9 dicembre forconi: FI
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venerdì 30 agosto 2019

PURE BERLUSCONI SCARICA SALVINI: “IL FATTO CHE ABBIA PROPOSTO DI RESUSCITARE LA MAGGIORANZA GIALLOVERDE È PER NOI UN PROBLEMA SERIO. COSÌ SI È CONSEGNATO IL PAESE ALLA SINISTRA”

Governo, Cav: Salvini ha consegnato Paese a sinistra
stretta di mano berlusconi salviniSTRETTA DI MANO BERLUSCONI SALVINI
Roma, 30 ago. (LaPresse) - "Il fatto che la Lega abbia proposto di resuscitare la sciagurata formula di maggioranza gialloverde, ha rappresentato e rappresenta per noi un problema politico molto serio, sul quale tutti gli elettori di centrodestra devono riflettere seriamente, perché così si è consegnato il Paese alla sinistra". Così Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, al termine delle consultazioni con il premier incaricato Giuseppe Conte.
salvini berlusconiSALVINI BERLUSCONI

silvio berlusconi al quirinale 1SILVIO BERLUSCONI AL QUIRINALE








Centrodestra, Berlusconi: Serve rinascita, sia democratico e non sovranista
Roma, 30 ago. (LaPresse) - "Abbiamo fatto del centrodestra la nostra collocazione naturale, la casa politica, una coalizione che ha messo al centro la difesa della persona e della famiglia. Oggi dobbiamo ricostruire e rilanciare il centrodestra, in cui aveva la piena cittadinanza la destra democratica, non quella della destra di oggi di sovranisti e populisti. Solo Fi puo essere il centro pensante di questa rinascita". Così Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, al termine delle consultazioni con il premier incaricato Giuseppe Conte.
BERLUSCONI CARFAGNA GELMINIBERLUSCONI CARFAGNA GELMINIsalvini conteSALVINI CONTE




Governo, Berlusconi: Aumento Iva sarebbe errore madornale
Roma, 30 ago. (LaPresse) - "Sarebbe un errore madornale l'aumento dell'Iva perché si indebolirebbe la domanda interna e i consumi delle famiglie". Così Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, al termine delle consultazioni con il premier incaricato Giuseppe Conte.

maria stella gelmini silvio berlusconiMARIA STELLA GELMINI SILVIO BERLUSCONI
Governo, Berlusconi: Fi farà opposizione coerente e senza sconti
Roma, 30 ago. (LaPresse) - "Faremo una opposizione ferma, coerente senza sconti ma composta". Così Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, al termine delle consultazioni con il premier incaricato Giuseppe Conte.

Fonte: qui

sabato 14 aprile 2018

DOPO AVER IMMAGINATO LA PRESENZA DI “DOSSIER PER RICATTARE I VINCITORI DELLE ELEZIONI DI MAIO E SALVINI”, TRAVAGLIO TORNA SULLO STRANO POTERE DI “PERSUASIONE” DEL CAV VERSO IL LEGHISTA

TRAVAGLIO: “C'È QUALCOSA CHE I DUE SANNO E NOI NON SAPPIAMO. SOLO LE FAMOSE FIDEJUSSIONI CON CUI B. GARANTÌ LA LEGA CON LE BANCHE E CHE LO RESERO AZIONISTA DEL CARROCCIO FIN DAI TEMPI DI BOSSI, NEL LONTANO 2000? OPPURE SI TRATTA DI…”


