9 dicembre forconi: migranti
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sabato 2 novembre 2019

Italia: la legalizzazione di massa dei migranti è suicida

Descrivendo l'  Italia, Gerard Baker, ex redattore capo del  Wall Street Journal , ha recentemente scritto:
In gran parte del paese ... lo spopolamento sta avanzando. Spostarsi negli spazi vuoti sono state ondate di immigrati, molti provenienti dal Nord Africa e dal Medio Oriente. I migranti hanno colmato lacune vitali nella forza lavoro, ma la trasformazione delle città italiane ha lasciato un numero crescente di cittadini risentiti, spaventati per la loro identità ".
Ha continuato a chiamare questa trasformazione "una sorta di pioniera del declino occidentale". Gli effetti della migrazione di massa stanno già diventando drammaticamente visibili in molte scuole elementari italiane. Negli ultimi giorni sono emersi esempi di due grandi città.
Il primo è stato a  Torino , la quarta città più grande d'Italia, dove ora ci sono classi di scuola elementare con nemmeno un bambino italiano :
"In tutte le classi, ha spiegato la preside Aurelia Provenza, la percentuale di stranieri è molto alta, pari al 60% del numero totale di alunni".
Il secondo esempio viene da Bologna. "All'asilo di mio figlio c'è un grave problema di integrazione, devo portarlo via", dice  Mohamed , un 34enne di origini marocchine che è arrivato in Italia all'età di 4 anni.
"Non voglio essere visto come un razzista da solo perché sono marocchino, ma il comune deve sapere che non c'è integrazione mettendo in classe più di 20 bambini stranieri".
Al momento dell'iscrizione, ha spiegato Mohamed  , avevano visto disegni con bandiere di tutte le nazionalità nella scuola, ma "quando siamo arrivati ​​a scuola il primo giorno, ci siamo trovati in una classe con tutti i bambini stranieri. Gli insegnanti stanno persino lottando pronunciare i nomi dei bambini ".

Ora abbiamo raggiunto un paradosso: gli immigrati stanno portando i loro figli fuori dalle classi in cui, sotto il multiculturalismo, la segregazione sta aumentando. "Il rendimento scolastico diminuisce quando le lezioni superano il 30% di stranieri; è una soglia cruciale che dovrebbe essere evitata o altrimenti monitorata", ha  affermato  Costanzo Ranci, professore di Sociologia economica e autore di un recente  rapporto .

Entrambi i casi di cui sopra sono stati oggetto di numerosi dibattiti pubblici. In Italia, il mese scorso, il numero di migranti in arrivo dall'Africa è  aumentato , dopo essere diminuito per la maggior parte degli ultimi due anni. Il centro di accoglienza per migranti sull'isola di Lampedusa, in prima linea nella crisi migratoria italiana, è ora in uno stato di " collasso " a causa del rapido  aumento  degli arrivi. L'intero sud dell'Italia sta ora cercando di affrontare i migranti.

Secondo le  proiezioni  della divisione della popolazione delle Nazioni Unite, la popolazione dell'Africa sub-sahariana raddoppierà in 30 anni, aggiungendo un ulteriore miliardo di persone e rappresentando oltre la metà della crescita della popolazione mondiale tra oggi e il 2050. Italia, che ha già la  terza più grande popolazione di migranti in Europa, sta subendo una " insopportabile crisi", e ora affronta il rischio reale di una " africanizzazione ", come Stephen Smith ha chiamato nel suo  libro ,  la corsa per l'Europa .

Ci sono molte voci di preoccupazione. Il cardinale Robert Sarah, autore di un nuovo libro,  The Day Is Now Far Spent , sulla crisi dell'Occidente ,  paragona l'attuale afflusso di migranti alle invasioni di barbari che hanno abbattuto l'Impero romano. Se le politiche dell'Europa nei confronti dei migranti non cambiano, avverte Sarah  , l'Europa sarà "invasa dagli stranieri, così come Roma è stata invasa dai barbari".
"Se l'Europa scompare, e con essa i valori inestimabili del Vecchio Continente, l'Islam invaderà il mondo e cambieremo completamente la nostra cultura, antropologia e visione morale".
Un think-tank italiano,  Fondazione Fare Futuro , ha anche  previsto  che, a causa della migrazione di massa e dei diversi tassi di natalità di cristiani e musulmani, entro la fine del secolo metà della popolazione italiana potrebbe essere musulmana. In soli dieci anni, il numero di migranti in Italia è  aumentato  del 419%.


La popolazione nativa italiana si sta già riducendo rapidamente. Senza gli stranieri,  ogni anno  gli italiani nativi morirebbero (615.000) al doppio del tasso di nascite (380.000). Eurostat, l'ufficio statistico ufficiale europeo,  calcola  che entro il 2080, un quinto degli italiani verrà dal contesto migratorio (11 milioni dei 53 milioni italiani).

