9 dicembre forconi: respinte
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venerdì 19 aprile 2019

STANNO CONSEGNANDO LE PRIME TESSERE DEL REDDITO DI CITTADINANZA. IN SICILIA E IN CAMPANIA. GLI UFFICI POSTALI SONO ANCORA APERTI. LA METÀ DELLA GENTE HA TROVATO LA SORPRESA DI PASQUA: SULLE CARTE CI SONO POCHI SOLDI, 50/100 EURO. A CHI È ANDATA BENE 300/400 EURO

SU OLTRE 800 MILA DOMANDE, L’INPS HA RITENUTO IDONEE 470 MILA. 
AVVISATE DI MAIO, BUFERA SUI SOCIAL: "DA OGGI FAREMO CAMPAGNA CONTRO I CINQUE STELLE"

Rosita Rijtano per www.repubblica.it

DI MAIO E LA CARD PER IL REDDITO DI CITTADINANZA BY LUGHINODI MAIO E LA CARD PER IL REDDITO DI CITTADINANZA BY LUGHINO
Un esercito di delusi. Sono tanti i cittadini che stanno riversando sui social network il proprio scontento dopo aver avuto notizia delle somme destinategli dal reddito di cittadinanza. I beneficiari hanno iniziato a ricevere i messaggi di conferma della domanda da parte dell'Istituto di previdenza sociale nelle scorse ore: delle circa 800mila richieste, al momento ne sono state accettate 487.677. Sms ed email hanno dato speranza a molte famiglie italiane, almeno fino a quando non è stato noto l'importo. Cifre inferiori alle aspettative e, in alcuni casi, irrisorie dato che c'è chi si è visto assegnare 40 euro. "Come si può vivere così?", sembra essere la domanda ricorrente. Un caso nel caso sono diventati i commenti firmati dalla pagina Inps per la famiglia che in questi giorni è stata presa d'assalto.

"Da adesso campagna contro i Cinque stelle"
Lo scontento è chiaro nei gruppi privati e pubblici dedicati al reddito di cittadinanza. C'è chi scrive: "40 euro? Vergogna. Ragazza madre di due figli, disoccupata. Questo è l'aiuto che date". O, ancora, "60 euro? È uno scherzo?". C'è chi si mostra incredulo: "Com'è possibile! Siamo 3 adulti disoccupati, l'Isee è 2400 euro, pagando 410 di affitto, e di reddito di cittadinanza l'importo è 197 euro".

reddito di cittadinanzaREDDITO DI CITTADINANZA
Non c'è nulla di strano dato che la cifra spettante per il reddito o pensione di cittadinanza viene elaborata dall'Inps al netto delle prestazioni già spettanti e in applicazione della normativa del reddito di cittadinanza votata in parlamento e illustrata sul sito del Ministero del lavoro. In pratica, come ha spiegato a Tpi un'operatrice del Contact Center Inps, non si tiene conto solo dell'Isee (l'indicatore della situazione economica equivalente) ma anche di "redditi percepiti e dichiarati, delle pensioni sociali", nonché del "reddito dell'intero nucleo famigliare e non solo della persona, magari disoccupata, che l'ha richiesto".

luigi di maio con la card per il reddito di cittadinanza 9LUIGI DI MAIO CON LA CARD PER IL REDDITO DI CITTADINANZA 
Eppure in molti sembrano essersi lasciati abbagliare dai 780 euro, cioè l'importo massimo previsto e sbandierato in campagna elettorale. E allora c'è chi assicura vendetta, scrivendo che "da adesso farà campagna contro i Cinque Stelle". Il reddito di cittadinanza è stato uno dei cavalli di battaglia della propaganda del Movimento. La protesta è appena cominciata e chissà quali saranno le ricadute politiche in vista delle europee di fine maggio.

Il reddito di cittadinanza anche a un ex terrorista rosso
REDDITO DI CITTADINANZA BY VAUROREDDITO DI CITTADINANZA BY VAURO




Tra chi invece sembra soddisfatto c'è Raimondo Etro, ex brigatista rosso, condannato nel 1999 a 20 anni e sei mesi di carcere per concorso nell'omicidio del giudice Palma e nella strage di via Fani, in cui venne sequestrato Aldo Moro e furono uccisi gli uomini della sua scorta. Etro ha mostrato l'sms che gli notificava l'accoglimento della richiesta al reddito di cittadinanza in una foto postata su Facebook, accompagnandola con un commento: "Qualcuno in futuro dirà: Salvini e di Maio hanno fatto anche alcune cose buone...e a ragione...".

