancora deciso sul magistrato Alessandro Pepe della corrente del giudice Davigo. Per le poltrone dei vice e del Dap (carceri) girano i nomi dei magistrati Sebastiano Ardita e Nino Di Matteo. Cinzia Bonfrisco (Lega) potrebbe andare all’Agricoltura e l’ingegnere Andrea Cioffi alle Infrastrutture. Ma la partita più delicata si gioca al Mef: il ministro Giovanni Tria sta valutando con attenzione la posizione di Antonio Guglielmi (vicino alle posizioni del ministro Paolo Savona) per la poltrona di direttore generale del Tesoro. Mentre per le posizioni di vice sono in attesa i grillini Laura Castelli e Stefano Buffagni e i leghisti Claudio Borghi e Alberto Bagnai. Per la delega all’Editoria, anche se lui smentisce, c’è il senatore M5S Primo Di Nicola (ex Espresso e Fatto, già direttore del Centro di Pescara).
Fonte: qui

venerdì 1 giugno 2018

Nasce il governo Conte: 18 ministri, 5 le donne. Oggi il giuramento alle 16

Tria all'Economia, per Savona gli Affari Europei. Moavero-Milanesi alla Farnesina

Ansa - Giuseppe Conte ha accettato l'incarico di presidente del Consiglio e ha presentato al capo dello Stato, Sergio Mattarella, la lista dei ministri. Tra i principali dicasteri, Tria all'Economia. Per Savona gli Affari Europei. Moavero-Milanesi alla Farnesina. Per FraccaroRapporti con il Parlamento e, per la prima volta, Democrazia diretta. All'avvocato Giulia Bongiorno la Pubblica amministrazione.
"Lavoreremo intensamente per realizzare gli obiettivi politici anticipati nel contratto, lavoreremo con determinazione per migliorare la qualità di vita di tutti gli italiani". Così il Presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte, al Quirinale dopo aver letto la lista dei ministri del suo governo.
"C'è grande entusiasmo e determinazione. Lavoreremo per ridare fiducia all'Italia. Questo è un grande paese che ha bisogno di ritrovare fiducia". Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte parlando con i cronisti mentre si recava a piedi dal Senato alla sua abitazione. - Conte ha deciso di recarsi dal Senato alla vicina pizzeria sotto casa a piedi e non in taxi, che gli uffici del Senato avevano chiamato per lui. Il presidente del Consiglio ha attraversato piazza Navona e ha imboccato via del Governo Vecchio, strada tipica della movida serale del centro. E qui è stato riconosciuto da diverse persone che gli anno fatto gli auguri.
Il premier Giuseppe Conte è andato a cena in una pizzeria vicino casa, accolto da saluti e incoraggiamenti della gente per strada. Un passante gli ha urlato ironicamente "Viva Cottarelli". Festeggiamenti anche all'interno della pizzeria dove Conte si è fatto una foto con lo staff del locale. Poi ha ordinato un piatto di straccetti di manzo con la rucola.


La svolta decisiva nelle consultazioni per cercare di formare un governo arriva alle 19 con una dichiarazione congiunta di Di Maio e Salvini che annunciava: "Ci sono le condizioni per un governo politico".  L'accordo prevedeva Conte premier.

Carlo Cottarelli, intanto, saliva al Colle alle 19.30 per rimettere il mandato.



La dichiarazione di Salvini e Di Maio era giunta dopo un vertice alla Camera dei Deputati cominciato intorno alle ore 15 e al quale si era poi aggegato lo stesso prof. Conte.
"Ho sentito dire molte cose in queste ore ma ci tengo a precisare che Fdi non ha mai chiesto poltrone o di entrare nella squadra di governo. Per patriottismo abbiamo detto che davamo una mano perchè l'Italia è sotto attacco e non ci possiamo permettere di votare a luglio. Ma non abbiamo mai chiesto posti di governo". Lo afferma Giorgia Meloni, leader di Fdi conversando con i giornalisti.Informazioni e privacy per gli annunci di Twitter

Intanto il premier incaricato Carlo Cottarelli era stato per circa 30 minuiti al Quirinale da Mattarella per un incontro informale
Tria all'economia e Moavero agli Esteri  - All'economia il professor Giovanni Tria,ordinario di Economia Politica all'Università di Tor Vergata a Roma; Enzo Moavero Milanesi alla Farnesina e Paolo Savona agli Affari Europei. Sono state queste le prime indiscrezioni, poi avverate, sulla possibile squadra di governo giallo-verde.



