9 dicembre forconi: raccolta
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sabato 12 ottobre 2019

Furbetti dei rifiuti: Roma Multiservizi ora non paga gli stipendi



Dopo l’inchiesta di Filippo Roma e Marco Occhipinti, che hanno svelato come fosse in atto una truffa nel servizio di raccolta dei rifiuti di Roma, la Procura ha aperto un’indagine nei confronti del suo Presidente, l’ex generale della Guardia di finanza Maurizio Raponi. E l’azienda ora annuncia di voler tagliare gli stipendi dei lavoratori


Roma Multiservizi è stata beccata “con le mani nella marmellata”, ma adesso a pagare sono i suoi dipendenti.
L’azienda romana, che gestisce per conto di Ama la raccolta dei rifiuti nelle utenze non domestiche, ha mandato una comunicazione ai suoi 3mila dipendenti: "Dopo l’inchiesta de Le Iene i committenti pubblici hanno sospeso immediatamente i pagamenti verso la Roma Multiservizi, alcuni dei quali relativi ad attività risalenti allo scorso aprile. La nostra società dovrà procedere al pagamento dei prossimi stipendi nel limite del 70% di quanto computato".
L’iniziativa dell’azienda nasce a seguito dell’inchiesta di Filippo Roma e Marco Occhipinti, che hanno raccontato dei furbetti della raccolta rifiuti presso gli esercizi commerciali romani. Gli operatori di Roma Multiservizi, che per conto di Ama dovrebbe occuparsi della raccolta dell’immondizia, la effettuano nelle ore notturne quando gli esercizi commerciali sono chiusi. Un comportamento che rende impossibile ai commercianti consegnare l’immondizia accumulata, e che rappresenta un danno economico per le casse del Comune, che paga Roma Multiservizi per un lavoro non effettuato.
Abbiamo raccolto la testimonianza esclusiva di uno di quegli operatori, che ci ha spiegato come funzionava la presunta truffa. Alcuni dipendenti striscerebbero con il palmare dell'azienda un codice a barre presente all'esterno dei negozi, bar, ristoranti, facendo così risultare il loro regolare passaggio e relativa raccolta. E incassando così da Ama il corrispettivo previsto per il lavoro, circa 150 milioni di euro per tre anni di servizio. 
Un comportamento che, spiega ancora il testimone, non sarebbe una libera iniziativa dei lavoratori: “I dirigenti di Roma Multiservizi hanno fatto una riunione agli inizi dicendoci: attaccate più tardi, e attaccare più tardi significa non raccogliere perché i negozi sono chiusi, e ce lo dicono loro, i dirigenti. I dirigenti hanno addirittura creato un gruppo su WhatsApp chiamato ‘Spara e scappa’”. E quando Filippo Roma gli chiede il perché di quel nome, l’operatore risponde: “Perché dobbiamo passare il badge veloce e per andare veloce non dobbiamo raccogliere. Senza raccogliere i rifiuti ci hanno chiamato cosi”.
Dopo la nostra inchiesta la Procura di Roma ha aperto un’indagine, che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di Maurizio Raponi, l’ex generale della Guardia di Finanza che oggi guida Roma Multiservizi. L’uomo, raggiunto da Filippo Roma, aveva negato il meccanismo fraudolento: “Noi lo facciamo in base al capitolato che abbiamo con Ama, le disposizioni precise che ci ha dato Ama”. La Procura adesso ipotizza i reati di truffa e frode nelle pubbliche forniture.
Ma la sindaca di Roma Virginia Raggi sapeva di quanto accadeva nella raccolta dei rifiuti romani? Al nostro Filippo Roma aveva detto: “Prima che lei mi dicesse e mi segnalasse un caso molto specifico chiaramente non lo sapevo”.
Alessandro Onorato però, un ristoratore di Torre Argentina che è anche consigliere del municipio di Roma, aveva raccontato alla Iena un’altra verità: “Ho avuto modo tre settimane fa di incontrarla e gliel’ho detto, ho detto 'non funziona nulla, uno ha un servizio che non esiste'. E lei ha preso appunti”. Ma dopo tre settimane dalla segnalazione, ci racconta ancora Onorato, la sindaca non si sarebbe fatta viva: “No, non l’ho più sentita, da noi il servizio sta così”.
Le istituzioni ora sembrano essersi mosse e gli uomini del nucleo decoro urbano della polizia locale di Roma hanno acquisito il video del primo servizio di Filippo Roma. A muoversi è anche, come abbiamo detto, la stessa Roma Multiservizi, ma in un modo davvero incredibile: stop agli stipendi dei lavoratori. Oltre al danno, la beffa.

Fonte: Le Iene

RIFIUTI ROMA, STIPENDIO TAGLIATO DEL 30% AI LAVORATORI DELLA MULTISERVIZI DOPO SERVIZIO DELLE IENE SU PRESUNTA FRODE NELLA RACCOLTA

Vincenzo Bisbiglia per www.ilfattoquotidiano.it

Tutti gli oltre 3.000 lavoratori della Roma Multiservizi il 15 ottobre riceveranno lo stipendio decurtato del 30 per cento. È l’effetto, secondo una comunicazione dell’ufficio risorse umane della stessa società partecipata capitolina, del servizio della trasmissione tv Le Iene, secondo cui diversi operatori addetti alla raccolta dei rifiuti presso le utenze commerciali eludono il servizio, segnando il passaggio ma non recuperando quanto lasciato dai negozianti.

 Secondo Le Iene, va detto, sarebbe un modus operandi deciso dai dirigenti e non dai singoli operatori. Multiservizi, va ricordato, è una società partecipata al 51% da Ama (a sua volta detenuta al 100% dal Comune di Roma) e al 49% da Manutencoop e La Veneta. Giovedì sera è emerso, intanto, che il presidente Maurizio Raponi è indagato dai pm di Roma per l’ipotesi di truffa e frode nelle pubbliche forniture.

