Indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato. Con questa accusa una 56enne, di Agropoli, è stata denunciata. La donna continuava a incassare la pensione della madre deceduta nel 2013 e, nel frattempo, percepiva il reddito di cittadinanza. Le sono stati sequestrati, in via preventiva, i 67mila euro intascati fino a marzo 2018. I militari della Guardia di finanza di Agropoli, su disposizione della Procura di Vallo della Lucania, hanno proceduto a sequestrare anche un immobile e un veicolo.
REDDITO DI CITTADINANZAREDDITO DI CITTADINANZA
La donna, approfittando della circostanza che nessun funzionario dell'Anagrafe comunale avesse inoltrato la comunicazione di avvenuto decesso agli uffici dell'Inps, ha continuato a percepire i 1.200 euro netti di cui constava la pensione della madre; una somma a cui, in seguito, si sono aggiunti i circa 260 euro di reddito di cittadinanza corrisposto alla 56enne. È stata denunciata e, contestualmente, sono state avviate le procedure per la sospensione dell'erogazione del sussidio. Fonte: qui
La stazione della metro A Manzoni è rimasta chiusa 14 ore filate per colpa di un temporale. Inaccessibile dalle sei del mattino fino alle venti e quattordici di sera quando è stata riaperta ma con le scale mobili in discesa più una in salita fuori servizio. Condizioni disastrose del trasporto pubblico che non vanno certo di pari passo con l'idea di prorogare la Ztl. Perché Manzoni ha rischiato per tutta la giornata di essere la terza stazione della linea centrale della metropolitana fuori servizio insieme a Baldo degli Ubaldi, e a Barberini che è chiusa ormai dal 23 marzo (sono quasi otto mesi).
CINGHIALI ROMA
Ancora problemi alle scale mobili perché il nubifragio di domenica ha inondato buona parte degli impianti della stazione Manzoni. Il necrologio della fermata è apparso ieri mattina all'alba, verso le sei, su Twitter: «Metro A: chiusa stazione Manzoni, i treni transitano senza fermarsi (guasto tecnico) utilizzare stazioni Vittorio Emanuele e San Giovanni». Oltre a questo tweet non si è avuta alcuna comunicazione per tutta la giornata. In breve: la fermata durante il nubifragio di domenica ha subito un allagamento che ha sommerso buona parte delle scale mobili finite quindi sott'acqua. I circuiti elettrici sono stati danneggiati in modo pesante perché una volta asciugati gli impianti le prove di funzionamento non sono andate bene. Perciò, la stazione è stata chiusa.
TRANSITI GIORNALIERI
Conseguenza: gli utenti, qui transitano ottomila utenti al giorno, arrivavano alla fermata convinti di poter scendere e prendere la metro come sempre e invece nulla. Hanno trovato il cancello sbarrato e l'avviso sul pannello elettronico. Un anziano non ci voleva credere. Ha fatto tutte le scale, si è fermato per leggere il pannello elettronico e non ha potuto far altro che sospirare: «Non si capisce più niente». Ed è tornato in superficie in mezzo a studenti e lavoratori che non sapevano come orientarsi, quali percorsi alternativi prediligere e soprattutto se il guasto tecnico era talmente grave da organizzarsi senza più tenere conto di questa fermata. Un ragazzo racconta l'esperienza mattutina: «Eravamo tutti pronti per scendere ma il treno è passato dritto senza fermarsi».
CINGHIALI ROMA
«Quando riaprirà la fermata Manzoni?» chiedevano gli utenti. La risposta sui social a tutti gli utenti era sempre la stessa e non lasciava presagire nulla di buono. «Appena abbiamo info sulla riapertura, condividiamo qui e sul sito Atac», questa la replica. Dall'Atac infatti parlavano di un allagamento importante che ha danneggiato il circuito elettrico. Raggiungendo la vicina stazione di Vittorio Emanuele, gli addetti Atac hanno confermato i problemi parlando di «infiltrazioni alle scale mobili». I tecnici al lavoro sul circuito elettrico delle scale mobili erano molto pessimisti: «Ci sono problemi grossi».
