9 dicembre forconi: Governo Conte bis
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giovedì 26 dicembre 2019

FIORAMONTI PUBBLICA UN LUNGO POST PER SPIEGARE LE SUE DIMISSIONI, CORREDATO DALLA FOTO DELLA SUA SCRIVANIA VUOTA.



E I RENZIANI NON PERDONO L'OCCASIONE PER INFILZARE IL MINISTRO CHE PIÙ DETESTAVANO: ''NON ERA MAI PRESENTE NELLE SEDI ISTITUZIONALI, VOLEVA CAMBIARE SCUOLA? ERA SEMPRE ALL'ESTERO, A PRESENTARE LIBRI O FARE CONFERENZE STAMPA''

GOVERNO: IV, FIORAMONTI MAI PRESENTE,VOLEVA CAMBIARE SCUOLA? 
luigi di maio lorenzo fioramontiLUIGI DI MAIO LORENZO FIORAMONTI
(ANSA) - "Se veramente ci si vuole battere per avere più risorse per la scuola bisogna stare in Parlamento non all'estero, non a presentare un libro o a fare conferenze stampa". Così Gabriele Toccafondi e Daniela Sbrollini, capogruppo di Italia Viva in Commissione Cultura a Camera e Senato, sulle dimissioni del ministro Lorenzo Fioramonti. "In quattro mesi - ricordano - questa maggioranza ha votato un decreto scuola, con 50 mila assunzioni e risorse.
Non è quanto volevamo, ma nella legge di Bilancio, di risorse per l'istruzione, ci sono. Tutto questo grazie ai parlamentari di maggioranza, perché di contributi del Miur ne abbiamo visti pochi e soprattutto non abbiamo mai visto il Ministro". Alla luce di queste considerazioni la dimissioni di Fioramonti, stupiscono: se veramente ci si vuole battere per avere più risorse bisogna essere presenti nelle sedi istituzionali in cui si decide e non all'estero o a presentare libri. Ora auspichiamo che chi arriva in Viale Trastevere, abbia a cuore la scuola, l'Università e la ricerca, e non la propria visibilità".
daniela sbrolliniDANIELA SBROLLINI
FIORAMONTI, DAL GOVERNO SERVIVA PIÙ CORAGGIO
 (ANSA) - "La verità è che sarebbe servito più coraggio da parte del Governo per garantire quella 'linea di galleggiamento' finanziaria di cui ho sempre parlato, soprattutto in un ambito così cruciale come l'università e la ricerca. Pare che le risorse non si trovino mai quando si tratta della scuola e della ricerca, eppure si recuperano centinaia di milioni di euro in poche ore da destinare ad altre finalità quando c'è la volontà politica". Lo scrive su Fb l'ex ministro dell'Istruzione, Lorenzo Fioramonti, che nelle ultime ore ha rassegnato le sue dimissioni.
FIORAMONTI:FONTI M5S,FIDUCIA IN CONTE PER NUOVA NOMINA
 (ANSA) - “Il governo è al lavoro per migliorare la scuola, l’istruzione e sostenere la ricerca. Guardiamo avanti, c’è piena fiducia nel premier Conte per individuare un nuovo ministro dell’istruzione, la scuola non può aspettare”. Lo sottolineano fonti del M5S dopo l'annuncio delle dimissioni da parte del ministro Lorenzo Fioramonti.
GOVERNO: RUGGIERI (FI), EREDITÀ FIORAMONTI? USCITE DELIRANTI
andrea ruggeri foto di bacco (1)ANDREA RUGGERI 
(ANSA) "Le dimissioni di Fioramonti certificano che il Governo, mai votato dagli italiani, di estrema sinistra e tassatore seriale, è anche schiavo della ricerca di consenso dei partiti che lo compongono, anziché determinato a governare". Così Andrea Ruggieri, deputato di Forza Italia, a commento delle dimissioni del ministro dell'Istruzione. "Detto ciò - prosegue - Fioramonti non lo rimpiangerà nessuno. Lo ricorderemo per uscite deliranti come 'Il Crocifisso va rimosso dalle aule', 'La storia va narrata diversamente', 'Siete giustificati se fate sega a scuola per scioperare con Greta', e 'Mettiamo nelle scuole i distributori di succo d'arancia anziché le merendine'. Se gli investimenti che chiedeva servivano a tutto ciò, meglio sparire", conclude Ruggieri.
Fonte: qui

LA LETTERA DI FIORAMONTI A CONTE ERA GIÀ STATA CONSEGNATA ALCUNI GIORNI FA. ORA A PALAZZO CHIGI SI CHIEDONO: SICURI CHE UN POSSIBILE GRUPPO DI "CONTIANI" FAREBBE BENE AL PREMIER? DI MAIO NON LA PRENDEREBBE AFFATTO BENE...

IL NOME PER IL SUCCESSORE GIÀ CI SAREBBE: NICOLA MORRA, PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA CHE GIÀ QUEST'ESTATE ERA IN PREDICATO DI PRENDERNE IL POSTO

Marco Antonellis per Dagospia
LORENZO FIORAMONTI GIUSEPPE CONTELORENZO FIORAMONTI GIUSEPPE CONTE
Il ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti ha dato le dimissioni ieri con una lettera al premier Giuseppe Conte. E mentre per la sua sostituzione in queste ore circola insistentemente il nome di Nicola Morra, in realtà a quanto apprende Dagospia Fioramonti aveva consegnato la lettera di dimissioni a Conte già alcuni giorni fa.
Nella lettera Fioramonti scrive, tra l'altro, che si dimette perché secondo lui bisognava rivedere l’IVA, anche lasciandola aumentare, per incassare i 2-3 miliardi che chiedeva per il suo ministero. "Ovviamente questo non è stato possibile" fanno sapere a stretto giro i vertici pentastellati. Ora la partita che si apre è un'altra: formerà un suo gruppo per sostenere il governo? I nomi che potrebbero costituire un futuro nuovo gruppo vanno da Trizzino a Paolo Lattanzio ma circolano anche i nomi di De Toma, Cataldi, Aprile, Angiola, Rospi, Rossini, Silvestri.
NICOLA MORRA SERVE LE PIZZENICOLA MORRA SERVE LE PIZZE
A quanto si apprende da fonti qualificate il possibile gruppo parlamentare andrebbe a pescare anche nel misto dove molti fuoriusciti dal movimento avrebbero la possibilità di ottenere qualche benefit in più aderendo a un vero e proprio gruppo parlamentare. E senza obbligo di fare le ormai classiche "restituzioni" grilline. Ma il punto è un altro: sicuri che un possibile gruppo Conte farebbe bene al Premier? È questa la vera posta in gioco. Perché dalle parti dei 5Stelle non ne vogliono sapere di un gruppo di fuoriusciti a sostegno del Premier e se Conte non vuole avere problemi in futuro farebbe meglio a dissuadere il suo ex Ministro dal far nascere i "contiani". Di Maio non la prenderebbe affatto bene.
nicola morraNICOLA MORRA
(…) nel Movimento Cinque Stelle in queste ore circola anche anche il nome del sostituto: Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia, già in predicato questa estate, ai tempi della formazione del governo Conte-bis, di diventare ministro dell'Istruzione. Poi ebbe la meglio Fioramonti. In queste ore gli occhi sono puntati anche su una pattuglia di deputati che potrebbe uscire dal M5S con l'ex ministro per creare un gruppo autonomo sempre di sostegno a Conte.
Fonte: qui

