9 dicembre forconi: Inps
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martedì 12 novembre 2019

A SALERNO UNA DONNA INCASSAVA LA PENSIONE DELLA MADRE MORTA DA 6 ANNI E NEL FRATTEMPO PERCEPIVA PURE IL REDDITO DI CITTADINANZA: È STATA DENUNCIATA E LE SONO STATI SEQUESTRATI 67MILA EURO, LA CASA E UN’AUTO


NON AVEVA MAI AVVERTITO L’INPS DEL DECESSO DELLA MAMMA E NEL FRATTEMPO…


LUIGI DI MAIO REDDITO DI CITTADINANZA BY LUGHINOLUIGI DI MAIO REDDITO DI CITTADINANZA BY LUGHINO
Indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato. Con questa accusa una 56enne, di Agropoli, è stata denunciata. La donna continuava a incassare la pensione della madre deceduta nel 2013 e, nel frattempo, percepiva il reddito di cittadinanza. Le sono stati sequestrati, in via preventiva, i 67mila euro intascati fino a marzo 2018. I militari della Guardia di finanza di Agropoli, su disposizione della Procura di Vallo della Lucania, hanno proceduto a sequestrare anche un immobile e un veicolo.

reddito di cittadinanzaREDDITO DI CITTADINANZAreddito di cittadinanzaREDDITO DI CITTADINANZA
La donna, approfittando della circostanza che nessun funzionario dell'Anagrafe comunale avesse inoltrato la comunicazione di avvenuto decesso agli uffici dell'Inps, ha continuato a percepire i 1.200 euro netti di cui constava la pensione della madre; una somma a cui, in seguito, si sono aggiunti i circa 260 euro di reddito di cittadinanza corrisposto alla 56enne. È stata denunciata e, contestualmente, sono state avviate le procedure per la sospensione dell'erogazione del sussidio.  Fonte: qui

domenica 28 luglio 2019

Reddito di cittadinanza, finora lo percepisce solo un disoccupato su tre

Incrociando i dati Inps sulle richieste di reddito di cittadinanza e quelli Istat sulla disoccupazione, emerge che solo il 32,5% dei disoccupati riceve il sussidio

Foto Cecilia Fabiano – LaPresse
Solo il 32,5% dei disoccupati o, se si preferisce, uno su tre. Questa la quota di persone che, al 15 luglio hanno chiesto ed ottenuto il reddito di cittadinanza. Per calcolarlo, Wired ha incrociato i dati relativi a questa misura forniti dall’Inps con quelli sulla disoccupazione raccolti dall’Istat.
Il risultato è che appunto poco più del 30% dei disoccupati percepisce questa misura di sostegno al reddito. Non solo: appena il 50,8% di chi cerca un lavoro ma non lo trova ha fatto richiesta per il sussidio introdotto dal governo Lega-Movimento 5 Stelle. E poco meno del 64% delle domande presentate è stata accolta dall’Istituto nazionale per la previdenza sociale.
Ora, che il numero di domande sia inferiore alle aspettative è ormai assodato. Così come il fatto che i soldi risparmiati hanno permesso al governo di chiudere il contenzioso con l’Unione europea sul debito. I numeri di Inps ed Istat permettono però di effettuare una valutazione anche su base provinciale.
La mappa mostra la percentuale di senza lavoro che hanno chiesto il reddito di cittadinanza, calcolata incrociando il numero di disoccupati su base provinciale nel 2018 censito da Istat con quello relativo alle domande presentate al 15 luglio 2019 reso noto dall’Inps. I territori in arancione sono quelli con un risultato superiore alla media nazionale del 50,85%.
Come si può notare dalla mappa, non è vero che il reddito di cittadinanza è una misura che sta interessando soprattutto il Sud. Ben quattro province lombarde hanno una percentuale di richieste superiore alla media nazionale. Tra queste c’è anche Milano, dove il 52,25% di chi non ha un lavoro ha chiesto il sussidio. Su un ipotetico podio restano però tre città del Mezzogiorno, ovvero Vibo Valentia (79,31%), Palermo (78,2%) e Caltanissetta (77,82%), subito seguite da Livorno (77,7%).
Resta invece decisamente sbilanciata a Sud la percentuale di domande accolte sul totale di quelle presentate. A livello nazionale si tratta del 63,89%. Ma, con poche eccezioni, è nel Mezzogiorno che si registra la più alta percentuale di riscontri positivi da parte dell’Inps.
Ovviamente, i numeri forniti dall’Inps non permettono di spiegare per quali ragioni il tasso di accoglimento delle domande sia più elevato nelle regioni meridionali. Dicono solo che ad Enna tre richieste su quattro sono state accolte (74,46%), mentre a Pordenone meno della metà (46,41%).
Resta da definire l’impatto reale del provvedimento. Ovvero la percentuale di disoccupati che, al 15 luglio, hanno vista accolta la domanda di reddito di cittadinanza. E quindi ricevono, o riceveranno dal mese prossimo, il sussidio. A livello nazionale, come detto, si tratta del 32,49%.
La mappa è molto simile a quella che dava conto della percentuale di disoccupati che hanno presentato domanda. Per quanto risenta del fatto che il tasso di accoglimento delle istanze sia maggiore nelle regioni del Sud. Per fare un esempio: il 67,91% dei disoccupati che vivono in provincia di Reggio Emilia ha chiesto il reddito di cittadinanza. Ma i funzionari Inps di questo territorio hanno accolto meno della metà delle domande, così che solo il 32,64% di chi non ha lavoro in questa zona percepisce il sussidio.
Un dato comunque superiore alla media nazionale. E che ovviamente non spiega come mai il provvedimento simbolo di quell’abolizione della povertà annunciata dal vicepremier Luigi Di Maio dal balcone di Palazzo Chigi stia in realtà aiutando solo un disoccupato su tre.
Fonte: qui

giovedì 6 giugno 2019

QUOTA CENTO: CALANO LE DOMANDE PER I NUOVI PENSIONAMENTI. SOLO 15MILA NELL'ULTIMO MESE.