La polemica sui commenti della pagina dell'Inps
reddito cittadinanza memeREDDITO CITTADINANZA 
Per alcuni sono degli "eroi nazionali", per altri degli "arroganti". Di certo, i social media manager che curano Inps per la famiglia, uno dei canali social ufficiali dell'Istituto nazionale di previdenza sociale, non stanno avendo vita facile in questi giorni. Prima il profilo è stato preso d'assalto da cittadini desiderosi di ottenere maggiori informazioni e di sfogarsi dopo aver ricevuto l'esito della pratica.

Tra i tanti commenti assurdi, quelli di utenti che hanno dichiarato di lavorare in nero. Poi le risposte fornite dall'account hanno iniziato a rimbalzare di bacheca in bacheca sulle reti sociali e c'è chi le ha definite arroganti e offensive. "Cogliamo l'occasione per scusarci con quanti possano essersi sentiti toccati od offesi da alcune nostre risposte", hanno scritto qualche ora fa i gestori della pagina, travolti dalle polemiche. Ma molti utenti si sono schierati dalla loro parte.

Attenzione ai fake
Come spesso accade in queste situazioni, non mancano i fake. Ad esempio, in uno degli screenshot condivisi su Twitter e Facebook sembra che in uno dei commenti ufficiali dell'Inps ci sia scritto: "Chi sta meglio non è un fottuto parassita. Vai in Africa se ti piace così tanto il terzo mondo". Si tratta di un falso account. Bisogna fare attenzione. La pagina ufficiale dell'Inps si chiama Inps per la famiglia non Inps per le famiglie.

Fonte: qui

Reddito di cittadinanza: La delusione sugli importi

Non accenna a placarsi la polemica sugli esigui importi del reddito e della pensione di cittadinanza accreditati ai vincitori della “lotteria” governativa. Infatti tutti i “vincitori” si aspettavano di ricevere tondo tondo i famosi 780 euro. Quando invece hanno verificato che alcuni importi erano prossimi allo zero, si sono scatenate le polemiche sulle pagine di facebook dell’Inps. Alcuni operatori dell’Istituto forse scambiando la pagina istituzionale per il proprio account privato hanno risposto per le rime e la polemica invece di placarsi, ne è risultata aumentata. Ciò ha costretto il commissario dell’Inps a fare delle precisazioni che al momento sembrano aver avuto scarso esito. Oppure ci può essere un’altra interpretazione. Visto che gli addetti alla pagina di facebook, come lo stesso commissario ha precisato, non sono incauti addetti di qualche call center, ma funzionari dell’Inps che finora non avevano mai debordato, costoro forse autonomamente o forse ispirati da qualche suggerimento,  in considerazione delle risposte poco istituzionali in auge da qualche tempo da parte dei vertici governativi ( uno per tutti: chiamare Juncker, il Commissario UE ubriacone) hanno rotenuto di potersi adeguare, aumentando “vieppiù” il furore dei beneficiari.

Eppure doveva essere ovvio che i 780 euro era il limite massimo da cui andavano sottratti gli altri sussidi eventualmente corrisposti.
A questo punto l’Istituto di Previdenza per fugare  dubbi su una elargizione generalizzata di bassi importi, al più bastanti  per una pizza e coca cola, ha ritenuto opportuno precisare che quasi 337mila degli importi erogati per il reddito di cittadinanza, pari al 71% delle prime 472.970 domande elaborate dall’Inps, superano i 300 euro. Il 50% è compreso nella fascia tra 300 e 750 euro, mentre oltre i 750 euro si attesta il 21% delle somme in pagamento. Soltanto il 7% è compreso nella fascia tra i 40 e i 50 euro. Lo stato delle richieste e l’ammontare del reddito riconosciuto può essere verificato sul sito dell’Inps attraverso il servizio online per la consultazione delle domande di reddito e pensione di cittadinanza. Si ricorda che per l’accesso a tale servizio è necessario disporre del PIN Inps, oppure dello SPID o, ancora, della carta nazionale dei servizi (CNS).
Ma oltre ad essere di importo inferiore di quello previsto, comunque saranno pochi coloro che avranno diritto realmente alla pensione di cittadinanza mentre l’Inps aveva ipotizzato che ad accedere sarebbero state 250 mila famiglie ed il Ministro del lavoro ne aveva annunciate 500 mila.
I criteri per accedere all’integrazione si stanno rivelando molto  restrittivi. In pratica avranno diritto alla pensione di cittadinanza grosso modo lo stesso numero di soggetti  che attualmente chiede l’assegno sociale, ( 120 mila nuclei familiari). L’assegno sociale è pari a 458 euro mensili per 13 mensilità (in modo da raggiungere i 5.954 euro annui), in crescita dopo i 70 anni, ed è inferiore al limite massimo per la pensione di cittadinanza (7.560 annui) ma i criteri per accedervi sono decisamente meno rigidi di quelli richiesti per la pensione di cittadinanza. La pensione di cittadinanza risulterà nella maggior parte dei casi un’integrazione dell’assegno o della pensione sociale. Fonte: qui

venerdì 19 ottobre 2018

LA CAMERA RESPINGE LE DIMISSIONI DI CROSETTO


MA LE INDISCREZIONI PARLANO DI SCONTRI NEL PARTITO E DI UN POSSIBILE CONFLITTO DI INTERESSI FRA LA CARICA DI PARLAMENTARE E QUELLA DI CAPO DELLA FEDERAZIONE DELLE AZIENDE PER AEROSPAZIO, DIFESA E SICUREZZA...