Ma i problemi sono su tutta la linea, da giorni. La metro A sta subendo rallentamenti da almeno una settimana.
IL BLOCCO
CINGHIALI ROMA
A San Giovanni (dove una delle due scale mobili è ferma, rotta da tempo immemore) sta succedendo sempre più spesso che si creino lunghissime file ai tornelli di entrata. Poi, una volta dentro gli utenti vengono bloccati prima di poter scendere sulla banchina per prendere la metro. E i tempi di attesa si allungano lasciando presupporre che i treni saltino le corse. Le ricadute sul servizio sono micidiali. Capita infatti che nell'ora di punta, alle otto del mattino a Termini direzione Anagnina, ci siano 5 minuti di attesa e gente condannata a stare sulla banchina perché il treno che si ferma è già pieno come un uovo. Ma dopo gli interventi tecnici andrà meglio, si dirà. Ieri una scala mobile a Repubblica, fermata rimasta fuori servizio per otto mesi a causa degli impianti inagibili, era chiusa. Atac aveva detto che gli impianti erano stati rifatti. Buon viaggio.
CINGHIALI, LITE TRA I CASSONETTI DONNA CARICATA: SALVA PER CASO
L'emergenza cinghiali che si litigano i rifiuti in strada non arretra. Ieri mattina una donna è stata caricata da un branco di animali mentre portava a spasso il suo cagnolino in via Giuseppe Allievo, a Monte Mario. Giorni fa un'altra residente, ha ripreso in un video la battaglia tra due ungulati adulti per accaparrarsi un sacchetto dell'immondizia in via Giovanni Taverna. «Non si può continuare a vivere con il terrore, i cinghiali sono sotto casa, ormai non hanno più paura di nulla, assaltano i cassonetti e si litigano i sacchi dell'immondizia non ritirata» racconta Giorgia.
«Quella signora si è salvata per miracolo, siamo prigionieri in casa, vengono attirati dai rifiuti» spiega Gianluca Gaeta, residente e promotore di due esposti già depositati contro Ama e Comune sulla mancata raccolta dei rifiuti. Gaeta sta organizzando anche una maxi class action per presentare ricorso alla Commissione tributaria provinciale e chiedere il rimborso della Tari. «In mille hanno aderito» spiega. Giorgia ha rischiato di essere travolta dalla lite tra due cinghiali che giorni fa si contendevano sacchetti dell'immondizia, e li ha ripresi in un video. Siamo in una via trafficata, non lontani da una scuola, l'Istituto Comprensivo Stefanelli.
METRO A MANZONI
L'ASSEDIO
Nel video due cinghiali adulti si contendono un sacchetto dell'immondizia preso arrampicandosi su un secchione. Insieme ai due adulti ci sono quattro cuccioli. Scene di ordinaria follia a Roma Nord, vicino alla riserva Naturale dell'Insugherata. Eppure il 27 settembre nella delibera numero 190 la giunta ha autorizzata la sindaca Virginia Raggi a firmare lo schema di Protocollo d'Intesa tra Regione Lazio, Città Metropolitana di Roma Capitale e Campidoglio Per la gestione del cinghiale nel territorio di Roma Capitale. La firma però ancora non c'è stata e il piano di contenimento non è partito.
LA PROCEDURA
Il protocollo dopotutto stabilisce una procedura complessa che prevede tempi molto ampi prima dell'intervento. Il Campidoglio deve istituire una e-mail e un numero di telefono dedicati alle segnalazioni. Segue un sopralluogo da parte dei vigili e delle guardie dei parchi regionali. Poi il Comune dovrà convocare un tavolo operativo. L'organizzazione dell'intervento spetta a vigili, guardia parchi e personale delle Asl. È chiaro che i tempi tecnici della procedura sono ampi e difficilmente consentiranno di individuare l'animale appena viene avvistato.