IL GUINZAGLIO CORTO
Estratto dell’articolo di Marco Travaglio per il “Fatto quotidiano”

marco travaglioMARCO TRAVAGLIO
La gag del Cainano che umilia per l' ennesima volta i suoi alleati sotto le auguste volte del Quirinale non è soltanto folklore. A 40 giorni dalla sua ennesima disfatta elettorale, sono accadute varie cosucce che parrebbero smentire l' irrilevanza del Caimano raccontata da chi si ostina a negare i suoi scandalosi conflitti d' interessi. E confermare quelle doti nascoste (per chi non le vuole proprio vedere) che consentono alla Cara Salma (politica) di esercitare un potere di veto e di interdizione assolutamente sproporzionate al suo peso elettorale e parlamentare. Tutte "doti" che non c' entrano nulla con la politica, ma seguitano a bloccarla come se il titolare fosse ancora il leader del centrodestra. […]

salvini meloni e berlusconi in conferenza stampaSALVINI MELONI E BERLUSCONI IN CONFERENZA STAMPA
Eppure la Cara Salma continua a dettare legge: Salvini, al netto delle rodomontate, torna all' ovile a ogni richiamo all' ordine. Come se avesse il guinzaglio troppo corto per uscire di casa senza il padrone. Evidentemente c'è qualcosa che i due sanno e noi non sappiamo. Solo le famose fidejussioni con cui B. garantì la Lega con le banche e che lo resero azionista del Carroccio fin dai tempi di Bossi, nel lontano 2000? O qualcos' altro? Mistero.

Sta di fatto che la Lega è legata tuttoggi indissolubilmente a lui. Se i 5Stelle sfidano Salvini a slegarsi ben sapendo che non può farlo, sono dei politici astuti. Ma se credono davvero che possa farlo, sono dei fessi e dei poveri illusi. Anche se Salvini, immemore della fine di Fini, si immolasse come i kamikaze mollando il Caimano, difficilmente lo seguirebbe l' intera Lega.
salvini e berlusconi in conferenza stampaSALVINI E BERLUSCONI IN CONFERENZA STAMPA

Qualcosa ci dice che, a quel punto, la pattuglia parlamentare del Carroccio si assottiglierebbe giorno per giorno, con una lenta ma inesorabile transumanza di parlamentari verso il gruppo forzista: i bossiani e i maroniani ora stanno allineati e coperti, ma fino a quando? Se qualcuno pensa che Maroni abbia lasciato la Regione Lombardia per fare il rubrichista del Foglio, cioè per entrare in clandestinità, si illude.

Poi, certo, c' è anche l' ipotesi che B. finga di accettare un governo M5S-Lega, limitandosi a un appoggio esterno senza ministri in cambio di garanzie per le aziende e i processi (ci stanno lavorando i vari Ghedini e Confalonieri, che incontra Lotti e altri senza che nessuno si scandalizzi o domandi a che titolo, mentre Mediaset si libera dei "populisti" Del Debbio, Belpietro e Giordano).
salvini e berlusconi in conferenza stampaSALVINI E BERLUSCONI IN CONFERENZA STAMPA

Ma, dopo qualche settimana, un appoggio esterno ininfluente diventerebbe determinante con la solita compravendita di parlamentari leghisti. Che razza di "governo di cambiamento" sarebbe quello che non può neppure sfiorare i conflitti d' interessi, i trust editoriali, la Rai, la corruzione, l' evasione, la mafia e alle altre ragioni sociali di FI ? Ieri Salvini vaneggiava di "riforma della giustizia" e B. annuiva: è sicuro Di Maio che sia la stessa che ha in mente lui?

Fonte: qui



TRAVAGLIO: “POSSIAMO IMMAGINARE QUANTI DOSSIER CIRCOLINO PER RICATTARE I VINCITORI DELLE ELEZIONI. “IL GIORNALE” PUBBLICA STRANI TITOLI SU "I SEGRETI DI SALVINI", SOTTO I QUALI NON C'È SCRITTO (ANCORA) NULLA. E STRANI PEZZI A FIRMA BISIGNANI (EX P2 ) SULLA "LOBBY GAY" CHE CIRCONDEREBBE DI MAIO. SI SPERA CHE SALVINI E DI MAIO NON ABBIANO SCHELETRI NELL'ARMADIO ALTRIMENTI…” - 21 MARZO 2018

Estratto dell’articolo di Marco Travaglio per il “Fatto quotidiano”

marco travaglioMARCO TRAVAGLIO
Avete notato che B. non si vede più? Tranquilli, non è morto, e non si è nemmeno ritirato. È semplicemente in fase di sommersione, come ogni Caimano che si rispetti. Quando deve fare cose indicibili e indecenti, non si mostra e non parla. Sta sott' acqua e di lì agisce, lontano da occhi e orecchi indiscreti.

