9 dicembre forconi: Stato
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martedì 12 novembre 2019

A SALERNO UNA DONNA INCASSAVA LA PENSIONE DELLA MADRE MORTA DA 6 ANNI E NEL FRATTEMPO PERCEPIVA PURE IL REDDITO DI CITTADINANZA: È STATA DENUNCIATA E LE SONO STATI SEQUESTRATI 67MILA EURO, LA CASA E UN’AUTO


NON AVEVA MAI AVVERTITO L’INPS DEL DECESSO DELLA MAMMA E NEL FRATTEMPO…


LUIGI DI MAIO REDDITO DI CITTADINANZA BY LUGHINOLUIGI DI MAIO REDDITO DI CITTADINANZA BY LUGHINO
Indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato. Con questa accusa una 56enne, di Agropoli, è stata denunciata. La donna continuava a incassare la pensione della madre deceduta nel 2013 e, nel frattempo, percepiva il reddito di cittadinanza. Le sono stati sequestrati, in via preventiva, i 67mila euro intascati fino a marzo 2018. I militari della Guardia di finanza di Agropoli, su disposizione della Procura di Vallo della Lucania, hanno proceduto a sequestrare anche un immobile e un veicolo.

reddito di cittadinanzaREDDITO DI CITTADINANZAreddito di cittadinanzaREDDITO DI CITTADINANZA
La donna, approfittando della circostanza che nessun funzionario dell'Anagrafe comunale avesse inoltrato la comunicazione di avvenuto decesso agli uffici dell'Inps, ha continuato a percepire i 1.200 euro netti di cui constava la pensione della madre; una somma a cui, in seguito, si sono aggiunti i circa 260 euro di reddito di cittadinanza corrisposto alla 56enne. È stata denunciata e, contestualmente, sono state avviate le procedure per la sospensione dell'erogazione del sussidio.  Fonte: qui

giovedì 10 ottobre 2019

COSA CI INSEGNA IL CASO MONTANTE? LA MAFIA E’ TORNATA TRASPARENTE

NON USA KALASHNIKOV, NON HA LA FACCIA DI RIINA O BAGARELLA MA SEMINA TERRORE PERCHÉ PUÒ CONTARE SULL'APPOGGIO O SULLA PROTEZIONE DI PEZZI DELLO STATO. 
ALTI PAPAVERI DEL VIMINALE, GENERALI DEI CARABINIERI E DELLA FINANZA, PREFETTI E QUESTORI, ANCHE MAGISTRATI 
BOLZONI: “È UNA MAFIA CHE NON SI LIMITA A GESTIRE IL POTERE MA IL POTERE LO CREA. ANCHE CON IL DEPISTAGGIO, ANCHE CON IL DOSSIERAGGIO”
Attilio Bolzoni per “la Repubblica”

antonello montanteANTONELLO MONTANTE
L'hanno chiamata "Cosa grigia", in passato però c'è chi l'ha definita anche "bianca" per via dei colletti inamidati degli uomini politici o dei manager e per distinguerla da quella nera dei sicari o da quella rosso sangue delle stragi. La Cassazione sentenzia che al Nord è "silente", un decennio fa la davano per "sommersa". Noi abbiamo provato a qualificarla - e non senza qualche forzatura - "incensurata", per contrapporla all' altra, censuratissima e stracciona che si è sbriciolata sotto i colpi di una repressione poliziesca e giudiziaria senza precedenti.

VINCENZO BOCCIA E ANTONELLO MONTANTEVINCENZO BOCCIA E ANTONELLO MONTANTE
Ma oggi in Italia c' è un giudice che forse ha trovato per descriverla la parola più giusta ed efficace: "Mafia trasparente". Quella che si vede e non si vede, che non ha ancora addosso il marchio del 416 bis ma è mafia che più mafia non si può.
Magari adesso ci sarà qualcuno che dirà che è quella nuova, moderna, futuristica, Mafia.3 o Mafia.4. Niente di più falso: è solo è sempre mafia, la mafia che si è riappropriata del suo Dna, che è tornata se stessa dopo i massacri dei Corleonesi.