“Pagamenti bloccati”, ma gli stipendi erano pronti – A rimetterci saranno i dipendenti della partecipata. Anche chi di raccolta rifiuti non si è mai occupato e lavora in tutt’altre commesse. “I committenti pubblici – si legge nella missiva inviata ai sindacati, con riferimento a Roma Capitale – hanno sospeso immediatamente i pagamenti verso la Roma Multiservizi Spa, alcuni dei quali relativi ad attività risalenti anche allo scorso aprile”.

Dunque “in ragione di quanto esposto, la nostra società dovrà procedere al pagamento dei prossimi stipendi, fermo restando la data del 15 ottobre, nel limite del 70% di quanto computato”. Qualcosa però non torna. In Campidoglio confermano che le erogazioni vengono fatte a 60 giorni mentre da fonti interne a Multiservizi spiegano a Ilfattoquotidiano.it che le buste paga erano già state lavorate e le somme in corso di erogazione. L’eventuale ammanco di cassa, dunque, avrebbe dovuto pesare sugli stipendi di novembre (da pagare a dicembre).

L’appalto ereditato dalla 29 Giugno – Roma Multiservizi conta circa 3.200 dipendenti, la gran parte dei quali impiegati nell’appalto global service nelle scuole: pulizia delle aule, bidellaggiosfalcio del verde e mense. Per la maggior parte gli stipendi vanno, a seconda delle ore lavorate, da 300 a un massimo di 900-1000 euro al mese. Diversa la situazione relativa all’appalto di raccolta per i rifiuti non domestici, che è un appalto nuovo, di cui prima si occupata la Cooperativa 29 Giugno, fino al 2014 gestita da Salvatore Buzzi, fra i principali protagonisti insieme a Massimo Carminati dell’inchiesta sul Mondo di Mezzo.

Proprio i 260 lavoratori della 29 giugno, a fine 2018, sono passati in Roma Multiservizi grazie alla clausola di salvaguardia sociale, e con la società capitolina avevano sottoscritto un contratto diverso, con somme superiori, rispetto ai “colleghi” del global service. Il consigliere comunale e deputato di Leu, Stefano Fassina, se la prende con l’assessore capitolino al Bilancio, Gianni Lemmetti: “Ha deciso di accanirsi contro i lavoratori, la sindaca Virginia Raggi intervenga con urgenza”.

La replica di Roma Multiservizi: “Denunciamo Le Iene” – Sul tema Roma Multiservizi non parla. La partecipata ha diramato nella mattinata di giovedì un duro comunicato annunciando di adire alle vie legali contro la troupe di Italia 1 per essere entrata “senza autorizzazione negli uffici della società”. La società, in particolare, precisa che “le riprese si riferiscono, innanzitutto, al secondo giro notturno effettuato dagli operatori nel centro storico di Roma, un turno aggiuntivo richiesto da Ama proprio in tale fascia notturna per potenziare il servizio che già avviene in quelle stesse aree in orario diurno”.

Inoltre “il corrispettivo che Roma Multiservizi riceve da Ama non è legato al numero di ‘badgiate’. Il badge serve per tracciare il passaggio presso tutti i punti di ritiro previsti. Da qui anche l’invito agli operatori a registrare sempre il passaggio da parte dei coordinatori del servizio, anche in caso di assenza di rifiuto, così come previsto dai documenti di gara”. Infine, “non corrisponde al vero che gli operatori non raccolgono i rifiuti, i dati ufficiali di raccolta nei 10 mesi di servizio riportano dati importanti e certificati”.

Attesa per il Consiglio di Stato sulla gara a doppio oggetto – Roma Multiservizi è una delle società municipalizzate che il Comune sta cercando di riorganizzare. Il dg del Campidoglio, Franco Giampaoletti, da circa 2 anni sta cercando di dare il via a una cosiddetta “gara a doppio oggetto” che permetta alla società di sostituire i suoi soci privati, senza erogare somme “illegittime” agli stessi, così da evitare richiami della Corte dei Conti. 

Un appalto complesso fin qui una volta bocciato dall’antitrust e un’altra volta andato deserto. La situazione tiene in apprensione i lavoratori, visto che l’operazione probabilmente non riuscirà a garantire il rispetto dei livelli occupazionali. Proprio in questi giorni è in attesa dal Consiglio di Stato la sentenza che darebbe la possibilità alla stessa Roma Multiservizi di partecipare in Ati con Rekeep Spa.

giovedì 3 ottobre 2019

ROMA, CI SONO DIECI GIORNI PER EVITARE IL CAOS

I PRESIDI AVVERTONO: “RISCHIAMO DI CHIUDERE LE SCUOLE A CAUSA DEI RIFIUTI” 
PER I MEDICI SIAMO ALLA VIGILIA DI UN’EMERGENZA SANITARIA 
VIRGINIA RAGGI E ZINGARETTI DEVONO TROVARE UN'INTESA PER EVITARE CHE LA SITUAZIONE PRECIPITI: IN QUEL CASO L'ARRIVO DI UN COMMISSARIO SAREBBE SCONTATO 
PD E M5S VOGLIONO EVITARE DI REGALARE IL CAMPIDOGLIO A SALVINI…
EMERGENZA RIFIUTI A ROMA: RISCHIO COLLASSO IN 10 GIORNI ALLARME DI MEDICI E PRESIDI
Mauro Evangelisti per “il Messaggero”

tmb rifiuti rocca cenciaTMB RIFIUTI ROCCA CENCIA
I presidi avvertono: a Roma rischiamo di chiudere le scuole a causa dei rifiuti. L'ordine dei medici aggiunge: siamo alla vigilia di un'emergenza sanitaria, con la spazzatura che resta sui marciapiedi. Ci sono dieci giorni per evitare il caos, visto che il 14 ottobre scade l'ordinanza regionale che obbliga tutti gli impianti del Lazio a farsi carico dei rifiuti romani. Già oggi l'unico tmb di Ama, a Rocca Cencia, è allo stremo, mentre la municipalizzata è allo sbando, affidata dalla sindaca Raggi a un attivista M5S che non conosce l'azienda e che non si è mai occupato di rifiuti.
ROCCA CENCIAROCCA CENCIA