METRO A MANZONI
Il cinghiale preso con le trappole fino al 30 giugno verrà abbattuto, nel testo si parla di eutanasia. Dal primo luglio verrà portato in macelli, istituti faunistici o allevamenti a scopo alimentare: le aziende individuate sono due, una a Viterbo e l'altra di Cerveteri. La Regione si impegna a trovare, entro giugno, una struttura dove portare vivi gli animali catturati. Qui, probabilmente, potrebbe nascere la famosa pensione per i cinghiali dove resteranno fino a morte naturale. Giorgio Polesi, presidente del Parco di Vejo, solleva un altro problema: «È stata autorizzata la Città metropolitana a firmare il protocollo di intesa? Il nostro parco confina con 8 Comuni che continuano ad avere problemi: la Forestale di Monterotondo ha inviato una lettera di diffida al comune di Castel Nuovo di Porto che ha le mani legate».
L’AVVOCATO DELLA DONNA: “LA MANCANZA DI CURE CHE LE HA PROVOCATO PIAGHE DA DECUBITO PROFONDISSIME CHE LE HANNO LESO LA CUTE E LA CARNE”, MA LA DIREZIONE SALUTE CAMPANIA ATTACCA: "DIFFAMATORIO ASSOCIARE IL DECESSO DELLA PAZIENTE ALLA VICENDA DELLE FORMICHE"
E' morta la donna dello Sri Lanka che, ricoverata in un ospedale di Napoli, era stata trovata e fotografata ricoperta di formiche, poco più di un mese fa, mentre era intubata. Thilakawathi Dissianayake non ce l'ha fatta, è deceduta. La Direzione Salute regionale spiega che non vi è un collegamento tra il decesso e il "caso formiche".
L'avvocato della donna, Hillary Sedu, negli scorsi giorni ha presentato denuncia alla Procura di Napoli: "La mancanza di cure - sostiene - ha provocato nella donna piaghe da decubito profondissime che le hanno leso la cute e la carne fino a quasi far intravedere le ossa. Il 21 dicembre era stata trasferita con urgenza nel reparto di Rianimazione dell'Ospedale del Mare, dove purtroppo è deceduta". Versione smentita con forza dalla Regione.
DONNA SOMMERSA DALLE FORMICHE
Regione: "Nulla a che fare con caso formiche"
La Direzione Salute della Regione Campania ha diffuso una nota per precisare alcune questioni.
“In merito al decesso della paziente T. D., originaria dello Sri Lanka, avvenuto nella serata del 29 dicembre all’Ospedale del Mare di Napoli, a fronte delle notizie apparse sugli organi di informazioni, inesatte e diffamatorie, e che associano il decesso alla vicenda delle formiche (sulla quale è in corso un’indagine della Procura per accertare la verità dei fatti) e addirittura alla presunta “mancanza di cure” ricevute, l’Asl Napoli 1, presenterà una denuncia a tutela del lavoro svolto dal personale medico sanitario e dell’immagine stessa della Sanità campana, ancora una volta oggetto di strumentali attacchi mediatici", si legge nella nota.
DONNA SOMMERSA DALLE FORMICHE
"La paziente, 70 anni, era affetta da doppio ictus cerebrale con tetraparesi, triplice by pass aorto coronarico, insufficienza respiratoria trattata con tracheotomia. Il quadro clinico complesso registrava inoltre diabete e ipertensione arteriosa.
Per queste gravissime patologie è stata curata con tutte le attenzioni mediche e umane del caso all’Ospedale del Mare, dove la paziente era stata trasferita dal San Giovanni Bosco, dove era stata accolta a causa del previsto compassionevole rimpatrio in aereo, negato dalla compagnia di volo per la gravità delle sue condizioni.