Le motivazioni della sentenza contro l' ex vicepresidente di Confindustria Calogero Antonio Montante detto Antonello (condannato nel giugno scorso con il rito abbreviato a 14 anni per associazione a delinquere semplice più una sfilza di altri reati legati allo spionaggio) contengono quell' aggettivo, "trasparente", che a prima vista potrebbe sembrare un testacoda semantico, in quanto la criminalità per sua natura non è mai trasparente.

antonello montanteANTONELLO MONTANTE
Eppure l' attribuzione - proprio perché inserita in un documento giudiziario - è destinata a manifestarsi nella narrazione prossima ventura delle mafie nel nostro Paese.
Una sintesi estremamente felice per raccontare un sistema delinquenziale che non era "parallelo" al potere ufficiale «ma ad esso perpendicolare in quanto intersecava le più diverse istituzioni, ai diversi livelli, finendo per controllarle, condizionarle o comunque influenzarle».

La mafia "trasparente" ovviamente non spara, non imbraccia kalashnikov, non fa rumore, non ha la faccia sconcia di Totò Riina o di Luchino Bagarella. Ma fa tanta paura, semina terrore. Perché può contare sull' appoggio o sulla protezione di pezzi dello Stato. Alti papaveri del Viminale, generali dei carabinieri e della finanza, prefetti e questori, anche magistrati.
l inchiesta di report su antonello montante 3L INCHIESTA DI REPORT SU ANTONELLO MONTANTE

E pure ministri. Come l' ex dell' Interno Angelino Alfano, protagonista di un'incredibile "genuflessione istituzionale" (testuale nelle motivazioni della sentenza) avendo portato inutilmente, e per non contraddire il Montante, il comitato nazionale di ordine pubblico e sicurezza in una città della Sicilia - Caltanissetta - ribattezzata per l'occasione capitale dell'antiracket. Una grande bufala per alimentare il mito di un' impostura.

La giudice Graziella Luparello scrive di una mafia "apparentemente priva di consistenza tattile e visiva e perciò in grado di infiltrarsi eludendo la resistenza delle misure comuni", un organismo criminale che di fatto si è servito dei poteri dello Stato, che ha consumato affari sotto le insegne di un' antimafia iconografica.

MONTANTE CROCETTAMONTANTE CROCETTA
È una mafia che non si limita e gestire il potere ma il potere lo crea. E con tutti i mezzi. Anche con il depistaggio, anche con il dossieraggio. Ma al di là della vicenda Montante, è la suggestione di quella parola che secondo noi ci fa fare un grande passo in avanti nella comprensione delle mafie dopo le stragi, un' elaborazione intelligente che scavalca tutte le pigrizie (solo pigrizie?) investigative che hanno segnato negli ultimi anni la cosiddetta "lotta alle mafie". Mafia trasparente, così trasparente che in molti hanno fatto finta di non riconoscerla. Fonte: qui

venerdì 27 settembre 2019

Cerchiamo di andare OLTRE alla disinformazione di massa sull'evasione fiscale



Mentre in questo Paese sempre più in devastazione mentale si discute alacremente da giorni della Tassa sulla Merendina (naturalmente a scopo di salute pubblica e per il bene comune....ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah! Scusate mi è scappata...)
nel frattempo - come ogni volta che si avvicina una finanziaria difficile - ecco che non solo gli illiberali catto-comunisti/nazionalsocialisti de noantri
ma anche i libbberali de noantri"
riprendono a martellare con il Mantra dell'Evasione come Emergenza Nazionale...

Siamo in pochi a dirvi la VERITÀ su questa BUFALA che viene ciclicamente pompata ad arte
1. per tentare di fare un po' di cassa tartassando i soliti noti
2. per avere "una voce di bilancio posticcia" da infilare nel MEF sotto "lotta all'evasione" e poter disporre di qualche miliardo fittizio in più per far quadrare le previsioni di breve, che tanto poi non saltano mai fuori 'sti miliardi
ed è solo logico se leggerete questo post fino in fondo, link inclusi...
e se riuscirete ad andare oltre al lavaggio del cervello standard.

Prima di tutto però leggetevi il mio ultimo post
ed un post classico di tre anni fa



