9 dicembre forconi: anziani
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martedì 6 agosto 2019

DALL’INIZIO DI LUGLIO TRE PERSONE SONO MORTE PER RACCOGLIERE MOLLUSCHI, E UNA DONNA È SOPRAVVISSUTA PER MIRACOLO.

A COMACCHIO IL PROPRIETARIO DI UNO STABILIMENTO HA RECUPERATO IN ACQUA IL CORPO DI UN 80ENNE MILANESE RIVERSO IN ACQUA, MERCOLEDÌ SCORSO POCO LONTANO UN 76ENNE È CADUTO FACCIA IN ACQUA E IL 6 LUGLIO STESSO COPIONE PER UN ALTRO UOMO 
TUTTE TRAGEDIE EVITABILI, PERCHÉ BASTEREBBE…
Filippo Femia per “la Stampa”

comacchio uomo muore mentre raccoglie le cozzeCOMACCHIO UOMO MUORE MENTRE RACCOGLIE LE COZZE
Qualcuno la chiama maledizione delle cozze. Due morti in 24 ore, 3 dall' inizio di luglio e una donna sopravvissuta per miracolo. Ai Lidi di Comacchio, nel Ferrarese, la raccolta di molluschi è un' abitudine. Da sempre. Si punta la sveglia prima dell' alba per approfittare della bassa marea. Molti sono ultrasettantenni, l' uscita in mare può trasformarsi in tragedia: un malore, un infarto, una corrente improvvisa. O la stanchezza dopo ore passate curvi in acqua. Alex Bellotti è presidente di una cooperativa che riunisce 70 bagnini: «Purtroppo ogni estate almeno due o tre ci rimettono la pelle». Ma quest' anno le vittime sono tre in meno di un mese, come ha raccontato "la Nuova Ferrara".

sequestro cozzeSEQUESTRO COZZE
Al Bagno Galattico di Lido delle Nazioni (Comacchio), gli altoparlanti diffondono un brano reggaeton. Mare mosso, spiaggia quasi deserta. «Stamattina c' erano molti meno raccoglitori, hanno avuto paura dopo quello che è successo», dice Ivan Pacchiega, proprietario dello stabilimento. E' stato lui, giovedì mattina, a recuperare il corpo di un 80enne milanese. «Era riverso in acqua. Il rampone per raccogliere le vongole era ancora arpionato alla sabbia», racconta.
comacchio uomo muore mentre raccoglie le cozze 1COMACCHIO UOMO MUORE MENTRE RACCOGLIE LE COZZE

Chi è arrivato in spiaggia alle 8 di mattina ha trovato gli ombrelloni capovolti per coprire il cadavere. Un malore fatale, dicono. Con Pacchiega c' era Pierluigi Carli, 62 anni, «bagnino da una vita, con un figlio 16enne che ha seguito le mie orme», del vicino Bagno Oasi. Tornato a riva con il cadavere sul moscone, ha incrociato una donna. «Mi ha detto: "A mio marito è andata meglio".
comacchio uomo muore mentre raccoglie le cozze 2COMACCHIO UOMO MUORE MENTRE RACCOGLIE LE COZZE
L' avevo soccorso 4 anni fa mentre raccoglieva cozze. Questi salvataggi ormai non li conto più».

Mercoledì, a 4 chilometri di distanza, un 76enne originario di Salerno, in vacanza con la moglie, è caduto di faccia in acqua. Nel costume c' era un paio di guanti: anche lui stava raccogliendo cozze. Stesso copione il 6 luglio, vittima un 76enne del Varesotto. Non era uscito da solo come le altre vittime, ma l' amico che era con lui non ha potuto far nulla.
muore mentre raccoglie cozzeMUORE MENTRE RACCOGLIE COZZE