Non a caso tornano a circolare nelle sue residenze gli Uomini dell' Ombra, come Letta e Verdini […] impegnati in una mission quasi impossible: far fruttare il 13% racimolato da Forza Italia, vendendolo al migliore offerente per riportare B., se non al volante, almeno nel ruolo di ruota di scorta.

BERLUSCONI E SALVINIBERLUSCONI E SALVINI
[…] Il tornaconto lo conosciamo da 25 anni, essendo la ragione sociale di FI fin dalla nascita: leggi e politiche favorevoli o almeno non ostili a Mediaset sui prossimi assetti della Rai (guai se si rafforzasse facendo vera concorrenza), sulla battaglia con Vivendi, sulle nuove tecnologie digitali; e, ça va sans dire, nessuna norma anti-trust, anti-conflitti d'interessi, anti-corruzione, anti-evasione e anti-mafia.

Il primo obiettivo di B. […] è di evitare l' irrilevanza che gli deriverebbe da due diverse ipotesi di governo, entrambe per lui esiziali: un' alleanza 5Stelle-Lega, […] e un' intesa 5Stelle-Pd, […]

spadafora di maioSPADAFORA DI MAIO
[…] una bella ammucchiata […] è la sua prima e unica vera opzione: un inciucione con dentro Pd, FI, un pezzo di Lega di obbedienza maroniana e un pattuglione di parlamentari comprati qua e là o venuti via gratis per paura di perdere la poltrona appena agguantata il 4 marzo.

In quel caso, il suo ruolo sarebbe ben più decisivo di una ruota di scorta: quello di compratore-federatore dei voltagabbana che, facendo comodo a lui, i suoi media dipingerebbero come i nuovi "responsabili" e i salvatori dell' Italia dal baratro dell' instabilità.
luigi bisignaniLUIGI BISIGNANI

[…] Ora ci risiamo. B. invita ciascuno dei suoi a "farsi amico un grillino e a portarlo dalla nostra parte", perché i 5Stelle "vanno cacciati" o comprati. Intanto possiamo immaginare quanti dossier circolino nei palazzi del potere, per ricattare i vincitori affinché non si scordino dei vinti e diventino leader a sovranità limitata. Soprattutto di uno.

Il Giornale pubblica strani titoli su "I segreti di Salvini", sotto i quali non c'è scritto (ancora) nulla. E strani pezzi a firma Luigi Bisignani (ex P2 ) sulla "lobby gay" che circonderebbe Di Maio. Si spera che Salvini e Di Maio, diversamente dai precedenti oggetti delle attenzioni della Banda B., non abbiano scheletri nell' armadio né in proprio né attorno. Altrimenti farebbero bene a controllare l'armadio: di solito, insieme agli scheletri, c' è un fotografo di B.
gianni letta e berlusconiGIANNI LETTA E BERLUSCONI

Fonte: qui

sabato 24 marzo 2018

Salvini: "Alla Camera voteremo candidato presidente del M5s"

"Vista la disponibilità dei 5stelle a sostenere un candidato del centrodestra alla presidenza del Senato, noi ne appoggeremo uno dei 5stelle alla presidenza della Camera. Aspettiamo di conoscere nomi". Lo afferma il leader della Lega, Matteo Salvini.
La pausa pranzo di Salvini: «Con Di Maio ci sentiamo tutti i giorni. Oggi non ancora» (Corriere Tv). Fonte: qui

Lettore video di: Corriere Tv (Informativa sulla privacy)



Presidenze, fumate nere. Lega vota Bernini, Berlusconi: rotta la coalizione. Lei rinuncia 
Strappo nel centrodestra nel primo giorno di votazioni per eleggere i presidenti delle Camere, chiuso con un diluvio di schede bianche. A Palazzo Madama il voto della Lega alla senatrice di Forza Italia Anna Maria Bernini - e non al candidato ufficiale, Paolo Romani - spacca la coalizione. Berlusconi parla di "atto ostile" e chiama a raccolta i suoi, Bernini compresa. E in serata la senatrice, con un tweet, si dice "indisponibile" ad essere candidata di altri senza il supporto del suo partito.