Ed a seguire vi aggiungo altri dati utili
per andare oltre a questa BUFALA STRUMENTALE
e/o comunque evidenziare meglio dove sarebbe veramente "l'evasione che conta"
ovvero quella che fa decollare 'ste stime ad cazzum ai 130mld di Cottarelli od ai 180mld dell'analisi che a breve vi citerò od ai 230mld di altre stime e così via...
che tanto 'sti 50-100 miliardi in più od in meno che ballano...rendeno bene l'idea del livello di approssimazione di queste stime.
Peccato che le voci PRINCIPALI di questi 100-200-300mld di supposta evasione siano difficilissimi da "aggredire" (vedi infografica).
Dunque si stanno a spaccare i maroni solo sulle briciole di evasione di sopravvivenza in un paese dalla pressione fiscale record
1. perché sono attaccabili e perché si può scatenare bene l'invidia sociale del popolo creando divisioni
2. perché è ottima scusa per stringere ancora più il controllo
- per es. con la crociata contro i contanti (anche se la grande evasione non passa da lì, ormai lo sanno anche i bambini ma non gli italioti con  lavaggio del cervello) -
e dunque toglierci le ultime libertà + il controllo sui nostri risparmi
ad oggi ancora "materializzabili" e dunque sottraibili (anche grazie al contante) al controllo totale di Stati-banche&finanza.
Poi senza contanti voglio vedere come ti proteggi da eventuali fallimenti bancari che innescherebbero bank-run/limitazioni a bancomat&bonifici (vedi Grecia 2011-2015) etc
Vi anticipavo come al solito tutto anni fa...

Pensate se la Grecia fosse stata "cashless" come sarebbero stati "felici&rilassati" i correntisti qualche mese fa...
E leggete bene anche questo post ehhhh
Mondo Bitcoin = le Ali della Libertà (la UE vuole poter congelare il tuo c/c per bloccare i bank run)

Che poi ormai lo ammettono persino lorsignori ehhh
Qui le affermazioni del 2015 dell'allora Ministro delle Finanze


Che poi le utili funzioni utili del contante sono anche altre
ma qui concentriamoci sull'evasione.

Negli ultimi 20 anni (con Crescita praticamente nulla) gli incassi dello Stato sono quasi raddoppiati: questo significa che i contribuenti non solo pagano, ma pagano sempre di più.
Meno del 5% dell’evasione totale (ossia circa 8 miliardi su 180) è imputabile ad imprese, artigiani e liberi professionisti, e il dato è in linea con gli altri Paesi europei: non è vero quindi che siamo un “paese di evasori”, come vorrebbero farci credere.
Tutto il restante è imputabile a economia sommersa, corporate, grandi banche, criminalità organizzata.
Ma ci raccontano che dobbiamo abolire il contante per “combattere l’evasione”, quando il vero fine.......................
.
è quello di ottenere il controllo assoluto: il contante nelle mani delle persone- che ne fanno ciò che vogliono quando vogliono- rappresenta l’ultimo baluardo di libertà.
E il guaio è che la maggior parte della gente alla narrazione subdola dell’evasione fiscale ci crede pure.
Così ad opporsi sarà una minoranza, e forse - speriamo di no- vinceranno loro.



Si definisce l'Italia un paese di evasori, perché ci sono 80 miliardi di evasione della mafia (difficilissimo recuperarli) e 40 delle multinazionali (difficilissimo recuperarli senza accordi globali)
E questi soldi rientrano solo parzialmente nel sistema perché le multinazionali li portano all'estero, la mafia anche ma non solo.
Poi c'è una evasione data dal lavoro nero, che costa 20 miliardi di euro e comprende anche gli extracomunitari che lavorano nel sud nelle aziende agricole o nelle aziende del nord est.
Ma questi soldi rientrano come consumi e investimenti nell'economia quindi hanno un impatto diverso rispetto a quelli dell'evasione precedente per cui andrebbero anche calcolati gli effetti positivi sul pil.
Inoltre molti di questi evasori, chiuderebbero le loro aziende se mettessero in regola i lavoratori, specie nel centro sud, pertanto lo stato non incasserebbe un euro di tasse (da conteggiare anche 890 mila dipendenti che fanno il doppio lavoro e non pagano le tasse, una percentuale molto vicina ai tanto vituperati artigiani)
Quindi questo calcolo rischia di essere fallace.
Poi ci sono 8 miliardi dei commercianti e liberi professionisti, il 5 per cento, anche meno del totale, su cui però c'è una attenzione mediatica spaventosa rispetto al valore e che peraltro sono soldi che rientrano nell'economia quindi hanno un impatto anch'esso diverso dal primo gruppo.
Per ultimo ci sono le aziende nostrane che evadono circa 30 miliardi attraverso forme di elusione, soldi che comunque rientrano in circolo.
Ora non voglio dire che quest'ultima sia evasione positiva ma certamente è fisiologica e se togliamo multinazionali e mafia, la nostra evasione è inferiore a quella dei paesi esteri.