crosetto meloniCROSETTO MELONI

La Camera ha respinto con 285 voti le dimissioni di Guido Crosetto, deputato di Fdi. La richiesta era arrivata per «motivi personali» e, secondo indiscrezioni, per scontri nel partito e per il possibile conflitto di interessi fra la carica di parlamentare e quella di capo della Federazione delle aziende per aerospazio, difesa e sicurezza.

Fonte: qui

mercoledì 14 marzo 2018

LA CORTE COSTITUZIONALE FA QUADRATO E RESPINGE ALL’UNANIMITA’ LE DIMISSIONI DEL GIUDICE NICOLO’ ZANON, INDAGATO PER PECULATO D’USO

L'INDAGINE AVVIATA PERCHÉ ZANON AVEVA CEDUTO L'USO DELL'AUTO CON AUTISTA ALLA MOGLIE MARILISA D'AMICO 

CHE NE USUFRUIVA PER ANDARE A FARE SHOPPING E FARSI ACCOMPAGNARE IN VACANZA 

NON VIENE RITENUTA SUFFICIENTE PER ACCETTARE IL “PASSO INDIETRO”

Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della Sera”

NICOLO ZANONNICOLO ZANON
La Corte costituzionale si «blinda» e respinge all' unanimità le dimissioni del giudice Nicolò Zanon, indagato per peculato d' uso. Dopo aver ascoltato la sua memoria il plenum «prende atto dell' intendimento del giudice Zanon di sospendere, in questa fase, la sua partecipazione ai lavori del collegio».

È una decisione che appare clamorosa e non mancherà di suscitare polemiche anche perché il giudice continuerà a percepire lo stipendio, manterrà i benefit e potrà scrivere le sentenze di cui si stava già occupando. L'indagine avviata perché Zanon aveva ceduto l'uso dell'auto con autista alla moglie Marilisa D' Amico - che ne usufruiva per andare a fare shopping e farsi accompagnare in vacanza - non viene evidentemente ritenuta sufficiente per accettare il «passo indietro» che lo stesso Zanon aveva comunicato due giorni fa, quando la notizia dell' inchiesta a suo carico era diventata pubblica.
Marilisa D AmicoMARILISA D' AMICO

E adesso si attende l' esito degli accertamenti dei magistrati romani guidati dall' aggiunto Paolo Ielo. L' avviso di conclusione dell' indagine che precede la richiesta di giudizio potrebbe essere notificato entro un paio di settimane.

La segnalazione alla Procura era partita dalla stessa Consulta. Dopo aver scoperto alcune irregolarità commesse dal carabiniere che svolgeva mansioni di autista per Zanon, il vertice aveva deciso di trasmettere ai pubblici ministeri la sua relazione di servizio.

Proprio in quell' appunto erano ricostruiti gli spostamenti effettuati con l' autovettura di servizio e soprattutto il fatto che la dottoressa D' Amico - docente di diritto costituzionale, ex consigliere comunale del Pd a Milano e presidente nel capoluogo lombardo dei comitati per il Sì al referendum promosso da Matteo Renzi - comunicava direttamente con l'autista, spesso convocandolo via sms.

NICOLO ZANONNICOLO ZANON
«L'auto era in uso esclusivo a me e quindi ne potevo disporre senza limitazioni», si è difeso il giudice di fronte ai magistrati quando una settimana fa è stato convocato per l'interrogatorio. Nulla è stato chiesto alla dottoressa D'Amico che però si sarebbe sfogata con gli amici parlando di «una montatura, perché non c' è stato alcun abuso». In realtà nelle contestazioni al marito si è parlato esplicitamente di spostamenti effettuati quando lui era fuori Roma e dunque per motivi personali della signora che nulla avevano a che fare con i compiti del giudice alla Corte costituzionale.

Marilisa D AmicoMARILISA D AMICO
Una situazione ben nota al collegio che però ha preferito prendere tempo. Nella nota diramata al termine della seduta di ieri si spiega di voler attendere «che la magistratura concluda l' indagine, il giudice Zanon ha voluto informare la Corte sui fatti addebitatigli e spiegare le motivazioni che lo hanno indotto a presentare le sue dimissioni dall' incarico, pur nella convinzione dell' insussistenza del reato».