Raccogliere le vongole in mare è assimilato alla pesca sportiva: vietata nelle ore di balneazione, permessa dalle 20 alle 8. Per questo le persone si avventurano in acqua prima dell' alba, quando i bagnini non sono ancora in spiaggia. «Molti non calcolano che l' acqua cresce e le difficoltà aumentano con il passare delle ore - dice Ivan Pacchiega - Alcuni utilizzano i pedalò, ma la maggior parte va in acqua a piedi e senza accompagnatori». Raccogliere cozze dagli scogli, invece, è sempre vietato. Senza contare i rischi per la salute. «Le cozze filtrano e trattengono sia il nutrimento sia le sostanze tossiche - spiega la biologa Carola Vallini - Nel breve periodo può non succedere nulla ma alla lunga un prodotto non allevato può portare a intossicazioni».

cozze 1COZZE
Dalle parti del Delta del Po le vongole sono state una manna. A Goro, 25 chilometri da Comacchio, oltre 1500 dei 3500 abitanti sono impiegati nelle 40 cooperative di mitilicoltura. Qui la disoccupazione giovanile è quasi inesistente. «L' altra faccia della medaglia è uno dei più alti tassi di diserzione scolastica: dopo la terza media tutti vogliono andare a lavorare», spiega il sindaco Diego Viviani. «Pensiamo a un istituto superiore incentrato sulla mitilicoltura per permettere ai giovani di continuare gli studi», aggiunge. Qui le vongole hanno fatto impennare il Pil nella seconda metà degli anni 80. Soldi investiti in case, mobili all' ultimo grido (anche rubinetti d' oro) e super auto. Oggi nelle strade del paesino non si contano i Suv.
pesca cozzeRACCOLTA COZZE

Ma i raccoglitori di cozze fai da te dei Lidi di Comacchio non lo fanno per soldi. «Mangiano i molluschi... - spiega Alex Bellotti - Ne ho salvati a decine: non conoscono il mare e si sopravvalutano. A quell' età la resistenza è ridotta». Ma c' è dell' altro che lo fa infuriare: «Quando li soccorri, lanciano subito sul moscone la rete di cozze o vongole, come fosse un bottino preziosissimo. Rischiano la vita per molluschi che al mercato pagherebbero dieci euro». Assurdo, eppure si muore per un piatto di spaghetti alle cozze.
cozzeCOZZE

Da anni Bellotti conduce una crociata contro chi raccoglie le cozze sugli scogli. «Forse servirebbe qualche multa. Se li rimproveri, ti stizziscono: "Quando non eri ancora un bagnino io già raccoglievo cozze"». Nessuna maledizione. Tutte tragedie evitabili.

Fonte: qui

lunedì 20 maggio 2019

UN PAESE PER VECCHI - IL 91ENNE PIERO ANGELA SPIEGA LA CRISI DEMOGRAFICA

“L'ITALIA E' L'UNICO PAESE CHE DA' PIU' AI PENSIONATI CHE ALLE MADRI...OGGI QUALUNQUE RAGAZZA CHE SI LAUREI NON VUOLE SUBITO DEDICARSI AI PANNOLINI, MA PIÙ LO SI RITARDA PIÙ DIVENTA DIFFICILE FARLO E QUANDO ARRIVA, CI SI FERMA A UNO" 
''ANCHE A ME PIACEREBBE ARRIVARE A 200 ANNI, MA SOLO SE IN MOTOCICLETTA E CON UNA BIONDA SUL SELLINO POSTERIORE, NON INEBETITO SU UNA SEDIA A ROTELLE"
Virginia Della Sala per “il Fatto quotidiano”

ITALIANI POCA GENTEITALIANI POCA GENTE
Piero Angela ha quasi 91 anni. "Lo dico con un pizzico di civetteria, ho un po' di ernia del disco ma la macchina funziona ancora. Farò il quarto Quark tra qualche mese!" spiega sorridendo quando lo incontriamo alla Società Geografica Italiana per parlare di demografia e del libro di Antonio Golini e Marco Valerio Lo Prete, Italiani poca gente (Luiss University Press) di cui Angela ha scritto la prefazione. Piero Angela, oggi presenta un libro sulla denatalità in Italia. Siamo sempre meno.