Un recente rapporto dell'ufficio statistico nazionale italiano ha rilevato che il paese è in una " recessione demografica " non vista dalla prima guerra mondiale e  250.000  giovani italiani sono fuggiti dal paese. "L'Italia esporta giovani laureati e importa migranti", ha scritto  Il Giornale .  Si prevede che l'Italia perderà il  17%  della sua popolazione entro il 2050 e - anche senza immigrazione -  metà  entro la fine del secolo.

Un rapporto della Caritas-Migrantes ha recentemente  documentato  che dal 2014 la diminuzione del numero di italiani equivale alla popolazione di una grande città italiana, per esempio Palermo (677.000). Il drastico calo, tuttavia, è stato finora compensato dai migranti.

L'immigrazione sta tornando a essere una questione politica. Poche settimane dopo aver formato un governo con il Movimento a cinque stelle, il Partito Democratico sta facendo avanzare la cosiddetta "cittadinanza di diritto di nascita" - un impegno a invertire la rigorosa politica migratoria dell'ex Ministro degli Interni Matteo Salvini. In latino questo diritto alla cittadinanza si chiama  ius culturae . La nuova legge consentirebbe ai minori stranieri di età inferiore ai 12 anni di diventare cittadini dopo soli cinque anni a scuola in Italia. Il disegno di legge è stato avanzato da Laura Boldrini, ex presidente del parlamento italiano, che ha affermato:
"Lo stile di vita dei migranti sarà nostro".
Gli italiani, come in quelle scuole elementari, si integreranno nella nuova cultura dei migranti?
L'attuale governo sa perfettamente cosa è in gioco. "Da oggi al 2050 e 2060, dovremo affrontare una domanda epocale da 50 a 60 milioni di persone che arriveranno nel mondo mediterraneo" , ha recentemente affermato il deputato Nicola Morra, deputato a maggioranza governativa  .

Il governo sta letteralmente giocando d'azzardo con il futuro dell'Italia.

L'Italia è il paese europeo più esposto alla pressione migratoria dall'Africa. Con una popolazione nativa già in calo, se l'Italia è aperta alla legalizzazione di massa dei migranti, dovremmo almeno essere consapevoli del fatto che sarà culturalmente suicida.

Authored by Giulio Meotti via The Gatestone Institute

COMPAGNO MARCO RIZZO, PER FAVORE PESTI LANDINI

Uno vorrebbe occuparsi di cose maggiori. Ma questa  argomentazione di Landini, capo della CGIL, pone un problema urgente: di  gravissima patologia  politico-psichiatrica.
Nota l'account è stato rimosso.
Qui si  scende a un livello di inciviltà
 che rende impossibile, semplicemente,   di condurre  un  dibattito politico in  minima  buona  fede. Non si tratta di rispondere che i 120 mila giovani italiani che vanno all’estero a  lavorare sono, a differenza dei nigeriani, chiamati e desiderati per  le loro qualifiche. A Landini sfugge un dato ancora più elementare:  che gli italiani, alla frontiera, mostrano il passaporto o il documento d’identità richiesto, laddove nigeriani e tunisini e ivoriani,  si presentano alle nostre rive senza documento d’identità, avendolo distrutto,e  pretendono di essere accolti e  mantenuti – per volontà delle sinistre.
Il possesso di un passaporto o di altro documento valido per  l’espatrio è un principio di  legalità internazionale elementare e giustificato da secoli: Landini lo ignora. Da quale epoca neandertaliana viene uno che non capisce la distinzione basale  fra chi si presenta a una frontiera con passaporto  e le torme che vogliono essere accolte  senza  dichiarare la propria identità, provenienza, motivo  del viaggio,  pretendendo per di più di essere alloggiati e sfamati, girare liberi  e senza controllo a spese pubbliche? E’ mai stato all’estero, il ricco di Stato Landini?   Ha mai fatto caso che  un signore in divisa gli ha  chiesto il documento e, nella maggior parte dei  paesi extra-europei, il visto d’entrata rilasciato dal consolato? Ha più vaga idea del fatto che  se non presenta un documento,  il paese più accogliente lo  respinge e lo imbarca sul  primo aereo  di ritorno?
Un passaporto. Una istituzione internazionale di cui il capo della CGIL ignora l’esistenza. 
Landini ignora un elementare principio di legalità,  di  ordine e  di semplice logica, pacificamente instaurato nel mondo senza discussione. Intende   il capo della CGIL mettere in discussione il principio ?   Sta  suggerendo   che  i nostri giovani laureati che espatriano per lavoro, di rifiutare di esibire il passaporto, e magari distruggerlo come  fanno i suoi cari neri, che sono probabilmente dei pregiudicati al loro paese, a cui fa comodo non essere identificati?
Ovviamente qualcuno risponderà di no, che Landini  fa finta di non saper distinguere chi si presenta a una frontiera con passaporto,  e chi no, chi  è legale e chi è illegale e clandestino.  Ma allora, il problema diventa peggiore: un problema di patologia del dibattito politico. Cosa si può rispondere a chi usa scientemente argomenti falsi  – e per giunta così idioti da far dubitare del suo quoziente intellettivo? – Ad uno che  non si vergogna di essere così stupido e in malafede? E viene per giunta applaudito dalla  claque della  sinistra invitata ai talk-show?  E’ evidente che non si può “discutere” , da leale oppositore, in una normale polemica politica, da uno che  dice cose così.
Come  è possibile che in Italia gente così la troviamo sistematicamente  in posti importanti,  autorizzati a dire la loro e a influire sulle decisioni politiche, gente che ignora i principi del diritto, del pensiero corretto – e ancor peggio  quelli della logica?  La frase di Landini viene pochi giorni dopo la frase di Enrico Letta su Claudio imperatore immigrato: come ha potuto diventare un parlamentare e persino presidente del consiglio, uno così ignorante?  Questi aprono abissi che rendono  impossibile anche solo controbattere – eppure  questi hanno potere. Lo occupano. E lo sottraggono a persone ragionevoli e razionali, istruite  che  il potere potrebbero usarlo  meglio a favore della popolazione.

