9 dicembre forconi: Rifiuti
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sabato 9 novembre 2019

SCENE DI ORDINARIA FOLLIA A MONTE MARIO: I CINGHIALI SI LITIGANO I RIFIUTI IN STRADA. UNA DONNA CARICATA DAGLI ANIMALI SALVA PER CASO – I RESIDENTI ANNUNCIANO UNA MAXI CLASS ACTION PER CHIEDERE IL RIMBORSO DELLA TARI


ODISSEA SULLA METRO A: SCALE ROTTE IN 12 STAZIONI, MANZONI ALLAGATA: CHIUSA 14 ORE. MA I PROBLEMI SONO SU TUTTA LA LINEA, DA ALMENO UNA SETTIMANA 

E QUESTA SAREBBE UNA CAPITALE EUROPEA?

Stefania Piras per il Messaggero

I DISAGI
cinghiali romaCINGHIALI ROMA
La stazione della metro A Manzoni è rimasta chiusa 14 ore filate per colpa di un temporale. Inaccessibile dalle sei del mattino fino alle venti e quattordici di sera quando è stata riaperta ma con le scale mobili in discesa più una in salita fuori servizio. Condizioni disastrose del trasporto pubblico che non vanno certo di pari passo con l'idea di prorogare la Ztl. Perché Manzoni ha rischiato per tutta la giornata di essere la terza stazione della linea centrale della metropolitana fuori servizio insieme a Baldo degli Ubaldi, e a Barberini che è chiusa ormai dal 23 marzo (sono quasi otto mesi).
cinghiali romaCINGHIALI ROMA
Ancora problemi alle scale mobili perché il nubifragio di domenica ha inondato buona parte degli impianti della stazione Manzoni. Il necrologio della fermata è apparso ieri mattina all'alba, verso le sei, su Twitter: «Metro A: chiusa stazione Manzoni, i treni transitano senza fermarsi (guasto tecnico) utilizzare stazioni Vittorio Emanuele e San Giovanni». Oltre a questo tweet non si è avuta alcuna comunicazione per tutta la giornata. In breve: la fermata durante il nubifragio di domenica ha subito un allagamento che ha sommerso buona parte delle scale mobili finite quindi sott'acqua. I circuiti elettrici sono stati danneggiati in modo pesante perché una volta asciugati gli impianti le prove di funzionamento non sono andate bene. Perciò, la stazione è stata chiusa.

TRANSITI GIORNALIERI
Conseguenza: gli utenti, qui transitano ottomila utenti al giorno, arrivavano alla fermata convinti di poter scendere e prendere la metro come sempre e invece nulla. Hanno trovato il cancello sbarrato e l'avviso sul pannello elettronico. Un anziano non ci voleva credere. Ha fatto tutte le scale, si è fermato per leggere il pannello elettronico e non ha potuto far altro che sospirare: «Non si capisce più niente». Ed è tornato in superficie in mezzo a studenti e lavoratori che non sapevano come orientarsi, quali percorsi alternativi prediligere e soprattutto se il guasto tecnico era talmente grave da organizzarsi senza più tenere conto di questa fermata. Un ragazzo racconta l'esperienza mattutina: «Eravamo tutti pronti per scendere ma il treno è passato dritto senza fermarsi».

CINGHIALI ROMACINGHIALI ROMA
«Quando riaprirà la fermata Manzoni?» chiedevano gli utenti. La risposta sui social a tutti gli utenti era sempre la stessa e non lasciava presagire nulla di buono. «Appena abbiamo info sulla riapertura, condividiamo qui e sul sito Atac», questa la replica. Dall'Atac infatti parlavano di un allagamento importante che ha danneggiato il circuito elettrico. Raggiungendo la vicina stazione di Vittorio Emanuele, gli addetti Atac hanno confermato i problemi parlando di «infiltrazioni alle scale mobili». I tecnici al lavoro sul circuito elettrico delle scale mobili erano molto pessimisti: «Ci sono problemi grossi».
Ma i problemi sono su tutta la linea, da giorni. La metro A sta subendo rallentamenti da almeno una settimana.
IL BLOCCO
CINGHIALI ROMACINGHIALI ROMA
A San Giovanni (dove una delle due scale mobili è ferma, rotta da tempo immemore) sta succedendo sempre più spesso che si creino lunghissime file ai tornelli di entrata. Poi, una volta dentro gli utenti vengono bloccati prima di poter scendere sulla banchina per prendere la metro. E i tempi di attesa si allungano lasciando presupporre che i treni saltino le corse. Le ricadute sul servizio sono micidiali. Capita infatti che nell'ora di punta, alle otto del mattino a Termini direzione Anagnina, ci siano 5 minuti di attesa e gente condannata a stare sulla banchina perché il treno che si ferma è già pieno come un uovo. Ma dopo gli interventi tecnici andrà meglio, si dirà. Ieri una scala mobile a Repubblica, fermata rimasta fuori servizio per otto mesi a causa degli impianti inagibili, era chiusa. Atac aveva detto che gli impianti erano stati rifatti. Buon viaggio.