Il quadro generale ne consigliava il trasferimento a una struttura di accoglienza permanente, non accettato dalla famiglia. Per un ulteriore peggioramento del già gravissimo quadro clinico i medici del San Giovanni Bosco hanno richiesto il 21 dicembre scorso il trasferimento presso l’Ospedale del Mare dove si è assistito ad un ulteriore decadimento della funzionalità cardiaca e respiratoria per cui, nonostante trattamenti massimali e intensivi si è avuto il decesso della paziente. Questi sono i fatti”, conclude la nota della Direzione Salute regionale.“
Un nigeriano vuole fare sesso sul treno con una connazionale ma lei si rifiuta. L’uomo non accetta la risposta ed aggredisce la donna procurandole diverse contusioni
Ha prima cercato di violentare una ragazza su un treno regionale diretto a Milano, poi si è scagliato contro di lei con calci e pugni ed, infine, è stato arrestato dagli uomini della Polfer intervenuti sul posto.
Protagonista di questa ennesimo e grave atto di violenza su una donna è un nigeriano di 28 anni.
L’episodio si è verificato lo scorso giovedì ma la notizia è stata diffusa solo ieri. Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, lo straniero avrebbe incontrato casualmente una sua connazionale 30enne sul convoglio diretto alla stazione di Milano centrale.
L'uomo, credendo di aver incrociato una prostituta, avrebbe chiesto alla giovane di avere un rapporto sessuale. Quando la donna ha rifiutato l’oscena proposta, tra i due è scoppiata una accesa discussione.
Il nigeriano, innervosito dal battibecco, ha improvvisamente aggredito a calci e pugni la ragazza procurandole diverse contusioni. Fortunatamente, prima che il mezzo terminasse la corsa, la donna è riuscita ad allontanarsi e ad avvertire il capotreno che, a sua volta, ha immediatamente allertato la polizia in merito all’aggressione.
Gli agenti hanno atteso il convoglio nello scalo ferroviario e, dopo aver individuato il violento, con grande fatica lo hanno tratto fermato. Il 28enne nigeriano, risultato essere irregolare in Italia, è stato arrestato con l’accusa di lesioni. La vittima, invece, è stata accompagnata in ospedale per accertamenti.
Un video condiviso sui social da Massimo Bitonci, sottosegretario della Lega, e che sarebbe stato realizzato da un cittadina di Padova, barricato in dietro al cancello di casa insieme a sua moglie, protetto dall'inferriata di un palazzo. Già, perché fuori da casa sua c'era un immigrato che avrebbe "molestato una donna all'interno della sua proprietà condominiale". Di sicuro, le frasi pronunciate dall'immigrato e che si sentono nel video sono terrificanti: "Scop*** tua moglie?", dice lo straniero. "Che ca*** vuoi?".
PADOVA IMMIGRATO MOLESTA UNA DONNAPADOVA IMMIGRATO MOLESTA UNA DONNA
Il marito della donna prova a difenderla a livello verbale e intima al balordo: "Stai lontano". Dunque la donna afferma: "Ti avevo detto che sarebbe venuto mio marito". E ancora, l'immigrato: "Cazz*** vuoi...vaff*** tu e la polizia. E anche la finanza". Durissimo il commento di Bitonci:
"Immigrato molesta una donna all'interno della proprietà condominiale dove abita - Fortunatamente è riuscita a chiudere repentinamente il cancello dell'inferriata dell'atrio d'ingresso e a chiamare in aiuto suo marito, diversamente le conseguenze sarebbero state peggiori, considerato l'atteggiamento aggressivo e di sfida da parte dell'extracomunitario. A causa di questi individui non ci sentiamo più liberi e tranquilli a casa nostra. Con il decreto Salvini questi delinquenti torneranno a casa loro", ha concluso il sottosegretario.