La violenza proletaria come necessità

E’ qui che si capisce la  necessità  e legittimità della violenza politica: con Landini non si può  “discutere”, bisogna  pestarlo. Un pugno che lo metta KO  è “l’argomento” che un simile neanderthaliano  volontariamente idiota richiede come  terapia, come reazione della civiltà contro la barbarie.  Ci permettiamo di richiamare l’attenzione sul caso a Marco  Rizzo, capo dei comunisti: l’abbiamo apprezzato tanto quando, giustamente ha minacciato di prendere a pugni l’oggi ministro Gualtieri, quando costui esibì una simile  malafede e  disprezzo dell’interlocutore. Compagno Rizzo, pesti  Landini:  oltretutto, nel suo discorso sconnesso  balenano gli estremi del comportamento antisindacale:  questo difende i negri clandestini contro  gli italiani migranti, vuole per i primi che  spendano 40 euro al giorno contribuenti italiani che 40 euro al giorno di reddito se lo sognano;  il che,  commesso dal capo della CGIL,  ex sindacato rosso  – richiede il papagno come  mano santa. O, per usare la sua terminologia (che tanto ci manca)  atto di rieducazione  del deviazionista di destra. Fonte: qui

sabato 19 ottobre 2019

STANNO AUMENTANDO GLI SBARCHI MA NESSUNO DICE NIENTE, E SALVINI PUNTELLA: “ORA CHE COMANDANO I BUONI SONO AUMENTATI I MORTI MA SONO SPARITE LE MAGLIETTE ROSSE E L’INDIGNAZIONE”

“PROVIAMO PENA PER GLI IPOCRITI CHE SI SCAGLIAVANO CONTRO I PORTI CHIUSI E ORA STANNO ZITTI…”
LAMPEDUSA - CORPI DEI MIGRANTILAMPEDUSA - CORPI DEI MIGRANTI
Dove sono finiti Laura Boldrini, Roberto Saviano e Gad Lerner? Se lo chiede anche Matteo Salvini, di fronte al boom di sbarchi, naufragi e stragi nel Mediterraneo. "Ora che comandano i buoni - è l'ironia amara del leader della Lega, ex ministro degli Interni - sono aumentati i morti ma sono sparite le magliette rosse e l'indignazione". Il riferimento è ai politici e intellettuali di sinistra che nel luglio 2018, quando Salvini era da poco ministro degli Interni, sfilarono in rosso in piazza e sui social per protestare contro il governo e "difendere" i migranti dalla politica dei porti chiusi.
gad lerner laura boldriniGAD LERNER LAURA BOLDRINIlaura boldrini in piazza contro salvini e orban 1LAURA BOLDRINI IN PIAZZA CONTRO SALVINI E ORBAN 
"I fatti danno ragione alla nostra politica - analizza ora Salvini -: meno partenze, meno sbarchi, meno morti. Con il governo delle poltrone sono aumentate le partenze, gli sbarchi e i cadaveri. Proviamo dolore per chi perde la vita e tanta pena per gli ipocriti che si scagliavano contro i porti chiusi e ora stanno zitti".
roberto saviano sul red carpet a veneziaROBERTO SAVIANO SUL RED CARPET A VENEZIAGad LernerGAD LERNERgad lernerGAD LERNERROBERTO SAVIANOROBERTO SAVIANOsalvini boldriniSALVINI BOLDRINIroberto saviano sul red carpet a venezia 1ROBERTO SAVIANO SUL RED CARPET A VENEZIA LAMPEDUSA - CORPI DEI MIGRANTILAMPEDUSA - CORPI DEI MIGRANTIlaura boldrini a bordo della diciotti 1LAURA BOLDRINI A BORDO DELLA DICIOTTI 1salvini su boldrini e savianoSALVINI SU BOLDRINI E SAVIANOlaura boldrini a bordo della diciottiLAURA BOLDRINI A BORDO DELLA DICIOTTIsbarchi fantasma 7SBARCHI FANTASMA 
Fonte: qui