 

GLI EX GRILLINI ALL'ATTACCO DEL SISTEMA CASALEGGIO: "ECCO COME FA GLI AFFARI"

LA DEPUTATA ELENA FATTORI, USCITA DAL MOVIMENTO DUE MESI FA DOPO AVER VOTATO CONTRO I DUE DECRETI SICUREZZA VOLUTI DA SALVINI: ''CI METTEVA IN CONTATTO CON LE AZIENDE''

CANESTRARI, IL SUO EX DIPENDENTE: ''CASALEGGIO OTTIENE CONSULENZE PERCHÉ È BRAVO O PERCHÉ PUÒ CONDIZIONARE IL GOVERNO?''

Domenico Di Sanzo per www.ilgiornale.it

Chi è dentro, di solito prima di criticarlo chiede l'anonimato. Chi poi va fuori lo mette subito nel mirino. All'ultima categoria appartengono alcuni ex grillini, o personaggi che comunque gravitavano intorno all'universo del M5s.
davide casaleggio luigi di maioDAVIDE CASALEGGIO LUIGI DI MAIO
Tra di loro, l'ultima a parlare è stata la senatrice Elena Fattori, uscita dal Movimento due mesi fa dopo aver votato contro i due decreti sicurezza voluti dal leader della Lega Matteo Salvini. In un'intervista al giornale online Linkiesta ha rivelato, tra le altre cose: «Davide organizzava i gruppi di lavoro per il programma elettorale e poi metteva in contatto gli organizzatori di questi gruppi con persone che dicevano di avere affari in comune con lui». Fattori ha detto anche di aver incontrato nel suo ufficio Gianfranco Grieci, un imprenditore nel campo dell'agroalimentare, che le avrebbe detto di «lavorare a un progetto con Davide Casaleggio». Circostanza smentita dalla Casaleggio Associati, che ha precisato che Grieci non è mai stato cliente dell'azienda guidata dal presidente dell'Associazione Rousseau.
elena fattoriELENA FATTORI
E ieri, sempre a proposito dei presunti conflitti di interesse di Casaleggio, è tornato sulla vicenda l'ex dipendente della srl milanese Marco Canestrari. In un'intervista a La Repubblica, l'informatico si è posto delle domande sull'operato di Casaleggio, dopo la consulenza prestata al governo per il Piano Innovazione e il contratto del guru grillino con la società dell'armatore Onorato: «Casaleggio ottiene consulenze perché è bravo o perché può condizionare il governo?» si è chiesto l'ex dipendente e coautore, insieme al giornalista Nicola Biondo, dei libri Supernova e Il sistema Casaleggio.
Biondo, che è stato capo dell'ufficio comunicazione del M5s alla Camera, ha firmato l'intervista alla Fattori. Ed è un altro personaggio adesso attivissimo nella denuncia dei presunti conflitti di interesse di Casaleggio. Con una battuta al veleno, al Giornale dice: «Siamo passati da Salvini che chiedeva i pieni poteri per sé, a Casaleggio che vuole i pieni poteri per il suo business». Poi chiede a Casaleggio: «Dato che lui ha fatto una bandiera della trasparenza, dovrebbe rendere pubblica la lista dei suoi clienti e dei suoi fornitori».
davide casaleggio luigi di maio marcello minennaDAVIDE CASALEGGIO LUIGI DI MAIO MARCELLO MINENNA
Una questione, quella degli affari del figlio del fondatore del M5s, che secondo alcuni rumors parlamentari potrebbe arrivare presto in Aula. Si parla di richieste formali al governo da parte dell'opposizione, con Forza Italia in prima linea, di riferire ufficialmente sulle ombre di conflitto di interessi che aleggiano sulla società del capo dell'Associazione Rousseau.
Un ex grillino che è finito in Tribunale per aver criticato Casaleggio è Giovanni Favia. Già astro nascente del Movimento, ex consigliere regionale del M5s in Emilia Romagna, infine espulso senza tanti complimenti. È stato querelato dal fondatore Gianroberto, perché nel 2014 aveva espresso dubbi sui bilanci della Casaleggio Associati in merito ai guadagni che arrivavano dal Blog di Beppe Grillo, allora gestito dalla società milanese. Molto più duro l'ex attivista napoletano Angelo Ferrillo, poi espulso per alcune frasi su Facebook, che è stato querelato da Casaleggio nel 2015 per averlo definito «un fallito e truffatore con sede legale a Milano».

Fonte: qui

''FIORAMONTI? CHI HA CORAGGIO NON SCAPPA''. DA COSA SI CAPISCE CHE L'EX MINISTRO DELL'ISTRUZIONE VUOLE DIVENTARE IL PERNO DEL PARTITO CONTIANO ALLA CAMERA?

DAGLI ATTACCHI CHE ARRIVANO DA DENTRO IL M5S E DAI RENZIANI!

LA PRIMA FRASE È DELLA MINISTRA DADONE, CHA AGGIUNGE: ''SCUSE, INCAPACITÀ, PROTAGONISMO, GOSSIP''. AMMAZZA!