CINGHIALI, LITE TRA I CASSONETTI DONNA CARICATA: SALVA PER CASO
Laura Bogliolo per il Messaggero

L'EMERGENZA
cinghialiCINGHIALI
L'emergenza cinghiali che si litigano i rifiuti in strada non arretra. Ieri mattina una donna è stata caricata da un branco di animali mentre portava a spasso il suo cagnolino in via Giuseppe Allievo, a Monte Mario. Giorni fa un'altra residente, ha ripreso in un video la battaglia tra due ungulati adulti per accaparrarsi un sacchetto dell'immondizia in via Giovanni Taverna. «Non si può continuare a vivere con il terrore, i cinghiali sono sotto casa, ormai non hanno più paura di nulla, assaltano i cassonetti e si litigano i sacchi dell'immondizia non ritirata» racconta Giorgia.

«Quella signora si è salvata per miracolo, siamo prigionieri in casa, vengono attirati dai rifiuti» spiega Gianluca Gaeta, residente e promotore di due esposti già depositati contro Ama e Comune sulla mancata raccolta dei rifiuti. Gaeta sta organizzando anche una maxi class action per presentare ricorso alla Commissione tributaria provinciale e chiedere il rimborso della Tari. «In mille hanno aderito» spiega. Giorgia ha rischiato di essere travolta dalla lite tra due cinghiali che giorni fa si contendevano sacchetti dell'immondizia, e li ha ripresi in un video. Siamo in una via trafficata, non lontani da una scuola, l'Istituto Comprensivo Stefanelli.
metro a manzoniMETRO A MANZONI

L'ASSEDIO
Nel video due cinghiali adulti si contendono un sacchetto dell'immondizia preso arrampicandosi su un secchione. Insieme ai due adulti ci sono quattro cuccioli. Scene di ordinaria follia a Roma Nord, vicino alla riserva Naturale dell'Insugherata. Eppure il 27 settembre nella delibera numero 190 la giunta ha autorizzata la sindaca Virginia Raggi a firmare lo schema di Protocollo d'Intesa tra Regione Lazio, Città Metropolitana di Roma Capitale e Campidoglio Per la gestione del cinghiale nel territorio di Roma Capitale. La firma però ancora non c'è stata e il piano di contenimento non è partito.

LA PROCEDURA
Il protocollo dopotutto stabilisce una procedura complessa che prevede tempi molto ampi prima dell'intervento. Il Campidoglio deve istituire una e-mail e un numero di telefono dedicati alle segnalazioni. Segue un sopralluogo da parte dei vigili e delle guardie dei parchi regionali. Poi il Comune dovrà convocare un tavolo operativo. L'organizzazione dell'intervento spetta a vigili, guardia parchi e personale delle Asl. È chiaro che i tempi tecnici della procedura sono ampi e difficilmente consentiranno di individuare l'animale appena viene avvistato.
metro a manzoniMETRO A MANZONI

Il cinghiale preso con le trappole fino al 30 giugno verrà abbattuto, nel testo si parla di eutanasia. Dal primo luglio verrà portato in macelli, istituti faunistici o allevamenti a scopo alimentare: le aziende individuate sono due, una a Viterbo e l'altra di Cerveteri. La Regione si impegna a trovare, entro giugno, una struttura dove portare vivi gli animali catturati. Qui, probabilmente, potrebbe nascere la famosa pensione per i cinghiali dove resteranno fino a morte naturale. Giorgio Polesi, presidente del Parco di Vejo, solleva un altro problema: «È stata autorizzata la Città metropolitana a firmare il protocollo di intesa? Il nostro parco confina con 8 Comuni che continuano ad avere problemi: la Forestale di Monterotondo ha inviato una lettera di diffida al comune di Castel Nuovo di Porto che ha le mani legate».
5 Novembre 2019
Fonte: qui
cinghiali a roma 4CINGHIALI A ROMA cinghiali a roma 3CINGHIALI A ROMA cinghiali a roma 1CINGHIALI A ROMA cinghiali a roma 2CINGHIALI A ROMA cinghiali a roma 5CINGHIALI A ROMA 

sabato 12 ottobre 2019

Furbetti dei rifiuti: Roma Multiservizi ora non paga gli stipendi



Dopo l’inchiesta di Filippo Roma e Marco Occhipinti, che hanno svelato come fosse in atto una truffa nel servizio di raccolta dei rifiuti di Roma, la Procura ha aperto un’indagine nei confronti del suo Presidente, l’ex generale della Guardia di finanza Maurizio Raponi. E l’azienda ora annuncia di voler tagliare gli stipendi dei lavoratori