IL NEO AD
Ieri il nuovo amministratore unico dell'Ama, Stefano Zaghis, fedelissimo del Movimento 5Stelle voluto dalla Raggi per guidare un'azienda con quasi ottomila dipendenti, ha spiegato che «la priorità ora è pulire la città». Non proprio una idea rivoluzionaria, anche perché è da tre anni che i romani si aspettano questo risultato dall'amministrazione Raggi di cui Zaghis è espressione.

Ma la situazione è destinata a peggiorare fin dalle prossime settimane, il piano che il vecchio Cda, costretto a dimettersi, aveva messo in campo per uscire dalla fase di criticità è stato fermato. «Ci hanno lasciati soli, così è impossibile lavorare» hanno spiegato Paolo Longoni e Luisa Melara, ex ad ed ex presidente dell'Ama. Ieri parlando a RadioRadio, la dirigente della Direzione rifiuti di Roma Capitale, Laura D'Aprile, ha replicato: «Non c'è stato alcun tipo di abbandono».
VIRGINIA RAGGI A ROCCA CENCIAVIRGINIA RAGGI A ROCCA CENCIA

LA PAURA
Abbandonati per strada sono i rifiuti a Roma e con l'Ama allo sbando c'è il timore che si ripeta la grande crisi vissuta a giugno e luglio. «A Roma si rischia l'emergenza sanitaria per i rifiuti» dicono Antonio Magi e Pierluigi Bartoletti, presidente e vice presidente dell'Ordine provinciale dei medici-chirurghi e degli odontoiatri (Omceo) di Roma.

«Occorre evitare che in breve tempo si creino nella Capitale cumuli di immondizia in ogni strada, nei pressi di scuole, ospedali, luoghi pubblici e che un simile degrado diventi attrattivo per gli animali». Non c'è tempo da perdere, il caos in cui versa l'Ama con le ennesime dimissioni dell'ennesimo Consiglio d'Amministrazione e la nomina di un nuovo responsabile preoccupa l'Ordine dei medici di Roma e provincia che continua a monitorare costantemente la situazione. La raccolta dei rifiuti nella Capitale d'Italia si regge, e male, su un fragilissimo equilibrio basato principalmente sulla buona volontà delle Regioni vicine ad accogliere, seppur a caro prezzo, i nostri residui. Non c'è spazio dunque per improvvisi blackout del ciclo di raccolta e smaltimento».
cassonetti ricolmi di rifiuti a roma 31CASSONETTI RICOLMI DI RIFIUTI A ROMA 

C'è un altro punto di vista, quello dei presidi delle scuole romane che addirittura ventilano l'ipotesi della sospensione delle lezioni a causa delle montagne di spazzatura sui marciapiedi. «Come segnalato da molti presidi di istituti comprensivi e scuole superiori romane, sia in zone centrali della città sia in periferia la situazione dei rifiuti abbandonati presso gli edifici scolastici o all'interno dei cortili sta aggravandosi di giorno in giorno» si legge in una nota dell'Associazione nazionale presidi di Roma.

cassonetti ricolmi di rifiuti a roma 19CASSONETTI RICOLMI DI RIFIUTI A ROMA 19
«Qualora non venga preso in attenta considerazione organizzativa l'appello dei medici e delle scuole chiediamo che ogni Asl di zona si attivi per verificare lo stato igienico-ambientale ed eventualmente proceda alla richiesta di chiusura degli istituti. Ci associamo all'appello dell'ordine dei Medici affinché venga risolta al più presto una situazione di degrado e di pericolosità che mette a repentaglio la salute».

COMMISSARIAMENTO PIU’ VICINO
Simone Canettieri per “il Messaggero”

Il caso della spazzatura della Capitale e della paralisi dell'Ama l'azienda dei rifiuti sta mettendo sulla graticola anche il governo rosso-giallo. Per la prossima settimana il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, ha convocato la sindaca Virginia Raggi e il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.
virginia raggi nicola zingarettiVIRGINIA RAGGI NICOLA ZINGARETTI

SUMMIT
Il vertice avverrà mentre Roma sta vedendo crescere di nuovo i cumuli di spazzatura ed il lavoro di messa in sicurezza del sistema, iniziato dal Cda formato da Melara, Longoni e Ranieri - tutti scelti dalla Raggi - si è bruscamente interrotto dopo tre mesi e mezzo, per la rottura con il Campidoglio. Costa sa che una Roma di nuovo ricoperta dai rifiuti sarà una bomba a orologeria che metterà a rischio anche gli equilibri di governo.

cassonetti ricolmi di rifiuti a roma 1CASSONETTI RICOLMI DI RIFIUTI A ROMA
Costa e Zingaretti tenteranno di convincere la Raggi da una parte a fare uscire dalla paralisi Ama, il cui ultimo bilancio approvato è quello del 2016, dall'altra faranno pressione perché finalmente la sindaca accetti la realizzazione di impianti che a Roma mancano, come anche l'ex consigliere di amministrazione di Ama, Massimo Ranieri, ha denunciato, inascoltato. In una intervista il ministro dell'Ambiente ha insistito sulla necessità di realizzare un centro di stoccaggio per i rifiuti della durata di due o tre anni; il piano regionale dei rifiuti, sul quale entro domani Roma Capitale deve inviare le osservazioni, spiega che serve una discarica, visto che a fine anno chiuderà quella di Colleferro dove ogni giorno vanno mille tonnellate di scarti.
virginia raggi e nicola zingaretti 1VIRGINIA RAGGI E NICOLA ZINGARETTI 1

Raggi e Zingaretti devono trovare un'intesa per evitare che la situazione precipiti: in quel caso l'arrivo di un commissario sarebbe scontato. Un'eventualità ventilata nelle stanze del governo, ma sempre allontanata: il danno d'immagine per la Capitale sarebbe enorme, al di là delle ricadute per la grillina, a meno di un anno e mezzo dalla fine del mandato. Fonti M5S spiegano: «Virginia e Nicola devono trovare un'intesa per bloccare l'opa di Salvini sul Campidoglio».