Come mai?
In generale, e nella nostra politica in particolare, non c'è una visione di lungo termine.
La crisi demografica è la conseguenza di programmi tarati solo sul consenso immediato. Cambiare politica è facile e veloce, cambiare la demografia no. C'è una bellissima metafora usata da Antonio Golini: in un orologio, le lancette dei secondi rappresentano la politica, quelle dei minuti l'economia, quelle delle ore la demografia. Ma sono quest'ultime a dirti che ora è. Sembrano ferme, ma segnano il tempo.

Perché siamo passati dalla media di 2,7 figli per donna del 1964 a poco più di uno?
Quando è nato mio padre, nel 1874 (era un contemporaneo di Garibaldi!) la società italiana era contadina, al 70% analfabeta, con una vita breve e grama. Poi, dall' analfabetismo di massa si è passati all' università di massa, il reddito è aumentato, la vita delle persone si è trasformata. Certo, non è stato merito della politica, che non è mai servita a nulla: la democrazia è frutto di innovazione, energia, educazione, valori, comunicazione. Se lei fosse nata all' epoca di mio padre, si sarebbe sposata a 16 anni. Invece quanti anni ha e quanti figli ha?

Trenta e niente figli.
Ecco. Sui registri matrimoniali dell'800, l' 80% delle spose firmava con la croce.
Cosa poteva fare una donna che firmava con la croce se non sposarsi e fare dei figli? A quei tempi, lei avrebbe già avuto cinque figli e starebbe badando alla casa in campagna. E io sarei con le scarpe piene di fango a governare le mucche.






E oggi?
A 25 anni neanche ci si pensa, giustamente. La società moderna è frutto di un processo di liberazione dell' uomo, ancor di più della donna. Le studentesse sono più degli studenti, si laureano prima e con voti migliori. La superiorità del maschio è stata smentita dall'accesso delle donne all' istruzione. Qualunque ragazza che si laurei non vuole subito dedicarsi ai pannolini, sa che con la routine familiare alcune attività le sarebbero precluse. Quindi ritarda l' arrivo di un figlio. Ma più lo si ritarda più diventa difficile farlo e quando arriva, ci si ferma a uno.

Come mai non se ne parla abbastanza?
PIERO ANGELAPIERO ANGELA
A nessuno importa del futuro. Nel Rapporto sui limiti dello sviluppo realizzato ormai 50 anni fa c'era una tabella che è ancora valida: tanti quadratini delineavano lo spazio e il tempo e in ognuno bisognava segnare con un punto l' interesse relativo al soggetto indicato. La prima casella era "Io e la mia famiglia oggi" ed era tutta piena di puntini. Man mano che si andava avanti, "il mio paese", la "cultura", "l' umanità", i puntini si diradavano. E ancora "domani", "fra un anno", "fra dieci", sempre meno. La casella "Il futuro dell' umanità" aveva un solo puntino. Ecco. Un figlio è visto sempre più come bene individuale della coppia e della donna, non della società. Ma il venir meno della sua valenza di bene collettivo si riverbera nell' assenza di interventi per sostenere lo sviluppo demografico.

Quanto conta la ricchezza?
PIERO ANGELAPIERO ANGELA
Si pensa sempre che siano i paesi poveri a fare più figli ed è vero. I figli sono considerati un investimento: in Africa sono una risorsa. Non serve una stanza in più, portarli a nuoto o a danza. A cinque anni già conducono le pecore al pascolo. Eppure anche in alcuni Paesi ricchi dell' Ue si fanno più figli, questo perché ci sono servizi e attenzione al tema. L'Italia è l' unico Paese che dà più ai pensionati che alle madri. Il sistema è rovesciato. Così, se non hai dove mettere il figlio mentre lavori, è un problema. O se lo hai, costa molto.

