9 dicembre forconi: evasione fiscale
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venerdì 1 novembre 2019

LA CLINICA COLUMBUS È A UN PASSO DAL CRAC FINANZIARIO. PRESA SOTTO L’ALA DELLA FONDAZIONE GEMELLI, SI OCCUPA DI FORNIRE PRESTAZIONI SANITARIE ED È IN AMMINISTRAZIONE CONTROLLATA, DOPO IL FALLIMENTO DICHIARATO NEL MAGGIO 2017 PER COLPA DI UN…

300 TRA MEDICI E PARAMEDICI RISCHIANO DI PERDERE IL POSTO
Fabio Amendolara per “la Verità”

clinica columbus romaCLINICA COLUMBUS ROMA
Il bubbone che rischia di imbarazzare non poco il Vaticano sta per scoppiare nel board della Fondazione policlinico Agostino Gemelli, emanazione dell' Università cattolica del Sacro cuore (controllata dai vertici ecclesiastici, segreteria di Stato compresa, attraverso l' istituto Toniolo), la quale sceglie il direttore generale e amministra diversi ospedali riconducibili alla Santa sede (compreso il Gemelli, ospedale del Papa).
Giovanni Raimondi gemelliGIOVANNI RAIMONDI GEMELLI

I problemi iniziano quando la Fondazione prende sotto la propria ala la casa di cura Columbus, clinica a due passi dal Gemelli che si occupa di fornire prestazioni sanitarie e che è attualmente in amministrazione controllata, dopo il fallimento dichiarato nel maggio 2017 per colpa di un buco causato da cattiva gestione e da un' evasione fiscale milionaria.

clinica columbus roma 4CLINICA COLUMBUS ROMA 











La Columbus, valore d' azienda stimato dalla curatela fallimentare in 10 milioni di euro, posti letto e ambulatori specializzati e accreditati con il Servizio sanitario nazionale, nel 2015 (quando a comandare in Vaticano erano già papa Francesco e i suoi uomini) è diventata un ramo d' azienda della Fondazione policlinico Gemelli, presieduta dal finanziere Giovanni Raimondi (nel Cda siede anche Gianni Letta), manager e presidente di una decina tra fondazioni e società d' orbita vaticana e non, come la Castello, una Spa di gestione del risparmio che investe anche in imprese del settore dell' energia.
policlinico gemelli 3POLICLINICO GEMELLI 

Giovanni Raimondi 1GIOVANNI RAIMONDI 
Tra Natale e l' Epifania del 2015, come risulta dai documenti depositati alla Camera di commercio, due suore missionarie del Sacro cuore di Gesù, Loredana Maria Manzoni e Annita Turnu, ricevono l' incarico di amministratrici dalla Fondazione. E da subito devono fare i conti con una perdita in bilancio da 30 milioni, provocata, spiega il revisore legale Antonio Maria Cipolloni, «da un progressivo peggioramento dei risultati economici dell' attività svolta, con una forte contrazione dei ricavi per le prestazioni e conseguenti ingenti perdite».
clinica columbus roma 3CLINICA COLUMBUS ROMA 

Il problema più evidente, sottolinea l' esperto contabile, è legato al costo del lavoro.
L' organico è di 850 unità su un totale di 242 posti letto, per un rapporto di 3,53 unità per posto letto, «ben oltre i limiti accettabili da qualsiasi conto economico», sentenzia Cipolloni. Troppi dipendenti (gli esuberi sarebbero 300) e poche entrate. Il conto gestito delle sorelle di Gesù è andato presto in default.
policlinico gemelli 2POLICLINICO GEMELLI 

Suor Loredana e suor Annita, ormai in difficoltà, a un certo punto avrebbero quindi interrotto il versamento dei sostituti d' imposta, fino ad accumulare un ritardo nei pagamenti per oltre 25 milioni di euro. Cifra alla quale va sommato anche il mancato versamento al 2016 dei contributi assistenziali e previdenziali per un milione di euro. Ma i nodi stanno venendo al pettine: le due suore manager, scaricate senza troppi problemi, sono finite nel mirino della Procura per l' evasione e della curatela per i conti e a questo si aggiunge che la convezione per il fitto di ramo d' azienda da parte della fondazione scade oggi.
policlinico gemelli 1POLICLINICO GEMELLI 

Motivo per cui 300 tra medici e paramedici rischiano di perdere il posto. A giugno una rappresentanza sindacale riuscì a incontrare il premier Giuseppe Conte e a lasciargli un plico che riassumeva la situazione. Una operazione inutile, visto che Giuseppi non si è fatto vivo. Stando a quanto racconta chi ha potuto parlare con i curatori del fallimento, la Fondazione avrebbe avanzato una proposta di salvataggio, al momento top secret, che a qualcuno sembra costruita per essere bocciata dal Tribunale, risolvendo il problema alla radice. In sostanza, la Fondazione avrebbe offerto di gestire la Columbus a condizioni invariate fino al 30 giugno 2020.
clinica columbus roma 2CLINICA COLUMBUS ROMA 