Il patto è tutto da costruire, ma potrebbe materializzarsi già la prossima settimana durante la cabina di regia. Il Comune punta a una proroga dell'ordinanza fino al 30 gennaio. Il provvedimento firmato da Zingaretti obbliga tutti gli impianti del Lazio a ricevere i rifiuti romani (ma c'erano anche delle prescrizioni nei confronti che Ama non ha rispettato, a partire dall'approvazione del bilancio) e ha giù avuto una proroga, ma soltanto fino al 14 ottobre, secondo la sindaca Virginia Raggi una data troppo ravvicinata.
cassonetti ricolmi di rifiuti a roma 18CASSONETTI RICOLMI DI RIFIUTI A ROMA

SANZIONI
Non solo: la sindaca vorrebbe fare in modo di riscrivere le prescrizioni per far inserire penali nei confronti degli impianti che non accolgono tutta la quantità di rifiuti stabilita. In questo modo si eviterebbe l'ennesimo Natale tra i rifiuti: un selfie che Salvini è pronto a scattarsi per lanciare l'assalto al Campidoglio. Ecco perché gli sherpa del Pd e del M5S sono pronti a trovare una soluzione che blocchi sul nascere qualsiasi aggressione (politica della Lega).

SINTESI
Il primo passo concreto da fare passa da una nuova ordinanza. Che arrivi al primo mese del 2020 e che nel merito modificata. Ma per arrivare a questo traguardo occorre che ci sia una sintesi politica. Che potrebbe funzionare proprio in virtù del meccanismo già visto per la formazione del nuovo governo: meglio un'intesa giallorossa che la riscossa della Lega. Un fattore che chiaro a tutti. A partire dal premier Giuseppe Conte che per il momento non sta intervenendo. Così come Luigi Di Maio che da giorni continua a tirarsi fuori dalle cose romane che lo hanno scottato troppe volte.
raggi zingaretti-2RAGGI ZINGARETTI

Adesso starà a Sergio Costa, titolare dell'Ambiente e grillino doc, cercare di ricucire i rapporti con il Campidoglio. In questa fase il ruolo di Max Bugani torna più che comodo: il nuovo capo-staff lavora a tutto campo per ricostruire i ponti. E si prende l'onere, tutto politico di attaccare Salvini: «Matteo, fatti un favore, smetti di rompere le scatole a Virginia Raggi. A volte il silenzio è la cosa migliore. Ti ricordo solo che molti sindaci leghisti sono stati arrestati per reati gravi e che il vostro sindaco n.1, citato come esempio di buon governo, si chiama Bitonci ed è crollato miseramente». La questione come sempre è tutta politica. Ma servono subito soluzioni tecniche visto che Ama è sull'orlo del baratro e già ci sono i rifiuti sui marciapiedi. Fonte: qui


L’AMMINISTRATORE DELEGATO DIMISSIONARIO DELL’AZIENDA DEI RIFIUTI DI ROMA(AMA) ATTACCA LA RAGGI A “CIRCO MASSIMO”: “L’EMERGENZA ROMANA SI RISOLVE FACENDO IMPIANTI. 
MA DALLA SINDACA ABBIAMO AVUTO COME RISPOSTA SOLO NO. 
NON SONO IN GRADO DI DIRE SE È ALL’ALTEZZA DEL RUOLO. 
SO CHE NOI ABBIAMO SFIDUCIATO IL SOCIO (IL COMUNE) PERCHÉ NON SAPEVA FARE IL SOCIO”


PAOLO LONGONI 1PAOLO LONGONI 
L'emergenza rifiuti di Roma continua. E il consiglio di amministrazione della municipalizzata Ama si è dimesso pochi giorni fa. "Dei sei consigli di amministrazione che si sono succeduti l'uno dopo l'altro, noi siamo i primi che si sono dimessi revocando la fiducia al socio, mentre tutti gli altri sono stati revocati dal socio. C'è una differenza fondamentale", dice a Circo Massimo, su Radio Capital, l'ad dimissionario Paolo Longoni.

Come si risolve il problema dei rifiuti a Roma? "Facendo impianti. Ma dalla sindaca abbiamo avuto come risposta no agli inceneritori, no alle discariche, solo raccolta differenziata, e in più ci ha detto che devono diminuire i rifiuti. Tre di queste quattro cose", spiega il manager, "non sono nella possibilità di Ama, perché gli impianti non può farli Ama - potrebbe se fosse destinataria di risorse per gli investimenti - e perché far diminuire i rifiuti non è un'attività che può svolgere la società che fa la raccolta". Però si possono togliere i rifiuti dalle strade: "Sì, e metterli dove?"
RAGGI RIFIUTIRAGGI RIFIUTI

"Il problema si risolve nel breve termine continuando a operare sotto emergenza, cioè costringendo gli impianti ad accettare rifiuti anche in maniera coercitiva", continua Longoni, "Ci sono state ordinanze della regione Lazio che ci hanno consentito a luglio e ad agosto di ripulire per intero la città nel giro di 4 giorni. E nel medio termine bisogna incentivare il più possibile e portare la differenziata ai livelli massimi possibili delle grandi città - Milano e Venezia sono virtuose e sono al 56%, Roma è attorno al 40 - e poi dotare la città e la regione di impianti.

virginia raggi (2)VIRGINIA RAGGI (2)
Non c'è una strada terza. E Ama deve al suo interno diventare efficiente, perché non lo è, visto che ha una serie di problemi interni consolidati di inefficienza e malfunzionamenti che derivano da trascuratezze del passato, derivate anche dalle gestioni". Dopo questa esperienza, il giudizio sulla sindaca di Roma non è positivo: "Se Raggi è all'altezza del ruolo? Non sono in grado di rispondere. So che noi abbiamo tolto la fiducia al socio perché non sapeva fare il socio", chiude Longoni.