Se invece hai l' asilo nido, la possibilità di lavorare, due stipendi e aiuti forti, dalla detassazione ai contributi - non un bonus da 80 euro - allora è chiaro che fai più figli. Ci sono sondaggi, per quel che valgono, che dicono che le donne vogliono avere figli. E se si chiede loro quanti, rispondono "due". In Francia, ad esempio, tutti possono disporre di scuole materne, asili nido, sia nel quartiere che nelle aziende. E la media è di due figli per donna.

Perché non si investe su questo, allora?
CALO DELLA NATALITA jpegCALO DELLA NATALITA'
I pensionati votano, i neonati no. Investire sulle persone anziane dà un risultato visibile immediato mentre investire sulla natalità significa vedere i risultati a 20 anni di distanza. Nella vita sociale ci sono tre segmenti: lo studio, il lavoro e la pensione. Un tempo lo studio era poco, il tempo di lavoro lungo, la pensione breve perché si moriva subito. Era un sistema sostenibile. Oggi tutto è rovesciato, pochi figli dovranno mantenere molti anziani - oltretutto sempre più costosi - e pagare le loro pensioni. Una volta c' erano due figli per un genitore superstite, oggi due genitori superstiti per un figlio. Queste cose si pagano.
La demografia ci presenta un quadro inquietante.

Quale?
NATALITA NEL MONDONATALITA' NEL MONDO
Che società può essere una di soli vecchi? Oggi i centenari sono circa 117mila, nel 2050 si stima saranno 150mila. Anche a me piacerebbe arrivare a 200 anni, ma solo se in motocicletta e con una bionda sul sellino posteriore, non inebetito su una sedia a rotelle.

I migranti possono colmare il gap di natalità?
Andiamo verso una società tecnologica in cui occorrono specializzazioni e innovazione ma con gli ascensori sociali già bloccati: riusciremo a non lasciarli indietro e a integrare soprattutto le seconde generazioni? Se sì, bene, altrimenti rischiamo di diventare un paese di braccianti e tornare a una società dell' 800. Fonte: qui