Gli amministratori fallimentari, invece, vorrebbero che, come previsto dalla legge, la Fondazione si assumesse oltre agli onori, anche tutti gli oneri: ovvero, insieme ai rapporti giuridici attivi, anche quelli passivi. È facile intuire, però, che con quei numeri negativi la Fondazione si esporrebbe al rischio di compromettere l' equilibrio finanziario dell' intero ente.
policlinico gemelliPOLICLINICO GEMELLI

Che sembra aver clonato i problemi: sarebbe andata in crisi un' altra controllata dalla Fondazione policlinico Gemelli, la Mater Olbia hospital, dalla quale un gruppo di investitori arabi provenienti dal Qatar si sta sfilando, lasciando da solo Raimondi (che lì è amministratore delegato) a gestire perdite per circa 3 milioni di euro, stando al bilancio del 2018. E con l' azienda sarda per la tutela della salute che ha annunciato il taglio di contributi alla Mater Olbia da 25 milioni a massimo 5 milioni annui, i venti di crisi sono alle porte.
clinica columbus roma 1CLINICA COLUMBUS ROMA 

Raimondi, insomma, ha due fronti aperti che fanno fibrillare la Fondazione. A Roma il pressing del manager fa leva sulla salvaguardia dei posti di lavoro e sulla continuità garantita di assistenza ai pazienti. Almeno per altri sei mesi.

Sperando di spuntarla senza caricarsi debiti e passività, nonostante i curatori fallimentari storcano il naso. Oggi i ragionieri della Fondazione avanzeranno in extremis una proposta ritoccata, mentre i sindacati chiedono un tavolo urgente in Prefettura. In prima fila c' è il segretario provinciale dell' Ugl Sanità Valerio Franceschini, che spiega: «Da un lato c' è la sentenza fallimentare, con assegnazione ai creditori e a chi vanta diritti sui beni, dall' altro lato c' è la totale mancanza di garanzie sull' occupazione».

Fonte: qui

venerdì 27 settembre 2019

Cerchiamo di andare OLTRE alla disinformazione di massa sull'evasione fiscale



Mentre in questo Paese sempre più in devastazione mentale si discute alacremente da giorni della Tassa sulla Merendina (naturalmente a scopo di salute pubblica e per il bene comune....ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah! Scusate mi è scappata...)
nel frattempo - come ogni volta che si avvicina una finanziaria difficile - ecco che non solo gli illiberali catto-comunisti/nazionalsocialisti de noantri
ma anche i libbberali de noantri"
riprendono a martellare con il Mantra dell'Evasione come Emergenza Nazionale...

Siamo in pochi a dirvi la VERITÀ su questa BUFALA che viene ciclicamente pompata ad arte
1. per tentare di fare un po' di cassa tartassando i soliti noti
2. per avere "una voce di bilancio posticcia" da infilare nel MEF sotto "lotta all'evasione" e poter disporre di qualche miliardo fittizio in più per far quadrare le previsioni di breve, che tanto poi non saltano mai fuori 'sti miliardi
ed è solo logico se leggerete questo post fino in fondo, link inclusi...
e se riuscirete ad andare oltre al lavaggio del cervello standard.

Prima di tutto però leggetevi il mio ultimo post
ed un post classico di tre anni fa



Ed a seguire vi aggiungo altri dati utili
per andare oltre a questa BUFALA STRUMENTALE
e/o comunque evidenziare meglio dove sarebbe veramente "l'evasione che conta"
ovvero quella che fa decollare 'ste stime ad cazzum ai 130mld di Cottarelli od ai 180mld dell'analisi che a breve vi citerò od ai 230mld di altre stime e così via...
che tanto 'sti 50-100 miliardi in più od in meno che ballano...rendeno bene l'idea del livello di approssimazione di queste stime.
Peccato che le voci PRINCIPALI di questi 100-200-300mld di supposta evasione siano difficilissimi da "aggredire" (vedi infografica).
Dunque si stanno a spaccare i maroni solo sulle briciole di evasione di sopravvivenza in un paese dalla pressione fiscale record
1. perché sono attaccabili e perché si può scatenare bene l'invidia sociale del popolo creando divisioni
2. perché è ottima scusa per stringere ancora più il controllo
- per es. con la crociata contro i contanti (anche se la grande evasione non passa da lì, ormai lo sanno anche i bambini ma non gli italioti con  lavaggio del cervello) -
e dunque toglierci le ultime libertà + il controllo sui nostri risparmi
ad oggi ancora "materializzabili" e dunque sottraibili (anche grazie al contante) al controllo totale di Stati-banche&finanza.
Poi senza contanti voglio vedere come ti proteggi da eventuali fallimenti bancari che innescherebbero bank-run/limitazioni a bancomat&bonifici (vedi Grecia 2011-2015) etc
Vi anticipavo come al solito tutto anni fa...