Roma Multiservizi è stata beccata “con le mani nella marmellata”, ma adesso a pagare sono i suoi dipendenti.
L’azienda romana, che gestisce per conto di Ama la raccolta dei rifiuti nelle utenze non domestiche, ha mandato una comunicazione ai suoi 3mila dipendenti: "Dopo l’inchiesta de Le Iene i committenti pubblici hanno sospeso immediatamente i pagamenti verso la Roma Multiservizi, alcuni dei quali relativi ad attività risalenti allo scorso aprile. La nostra società dovrà procedere al pagamento dei prossimi stipendi nel limite del 70% di quanto computato".
L’iniziativa dell’azienda nasce a seguito dell’inchiesta di Filippo Roma e Marco Occhipinti, che hanno raccontato dei furbetti della raccolta rifiuti presso gli esercizi commerciali romani. Gli operatori di Roma Multiservizi, che per conto di Ama dovrebbe occuparsi della raccolta dell’immondizia, la effettuano nelle ore notturne quando gli esercizi commerciali sono chiusi. Un comportamento che rende impossibile ai commercianti consegnare l’immondizia accumulata, e che rappresenta un danno economico per le casse del Comune, che paga Roma Multiservizi per un lavoro non effettuato.
Abbiamo raccolto la testimonianza esclusiva di uno di quegli operatori, che ci ha spiegato come funzionava la presunta truffa. Alcuni dipendenti striscerebbero con il palmare dell'azienda un codice a barre presente all'esterno dei negozi, bar, ristoranti, facendo così risultare il loro regolare passaggio e relativa raccolta. E incassando così da Ama il corrispettivo previsto per il lavoro, circa 150 milioni di euro per tre anni di servizio. 
Un comportamento che, spiega ancora il testimone, non sarebbe una libera iniziativa dei lavoratori: “I dirigenti di Roma Multiservizi hanno fatto una riunione agli inizi dicendoci: attaccate più tardi, e attaccare più tardi significa non raccogliere perché i negozi sono chiusi, e ce lo dicono loro, i dirigenti. I dirigenti hanno addirittura creato un gruppo su WhatsApp chiamato ‘Spara e scappa’”. E quando Filippo Roma gli chiede il perché di quel nome, l’operatore risponde: “Perché dobbiamo passare il badge veloce e per andare veloce non dobbiamo raccogliere. Senza raccogliere i rifiuti ci hanno chiamato cosi”.
Dopo la nostra inchiesta la Procura di Roma ha aperto un’indagine, che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di Maurizio Raponi, l’ex generale della Guardia di Finanza che oggi guida Roma Multiservizi. L’uomo, raggiunto da Filippo Roma, aveva negato il meccanismo fraudolento: “Noi lo facciamo in base al capitolato che abbiamo con Ama, le disposizioni precise che ci ha dato Ama”. La Procura adesso ipotizza i reati di truffa e frode nelle pubbliche forniture.
Ma la sindaca di Roma Virginia Raggi sapeva di quanto accadeva nella raccolta dei rifiuti romani? Al nostro Filippo Roma aveva detto: “Prima che lei mi dicesse e mi segnalasse un caso molto specifico chiaramente non lo sapevo”.
Alessandro Onorato però, un ristoratore di Torre Argentina che è anche consigliere del municipio di Roma, aveva raccontato alla Iena un’altra verità: “Ho avuto modo tre settimane fa di incontrarla e gliel’ho detto, ho detto 'non funziona nulla, uno ha un servizio che non esiste'. E lei ha preso appunti”. Ma dopo tre settimane dalla segnalazione, ci racconta ancora Onorato, la sindaca non si sarebbe fatta viva: “No, non l’ho più sentita, da noi il servizio sta così”.
Le istituzioni ora sembrano essersi mosse e gli uomini del nucleo decoro urbano della polizia locale di Roma hanno acquisito il video del primo servizio di Filippo Roma. A muoversi è anche, come abbiamo detto, la stessa Roma Multiservizi, ma in un modo davvero incredibile: stop agli stipendi dei lavoratori. Oltre al danno, la beffa.

Fonte: Le Iene

RIFIUTI ROMA, STIPENDIO TAGLIATO DEL 30% AI LAVORATORI DELLA MULTISERVIZI DOPO SERVIZIO DELLE IENE SU PRESUNTA FRODE NELLA RACCOLTA

Vincenzo Bisbiglia per www.ilfattoquotidiano.it

Tutti gli oltre 3.000 lavoratori della Roma Multiservizi il 15 ottobre riceveranno lo stipendio decurtato del 30 per cento. È l’effetto, secondo una comunicazione dell’ufficio risorse umane della stessa società partecipata capitolina, del servizio della trasmissione tv Le Iene, secondo cui diversi operatori addetti alla raccolta dei rifiuti presso le utenze commerciali eludono il servizio, segnando il passaggio ma non recuperando quanto lasciato dai negozianti.