LA LISTA DEI MINISTRI


Presidente del Consiglio – Giuseppe Conte
Vicepresidente del Consiglio e Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico – Luigi Di Maio
Vicepresidente del Consiglio e Ministro dell’Interno – Matteo Salvini
Rapporti con il Parlamento e democrazia diretta – Riccardo Fraccaro
Pubblica Amministrazione – Giulia Bongiorno
Affari Regionali e Autonomie – Erika Stefani
Ministro per il Sud – Senatrice Barbara Lezzi
Ministro per la Famigli e le disabilità – Lorenzo Fontana
Ministro affari esteri – Moavero Milanesi
Ministro della Giustizia – Alfonso Bonafede
Ministro della Difesa – Elisabetta Trenta
Ministro dell’Economia – Giovanni Tria
Ministro delle politiche agricole – Gianmarco Centinaio
Ministro dell'Ambiente - Sergio Costa
Ministro Infrastrutture – Danilo Tonineli
Ministro dell’Istruzione – Marco Bussetti
Ministro dei Beni Culturali e Turismo – Alberto Bonisolidi
Ministro della Salute – Giulia Grillo
Ministro degli Affari Europei – Paolo Savona
Sottosegretario Presidente del Consiglio – Giancarlo Giorgetti

giovedì 31 maggio 2018

IL PROFESSORE STAMATTINA NON VA A FIRENZE, SALVINI ARRIVA A ROMA, E AL VERTICE CI SARÀ PURE LA MELONI. CHE PUNTA ALLA DIFESA

LA SOLUZIONE? CHE SIA SAVONA A DEFILARSI. IERI INFATTI L'ECONOMISTA HA PRESO LE VALIGIE ED È PARTITO CON LA MOGLIE PER LA SARDEGNA. TORNERA' OGGI PER GIURARE O...


M5S ALLA RICERCA DI UN NOME DI PRESTIGIO PER IL MEF. DIFFICILE DA TROVARE, DI PRESTIGIO

IL PROFESSOR SAVONA AL MINISTRO DEGLI ESTERI, PIERLUIGI CIOCCA ALL'ECONOMIA?

luigi di maio matteo salvini giuseppe conteLUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI GIUSEPPE CONTE
  1. GOVERNO,VERSO VERTICE CONTE-DI MAIO-SALVINI:PROBABILE PRESENZA MELONI
(LaPresse) - A quanto si apprende da fonti parlamentari, si dovrebbe svolgere in tarda mattinata o nel primo pomeriggio un incontro tra il professor Giuseppe Conte, indicato da M5S e Lega come premier del governo giallo-verde, con il capo politico dei pentastellati, Luigi Di Maio, il segretario federale del Carroccio, Matteo Salvini, e il suo vice, Giancarlo Giorgetti. Sempre secondo le fonti, all'incontro potrebbe prendere parte anche il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

  1. GOVERNO: PER CONTE NIENTE LEZIONE A FIRENZE
giuseppe conte luigi di maio foto lapresseGIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO FOTO LAPRESSE
 (ANSA) - Niente lezione stamani all'Ateneo di Firenze per il professor Giuseppe Conte che è stato sostituito da uno dei suoi assistenti. Secondo quanto si apprende Conte ieri, dopo la lezione tenuta nel pomeriggio, è ripartito per Roma, dove risiede, e stamani non avrebbe preso il treno per Firenze.

  1. GOVERNO: SIBILLA (M5S),FDI? OK SE RISPETTA CONTRATTO
 (ANSA) - "Se si sta al contratto la discussione è aperta a tutti e nel governo può stare anche Fratelli d'Italia". Così Carlo Sibilia, arrivando a Montecitorio, risponde a chi gli chiede se i 5S siano disponibili all'ingresso di Fdi di Giorgia Meloni nel governo.

  1. DI MAIO ARRIVA A MONTECITORIO
GIUSEPPE CONTE COME ARLECCHINO SERVO DI DUE PADRONI LUIGI DI MAIO E MATTEO SALVINI THE ECONOMISTGIUSEPPE CONTE COME ARLECCHINO SERVO DI DUE PADRONI LUIGI DI MAIO E MATTEO SALVINI THE ECONOMIST
 (ANSA) - Il leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio è arrivato a Montecitorio. Non ha risposto alle domande dei giornalisti ed è stato salutato da alcune persone che gli hanno fatto gli in bocca al lupo per il governo.