LA MAGGIOR PARTE DELLE RICHIESTE ARRIVA DA LAVORATORI DIPENDENTI (51.644), A SEGUIRE QUELLI PUBBLICI (46.099), GLI ARTIGIANI (12.408), I COMMERCIANTI (11.965), GLI ISCRITTI AI FONDI SPECIALI (7.036) I COLTIVATORI DIRETTI (2.883)

INPS QUOTA 100INPS QUOTA 100
Sono poco più di 142mila le domande presentate al 3 giugno all’Inps per quota 100, l’uscita anticipata dal lavoro con 62 anni di età e 38 anni di contributi. Nell’ultimo mese ne sono arrivate circa 15mila. Rispetto a febbraio, il primo mese in cui furono presentate un quarto del totale delle domande attese (circa 77mila su un totale di 290mila previste per il 2019) il rallentamento è evidente. Se a marzo - mettendo sotto la lente i “bollettini” dell’Inps su quota 100 - risultano presentate circa 33mila domande, le richieste sono drasticamente calate ad aprile (circa 18mila) e poi a maggio (circa 15mila, come detto in precedenza).

La maggior parte delle richieste arriva da lavoratori dipendenti (51.644), a seguire quelli pubblici (46.099), gli artigiani (12.408), i commercianti (11.965), gli iscritti ai fondi speciali (7.036) i coltivatori diretti (2.883) e in misura più marginale iscritti alla gestione separata e lavoratori dello spettacolo e sport.

Sono 50.164 le domande arrivate da persone con meno di 63 anni e 63.578 le richieste di persone tra i 63 e i 65 anni.
pasquale tridico 1PASQUALE TRIDICO 


Si conferma poi la prevalenza di richieste da parte di uomini con il 74% delle domande rispetto al 26% di quelle inviate da lavoratrici.

Sul territorio le province che hanno registrato il maggior numero di domande, in valore assoluto, sono Roma (10.784), Milano (6.444), Napoli (5.968), Torino (4.999), Palermo (3.458). All’opposto troviamo Vibo Valentia (354), Isernia (321), Aosta (307), Fermo (300) e Sondrio (283). Fonte: qui

mercoledì 15 maggio 2019

DELUSIONE TRA I BENEFICIARI DEL REDDITO DI CITTADINANZA: IN MOLTI HANNO TROVATO SOLTANTO 40 O 50 EURO CARICATI NELLA CARD E ORA PENSANO DI RESTITUIRLA

I PALETTI PER AVERE LA CIFRA TONDA DI 780 EURO SONO TROPPO STRINGENTI. 

E IN VENETO CHI LO RICEVE SI VERGOGNA A MOSTRARLO E QUINDI NON LO USA…

Michela Nicolussi Moro per www.corriere.it

reddito di cittadinanza alle posteREDDITO DI CITTADINANZA ALLE POSTE
È stato caricato sulla «RDC card» di Poste Italiane il reddito di cittadinanza per le prime 500 famiglie venete sulle 3064 che l’avevano richiesto attraverso i Caf della Cgil. La maggioranza delle domande, accolte dopo il controllo dei requisiti da parte di Agenzia delle Entrate e Inps, arriva da Padova: 733. Seguono Treviso con 652, Rovigo con 486, Verona con 386, Vicenza con 372, Venezia con 359 e Belluno con 76.
DI MAIO E LA CARD PER IL REDDITO DI CITTADINANZA BY LUGHINODI MAIO E LA CARD PER IL REDDITO DI CITTADINANZA BY LUGHINO





Valanga di pratiche
«Altre 3mila pratiche devono ancora essere processate — spiega Claudio Zaccarin, responsabile regionale dei Caf Cgil — e di queste, stando alla media di accoglimento del 60% finora registrata, andranno a buon fine circa 1800. Le assegnazioni iniziali, erogate a partire dallo scorso 27 aprile, hanno un valore compreso tra 100 e 370 euro, ma ce ne sono anche da 40 e 50 euro. Tutte hanno suscitato una certa delusione, perché gli aventi diritto erano convinti di ricevere i 780 euro di massimale sul quale era stata impostata la campagna elettorale del M5S».

Troppe variabili
il sito per il reddito di cittadinanza 5IL SITO PER IL REDDITO DI CITTADINANZA




E invece la cifra cambia a seconda di molte variabili, non solo dei diktat di base, cioè: essere cittadini italiani, europei o risiedere in questo Paese da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due continuativamente; avere un Isee inferiore ai 9.360 euro, un patrimonio immobiliare (esclusa la prima casa) non superiore ai 30mila euro e un patrimonio finanziario non maggiore ai 6mila (20mila per i disabili). «Se una persona gode già di una misura di sostegno, il reddito di cittadinanza diminuisce — avverte Alfio Calvagna, presidente del Comitato Inps Veneto — in certi casi può invece essere detratto, in altri sommato all’altro assegno. Insomma è tutto molto soggettivo e complicato anche se l’intento del governo di tendere una mano a chi è in condizioni economiche disperate è condivisibile».
meme su di maio e la card per il reddito di cittadinanza 2MEME SU DI MAIO E LA CARD PER IL REDDITO DI CITTADINANZA 2