Ma soprattutto si sottolinea che «fermo restando il pieno rispetto e la massima fiducia per il lavoro della magistratura, la Corte costituzionale conferma pieno rispetto e massima fiducia anche nei confronti del giudice Zanon. Perciò, pur comprendendo e apprezzando la sensibilità istituzionale dimostrata dal giudice Zanon con le sue dimissioni - motivate con un forte richiamo al rispetto dell' etica pubblica e della funzione ricoperta - ritiene di non accoglierle».
NICOLO ZANONNICOLO ZANON

In realtà Zanon non sarebbe l'unico giudice a utilizzare in questo modo la vettura di servizio. Altri suoi colleghi consentirebbero ai familiari di essere accompagnati dall' autista e dunque di poter utilizzare la macchina come fosse di proprietà. E forse proprio questo ha giocato sulla volontà di difendere il collega.

Fonte: qui

NON SOLO LA MOGLIE: ALTRI PARENTI HANNO SFRUTTATO L’AUTO DI SERVIZIO IN USO AL GIUDICE ZANON 

MA IL CONSIGLIERE DELLA CORTE COSTITUZIONALE POTREBBE USCIRE INDENNE DALL’INDAGINE: DI FRONTE A UNA RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO, SARA’ IL PLENUM DELLA CONSULTA A DOVER CONCEDERE L’AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE…

Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della Sera”

Il consigliere della Consulta Nicolò Zanon potrebbe uscire indenne dall' indagine per peculato sull' auto di servizio con autista che utilizzava sua moglie Marilisa D' Amico.
NICOLO ZANONNICOLO ZANON
Di fronte a un' eventuale richiesta di rinvio a giudizio dei magistrati romani, dovrà infatti essere il plenum della Corte costituzionale a valutare se concedere l' autorizzazione a procedere. E dopo la decisione di due giorni fa di respingere all' unanimità le sue dimissioni, non è affatto scontato che arrivi il via libera.

Anche se nuovi dettagli emergono dall' indagine, compreso il fatto che la vettura sia stata utilizzata anche da altri parenti della coppia. Testimone chiave è uno dei due autisti assegnati a Zanon, un carabiniere che è stato interrogato dai magistrati coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e ha ricostruito tutti gli spostamenti avvenuti nel corso dei due anni di servizio: dal 9 novembre 2014 al 9 marzo 2016.

È stato proprio l' autista - al quale erano state contestate alcune irregolarità dai vertici della Consulta - a scrivere una relazione di servizio per giustificare «eccedenze» che riguardavano le spese relative al carburante. E le ha giustificate proprio con i continui spostamenti fatti per conto della moglie del giudice, ma non solo.
NICOLO ZANONNICOLO ZANON

Nel corso dell' interrogatorio ha raccontato che la dottoressa D' Amico spesso comunicava con lui via sms dando disposizioni sui luoghi e orari dei propri appuntamenti. E almeno in un caso gli avrebbe chiesto di recarsi alla stazione per attendere l'arrivo della sorella.

La Procura ritiene che ciò rappresenti un peculato d'uso, mentre Zanon ha contestato questa tesi ritenendo che «l'uso esclusivo» della vettura con autista concesso ai giudici costituzionali equivalga a poterla utilizzare senza limitazioni riguardanti anche la famiglia. L'avviso di chiusura delle indagini dovrebbe essere notificato a Zanon entro una decina di giorni.

NICOLO ZANONNICOLO ZANON
Il giudice ha già depositato una memoria e dunque - se non chiederà di essere nuovamente interrogato - entro un paio di mesi l'inchiesta sarà chiusa. Se dovesse esserci la richiesta di rinvio a giudizio, gli atti dovranno essere trasmessi alla Consulta.

Ad alcuni colleghi Zanon - che è sospeso soltanto per quanto riguarda la partecipazione alle camere di consiglio - avrebbe detto che solleciterà il via libera all'eventuale processo. In ogni caso la discussione si concentrerà proprio sui benefit elencati nell'allegato al bilancio che la Consulta pubblica ogni anno sul proprio sito Internet.

Marilisa D AmicoMARILISA D' AMICO
Scorrendo il documento si scopre che a ogni giudice costituzionale oltre alla retribuzione che dal 1 gennaio 2014 è di 360 mila euro lordi annui «è assegnato un cellulare, un pc portatile e un'autovettura. La Corte sostiene i costi di viaggio dei giudici residenti fuori Roma nonché, per tutti i giudici, le spese di viaggio fuori sede relative agli impegni in rappresentanza della Corte. A ciascun giudice costituzionale è assegnata una piccola foresteria (monolocale o bilocale) nell' ambito della Corte, prevalentemente utilizzata dai giudici che risiedono fuori Roma».

Fonte: qui