  1. LEGA, SALVINI A ROMA, SALTA COMIZIO
 (ANSA) - Il segretario della Lega Matteo Salvini "non parteciperà questa mattina a questa iniziativa, si scusa ma in questo momento è stato chiamato a Roma" per la trattativa sul governo: lo ha annunciato il deputato Fabrizio Cecchetti alla prima tappa degli appuntamenti elettorali che erano in programma oggi in Lombardia.

  1. CASELLATI AL QUIRINALE
 (ANSA) - Il presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati è stata al Quirinale per un colloquio con il Capo dello Stato Sergio Mattarella. Dopo l'incontro durato circa 20 minuti il presidente di Palazzo Madama è uscita dal palazzo accompagnata dalla scorta.

salvini meloniSALVINI MELONI
  1. GOVERNO: ANNULLATI IN PUGLIA IMPEGNI ELETTORALI MELONI
 (ANSA) - Sono stati annullati i due appuntamenti elettorali previsti oggi in Puglia per Giorgia Meloni, presidente nazionale di Fratelli d'Italia. Meloni avrebbe dovuto presenziare alle 16 a Trepuzzi (Lecce), in zona Vittorio, per partecipare a un flash mob organizzato dai dirigenti di Fdl sul problema Xylella. Sarebbe poi intervenuta alle 17 a Brindisi per un incontro pubblico con il candidato Massimo Ciullo. A quanto si è saputo le ragioni dell'annullamento dell'agenda odierna sono da ricercare nella crisi politica in atto e nella necessità di seguire da vicino gli ulteriori sviluppi.

  1. SALVINI PRONTO AD ACCETTARE "MA DEVE ESSERE CHIARO CHE È STATO LUIGI A PIEGARSI"
Amedeo La Mattina per la Stampa

«La porta non è chiusa».
Matteo Salvini sta valutando seriamente se ripartire con un governo politico senza Paolo Savona. Il quale sembra abbia già fatto un passo indietro. L' economista ha preso atto di aver perso il sostegno di Luigi Di Maio e che non basti quello solitario del leader leghista. La mossa del capo M5S e la sua proposta di spostare il professor dall' Economia ad un altro ministero (magari agli Affari comunitari) ha aperto una discussione dentro il Carroccio.
BERLUSCONI SALVINI MELONI AL QUIRINALEBERLUSCONI SALVINI MELONI AL QUIRINALE

Una discussione vera. Salvini ha ricevuto il parere di molti dirigenti del partito. Pareri diversi, valutazioni tra chi gli ha consigliato di accettare l' ipotesi grillina, avallata dal Presidente della Repubblica, e l' ala che pensa sia meglio far partire in qualche modo Carlo Cottarelli, puntando alle elezioni in autunno. «Ma dovrà essere chiaro - ha confidato il leader ai suoi - che è stato Di Maio a piegarsi ai diktat. E voglio un governo ancora più forte».

L' appuntamento alle urne consegnerebbe alla Lega un grande risultato in termini di consensi, facendo volare il partito bel oltre il 20% e da quella posizione di forza dettare le condizioni a chiunque. Nessuno al quel punto potrebbe più opporsi ad una squadra di governo con Savona a via XX Settembre. Giancarlo Giorgetti è titubante, sembra più propenso a questa seconda strada per evitare che ritorni in ballo il suo nome per l' Economia. Attirandosi le critiche di chi dentro Lega vuole fare a meno di Savona e ha già criticato Giorgetti nei giorni e nelle settimane scorse per il suo rifiuto di assumere la carica del Tesoro.
MATTARELLA SALVINIMATTARELLA SALVINI

Ma la Lega, dicevano alcuni leghisti ieri alla Camera, non era il partito con l' hastag «andiamo a governare»? Se diciamo che siamo pronti, nessuno dovrebbe poi dire «no, non sono in grado di affrontare una missione in Europa così difficile, dura e complessa». È come ammettere che il partito non abbia una classe dirigente all' altezza della sfida. Era pure circolata l' indiscrezione che una divergenza di opinione ci sarebbe stata e ci sia ancora tra lo stesso Giorgetti e Salvini. I due però alla fine decidono sempre insieme, anche perché l' ultima parola nel Carroccio spetta comunque a Salvini. Ieri, tra l' altro, c' era il giallo sulla presenza di Giorgetti al Quirinale dopo la visita di Di Maio al Colle.
savona di maioSAVONA DI MAIO