Affetta da fibrosi cistica, una donna francese è morta di cancro ai polmoni dopo aver ricevuto quegli organi in un trapianto: la donatrice era una fumatrice, secondo uno studio della rivista Lung Cancer, che mette in guardia sul rischio di trapiantare tali organi.
La poveretta era in cura per la fibrosi cistica fin dall'infanzia, ma recentemente era peggiorata molto: le sue funzioni respiratorie erano gravemente compromesse e la donna - nel novembre 2015 - è stata sottoposta al trapianto polmonare.
POLMONI DI UN FUMATORE
Lo studio pubblicato su Lung Cancer - condotto da medici del Chu di Montpellier - rivela: "Secondo la banca dati dei donatori, i polmoni trapiantati sono stati prelevati da una 57enne che fumava un pacchetto di sigarette al giorno da 30 anni".
Gli esami praticati al momento della morte cerebrale della donatrice non avevano rilevato alcuna anomalia, ma nel giugno 2017, la paziente trapiantata si è scoperta malata di tumore, è stata ricoverata in oncologia toracica all'ospedale di Montpellier ed è morta due mesi dopo, senza possibilità di cura.
Secondo lo studio, i sintomi ricordano chiaramente quelli causati dal fumo. "Il breve lasso di tempo tra il trapianto dei polmoni e la comparsa della prima anomalia radiologica suggeriscono che la carcinogenesi avesse avuto inizio durante la vita della donatrice", proseguono gli autori dello studio.
Il cancro sarebbe cresciuto a una velocità anomala, a causa dei trattamenti con immunosoppressori che la donna trapiantata assumeva per evitare il rigetto degli organi. "Visto il tempo di latenza, relativamente lungo, del cancro ai polmoni, proponiamo che i trapianti da donatori fumatori o che hanno smesso da poco siano considerati con cautela", hanno dichiarato i medici.
È crollato completamente il ponte sul rio Santa Lucia lungo la statale 195 che collega Cagliari al comune di Capoterra. Un tratto di strada, qualche chilometro prima, era già ceduto provocando una voragine che ha costretto la Polizia municipale a chiudere la statale all'altezza del ponte della Scafa. La forza dell'acqua, a seguito dell'esondazione del rio avvenuta in mattinata, ha inghiottito quello che rimaneva della strada già parzialmente sommersa dopo la rottura degli argini del rio Santa Lucia. Ora con il crollo la statale è tagliata letteralmente in due.
E' diventata rossa l'allerta maltempo in Sardegna. La Protezione civile regionale ha emesso un nuovo avviso per alto rischio idrogeologico nell'Iglesiente, Campidano e sul bacino Flumendosa-Flumineddu. Quattro persone sono state soccorse dai vigili del fuoco a causa delle abitazioni circondate dall'acqua, strade impraticabili, allagamenti e torrenti esondati.
E' sempre più emergenza a Capoterra: l'esondazione del rio Santa Lucia ha completamente allagato la cittadina costringendo il sindaco a chiudere le scuole e l'Anas diverse strade, su tutte la statale 195 Sulcitana. Il paese è isolato. Diverse squadre dei vigili del fuoco stanno ora intervenendo in aiuto delle persone rimaste bloccate in casa, alcune sono disabili. Si segnalano anche cittadini sui tetti delle case.
ALLUVIONI IN SARDEGNA
La situazione è in continua evoluzione con strade bloccate e voli in ritardo in partenza dall'aeroporto di Cagliari-Elmas a causa di una tempesta di fulmini che ha impedito i rifornimenti degli aerei in pista.
"Precipitazioni a carattere temporalesco di forte intensità stanno interessando la fascia costiera orientale a sud-ovest di Cagliari, l'area metropolitana di Cagliari e la parte orientale dell'isola - si legge nel nuovo bollettino -. Oggi e domani sono ancora previste precipitazioni sparse a carattere temporalesco sulla Sardegna meridionale e orientale, anche di forte intensità e con cumulati sino a molto elevati. All'attività temporalesca potranno essere associati episodi di forti raffiche di vento e di grandinate".