E POI ARRIVA IL DIMAIANO CARELLI: ''DIMISSIONI INCOMPRENSIBILI, ABDICA ALLE SUE RESPONSABILITÀ. SE LE VOCI DI UN GRUPPO POLITICO SONO VERE…''

DAL PD SILENZIO O ATTESTATI DI STIMA

FIORAMONTI: DADONE, CHI HA CORAGGIO NON SCAPPA
francesco boccia fabiana dadoneFRANCESCO BOCCIA FABIANA DADONE
 (ANSA) - "Trovo stucchevole che chi professi coraggio agli elettori poi scappi dalle responsabilità politiche. Se hai coraggio, non scappi. Se condividi davvero una battaglia, non scappi, ma mangi sale quando devi e porti avanti un progetto (ammesso che lo si abbia mai realmente condiviso). La coerenza è per lo più un pregio, ma a volte rischia di sconfinare nella sterile testimonianza che, peraltro, si addice poco a chi occupa posizioni di responsabilità". Lo scrive, senza mai citare Lorenzo Fioramonti, il ministro per la Pa Fabiana Dadone in un post su Fb.
FABIANA DADONEFABIANA DADONE
"Dividere l'opinione pubblica scappando dalle responsabilità con scuse variopinte premia nell'immediato. La stampa ha bisogno di gossip, ma le persone hanno bisogno di gente che sappia governare. Governare è difficile, perché riduce al nulla gli slogan o le promesse senza criterio. Governare non è per tutti, perché bisogna parlare poco e lavorare molto. Governare spesso non è trendy, non è pop e non è "social". La coerenza è per lo più un pregio, ma a volte rischia di sconfinare nella sterile testimonianza che, peraltro, si addice poco a chi occupa posizioni di responsabilità", continua Dadone.
LORENZO FIORAMONTI GIUSEPPE CONTELORENZO FIORAMONTI GIUSEPPE CONTE
"La perseveranza, invece, è coerenza che si fa impegno quotidiano e punta a cambiare, nel tempo e con concretezza, le cose. Il coraggio in politica è anche ammettere che non si è in grado di governare, è saper chiedere scusa se non si ha più coraggio. Il resto non è certamente coraggio, sono scuse, incapacità, protagonismo, gossip. Tutto alla fine viene a galla. Tempo al tempo... che come sempre saprà essere galantuomo!", conclude Dadone.
FIORNAMONTI: CARELLI, SUE DIMISSIONI INCOMPRENSIBILI
luigi di maio lorenzo fioramonti 1LUIGI DI MAIO LORENZO FIORAMONTI 
 (ANSA) - "Proprio ora che il M5S ha rilanciato la propria azione attraverso una nuova organizzazione interna spiace registrare le dimissioni del Ministro Fioramonti. Le sue sono dimissioni ancor più incomprensibili in quanto nell'abdicare alle proprie responsabilità di governo, accusando il governo stesso, promette appoggio all'esecutivo". Così Emilio Carelli, deputato e facilitatore dell'area comunicazione del M5S. "Spero infine che vengano presto smentite le voci di un nuovo gruppo politico con una ventina di deputati da lui guidati", aggiunge.
"È veramente un peccato che Fioramonti non abbia continuato a lavorare come tutti noi, nonostante le difficoltà, per migliorare il quadro complessivo della situazione", sottolinea ancora Carelli che, sul possibile nuovo gruppo guidato dal ministro uscente, osserva: " e così fosse infatti ci troveremmo di fronte ad un'operazione politica tanto precisa quanto poco trasparente nei confronti dei cittadini".
luigi di maio lorenzo fioramonti emilio carelliLUIGI DI MAIO LORENZO FIORAMONTI EMILIO CARELLI
FIORAMONTI: NOBILI (IV), SOLO REGOLAMENTO CONTI TRA GRILLINI
 (ANSA) - "La tassa sulle merendine, la rimozione del crocifisso, la iena Giarrusso a controllare i concorsi. Sarà doloroso rinunciare alle sue mosse geniali ma una cosa è certa: la scenata natalizia di Fioramonti con la scuola non c'entra nulla. È solo un regolamento di conti tra grillini". Così su Twitter Luciano Nobili, deputato di Italia Viva.
GOVERNO: PORTAS (IV), PERDE MINISTRI COME FOGLIE D'AUTUNNO
emilio carelli luigi di maioEMILIO CARELLI LUIGI DI MAIO
 (ANSA) - "La vicenda Fioramonti dice che questo governo perde i ministri come le foglie d'autunno di un albero. La sua credibilità è ridotta a zero, e ogni giorno sono sempre più convinto di aver fatto bene a non votare la fiducia". Lo afferma il leader dei Moderati Giacomo Portas, indipendente deputato di Italia Viva.
MISIANI, 'FIORAMONTI? CATTIVA NOTIZIA, MA BENE LA MANOVRA'
 (ANSA) - 'Nonostante tutto, il governo esce più forte dall'approvazione della legge di Bilancio. L'abbandono di Fioramonti è una cattiva notizia ma la mia valutazione di fondo non cambia'. Lo afferma il viceministro dell'Economia Antonio Misiani, del Pd, in un'intervista all'Eco di Bergamo, a proposito delle dimissioni del ministro dell'Istruzione che non ha approvato lòe scelte dell'esecutivo sulla scuola.
luciano nobiliLUCIANO NOBILI
 'Non era semplice costruire un percorso comune tra forze che si erano duramente contrastate fino a pochi mesi fa - osserva Misiani - La manovra ha dimostrato che si può fare, è stato un banco di prova complessivamente positivo per la nuova maggioranza. Abbiamo discusso tanto, a volte troppo, tuttavia abbiamo portato a termine insieme una legge di bilancio che rilancerà lo sviluppo del Paese'.
Fonte: qui

mercoledì 11 dicembre 2019

MES…MECCANISMO ESPOLIAZIONE SOCIALE!