Fonti leghiste l' hanno negato e tutti sono rimasti in attesa delle decisioni di Matteo .
Vero o meno che siano queste voci, rimane il punto: come rispondere a Di Maio e al Quirinale. È possibile impiccarsi ancora su un nome, quello di Savona, non assumersi la responsabilità di mettere in moto un esecutivo politico, lasciando a M5S il ruolo di forza politica responsabile?

Se Cottarelli non avrà la fiducia per traghettare l' Italia alle urne, come è scontato perché nessun partito è disposto a votarlo, non sarà possibile costituzionalmente tirare a campare fino a settembre o perfino a ottobre. Ecco allora spiegato perché Salvini nella serata di ieri ha detto di essere disponibile a riflettere sulla possibilità di dare il via libera ad un governo senza Savona o di spostarlo in un altro dicastero che non sia l' Economia.
paola savona villa borghesePAOLA SAVONA VILLA BORGHESE

Il capo leghista a questo punto spera che sia lo stesso Savona a defilarsi. Potrebbe essere interpretata proprio così la sua partenza da Roma: ieri infatti l' economista ha preso le valigie ed è partito con la moglie per Sardegna. «Quando abbiamo proposto il professor Savona - ha detto Salvini durante il suo tour elettorale in Liguria - è stato perché era il migliore per fare il ministro dell' Economia. Se Di Maio ha cambiato posizione ne parlerò con lui». In serata è stato ancora più esplicito: «Valutiamo quanto possa essere utile agli italiani questo tipo di ragionamento di spostamento, ovviamente in primis con il professor Savona, cosa che educazione vuole. Io la porta non l' ho mai chiusa».

Eppure per tutta la giornata aveva detto di non volere accettare che venga detto no a un ministro di un governo italiano. «O il governo è quello o non c' è governo. Se mi tirano via anche un solo uomo di quella squadra di governo, il governo non ha senso che esista». La giornata però si è chiusa con un atteggiamento diverso. Nella Lega c' è chi interpreta questa apertura al fatto che sia stato lo stesso Savona a mettersi da parte per lasciare liberi Salvini e Di Maio di fare il governo gialloverde, rifiutando altro tipo di incarico e ministero.

Fonte: qui

Aggiornamento --- 

Il professor Conte a Roma? Macché, è a Firenze e fa lezione

Il professore "localizzato" da tutti i media nella Capitale. Invece è in aula a Novoli

Firenze, 31 maggio 2018 - Tutti i media dicono che Giuseppe Conte si trova a Roma. Invece il professore, che aveva rimesso nei giorni scorsi il mandato di presidente del Consiglio nelle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si trova a Novoli a fare regolarmente lezione nell'aula 1.16 del polo di scienze giuridiche dell'ateneo fiorentino.
Conte aveva già fatto lezione a Firenze mercoledì per poi tornare a Roma. Tutti i media lo localizzano nella Capitale, invece il docente è tornato in treno a Firenze e ha tenuto regolarmente lezione.
Fonte: qui

lunedì 4 dicembre 2017

L’ETERNO RICICLO DI DANIELA SANTANCHE’ ...

ORA S’ACCASA IN “FRATELLI D’ITALIA”: “SONO TORNATA A CASA, NELLA MIA FAMIGLIA, DOVE FINI NON MI HA PERMESSO DI STARE, LUI CHE HA DISTRUTTO UN SOGNO” 

IL PARTITO RIMUOVE DAL SIMBOLO OGNI RIFERIMENTO A MSI E ALLEANZA NAZIONALE (MA RESTA LA FIAMMA)

Franco Stefanoni per www.corriere.it

GIORGIA MELONI E DANIELA SANTANCHEGIORGIA MELONI E DANIELA SANTANCHE
Nuovo simbolo per Fratelli d’Italia: scompare la scritta Alleanza Nazione e sotto quella Msi ma resta la fiamma: «È un simbolo che va avanti - spiega Giorgia Meloni - mantiene la fiamma ma non fa più riferimento al partito che è venuto prima di noi. La nostra storia resta ma si va avanti».