Pensate se la Grecia fosse stata "cashless" come sarebbero stati "felici&rilassati" i correntisti qualche mese fa...
E leggete bene anche questo post ehhhh
Mondo Bitcoin = le Ali della Libertà (la UE vuole poter congelare il tuo c/c per bloccare i bank run)

Che poi ormai lo ammettono persino lorsignori ehhh
Qui le affermazioni del 2015 dell'allora Ministro delle Finanze


Che poi le utili funzioni utili del contante sono anche altre
ma qui concentriamoci sull'evasione.

Negli ultimi 20 anni (con Crescita praticamente nulla) gli incassi dello Stato sono quasi raddoppiati: questo significa che i contribuenti non solo pagano, ma pagano sempre di più.
Meno del 5% dell’evasione totale (ossia circa 8 miliardi su 180) è imputabile ad imprese, artigiani e liberi professionisti, e il dato è in linea con gli altri Paesi europei: non è vero quindi che siamo un “paese di evasori”, come vorrebbero farci credere.
Tutto il restante è imputabile a economia sommersa, corporate, grandi banche, criminalità organizzata.
Ma ci raccontano che dobbiamo abolire il contante per “combattere l’evasione”, quando il vero fine.......................
.
è quello di ottenere il controllo assoluto: il contante nelle mani delle persone- che ne fanno ciò che vogliono quando vogliono- rappresenta l’ultimo baluardo di libertà.
E il guaio è che la maggior parte della gente alla narrazione subdola dell’evasione fiscale ci crede pure.
Così ad opporsi sarà una minoranza, e forse - speriamo di no- vinceranno loro.



Si definisce l'Italia un paese di evasori, perché ci sono 80 miliardi di evasione della mafia (difficilissimo recuperarli) e 40 delle multinazionali (difficilissimo recuperarli senza accordi globali)
E questi soldi rientrano solo parzialmente nel sistema perché le multinazionali li portano all'estero, la mafia anche ma non solo.
Poi c'è una evasione data dal lavoro nero, che costa 20 miliardi di euro e comprende anche gli extracomunitari che lavorano nel sud nelle aziende agricole o nelle aziende del nord est.
Ma questi soldi rientrano come consumi e investimenti nell'economia quindi hanno un impatto diverso rispetto a quelli dell'evasione precedente per cui andrebbero anche calcolati gli effetti positivi sul pil.
Inoltre molti di questi evasori, chiuderebbero le loro aziende se mettessero in regola i lavoratori, specie nel centro sud, pertanto lo stato non incasserebbe un euro di tasse (da conteggiare anche 890 mila dipendenti che fanno il doppio lavoro e non pagano le tasse, una percentuale molto vicina ai tanto vituperati artigiani)
Quindi questo calcolo rischia di essere fallace.
Poi ci sono 8 miliardi dei commercianti e liberi professionisti, il 5 per cento, anche meno del totale, su cui però c'è una attenzione mediatica spaventosa rispetto al valore e che peraltro sono soldi che rientrano nell'economia quindi hanno un impatto anch'esso diverso dal primo gruppo.
Per ultimo ci sono le aziende nostrane che evadono circa 30 miliardi attraverso forme di elusione, soldi che comunque rientrano in circolo.
Ora non voglio dire che quest'ultima sia evasione positiva ma certamente è fisiologica e se togliamo multinazionali e mafia, la nostra evasione è inferiore a quella dei paesi esteri.

La stima sopra citata è stata effettuata dal Centro Studi e Ricerche Sociologiche “Antonella Di Benedetto” di KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it



Inoltre i soldi che lo Stato getta letteralmente nel cesso (non parlo solo di spesa improduttiva ma proprio di mala gestione/corruzione) ammontano a quasi il doppio dell'evasione totale...
ma visto che le stime ad minkiam sull'evasione oscillano per approssimazioni anche di +/- 100mld....
io posso dirvi che la mala gestione dello Stato centralista Unitario Fallito Assistenzialista pesa anche il triplo della supposta evasione ovvero anche 500mld = 1/3 del PIL...
ma di questo nessuno ne parla e tutti a chiedere più Stato ehhhh...chissà perchè? ;-)

Lo stato italiano sperpera 200 miliardi di euro ogni anno e pretende che i contribuenti paghino sempre più tasse per sostentarlo. Non è l'evasione fiscale la vera emergenza nazionale.