Secondo Treccani, estrapolare significa estrarre qualcosa da un contesto, estendere la validità di un concetto, oltre i limiti entro i quali essi sono originariamente contenuti o definiti, nell’ipotesi che il loro andamento continui a obbedire alle stesse leggi che valgono entro quei limiti.
Oggi in Parlamento si voterà sul MES dopo le estrapolazioni di un manipolo di avventurieri che in questi anni ha votato ad occhi chiusi pareggio in bilancio e bail-in…
IL TEMPO@tempoweb
 
Conte alla prova del Il premier in chiede il via libera per il fondo https://bit.ly/359STeP  @filcal
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Estrapolazione, un oceano di balle vi hanno raccontato in questi giorni i giornali mainstream e i politici del Partito Democratico in particolare, l’ultima, quella che hanno sistemato la faccenda…
“E’ stata una giornata lunga, ma positiva – ha affermato Gualtieri in una straordinaria "supercazzola"-. E’ stato definito un accordo di principio” sulla riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità, “che dovrà essere finalizzato in linea con le procedure nazionali. Non è stato finalizzato stasera. Abbiamo ottenuto la possibilità di una subaggregazione dei titoli, che rende le Single-Limbe Cacs più simili alle Dual-Limb Cacs, un meccanismo intermedio, una cosa molto tecnica ma che per l’Italia era importante e che sarà esplicitamente contenuto nelle conclusioni di Mario Centeno. Questo aspetto richiederà un lavoro aggiuntivo all’inizio dell’anno nuovo, solo dopo il quale sarà possibile la finalizzazione dell’accordo. E poi, naturalmente, ci sarà la firma e le procedure di ratifica”.
Ovviamente si usano termini sempre più sofisticati, più o meno quello che fanno le caste dei tecnocrati e della finanza per non permettere alla gente comune di comprendere qualcosa, lui la chiama una cosa molto tecnica, ovviamente.
Importante è non far capire nulla alla gente comune, la quale vota senza conoscere i meccanismi spesso truffaldini che si nascondono dietro questa Europa.
Bene, quello che ha raccontato in questi giorni Gualtieri è stato smentito direttamente sul sito del MES. Per non sbagliarci andiamo direttamente su Google, visto che magari qualcuno crede che falsifichiamo anche il sito del MES…
Tradotto…
L’introduzione dei single-limb CACs non modifica l’attuale possibilità per i paesi di utilizzare la cosiddetta sotto-aggregazione, che è quella di detenere voti separati per diversi gruppi di emissioni obbligazionarie, aprendo la porta per offrire condizioni diverse a ciascun gruppo
Nella sostanza Gualtieri va in giro a dire a tutti che il singolo voto sulla ristrutturazione del debito non ci sarà più, mentre invece sul sito del MES si ribadisce quando già detto, il doppio voto con il quale serve la maggioranza di tutti i possessori di titoli e poi anche quella dei possessori di ogni singola emissione è solo un’ipotesi come un’ipotesi è pure la discussione su tutti i punti principali di un ipotetico pacchetto che comprenda unione bancaria e amenità varie.
Leggete qui…
Andrea Mazzalai@icebergfinanza
 
Mes, bozza maggioranza: escludere limiti sui BTp alle banche @sole24ore https://www.ilsole24ore.com/art/mes-la-risoluzione-maggioranza-l-opposizione-piazza-ACUO0D4 
(ANSA)

Mes, verso la risoluzione di maggioranza con l’opposizione in piazza

Il voto in Parlamento mercoledì dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte. Il nodo numeri al Senato è legato a doppio filo con la tenuta del gruppo M5S, dove resiste una fronda contraria al Mes
ilsole24ore.com
Visualizza altri Tweet di Andrea Mazzalai
 
 
Bozza maggioranza: approfondire criticità pacchetto
La maggioranza «impegna il governo» ad «assicurare l’equilibrio complessivo dei diversi elementi al centro del processo di riforma dell’Unione economica e monetaria (cosiddetta logica di “pacchetto” Mes, Bicc, Unione bancaria) approfondendo i punti critici del pacchetto di riforme» si legge in una prima bozza di risoluzione di maggioranza sul Mes, su cui starebbe proseguendo il confronto. Nel testo si prevede «il pieno coinvolgimento del Parlamento in una eventuale richiesta di attivazione del Mes».
Escludere restrizioni titoli Stato banche
Non solo. La maggioranza «impegna il governo» ad «approfondire i punti critici» del pacchetto di riforme che include il Mes e «in particolare» escludere «in ogni caso interventi di carattere restrittivo sulla dotazione di titoli sovrani da parte di banche e istituti finanziari e comunque la ponderazione dei titoli di stato attraverso la revisione del loro trattamento prudenziale».
Decisione solo dopo definizione regole Cacs
Infine si chiede di «condizionare l’adozione di ogni decisione vincolante in merito alla revisione del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) alla finalizzazione, ancora non conclusa, del suo processo di riforma attraverso la definizione delle regole e delle procedure delle Clausole di azione collettiva (che definiscono le procedure in caso di ristrutturazione di un debito sovrano dell’area euro e se il Paese chiede aiuto al Mes, ndr) evitando l’applicazione dei principi della single limb Cacs
Fin qui potrebbe anche andare bene, rispetto all’accordo sottobanco di giugno, il problema è che la storiella dell’accordo progressivo è davvero pericolosa o un pacchetto unico, che cancelli tutti i dubbi di questa riforma o nulla!
Il rischio è che questa riforma sia uno strumento il più semplice possibile attraverso il meccanismo del singolo voto per evitare anche a larghe maggioranze di risparmiatori al dettaglio di bloccare la ristrutturazione del debito.
Già sappiamo che con gli articoli 13 e 14 il nostro Paese viene di fatto escluso da alcune linee di credito in quanto si richiede un debito sostenibile e non sappiamo chi decide la sostenibilità del debito, se non qualche oscuro burocrate del MES il quale vuole pure l’immunità.
La favoletta del backstop che aiuterebbe le nostre banche in difficoltà, fa sorridere, visto che le banche in difficoltà in Europa oggi sono quelle tedesche e quelle francesi come racconta il modellino che gli amici di Machiavelli ben conoscono, inoltre il salvataggio scatterebbe solo dopo aver cancellato obbligazionisti senior e subordinati, azionisti ovviamente e buona parte dei depositi sopra i 100.000 euro visto che il bail-in c’è ancora sino a prova contraria.
I tedeschi da sempre in questa crisi hanno dimostrato di essere davvero furbi, figurarsi se questi mollano l’unione bancaria senza richiedere ristrutturazioni del debito o di vietare acquisti del suddetto da parte delle banche.
Ovviamente loro sono bravissimi a raccontarla come si deve ai loro connazionali, loro sono sempre le vittime, soprattutto dopo aver imposto il salvataggio delle loro banche attraverso il primo fondo salvastati.
Risultati immagini per cartoons esm
Il resto è storia e la verità figlia del tempo!
Fonte: qui

venerdì 8 novembre 2019

LA TASI VA IN PENSIONE E VIENE UNIFICATA ALL’IMU: PENSATE CHE SIA UNA SEMPLIFICAZIONE E CHE RISPARMIERETE? VI SBAGLIATE

LA SUPER-TASSA COSTERÀ AI CONTRIBUENTI FINO A 230 EURO IN PIÙ. I COMUNI POTREBBERO AUMENTARE LE ALIQUOTE MINIME SENZA DOVER GIUSTIFICARE NIENTE 
GLI UNICI ITALIANI CHE POSSONO STARE TRANQUILLI SONO I RESIDENTI DI…
Gian Maria De Francesco per “il Giornale”