La stima sopra citata è stata effettuata dal Centro Studi e Ricerche Sociologiche “Antonella Di Benedetto” di KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it



Inoltre i soldi che lo Stato getta letteralmente nel cesso (non parlo solo di spesa improduttiva ma proprio di mala gestione/corruzione) ammontano a quasi il doppio dell'evasione totale...
ma visto che le stime ad minkiam sull'evasione oscillano per approssimazioni anche di +/- 100mld....
io posso dirvi che la mala gestione dello Stato centralista Unitario Fallito Assistenzialista pesa anche il triplo della supposta evasione ovvero anche 500mld = 1/3 del PIL...
ma di questo nessuno ne parla e tutti a chiedere più Stato ehhhh...chissà perchè? ;-)

Lo stato italiano sperpera 200 miliardi di euro ogni anno e pretende che i contribuenti paghino sempre più tasse per sostentarlo. Non è l'evasione fiscale la vera emergenza nazionale.


“L'evasione è un falso clamoroso: intanto il suo ammontare è fornito da esattori e consumatori di tasse, quindi il dato non è per nulla imparziale.
In secondo luogo, nei contenziosi tributari, lo stato ha torto 2 volte su 3.
Il dato sarebbe ancor più grave, se tenessimo conto dei tanti che pagano rinunciando al contenzioso, a causa dei costi eccessivi dello stesso.”(cit. Loris Eccheli)

"Le stime sulla evasione comprendono attività che se emergessero, automaticamente sparirebbero.
Quindi somme che non si potrebbero in NESSUN MODO incassare pur mettendo sotto controllo staliniano ogni partita iva o lavoratore.
Quindi è tutta una presa in giro.
Calcolano nell'evasione le tasse che non pagano ... gli spacciatori e i narcotrafficanti....
E usano questo come scusa per vessare professionisti, artigiani e imprenditori.
Lo scopo è tutelare il loro marcio parassitismo.
E la gente gli crede pure.
CHE PENA. CHE ORRORE.
(cit. Davide Cavenagh)

Tanto questo post servirà a ben poco, che lo Stato ha fatto un lavaggio del cervello di massa a regola d'arte e dunque #BUONAPROSECUZIONEDIDECLINO



E basta di presentare l'evasione fiscale come un'emergenza!


"E' incredibile che...vi sia ancora qualcuno che considera l'evasione fiscale un problema (primario) in Italia, quando negli ultimi vent'anni l'incasso fiscale dello stato è raddoppiato.
Nel frattempo la crescita economica è stata quasi nulla, quindi lo Stato ci costa il doppio di vent'anni fa.
Dov'è finita questa fiumana di soldi, oltre 400 miliardi in più all'anno, che lo Stato ha espropriato al settore privato?........" (G. Piombini) 
Beh...che posso aggiungere ad un così chiaro 2+2 = 4?

1. Chi continua a spacciarvi l'evasione fiscale come un'emergenza (politici, giornalisti, mass-media, istituzioni, scuole pubbliche etc) è un mentitore seriale criminogeno che vuole solo distrarvi dalle vere priorità

2. Chi continua a credere ancora a questa bufala....................
.
( = purtroppo la maggioranza) è un vero italiota (nel senso più dispregiativo).
Anche se in effetti il lavaggio del cervello da parte dello Stato è mooolto efficiente e martellante, facendo leva sulla mentalità assistenzialista, illiberale, di demonizzazione della ricchezza e di invidia sociale assai radicata nell'italiano medio.
Lo Stato (fallito) Italiano è riuscito a fare un capolavoro: creare una marea di cittadini soldatini fedelissimi allo Stato itaGliano che in realtà è il loro nemico numero uno...
vedi il mio post: Lo Stato è un MEZZO (a voi giudicare se efficace o meno)...non un FINE (o la Fine...)
3. L'evasione rimasta è fisiologica/di sopravvivenza di fronte a pressione fiscale record mondiale.
Inoltre dati alla mano in varie zone del Nord è sotto alla media UE.
Poi c'è il meridione con evasione assai diffusa ma ormai parliamo di evasione in lande desertificate economicamente ed in mano alle mafie, che campano di assistenzialismo del Nord con 5 regioni che ne mantengono 15 (in modo sempre più insostenibile).
Vedi alcuni miei post sul tema:
Discorsi comunque inutili ... che siamo in 4 gatti a dirvi la verità
di fronte ad un massiccio lavaggio del cervello attraverso un continuo bombardamento mediatico-istituzionale.