La vergogna di spenderlo: fenomeno «veneto»
Chi l’ha ricevuto, usa il reddito di cittadinanza per pagare le bollette, le rate del mutuo, le spese condominiali, l’affitto. «Ma non la spesa al supermercato o le medicine — rivela Zaccarin — perché si vergognano a esibire al supermercato o in farmacia la tesserina gialla, la vivono come una certificazione di povertà». «Posso trovare gente che conosco, non è dignitoso — ha confessato una casalinga trevigiana di mezza età, marito disoccupato e due figli studenti —. E poi i 370 euro che ci hanno dato bastano appena per le bollette». Un senso della dignità che ha finora spinto il 10% dei destinatari di una cifra irrisoria, come i 40 euro, a rifiutarla. «E’ vero, molti l’hanno respinta ed è un fenomeno tipicamente veneto — sottolinea Calvagna —. Questa regione è fatta di piccole comunità, ci si conosce tutti, è difficile ammettere di non farcela da soli, di avere bisogno di aiuto». Al punto che pure gli anziani respingono la pensione di cittadinanza, diramazione dello stesso provvedimento. Un’ottantenne veneziana a riposo dalla pubblica amministrazione e un coetaneo padovano in quiescenza dal privato, entrambi con pensione minima di 600 euro al mese, hanno detto «no grazie» ai 200-300 euro prospettati. «Un contributo così risicato è offensivo — la motivazione — invece di darci la carità, lo Stato ci passi una pensione adeguata».
giuseppe conte luigi di maio e la card per il reddito di cittadinanzaGIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO E LA CARD PER IL REDDITO DI CITTADINANZA

Navigator fermi
C’è un altro problema: il reddito di cittadinanza prevede anche un inserimento lavorativo per uno dei componenti disoccupati della famiglia del richiedente, non necessariamente per lui. Ma i «navigator», cioè i tutor incaricati dal governo di facilitare accesso e pratiche ai Centri per l’impiego, non sono ancora scesi in campo, perché il bando per il loro reclutamento è uscito nemmeno un mese fa. E poi l’accordo Stato-Regioni prevede un potenziamento del personale dei Centri per l’impiego, che è in divenire. «In più molti assegnatari della misura di sostegno non vogliono lavorare, magari perchè già lo fanno in nero — aggiunge il responsabile Cgil —. Ma al terzo no (nei primi 12 mesi si riceve un’offerta di lavoro nel raggio di 100 chilometri dalla residenza, seguita da una seconda che coprirà un raggio di 250 chilometri e da un’ultima in arrivo da qualsiasi regione, ndr), perderà l’assegno». Tuttavia in questo momento sembra il problema minore. «Il lavoro lo procuri se c’è ma se non esiste, come al Sud, che fai?», chiude il presidente del Comitato Inps.

Fonte: qui

PERCHÉ LE DOMANDE PER IL REDDITO DI CITTADINANZA SONO AL DI SOTTO DELLE ATTESE? 

LE CAUSE SONO LEGATE AL FATTO CHE UN QUARTO DELL’OLTRE UN MILIONE DI DOMANDE PRESENTATE È STATO RIGETTATO DALL’INPS “PER LA MANCANZA DI UNO O PIÙ REQUISITI” RITENUTI
“TROPPO STRINGENTI PER LA RICHIESTA DEL BENEFICIO”
Alberto Ferrigolo per www.agi.it

Si potrebbe definirle come “lettere dalla povertà”. O la testimonianza che anche un piccolo aiuto può esser utile a non farci sentire ai margini. O a uscire da una situazione di difficoltà. Non solo economica. Ma personale. Nei confronti di terzi. Una comunità, la famiglia, una moglie, un figlio, una figlia. “Per una volta non mi sono sentito un fallito per aver pagato la comunione di mia figlia” ha scritto, tra gli altri, Giorgio.

LUIGI DI MAIO REDDITO DI CITTADINANZA BY LUGHINOLUIGI DI MAIO REDDITO DI CITTADINANZA BY LUGHINO
Oppure, “Sono una donna sola con una bambina, sono in affitto e senza lavoro. Ora posso migliorare la mia situazione e garantire a mia figlia qualcosa da mangiare in più e un tetto. Ho già pagato una bolletta”, scrive Eleonora77 dalla Sicilia. “Per la prima volta grazie al Rdc, mi sento di essere aiutato e considerato dal mio Stato. Sono riuscito a pagare le bollette e gli altri soldi li ho utilizzati per fare la spesa” dice Raffaello dalla Toscana. Anche perché “difficilmente chi non ha difficoltà a comprare del cibo può capire cosa si prova”.

Sono alcune delle lettere arrivate sulla mail spesa di 'spesadicittadinanza@gmail.com' che Il Fatto ha sollecitato a inviare per raccontare come viene speso il Reddito di cittadinanza e che il quotidiano pubblica oggi in due pagine, che riassumono anche i dati delle domande finora presentate per ottenerlo 1.016.977), le domande arrivate ai Caf (748.742), il  tasso delle domande rifiutate (25%). Oltre al numero delle domande pervenute finora all’Inps, che è pari al 57% delle famiglie in povertà assoluta, con una descrizione percentuale delle differenze regionali che sono notevoli.

reddito di cittadinanzaREDDITO DI CITTADINANZA
In Sardegna, ad esempio, sono state presentate 46.335 domande a fronte di 35.011 famiglie povere (il 132%), mentre in Trentino Alto Adige la sovrapposizione è solo del 23%. Anche in Abruzzo il numero di domande per il reddito di cittadinanza supera la povertà (103%) e tassi elevati si registrano in Campania (85%, pari a 172.175 individui) e Toscana (84%). Tra i valori inferiori alla media prevalgono le regioni del centro-nord, con l’eccezione di Calabria e Molise (entrambe 43%). Percentuali che rivelano come il rapporto tra domande di Reddito di cittadinanza e i poveri assoluti, nelle regioni più povere è più alto.