Una stangata senza precedenti sulla casa. L' unificazione di Imu e Tasi previsto dall' articolo 95 del ddl Bilancio conferma l' incremento del prelievo fiscale sugli immobili, già denunciato da Confedilizia su il Giornale nelle scorse settimane. Il combinato disposto della fusione dei due tributi, infatti, potrebbe rivelarsi deleterio se durante l' iter parlamentare non vi si porrà rimedio.

roberto gualtieriROBERTO GUALTIERI
Qual è il meccanismo perverso che farà impennare il gettito? Il ddl Bilancio prevede che la Tasi si unisca letteralmente all' Imu. La prima era una tassa applicata sulla base di servizi comunali specifici sulla base di una precisa delibera. La seconda è un' imposta e, dunque, non necessita di giustificativi.

roberto gualtieri 1ROBERTO GUALTIERI 
Molti Comuni, perciò, potrebbero «cadere in tentazione» sia in virtù dell' aumento dell' aliquota minima Imu (dal 7,6 all' 8,6 per mille, mentre la massima resta ferma al 10,6 per mille) sia in virtù della possibilità di applicare lo 0,8 per mille della Tasi senza necessità di spiegare alcunché. Ecco, quindi, servito un micidiale cocktail che vale fino al 11,4 per mille della rendita catastale dell' immobile.

roberto gualtieri giuseppe conte 1ROBERTO GUALTIERI GIUSEPPE CONTE 
Anche i proprietari di prime abitazioni accatastate come pregiate avranno da temere: l' aliquota minima sale dal 4 al 5 per mille con tetto sempre fissato al 6 per mille. Infine, c' è da ricordare che il ddl Bilancio prevede che sia il proprietario a farsi carico della quota parte di Tasi (dal 10 al 30% dell' imposta) che ora grava sugli inquilini.

IMU E TASIIMU E TASI
Gli unici italiani che possono stare «tranquilli» (si fa per dire) sono i residenti di Roma, Milano, Firenze e Bologna dove già si paga il massimo dell' aliquota Imu. Discorso diverso per tutti gli altri. Secondo le simulazioni effettuate dall' Istituto nazionale degli esperti contabili, la maggiore imposta potrebbe variare da un minimo di 20 euro fino a un massimo di 235 euro. A soffrire, pertanto, saranno gli italiani che non abitano in città metropolitane, che magari sono proprietari di prime case soggette all' imposta (ville e abitazioni signorili) e, in generale, tutti coloro che hanno una seconda casa o un immobile commerciale.
giorgio spaziani testaGIORGIO SPAZIANI TESTA

Come ha spiegato ieri durante un' audizione sulla manovra il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, questi provvedimenti sono «comunque forieri di aumenti di tassazione, come nel caso di quei Comuni che non abbiano istituito la Tasi e che abbiano deliberato un' aliquota di base per gli immobili diversi dall' abitazione principale inferiore all' 8,6 per mille, i cui amministratori potrebbero essere facilitati a modificare in aumento l' aliquota a causa del nuovo dettato normativo».
tasseTASSE

Il gettito totale derivante da Imu e Tasi nel 2018 è stato di 21,983 miliardi di euro, aveva spiegato l' Istat in Parlamento nello scorso luglio. La maggior parte del «malloppo» proviene dall' Imu (19,9 miliardi di euro) e le cifre erano state presentate in funzione di un dibattito su una proposta di legge del deputato leghista Alberto Gusmeroli che aveva ipotizzato di unire le due tasse per contrastare l' evasione ed estendere i casi di esenzione.
tasseTASSE
La nuova maggioranza ha «rubato» l' idea, ma solo per stangare a destra e a manca.

Fonte: qui

domenica 3 novembre 2019

SALTA IL TAGLIO DELL’IMPOSTA SUL REDDITO DELLE SOCIETÀ IMPEGNATE A REINVESTIRE GLI UTILI: STANGATA DA 4 MILIARDI PER LE IMPRESE


PLASTIC TAX, IMMOBILI, AUTO AZIENDALI E PALETTI A FORFETTARI E PARTITE IVA: TUTTE LE CATTIVE NOTIZIE DAL TESTO DELLA MANOVRA BOLLINATO DALLA RAGIONERIA DELLO STATO


Disastro. Tolta riduzione imprese fatta dalla .
Per aziende 4 MILIARDI di tasse in più da 2020 a 2025. com’era la soria delle bugie sulle tasse in più?
Art 30, vedi RT.



Daniele Capezzone per “la Verità”

Roberto Gualtieri e Giuseppe Conte al lavoro sul DefROBERTO GUALTIERI E GIUSEPPE CONTE AL LAVORO SUL DEF
Altra giornata di passione per i contribuenti, ormai sottomessi ai rituali sadomaso dei giallorossi: ogni giorno una frustata, una punizione, un' umiliazione. La notizia più grave arriva alla lettura dell' ultimo testo bollinato. All' articolo 30, viene reintrodotta l' Ace, ma si elimina clamorosamente la riduzione dell' Ires, che era stata introdotta su impulso della Lega, a favore delle imprese impegnate a reinvestire gli utili. Il rischio è di circa 4 miliardi in più di tasse sulle aziende da qui al 2025, una botta enorme.

MASSIMO GARAVAGLIAMASSIMO GARAVAGLIA









Durissimo Massimo Garavaglia, viceministro dell' Economia nel precedente governo: «Già abbiamo un problema enorme di aziende che vanno all' estero in cerca di un regime fiscale più favorevole. E questi, solo per fare cassa, aboliscono la norma che faceva scendere l' Ires al 20% in quattro anni proprio per chi reinveste».