 Secondo Le Iene, va detto, sarebbe un modus operandi deciso dai dirigenti e non dai singoli operatori. Multiservizi, va ricordato, è una società partecipata al 51% da Ama (a sua volta detenuta al 100% dal Comune di Roma) e al 49% da Manutencoop e La Veneta. Giovedì sera è emerso, intanto, che il presidente Maurizio Raponi è indagato dai pm di Roma per l’ipotesi di truffa e frode nelle pubbliche forniture.

“Pagamenti bloccati”, ma gli stipendi erano pronti – A rimetterci saranno i dipendenti della partecipata. Anche chi di raccolta rifiuti non si è mai occupato e lavora in tutt’altre commesse. “I committenti pubblici – si legge nella missiva inviata ai sindacati, con riferimento a Roma Capitale – hanno sospeso immediatamente i pagamenti verso la Roma Multiservizi Spa, alcuni dei quali relativi ad attività risalenti anche allo scorso aprile”.

Dunque “in ragione di quanto esposto, la nostra società dovrà procedere al pagamento dei prossimi stipendi, fermo restando la data del 15 ottobre, nel limite del 70% di quanto computato”. Qualcosa però non torna. In Campidoglio confermano che le erogazioni vengono fatte a 60 giorni mentre da fonti interne a Multiservizi spiegano a Ilfattoquotidiano.it che le buste paga erano già state lavorate e le somme in corso di erogazione. L’eventuale ammanco di cassa, dunque, avrebbe dovuto pesare sugli stipendi di novembre (da pagare a dicembre).

L’appalto ereditato dalla 29 Giugno – Roma Multiservizi conta circa 3.200 dipendenti, la gran parte dei quali impiegati nell’appalto global service nelle scuole: pulizia delle aule, bidellaggiosfalcio del verde e mense. Per la maggior parte gli stipendi vanno, a seconda delle ore lavorate, da 300 a un massimo di 900-1000 euro al mese. Diversa la situazione relativa all’appalto di raccolta per i rifiuti non domestici, che è un appalto nuovo, di cui prima si occupata la Cooperativa 29 Giugno, fino al 2014 gestita da Salvatore Buzzi, fra i principali protagonisti insieme a Massimo Carminati dell’inchiesta sul Mondo di Mezzo.

Proprio i 260 lavoratori della 29 giugno, a fine 2018, sono passati in Roma Multiservizi grazie alla clausola di salvaguardia sociale, e con la società capitolina avevano sottoscritto un contratto diverso, con somme superiori, rispetto ai “colleghi” del global service. Il consigliere comunale e deputato di Leu, Stefano Fassina, se la prende con l’assessore capitolino al Bilancio, Gianni Lemmetti: “Ha deciso di accanirsi contro i lavoratori, la sindaca Virginia Raggi intervenga con urgenza”.

La replica di Roma Multiservizi: “Denunciamo Le Iene” – Sul tema Roma Multiservizi non parla. La partecipata ha diramato nella mattinata di giovedì un duro comunicato annunciando di adire alle vie legali contro la troupe di Italia 1 per essere entrata “senza autorizzazione negli uffici della società”. La società, in particolare, precisa che “le riprese si riferiscono, innanzitutto, al secondo giro notturno effettuato dagli operatori nel centro storico di Roma, un turno aggiuntivo richiesto da Ama proprio in tale fascia notturna per potenziare il servizio che già avviene in quelle stesse aree in orario diurno”.

Inoltre “il corrispettivo che Roma Multiservizi riceve da Ama non è legato al numero di ‘badgiate’. Il badge serve per tracciare il passaggio presso tutti i punti di ritiro previsti. Da qui anche l’invito agli operatori a registrare sempre il passaggio da parte dei coordinatori del servizio, anche in caso di assenza di rifiuto, così come previsto dai documenti di gara”. Infine, “non corrisponde al vero che gli operatori non raccolgono i rifiuti, i dati ufficiali di raccolta nei 10 mesi di servizio riportano dati importanti e certificati”.

Attesa per il Consiglio di Stato sulla gara a doppio oggetto – Roma Multiservizi è una delle società municipalizzate che il Comune sta cercando di riorganizzare. Il dg del Campidoglio, Franco Giampaoletti, da circa 2 anni sta cercando di dare il via a una cosiddetta “gara a doppio oggetto” che permetta alla società di sostituire i suoi soci privati, senza erogare somme “illegittime” agli stessi, così da evitare richiami della Corte dei Conti. 