Anni fa io vi spiegai per benino le cose in questo IMPERDIBILE post
Buona Lettura



Fonte: IlGrandeBluff 

sabato 17 agosto 2019

LE POLIZIE: “IN EUROPA STA CROLLANDO LA COESIONE SOCIALE”

“Non si moltiplicano solo le aggressioni  contro la polizia, ma anche quelli contro insegnanti, vigili del fuoco, volontari soccorritori….Una parte significativa della popolazione disprezza lo Stato. Viene meno la coesione sociale”.  Così il Reiner Wendt, il presidente del sindacato federale tedesco di polizia, in una inquietante intervista esclusiva al Deutsche W.N.
Nell’ultimo anno, sono state 38 mila le aggressioni contro  la polizia…esordisce l’intervistatore. E Wendt:
“La portata del fenomeno è molto più grande dell’aggressività  contro i poliziotti. Vi  è una incredibile intensità di violenza anche  contro i soccorritori, i pompieri che accorrono; e contro gli insegnanti ed altri gruppi che sono importanti colonne della coesione sociale.  Le persone che operano per  qualcosa attinente al bene comune incontrano tutte questo problema. E non c’è solo una prontezza a  ricorrere alla violenza, ma un vero disprezzo dello Stato. E per inciso,  non c’è uno strato  sociale specifico  tipicamente colpevole …tutte le classi   sociali”.

Come si spiega questo?
“Da un lato c’è una  radicalizzazione del linguaggio, della polemica politica, i discorsi d’odio, che influenza tutti e predispone alle  vie di  fatto.  Ma dall’altra parte  è che le persone sono arrabbiate con le elites, da   cui non si vedono più rappresentate.  I  politici  che predicano misure ecologiche contro l’inquinamento, mentre loro sono utenti continui di aerei; quelli che consigliano l’acqua e bevono il  vino. I cittadini si aspettano che i valori dichiarati e legiferati dai politici siano vissuti. Altrimenti c’è questa perdita di fiducia nelle autorità  sociali di questo paese.

MA poi Wendt va più a fondo.
“Quando anni fa ho detto che abbiamo bisogno di uno Stato forte, sono stato pubblicamente e severamente criticato. Oggi si teorizza e  glorifica lo stato minimo  –  lo si è applicato. Fino al punto che ci si deve ormai domandare: cosa vale lo Stato, per noi? Vale la pena mettersi al servizio del pubblico?

Per esempio:
“Siamo un paese economicamente forte, ma il numero dei volontari (no-profit) cala continuamente.  Pochissime persone fanno volontariato qui, e ancora calano.  La rottura della coesione sociale crea gruppi singoli con interessi individuali, che non vogliono avere  a che fare l’uno con l’altro. Le  persone sono minacciate dal declino sociale, c’è  il precariato…”

E questo fa crescere la rabbia?
“Il ritirarsi dello Stato dai suoi compiti originari  ha lasciato un segno già devastante,  per cui  molte persone si sentono abbandonate: Io non capisco, ad  esempio, perché i servizi d’interesse generale debbano essere lasciati al mercato. La teoria secondo cui il mercato regola tutto al meglio non si è concretizzata. Perché  persone bisognose di cure e assistenza in questo paese  debbono essere  soggette  a  meccanismi di mercato   basati sul profitto?   Le persone bisognose e di cure e assistenza vengono trattate come clienti.  Nella  Agenzia Federale per l’Impiego le persone disoccupate sono definite appunto  “clienti”:  l’uso  dei termini è rivelatore.  Lo Stato non è un’azienda e i cittadini non sono clienti, ma portatori in quanto cittadini di diritti fondamentali”.
Pochissimo Wendt dice  dei migranti etnici e clandestini,  e dei problemi che creano: il politicamente corretto richiede questo  tributo da parte  di un poliziotto.  Cita “la crisi dei  rifugiati del 2015”  per  dire che “lì abbiamo visto” che le frontiere esterne della UE non sono sicure, come ci avevano assicurato.
Ma è indicativa  la denuncia di un clima di rabbia e di violenza che monta, e che un poliziotto ne indichi la causa di fondo nello “stato minimo” che si  ha disertato dai suoi compiti sociali, insomma nel capitalismo terminale e austeritario adottato da Berlino –  per cui la gente – non solo gli etnicamente diversi , ma i tedeschi si capisce si sentono abbandonati .