ALLUVIONI IN SARDEGNA CROLLA PONTE SULLA 195
Allerta meteo arancione su tutta la Liguria. Scuole chiuse quasi ovunque domani in Liguria in previsione dell'ondata di maltempo che, secondo gli esperti meteo, dovrebbe giungere a partire da questa notte. Partendo da Ponente tra i primi comuni a prendere la decisione di chiudere le scuole di ogni ordine e grado quelli delle province di Imperia e in quella di Savona (uniche eccezioni Albisola Superiore e Spotorno). I sindaci di numerosi comuni liguri hanno anche firmato l'ordinanza di chiusura di cimiteri, parchi, impianti sportivi e mercati. Stop alle lezioni scolastiche anche a Recco e Chiavari (Genova) e a Sarzana (La Spezia).
ALLUVIONI IN SARDEGNA CROLLA PONTE SULLA 195
Le previsioni meteo - Forti piogge sono in arrivo da mercoledì notte e per tutta la giornata di giovedì sul Nordovest e la Toscana. E' la stessa perturbazione proveniente dalle Baleari che in queste ore sta colpendo la Sardegna, con allagamenti ed esondazioni, in particolare nel Cagliaritano. Qualche rovescio possibile sul Lazio, bel tempo sul resto d'Italia. Temperature comunque superiori alla media. Lo prevede il sito 3bmeteo.com.
IN ARRIVO FORTI PIOGGE SUL NORD-OVEST. ALLERTA ROSSA IN SARDEGNA
La perturbazione atlantica che ha già provocato almeno otto morti (tra i quali due inglesi) e alcuni dispersi nell’isola di Maiorca (Baleari, Spagna) arriverà tra la serata di oggi e giovedì mattina scaricando forti piogge sul Nord- Ovest e in particolare su Piemonte e Ponente ligure.
ALLUVIONI IN SARDEGNA
Sardegna
La sue prime propaggini hanno causato allagamenti nella notte in Sardegna meridionale dove a Tertenia è crollato il muro del campo sportivo di Tertenia. I carabinieri stanno presidiando a scopo precauzionale il ponte in località Camisa, a Castiadas, il rio Gutturu Mannu e il Guttureddu nel Cagliaritano. Nella zona di Uta (Cagliari) gli allagamenti minacciano la praticabilità di alcuni tratti della provinciale.
Rischio idrogeologico
ALLUVIONI IN SARDEGNA
C’è rischio idrogeologico e alluvionale nelle province di Imperia, Savona, Cuneo, Torino, Biella, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola. Le piogge, anche molto intense localmente fino a 150 millimetri in dodici ore, provocheranno nubifragi anche in provincia di Genova. Poi il maltempo raggiungerà la Toscana, specie in provincia di Livorno e Pisa e l’isola d’Elba. Il meteo migliorerà nel fine settimana e sarà più soleggiato su gran parte d’Italia, a parte qualche occasionale temporale sulle due isole maggiori.
Al Sud punte di 25 gradi
Secondo 3bmeteo le temperature si manterranno superiori alle medie del periodo, per richiamo di aria molto umida di scirocco. Attese punte di oltre 24-25 gradi al Sud e sui versanti adriatici. Il mese di settembre è risultato sopra la media del periodo a scala nazionale di 1,8 °C. «Il 2018 si candida a essere l’anno più caldo di sempre in Italia», dicono i previsori del sito meteo.
C’È LA PRIMA VITTIMA DELLE ALLUVIONI IN SARDEGNA: È TAMARA MACCARIO, UNA 45ENNE IL CUI CORPO È STATO RITROVATO ALLA FOCE DI UN CANALONE VICINO CAGLIARI.