lunedì 16 settembre 2019

L’UE CI TENDE LA MANO(?) SUI MIGRANTI: L'ITALIA NON SARÀ MAI PIÙ LASCIATA SOLA DALL’EUROPA


AL VERTICE DI MALTA SI FISSERÀ IL PRINCIPIO DELLA CONDIVISIONE, NON CI SARÀ PERÒ UNA INTESA FORMALE SULLE QUOTE 

RESTA IL NODO DEI MIGRANTI ECONOMICI

Tommaso Ciriaco per la Repubblica
La prima notizia è buona, la seconda un po' meno. E Giuseppe Conte preferisce partire dalla seconda, nel vorticoso giro di chiamate con cui aggiorna i ministri in un sabato di lavoro. Il 23 settembre a Malta, spiega il premier, sarà difficile ottenere la «formalizzazione» di un sistema automatico per la ripartizione dei migranti. Il dato positivo, aggiunge però subito dopo, è che Roma potrà vantare un «impegno politico» per rendere di fatto automatica questa suddivisione per quote.
«L' Italia - diranno, o nel migliore dei casi scriveranno i Paesi "volenterosi" dell' Unione - non sarà più lasciata sola». Come? Ricalcando un meccanismo appena testato nel caso della Ocean Viking. Che dovrebbe permettere al governo giallo- rosso di smontare - almeno per qualche mese - la propaganda di Matteo Salvini e lo slogan dei porti chiusi sventolato nell' agosto al Papeete.

conte lamorgeseCONTE LAMORGESE
La strategia elaborata da Roma viaggia su due binari paralleli. Il primo è quello che riguarda i singoli approdi, che con la cattiva stagione dovrebbero ridursi ulteriormente. Per le navi umanitarie dirette verso le acque nazionali varrà il "precedente Ocean": richiesta di un porto sicuro, immediata attivazione della procedura di redistribuzione alla Commissione, assunzione di responsabilità dei Paesi disposti a collaborare, indicazione del porto sicuro.
migranti ocean vikingMIGRANTI OCEAN VIKING
Non ci sarà un meccanismo automatico, come ha spiegato ancora ieri il ministro dell' Interno francese Christophe Castaner, ma "temporaneo" e gestito caso per caso. Ad aiutare l' Italia saranno Germania e Francia, con un impegno di massima a farsi carico ciascuno del 25% dei migranti. In Italia resterà una quota tra il 15 e il 25%. La percentuale restante verrà suddivisa tra Portogallo, Irlanda e Lussemburgo, in alcuni casi anche la Romania e - in futuro - la Spagna (per adesso la crisi di governo permanente a Madrid complica ogni mossa solidale).
luciana lamorgese giuseppe conte luigi di maio 1LUCIANA LAMORGESE GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO 
A dire il vero, Conte spera di ottenere a Malta l' adesione di qualche altra capitale europea.E a Bruxelles si è iniziato a ragionare di un meccanismo che penalizzi economicamente chi, aderendo al blocco di Visegrad, non intende collaborare. Di certo, Parigi darà una mano a superare alcune resistenze. Il via libera al nuovo corso, infatti, arriverà mercoledì prossimo durante la visita di Emmanuel Macron a Roma.
Nei casi come quelli della Ocean Viking, la suddivisione dei migranti riguarderà un numero equivalente a quello dei naufraghi sbarcati. È un imperativo, ha spiegato Conte a Ursula von der Leyen, per smontare gli slogan securitari di Salvini. Siccome però non tutti gli 82 migranti che approderanno a Lampedusa potranno godere dello status di rifugiati o della protezione internazionale - ma ci saranno anche migranti economici da rimpatriare - l' Italia potrà trasferire altri profughi già presenti sul nostro territorio, fino a raggiungere la quota per cui si è impegnato ogni singolo Paese.
luciana lamorgese paola de micheli giuseppe conte luigi di maioLUCIANA LAMORGESE PAOLA DE MICHELI GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO
Ed è proprio la distinzione tra categorie di migranti a rappresentare il secondo binario con cui è alle prese la diplomazia italiana in queste ore. Se infatti la gestione del "caso per caso" garantisce a Palazzo Chigi una redistribuzione complessiva di chi approda, l' ambizione di un accordo codificato e di sistema in sede Ue appare per adesso in salita proprio perché esiste la categoria dei migranti economici. La Francia, ad esempio, ha già fatto sapere a Conte che non potrà farsi carico dei migranti provenienti dai Paesi con cui non ha intese bilaterali per il rimpatrio, e neanche dei minori non accompagnati. E così, anche altri partner.
migranti ocean vikingMIGRANTI OCEAN VIKING
Per questo, al momento l' unico eventuale automatismo possibile in sede europea potrà riguardare solo i richiedenti asilo e gli immigrati garantiti dalla protezione internazionale, con percentuali stimate attorno al 15% del totale. Certo, la ministra dell' Interno Luciana Lamorgese chiederà comunque a Malta di superare la distinzione tra categorie di migranti. Ma è chiaro che su questo terreno la strada resta in salita. 
Conte lo sa bene. In queste ore si muove con l' obiettivo di intensificare con la Libia la trattativa sul dossier immigrazione, perché dopo l' autunno e l' inverno arriverà di nuovo la bella stagione e quindi nuove ondate di partenze verso l' Italia. Politicamente, intanto, media tra Pd e Movimento. Partendo dalla presa d' atto che i sondaggi indicano due tendenze apparentemente contraddittorie: gli italiani sono per i porti chiusi, ma non considerano la questione migranti prioritaria. Se davvero il caso della Ocean Viking dovesse fare scuola, il premier potrebbe centrare i due obiettivi in un colpo solo. Almeno fino alla prossima primavera. Fonte: qui