Fonte: qui

martedì 6 agosto 2019

DALL’INIZIO DI LUGLIO TRE PERSONE SONO MORTE PER RACCOGLIERE MOLLUSCHI, E UNA DONNA È SOPRAVVISSUTA PER MIRACOLO.

A COMACCHIO IL PROPRIETARIO DI UNO STABILIMENTO HA RECUPERATO IN ACQUA IL CORPO DI UN 80ENNE MILANESE RIVERSO IN ACQUA, MERCOLEDÌ SCORSO POCO LONTANO UN 76ENNE È CADUTO FACCIA IN ACQUA E IL 6 LUGLIO STESSO COPIONE PER UN ALTRO UOMO 
TUTTE TRAGEDIE EVITABILI, PERCHÉ BASTEREBBE…
Filippo Femia per “la Stampa”

comacchio uomo muore mentre raccoglie le cozzeCOMACCHIO UOMO MUORE MENTRE RACCOGLIE LE COZZE
Qualcuno la chiama maledizione delle cozze. Due morti in 24 ore, 3 dall' inizio di luglio e una donna sopravvissuta per miracolo. Ai Lidi di Comacchio, nel Ferrarese, la raccolta di molluschi è un' abitudine. Da sempre. Si punta la sveglia prima dell' alba per approfittare della bassa marea. Molti sono ultrasettantenni, l' uscita in mare può trasformarsi in tragedia: un malore, un infarto, una corrente improvvisa. O la stanchezza dopo ore passate curvi in acqua. Alex Bellotti è presidente di una cooperativa che riunisce 70 bagnini: «Purtroppo ogni estate almeno due o tre ci rimettono la pelle». Ma quest' anno le vittime sono tre in meno di un mese, come ha raccontato "la Nuova Ferrara".

sequestro cozzeSEQUESTRO COZZE
Al Bagno Galattico di Lido delle Nazioni (Comacchio), gli altoparlanti diffondono un brano reggaeton. Mare mosso, spiaggia quasi deserta. «Stamattina c' erano molti meno raccoglitori, hanno avuto paura dopo quello che è successo», dice Ivan Pacchiega, proprietario dello stabilimento. E' stato lui, giovedì mattina, a recuperare il corpo di un 80enne milanese. «Era riverso in acqua. Il rampone per raccogliere le vongole era ancora arpionato alla sabbia», racconta.
comacchio uomo muore mentre raccoglie le cozze 1COMACCHIO UOMO MUORE MENTRE RACCOGLIE LE COZZE

Chi è arrivato in spiaggia alle 8 di mattina ha trovato gli ombrelloni capovolti per coprire il cadavere. Un malore fatale, dicono. Con Pacchiega c' era Pierluigi Carli, 62 anni, «bagnino da una vita, con un figlio 16enne che ha seguito le mie orme», del vicino Bagno Oasi. Tornato a riva con il cadavere sul moscone, ha incrociato una donna. «Mi ha detto: "A mio marito è andata meglio".
comacchio uomo muore mentre raccoglie le cozze 2COMACCHIO UOMO MUORE MENTRE RACCOGLIE LE COZZE
L' avevo soccorso 4 anni fa mentre raccoglieva cozze. Questi salvataggi ormai non li conto più».

Mercoledì, a 4 chilometri di distanza, un 76enne originario di Salerno, in vacanza con la moglie, è caduto di faccia in acqua. Nel costume c' era un paio di guanti: anche lui stava raccogliendo cozze. Stesso copione il 6 luglio, vittima un 76enne del Varesotto. Non era uscito da solo come le altre vittime, ma l' amico che era con lui non ha potuto far nulla.
muore mentre raccoglie cozzeMUORE MENTRE RACCOGLIE COZZE





Raccogliere le vongole in mare è assimilato alla pesca sportiva: vietata nelle ore di balneazione, permessa dalle 20 alle 8. Per questo le persone si avventurano in acqua prima dell' alba, quando i bagnini non sono ancora in spiaggia. «Molti non calcolano che l' acqua cresce e le difficoltà aumentano con il passare delle ore - dice Ivan Pacchiega - Alcuni utilizzano i pedalò, ma la maggior parte va in acqua a piedi e senza accompagnatori». Raccogliere cozze dagli scogli, invece, è sempre vietato. Senza contare i rischi per la salute. «Le cozze filtrano e trattengono sia il nutrimento sia le sostanze tossiche - spiega la biologa Carola Vallini - Nel breve periodo può non succedere nulla ma alla lunga un prodotto non allevato può portare a intossicazioni».

cozze 1COZZE
Dalle parti del Delta del Po le vongole sono state una manna. A Goro, 25 chilometri da Comacchio, oltre 1500 dei 3500 abitanti sono impiegati nelle 40 cooperative di mitilicoltura. Qui la disoccupazione giovanile è quasi inesistente. «L' altra faccia della medaglia è uno dei più alti tassi di diserzione scolastica: dopo la terza media tutti vogliono andare a lavorare», spiega il sindaco Diego Viviani. «Pensiamo a un istituto superiore incentrato sulla mitilicoltura per permettere ai giovani di continuare gli studi», aggiunge. Qui le vongole hanno fatto impennare il Pil nella seconda metà degli anni 80. Soldi investiti in case, mobili all' ultimo grido (anche rubinetti d' oro) e super auto. Oggi nelle strade del paesino non si contano i Suv.
pesca cozzeRACCOLTA COZZE