PERCHÉ IL REDDITO NON DECOLLA?
Il tema di cui si discute in questi giorni è infatti legato al numero delle domande pervenute, che si è rivelato per l’Inps “al di sotto delle attese” si legge nell’analisi che accompagna la pubblicazione delle testimonianze arrivate al giornale via email e ci fa interrogare sul perché il Reddito di cittadinanza non decolla? E tra le spiegazioni più in voga che si possono leggere qua e là, c’è quella secondo la quale, “siccome molti lavorano in nero, preferiscono non chiedere il sussidio per evitare controlli fiscali e sanzioni penali”.
reddito di cittadinanza alle poste 3REDDITO DI CITTADINANZA ALLE POSTE

Ciò che fa tirare le somme per dire che alla fin fine “in Italia non c’è poi tutta la povertà che pensavamo”. Ma “le famiglie povere – secondo l’Istat 1,8 milioni (5 milioni di individui) – sono quelle che spendono in maniera insufficiente per il sostentamento, a prescindere dalla fonte dei loro magri redditi. Magari questi poveri lavorano in nero, ma hanno comunque dei consumi da poveri” analizza l’articolista.

Secondo chi analizza le cause, invece, il Rdc non decolla “sono altri”.  Ad esempio sono legate al fatto che un quarto dell’oltre un milione di domande presentate è stato rigettato dalla stessa Inps “per la mancanza di uno o più requisiti” ritenuti “troppo stringenti per la richiesta del beneficio”.

reddito di cittadinanza alle poste 1REDDITO DI CITTADINANZA ALLE POSTE
E ciò che pesa di più in favore di questa “mancata corrispondenza” tra reddito di cittadinanza e povertà sarebbe da attribuire proprio ai “criteri di calcolo della scala di equivalenza del reddito che penalizzano le famiglie numerose” come lo possono essere il tetto a 6.000 euro sul conto in banca soprattutto per l’integrazione della pensione di cittadinanza oppure il requisito della residenza e dell’attestazione del patrimonio che impedisce a molti dei 500 mila nuclei di stranieri poveri (il 28% del totale) di accedere al beneficio.

LA CAUSA DELLA DISPARITÀ TERRITORIALE
Così come il motivo della disparità territoriale sarebbe da ricercare nel “diverso tasso di accettazione delle domande, con un numero di rifiuti maggiore laddove la percentuale è più alta, ma potrebbe anche risiedere nella misura statistica”. L’articolo conclude con questa riflessione: “Poiché l’obiettivo del reddito di cittadinanza è il contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale e le regole rischiano di penalizzare alcune categorie di indigenti, è già chiaro che serve qualche aggiustamento”. In che modo? Forse proprio “grazie ai risparmi sullo stanziamento inizialmente previsto, che andrebbero destinati ad ampliare la platea dei beneficiari, con correttivi che permettano di raggiungere il maggior numero di poveri”.
reddito di cittadinanza alle poste 2REDDITO DI CITTADINANZA ALLE POSTE

E stando sempre in tema di povertà, lo scorso lunedì 6 maggio il Sole24Ore ha fatto un po’ di conti in tasca alla middle class, rilevando che dal 2008 ha perso il 12% del proprio reddito, con un calo che nel decennio nella fascia reddituale che sta tra i 26 mila e i 55 mila euro.

Tanto che il 43% degli italiani non riesce ad arrivare ai 15 mila euro di reddito annuo. E i più ricchi sono una quota che non supera il 5% dei contribuenti. Confronti possibili? Anche l’area Ocse non è affatto messa bene. A guardare a fondo si scopre che “il numero delle famiglie con un reddito medio è calato quasi ovunque negli ultimi trent’anni: Spagna -9,4%, Germania -5,8, Olanda -5, Italia -3,9”.
luigi di maio reddito di cittadinanzaLUIGI DI MAIO REDDITO DI CITTADINANZA

Ma in questi giorni, oltre che di povertà, sui giornali si è parlato anche molto di ricchezza. In particolare sul Sole24Ore e su Libero, che secondo dati Bankitalia-Istat “dopo tre anni di calo nel 2017 la richezza netta delle famiglie italiane e tornata a crescere (98 miliardi in piu in termini fair value; +1%) ed e arrivata a 9.743 miliardi, otto volte il loro reddito” si può leggere sul quotidiano confindustriale. “Mentre quella delle societa non finanziarie s’e ridotta a 1.053 miliardi (23 miliardi in meno sul 2016; -2,1%). Ciò che fa titolare a Libero così l’apertura della prima pagina del 10 maggio: “Ecco la verità sulla ricchezza degli italiani”. Ovvero, “siamo nababbi: superati addirittura dai tedeschi”. La verità? Forse, o come sempre, sta nel mezzo, come per i famosi polli di Trilussa… 