Berlusconi: stima per Bernini ma no a diktat
Berlusconi reagisce convocando i vertici di Forza Italia a Palazzo Grazioli, tra cui la stessa Bernini. Nessun dubbio sulla stima che nutre nei confronti di Anna Maria Bernini e l'ex premier lo avrebbe ribadito anche nell'incontro con la senatrice  a cui però avrebbe detto di non poter sostenere la sua corsa: non possiamo accettare candidature scelte da altri né diktat.
"Lega rompe coalizione, vuole governo con M5S" 
"I voti al Senato ad Anna Maria Bernini, strumentalmente utilizzata, sono da considerarsi un atto di ostilità a freddo della Lega che da un lato rompe l'unità della coalizione di centrodestra e dall'altro smaschera il progetto per un governo Lega/M5s", accusa l'ex Cavaliere. 
Brunetta: FI non accetterà mai governo Lega-M5s
La scelta di Salvini di candidare Annamaria Bernini è "un atto contro di noi e contro l'unità del centrodestra, questo voto prefigura un governo Lega-5Stelle che non potrà mai essere accettato da Forza Italia e dagli elettori del centrodestra". Così il capogruppo di FI alla Camera, Renato Brunetta, lasciando Palazzo Grazioli dopo il vertice con Silvio Berlusconi. È "un atto ostile che ha anche del ridicolo" e "la Lega si assume la responsabilità".
Giorgetti: Berlusconi ha esagerato, Bernini era un favore a FI
Ma la Lega non ci sta a farsi mettere sotto accusa. Definire "un atto di ostilità a freddo" il voto della Lega per Annamaria Bernini, senatrice Fi, nuova presidente del Senato, "mi sembra esagerato: noi gli avevamo fatto un favore", dice il numero due del Carroccio Giancarlo Giorgetti, commentando in Transatlantico la nota ufficiale di Forza Italia sulla scelta di Matteo Salvini.
Di Maio: disponibili a sostenere Bernini
E anche il Movimento 5 Stelle, dopo aver ribadito il no a Paolo Romani perché indagato, apre alla senatrice di Forza Italia. Per la presidenza del Senato il Movimento è disponibile a sostenere l'esponente di Forza Italia Anna Maria Bernini "o un profilo simile", scrive Luigi di Maio su Twitter.
Le votazioni alla Camera
Tre le votazioni e altrettante le fumate nere per l'elezione del presiente della Camera. Le schede bianche sono state rispettivamente 592, 577 e 569.  La seduta è stata aggiornata a sabato alle ore 10.30.
Anna Maria Bernini al Senato, 23 marzo 2018 (Ansa)
© Fornito da Rai News Anna Maria Bernini al Senato, 23 marzo 2018 (Ansa)  

Le votazioni al Senato
Analogo lo scenario a Palazzo Madama. Prima votazione: 312 schede bianche. Seconda votazione: 255 bianche. Ma qui arriva la vera sorpresa della giornata: come visto, la Lega ha deciso di convergere sul nome di Anna Maria Bernini che ha ottenuto 57 voti. Il presidente Napolitano ha quindi indetto per sabato alle 10.30 la terza votazione. 
Fonte: qui



venerdì 1 dicembre 2017

LE EPURAZIONI DEL PALLONARO – POLTRONE SICURE SOLO PER GENTILONI E MINISTRI

GLI ALTRI PD CON TRE MANDATI DOVRANNO SUDARSI LO SCRANNO: MANDATI NEI PEGGIORI COLLEGI, RISCHIANO LATORRE, REALACCI, GIACHETTI E FIORONI 