Intanto, a dare il senso dello sfregio (uno schiaffo alle imprese e un regalo alla macchina burocratica), il governo si prepara ad aumentare le spese per il personale e i dirigenti della presidenza del Consiglio: complessivamente 7 milioni in più, previsti in un emendamento bollinato al decreto legge sul riordino dei ministeri.
GIUSEPPE CONTEGIUSEPPE CONTE

Ma le cattive notizie sono proseguite con la conferma di sugar tax e plastic tax. E poi l' immobiliare: colpito più volte anche quest' anno, nonostante la devastante patrimoniale che già grava sul mattone degli italiani (21 miliardi l' anno), e che ha massacrato sia la liquidità dei proprietari sia il valore degli immobili. Eppure, si continua, come denuncia il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa. La cosiddetta unificazione Imu Tasi si è risolta in una fregatura: «aumenta l' aliquota di base dal 7,6 all' 8,6 per mille», spiega Spaziani Testa, in virtù della somma del 7,6 dell' Imu e dell' 1 della Tasi, e questo «può avere l' effetto di portare ad aumentare l' aliquota di base quei Comuni che finora non applicavano la Tasi».
iresIRES

ERNESTO MARIA RUFFINIERNESTO MARIA RUFFINI
L' altra notizia pericolosa della giornata è l' enfasi con cui il governo e i media amici hanno accompagnato l' intenzione di superare i limiti imposti dalla privacy, al fine di combattere l' evasione. Attenzione, perché queste nuove intrusioni erano state indirettamente sollecitate circa tre settimane fa, in un intervento sul Corriere, da Ernesto Maria Ruffini, a suo tempo direttore di nomina renziana dell' Agenzia delle entrate.
evasione fiscale 1EVASIONE FISCALE 1

Rileggiamo cosa aveva scritto: «Alcune delle informazioni delle banche dati - specialmente quelle relative ai rapporti finanziari - non sono facilmente incrociabili con tutti gli altri dati (reddituali, patrimoniali) perché ne andrebbe della nostra privacy. Eppure, anno dopo anno, abbiamo consentito che la nostra vita fosse posta costantemente sotto la lente d' ingrandimento di chicchessia, purché non sia il fisco». Di qui l' appello implicito (altro che fisco amico, slogan caro ai renziani) a ulteriori forme di sorveglianza: «Forse alcuni di noi hanno qualcosa da nascondere. Ma i più dovrebbero vedere di buon occhio un utilizzo sicuro dei propri dati per non sentirsi soli quando paghiamo le tasse».
MASSIMO GARAVAGLIA LAURA CASTELLIMASSIMO GARAVAGLIA LAURA CASTELLI

Così Ruffini, che evidentemente è stato subito preso in parola da post comunisti e grillini.
roberto gualtieri giuseppe conte 1ROBERTO GUALTIERI GIUSEPPE CONTE 1
La realtà è purtroppo ben diversa: il mostro dell' amministrazione finanziaria sa già tutto di noi. Scaricare sulla privacy la colpa del mancato incrocio dei dati nasconde il desiderio di spremere ancora come limoni quelli che già pagano. Senza dire che - per restare solo agli ultimi mesi - stiamo viaggiando verso una dimensione sempre più inquietante di penetrazione dei pubblici poteri nella vita delle persone: agenti sotto copertura, proposta grillina di controllare i consumi dei percettori del reddito di cittadinanza, adesso indebolimento della privacy. I peggiori incubi orwelliani stanno prendendo corpo.
tasseTASSE

Un' ulteriore cattiva notizia riguarda forfettari e partite Iva: a fronte del mantenimento dell' aliquota del 15% (entro i 65.000 euro di reddito), sembra ormai acclarato il ritorno di tutti i vecchi paletti e delle vecchie cause ostative: limiti di spesa per i dipendenti, no al cumulo con redditi da lavoro dipendente, e così via. Un palese meccanismo di complicazione e scoraggiamento.

STEFANO BUFFAGNISTEFANO BUFFAGNI
L' ultima telenovela è legata alla prosecuzione della rissa sulle auto aziendali: qui, il maldestro spin del governo è da 24 ore quello di valorizzare mediaticamente il fatto che l' aumento di tasse sarebbe stato un pochino contenuto: la tassa verrebbe raddoppiata, anziché triplicata. Come se questo dovesse suscitare l' entusiasmo dei contribuenti. Su tutto ciò, ha suscitato scalpore (e una certa ilarità) la polemica innescata dal viceministro grillino al Mise Stefano Buffagni, con tanto di video girato indossando una magliettina con il logo della Ferrari: «Per me non è abbastanza quanto fatto sulle auto aziendali. In Parlamento lavoreremo per fare meglio», ha fatto sapere Buffagni. Peccato che la madrina della tassa sia stata la sua collega grillina, il viceministro al Mef Laura Castelli.

Fonte: qui

ROBERTO, SE NON TASSO NON MI DIVERTO 
C’È UN UOMO CHE NON SI È ACCORTO CHE IL MURO DI BERLINO È CADUTO: ROBERTO GUALTIERI, IL MINISTRO DELL’ECONOMIA! 
“SE GUARDIAMO ALLE TASSE, LE UNICHE VERAMENTE NUOVE SONO TRE (E TE PARE POCO!): SULLA PLASTICA, SUGLI ZUCCHERI E SUI GIGANTI DEL WEB. MI SENTO DI DIFENDERLE COME TASSE DI SCOPO” (NEL SENSO POSTERIORE DEL TERMINE!) 
LA PLASTIC TAX È UNA STANGATA DA 1,8 MILIARDI: SUI CONSUMATORI PESERÀ FINO A…
"LA MANOVRA È UN LAVORO CONDIVISO STRANE LE CRITICHE NELLA MAGGIORANZA"
Marco Zatterin per “la Stampa”

Roberto Gualtieri e Giuseppe Conte al lavoro sul DefROBERTO GUALTIERI E GIUSEPPE CONTE AL LAVORO SUL DEF
Dopo una settimana passata a duellare con oppositori e no sulla forma del bilancio per il 2020, impegnato fra riunioni parlamentari, vertici a Palazzo Chigi e interventi chirurgici coi tecnici del tesoro, Roberto Gualtieri ha perso la pazienza. A modo suo, naturalmente. La pioggia di dichiarazioni critiche esplose all' interno della maggioranza, dai grillini a Renzi, ha incrinato la sua tradizionale prudenza.