“L'evasione è un falso clamoroso: intanto il suo ammontare è fornito da esattori e consumatori di tasse, quindi il dato non è per nulla imparziale.
In secondo luogo, nei contenziosi tributari, lo stato ha torto 2 volte su 3.
Il dato sarebbe ancor più grave, se tenessimo conto dei tanti che pagano rinunciando al contenzioso, a causa dei costi eccessivi dello stesso.”(cit. Loris Eccheli)

"Le stime sulla evasione comprendono attività che se emergessero, automaticamente sparirebbero.
Quindi somme che non si potrebbero in NESSUN MODO incassare pur mettendo sotto controllo staliniano ogni partita iva o lavoratore.
Quindi è tutta una presa in giro.
Calcolano nell'evasione le tasse che non pagano ... gli spacciatori e i narcotrafficanti....
E usano questo come scusa per vessare professionisti, artigiani e imprenditori.
Lo scopo è tutelare il loro marcio parassitismo.
E la gente gli crede pure.
CHE PENA. CHE ORRORE.
(cit. Davide Cavenagh)

Tanto questo post servirà a ben poco, che lo Stato ha fatto un lavaggio del cervello di massa a regola d'arte e dunque #BUONAPROSECUZIONEDIDECLINO



E basta di presentare l'evasione fiscale come un'emergenza!


"E' incredibile che...vi sia ancora qualcuno che considera l'evasione fiscale un problema (primario) in Italia, quando negli ultimi vent'anni l'incasso fiscale dello stato è raddoppiato.
Nel frattempo la crescita economica è stata quasi nulla, quindi lo Stato ci costa il doppio di vent'anni fa.
Dov'è finita questa fiumana di soldi, oltre 400 miliardi in più all'anno, che lo Stato ha espropriato al settore privato?........" (G. Piombini) 
Beh...che posso aggiungere ad un così chiaro 2+2 = 4?

1. Chi continua a spacciarvi l'evasione fiscale come un'emergenza (politici, giornalisti, mass-media, istituzioni, scuole pubbliche etc) è un mentitore seriale criminogeno che vuole solo distrarvi dalle vere priorità

2. Chi continua a credere ancora a questa bufala....................
.
( = purtroppo la maggioranza) è un vero italiota (nel senso più dispregiativo).
Anche se in effetti il lavaggio del cervello da parte dello Stato è mooolto efficiente e martellante, facendo leva sulla mentalità assistenzialista, illiberale, di demonizzazione della ricchezza e di invidia sociale assai radicata nell'italiano medio.
Lo Stato (fallito) Italiano è riuscito a fare un capolavoro: creare una marea di cittadini soldatini fedelissimi allo Stato itaGliano che in realtà è il loro nemico numero uno...
vedi il mio post: Lo Stato è un MEZZO (a voi giudicare se efficace o meno)...non un FINE (o la Fine...)
3. L'evasione rimasta è fisiologica/di sopravvivenza di fronte a pressione fiscale record mondiale.
Inoltre dati alla mano in varie zone del Nord è sotto alla media UE.
Poi c'è il meridione con evasione assai diffusa ma ormai parliamo di evasione in lande desertificate economicamente ed in mano alle mafie, che campano di assistenzialismo del Nord con 5 regioni che ne mantengono 15 (in modo sempre più insostenibile).
Vedi alcuni miei post sul tema:
Discorsi comunque inutili ... che siamo in 4 gatti a dirvi la verità
di fronte ad un massiccio lavaggio del cervello attraverso un continuo bombardamento mediatico-istituzionale.

Anni fa io vi spiegai per benino le cose in questo IMPERDIBILE post
Buona Lettura



Fonte: IlGrandeBluff 

giovedì 13 giugno 2019

RINVIATO A GIUDIZIO CORALLO; IL RE DELLE SLOT, CHE PER I PM ROMANI PAGAVA I TULLIANI (E DUNQUE FINI) PER I SUOI AFFARI MILIARDARI NEL SETTORE DEL GIOCO D'AZZARDO

I SOLDI RIPULITI FURONO USATI PER COMPRARE LA FAMIGERATA CASA DI MONTECARLO INTESTATA AL COGNATO DELL'ALLORA PRESIDENTE DELLA CAMERA, MA POI SI SCOPRÌ ANCHE UN FLUSSO DI DENARO DIRETTAMENTE VERSO I FAMILIARI

FRANCESCO CORALLOFRANCESCO CORALLO
Rinviato a giudizio per l’accusa di associazione a a delinquere finalizzata al peculato, riciclaggio ed evasione fiscale, Francesco Corallo, noto come il “re delle slot”. Lo ha deciso il gup di Roma accogliendo la richiesta della Procura. La posizione di Corallo era stata stralciata rispetto al processo principale che vede imputati, tra gli altri, l’ex presidente della Camera Gianfranco Fini, la sua compagna Elisabetta Tulliani, il fratello Giancarlo e il padre Sergio. I difensori di Corallo avevo presentato una serie di eccezioni e i giudici della IV sezione collegiale, dove è in corso il processo principale, avevano mandato gli atti al gup. Il processo è stato fissato al prossimo 22 ottobre davanti ai giudici della II sezione.