giovedì 24 gennaio 2019

Anche l'Asia sta iniziando il declino demografico, cui seguirà quello economico

Il pavimento sotto il quartiere dell'Asia orientale (composto da Cina, Giappone, Corea del Sud / Nord, Taiwan e Mongolia) sta per cadere. Queste nazioni (unite) equivalgono a poco più del 20% della popolazione mondiale e consumano il 27% dell'energia totale globale. Dal 2000 al 2016, questa regione (guidata dalla Cina) ha rappresentato il 48% della crescita globale del consumo totale di energia.  Quindi, quando vi dico che questi paesi stanno entrando economicamente in declino domestici a lungo termine (o forse addirittura collassano), gli impatti si riverbereranno ovunque.
Perché declino o collasso economico interno?   
Questo semplicemente sta seguendo un massiccio declino della popolazione che ha già avuto luogo (passato). Il grafico seguente mostra il calo del 44% delle nascite dai doppi picchi osservati nell'Est asiatico nel '67 e '89. Questa è una carenza di nascita in corso di oltre 14 milioni in meno all'anno, dal 1995. Ora questa carestia sarà aggravata dalla popolazione in procinto di cadere rapidamente di 15 a 39 anni / vecchi, rappresentata dalla linea rossa in basso (escludo i 40 + anni / perché hanno semplicemente così pochi bambini da creare semplicemente distrazioni). Entro il 2035, la popolazione di bambini in Asia orientale diminuirà del 30% o di -202 milioni di dollari (senza stima, questa popolazione è già nata e si sposterà in avanti). In assenza di un cambiamento sistemico (o di allontanarsi dall'urbanizzazione inflazionistica in corso?), Le nascite continueranno a precipitare e alla fine anche le popolazioni nazionali si sgretoleranno.
Degno di nota sopra è la bassa soglia d'acqua di appena 15 milioni di nascite nel 1996 ... e le conseguenze a forma di L smorzate.   Quelli nati nel 1996 avranno 23 anni nel 2019, o generalmente entreranno nell'età adulta. Su base annua, si tratta di un calo del 50% + relativamente improvviso in nuovi adulti, nuovi potenziali dipendenti, nuovi potenziali genitori, nuovi potenziali consumatori che entrano nell'economia ... e questo è solo l'inizio della "nuova normalità". Ogni anno, da qui in avanti, un calo del 50% (rispetto a solo cinque anni fa) della domanda potenziale e di potenziali dipendenti lascerà le economie delle regioni in difficoltà. Tutta la sovraccapacità economica, la sovraccapacità degli alloggi e i crediti inesigibili saranno lasciati a "nuotare nudi" tra la crescente domanda in calo.
La situazione, nazione per nazione, è dettagliata di seguito ... che mostra sia le nascite annuali (colonne blu) che le popolazioni fertili (linea marrone).
Taiwan
  • Nascite annuali: calo del 58% o -250 mila nascite all'anno dal picco del 1980 
  • Popolazione infantile: -37% o -3,5 milioni entro il 2035 dal picco del 1995
Giappone
  • Nascite annuali: calo del 62% o -1,5 milioni di nascite all'anno dal picco del 1950
  • Popolazione fertile: -40% o -18 milioni entro il 2035 dal picco del 1974
Corea del Sud
  • Nascite annuali: 69% di declino o -730.000 nascite all'anno dal picco del 1960
  • Popolazione infantile: -31% o -8,3 milioni entro il 2035 dal picco del 1995
Cina
  • Nascite annuali: calo del 45% (a partire dal 2018) o -13,7 milioni di nascite all'anno dal picco del 1989
  • Popolazione infantile: -31% o -177 milioni entro il 2035 dal picco del 2005

Popolazione in età pediatrica vs. Popolazioni anziane

Popolazione in età lavorativa dell'Asia orientale (15-59 anni / età) rispetto a 60 anni + popolazione anziana, grafico in basso. Agitare gli anziani contro la diminuzione della popolazione in età lavorativa.
Di seguito, il decennio in base alla variazione del decennio, età lavorativa rispetto agli anziani. Il decennio dal 2020 al 2030 sarà un inferno demografico.  I bambini di 60 anni aumenteranno di 122 milioni contro un calo della popolazione in età lavorativa di circa 80 milioni.  Ciò interromperà tutte le cattive promesse fatte nei bei tempi e porterà una tempesta economica / finanziaria.

Conclusione:

Sfortunatamente, non ho soluzioni per risolvere ciò che sta per accadere. Potrei mostrare simili problemi demografici tra i principali mercati di esportazione dell'Asia orientale; in Europa (una popolazione che consuma il 14% dell'energia globale), Eurasia (che consuma l'8%) o America del Nord (che consuma il 21% dell'energia globale). Ma la crescita in queste regioni è al passato, ed è stata solo l'Asia orientale (Cina) che è stata in grado di ritardare la caduta economica finale attraverso la più grande mossa del debito della storia. Sfortunatamente, è sempre stato destinato a fallire e ora è in corso un periodo indefinito di netto declino globale. I tagli dei tassi d'interesse, la spesa in deficit e gli acquisti di attività delle banche centrali non risolveranno né miglioreranno la domanda in declino né consentiranno una crescita adeguata per sostenere il sistema attuale. È ora di smetterla di fingere di poter uscire dalla falla del debito / dalla bolla delle attività in cui ci troviamo, in un declino a lungo termine che è appena iniziato.
Potrebbe ancora esserci il tempo per ripensare l'intero sistema, salvare il bene, scaricare il male e riconoscere il dolore della realtà ... prima che questo venga scelto per noi, probabilmente nel peggior momento e luogo possibile.
Tradotto automaticamente con Google.