ORA SI CERCA UN PASTORE DISPERSO
ANCORA ALLERTA ROSSA E CAOS PER LE STRADE DELL’ISOLA DOPO IL CROLLO DEL PONTE
MALTEMPO, DONNA MORTA IN SARDEGNA. DISPERSO UN PASTORE
È stata ritrovata morta dai soccorritori, la donna dispersa in Sardegna in seguito all'ondata di Maltempo che ha colpito la Regione. Vigili del fuoco e Protezione civile stanno invece cercando di rintracciare un pastore nella zona di Castiadas, colpita dal maltempo. Di lui non si hanno notizie da diverse ore.
Il corpo di Tamara Maccario, 45 anni, dispersa durante la notte ad Assemini è stato trovato alla foce del canalone, più a valle rispetto al luogo dove è stata recuperata l'auto della sua famiglia. Il ritrovamento è stato fatto da alcune persone che hanno chiamato i soccorsi. La zona, a 10 chilometri da Cagliari, è stata battuta dal maltempo durante tutta la notte.
ALLUVIONI IN SARDEGNA CROLLA PONTE SULLA 195
La donna dispersa era in auto con la famiglia, il marito e tre figlie, quando è rimasta bloccata dall'acqua che aveva invaso la strada. I cinque sono usciti dalla vettura per mettersi in salvo e sono stati recuperati tutti eccetto la donna.
I soccorritori, grazie anche all'ausilio di un elicottero, hanno trovato subito le tre figlie, mentre il marito è stato soccorso in piena campagna. L'auto della famiglia, invece, è stata trovata in una zona pianeggiante non lontano dai centri commerciali che sorgono alla periferia di Sestu.
ALLUVIONI IN SARDEGNA CROLLA PONTE SULLA 195
Per tutta la notte la pioggia non ha dato tregua nel Cagliaritano. La macchina della protezione civile regionale ha lavorato incessantemente per soccorrere le persone in difficoltà e fare fronte alle criticità idrogeologiche ed idrauliche.
Dieci persone evacuate nelle campagne di Santa Lucia a Capoterra (Cagliari) nei terreni intorno al fiume esondato ieri e altre tre persone salvate nelle proprie abitazioni a Sestu, non lontano dalla zona dove si stanno concentrando le ricerche della donna dispersa. Salgono così a 70 le persone che si trovano costrette fuori dalle proprie abitazioni a causa del maltempo.
I 10 soccorsi a Capoterra hanno ricevuto ospitalità in un albergo messo subito a disposizione, anche se la situazione, dopo l'emergenza di ieri, sta tornando alla normalità. «Qualcuno - racconta il sindaco di Capoterra Francesco Dessì all'ANSA - sta chiedendo di poter tornare a casa. Valuteremo la situazione». Le squadre di volontari e vigili del fuoco stanno intervenendo per svuotare dall'acqua scantinati e cantine. E si sta iniziando a intervenire in alcune strade dissestate.
La situazione
ALLUVIONI IN SARDEGNA
Prosegue l'allerta rossa per rischio idrogeologico nella Sardegna Meridionale e Centro Orientale con precipitazioni intense per l'intera nottata. L'allerta resta valida fino a mezzanotte di oggi. Il Centro decentrato della Protezione civile spiega che nelle ultime ore le piogge sono diminuite di intensità ma «continuano le criticità idrogeologiche ed idrauliche nel Campidano e nel Sarrabus (allagamenti e smottamenti).
Nella Sardegna sud-orientale, si registrano problemi nel Comune di San Vito che risulta in parte allagato per l'esondazione del Rio Flumini Uri». «Il Flumendosa - spiega il bollettino - è in calo, il ponte di ferro tra i Comuni di Villaputzu e Muravera è ancora chiuso. In agro di Uta, il livello della diga del Cixerri è sceso alla quota di 38,46 metri ed è sempre attiva la fase di pre-allerta per il rischio idraulico a valle con rilasci di 20 metri cubi al secondo. La strada 5.5. 195 è chiusa al traffico. La nuova 5.5. 125 è interessata da allagamenti e smottamenti all'altezza di Costa Rei. Sulla base della valutazione meteorologica si prevede una permanenza delle condizioni registrate nelle ultime tre ore».