SANTANCHÈ: «NON CHIEDO NULLA»
Accolta da Giorgia Meloni, al congresso del partito arriva Daniela Santanché che ufficializza la sua adesione a Fratelli d’Italia: «Sono tornata a casa, nella mia famiglia, dove Fini non mi ha permesso di stare, lui che ha distrutto un sogno. Devo dire grazie a Giorgia che ha ricostruito questa casa e mi ha permesso di tornare dove sono nata. Sono emozionata - dice ancora - metterò la mia passione per aiutare Giorgia, non voglio togliere spazio a nessuno e non chiedo nulla».

TRE SENATORI IN ARRIVO
I senatori Stefano Bertacco e Bartolomeo Amidei ex FI e Bruno Mancuso ex Ap hanno deciso di aderire a Fratelli d’Italia. L’annuncio è stato dato questa mattina dalla stessa presidente del partito Giorgia Meloni dal palco del congresso nazionale che si sta concludendo a Trieste. «Questa truppa di illustri signori - ha detto Meloni con soddisfazione - è la truppa di Fdi al Senato della Repubblica grazie all’adesione di queste tre persone che hanno creduto che noi siamo la forza più credibile».

Fonte: qui

venerdì 1 dicembre 2017

LE EPURAZIONI DEL PALLONARO – POLTRONE SICURE SOLO PER GENTILONI E MINISTRI

GLI ALTRI PD CON TRE MANDATI DOVRANNO SUDARSI LO SCRANNO: MANDATI NEI PEGGIORI COLLEGI, RISCHIANO LATORRE, REALACCI, GIACHETTI E FIORONI 

AL CALDO IL GIGLIO MAGICO E PIERFURBY CASINI, DA 34 ANNI IN PARLAMENTO


Tommaso Ciriaco per la Repubblica

renzi nella sede pd del nazarenoRENZI NELLA SEDE PD DEL NAZARENO
Eccezione sicura al limite dei tre mandati solo per Gentiloni e i ministri: per gli altri c' è il "lodo Fioroni". Boschi e Bonifazi nei listini blindati a Roma. Quando il caso è particolarmente grave, Lorenzo Guerini si aggrappa al salvaschermo del suo iPhone ispirato alle memorabili rimonte dei San Francisco Giants. « Don' t stop believin' » , non smettere di crederci.

Con democristiana pazienza, il braccio destro di Renzi regala una speranza terapeutica ai parlamentari appesi a una deroga. Sono trentotto. E per statuto destinati alla pensione. Inseguono clemenza, avranno al massimo un collegio a rischio. «Se vogliono entrare - è l' input di Matteo Renzi - devono conquistarsi la riconferma ».
FRANCESCHINI PINOTTIFRANCESCHINI PINOTTI

Ogni lustro, la sorte dei parlamentari " anziani" tormenta il Pd. Il limite va inteso come tre mandati o quindici anni, consecutivi o meno? Nel primo caso, la platea a rischio lievita a 72 onorevoli. Come sempre, sarà il leader a fare Cassazione. Per adesso Renzi avrebbe fissato una linea " morbida": fuori solo quelli con quindici anni consecutivi in Parlamento. E " salvi" i ministri in carica.

ORLANDO MINNITIORLANDO MINNITI
Ma di chi parliamo? Nel governo - elenca Open Polis - del premier Paolo Gentiloni (4 legislature), poi di Anna Finocchiaro ( 8), Dario Franceschini ( 4), Marco Minniti ( 4), Roberta Pinotti (4) e Andrea Orlando (3). A cui va aggiunto il capogruppo del Senato Luigi Zanda. Se si esclude Finocchiaro - che avrebbe deciso di non ricandidarsi come Rosy Bindi - gli altri ministri saranno accolti nelle liste blindate del proporzionale. Il resto dei " derogandi", invece, rischia.