CONTE, UN AMICO DEL VATICANO? SI’ MA FINO A UN CERTO PUNTO 
L’ASSE CON PAPA FRANCESCO E' SOLIDO. 
TUTTAVIA OLTRETEVERE ASPETTANO IL PREMIER ALLA PROVA DEI FATTI (IN FONDO C'E' STATO ANCHE IL CONTE 1...) 
PRIMO TEST: IL DOSSIER SULL'EUTANASIA. FARI PUNTATI ANCHE SU TEMI COME L’IMMIGRAZIONE E LA…  
LA FREQUENTAZIONE DI CONTE  CON LA PIU’ ESCLUSIVA DIPLOMAZIA VATICANA E LA SINTONIA CON LA SANTA SEDE NELLA CRITICA A SALVINI…
Francesco Peloso per lettera43.it
conte papa francescoCONTE PAPA FRANCESCO
Un amico del Vaticano è stato confermato a Palazzo Chigi? Sì, ma fino a un certo punto. Il rapporto fra i vertici della Chiesa e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sono certamente buoni, tuttavia Oltretevere attendono prudentemente la prova dei fatti. In fondo c’è stato anche un Conte 

LA METAMORFOSI DI CONTE
Ma procediamo con ordine. Nelle tumultuose e bizzarre vicende della politica italiana, Giuseppe Conte autonominatosi «avvocato del popolo» poco più di un anno fa, quando si accingeva a guidare l’esecutivo cinque stelle-Lega, è diventato, in 14 mesi – secondo la definizione che ne ha dato l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini – «l’avvocato del palazzo». Il che, paradossalmente, in un Paese abituato a governi dalla durata spesso brevissima e a legislature monche, potrebbe sembrare quasi un complimento (per quanto involontario). Quasi la certificazione che Conte si sa muovere bene nei corridoi pieni di trappole della politica. Dunque da signor nessuno, da testa di legno nelle mani dei due vicepremier Luigi Di Maio e Salvini, a novello Giulio Andreotti la trasformazione del premier è stata rapidissima, anche nell’immaginario dei media.
PAPA FRANCESCO INCONTRA GIUSEPPE CONTEPAPA FRANCESCO INCONTRA GIUSEPPE CONTE
L’INCONTRO CON PAPA FRANCESCO
Sullo sfondo del passaggio fra il primo Conte e il Conte bis non poteva mancare il Vaticano, altro ex potere forte che fino a non molto tempo fa faceva e disfaceva i governi e le relative maggioranze della Repubblica. D’altro canto ha suscitato un certo effetto, a fine agosto, la fotografia del papa che parla con il premier ancora solo incaricato e gli regala un rosario. Conte, solo poche ore prima, aveva ricevuto l’incarico di formare il governo dal presidente Sergio Mattarella, lui sì un vero ex Dc, ma anche uno dei padri fondatori dell’Ulivo e del centrosinistra nella Seconda Repubblica. 