ALLUVIONI IN SARDEGNA
Alcune strade sono chiuse. Anas comunica di aver chiuso al traffico, in entrambe le direzioni, un tratto della strada statale 125 Var Orientale Sarda (Nuova Ssv 125 - ex. Nsa 232), dal km. 42+100 al km. 44+420 a causa di una frana all'ingresso sud galleria Arexini. Chiusi anche tratti della ss195 Sulcitana (km. 8+9, km. 9+3 e km. 10+1) con chiusura del Ponte della Scafa (per arrivare a Cagliari si deve percorrere la Ss 195 in direzione Teulada, Giba, Ss 293 verso Siliqua ed entrare sulla Ss 130). Chiuso un tratto della ss 395 di Elmas (dal km. 0 al km. 0+6) a causa dell'allagamento del sottopasso che dalla ss 391 porta alla Metro allagato.
TAMARA MACCARIO TROVATA MORTA. LA MAMMA DI TRE FIGLIE AVEVA 44 ANNI
Tamara Maccario, la madre di tre figlie scomparsa per il maltempo in Sardegna, è stata trovata morta: aveva 44 anni. Un dramma legato alle piogge che hanno colpito la zona del cagliaritano: Tamara, scrive l'Unione Sarda, era dispersa dalla scorsa notte nelle campagne di Assemini, a 10 chilometri da Cagliari. Il suo corpo è stato trovato in un lembo di terra accanto al rio Sa Mura: Tamara sarebbe stata trascinata per circa 500 metri dalla corrente.
Il cadavere è stato recuperato dai sommozzatori dei carabinieri nell'area di via Salicornia, non troppo distante dal luogo in cui era stata ritrovata l'auto a bordo della quale si trovava insieme alle tre figlie - due gemelle di 14 anni e una 26enne - e il marito.
ALLUVIONI IN SARDEGNA CROLLA PONTE SULLA 195
Con buona probabilità, la forza dell'acqua ha sbalzato fuori dell'abitacolo della vettura sia la donna sia le ragazze, il marito invece era sceso dalla vettura per trovare un modo di superare il muro d'acqua che si erano trovati davanti mentre fuggivano dalla loro abitazione.
Intorno alle 9.40 la sua auto era stata ritrovata dai subacquei dei Carabinieri: era stata travolta dall'acqua con tutta la famiglia a bordo. Papà e tre figlie sono state salvate intorno alle 3 dai Vigili del fuoco e dall'elicottero dell'Aeronautica, mentre Tamara, di Assemini, è stata trovata senza vita. Le operazioni di ricerca erano concentrate in località Sa Traia, tra la Statale 130 e il centro commerciale di Cortexandra a Sestu.
ALLUVIONI IN SARDEGNA
Tamara Maccario si trovava in auto insieme al marito e alle tre figlie. Erano usciti di casa preoccupati perché abitano in una zona di campagna vicino a un fiume. Lungo il tragitto la vettura è stata bloccata dall'acqua e poi travolta. Tutto è avvenuto poco prima di mezzanotte. Immediati i soccorsi. La figlia maggiore è stata trovata aggrappata a un albero. Le altre si erano rifugiate in un casolare. Alcune ore dopo, il marito in una casupola.
Per tutta la notte la pioggia non ha dato tregua nel Cagliaritano. La macchina della protezione civile regionale ha lavorato incessantemente per soccorrere le persone in difficoltà e fare fronte alle criticità idrogeologiche ed idrauliche. A Uta, secondo l'ultimo bollettino pubblicato sulla pagina Facebook della Protezione civile regionale, sono state evacuate 49 persone, sei delle quali accolte nelle strutture comunali.