lunedì 20 agosto 2018

LA “TOKYO ELECTRIC POWER COMPANY” ASSUNSE MIGRANTI, PROFUGHI, DISABILI, ANZIANI E SENZATETTO PER BONIFICARE LA CENTRALE DI FUKUSHIMA

E’ L’ACCUSA DEL RAPPORTO ONU CHE PUNTA IL DITO CONTRO IL GRUPPO CHE SPEDI’ DECINE DI MIGLIAIA DI PERSONE, MALPAGATE E MALTRATTATE, A FARSI CONTAMINARE
Jacopo Granzotto per “il Giornale”

Migranti, profughi, disabili, anziani e senzatetto assunti (come cavie) per bonificare la centrale nucleare di Fukushima. Lavoratori probabilmente contaminati dalle radiazioni, ma anche sottopagati e maltrattati. Ennesimo, imbarazzante dossier - stavolta dell' Onu - nei confronti della Tokyo Electric Power Company (Tepco), la compagnia nucleare proprietaria di Fukushima Daiichi. Una centrale in bancarotta da anni e tenuta in vita dai finanziamenti governativi e dove più volte si era discusso per l' impietoso trattamento dei lavoratori impiegati nella bonifica dei rifiuti radioattivi.

fukushima 10FUKUSHIMA
Secondo un rapporto dell' Onu decine di migliaia di lavoratori impegnati nell' opera di decontaminazione della centrale nucleare giapponese (colpita nel 2011 dal peggior incidente nucleare dai tempi di Chernobyl) starebbero rischiando la vita dopo essere stati esposti negli anni alle radiazioni. I dati forniti dal ministero del Lavoro e Welfare giapponese dicono che i lavoratori impiegati a Fukushima sono stati 46.386 nel solo 2016. In cinque anni fino al 2016, in tutto 76.951 persone.

fukushima 1FUKUSHIMA





«Le persone più a rischio di esposizione per le sostanze tossiche sono quelle più vulnerabili allo sfruttamento - affermano dall' Onu - i poveri, i bambini, le donne, i migranti, le persone con disabilità e i lavoratori anziani. Gente spesso esposta a una miriade di abusi, costretti a una scelta aberrante tra la loro salute e il reddito. Purtroppo la loro situazione rimane invisibile all' opinione pubblica».

Giappone accusato di disumanità, anche se nel paese qualcuno si indigna. A luglio, un' indagine condotta da un settimanale di Tokyo aveva certificato che quattro società di costruzione avevano assunto tirocinanti stranieri per lavori di decontaminazione radioattiva nello stabilimento.
fukushimabigFUKUSHIMA

Nell' articolo si documentava che una delle quattro società pagava ai tirocinanti la miseria di 2.000 yen (16 euro) al giorno, una frazione dei 6.600 yen forniti dal governo come indennità speciale per il lavoro di decontaminazione.
Un' altra indagine, stavolta condotta nel 2013 dalla Reuters aveva anche riscontrato diffusi abusi sul lavoro, compresi la decurtazione improvvisa e senza preavviso di una parte della retribuzione.

E così agli esperti delle Nazioni Unite non è restato che invitare le autorità giapponesi ad agire con urgenza per proteggere questi lavoratori indifesi. E a chiedere ancora una volta (e sono tre) la possibilità di visitare la stazione danneggiata. Naturalmente senza avere risposta. Giappone che respinge le accuse e attacca l' Onu: inutili allarmismi.

«Tutto ciò è deplorevole - replica stizzito il ministro degli esteri Taro Kono - queste affermazioni unilaterali possono esacerbare la sofferenza delle persone nelle aree colpite dai disastri. Abbiamo gestito correttamente casi problematici in passato e non lo consideriamo una situazione che richiede una risposta». I giapponesi sono di parola.