Un appalto complesso fin qui una volta bocciato dall’antitrust e un’altra volta andato deserto. La situazione tiene in apprensione i lavoratori, visto che l’operazione probabilmente non riuscirà a garantire il rispetto dei livelli occupazionali. Proprio in questi giorni è in attesa dal Consiglio di Stato la sentenza che darebbe la possibilità alla stessa Roma Multiservizi di partecipare in Ati con Rekeep Spa.

giovedì 3 ottobre 2019

ROMA, CI SONO DIECI GIORNI PER EVITARE IL CAOS

I PRESIDI AVVERTONO: “RISCHIAMO DI CHIUDERE LE SCUOLE A CAUSA DEI RIFIUTI” 
PER I MEDICI SIAMO ALLA VIGILIA DI UN’EMERGENZA SANITARIA 
VIRGINIA RAGGI E ZINGARETTI DEVONO TROVARE UN'INTESA PER EVITARE CHE LA SITUAZIONE PRECIPITI: IN QUEL CASO L'ARRIVO DI UN COMMISSARIO SAREBBE SCONTATO 
PD E M5S VOGLIONO EVITARE DI REGALARE IL CAMPIDOGLIO A SALVINI…
EMERGENZA RIFIUTI A ROMA: RISCHIO COLLASSO IN 10 GIORNI ALLARME DI MEDICI E PRESIDI
Mauro Evangelisti per “il Messaggero”

tmb rifiuti rocca cenciaTMB RIFIUTI ROCCA CENCIA
I presidi avvertono: a Roma rischiamo di chiudere le scuole a causa dei rifiuti. L'ordine dei medici aggiunge: siamo alla vigilia di un'emergenza sanitaria, con la spazzatura che resta sui marciapiedi. Ci sono dieci giorni per evitare il caos, visto che il 14 ottobre scade l'ordinanza regionale che obbliga tutti gli impianti del Lazio a farsi carico dei rifiuti romani. Già oggi l'unico tmb di Ama, a Rocca Cencia, è allo stremo, mentre la municipalizzata è allo sbando, affidata dalla sindaca Raggi a un attivista M5S che non conosce l'azienda e che non si è mai occupato di rifiuti.
ROCCA CENCIAROCCA CENCIA

IL NEO AD
Ieri il nuovo amministratore unico dell'Ama, Stefano Zaghis, fedelissimo del Movimento 5Stelle voluto dalla Raggi per guidare un'azienda con quasi ottomila dipendenti, ha spiegato che «la priorità ora è pulire la città». Non proprio una idea rivoluzionaria, anche perché è da tre anni che i romani si aspettano questo risultato dall'amministrazione Raggi di cui Zaghis è espressione.

Ma la situazione è destinata a peggiorare fin dalle prossime settimane, il piano che il vecchio Cda, costretto a dimettersi, aveva messo in campo per uscire dalla fase di criticità è stato fermato. «Ci hanno lasciati soli, così è impossibile lavorare» hanno spiegato Paolo Longoni e Luisa Melara, ex ad ed ex presidente dell'Ama. Ieri parlando a RadioRadio, la dirigente della Direzione rifiuti di Roma Capitale, Laura D'Aprile, ha replicato: «Non c'è stato alcun tipo di abbandono».
VIRGINIA RAGGI A ROCCA CENCIAVIRGINIA RAGGI A ROCCA CENCIA

LA PAURA
Abbandonati per strada sono i rifiuti a Roma e con l'Ama allo sbando c'è il timore che si ripeta la grande crisi vissuta a giugno e luglio. «A Roma si rischia l'emergenza sanitaria per i rifiuti» dicono Antonio Magi e Pierluigi Bartoletti, presidente e vice presidente dell'Ordine provinciale dei medici-chirurghi e degli odontoiatri (Omceo) di Roma.

«Occorre evitare che in breve tempo si creino nella Capitale cumuli di immondizia in ogni strada, nei pressi di scuole, ospedali, luoghi pubblici e che un simile degrado diventi attrattivo per gli animali». Non c'è tempo da perdere, il caos in cui versa l'Ama con le ennesime dimissioni dell'ennesimo Consiglio d'Amministrazione e la nomina di un nuovo responsabile preoccupa l'Ordine dei medici di Roma e provincia che continua a monitorare costantemente la situazione. La raccolta dei rifiuti nella Capitale d'Italia si regge, e male, su un fragilissimo equilibrio basato principalmente sulla buona volontà delle Regioni vicine ad accogliere, seppur a caro prezzo, i nostri residui. Non c'è spazio dunque per improvvisi blackout del ciclo di raccolta e smaltimento».
cassonetti ricolmi di rifiuti a roma 31CASSONETTI RICOLMI DI RIFIUTI A ROMA 

C'è un altro punto di vista, quello dei presidi delle scuole romane che addirittura ventilano l'ipotesi della sospensione delle lezioni a causa delle montagne di spazzatura sui marciapiedi. «Come segnalato da molti presidi di istituti comprensivi e scuole superiori romane, sia in zone centrali della città sia in periferia la situazione dei rifiuti abbandonati presso gli edifici scolastici o all'interno dei cortili sta aggravandosi di giorno in giorno» si legge in una nota dell'Associazione nazionale presidi di Roma.