Francia: “La gente non vuol più vivere insieme”

Ciò che ancor più colpisce, è che l’allarme del funzionario di polizia  germanico Wendt somiglia a  quello che lanciò,  il 3 ottobre 2018,  Gérard  Collomb, il ministro dell’Interno di Macron, nel dare le dimissioni dopo soli pochi mesi di carica. “Oggi”, disse, “si vive ancora fianco a fianco. Ma temo che domani vivremo faccia a faccia – uno contro l’altro”.
Andò  fino a evocare la guerra civile.  “Sono andato  nei quartieri Nord di Marsiglia, al Mirail di Tolosa, a Parigi..La situazione è del tutto degradata”. Anche lì una violenza che rivela un fondamentale disprezzo per lo Stato.  “E’  la legge del più  forte ad imporsi, i narcotrafficanti, gli  islamisti radicali, che hanno preso il posto della Repubblica” –  “Delle comunità  in Francia si affrontano, e  in modo sempre più violento.  Da qui a 5 anni, la situazione potrebbe diventare irreversibile. Abbiamo  cinque, sei anni per scongiurare il peggio. Poi…”.
Poche settimane dopo, cominciava il movimento dei Gilet Gialli. Quella “Francia periferica” e “abbandonata” dallo Stato che, per essere bianca e anziana,  non merita l’attenzione e il rispetto che si dedicano agli etnici.
E’ un sintomo ed una conseguenza di questo disprezzo dello stato che frattura la società con rabbia,  anche  il gran numero di suicidi fra ii poliziotti francesi:  47 da inizio anno.
(Qui sotto, a  Parigi,  una manifestazione non autorizzata di familiari di  poliziotti per reclamare dagli Interni “una vera risposta di fronte ai  47 suicidi di quest’anno”)

Anche in Italia  ondata di suicidi in divisa

Ma qui  in Italia?  Mentre finisco di scrivere questo articolo, un amico mi gira un comunicato del  SIULM
“Mentre stiamo cercando conferme su una CASO ODIERNO di tentato suicidio di un carabiniere, ricoverato in gravi condizioni in un ospedale lombardo, il SIULM ritiene doveroso diramare il seguente COMUNICATO : ” IL SIULM – Sindacato Interforze – dopo aver appreso con sconcerto, ancora, di due casi di suicidio di cittadini in uniforme avvenuti ieri 15 Agosto denuncia che  suicidi dei cittadini appartenenti a ff.aa./ff.pp. sono ben 35 da inizio anno! Una mattanza nel silenzio più assordante delle istituzioni che sembrano assuefatte a queste tragedie. Una così alta percentuale di suicidi, nonostante i severi test psico-attitudinali d’ingresso nei corpi militari e di polizia, addirittura doppia rispetto alla media nazionale, non allarma nessuno ? Anzi, ci sono poteri forti che hanno ostacolato in vari modi la legge in discussione in Parlamento che dovrebbe riconoscere vere tutele dignità e diritti sindacali al comparto militare. Chiunque sappia come è fatta la vita militare sa bene che il malessere passa anche dai diritti violati . Chiediamo una commissione di inchiesta politica e soprattutto un osservatorio permanente , con la partecipazione dei sindacati militari, che si occupi di tutti i casi occorsi ed a 360° . I militari sono senza una vera rappresentanza, non possono restarlo ancora a lungo, è ora di agire ” .
RIEPILOGO DEGLI EVENTI CONNESSI AD UN SUICIDIO A PARTIRE DAL 01 GENNAIO 2019, DISTINTI PER DATA, LUOGO E CORPO/ARMA DI APPARTENENZA: 