Fonte: qui

venerdì 3 agosto 2018

IN 23 CITTÀ ITALIANE LE ONDATE DI CALORE HANNO CAUSATO 23.880 MORTI IN 10 ANNI. A ROMA, DAL 2000, I DECESSI SONO CIRCA 7.700

LEGAMBIENTE: “EFFETTI NOCIVI PER LA SALUTE, SOPRATTUTTO PER GLI ANZIANI E GLI AMMALATI, QUANDO LE TEMPERATURE DIURNE SUPERANO I 35 GRADI E QUELLE NOTTURNE NON SCENDONO SOTTO I 25”

Da "Ansa"

caldo estateCALDO ESTATE
Tra il 2005 e il 2016 in 23 città italiane le ondate di calore hanno causato 23.880 morti e soltanto a Roma, dal 2000, sono circa 7.700 le morti attribuibili alle ondate di calore". E' il dato che emerge dall'analisi condotta dal Dipartimento di Epidemiologia del Sistema sanitario della Regione Lazio e presentata da Legambiente, che ha promosso un Osservatorio sugli effetti dei cambiamenti climatici nelle città italiane (cittaclima.it).

"I grandi centri urbani - osserva Legambiente - sono l'ambito più a rischio per le conseguenze dei cambiamenti climatici. Ed è per questo che è fondamentale portare avanti e definire politiche di adattamento al clima. Servono nuove politiche e risorse per l'adattamento a un clima che cambia".
caldo estateCALDO ESTATE

"Le ondate di calore - spiega l'associazione - possono avere effetti nocivi per la salute, soprattutto per gli anziani e gli ammalati, quando le temperature diurne superano i 35 gradi e quelle notturne non scendono sotto i 25. Nelle aree urbane il caldo oltretutto aumenta per l'effetto di asfalto, auto e sistemi di condizionamento e può arrivare ad aumentare la temperatura anche di 4-5 gradi".

Il caldo e l'afa hanno raggiunto l'apice e a partire da oggi le temperature resteranno elevate ma in generale risulteranno nella norma o di pochi gradi al di sopra dei valori medi di questo periodo, statisticamente il più caldo dell'anno. 
CALDOCALDO

Lo affermano i meteorologi del Centro Epson Meteo secondo cui in generale avremo temperature per lo più tra 30 e 35 gradi, e difficilmente si toccheranno nuovamente punte di 37-38 gradi. Il ridimensionamento del caldo e dell'afa su livelli più normali, spiegano gli esperti, è legato a un indebolimento dell'alta pressione africana sul Mediterraneo Centrale che porterà tra oggi e domani ad un generale aumento dell'instabilità e quindi del rischio di temporali.
CALDOCALDO





I meteorologi avvertono di fare "attenzione perché localmente i fenomeni saranno violenti, accompagnati da grandine e forti raffiche di vento. Nel fine settimana, l'instabilità tenderà ad attenuarsi al Nord e domenica anche al Centro, mentre le Isole e l'estremo Sud dovranno fare i conti con la presenza di un vortice instabile che favorirà lo sviluppo di locali rovesci o temporali"

"Se vogliamo ridurre i pericoli per le persone e prevenire anche le ondate di calore - dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente - servono nuove politiche per le città, risorse e un coordinamento nazionale per aiutare i sindaci di fronte a fenomeni di una portata senza precedenti. Al governo chiediamo di approvare quanto prima il Piano di adattamento ai cambiamenti climatici e di mettere al centro gli interventi che riguardano le città".

martedì 31 luglio 2018

SECONDO UN ARTICOLO DI “NATURE” DEL 2017, OGNI ANNO IN PIÙ DEL PADRE COMPORTEREBBE UN INCREMENTO DI 1,51 NUOVE MUTAZIONI GENETICHE NEI FIGLI

MA PER GLI ESPERTI L'ETÀ DELLA MADRE CONTA DI PIÙ 

Silvia Turin per il “Corriere della Sera”