Ma i raccoglitori di cozze fai da te dei Lidi di Comacchio non lo fanno per soldi. «Mangiano i molluschi... - spiega Alex Bellotti - Ne ho salvati a decine: non conoscono il mare e si sopravvalutano. A quell' età la resistenza è ridotta». Ma c' è dell' altro che lo fa infuriare: «Quando li soccorri, lanciano subito sul moscone la rete di cozze o vongole, come fosse un bottino preziosissimo. Rischiano la vita per molluschi che al mercato pagherebbero dieci euro». Assurdo, eppure si muore per un piatto di spaghetti alle cozze.
cozzeCOZZE

Da anni Bellotti conduce una crociata contro chi raccoglie le cozze sugli scogli. «Forse servirebbe qualche multa. Se li rimproveri, ti stizziscono: "Quando non eri ancora un bagnino io già raccoglievo cozze"». Nessuna maledizione. Tutte tragedie evitabili.

Fonte: qui

lunedì 8 luglio 2019

AMA: OLTRE MILLE NETTURBINI “INABILI AL SERVIZIO DI RACCOLTA” E TRECENTO TONNELLATE DI SPAZZATURA CHE DOVREBBERO ESSERE RACCOLTE OGNI GIORNO E INVECE VENGONO LASCIATE A MARCIRE SUI MARCIAPIEDE PERCHÉ NON SI SA DOVE PORTARLE

SENZA CONTARE CHE 350 COMPATTATORI SU 700 SONO FERMI E CIRCOLANO APPENA 800 DEI 1900 AUTOVEICOLI IN DOTAZIONE PER IL RITIRO A DOMICILIO…

Andrea Arzilli per "www.corriere.it"

monnezzaMONNEZZA
Oltre mille netturbini «inabili al servizio di raccolta» e trecento tonnellate di spazzatura che dovrebbero essere raccolte ogni giorno e invece vengono lasciate, da settimane, a marcire in terra perché l’Ama non sa dove portarle.

La proiezione della crisi dell’immondizia della Capitale si percepisce, con occhi e naso, intorno ai cassonetti romani che ogni giorno si riempiono di 3,1 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati (4,6 mila il totale). Così, per schivare il rischio dell’emergenza sanitaria, la municipalizzata dei rifiuti, che corre per ripulire Roma rispettando il cronoprogramma fissato dall’ordinanza della Regione, ha chiesto uno sforzo a tutti gli impianti del Lazio che già accolgono la spazzatura della Capitale: 650 tonnellate al giorno per tornare a condizioni accettabili, ovvero le 300 del quantitativo ordinario più le 350 tonnellate che servono a smaltire l’accumulo.
RIFIUTI ROMA 3RIFIUTI ROMA 
Alla raccolta devono pensare 4.000 netturbini dell’Ama (su 7.560 dipendenti) organizzati ogni giorno in quattro turni da mille (un po’ meno la domenica quando lavorano 1.750 dipendenti). Ma ora che c’è la crisi si tenta di andare a pieno regime, per quanto è possibile.

AMA ROMAAMA ROMA






I vertici dell’azienda, appena insediati dopo l’azzeramento del vecchio cda a febbraio, lamentano carenze nel personale visto che negli ultimi giorni sono arrivati almeno mille certificati medici per problemi cutanei legati alla raccolta a terra o respiratori per i miasmi della putrefazione. E gravi lacune anche nel parco mezzi: 350 compattatori su 700 sono fermi e circolano appena 800 dei 1900 autoveicoli in dotazione per il ritiro a domicilio. Del resto il parco è vetusto (età media 10 anni), e il tasso di indisponibilità tra guasti e mancate manutenzioni raggiunge il 55%.

gaffe sui rifiuti di virginia raggi 4GAFFE SUI RIFIUTI DI VIRGINIA RAGGI 
In ogni caso la montagna di immondizia deve essere raccolta, stoccata sul territorio anche se i quartieri protestano (oggi scade l’accordo con il sito di Ponte Malnome, vicino a Fiumicino, ma il Comune ha identificato un’altra area a Saxa Rubra, non lontano dalla Rai), e poi trattata e smaltita.

monnezzaMONNEZZA
E infatti la prima destinazione sono gli impianti Tmb - acronimo di trattamento meccanico-biologico - che, in sostanza, sono sei. Sette, se l’Ama rispetterà il diktat di Zingaretti di rimettere in funzione l’impianto mobile di Ostia. Il Comune di Roma aveva due Tmb fino a dicembre - Salario a nord, Rocca Cencia a est -: il primo è stato chiuso dopo un incendio e il secondo è saturo, aperto in via straordinaria anche la domenica non può ricevere rifiuti extra.

Gli altri sono tutti privati, ovviamente con costi da privati. E a loro è stato chiesto di accollarsi il surplus di 650 tonnellate al giorno. Due, sempre a Roma, fanno capo a Manlio Cerroni e lavorano a mezzo servizio perché sotto manutenzione. Poi ci sono il Tmb di Ecologia Viterbo, quello Saf di Frosinone e l’impianto della Rida Ambiente, ad Aprilia.
gaffe sui rifiuti di virginia raggi 2GAFFE SUI RIFIUTI DI VIRGINIA RAGGI 

Quest’ultimo, sito strategico per la crisi, ha detto subito no alla richiesta dell’Ama di aprire i cancelli a 350 tonnellate in più rispetto alle 900 che già riceve da Roma, salvo poi ripensarci per timori di sanzioni da parte della Regione: da domani farà entrare i camion dell’Ama. In più c’è l’impianto della Deco in Abruzzo che però ha il contratto con l’Ama in scadenza a fine luglio.