LA RETE DI CONTE OLTRETEVERE
Papa Francesco e Giuseppe Conte si erano visti per pochi ma simbolici minuti, nella basilica vaticana al termine dei funerali del cardinale Achille Silvestrini, in passato diplomatico di lungo corso del Vaticano, uno degli artefici della Ostpolitik verso i Paesi dell’ex Cortina di ferro, e poi alla guida della fondazione Villa Nazareth, istituzione benefica e culturale rivolta a giovani universitari e controllata dalla Segreteria di Stato vaticana. Villa Nazareth è a sua volta collegata alla fondazione Domenico Tardini onlus che gestisce beni e strutture. In quest’ambiente ha pure studiato e si è formato Conte il quale è tuttora membro del comitato scientifico della fondazione Domenico Tardini. Vicepresidente di quest’ultima, per capire il contesto, è monsignor Claudio Maria Celli, uno degli artefici, da parte vaticana, del nuovo corso dei rapporti fra Santa Sede e Cina suggellato dall’accordo per la nomina condivisa dei vescovi fra autorità governative cinesi e vaticane, un po’ come avveniva con le monarchie europee di un tempo.
PAPA BERGOGLIO E GIUSEPPE CONTEPAPA BERGOGLIO E GIUSEPPE CONTE
Non si dimentichi, in tal senso, che Conte ha sottoscritto gli accordi commerciali con la Cina di Xi Jinping nell’ambito del progetto denominato Nuova via della Seta, mossa del governo gialloverde comunque apprezzata Oltretevere. Villa Nazareth è un’istituzione attraverso la quale, discretamente, sono passati e passano alti prelati, politici, economisti, banchieri che partecipano a incontri, convegni, giornate di studio (Giovanni Bazoli, per dire, è nel consiglio di amministrazione). Non c’è insomma solo il San padre Pio di Pietrelcina della natìa Puglia nel bagaglio cattolico di Conte, ma anche la frequentazione con la più esclusiva diplomazia vaticana.

LA SINTONIA CON LA SANTA SEDE NELLA CRITICA A SALVINI
Inoltre, con il passaggio al governo Conte bis, il premier non ha disdegnato di ispirarsi alle posizioni assunte dalla Santa Sede per criticare apertamente l’uso politico dei simboli religiosi – il rosario e il crocifisso – fatto da Salvini, leader di quel nazionalismo xenofobo combattuto apertamente da Francesco che non ha esitato a paragonare certe correnti di sovranismo identitario al periodo in cui in Europa andarono al potere fascismo e nazismo.

LE RASSICURAZIONI CIRCA IL TEMA DELL’EUTANASIA
PAPA BERGOGLIO E GIUSEPPE CONTEPAPA BERGOGLIO E GIUSEPPE CONTE
La svolta del governo M5s-Pd è stata insomma ben accolta in Vaticano e anche negli ambienti della Cei: l’eccesso di conflittualità e violenze verbale, il rischio di una rottura con l’Europa e del prevalere di derive razziste e anti-democratiche sono state ragioni sufficienti per far apprezzare li cambio di maggioranza parlamentare e di governo. Da parte sua, Conte, intervenendo durante il dibattito sulla fiducia, ha voluto dare garanzie su una questione ben precisa che sta a cuore alle gerarchie ecclesiastiche. Entro il prossimo 24 settembre infatti, in base a quanto stabilito dalla Corte Costituzionale, il parlamento dovrebbe legiferare sul tema dell’eutanasia. I tempi sono strettissimi e il rischio che la Consulta supplisca ancora una volta al ritardo della politica è reale.

IL NODO DELLA DEPENALIZZAZIONE
Conte, a Palazzo Madama, affrontando la questione ha detto: «Posso solo raccomandare che sarebbe opportuno incentivare il ricorso alle cure palliative, le misure per alleviare la sofferenza dei malati inguaribili e rafforzare la formazione bioetica degli operatori sanitari». Una posizione molto simile a quella sostenuta dalla Chiesa. Lo stesso capo dei vescovi, il cardinale Gualtiero Bassetti l’11 settembre ha sollevato con allarme la questione chiedendo al parlamento di non abdicare alle sue funzioni e ha proposto una via d’uscita legislativa per scongiurare la depenalizzazione da parte della Corte Costituzionale. «La via più percorribile», ha sottolineato, «sarebbe quella di un’attenuazione e differenziazione delle sanzioni dell’aiuto al suicidio, nel caso particolare in cui ad agire siano i familiari o coloro che si prendono cura del paziente. Questo scenario, tutt’altro che ideale, sarebbe comunque altra cosa rispetto all’eventualità di una depenalizzazione del reato stesso». Il cardinale ha indicato insomma un possibile punto di mediazione politica.
PAPA BERGOGLIO E GIUSEPPE CONTEPAPA BERGOGLIO E GIUSEPPE CONTE

LA REVISIONE DEL TESTAMENTO BIOLOGICO
Ma Bassetti è andato oltre invocando pure la «revisione» della legge sulle Disposizioni antipate di trattamento (il testamento biologico). Il cardinale ha chiesto che idratazione alimentazione vengano escluse dai trattamenti sanitari la cui interruzione è consentita (da qui, per la Chiesa, nascerebbe la deriva eutanasica da cui discende il dibattito odierno. Del resto questa è la posizione sempre sostenuta dal cardinal Camillo Ruini). Resta il fatto che all’interno della stessa maggioranza esistono sulla questione eutanasia posizioni differenti, e lo stesso Conte ha spiegato di non aver voluto inserire il tema nel programma di governo perché sono in gioco diritti fondamentali e quindi le convinzioni etiche di ciascuno. Nel libero spazio del gioco parlamentare si potrebbero così formare maggioranze inedite fondate sul principio del voto di coscienza