«Mi sorprende una maggioranza che sembra fare propaganda contro la propria legge di bilancio - dice d' un fiato il Ministro dell' Economia -. Anche perché, come è noto, era il frutto di un lavoro collegiale ampiamente condiviso».

Cosa rischiamo?
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«In una discussione che tende a concentrarsi sui dettagli, vorrei che non fosse smarrito il quadro di insieme: siamo riusciti a fare quello che tutti fino a poco fa ritenevano impossibile: evitare 23 miliardi di aumento automatico dell' Iva con una manovra che non è di lacrime e sangue, ma che al contrario sostiene il lavoro, gli investimenti e il Welfare. Tutto ciò garantendoci importanti margini di flessibilità, ma senza scontri con l' Europa e con lo spread che è calato di oltre 100 punti, il che significa svariati miliardi risparmiati in spesa di interessi».

Questo lo dice lei. I colpi arrivano da fuori, il che è naturale. Ma anche da dentro.
auto aziendali 2AUTO AZIENDALI 2
«La manovra riduce le tasse per quasi 27 miliardi, mentre alcuni pare facciano del loro meglio per convincere gli italiani che le aumentiamo».

Salvini ci va a nozze con le microtasse...
«Lei ricorda una proposta credibile da parte di Salvini per bloccare l' aumento dell' Iva? Io no, non ne ho lette sui giornali. Lui ha gettato la spugna ad agosto perché sapeva quanto sarebbe stato difficile fare questa legge di bilancio. Noi invece ci siamo riusciti in poche settimane, per questo dovremmo evitare di fare opposizione al posto suo».

Con l' aria che tira, pare proprio che il lavoro del governo, del parlamento e suo non sia concluso.
giuseppe conte roberto gualtieri 8GIUSEPPE CONTE ROBERTO GUALTIERI 
«Adesso la legge di bilancio approda in Parlamento, che è sovrano e potrà modificare e migliorare il testo, a saldi invariati. Noi incoraggeremo questo lavoro della maggioranza e ascolteremo le opposizioni, così come dialogheremo con le forze sociali e produttive e con i settori toccati dalle misure. Abbiamo voluto concludere la fase di preparazione proprio per consentire al Parlamento di svolgere pienamente il proprio compito contrariamente a quanto è avvenuto l' anno scorso. D' altronde io per primo sono consapevole che alcune misure richiedono approfondimento e miglioramenti».

Si riferisce alle auto aziendali, sulla quale si dice lei abbia espresso contrarietà?
plastica mare 1PLASTICA MARE 
«Anche se non sono tra quanti hanno caldeggiato la misura, devo dire che tecnicamente non si tratta di una tassa ma della riduzione di un sussidio finanziato attraverso la fiscalità generale. Una riduzione di questo sussidio, che è superiore alla media Ocse e oggi va indistintamente anche ai veicoli molto inquinanti, fatta per promuovere la transizione a vetture a bassa emissione, mi sembra in sé ragionevole. È anche vero che tempi e modalità di applicazione possono essere rivisti per evitare un impatto negativo sull' imposta pagata dai lavoratori dipendenti e sulle imprese. Apriremo un tavolo per migliorare la misura in Parlamento».
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Avete disinnescato l' Iva.
Chi vuol essere cattivo può avere gioco facile dell' affermare che non avete fatto molto altro.
«Non ci siamo accontentati di cancellare l' aumento IVA: negoziando con la Commissione Ue abbiamo ottenuto spazi sufficienti per destinare 7 miliardi su altre misure di natura espansiva. Li abbiamo concentrati sulle priorità del programma di governo.

MATTEO SALVINI SI PRENDE L'UMBRIA - FRATELLO SOLA - BY SPINOZAMATTEO SALVINI SI PRENDE L'UMBRIA - FRATELLO SOLA - BY SPINOZA
Innanzitutto sull' aumento degli stipendi netti dei lavoratori dipendenti, poi su misure per il welfare e la famiglia come l' abolizione del superticket, la gratuità degli asili nido il bonus bebè e i congedi parentali, e infine lanciando un grande programma di investimenti pubblici e privati per l' ambiente e l' innovazione».

Siete nel mirino per l' aumento delle imposte. «Una mazzata alla classe media», attacca il Centrodestra. E siamo al punto di partenza.
«Se guardiamo alle tasse, le uniche veramente nuove sono tre: sulla plastica "usa e getta", sugli zuccheri contenuti nelle bevande, sui giganti del web. Mi sento di difenderle come tasse di scopo utili per l' ambiente e la salute.

bonacciniBONACCINI







La plastica monouso, perché nel medio periodo incentiva l' impiego di materie prime compatibili con l' ambiente e promuove la trasformazione industriale. Lo zucchero, perché oggi l' incidenza dell' obesità in Italia tra i ragazzi fino a 12 anni è superiore alla media dell' Unione europea. E sui giganti del web non penso che sia necessario aggiungere molto.

Nel loro insieme valgono 2 miliardi. Ciò detto anche in questo caso ascolteremo le opinioni di tutti. In particolare riguardo alla plastica rifletteremo sulle osservazioni del Presidente dell' Emilia Romagna Bonaccini, e siamo pronti a confrontarci con i produttori e gli esperti del settore». Intanto

Bruxelles ha dubbi sulle coperture.
Roberto Gualtieri, Pierre Moscovici, Udo BullmannROBERTO GUALTIERI, PIERRE MOSCOVICI, UDO BULLMANN
«Ci sono. Abbiamo anche 3,3 miliardi che provengono dalle misure di contrasto all' evasione fiscale. Una battaglia che sembra uscita dall' agenda e che invece considero una delle ragioni per cui vale la pena stare al governo, una questione di giustizia sociale imprescindibile davanti alla montagna di 109 miliardi di evasione».
Però parlano tutti di tasse.