AL CALDO IL GIGLIO MAGICO E PIERFURBY CASINI, DA 34 ANNI IN PARLAMENTO


Tommaso Ciriaco per la Repubblica

renzi nella sede pd del nazarenoRENZI NELLA SEDE PD DEL NAZARENO
Eccezione sicura al limite dei tre mandati solo per Gentiloni e i ministri: per gli altri c' è il "lodo Fioroni". Boschi e Bonifazi nei listini blindati a Roma. Quando il caso è particolarmente grave, Lorenzo Guerini si aggrappa al salvaschermo del suo iPhone ispirato alle memorabili rimonte dei San Francisco Giants. « Don' t stop believin' » , non smettere di crederci.

Con democristiana pazienza, il braccio destro di Renzi regala una speranza terapeutica ai parlamentari appesi a una deroga. Sono trentotto. E per statuto destinati alla pensione. Inseguono clemenza, avranno al massimo un collegio a rischio. «Se vogliono entrare - è l' input di Matteo Renzi - devono conquistarsi la riconferma ».
FRANCESCHINI PINOTTIFRANCESCHINI PINOTTI

Ogni lustro, la sorte dei parlamentari " anziani" tormenta il Pd. Il limite va inteso come tre mandati o quindici anni, consecutivi o meno? Nel primo caso, la platea a rischio lievita a 72 onorevoli. Come sempre, sarà il leader a fare Cassazione. Per adesso Renzi avrebbe fissato una linea " morbida": fuori solo quelli con quindici anni consecutivi in Parlamento. E " salvi" i ministri in carica.

ORLANDO MINNITIORLANDO MINNITI
Ma di chi parliamo? Nel governo - elenca Open Polis - del premier Paolo Gentiloni (4 legislature), poi di Anna Finocchiaro ( 8), Dario Franceschini ( 4), Marco Minniti ( 4), Roberta Pinotti (4) e Andrea Orlando (3). A cui va aggiunto il capogruppo del Senato Luigi Zanda. Se si esclude Finocchiaro - che avrebbe deciso di non ricandidarsi come Rosy Bindi - gli altri ministri saranno accolti nelle liste blindate del proporzionale. Il resto dei " derogandi", invece, rischia.

GIACHETTIGIACHETTI
Parliamo di big come Beppe Fioroni, Giuseppe Lumia, Nicola Latorre, del gentiloniano Ermete Realacci, dei franceschiniani Gianclaudio Bressa e Marina Sereni. E ancora, il renziano Roberto Giachetti, Giorgio Tonini, il " mattarelliano" Giovanni Burtone, Barbara Pollastrini e Andrea Martella. Per loro c' è il " lodo Fioroni". L' idea venne all' ex ministro ai tempi del Consultellum. «Derogateci e ci conteremo con le preferenze». Una sfida che rischia di valere anche col Rosatellum. Niente preferenze, ma un collegio in bilico. Un " sacrificio" per il partito, senza paracadute nelle liste bloccate.
Ermete RealacciERMETE REALACCI

Fosse solo un problema di deroghe. il vero spettro è la cura dimagrante a cui sarà sottoposta comunque la classe dirigente dem. I parlamentari uscenti sono infatti 381. E le stime dei seggi sicuri recitano: 90 posti certi per i capilista di Camera e Senato, altri 70 nell' uninominale.