fini tullianiFINI TULLIANI
Cuore del processo l’ipotizzata attività di riciclaggio che coinvolge l’intera famiglia Tulliani e Corallo. Una indagine in cui un ruolo centrale aveva avuto, secondo gli inquirenti romani, l‘operazione di compravendita di un appartamento a Montecarlo, lasciato in eredità dalla contessa Annamaria Colleoni ad Alleanza Nazionale. Coinvolti nel procedimento anche l’ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Laboccetta. Secondo l’accusa, Corallo e gli altri avrebbero fatto parte di un’associazione per delinquere che, nell’evadere le tasse, era dedita al riciclaggio di centinaia di milioni di euro.
elisabetta tulliani gianfranco finiELISABETTA TULLIANI GIANFRANCO FINI

I soldi, una volta ripuliti, sarebbero stati utilizzati da Corallo per attività economiche e finanziarie, ma anche nell’acquisto di immobili che hanno coinvolto i membri della famiglia Tulliani. Gli accertamenti del procuratore aggiunto Michele Prestipino e del pm Barbara Sargenti avevano riguardato anche l’immobile Boulevard Principesse Charlotte 14 finito nella disponibilità di Giancarlo Tulliani. L’appartamento monegasco, secondo l’ipotesi della procura, sarebbe stato acquistato da Tulliani junior grazie ai soldi di Corallo attraverso due società (Printemps e Timara) costituite ad hoc.

Il coinvolgimento di Fini, che ha sempre respinto le accuse, è legato proprio al suo rapporto con Corallo. Un rapporto, per la procura, che sarebbe alla base del patrimonio dei Tulliani. Quest’ultimi, in base a quanto accertato dagli inquirenti, avrebbero ricevuto su propri conti correnti ingenti somme di danaro riconducibili a Corallo e destinati alle operazioni economico-finanziarie dell’imprenditore messe in atto tra Italia, Olanda, Antille Olandesi, Principato di Monaco e Santa Lucia.
Fini- GIANCARLO TULLIANIFINI- GIANCARLO TULLIANI

Un rapporto, quello tra l’ex vicepremier e Corallo, scriveva il gip Simonetta D’Alessandro nell’ordinanza di arresto di Giancarlo Tulliani, maturato apparentemente solo dopo un’importante gara, bandita nel 2002, vinta dalla Rti del “Re delle slot” in materia di giochi. Fonte: qui

martedì 2 aprile 2019

IL 70% DELLE PENSIONI NON RAGGIUNGE I MILLE EURO DI IMPORTO

13 MILIONI DI ITALIANI NON PAGANO L’IRPEF E IL 5% DEI CONTRIBUENTI CON REDDITO OLTRE 50MILA EURO VERSA IL 40% DELL'IMPOSTA 

IL CONSUNTIVO DELL'INPS PER IL 2018: SU QUASI 18 MILIONI DI TRATTAMENTI TOTALI, QUATTRO SONO DI TIPO ASSISTENZIALE…

Michele Di Branco per “il Messaggero”

inps-3INPS
Il 70% delle pensioni non raggiunge i mille euro di importo, il 25% degli italiani ha redditi così bassi da non evitare le tasse, mentre il 45% dei contribuenti dichiara meno di 15 mila euro l' anno. Le statistiche diffuse ieri da Inps e Ministero dell' Economia rimandano l' immagine plastica di un Paese piuttosto malconcio. Quanto meno sul piano della ricchezza personale. Anche se non va dimenticato, purtroppo, che la forte tendenza all' evasione fiscale falsa il quadro reale. Ad ogni modo, in tema previdenziale, è vero che su quasi 18 milioni di trattamenti pensionistici, esclusi quelli delle gestioni pubbliche, ci sono 12,6 milioni di assegni inferiori, appunto, a mille euro al mese.

Ma in molti casi i pensionati, ricorda, l' Inps sono titolari di più trattamenti. I numeri dicono che le pensioni previdenziali sono erogate soprattutto al Nord mentre al Sud prevalgono quelle assistenziali rispetto al resto del territorio. Su 17,8 milioni di pensioni, quasi quattro milioni sono trattamenti assistenziali (assegni sociali, pensioni agli invalidi civili, indennità di accompagnamento) e tra questi quali la metà (il 47,7%) è erogato in Regioni del Sud e nelle Isole.
pensionePENSIONE

La situazione si capovolge se si guarda alle pensioni di vecchiaia con 187,7 assegni ogni mille residenti al Nord e appena 100,7 al Sud (149,4 in Italia) dove è più basso il tasso di occupazione e quindi di pensionamento previdenziale. Nel Nord si erogano la maggioranza delle pensioni complessive (8,55 milioni a fronte di 3,2 milioni nel Centro e 5,47 nel Sud) con 308,2 prestazioni ogni mille abitanti a fronte delle 265,4 ogni mille abitanti del Sud.

Oltre la metà degli assegni sociali (456.167 su 818.776), le prestazioni erogate agli anziani in situazione di bisogno, sono erogate al Sud (il 55,7% del totale) mentre nel Nord ne arrivano meno di un quarto (il 24,6%). Nel 2018 sono state liquidate 1.135.294 nuove pensioni, la metà delle quali (567.934) di natura assistenziale.