cassonetti ricolmi di rifiuti a roma 19CASSONETTI RICOLMI DI RIFIUTI A ROMA 19
«Qualora non venga preso in attenta considerazione organizzativa l'appello dei medici e delle scuole chiediamo che ogni Asl di zona si attivi per verificare lo stato igienico-ambientale ed eventualmente proceda alla richiesta di chiusura degli istituti. Ci associamo all'appello dell'ordine dei Medici affinché venga risolta al più presto una situazione di degrado e di pericolosità che mette a repentaglio la salute».

COMMISSARIAMENTO PIU’ VICINO
Simone Canettieri per “il Messaggero”

Il caso della spazzatura della Capitale e della paralisi dell'Ama l'azienda dei rifiuti sta mettendo sulla graticola anche il governo rosso-giallo. Per la prossima settimana il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, ha convocato la sindaca Virginia Raggi e il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.
virginia raggi nicola zingarettiVIRGINIA RAGGI NICOLA ZINGARETTI

SUMMIT
Il vertice avverrà mentre Roma sta vedendo crescere di nuovo i cumuli di spazzatura ed il lavoro di messa in sicurezza del sistema, iniziato dal Cda formato da Melara, Longoni e Ranieri - tutti scelti dalla Raggi - si è bruscamente interrotto dopo tre mesi e mezzo, per la rottura con il Campidoglio. Costa sa che una Roma di nuovo ricoperta dai rifiuti sarà una bomba a orologeria che metterà a rischio anche gli equilibri di governo.

cassonetti ricolmi di rifiuti a roma 1CASSONETTI RICOLMI DI RIFIUTI A ROMA
Costa e Zingaretti tenteranno di convincere la Raggi da una parte a fare uscire dalla paralisi Ama, il cui ultimo bilancio approvato è quello del 2016, dall'altra faranno pressione perché finalmente la sindaca accetti la realizzazione di impianti che a Roma mancano, come anche l'ex consigliere di amministrazione di Ama, Massimo Ranieri, ha denunciato, inascoltato. In una intervista il ministro dell'Ambiente ha insistito sulla necessità di realizzare un centro di stoccaggio per i rifiuti della durata di due o tre anni; il piano regionale dei rifiuti, sul quale entro domani Roma Capitale deve inviare le osservazioni, spiega che serve una discarica, visto che a fine anno chiuderà quella di Colleferro dove ogni giorno vanno mille tonnellate di scarti.
virginia raggi e nicola zingaretti 1VIRGINIA RAGGI E NICOLA ZINGARETTI 1

Raggi e Zingaretti devono trovare un'intesa per evitare che la situazione precipiti: in quel caso l'arrivo di un commissario sarebbe scontato. Un'eventualità ventilata nelle stanze del governo, ma sempre allontanata: il danno d'immagine per la Capitale sarebbe enorme, al di là delle ricadute per la grillina, a meno di un anno e mezzo dalla fine del mandato. Fonti M5S spiegano: «Virginia e Nicola devono trovare un'intesa per bloccare l'opa di Salvini sul Campidoglio».

Il patto è tutto da costruire, ma potrebbe materializzarsi già la prossima settimana durante la cabina di regia. Il Comune punta a una proroga dell'ordinanza fino al 30 gennaio. Il provvedimento firmato da Zingaretti obbliga tutti gli impianti del Lazio a ricevere i rifiuti romani (ma c'erano anche delle prescrizioni nei confronti che Ama non ha rispettato, a partire dall'approvazione del bilancio) e ha giù avuto una proroga, ma soltanto fino al 14 ottobre, secondo la sindaca Virginia Raggi una data troppo ravvicinata.
cassonetti ricolmi di rifiuti a roma 18CASSONETTI RICOLMI DI RIFIUTI A ROMA

SANZIONI
Non solo: la sindaca vorrebbe fare in modo di riscrivere le prescrizioni per far inserire penali nei confronti degli impianti che non accolgono tutta la quantità di rifiuti stabilita. In questo modo si eviterebbe l'ennesimo Natale tra i rifiuti: un selfie che Salvini è pronto a scattarsi per lanciare l'assalto al Campidoglio. Ecco perché gli sherpa del Pd e del M5S sono pronti a trovare una soluzione che blocchi sul nascere qualsiasi aggressione (politica della Lega).