BEPPE FIORONIBEPPE FIORONI
Dunque 160 poltrone, più un' altra settantina "probabili": in tutto, 230 eletti. E fuori il 40% degli uscenti. L' angoscia, poi, diventa panico per le minoranze. Orlando ed Emiliano " pesano" il 28% del Pd, ma avranno il 20% delle candidature. Soprattutto nei collegi.

boschi bonifaziBOSCHI BONIFAZI
Molti dei renziani, invece, avranno un posto in prima fila. Maria Elena Boschi e Francesco Bonifazi saranno blindati nel proporzionale, e non è detto che si presentino nel maggioritario. Gentiloni correrà a Roma. Pier Ferdinando Casini in Emilia: per lui, alleato del Pd, non saranno di ostacolo i 34 anni e 142 giorni in Parlamento. Renzi invece sarà candidato in un collegio della Camera. Probabilmente in Toscana, dove ha chiesto ai dem di aiutarlo a strappare il miglior risultato d' Italia.
LUIGI CESARO - FRANCESCA PASCALELUIGI CESARO - FRANCESCA PASCALE

Che fatica, per il leader, risolvere il rebus. Altro che Forza Italia. Lì può capitare di tutto. Anche che un ras campano come Luigi Cesaro - detto " Giggino ' a purpetta" - si prepari al clamoroso passo indietro. A favore del figlio Armando, naturalmente.

Fonte: qui






I PARLAMENTARI AL CAPOLINEA DELLA LEGISLATURA: DEPUTATI E SENATORI SENZA PIU’ UN PARTITO (MAGARI DOPO AVERNE CAMBIATO PIU’ D’UNO) 

DA RAZZI A SCILIPOTI, DALLA VEZZALI A MINEO 

QUALCUNO FINIRA’ DISOCCUPATO, QUALCUN’ALTRO TORNERA’ ALLA VECCHIA PROFESSIONE, QUALCUN ALTRO INIZIERA' FINALMENTE A LAVORARE

Giuseppe Alberto Falci e Dino Martirano per il Corriere della Sera

SCILIPOTI FA VOLANTINO TRA I PEONESSCILIPOTI FA VOLANTINO TRA I PEONES
I gruppi parlamentari del Partito democratico rischiano di uscire più che dimezzati dalle prossime elezioni politiche. E quelli di Alternativa popolare potrebbero addirittura scomparire se ciò che resta del partito di Angelino Alfano non supererà la soglia del 3%. Per non parlare poi di Scelta civica, che nel 2013 portò alla Camera ben 37 deputati poi passati al Pd o dispersi nei cespugli centristi. I verdiniani, usciti da Forza Italia, difficilmente verranno ripresi dalla casa madre.

EDOARDO NESI ASSAPORA LA VITTORIAEDOARDO NESI ASSAPORA LA VITTORIA
Così, in mezzo a questo terremoto parlamentare, gli unici che provano a sorridere sono i potenziali candidati di Forza Italia, della Lega e del Movimento Cinque Stelle che i sondaggi stimano in ascesa. Mentre le donne di tutti i partiti rischiano meno ma solo perché ora ci sono le quote di genere.

Tra le macerie della XVII legislatura agli sgoccioli, dunque, si aggirano le «anime sospese» del Parlamento. Anime in pena. Perché non hanno più un partito. Perché da troppo tempo sono inquilini dei palazzi della Politica. Perché non sono più nel cerchio magico dei rispettivi leader. Ma c' è anche chi «non vede l' ora che sia tutto finito» per tornare alle professioni e ai mestieri abbandonati 5 anni fa.

VEZZALI BERLUSCONI 1VEZZALI BERLUSCONI 
Lo scrittore Edoardo Nesi, premio Strega nel 2011, eletto con la squadra di Mario Monti (Sc): «È stato un onore entrare alla Camera ma sono arrivato con un' idea romantica della vita parlamentare e non sono riuscito a fare tutte le cose che avrei voluto». Valentina Vezzali, la schermitrice olimpionica (portabandiera a Londra 2012) chiamata in Parlamento da Scelta civica, considera «quasi conclusa» l' esperienza: «Non so se si ripeteranno certe condizioni». L' ex direttore di Rainews Corradino Mineo, che ha lasciato i dem in questa legislatura: «Non è per me brigare per un posto nelle liste». Le «anime sospese» Antonio Razzi e Domenico Scilipoti (FI), poi, puntano su fedeltà e popolarità televisiva: «Io sono fedele e fedele resterò. Berlusconi parla con Kim Jong-un grazie a me», azzarda Razzi.
Antonio Razzi e KimANTONIO RAZZI E KIM