GIACHETTIGIACHETTI
Parliamo di big come Beppe Fioroni, Giuseppe Lumia, Nicola Latorre, del gentiloniano Ermete Realacci, dei franceschiniani Gianclaudio Bressa e Marina Sereni. E ancora, il renziano Roberto Giachetti, Giorgio Tonini, il " mattarelliano" Giovanni Burtone, Barbara Pollastrini e Andrea Martella. Per loro c' è il " lodo Fioroni". L' idea venne all' ex ministro ai tempi del Consultellum. «Derogateci e ci conteremo con le preferenze». Una sfida che rischia di valere anche col Rosatellum. Niente preferenze, ma un collegio in bilico. Un " sacrificio" per il partito, senza paracadute nelle liste bloccate.
Ermete RealacciERMETE REALACCI

Fosse solo un problema di deroghe. il vero spettro è la cura dimagrante a cui sarà sottoposta comunque la classe dirigente dem. I parlamentari uscenti sono infatti 381. E le stime dei seggi sicuri recitano: 90 posti certi per i capilista di Camera e Senato, altri 70 nell' uninominale.

BEPPE FIORONIBEPPE FIORONI
Dunque 160 poltrone, più un' altra settantina "probabili": in tutto, 230 eletti. E fuori il 40% degli uscenti. L' angoscia, poi, diventa panico per le minoranze. Orlando ed Emiliano " pesano" il 28% del Pd, ma avranno il 20% delle candidature. Soprattutto nei collegi.

boschi bonifaziBOSCHI BONIFAZI
Molti dei renziani, invece, avranno un posto in prima fila. Maria Elena Boschi e Francesco Bonifazi saranno blindati nel proporzionale, e non è detto che si presentino nel maggioritario. Gentiloni correrà a Roma. Pier Ferdinando Casini in Emilia: per lui, alleato del Pd, non saranno di ostacolo i 34 anni e 142 giorni in Parlamento. Renzi invece sarà candidato in un collegio della Camera. Probabilmente in Toscana, dove ha chiesto ai dem di aiutarlo a strappare il miglior risultato d' Italia.
LUIGI CESARO - FRANCESCA PASCALELUIGI CESARO - FRANCESCA PASCALE

Che fatica, per il leader, risolvere il rebus. Altro che Forza Italia. Lì può capitare di tutto. Anche che un ras campano come Luigi Cesaro - detto " Giggino ' a purpetta" - si prepari al clamoroso passo indietro. A favore del figlio Armando, naturalmente.

Fonte: qui






I PARLAMENTARI AL CAPOLINEA DELLA LEGISLATURA: DEPUTATI E SENATORI SENZA PIU’ UN PARTITO (MAGARI DOPO AVERNE CAMBIATO PIU’ D’UNO) 

DA RAZZI A SCILIPOTI, DALLA VEZZALI A MINEO 

QUALCUNO FINIRA’ DISOCCUPATO, QUALCUN’ALTRO TORNERA’ ALLA VECCHIA PROFESSIONE, QUALCUN ALTRO INIZIERA' FINALMENTE A LAVORARE

Giuseppe Alberto Falci e Dino Martirano per il Corriere della Sera

SCILIPOTI FA VOLANTINO TRA I PEONESSCILIPOTI FA VOLANTINO TRA I PEONES
I gruppi parlamentari del Partito democratico rischiano di uscire più che dimezzati dalle prossime elezioni politiche. E quelli di Alternativa popolare potrebbero addirittura scomparire se ciò che resta del partito di Angelino Alfano non supererà la soglia del 3%. Per non parlare poi di Scelta civica, che nel 2013 portò alla Camera ben 37 deputati poi passati al Pd o dispersi nei cespugli centristi. I verdiniani, usciti da Forza Italia, difficilmente verranno ripresi dalla casa madre.

EDOARDO NESI ASSAPORA LA VITTORIAEDOARDO NESI ASSAPORA LA VITTORIA
Così, in mezzo a questo terremoto parlamentare, gli unici che provano a sorridere sono i potenziali candidati di Forza Italia, della Lega e del Movimento Cinque Stelle che i sondaggi stimano in ascesa. Mentre le donne di tutti i partiti rischiano meno ma solo perché ora ci sono le quote di genere.

Tra le macerie della XVII legislatura agli sgoccioli, dunque, si aggirano le «anime sospese» del Parlamento. Anime in pena. Perché non hanno più un partito. Perché da troppo tempo sono inquilini dei palazzi della Politica. Perché non sono più nel cerchio magico dei rispettivi leader. Ma c' è anche chi «non vede l' ora che sia tutto finito» per tornare alle professioni e ai mestieri abbandonati 5 anni fa.