Fonte: qui

sabato 4 maggio 2019

ROMA, CASAMONICA - A CASA AVEVA DROGA, SOLDI E GIOIELLI MA VOLEVA CHIEDERE IL REDDITO DI CITTADINANZA

E’ LA STORIA DI MARIANNINA DI SILVIO, CONVIVENTE DI GUERRINO CASAMONICA 
LA DONNA VIVEVA IN UNA CASA OCCUPATA DI PROPRIETA’ DELL’INPS 
IN BELLA VISTA NEL SALONE C'ERA UN BILANCINO DI PRECISIONE, UN CONTENITORE CON DENTRO DELLA COCAINA E 2MILA EURO IN CONTANTI…
Francesco Salvatore per “la Repubblica - Edizione Roma”

casamonica orologiCASAMONICA OROLOGI
Nella sua abitazione al Tuscolano, la donna aveva un piccolo tesoro oltre che droga e soldi Ma al giudice ha detto di essere povera Aveva un piccolo tesoro nascosto in casa ma al giudice, Mariannina Di Silvio, 23 anni, convivente di Guerrino Casamonica ha detto di essere povera e di voler fare richiesta del reddito di cittadinanza.

Il piccolo tesoro è saltato fuori durante una perquisizione della polizia: gli agenti stavano cercando tutt' altro, ovvero droga in una casa occupata di proprietà dell' Inps, nel quartiere Tuscolano- Don Bosco. Quando l' altro ieri i poliziotti sono entrati in casa di Mariannina Di Silvio, 23 anni, convivente di Guerrino Casamonica, 39 anni, gli si è schiuso davanti agli occhi uno scrigno pieno di monili d' oro: cinque orologi fra cui due Rolex, 16 ciondoli, 31 anelli con brillanti e non (tra cui due fedi nuziali con inciso "Ale e Ledy"), 15 orecchini, 4 bracciali, 8 collane, 7 catenine, 2 croci, una spilla e, per finire, una bustina di polvere dorata.
donne casamonicaDONNE CASAMONICA

Una gioielleria, di fatto. Infilata all' interno di una cassaforte in un vano nel salotto. Il ritrovamento dei gioielli, poi sequestrati, che gli investigatori ipotizzano siano provento di attività illecita, hanno fatto passare in secondo piano il motivo originario del blitz. Ovvero mettere fine a un traffico di droga all' interno di un condominio ritenuto il feudo delle famiglie di origine sinti - poco lontano dalla basilica di San Giovanni Bosco, divenuta famosa 4 anni fa per il funerale show di Vittorio Casamonica.

casamonica casaCASAMONICA CASA
La segnalazione era arrivata agli agenti del commissariato Tuscolano alcuni giorni prima. E al mattino, quando sono arrivati in casa della donna, i poliziotti hanno subito notato qualcosa che non andava. In bella vista c' era un bilancino di precisione e, poco più in là, un contenitore con dentro della cocaina e 2mila euro in contanti in banconote di vario taglio. Mariannina Di Silvio si è subito dichiarata proprietaria della droga e, per questo, sono scattate le manette. Gli agenti hanno passato al setaccio anche l' appartamento accanto ma non è stato trovato nulla.

blitz contro i casamonicaBLITZ CONTRO I CASAMONICA
Trascorsa una notte in cella, ieri mattina si è svolta l' udienza di convalida davanti al giudice. Dopo la testimonianza dei poliziotti il giudice ha convalidato l' arresto, perché ritenuto nei termini di legge, e disposto la misura cautelare dell' obbligo di firma: l' indagata, adesso, dovrà andare ogni giorno in commissariato per segnalare la sua presenza. In aula, ad ogni modo, la donna non ha mostrato alcun timore. Incalzata dal pm Gianluca Mazzei non ha dato alcuna spiegazione sulla provenienza di quel tesoretto. Anzi, ha rilanciato. Dichiarandosi indigente, si è spinta oltre: «Ho tre figli, chiederò il reddito di cittadinanza».

Fonte: qui

venerdì 19 aprile 2019

STANNO CONSEGNANDO LE PRIME TESSERE DEL REDDITO DI CITTADINANZA. IN SICILIA E IN CAMPANIA. GLI UFFICI POSTALI SONO ANCORA APERTI. LA METÀ DELLA GENTE HA TROVATO LA SORPRESA DI PASQUA: SULLE CARTE CI SONO POCHI SOLDI, 50/100 EURO. A CHI È ANDATA BENE 300/400 EURO

SU OLTRE 800 MILA DOMANDE, L’INPS HA RITENUTO IDONEE 470 MILA. 
AVVISATE DI MAIO, BUFERA SUI SOCIAL: "DA OGGI FAREMO CAMPAGNA CONTRO I CINQUE STELLE"

Rosita Rijtano per www.repubblica.it

DI MAIO E LA CARD PER IL REDDITO DI CITTADINANZA BY LUGHINODI MAIO E LA CARD PER IL REDDITO DI CITTADINANZA BY LUGHINO
Un esercito di delusi. Sono tanti i cittadini che stanno riversando sui social network il proprio scontento dopo aver avuto notizia delle somme destinategli dal reddito di cittadinanza. I beneficiari hanno iniziato a ricevere i messaggi di conferma della domanda da parte dell'Istituto di previdenza sociale nelle scorse ore: delle circa 800mila richieste, al momento ne sono state accettate 487.677. Sms ed email hanno dato speranza a molte famiglie italiane, almeno fino a quando non è stato noto l'importo. Cifre inferiori alle aspettative e, in alcuni casi, irrisorie dato che c'è chi si è visto assegnare 40 euro. "Come si può vivere così?", sembra essere la domanda ricorrente. Un caso nel caso sono diventati i commenti firmati dalla pagina Inps per la famiglia che in questi giorni è stata presa d'assalto.