Gabriella Giammanco (FI) spera invece nella valanga rosa: «Berlusconi ha detto che ci ricandiderà tutte». Michela Marzano, ex Pd ora al misto, è felice di tornare a tempo pieno alla sua cattedra a Parigi: «Finalmente sta per finire». Tra i professionisti prestati alla politica c' è anche l' economista Irene Tinagli (ex Sc poi Pd): «Non è stato facile frequentare questo Palazzo». Grazia Rocchi (Pd) tornerà a insegnare in Toscana: «Mi sento più utile dove ero prima». Rientra nella cattedra di Diritto privato il barese Gaetano Piepoli (Sc): «Qui alla Camera ho avuto la possibilità di capire quanto sia profonda la crisi del sistema». L' ex ministra dell' Università Maria Chiara Carrozza, vicina a Enrico Letta: «Sono attratta dal ritorno alla mia professione».
BERLUSCONI AL RISTORANTE ASIATIQUE PER IL COMPLEANNO DI SESTINO GIACOMONI - FRANCESCA PASCALE - MICAELA BIANCOFIORE - GABRIELLA GIAMMANCO - KATIA POLIDORI - ELVIRA SAVINOBERLUSCONI -SESTINO GIACOMONI - FRANCESCA PASCALE - MICAELA BIANCOFIORE - GABRIELLA GIAMMANCO - KATIA POLIDORI - ELVIRA SAVINO

L' imprenditore Andrea Vecchio (Sc): «No, non mi ricandido... Questa stagione ha dato solo frutti bacati». Tra le «anime sospese» molti sono i «senza partito». Umberto Bossi, ripudiato da Matteo Salvini, ha molto apprezzato l' offerta di Berlusconi di candidarlo con Forza Italia: «Però preferirei correre con la Lega». Giorgio Lainati, oggi Ap e prima ancora con Ala di Verdini dopo 3 legislature con gli azzurri: «No, non credo che mi ricandideranno». I verdiniani Luca D' Alessandro e Ignazio Abrignani sanno che tornare indietro nella squadra di Berlusconi è difficile e lo è ancora di più per il leader di Ala Denis Verdini.

Invece l' ultrà delle truppe di Denis, il campano Vincenzo D' Anna, si pavoneggia: «Sono stato eletto presidente dell' ordine dei Biologi. Si chiude una fase della mia vita, se ne apre un' altra e Denis è dispiaciuto». Daniela Santanchè (FI) da qualche settimana si fa vedere accanto a Ignazio La Russa di Fratelli d' Italia: «Quante legislature ho fatto? Dimmelo te Ignazio», risponde prendendo sotto braccio in Transatlantico il suo mentore. Saverio Romano (Ala) ha in tasca un assegno in bianco staccato alle elezioni siciliane dove i suoi voti hanno contribuito a fare vincere Nello Musumeci: «Certo che mi ricandido. Sono un giovanotto di primo pelo».
DANNA 1D'ANNA 

Lucio Barani (Ala) dissimula: «Mi avvalgo della facoltà di non rispondere». Manuela Repetti, moglie di Sandro Bondi (una coppia di ex berlusconiani oggi tifosi di Renzi confluiti nel gruppo misto) guarda in faccia la realtà: «Non credo proprio che sarò candidata». Invece Maurizio Bianconi, toscanaccio ex An eletto nel Pdl oggi con Fitto, si sente tradito dal suo partito: «Finora non ho mollato il posto perché il primo dei non eletti è di Alfano e io al nemico non lascio spazio. Però non vivo di politica, non morirò certo di fame». Roberto Formigoni (Ap) attende le mosse di Alfano: «Sto lavorando per evitare l' alleanza con il Pd».