Una volta trattata, la spazzatura si rimette in viaggio per l’impianto di smaltimento. Nel Lazio c’è la doppia natura: da una parte le discariche di servizio che si trovano a Roccasecca (Frosinone), Viterbo, Pomezia, Colleferro e Civitavecchia; dall’altra il termovalorizzatore dell’Acea, altra partecipata del Comune, che è a San Vittore, in Ciociaria.
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Adesso i rifiuti romani fanno un giro immenso: nel prossimo piano Rifiuti, in corso di approvazione in Regione, si recepisce il «principio di prossimità» imposto dell’Ue. Significa, in pratica, che Roma dovrà fare tutto dentro i confini del suo comune.

Fonte: qui

mercoledì 3 luglio 2019

L’AMA DICE CHE LA CAPITALE SUPERERA’ LA CRISI DELL'IMMONDIZIA SOLO A NATALE. SI TE SALUTOOO...




LO SCONCERTO DEI TURISTI CHE FOTOGRAFANO I CUMULI DI RIFIUTI: “MAI VISTA UNA CAPITALE COSÌ. 

I TOPI PER STRADA? CI AUGURIAMO PROPRIO DI NON INCONTRARLI”

"MA IL GOVERNO ITALIANO CHE FA?"

Mauro Evangelisti per “il Messaggero”

raggi rifiutiRAGGI RIFIUTI
Il nuovo consiglio di amministratore di Ama: «Supereremo la crisi dei rifiuti solo a Natale». La sindaca Virginia Raggi, mentre i cumuli di spazzatura crescono, in una lettera al presidente del Consiglio: «È una crisi stabilita a tavolino», «sono disposta ad adottare come sindaco di Roma e della Città Metropolitana tutti gli atti di mia competenza anche straordinaria per assicurare la regolarità del servizio».

Rifiuti, Roma è sull'orlo del baratro e ora se ne rendono conto anche in Campidoglio. Appena due settimane fa il Movimento 5 Stelle di Roma su Facebook gigioneggiava: «La situazione della raccolta nei Municipi è in progressivo miglioramento, l'Ama ci ha assicurato che a breve tutto tornerà a regime». Le ultime parole famose.

Ieri, nel corso della riunione della Commissione trasparenza, Paolo Longoni, ad di Ama, ha avvertito: «Se facciamo battaglie ideologiche su inceneritori sì/inceneritori no, discariche sì/discariche no, non ne veniamo fuori. I rifiuti restano dove stanno e in un mese rischiano di formare una montagna di rifiuti alta come il Vesuvio». Il riferimento è alle discariche e ai termovalorizzatori dove ogni settimana vanno 2.800 tonnellate di materia prodotta dal trattamento dei rifiuti romaniI vertici di Ama hanno aggiunto: la crisi sarà superata solo a Natale (poi hanno precisato che intendevano quella strutturale).
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Ma Longoni ha descritto la situazione di Ama con parole che rappresentano, involontariamente, un drammatico atto di accusa per Virginia Raggi che da tre anni guida Roma Capitale: «C'è una emergenza nel servizio, c'è una emergenza organizzativa perché l'organizzazione interna è da migliorare, c'è una emergenza finanziaria perché la società ha problemi di risorse finanziarie. C'è molto che non funziona e che deve essere sistemato». Altro che nuovi impianti: Ama non ha neppure un piano industriale, visto che quello prodotto dai precedenti vertici scelti dalla Raggi, secondo il nuovo Cda, è da rifare.

STRATEGIA
raggiRAGGI VAI A CASA A FARE LA CALZETTA!
Cambio di scena. Virginia Raggi ha corretto la strategia perché la realtà (i rifiuti per strada) è più forte dei social network (i post per dire che va tutto bene). Ha inviato una lettera al presidente del consiglio, Giuseppe Conte, al ministro Sergio Costa, al presidente della Regione, Nicola Zingaretti, alla procura e alla prefettura. Parla di complotto(evidentemente non si guarda mai allo specchio ... e più facile gridare al complotto, che guardare alla propria inettitudine!). Anzi, più correttamente, di «crisi stabilita a tavolino, forse per logiche commerciali». La ricostruzione della Raggi: il Tmb di Malagrotta (Colari) per la manutenzione ha ridotto dal 25 aprile di 200 tonnellate giornaliere i rifiuti lavorati, dal 26 maggio di 500; dal 20 maggio il Tmb di Rida (Aprilia) accoglie 1.000 tonnellate settimanali in meno; dal 26 aprile il Tmb di Ecologia Viterbo riceve 700 tonnellate settimanali. Il primo luglio anche un tmb abruzzese deve rallentare (e il 31 finisce la disponibilità in Abruzzo), mentre il Tmb di Saf (Frosinone) si è fermato per un guasto.

Secondo la Raggi così si è passati da una disponibilità di 19.160 tonnellate a settimana a 15.590 tonnellate, manca la destinazione per 300 tonnellate al giornoA questo si aggiunge un guasto del Tmb di Ama e l'indisponibilità di spazi a San Vittore nell'inceneritore, portando a 650 tonnellate giornaliere il buco nero di Roma. Secondo la Raggi, negli impianti del Lazio sulla carta c'è disponibilità sufficiente, ma non viene erogata per carenza di spazi finali nell'inceneritore di Acea a San Vittore e nella discarica di Colleferro di Lazio Ambiente. Di qui l'accusa di «crisi stabilità a tavolino» e il richiamo a «senso di responsabilità del presidente della Regione, Nicola Zingaretti».
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Fin qui l'atto di accusa della Raggi. Da Lazio Ambiente replicano che la discarica di Colleferro riceve ogni giorno più di 800 tonnellate di rifiuti romani. L'inceneritore Acea di San Vittore (che ha rimandato al 21 luglio la manutenzione per aiutare Roma) da quello che risulta sta rispettando gli impegni. Zingaretti spiega: «Noi stiamo collaborando. Ma il problema di queste ore, che è sotto gli occhi di tutti, non deriva da un deficit di spazi di conferimento, ma da difficoltà della raccolta e soprattutto dall'assenza, dopo la Salaria, di centri di trasferenza». 