PAESE SPACCATO
pensionePENSIONE
Intanto le statistiche Irpef rese note ieri dal Mef descrivono un Paese spaccato in due. Gli italiani, nel 2018, hanno dichiarato in media poco più di 20 mila euro (20.670), vale a dire l' 1,3% in meno di un anno precedente. Ma i 24 mila della Lombardia e i 14 mila della Calabria, i due opposti regionali, parlano di un divario irriducibile. I numeri dicono che il 5,3% dei contribuenti più facoltosi, con oltre 50 mila euro di reddito, versano il 40% delle tasse totali. Sull' altro fronte, quasi 13 milioni pagano zero imposte.

Oltre 10,5 milioni di soggetti sono contribuenti con livelli reddituali compresi nelle soglie di esenzione, ovvero di coloro la cui imposta lorda si azzera per effetto delle detrazioni. Tuttavia, specifica il Mef, considerando i soggetti la cui imposta netta è interamente compensata dal bonus 80 euro, i soggetti che di fatto non versano l' Irpef salgono a circa 12,9 milioni.

pensionePENSIONE
E, a proposito degli 80 euro, in due milioni hanno dovuto restituire il bonus in quanto, tra il 2017 e il 2018, i loro redditi sono cresciuti. In tema di imposte locali, gli abitanti del Lazio risultano i più spremuti: l' addizionale regionale media raggiunge 610 contro i 410 di media nazionale. Quanto mercato del lavoro, il ministero evidenzia l' aumento del numero di lavoratori con contratti a tempo determinato (+14,7%), «presumibilmente a causa del venir meno della decontribuzione per le nuove assunzioni, previste per due anni dal Jobs act che ha determinato una ricomposizione delle assunzioni a favore di forme contrattuali temporanee».

Fonte: qui

L’ITALIA È IL PAESE IN EUROPA DOVE SI EVADONO PIÙ TASSE. MA ANCHE GERMANIA E FRANCIA NON SE LA CAVANO BENISSIMO 

LO STUDIO DELLA SOCIETÀ INGLESE “TAX RESEARCH LLP”: IL RAPPORTO TRA FISCO EVASO ED ENTRATE FISCALI È AL 23,28%, LO STATO NON INCASSA QUALCOSA COME 190 MILIARDI DI EURO 

MA ANCHE I TEDESCHI…


 


L’ITALIA È PRIMA PER EVASIONE FISCALE (MA GLI ALTRI STATI UE NON SONO MESSI MEGLIO)
EVASIONE FISCALE IN EUROPAEVASIONE FISCALE IN EUROPA

L'Italia è prima al mondo, ma non per una buona ragione. Secondo un recente studio condotto dalla società inglese Tax Research LLP emerge che l’Italia è il primo paese per evasione fiscale in Europa, con circa 190 miliardi di euro di tasse evase.

E se ci si sposta in termini relativi, il tax gap dell’Italia, cioè il rapporto tra fisco evaso ed entrate fiscali dello Stato, si attesta al 23,28%. Ciò significa che per ogni euro riscosso dal fisco italiano, si perdono circa 23 centesimi in evasione fiscale. I numeri non sono confortanti, ma nel resto d'Europa, gli altri Stati non se la passano meglio.

QUANTO VALE L’EVASIONE FISCALE IN ITALIA E IN EUROPA?
Alessandro Leozappa per www.risparmiamocelo.it

Negli ultimi tempi, l’evasione fiscale è entrata prepotentemente all’interno del dibattito politico. Non si tratta però di un problema nuovo. I fenomeni di evasione fiscale esistono sin da quando i governanti impongono tasse ai loro cittadini.
EVASIONE FISCALEEVASIONE FISCALE

Chi ci segue inoltre su Facebook, avrà sicuramente notato l’infografica postata qualche giorno fa che ritraeva l’evasione fiscale in Europa. Stando ad un recente studio condotto dalla società inglese Tax Research LLP emerge che l’Italia è il primo paese per evasione fiscale in Europa, con circa 190 miliardi di euro di tasse evase.

Per avere un’idea concreta del danno da evasione fiscale per la società, i mancati introiti per lo Stato italiano equivalgono a circa il doppio della spesa pubblica in sanità. Nella classifica dell’evasione fiscale in Europa, dietro all’Italia si piazzano in ordine Germania (125 miliardi), Francia (118 miliardi) e Regno Unito (87 miliardi). In totale, prendendo come riferimento l’anno fiscale 2015, l’evasione fiscale tra i Paesi Membri dell’Unione pesa 824 miliardi di euro. È più di sei volte la dimensione del bilancio annuale dell’UE.
evasione-fiscaleEVASIONE-FISCALE

È interessante anche notare come cambia questa classifica se consideriamo il peso che l’evasione fiscale ha sul gettito fiscale. Italia, Germania e Francia sono infatti le tre più grandi economie dell’eurozona e anche per questo motivo il valore assoluto delle tasse evase è molto elevato.