VEZZALI BERLUSCONI 1VEZZALI BERLUSCONI 
Lo scrittore Edoardo Nesi, premio Strega nel 2011, eletto con la squadra di Mario Monti (Sc): «È stato un onore entrare alla Camera ma sono arrivato con un' idea romantica della vita parlamentare e non sono riuscito a fare tutte le cose che avrei voluto». Valentina Vezzali, la schermitrice olimpionica (portabandiera a Londra 2012) chiamata in Parlamento da Scelta civica, considera «quasi conclusa» l' esperienza: «Non so se si ripeteranno certe condizioni». L' ex direttore di Rainews Corradino Mineo, che ha lasciato i dem in questa legislatura: «Non è per me brigare per un posto nelle liste». Le «anime sospese» Antonio Razzi e Domenico Scilipoti (FI), poi, puntano su fedeltà e popolarità televisiva: «Io sono fedele e fedele resterò. Berlusconi parla con Kim Jong-un grazie a me», azzarda Razzi.
Antonio Razzi e KimANTONIO RAZZI E KIM

Gabriella Giammanco (FI) spera invece nella valanga rosa: «Berlusconi ha detto che ci ricandiderà tutte». Michela Marzano, ex Pd ora al misto, è felice di tornare a tempo pieno alla sua cattedra a Parigi: «Finalmente sta per finire». Tra i professionisti prestati alla politica c' è anche l' economista Irene Tinagli (ex Sc poi Pd): «Non è stato facile frequentare questo Palazzo». Grazia Rocchi (Pd) tornerà a insegnare in Toscana: «Mi sento più utile dove ero prima». Rientra nella cattedra di Diritto privato il barese Gaetano Piepoli (Sc): «Qui alla Camera ho avuto la possibilità di capire quanto sia profonda la crisi del sistema». L' ex ministra dell' Università Maria Chiara Carrozza, vicina a Enrico Letta: «Sono attratta dal ritorno alla mia professione».
BERLUSCONI AL RISTORANTE ASIATIQUE PER IL COMPLEANNO DI SESTINO GIACOMONI - FRANCESCA PASCALE - MICAELA BIANCOFIORE - GABRIELLA GIAMMANCO - KATIA POLIDORI - ELVIRA SAVINOBERLUSCONI -SESTINO GIACOMONI - FRANCESCA PASCALE - MICAELA BIANCOFIORE - GABRIELLA GIAMMANCO - KATIA POLIDORI - ELVIRA SAVINO

L' imprenditore Andrea Vecchio (Sc): «No, non mi ricandido... Questa stagione ha dato solo frutti bacati». Tra le «anime sospese» molti sono i «senza partito». Umberto Bossi, ripudiato da Matteo Salvini, ha molto apprezzato l' offerta di Berlusconi di candidarlo con Forza Italia: «Però preferirei correre con la Lega». Giorgio Lainati, oggi Ap e prima ancora con Ala di Verdini dopo 3 legislature con gli azzurri: «No, non credo che mi ricandideranno». I verdiniani Luca D' Alessandro e Ignazio Abrignani sanno che tornare indietro nella squadra di Berlusconi è difficile e lo è ancora di più per il leader di Ala Denis Verdini.

Invece l' ultrà delle truppe di Denis, il campano Vincenzo D' Anna, si pavoneggia: «Sono stato eletto presidente dell' ordine dei Biologi. Si chiude una fase della mia vita, se ne apre un' altra e Denis è dispiaciuto». Daniela Santanchè (FI) da qualche settimana si fa vedere accanto a Ignazio La Russa di Fratelli d' Italia: «Quante legislature ho fatto? Dimmelo te Ignazio», risponde prendendo sotto braccio in Transatlantico il suo mentore. Saverio Romano (Ala) ha in tasca un assegno in bianco staccato alle elezioni siciliane dove i suoi voti hanno contribuito a fare vincere Nello Musumeci: «Certo che mi ricandido. Sono un giovanotto di primo pelo».
DANNA 1D'ANNA 

Lucio Barani (Ala) dissimula: «Mi avvalgo della facoltà di non rispondere». Manuela Repetti, moglie di Sandro Bondi (una coppia di ex berlusconiani oggi tifosi di Renzi confluiti nel gruppo misto) guarda in faccia la realtà: «Non credo proprio che sarò candidata». Invece Maurizio Bianconi, toscanaccio ex An eletto nel Pdl oggi con Fitto, si sente tradito dal suo partito: «Finora non ho mollato il posto perché il primo dei non eletti è di Alfano e io al nemico non lascio spazio. Però non vivo di politica, non morirò certo di fame». Roberto Formigoni (Ap) attende le mosse di Alfano: «Sto lavorando per evitare l' alleanza con il Pd».