"Da adesso campagna contro i Cinque stelle"
Lo scontento è chiaro nei gruppi privati e pubblici dedicati al reddito di cittadinanza. C'è chi scrive: "40 euro? Vergogna. Ragazza madre di due figli, disoccupata. Questo è l'aiuto che date". O, ancora, "60 euro? È uno scherzo?". C'è chi si mostra incredulo: "Com'è possibile! Siamo 3 adulti disoccupati, l'Isee è 2400 euro, pagando 410 di affitto, e di reddito di cittadinanza l'importo è 197 euro".

reddito di cittadinanzaREDDITO DI CITTADINANZA
Non c'è nulla di strano dato che la cifra spettante per il reddito o pensione di cittadinanza viene elaborata dall'Inps al netto delle prestazioni già spettanti e in applicazione della normativa del reddito di cittadinanza votata in parlamento e illustrata sul sito del Ministero del lavoro. In pratica, come ha spiegato a Tpi un'operatrice del Contact Center Inps, non si tiene conto solo dell'Isee (l'indicatore della situazione economica equivalente) ma anche di "redditi percepiti e dichiarati, delle pensioni sociali", nonché del "reddito dell'intero nucleo famigliare e non solo della persona, magari disoccupata, che l'ha richiesto".

luigi di maio con la card per il reddito di cittadinanza 9LUIGI DI MAIO CON LA CARD PER IL REDDITO DI CITTADINANZA 
Eppure in molti sembrano essersi lasciati abbagliare dai 780 euro, cioè l'importo massimo previsto e sbandierato in campagna elettorale. E allora c'è chi assicura vendetta, scrivendo che "da adesso farà campagna contro i Cinque Stelle". Il reddito di cittadinanza è stato uno dei cavalli di battaglia della propaganda del Movimento. La protesta è appena cominciata e chissà quali saranno le ricadute politiche in vista delle europee di fine maggio.

Il reddito di cittadinanza anche a un ex terrorista rosso
REDDITO DI CITTADINANZA BY VAUROREDDITO DI CITTADINANZA BY VAURO




Tra chi invece sembra soddisfatto c'è Raimondo Etro, ex brigatista rosso, condannato nel 1999 a 20 anni e sei mesi di carcere per concorso nell'omicidio del giudice Palma e nella strage di via Fani, in cui venne sequestrato Aldo Moro e furono uccisi gli uomini della sua scorta. Etro ha mostrato l'sms che gli notificava l'accoglimento della richiesta al reddito di cittadinanza in una foto postata su Facebook, accompagnandola con un commento: "Qualcuno in futuro dirà: Salvini e di Maio hanno fatto anche alcune cose buone...e a ragione...".

La polemica sui commenti della pagina dell'Inps
reddito cittadinanza memeREDDITO CITTADINANZA 
Per alcuni sono degli "eroi nazionali", per altri degli "arroganti". Di certo, i social media manager che curano Inps per la famiglia, uno dei canali social ufficiali dell'Istituto nazionale di previdenza sociale, non stanno avendo vita facile in questi giorni. Prima il profilo è stato preso d'assalto da cittadini desiderosi di ottenere maggiori informazioni e di sfogarsi dopo aver ricevuto l'esito della pratica.

Tra i tanti commenti assurdi, quelli di utenti che hanno dichiarato di lavorare in nero. Poi le risposte fornite dall'account hanno iniziato a rimbalzare di bacheca in bacheca sulle reti sociali e c'è chi le ha definite arroganti e offensive. "Cogliamo l'occasione per scusarci con quanti possano essersi sentiti toccati od offesi da alcune nostre risposte", hanno scritto qualche ora fa i gestori della pagina, travolti dalle polemiche. Ma molti utenti si sono schierati dalla loro parte.

Attenzione ai fake
Come spesso accade in queste situazioni, non mancano i fake. Ad esempio, in uno degli screenshot condivisi su Twitter e Facebook sembra che in uno dei commenti ufficiali dell'Inps ci sia scritto: "Chi sta meglio non è un fottuto parassita. Vai in Africa se ti piace così tanto il terzo mondo". Si tratta di un falso account. Bisogna fare attenzione. La pagina ufficiale dell'Inps si chiama Inps per la famiglia non Inps per le famiglie.

Fonte: qui

Reddito di cittadinanza: La delusione sugli importi

Non accenna a placarsi la polemica sugli esigui importi del reddito e della pensione di cittadinanza accreditati ai vincitori della “lotteria” governativa. Infatti tutti i “vincitori” si aspettavano di ricevere tondo tondo i famosi 780 euro. Quando invece hanno verificato che alcuni importi erano prossimi allo zero, si sono scatenate le polemiche sulle pagine di facebook dell’Inps. Alcuni operatori dell’Istituto forse scambiando la pagina istituzionale per il proprio account privato hanno risposto per le rime e la polemica invece di placarsi, ne è risultata aumentata. Ciò ha costretto il commissario dell’Inps a fare delle precisazioni che al momento sembrano aver avuto scarso esito. Oppure ci può essere un’altra interpretazione. Visto che gli addetti alla pagina di facebook, come lo stesso commissario ha precisato, non sono incauti addetti di qualche call center, ma funzionari dell’Inps che finora non avevano mai debordato, costoro forse autonomamente o forse ispirati da qualche suggerimento,  in considerazione delle risposte poco istituzionali in auge da qualche tempo da parte dei vertici governativi ( uno per tutti: chiamare Juncker, il Commissario UE ubriacone) hanno rotenuto di potersi adeguare, aumentando “vieppiù” il furore dei beneficiari.