Se ci si sposta in termini relativi, il tax gap dell’Italia, cioè il rapporto tra fisco evaso ed entrate fiscali dello Stato, si attesta al 23,28%. Ciò significa che per ogni euro riscosso dal fisco italiano, si perdono circa 23 centesimi in evasione fiscale.

EVASIONE FISCALE IN EUROPAEVASIONE FISCALE IN EUROPA
Peggio di noi soltanto Romania (29,51%), Grecia (26,11%) e Lituania (24,36%). Il paese europeo con il tax gap più basso è invece il Lussemburgo, dove l’evasione fiscale pesa il 7,98% degli introiti statali.

Come abbiamo visto dai numeri, quello dell’evasione fiscale è un problema serio e ben radicato sia in Italia sia in Europa. Gli oltre 800 miliardi di euro che secondo le stime mancherebbero dalle casse degli stati europei, sarebbero risorse di grande beneficio per la ripresa economica in Europa. Ma al di là dell’aspetto economico, l’evasione fiscale genera ingiustizia sociale tra coloro che pagano e coloro che non pagano le tasse e pertanto va combattuta con ogni forma e mezzo.

Fonte: qui

venerdì 1 dicembre 2017

FINISCE SOTTO INCHIESTA LA MOGLIE DI CIRIACO DE MITA, ANNA MARIA (INSIEME A LEI ALTRE DIECI PERSONE) PER TRUFFA, FALSA FATTURAZIONE, ABUSO D’UFFICIO, ASSOCIAZIONE A DELINQUERE FINALIZZATA AL RICICLAGGIO E ALL’EVASIONE

E’ LO SCANDALO DELLE ASSOCIAZIONI “AIAS” E “NOI CON LORO” - ECCO LA STORIA

1 - TSUNAMI AIAS: TRUFFA, FALSA FATTURAZIONE, ABUSO D’UFFICIO, ASSOCIAZIONE A DELINQUERE FINALIZZATA AL RICICLAGGIO E ALL’EVASIONE. COINVOLTA LA SIGNORA DE MITA
Marco Staglianò per http://www.orticalab.it

ANNA MARIA DE MITAANNA MARIA DE MITA
Le perquisizioni degli uomini della Guardia di Finanza negli uffici dell’Aias Avellino, di cui vi abbiamo dato notizia ieri, vanno ricondotte, a quanto pare, ad un’inchiesta molto più ampia di quanto si potesse immaginare. Un’inchiesta che per un verso riguarda la gestione fiscale della struttura e per altro verso la questione, denunciata da queste colonne carte alla mano, della non accreditabilità della struttura.

Secondo indiscrezioni attendibili, infatti, le perquisizioni, scattate nelle prime ore della mattina di ieri anche presso le abitazioni di otto dei dieci indagati, oltre che nelle sedi Aias di Avellino, Nusco e Calitri e nelle sedi di quattro società collegate a movimenti bancari sospetti, sono state precedute dalla notifica di ben dieci avvisi di garanzia per ipotesi di reato gravissime che vanno dalla truffa per ottenere l’erogazione di fondi pubblici alla falsa fatturazione per operazioni inesistenti, passando per l’abuso di ufficio in concorso relativo al case accreditabilità, fino all’associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio e all’evasione delle imposte.

CIRIACO E ANNA MARIA DE MITACIRIACO E ANNA MARIA DE MITA
Convolti a vario titolo due nomi eccellenti: Gerardo Bilotta, rappresentante legale di Aias Avellino, quindi Anna Maria De Mita, moglie di Ciriaco, a capo di “Noi con Loro”, ovvero della Onlus che gestisce da sempre la struttura. Con loro anche Massimo Preziuso, ritenuto dagli inquirenti il vero amministratore di Aias, a cui, secondo gli inquirenti, sarebbero riconducibili diverse società, in particolare due, che nel corso degli anni avrebbero avuto rapporti anomali con "Noi con Loro", per un giro di diverse centinaia di migliaia di euro.

L’associazione sarebbe contestata solo a Bilotta e Preziuso. Per quel che riguarda l’abuso d’ufficio in concorso, tale contestazione, come detto, va ricondotta alla questione accreditabilità, ovvero al caso dei fondi concessi dalla Regione all’Aias da quattro anni a questa parte, un milione e duecentomila euro all’anno, nonostante una delibera Asl risalente al 2014 che definisce la struttura non accreditabile. 

Questa ipotesi di reato è contestata alla signora Anna Maria De Mita, così come la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e le false fatturazioni per operazioni inesistenti.

Maggiori dettagli emergeranno nelle prossime ore, a partire dai nomi di tutte le persone coinvolte e dalle relative ipotesi di reato contestate.

2 - SCANDALO AIAS, IL BLITZ IN REGIONE DELLE FIAMME GIALLE E QUEI MILIONI DI EURO PIOVUTI DAL CIELO...
Marco Staglianò per http://www.orticalab.it

L’inchiesta sul caso Aias è ancora in una fase embrionale. Tuttavia, con il passare delle ore, il quadro comincia ad essere più chiaro.