 GLI ALTRI BANCHI DI PROVA
PAPA BERGOGLIO E GIUSEPPE CONTEPAPA BERGOGLIO E GIUSEPPE CONTE
La Chiesa si aspetta novità anche sul fronte immigrazione. Le modifiche dei decreti Sicurezza sono già previste nell’accordo che ha sancito l’alleanza fra Pd e M5s, ma qui bisogna vedere i tempi e le modalità. La gestione Salvini del fenomeno migratorio è stata criticata da più parti e definita fallimentare soprattutto in relazione ai rapporti con l’Europa. Nessuno però è intenzionato, su un tema così delicato, la lasciare campo libero agli attacchi del leader leghista. In Vaticano, dunque, osservano e seguono con attenzione la strana e originale fase politica italiana, appoggiano il tentativo Conte ma sono al medesimo tempo ben consapevoli che il percorso del governo potrebbe anche essere assai accidentato. Primo vero banco di prova sarà la legge di Bilancio dalla quale la Chiesa si attende provvedimenti in favore delle famiglie. Tuttavia Oltretevere sono ben consapevoli che all’inizio del 2022 si voterà per eleggere il nuovo presidente della Repubblica, e quel traguardo viene giudicato comunque importante da raggiungere.
Fonte: qui

sabato 14 settembre 2019

PAPA FRANCESCO E’ TORNATO A TUONARE CONTRO IL POPULISMO: “È UN PERICOLO, BISOGNA METTERE AL CENTRO GLI EMARGINATI”


ALL’INCONTRO CON I VESCOVI ORIENTALI CATTOLICI BERGOGLIO INVITA LA CHIESA AD EVITARE “LA TENTAZIONE DI CHIUDERSI IN SE STESSA(???) E DI CADERE IN PARTICOLARISMI NAZIONALI O ETNICI. PIUTTOSTO, ABBRACCI("CHE VUOL DIRE?") GLI ULTIMI, GLI EMARGINATI” 

PAPA FRANCESCO MESSA PER I MIGRANTIPAPA FRANCESCO MESSA PER I MIGRANTI
Il populismo è «un pericolo»(SICURAMENTE PER GLI SFRAZI DELLA CHIESA CATTOLICA!): lo ha sottolineato Papa Francesco nell’udienza con i vescovi orientali cattolici in Europa, convenuti a Roma in occasione del consueto incontro annuale organizzato dal Consiglio delle Conferenze Episcopali di Europa (Ccee). «Questo è un pericolo della nostra società: i particolarismi che diventano populismi e vogliono comandare(E' QUESTO IL PROBLEMA!!!) e uniformare tutto», ha sottolineato il pontefice chiedendo ai presuli che anche la Chiesa locale eviti la «tentazione di chiudersi in sé stessa e di cadere in particolarismi nazionali o etnici escludenti».

L’esortazione alla carità
Per papa Francesco bisogna invece abbracciare il debole e il diverso. «Quando ci chiniamo insieme sul fratello che soffre, quando diventiamo insieme prossimi di chi patisce solitudine e povertà, quando mettiamo al centro chi è emarginato, come i bambini che non vedono la luce, i giovani privati di speranza, le famiglie tentate di disgregarsi, gli ammalati o gli anziani scartati, già camminiamo insieme nella carità che sana le divisioni».Il Pontefice ha esortato: «Aiutiamoci a vivere la carità verso tutti. Essa non conosce territori canonici e giurisdizioni».

papa francesco migrantiPAPA FRANCESCO MIGRANTI
«I soldi sono un veleno»
Il Papa ha anche lanciato un appello alla sobrietà. «È amando che passano in secondo piano quelle realtà secondarie a cui siamo ancora attaccati, anche i soldi che sono un veleno, il diavolo entra dalle tasche, non dimenticatelo»: lo ha detto il Papa nell’incontro con i vescovi cattolici orientali. Amando - ha aggiunto Papa Francesco - «vengono in primo piano le uniche che restano per sempre: Dio e il prossimo».

Il messaggio ai detenuti
Bergoglio ha incontrato anche la Polizia penitenziaria, e ha inviato un messaggio di incoraggiamento ai detenuti : «Non soffocate la speranza», dice loro, consapevole della durezza delle condizioni. Tra «le difficoltà» delle carceri c’è «in particolare» il problema del «sovraffollamento degli istituti penitenziari, che accresce in tutti un senso di debolezza se non di sfinimento», segnala il Papa. «Quando le forze diminuiscono la sfiducia aumenta. È essenziale garantire condizioni di vita decorose, altrimenti le carceri diventano polveriere di rabbia, anziché luoghi di ricupero», ha detto il pontefice Per Bergoglio «l’ergastolo non è la soluzione dei problemi, ma un problema da risolvere. Perché se si chiude in cella la speranza, non c’è futuro per la società. Mai privare del diritto di ricominciare».