Eppure doveva essere ovvio che i 780 euro era il limite massimo da cui andavano sottratti gli altri sussidi eventualmente corrisposti.
A questo punto l’Istituto di Previdenza per fugare  dubbi su una elargizione generalizzata di bassi importi, al più bastanti  per una pizza e coca cola, ha ritenuto opportuno precisare che quasi 337mila degli importi erogati per il reddito di cittadinanza, pari al 71% delle prime 472.970 domande elaborate dall’Inps, superano i 300 euro. Il 50% è compreso nella fascia tra 300 e 750 euro, mentre oltre i 750 euro si attesta il 21% delle somme in pagamento. Soltanto il 7% è compreso nella fascia tra i 40 e i 50 euro. Lo stato delle richieste e l’ammontare del reddito riconosciuto può essere verificato sul sito dell’Inps attraverso il servizio online per la consultazione delle domande di reddito e pensione di cittadinanza. Si ricorda che per l’accesso a tale servizio è necessario disporre del PIN Inps, oppure dello SPID o, ancora, della carta nazionale dei servizi (CNS).
Ma oltre ad essere di importo inferiore di quello previsto, comunque saranno pochi coloro che avranno diritto realmente alla pensione di cittadinanza mentre l’Inps aveva ipotizzato che ad accedere sarebbero state 250 mila famiglie ed il Ministro del lavoro ne aveva annunciate 500 mila.
I criteri per accedere all’integrazione si stanno rivelando molto  restrittivi. In pratica avranno diritto alla pensione di cittadinanza grosso modo lo stesso numero di soggetti  che attualmente chiede l’assegno sociale, ( 120 mila nuclei familiari). L’assegno sociale è pari a 458 euro mensili per 13 mensilità (in modo da raggiungere i 5.954 euro annui), in crescita dopo i 70 anni, ed è inferiore al limite massimo per la pensione di cittadinanza (7.560 annui) ma i criteri per accedervi sono decisamente meno rigidi di quelli richiesti per la pensione di cittadinanza. La pensione di cittadinanza risulterà nella maggior parte dei casi un’integrazione dell’assegno o della pensione sociale. Fonte: qui

martedì 2 aprile 2019

IL 70% DELLE PENSIONI NON RAGGIUNGE I MILLE EURO DI IMPORTO

13 MILIONI DI ITALIANI NON PAGANO L’IRPEF E IL 5% DEI CONTRIBUENTI CON REDDITO OLTRE 50MILA EURO VERSA IL 40% DELL'IMPOSTA 

IL CONSUNTIVO DELL'INPS PER IL 2018: SU QUASI 18 MILIONI DI TRATTAMENTI TOTALI, QUATTRO SONO DI TIPO ASSISTENZIALE…

Michele Di Branco per “il Messaggero”

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Il 70% delle pensioni non raggiunge i mille euro di importo, il 25% degli italiani ha redditi così bassi da non evitare le tasse, mentre il 45% dei contribuenti dichiara meno di 15 mila euro l' anno. Le statistiche diffuse ieri da Inps e Ministero dell' Economia rimandano l' immagine plastica di un Paese piuttosto malconcio. Quanto meno sul piano della ricchezza personale. Anche se non va dimenticato, purtroppo, che la forte tendenza all' evasione fiscale falsa il quadro reale. Ad ogni modo, in tema previdenziale, è vero che su quasi 18 milioni di trattamenti pensionistici, esclusi quelli delle gestioni pubbliche, ci sono 12,6 milioni di assegni inferiori, appunto, a mille euro al mese.

Ma in molti casi i pensionati, ricorda, l' Inps sono titolari di più trattamenti. I numeri dicono che le pensioni previdenziali sono erogate soprattutto al Nord mentre al Sud prevalgono quelle assistenziali rispetto al resto del territorio. Su 17,8 milioni di pensioni, quasi quattro milioni sono trattamenti assistenziali (assegni sociali, pensioni agli invalidi civili, indennità di accompagnamento) e tra questi quali la metà (il 47,7%) è erogato in Regioni del Sud e nelle Isole.
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La situazione si capovolge se si guarda alle pensioni di vecchiaia con 187,7 assegni ogni mille residenti al Nord e appena 100,7 al Sud (149,4 in Italia) dove è più basso il tasso di occupazione e quindi di pensionamento previdenziale. Nel Nord si erogano la maggioranza delle pensioni complessive (8,55 milioni a fronte di 3,2 milioni nel Centro e 5,47 nel Sud) con 308,2 prestazioni ogni mille abitanti a fronte delle 265,4 ogni mille abitanti del Sud.

Oltre la metà degli assegni sociali (456.167 su 818.776), le prestazioni erogate agli anziani in situazione di bisogno, sono erogate al Sud (il 55,7% del totale) mentre nel Nord ne arrivano meno di un quarto (il 24,6%). Nel 2018 sono state liquidate 1.135.294 nuove pensioni, la metà delle quali (567.934) di natura assistenziale.

PAESE SPACCATO
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Intanto le statistiche Irpef rese note ieri dal Mef descrivono un Paese spaccato in due. Gli italiani, nel 2018, hanno dichiarato in media poco più di 20 mila euro (20.670), vale a dire l' 1,3% in meno di un anno precedente. Ma i 24 mila della Lombardia e i 14 mila della Calabria, i due opposti regionali, parlano di un divario irriducibile. I numeri dicono che il 5,3% dei contribuenti più facoltosi, con oltre 50 mila euro di reddito, versano il 40% delle tasse totali. Sull' altro fronte, quasi 13 milioni pagano zero imposte.