ASSOCIAZIONE NOI CON LORO - ANNA MARIA DE MITAASSOCIAZIONE NOI CON LORO - ANNA MARIA DE MITA
Cominciamo col dire, ed eccoci alla vera notizia, che le perquisizioni operate dagli uomini della Guardia di Finanza nelle sedi Aias di Avellino, Calitri e Nusco, oltre che nelle sedi delle società - tra cui una che gestisce un bar - che secondo gli inquirenti avrebbero avuto rapporti anomali con la onlus “Noi con Loro” di Anna Maria De Mita, quindi in diverse abitazioni private tra cui quella di Gerardo Bilotta, legale rappresentante di Aias, sono state precedute da un blitz negli uffici di Regione Campania, a cui sarebbe seguita nella giornata di ieri una ulteriore "visita", che ha consentito agli uomini delle Fiamme Gialle di ricostruire, sin dal principio, i passaggi che hanno garantito all’Aias di Avellino, nel corso degli ultimi quattro anni, fondi dalla Regione per un totale di un milione e due all’anno nonostante la struttura non fosse accreditabile così come stabilito, nel 2013, dall’Asl di Avellino.

AIAS AVELLINOAIAS AVELLINO
Era il 22 ottobre del 2013 quando gli uffici di via Degli Imbimbo completarono l’istruttoria per l’accreditamento dell’Aias deliberando l’assenza dei requisiti necessari e, dunque, la non accreditabilità. A distanza di un anno o poco più, ovvero il 31 ottobre del 2014, la Regione Campania, con decreto numero 133, chiudeva la partita dell’accreditamento pubblicando l’elenco di tutte le strutture accreditate dell’area riabilitativa ambulatoriale. C’era l’Aias di Nusco, c’era l’Aias di Calitri ma non c’era l’Aias di Avellino.

Il punto è che, pochi mesi prima della pubblicazione del decreto regionale 133, il dottor Lucio Podda, Referente Giuridico della Struttura Commissariale per la Sanità Campana, preso atto della delibera Asl che dava parere negativo sull’accreditabilità dell’Aias di Avellino, scrisse immediatamente al Commissario di allora, il dottor Morlacco, segnalando la situazione e chiedendo specifiche indicazioni. Morlacco non si degnò di rispondere e, a distanza di pochi mesi, arrivò il decreto regionale con l’elenco delle strutture accreditate. E se è vero che in quell’elenco l’Aias di Avellino non c’era, è altrettanto vero che nessun formale pronunzia arrivò né dal Commissario né dagli uffici.
REGIONE CAMPANIAREGIONE CAMPANIA

In questo vuoto, da allora ad oggi, l’Aias, in ragione di una miracolosa inerzia, ha continuato a beneficiare di quei fondi che, lo ricordiamo, sono stati sottratti ad altre strutture che avrebbero potuto e dovuto fornire prestazioni di riabilitazione. E questo è accaduto nonostante i solleciti formali arrivati sia ai livelli amministrativi che alla giunta regionale, sia quella di Caldoro che quella di De Luca.

In questa verità c’è la genesi del filo rosso che tiene in piedi buona parte dell’inchiesta messa in campo dalla Procura della Repubblica, un’inchiesta che porterà, con ogni probabilità, a nuovi avvisi di garanzia coinvolgendo certamente funzionari pubblici regionali che per adesso sono in corso di individuazione.

Allo stato, restano i dieci avvisi di garanzia per reati gravissimi che vanno, ricordiamo anche questo, dalla truffa per ottenere l’erogazione di fondi pubblici alla falsa fatturazione per operazioni inesistenti, passando per l’abuso di ufficio in concorso, relativo al caso accreditabilità, fino all’associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio e all’evasione delle imposte.
Guardia di finanzaGUARDIA DI FINANZA

L’associazione è contestata solo a Bilotta e Preziuso, mentre l’abuso d’ufficio in concorso è contestato anche ad Anna Maria De Mita. Alla quale gli inquirenti contestano il reato di false fatturazioni per operazioni inesistenti, quindi la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Gli altri otto indagati a vario titolo sono tutti parenti di Massimo Preziuso riconducibili alle società che secondo gli inquirenti avrebbero intrattenuto rapporti anomali con "Noi con Loro" per un giro di diverse centinaia di migliaia di euro.

Restano tanti nodi ancora da sciogliere, quel che sappiamo è che certamente siamo solo all’inizio, che le attività delle Fiamme Gialle sono continuate anche nella giornata di ieri e continueranno nei giorni a venire, sappiamo che verranno certamente iscritti nuovi nominativi nel registro degli indagati, a partire da funzionari regionali senza escludere, ovviamente, anche il coinvolgimento di personale Asl. Staremo a vedere.

Fonte: qui