1) 5 gennaio San Vittore polizia penitenziaria; 
2) 10 gennaio Padova polizia di Stato; 
3) 27 gennaio Foggia polizia ferrovia; 
4) 4 febbraio San Vittore polizia penitenziaria; 
5) 6 febbraio Campobasso carabinieri; 
6) 5 febbraio Torino caporalmaggiore esercito; 
7) 17 febbraio Sanremo Valle Armenia polizia penitenziaria; 
8) 22 febbraio Cuneo polizia penitenziaria; 
9) 11 marzo Clusone (Bergamo) maresciallo carabinieri (L.L.); 
10) 11 marzo Bergamo polizia locale (F.B.); 
11) 20 marzo Milano (caserma Coretto) Carabiniere; 
12) 28 marzo Chieti polizia; 
13) 29 marzo Caltanissetta polizia; 
14) 4 aprile Firenze polizia; 
15) 9 aprile L’Aquila polizia; 
16) 27 aprile Catanzaro polizia penitenziaria; 
17) 28 aprile Ragusa polizia; 
18) 28 aprile Pisa polizia penitenziaria; 
19) 1 maggio Vigevano finanziere; 
20) 8 maggio Perugia, carabinieri forestale; 
21) 13 maggio Desio polizia; 
22) 27 maggio via Gazzanise militare aeronautica; 
23) 5 giugno Chiaromonte (Potenza) carabinieri forestale; 
24) 18 giugno Milano polizia locale; 
25) 20 giugno Imperia carabinieri; 
26) 10 luglio Sardegna polizia penitenziaria; 
27) 30 giugno Marliana (Pistoia) carabiniere forestale; 
28) 6 luglio Foligno carabinieri; 
29) 11 luglio Bologna polizia penitenziaria; 
30) 17 luglio Asti carabinieri; 
31) 29 giugno Trieste polizia ferroviaria; 
32) 11 agosto Follonica carabinieri; 
33) 10 agosto Taranto marina militare; 
34) 15 agosto Palermo polizia; 
35) 15 agosto Pinerolo caporalmaggiore degli alpini. 

Per i dati sopra elencati ringraziamo l’amico Cleto IAFRATE AMMINISTRATORE DEL GRUPPO O.S.D. (OSSERVATORIO SUICIDI IN DIVISA) e componente del sindacato SIM Guardia di Finanza . @MIUI| 

Dovunque in Europa, per l’imposizione rigorosa del  “mercato”, s’è rotto quel fondamentale  “rapporto  di simpatia fra governanti e governati” che (come notò Sun Yat-sen,  il fondatore della Cina moderna), è la forza implicita e non dichiarata delle società occidentali.
Rabbia e disprezzo verso uno Stato che ha abbandonato i suoi doveri verso la cittadinanza, si scaricano primariamente, come violenza e  privazione di stima sociale, contro quelli che lo  incarnano in quanto ne portano una divisa  – e sono loro a pagare il tragico prezzo della pressione psichica e delegittimazione  morale del collasso del vivere insieme,  essi stessi sentendosi abbandonati dai politici e dai giudici, che palesemente “stanno col nemico”.  Nell’imminenza della Grande Ricaduta in Depressione,  questa è  la situazione delle forze  dell’Ordine in Europa. Fonte: qui

sabato 3 agosto 2019

’AMAZZONIA – BOLSONARO HA SDOGANATO IL POLMONE VERDE DEL PIANETA ALL’ESTRAZIONE MINERARIA: CACCIA ALL’ORO E DISBOSCAMENTO, NELL’ENORME FORESTA SIAMO AL FAR WEST