Oltre 10,5 milioni di soggetti sono contribuenti con livelli reddituali compresi nelle soglie di esenzione, ovvero di coloro la cui imposta lorda si azzera per effetto delle detrazioni. Tuttavia, specifica il Mef, considerando i soggetti la cui imposta netta è interamente compensata dal bonus 80 euro, i soggetti che di fatto non versano l' Irpef salgono a circa 12,9 milioni.

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E, a proposito degli 80 euro, in due milioni hanno dovuto restituire il bonus in quanto, tra il 2017 e il 2018, i loro redditi sono cresciuti. In tema di imposte locali, gli abitanti del Lazio risultano i più spremuti: l' addizionale regionale media raggiunge 610 contro i 410 di media nazionale. Quanto mercato del lavoro, il ministero evidenzia l' aumento del numero di lavoratori con contratti a tempo determinato (+14,7%), «presumibilmente a causa del venir meno della decontribuzione per le nuove assunzioni, previste per due anni dal Jobs act che ha determinato una ricomposizione delle assunzioni a favore di forme contrattuali temporanee».

Fonte: qui

L’ITALIA È IL PAESE IN EUROPA DOVE SI EVADONO PIÙ TASSE. MA ANCHE GERMANIA E FRANCIA NON SE LA CAVANO BENISSIMO 

LO STUDIO DELLA SOCIETÀ INGLESE “TAX RESEARCH LLP”: IL RAPPORTO TRA FISCO EVASO ED ENTRATE FISCALI È AL 23,28%, LO STATO NON INCASSA QUALCOSA COME 190 MILIARDI DI EURO 

MA ANCHE I TEDESCHI…


 


L’ITALIA È PRIMA PER EVASIONE FISCALE (MA GLI ALTRI STATI UE NON SONO MESSI MEGLIO)
EVASIONE FISCALE IN EUROPAEVASIONE FISCALE IN EUROPA

L'Italia è prima al mondo, ma non per una buona ragione. Secondo un recente studio condotto dalla società inglese Tax Research LLP emerge che l’Italia è il primo paese per evasione fiscale in Europa, con circa 190 miliardi di euro di tasse evase.

E se ci si sposta in termini relativi, il tax gap dell’Italia, cioè il rapporto tra fisco evaso ed entrate fiscali dello Stato, si attesta al 23,28%. Ciò significa che per ogni euro riscosso dal fisco italiano, si perdono circa 23 centesimi in evasione fiscale. I numeri non sono confortanti, ma nel resto d'Europa, gli altri Stati non se la passano meglio.

QUANTO VALE L’EVASIONE FISCALE IN ITALIA E IN EUROPA?
Alessandro Leozappa per www.risparmiamocelo.it

Negli ultimi tempi, l’evasione fiscale è entrata prepotentemente all’interno del dibattito politico. Non si tratta però di un problema nuovo. I fenomeni di evasione fiscale esistono sin da quando i governanti impongono tasse ai loro cittadini.
EVASIONE FISCALEEVASIONE FISCALE

Chi ci segue inoltre su Facebook, avrà sicuramente notato l’infografica postata qualche giorno fa che ritraeva l’evasione fiscale in Europa. Stando ad un recente studio condotto dalla società inglese Tax Research LLP emerge che l’Italia è il primo paese per evasione fiscale in Europa, con circa 190 miliardi di euro di tasse evase.

Per avere un’idea concreta del danno da evasione fiscale per la società, i mancati introiti per lo Stato italiano equivalgono a circa il doppio della spesa pubblica in sanità. Nella classifica dell’evasione fiscale in Europa, dietro all’Italia si piazzano in ordine Germania (125 miliardi), Francia (118 miliardi) e Regno Unito (87 miliardi). In totale, prendendo come riferimento l’anno fiscale 2015, l’evasione fiscale tra i Paesi Membri dell’Unione pesa 824 miliardi di euro. È più di sei volte la dimensione del bilancio annuale dell’UE.
evasione-fiscaleEVASIONE-FISCALE

È interessante anche notare come cambia questa classifica se consideriamo il peso che l’evasione fiscale ha sul gettito fiscale. Italia, Germania e Francia sono infatti le tre più grandi economie dell’eurozona e anche per questo motivo il valore assoluto delle tasse evase è molto elevato.

Se ci si sposta in termini relativi, il tax gap dell’Italia, cioè il rapporto tra fisco evaso ed entrate fiscali dello Stato, si attesta al 23,28%. Ciò significa che per ogni euro riscosso dal fisco italiano, si perdono circa 23 centesimi in evasione fiscale.

EVASIONE FISCALE IN EUROPAEVASIONE FISCALE IN EUROPA
Peggio di noi soltanto Romania (29,51%), Grecia (26,11%) e Lituania (24,36%). Il paese europeo con il tax gap più basso è invece il Lussemburgo, dove l’evasione fiscale pesa il 7,98% degli introiti statali.

Come abbiamo visto dai numeri, quello dell’evasione fiscale è un problema serio e ben radicato sia in Italia sia in Europa. Gli oltre 800 miliardi di euro che secondo le stime mancherebbero dalle casse degli stati europei, sarebbero risorse di grande beneficio per la ripresa economica in Europa. Ma al di là dell’aspetto economico, l’evasione fiscale genera ingiustizia sociale tra coloro che pagano e coloro che non pagano le tasse e pertanto va combattuta con ogni forma e mezzo.

Fonte: qui