Antonio MartinoANTONIO MARTINO
« Stavolta è finita», dice sorridendo il professor Antonio Martino (tessera numero 2 di Forza Italia) che in Parlamento si è fatto ben 6 legislature. Anche Ugo Sposetti (Pd) spiega di sentirsi appagato dopo 5 legislature. Stesso stato d' animo per Angelo Capodicasa (Mdp) che può vantare tre legislature a Montecitorio e 4 in Sicilia: «Già nel 2013 non mi sarei voluto candidare». Scherza il «barone» Luigi Compagna (Idea): «Ho 70 anni, torno a occuparmi delle biografie di Leone e di Cossiga. Certo, se mi facessero senatore a vita...».

Riprenderà gli studi storici sulla Democrazia cristiana e su Mino Martinazzoli il senatore Paolo Corsini (Pd): «Ho fatto tre volte il sindaco a Brescia e tre legislature. La politica mi ha dato molto ma ora mi dedico ai miei libri a tempo pieno». Anche il filosofo Rocco Buttiglione (Udc) sarebbe tentato di fare un passo indietro: «Il primo amore non si scorda mai». E Paola Binetti, sua compagna di partito, è «delusa da questa legislatura» ma determinata a non mollare: «Se arrivano i radicali Bonino e Cappato noi dobbiamo per forza esserci...».
ugo sposettiUGO SPOSETTI

Vita difficile per gli ex Cinque stelle. Mara Mucci, bolognese: «Non mi sembra che ci siano i presupposti. Mi dispiacerebbe non poter concludere alcune iniziative intraprese». Luis Orellana, che ora guarda a Campo progressista: «Non so cosa succederà, vedremo...». Poi c' è la pattuglia dei grillini palermitani epurati dal M5S dopo la vicenda delle firme contestate: «Siamo autosospesi e non mi sembra che il Movimento abbia intenzione di ricandidarci», dice Riccardo Nuti riferendosi anche alle colleghe Claudia Mannino e Giulia Di Vita. Eleonora Bechis (misto): «Sono combattuta ma ci sarebbero associazioni che credono in me».
Rocco ButtiglioneROCCO BUTTIGLIONE

Nel Pd - che impedisce ai suoi di ricandidarsi dopo 15 anni trascorsi in Parlamento - sono a rischio 16 deputati e 11 senatori. La direzione dem dovrebbe concedere la deroga d' ufficio ai membri del governo in carica (Gentiloni, Minniti, Franceschini, Pinotti, Amici, Giacomelli e Bressa) e al capogruppo Rosato. Alla Camera per tutti gli altri - a parte il passo indietro già annunciato da Rosy Bindi - la discussione è aperta: aspettano fiduciosi Andrea Martella, Barbara Pollastrini, Giuseppe Fioroni, Roberto Giachetti, Tino Iannuzzi, Nicodemo Oliverio, Salvatore Piccolo ed Ermete Realacci. Ma quest' ultimo confessa: «Certo, si può fare politica anche da fuori».

LABOCCETTA jpegLABOCCETTA
Al Senato - con Anna Finocchiaro che pur essendo nel governo ha annunciato di non volersi ricandidare - sono in attesa Vannino Chiti, Giuseppe Lumia, Alessandro Maran, Ugo Sposetti, Walter Tocci, Giorgio Tonini e Sergio Zavoli. Sono in procinto di lasciare il mandato anche tre esponenti storici del Sudtiroler Volkspartei (Svp) che rivestiranno nuovi incarichi in provincia di Bolzano: Karl Zeller, Hans Perger e Daniel Alfreider.

Nel Pd e in Forza Italia, con un occhio rivolto alle liste pulite, si valutano le posizioni dei parlamentari lambiti in questi anni da vicende giudiziarie. Tuttavia Marco Di Stefano (Pd) e gli azzurri Amedeo Laboccetta e Francantonio Genovese (ex Pd) non demordono, in nome del garantismo. «Certo ci saranno dei problemi con le candidature ma io sono in campo», confida Di Stefano. Gli fa eco Laboccetta: «La mia candidatura passa dalla decisione del partito».

Fonte: qui