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P.S. E' BELLO PARLARE PER GLI, E DEGLI, ALTRI, E NON DI CIO' CHE FACCIAMO IN CONCRETO IN PRIMA PERSONA. 

“ECCOLI, PORTI APERTI SENZA LIMITI. L'ITALIA TORNA UN CAMPO PROFUGHI...”, ASSEGNATO ALLA NAVE OCEAN VIKING IL 'PORTO SICURO' DI LAMPEDUSA, IL CAPO DELLA LEGA SI SCATENA CONTRO IL CAMBIO DI LINEA SUI MIGRANTI DEL CONTE BIS: "SONO MATTI, QUESTA E' LA RESA" 
IL SINDACO DI LAMPEDUSA: "PERCHÉ LA SCELTA DI ASSEGNARE COME PORTO SICURO PROPRIO LAMPEDUSA? ACCOGLIENTI SI’, IDIOTI NO




salvini migrantiSALVINI MIGRANTI
L’Italia ha assegnato il `place of safety, il porto sicuro, alla Ocean Viking, la nave di Sos Mediterranea e Medici senza frontiere con 82 migranti a bordo: si tratta di Lampedusa. Si sta valutando ora se farla entrare direttamente in porto o fare il trasporto dei migranti su motovedette della Guardia Costiera. «Siamo sollevati». È il primo commento di Medici senza Frontiere e di Mediterranea Saving Human.

«I migranti saranno accolti in molti Paesi europei — commenta il ministro della Cultura e capo delegazione del Pd nel governo, Dario Franceschini —, è la fine della propaganda di Salvini sulla pelle di disperati in mare. Tornano la politica e le buone relazioni internazionali per affrontare e risolvere il problema delle migrazioni». «Eccoli, porti aperti senza limiti...», attacca l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini.

luigi di maio dario franceschiniLUIGI DI MAIO DARIO FRANCESCHINI
«Il nostro obiettivo, ma anche quello del precedente governo, era quello che anche gli altri paesi europei se ne facessero carico — commenta Luigi Di Maio, ministro degli Esteri e leader del M5S —. Oggi si sono create le condizioni per questa distribuzione. Si fanno sbarcare se vengono redistribuiti. L’obiettivo per noi restano gli investimenti nei paesi di provenienza, l’accordo sui rimpatri che vanno di pari passo con la cooperazione internazionale».

SALVINI MIGRANTISALVINI MIGRANTI




«Se il nuovo ministro dell’Interno Lamorgese vuole continuare sulla stessa scia dell’ex ministro Salvini, noi siamo pronti ad alzare la voce e non sarà una voce di pace. Accoglienti sì ma idioti no. La nave Ocean Viking era molto più vicina alle coste siciliane che a Lampedusa. Perché la scelta di assegnare come porto sicuro proprio Lampedusa?», accusa il sindaco di Lampedusa Salvatore Martello che commenta così la decisione delle autorità italiane di assegnare un porto sicuro alla nave Ocean Viking e di scegliere proprio Lampedusa.

«Forse il ministro dell’Interno pensa che i lampedusani siano degli emeriti idioti- prosegue Martello che sta tornando sull’isola- La cosa non funziona. L’isola non può essere la soluzione di tutti i problemi. Il ministro ha sbagliato indirizzo». E ancora: «O rispetta le regole anche lei o faremo sentire la nostra voce e anche ben presto - dice - Basta, non siamo cretini». «Forse non hanno spiegato bene al ministro che 20 miglia a Nord di Linosa significa essere in Sicilia e non Lampedusa. Il porto più vicino è la Sicilia. In questo modo, invece, la nave è stata costretta a tornare indietro a Lampedusa. E poi da qui verranno spostati di nuovo verso la Sicilia. Che senso ha tutto questo? Qualcuno me lo spieghi...».
giuseppe conte dario franceschiniGIUSEPPE CONTE DARIO FRANCESCHINI

Ieri la nota di Palazzo Chigi aveva parlato di «sollecita soluzione» per la Ocean Viking. E in serata Francia e Germania si erano detti sono pronti ad accogliere ognuna il 25% dei migranti che sbarcano in Italia. Si tratta di passi avanti verso la creazione di quel «meccanismo temporaneo» di ripartizione a cui sta lavorando la Commissione europea e sul quale conta il nuovo Governo Conte per gestire senza crisi gli arrivi delle navi umanitarie.
matteo salvini con i migrantiMATTEO SALVINI CON I MIGRANTI



Una nuova tragedia sembra essere accaduta giovedì sera, con 4 persone migranti che risultano disperse dopo essersi tuffate a 15 miglia dall’isola di Marettimo da un barchino partito dalla Tunisia. Il premier Giuseppe Conte ha ribadito oggi la sua linea. «A me - ha spiegato - non interessa la propaganda ma non transigo sulla politica di rigore nel contrasto del traffico illecito. Per il resto i problemi cercheremo di risolverli in poco tempo anziché in 20 o 30 giorni».

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