IL RACCONTO TRA I TURISTI CHE FOTOGRAFANO I CUMULI DI RIFIUTI: “MAI VISTA UNA CAPITALE COSÌ”

LORENZO D'ALBERGO per repubblica.it

Denis Cornomorec si arrampica sul ballatoio che da viale Trinità dei Monti si affaccia sui tetti del centro storico. Non ha sopportato il lungo inverno di Kiev per limitarsi a immortalare il Colosseo e il Circo Massimo. In vacanza a Roma, è a caccia di souvenir fotografici che ripaghino l'attesa. "Questa è la prima uscita - racconta - voglio qualcosa in più di questa roba". Il 36enne ucraino tira fuori il cellulare: foto di immondizia, marciapiedi luridi, gabbiani che pasteggiano tra gli scarti e neanche l'ombra di un netturbino.

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Denis scuote la mano davanti al naso, a mimare la puzza. Nel suo telefonino ci sono i monumenti, non manca il selfie con i turisti arrostiti dal sole davanti all'ingresso dei musei Vaticani. Ma ci sono anche un paio di istantanee a sorpresa. Tra una pizza margherita e la Bocca della Verità, scatti buoni per un post su Instagram, ecco due file di cassonetti zeppi di spazzatura. Nell'estate della grande crisi dei rifiuti, ricordi di maleodoranti passeggiate capitoline.
raggi zingaretti-2RAGGI E ZINGARETTI IN ER MONNEZZA

"Ho preso un albergo vicino alla stazione Termini pensando che fosse una zona pulita, comoda - racconta Denis, a Roma con la figlia, mentre mostra la foto sullo schermo del telefonino - ma questo è il nostro buongiorno. Anche a Kiev abbiamo problemi con i rifiuti, tutte le grandi città li hanno. Ma non così. Non è una bella pubblicità per la città". Al mattino, dopo la colazione, per evitare i miasmi è meglio infilarsi nella metro A. La linea che salta ancora la fermata di Barberini. Difficile spiegare a chi non è avvezzo alle magagne della Città Eterna che le scale mobili della fermata sono fuori servizio dall'ormai lontano 23 marzo. Proprio come l'ascensore di piazza di Spagna. Fuori uso, lucchettato.

Non resta che scendere la scalinata di piazza di Spagna, contornata da cartacce e bottiglie di plastica vuote: il vero tour a ostacoli di Denis e della sua piccola è appena partito. L'obiettivo è raggiungere il Pantheon. E non sarà semplice. "Mi piace il profumo di Roma", scherza Denis.

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All'angolo tra via Frattina e via Mario de' Fiori, scavalcato il muro di venditori ambulanti di bottiglie di acqua ghiacciata che si staglia all'altezza della Barcaccia, si imbatte in sacchi e sacchetti pieni di immondizia di ogni tipo. Un richiamo per piccioni. E a sera, come spiega uno dei camerieri del bar accanto al cumulo di spazzatura, anche per topi. "Oddio, quelli non vogliamo proprio vederli ", prova a riderci su l'ucraino, turista in una giostra che ospita ogni anno più di 18 milioni di vacanzieri.
l'immondizia di via ostiense a roma ripresa da ferzan ozpetek 2L'IMMONDIZIA DI VIA OSTIENSE A ROMA RIPRESA DA FERZAN OZPETEK 

Lasciandosi alle spalle Montecitorio, Denis è arrivato a meta. Quasi, perché in piazza della Maddalena, accanto alla chiesa, si erge un altro totem di sacchetti. Piedi fasciati solo da sandali, passeggini, bambini e anziani. C'è un discreto viavai sotto al cartello firmato da uno degli albergatori di questo salotto. Un messaggio disperato: "Questo angolo non è per i rifiuti. Si prega di non buttare immondizia ed altro. La città è di tutti". Anche di chi continua a usare quell'angolo di Roma come una piccola discarica. "Male, male, sooo baaad... ", scuote la testa Denis stressando le vocali del suo buon inglese e accelerando il passo.

l'immondizia di via ostiense a roma ripresa da ferzan ozpetek 3L'IMMONDIZIA DI VIA OSTIENSE A ROMA RIPRESA DA FERZAN OZPETEK 
Hala e Kholoud Azoulay, francesi di terza generazione di Aix-en-Provence, guardano. E non passano. Si fermano a bere da una fontanella che a malapena gocciola e poi raggiungono Denis. L'ucraino ne approfitta per salutare e tornare a dedicarsi ai monumenti, mentre le due ragazze chiedono una traduzione delle poche righe affisse sul muro a mo' di preghiera. Appena atterrate nella capitale, 22 e 27 anni, smettono di digitare sui loro smartphone e fotografano i bustoni abbandonati sui sampietrini roventi.
La più grande, Hala, ci pensa un attimo su. Poi ricollega: "La città è in emergenza per l'immondizia? Speravamo non fosse vero. Ma il governo italiano che fa? Nel tragitto dall'aeroporto all'hotel, in pullman, cercavamo qualche articolo su Roma e ce n'erano diversi su questa storia". Quello di Le Monde rimasto nella cronologia del telefonino della 27enne titola così: " Tous les déchets mènent à Rome".

Tutti i rifiuti portano a Roma. Il gioco di parole è datato 8 marzo 2019, segnale che sottolinea una volta di più la ciclicità con cui la capitale finisce al tappeto. O quantomeno in ginocchio, sotto la spazzatura e davanti agli occhi di milioni di turisti di ogni nazionalità.

Fonte: qui