È notizia fresca: Richard Gere starebbe per diventare nuovamente padre a 68 anni. La terza moglie, Alejandra Silva (35 anni), sarebbe incinta al terzo mese. Non è un caso raro tra le celebrità: Daniel Craig e Rachel Weisz (50 anni lui e 48 lei) stanno per avere il loro primo figlio. Uno dei padri più anziani è Mick Jagger, che a 73 anni ha avuto il suo ottavo figlio.

daniel craig e rachel weiszDANIEL CRAIG E RACHEL WEISZ
È risaputo che per le donne diventare madri dopo i 40-45 anni comporta problemi e preoccupazioni. Non avviene altrettanto per gli uomini. Ma è davvero così, anche in termini di salute per i nascituri? Secondo un articolo di Nature del 2017, ogni anno in più del padre comporterebbe un incremento di 1,51 nuove mutazioni genetiche nei figli, il 25% in più rispetto a quelle dovute alla madre. Un altro studio del 2012 (sempre su Nature) ipotizzava un aumentato rischio di autismo e schizofrenia nei figli di padri più anziani, pericolo che comunque non superava l' uno per cento complessivamente.

mick jaggerMICK JAGGER



«È verosimile che l'età abbia una sua influenza sugli spermatozoi, ma l'incremento assoluto di rischio è modesto e non rappresenta una reale preoccupazione da un punto di vista clinico - spiega Edgardo Somigliana, responsabile del Centro di procreazione medica assistita della Fondazione Ca' Granda-Policlinico di Milano -. Sono le malattie cromosomiche a dipendere dall'anzianità (della donna, però), perché un ovocita vecchio non riesce a fare in modo adeguato il suo lavoro ed è per questo che in media a 41 anni la donna cessa di essere "fertile". Non è che non ovuli più, ma gli ovociti non hanno più la stessa forza "vitale". Aumentano perciò i casi di sindrome di Down e gli aborti spontanei».
brigitte nielsen presenta la figlia friedaBRIGITTE NIELSEN PRESENTA LA FIGLIA FRIEDA

Perché la sindrome di Down e non altre malattie? «Perché - aggiunge - è la patologia meno grave tra quelle cromosomiche, è compatibile con la vita. Quasi tutte le altre vengono "fermate" prima della nascita da aborti spontanei o mancato impianto. Sono fenomeni che avvengono al momento della fecondazione, per l' ovocita invecchiato».

«Nei casi di donne rimaste incinte in età avanzata dobbiamo ipotizzare che abbiano utilizzato ovociti propri congelati o quelli di donne giovani», dice Mauro Busacca, direttore di Ostetricia e Ginecologia all' Ospedale Macedonio Melloni di Milano.

La conferma arriva da Brigitte Nielsen, neomamma all' età di 54 anni, che ha rivelato di aver congelato i suoi ovuli 14 anni fa e ha confessato: «Comunque ci abbiamo provato per dieci anni». Quando si parla di fecondazione assistita c'è l' errata convinzione che sia sempre possibile. Non è così. Mentre l'utero «invecchia» molto meno e con un buon trattamento ormonale si può «ringiovanire», nel caso degli ovociti non si riesce a riportare indietro l'orologio biologico.

brigitte nielsen mattia dessiBRIGITTE NIELSEN MATTIA DESSI
Per le donne in età avanzata ai rischi per il nascituro si sommano quelli propri della gravidanza. «A 50 anni il pericolo di morte per una partoriente, seppure piccolo, è 100 volte superiore», chiarisce Somigliana. «Il limite canonico è sopra i 40-45 anni - dice il professor Busacca -: dopo quest' età una donna senza problemi prima della gravidanza potrebbe andare incontro a patologie dismetaboliche e ipertensive, perché il fisico viene sottoposto a un grande sforzo».

L' età del padre non incide in maniera preoccupante sui nascituri: gli spermatozoi continuano a replicarsi e anche se si corre il rischio di mutazioni i problemi conseguenti sono rari. Per le donne è diverso: il numero di cellule uovo è stabilito fin dall' inizio e gli ovociti invecchiano come il resto del corpo. Fonte: qui