NON CI SONO LEGGI E LA CIVILTÀ INDIOS RISCHIA L'ESTINZIONE


Paolo Manzo per “il Giornale”
waiapi 2WAIAPI
Proprio come nel vecchio Far West, senza stato né legge. L'Amazzonia di oggi ha dismesso i panni di polmone del pianeta per vestire quelli meno nobili di enorme giacimento, soprattutto d' oro, da sfruttare a più non posso a favore del mercato internazionale e soprattutto senza alcun briciolo di considerazione per chi ci vive e per le generazioni che verranno. Testimoni disperati di questo scempio sono soprattutto gli indios.
deforestazione amazzonia 5DEFORESTAZIONE AMAZZONIA
Negli ultimi giorni prima è toccato alla comunità dei Waiãpi, installati nello stato amazzonico dell' Amapà, che si è vista il suo villaggio di Yvytotõ invaso all' improvviso e con violenza da una cinquantina di garimpeiros (gli estrattori illegali di oro) armati fino ai denti. Secondo gli indios avrebbero ucciso a colpi d' arma da taglio il loro capo, il cacique 68enne Emyra Waiãpi.
jair bolsonaro dal barbiere 10JAIR BOLSONARO DAL BARBIERE 
Chi è sopravvissuto è dovuto scappare. Il rischio di un ulteriore bagno di sangue è stato subito denunciato da uno dei senatori dell' Amapà Randolfe Rodrigues e persino da Caetano Veloso che in un video ha chiesto aiuto «alle autorità in nome della dignità del Brasile nel mondo».
waiapi 1WAIAPI
Qualche giorno dopo, poi, è stata la volta dello stato amazzonico del Parà dove è partita una spedizione degli indios Mundurucu che hanno intimato ai garimperos e ai disboscatori illegali di uscire dalla loro riserva nel più breve tempo possibile. «Siamo davvero indignati - hanno detto - nel vedere i nostri alberi tagliati e la nostra terra distrutta». Ci troviamo in prossimità del Rio Tapajòs, uno dei grandi affluenti del Rio delle Amazzoni divenuto purtroppo il cuore di questa corsa all' oro che sta portando allo stremo il Brasile.
jair bolsonaroJAIR BOLSONARO
Di certo il nuovo governo di Bolsonaro - sostenuto in campagna elettorale anche dalla lobby dei grandi latifondisti - non aiuta. Dopo aver contestato i dati sulla deforestazione amazzonica il nuovo presidente ha sdoganato il polmone verde del pianeta all' estrazione mineraria e a varie iniziative economiche di forte impatto ambientale. Ma è soprattutto l' oro la grande minaccia. Lo stesso oro che poi ammiriamo in forma di gioielli esposti nelle migliori vetrine della vecchia Europa.
deforestazione amazzonia 4DEFORESTAZIONE AMAZZONIA
Un mercato, però, con sacche di illegalità fuori controllo le cui proporzioni sono davvero spaventose. Alle 70 tonnellate prodotte in Brasile ogni anno in modo regolare se ne aggiungono, infatti, almeno una ventina completamente fuorilegge che generano guadagni non dichiarati al fisco per l' equivalente di quasi un miliardo di euro secondo l' Agenzia mineraria nazionale. E proprio il bacino del Rio Tapajós è l' area del Paese dove si produce più oro e quindi anche più oro illegale, giunto ormai a quota 15 tonnellate l' anno per un valore di quasi mezzo miliardo di euro.
indios amazzonia 3INDIOS AMAZZONIA
deforestazione amazzonia 6DEFORESTAZIONE AMAZZONIA 
La piccola cittadina di Itaituba è diventata il simbolo di questa devastazione. I suoi 5 mila abitanti sono quasi tutti garimpeiros e l' oro abbonda così tanto che spesso lo si usa al posto della moneta nazionale che è il real. Ma basta guardarsi intorno per capire come il crimine la faccia da padrone. Decine di piccoli aerei decollano e atterrano ogni giorno sulle trenta piste esistenti. Piste completamente illegali usate per trasportare oro e lavoratori nel cuore della foresta amazzonica senza che nessuno controlli. Le cifre parlano chiaro.
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Solo in questa parte di Brasile alle 850 estrazioni legali se ne sommano 2mila totalmente clandestine. Un vero e proprio scempio come rivelato dalle foto satellitari utilizzate dalla polizia federale per monitorare il fenomeno.
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«Sono migliaia i punti di estrazione non autorizzati dentro la foresta - spiega il commissario Gecivaldo Vaconcellos Ferreira - il che rende completamente impossibile da parte nostra la possibilità di chiuderli tutti. Siamo troppo pochi». Un problema non solo degli indios ma di tutta la società civile. Attorno al mercato dell' estrazione illegale ruota un indotto criminale fatto di prostituzione infantile, di sfruttamento umano, di droga e alcolismo. Ma come è possibile che questo mercato riesca a sfuggire ai controlli?
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Perché manca un sistema informatico nazionale dei certificati che attestano la legalità dell' origine del prodotto e poi perché «multare è un iter molto complesso - spiega Eduardo Leão, direttore dell' Agenzia Nazionale di Minerazione - e le multe sono davvero ridicole, poco meno di mille euro». Delinquere insomma conviene. Anche perché se si rispettasse la legge si sarebbe costretti a sanare a proprie spese gli eventuali danni ambientali e la riforestazione intorno.
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Da cui gli scenari spettrali che si ripetono per km e km in mezzo alla foresta: alberi distrutti, fango ovunque, desolazione. Per non parlare poi del mercurio usato nel processo di separazione dell' oro e tranquillamente riversato nell' acqua dei fiumi mettendo a repentaglio per la sua tossicità qualità e aspettativa di vita delle comunità soprattutto indigene che vivono sulle rive.
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Sono 7 milioni di tonnellate l' anno solo i detriti provocati dall' estrazione illegale che finiscono nelle acque del Rio Tapajós. Per il procuratore della Repubblica dello stato del Parà Camões Bonaventura «si stanno rubando alla società brasiliana intera tonnellate e tonnellate di oro senza che la società abbia nulla in cambio». Proprio come fecero i primi colonizzatori portoghesi che l' oro arrivarono a contrabbandarlo in Europa nascondendolo ovunque, persino nelle statue votive di legno. Fonte: qui