SINTESI
Il primo passo concreto da fare passa da una nuova ordinanza. Che arrivi al primo mese del 2020 e che nel merito modificata. Ma per arrivare a questo traguardo occorre che ci sia una sintesi politica. Che potrebbe funzionare proprio in virtù del meccanismo già visto per la formazione del nuovo governo: meglio un'intesa giallorossa che la riscossa della Lega. Un fattore che chiaro a tutti. A partire dal premier Giuseppe Conte che per il momento non sta intervenendo. Così come Luigi Di Maio che da giorni continua a tirarsi fuori dalle cose romane che lo hanno scottato troppe volte.
raggi zingaretti-2RAGGI ZINGARETTI

Adesso starà a Sergio Costa, titolare dell'Ambiente e grillino doc, cercare di ricucire i rapporti con il Campidoglio. In questa fase il ruolo di Max Bugani torna più che comodo: il nuovo capo-staff lavora a tutto campo per ricostruire i ponti. E si prende l'onere, tutto politico di attaccare Salvini: «Matteo, fatti un favore, smetti di rompere le scatole a Virginia Raggi. A volte il silenzio è la cosa migliore. Ti ricordo solo che molti sindaci leghisti sono stati arrestati per reati gravi e che il vostro sindaco n.1, citato come esempio di buon governo, si chiama Bitonci ed è crollato miseramente». La questione come sempre è tutta politica. Ma servono subito soluzioni tecniche visto che Ama è sull'orlo del baratro e già ci sono i rifiuti sui marciapiedi. Fonte: qui


L’AMMINISTRATORE DELEGATO DIMISSIONARIO DELL’AZIENDA DEI RIFIUTI DI ROMA(AMA) ATTACCA LA RAGGI A “CIRCO MASSIMO”: “L’EMERGENZA ROMANA SI RISOLVE FACENDO IMPIANTI. 
MA DALLA SINDACA ABBIAMO AVUTO COME RISPOSTA SOLO NO. 
NON SONO IN GRADO DI DIRE SE È ALL’ALTEZZA DEL RUOLO. 
SO CHE NOI ABBIAMO SFIDUCIATO IL SOCIO (IL COMUNE) PERCHÉ NON SAPEVA FARE IL SOCIO”


PAOLO LONGONI 1PAOLO LONGONI 
L'emergenza rifiuti di Roma continua. E il consiglio di amministrazione della municipalizzata Ama si è dimesso pochi giorni fa. "Dei sei consigli di amministrazione che si sono succeduti l'uno dopo l'altro, noi siamo i primi che si sono dimessi revocando la fiducia al socio, mentre tutti gli altri sono stati revocati dal socio. C'è una differenza fondamentale", dice a Circo Massimo, su Radio Capital, l'ad dimissionario Paolo Longoni.

Come si risolve il problema dei rifiuti a Roma? "Facendo impianti. Ma dalla sindaca abbiamo avuto come risposta no agli inceneritori, no alle discariche, solo raccolta differenziata, e in più ci ha detto che devono diminuire i rifiuti. Tre di queste quattro cose", spiega il manager, "non sono nella possibilità di Ama, perché gli impianti non può farli Ama - potrebbe se fosse destinataria di risorse per gli investimenti - e perché far diminuire i rifiuti non è un'attività che può svolgere la società che fa la raccolta". Però si possono togliere i rifiuti dalle strade: "Sì, e metterli dove?"
RAGGI RIFIUTIRAGGI RIFIUTI

"Il problema si risolve nel breve termine continuando a operare sotto emergenza, cioè costringendo gli impianti ad accettare rifiuti anche in maniera coercitiva", continua Longoni, "Ci sono state ordinanze della regione Lazio che ci hanno consentito a luglio e ad agosto di ripulire per intero la città nel giro di 4 giorni. E nel medio termine bisogna incentivare il più possibile e portare la differenziata ai livelli massimi possibili delle grandi città - Milano e Venezia sono virtuose e sono al 56%, Roma è attorno al 40 - e poi dotare la città e la regione di impianti.

virginia raggi (2)VIRGINIA RAGGI (2)
Non c'è una strada terza. E Ama deve al suo interno diventare efficiente, perché non lo è, visto che ha una serie di problemi interni consolidati di inefficienza e malfunzionamenti che derivano da trascuratezze del passato, derivate anche dalle gestioni". Dopo questa esperienza, il giudizio sulla sindaca di Roma non è positivo: "Se Raggi è all'altezza del ruolo? Non sono in grado di rispondere. So che noi abbiamo tolto la fiducia al socio perché non sapeva fare il socio", chiude Longoni.

Fonte: qui

martedì 1 ottobre 2019

SI È DIMESSO IL CDA DELL’AZIENDA DEI RIFIUTI DI ROMA, AMA, CHE SI ERA INSEDIATO APPENA TRE MESI FA.