Antonio MartinoANTONIO MARTINO
« Stavolta è finita», dice sorridendo il professor Antonio Martino (tessera numero 2 di Forza Italia) che in Parlamento si è fatto ben 6 legislature. Anche Ugo Sposetti (Pd) spiega di sentirsi appagato dopo 5 legislature. Stesso stato d' animo per Angelo Capodicasa (Mdp) che può vantare tre legislature a Montecitorio e 4 in Sicilia: «Già nel 2013 non mi sarei voluto candidare». Scherza il «barone» Luigi Compagna (Idea): «Ho 70 anni, torno a occuparmi delle biografie di Leone e di Cossiga. Certo, se mi facessero senatore a vita...».

Riprenderà gli studi storici sulla Democrazia cristiana e su Mino Martinazzoli il senatore Paolo Corsini (Pd): «Ho fatto tre volte il sindaco a Brescia e tre legislature. La politica mi ha dato molto ma ora mi dedico ai miei libri a tempo pieno». Anche il filosofo Rocco Buttiglione (Udc) sarebbe tentato di fare un passo indietro: «Il primo amore non si scorda mai». E Paola Binetti, sua compagna di partito, è «delusa da questa legislatura» ma determinata a non mollare: «Se arrivano i radicali Bonino e Cappato noi dobbiamo per forza esserci...».
ugo sposettiUGO SPOSETTI

Vita difficile per gli ex Cinque stelle. Mara Mucci, bolognese: «Non mi sembra che ci siano i presupposti. Mi dispiacerebbe non poter concludere alcune iniziative intraprese». Luis Orellana, che ora guarda a Campo progressista: «Non so cosa succederà, vedremo...». Poi c' è la pattuglia dei grillini palermitani epurati dal M5S dopo la vicenda delle firme contestate: «Siamo autosospesi e non mi sembra che il Movimento abbia intenzione di ricandidarci», dice Riccardo Nuti riferendosi anche alle colleghe Claudia Mannino e Giulia Di Vita. Eleonora Bechis (misto): «Sono combattuta ma ci sarebbero associazioni che credono in me».
Rocco ButtiglioneROCCO BUTTIGLIONE

Nel Pd - che impedisce ai suoi di ricandidarsi dopo 15 anni trascorsi in Parlamento - sono a rischio 16 deputati e 11 senatori. La direzione dem dovrebbe concedere la deroga d' ufficio ai membri del governo in carica (Gentiloni, Minniti, Franceschini, Pinotti, Amici, Giacomelli e Bressa) e al capogruppo Rosato. Alla Camera per tutti gli altri - a parte il passo indietro già annunciato da Rosy Bindi - la discussione è aperta: aspettano fiduciosi Andrea Martella, Barbara Pollastrini, Giuseppe Fioroni, Roberto Giachetti, Tino Iannuzzi, Nicodemo Oliverio, Salvatore Piccolo ed Ermete Realacci. Ma quest' ultimo confessa: «Certo, si può fare politica anche da fuori».

LABOCCETTA jpegLABOCCETTA
Al Senato - con Anna Finocchiaro che pur essendo nel governo ha annunciato di non volersi ricandidare - sono in attesa Vannino Chiti, Giuseppe Lumia, Alessandro Maran, Ugo Sposetti, Walter Tocci, Giorgio Tonini e Sergio Zavoli. Sono in procinto di lasciare il mandato anche tre esponenti storici del Sudtiroler Volkspartei (Svp) che rivestiranno nuovi incarichi in provincia di Bolzano: Karl Zeller, Hans Perger e Daniel Alfreider.

Nel Pd e in Forza Italia, con un occhio rivolto alle liste pulite, si valutano le posizioni dei parlamentari lambiti in questi anni da vicende giudiziarie. Tuttavia Marco Di Stefano (Pd) e gli azzurri Amedeo Laboccetta e Francantonio Genovese (ex Pd) non demordono, in nome del garantismo. «Certo ci saranno dei problemi con le candidature ma io sono in campo», confida Di Stefano. Gli fa eco Laboccetta: «La mia candidatura passa dalla decisione del partito».

Fonte: qui