MENTRE LA RAGGI CAMBIAVA UNA DECINA DI MANAGER IN TRE ANNI ROMA SI È RIEMPITA DI MONNEZZA. 
L’OBIETTIVO È FAR FALLIRE LE AZIENDE PER PRIVATIZZARLE. 
BASTA CHE TOLGANO I RIFIUTI DALLA STRADA!
AMA: SI È DIMESSO IL CDA
 (ANSA) - Si è dimesso il Cda di Ama. La decisione è stata presa a poco più di 100 giorni dall'insediamento dopo la rottura col Campidoglio sul bilancio 2017. (ANSA).

RIFIUTI A ROMA, CDA AMA SI DIMETTE: AZIENDA NEL CAOS
Mauro Evangelisti per www.ilmessaggero.it

Si è dimesso il Consiglio di amministrazione dell'Ama, l'azienda dei rifiuti di Roma. Luisa Melara, presidente, Paolo Longoni, amministratore delegato, e Massimo Ranieri, consigliere d'amministrazione, erano stati scelti da Virginia Raggi e si erano insediati il 19 giugno.
VIRGINIA RAGGI REGINA DELLA MONNEZZAVIRGINIA RAGGI REGINA DELLA MONNEZZA

cassonetti ricolmi di rifiuti a roma 3CASSONETTI RICOLMI DI RIFIUTI A ROMA
















Dopo appena tre mesi e mezzo anche loro sono stati costretti ad abbandonare, dopo che la sindaca - che pure li aveva scelti - e il Campidoglio hanno contestato la bozza di bilancio approvato e il piano degli impianti per uscire dalla crisi.
pinuccia montanari 1PINUCCIA MONTANARI 

Se la situazione non fosse drammatica, con le strade di Roma che si stanno di nuovo riempendo di cumuli di rifiuti e con Ama che ora non ha più una guida (e non è mai stato nominato neppure un'assessore ai Rifiuti dopo le dimissioni di febbraio di Pinuccia Montanaria) sarebbe comica.

pinuccia montanari virginia raggiPINUCCIA MONTANARI VIRGINIA RAGGI
La Raggi in tre anni ha cambiato già una decina di manager in Ama: dopo avere ereditato Daniele Fortini, presidente di Ama con Marino, lo ha sostituito con Alessandro Solidoro, che però se ne è andato dopo pochi mesi. Il suo posto è stato preso da Antonella Giglio, defenestrata quasi subito e sostituita da Lorenzo Bagnacani il 15 maggio 2017 e da un cda in cui facevano parte Andrea Masullo e Vanessa Ranieri. Nel frattempo la Raggi aveva voluto Stefano Bina come direttore generale di Ama, per poi mandarlo via (formalmente si dimise) dopo pochi mesi. Anche Bagnacani, presentato dalla Raggi come il grande manager che avrebbe salvato Roma, è stato scaricato, con una lunga guerra tra sindaca e presidente Ama sul bilancio e sui famosi 18 milioni di euro di crediti cimiteriali inseriti nel bilancio
DANIELE FORTINIDANIELE FORTINI

A febbraio 2019 Bagnacani, Masullo e Ranieri sono stati cacciati, la Raggi ha affidato l'Ama a Massimo Bagatti, come amministratore provvisorio. Ma non il valzer non è finito. Dopo interminabili selezioni, sono stati scelti Melara, Longoni e Ranieri: anche loro presentati dalla Raggi come salvatori della patria, dopo che se ne era andato il "nemico" Bagnacani, anche loro ieri sono stati costretti a dimettersi dopo tre mesi e mezzo. In questo modo Ama dal 2017 non ha un bilancio approvato (e ci sono inchieste in corso della Corte dei conti), non sta progettando nuovi impianti: è come una squadra di calcio che cambia continuamente allenatore. I risultati si stanno vedendo.

RIFIUTI: FASSINA, RAGGI FA FALLIRE AZIENDE PER PRIVATIZZARLE
PAOLO LONGONI 1PAOLO LONGONI 

(ANSA) - "La Sindaca Raggi porta deliberatamente le aziende municipali verso il fallimento per privatizzarle e regalare ai soliti noti servizi essenziali e grandi profitti da attività in monopolio. Oggi, in Giunta capitolina è il turno di Roma Metropolitane con conseguenti 45 esuberi". Lo dichiara Stefano Fassina, consigliere di Sinistra per Roma deputato LeU. "A breve, arriva Ama affossata a colpi di mancati pagamenti e ripetuti cambi dei vertici. Subito dopo, viene l'appetitoso boccone di Farmacap, la rete delle farmacie comunali. Dietro la maschera dell'improvvisazione e dell'incapacità amministrativa, va in scesa una strategia sciagurata, di negazione di diritti fondamentali per i cittadini e di umiliazione di lavoratrici e lavoratori. Siamo al loro fianco, impegnati con tutte le nostre forze a costruire la più ampia mobilitazione possibile per impedire l'ennesimo saccheggio di Roma" conclude Fassina.

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Rifiuti in strada e tracollo Ama. Roma, raccolta a rischio paralisi

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Fonte: ilmessaggero.it