E' popolare e facile giocare con i numeri. Ma come rispondere?
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«Sulle imposte esistenti, tra aumenti e rimodulazioni la differenza di gettito tra 2019 e 2020 sarà circa di 1,5 miliardi a fronte di 27 miliardi di minori imposte. In altre parole, ci si accapiglia sul 5% della manovra, facendo dimenticare ai cittadini l' importanza dell' altro 95. Quando sono arrivato al Ministero in via XX Settembre ho trovato una bozza di manovra che aumentava le tasse di 6 miliardi con un intervento lineare pesantissimo sulle agevolazioni fiscali, e ne tagliava altri 6 miliardi a scuola, sanità ed enti locali. Noi invece non solo non abbiamo tolto un euro ai Comuni, che poi si sarebbe trasformato in maggiori tasse locali, ma li rendiamo protagonisti del piano straordinario di investimenti pubblici. Che peccato vanificare tutto questo con le "tasse percepite"».

Lei viene dalla politica europea. Quella italiana le sta rendendo la vita quanto meno difficile. E' inevitabile?
roberto gualtieri claudio borghiROBERTO GUALTIERI CLAUDIO BORGHI
«Dovremmo recuperare un modo sano di fare politica: confrontarci nel merito delle questioni utili a migliorare le condizioni di vita per i cittadini. Spiegare con parole di verità cosa si può fare e cosa non si può fare, almeno oggi.
LUCIANA LAMORGESE ROBERTO GUALTIERILUCIANA LAMORGESE ROBERTO GUALTIERI
E lavorare perché diventi possibile domani».

A proposito di domani. Le nozze Fca/Psa pongono un caso concreto per l' industria italiana che ha bisogno di manutenzione. Cosa farebbe?
john elkannJOHN ELKANN
«Ecco un tema decisivo per il futuro dell' Italia a cui la politica dovrebbe dedicare attenzione. La fusione Fca-Psa è un' operazione strategica che permetterà al gruppo di raggiungere la dimensione di scala necessaria a sostenere gli investimenti richiesti dalla transizione tecnologica in atto. Il governo ha un forte interesse a che la nostra produzione nel settore automotive sia non solo preservata ma valorizzata e rilanciata, anche perché ciò è essenziale per mantenere la vitalità della filiera componentistica.

Per questo abbiamo avviato un dialogo con l' azienda che è utile anche a calibrare al meglio gli interventi di politica industriale a livello italiano ed europeo che possono concorrere a sostenere gli investimenti in ricerca e innovazione tecnologica connessi allo sviluppo di una mobilità sostenibile».

STANGATA DA 1,8 MILIARDI: SUI CONSUMATORI PESERÀ FINO A 165 EURO ALL'ANNO
Francesco Bisozzi per “il Messaggero”
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Ora c'è anche la stima ufficiale del governo. La tassa sulla plastica vale quasi 1,8 miliardi. Nel 2020 frutterà solo, un miliardo perché i primi incassi arriveranno a luglio. Ma la batosta si farà sentire sul settore industriale e sui consumatori. L'imposta da 1 euro al chilogrammo, anche se dal suo raggio d'azione è stato escluso il Pet, garantirà insomma incassi miliardari, ma non si abbatterà solo sulle circa duemila aziende del settore degli imballaggi, che occupano 50 mila addetti, impatterà anche su quelle della componentistica auto, che sono oltre 2100, fino a quelle dell'arredo Made in Italy, che sono poco meno di 30 mila.

I PRIMI FERITI
roberto gualtieriROBERTO GUALTIERI
«Si colpisce in questo modo non uno ma molti settori industriali, senza tenere conto del fatto peraltro che al giorno d'oggi sono sempre di più le imprese che contribuiscono già all'economia circolare», ha lanciato l'allarme Paolo Scudieri, presidente del gruppo Adler, leader nella componentistica automotive. Come detto, anche se i primi a essere feriti dal balzello saranno imprenditori e fabbriche, non ci vuole particolare fantasia per immaginare che alla fine l'impatto della plastic tax verrà scaricato in larga parte sui prezzi finali dei prodotti.
giuseppe conte roberto gualtieri 9GIUSEPPE CONTE ROBERTO GUALTIERI 

Risultato, per Federconsumatori il carrello della spesa costerà 138 euro in più all'anno, mentre il Codacons calcola che la stangata green si tradurrà in un esborso extra di 165 euro. Il prezzo di una bottiglietta d'acqua usa e getta, per esempio, aumenterà stando alle previsioni di circa 5 centesimi. Ma nel radar dell'ecotassa c'è spazio per un po di tutto. L'imposta prenderà di mira bottiglie, buste e vaschette per gli alimenti, i contenitori in tetrapak utilizzati per latte, bibite o vini, oltre a quelli per detersivi realizzati con materiali plastici, i tappi e le etichette.

roberto gualtieri alberto bagnaiROBERTO GUALTIERI ALBERTO BAGNAI
E ancora: la plastic tax colpirà pure gli imballaggi in polistirolo espanso, i rotoli in plastica pluriball e le pellicole e film in plastica estensibili che servono per la protezione o la consegna di prodotti come elettrodomestici o apparecchiature informatiche. Salva la plastica riciclata, il Pet delle bottiglie per bevande. Salve le siringhe. Salvi pure i prodotti riutilizzabili come le borracce.

Alle aziende che adegueranno i loro macchinari per produrre materiali biodegradabili e compostabili il governo ha promesso infine un incentivo, un credito d'imposta nella misura del 10 per cento delle spese sostenute nel 2020 fino a un massimo di 20 mila euro. Incentivo che però rischia di non essere sufficiente a placare le polemiche. Il tributo green per le imprese serve solo a fare cassa e non mira a favorire la riconversione dei settori coinvolti. Per Confindustria la misura «penalizza i prodotti e non i comportamenti e rappresenta unicamente un'imposizione diretta a recuperare risorse ponendo ingenti costi a carico di consumatori, lavoratori e imprese».
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esagerare con gli imballaggi 8ESAGERARE CON GLI IMBALLAGGI











Massimo Covezzi, in qualità di presidente di PlasticsEurope Italia, l'associazione europea delle materie plastiche, ha ricordato che l'industria della plastica sta ulteriormente investendo per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di economia circolare e ha sottolineato il rischio di penalizzare con la plastic tax un'intera filiera produttiva (produzione, trasformazione, macchinari e riciclo) che conta in Italia oltre 10 mila aziende, 150 mila addetti e un fatturato di oltre 40 miliardi di euro.
esagerare con gli imballaggi 9ESAGERARE CON GLI IMBALLAGGI 

LE REAZIONI
Secondo le associazioni, dunque, una stretta generalizzata sulla produzione rischia soltanto di frenare l'industria senza incentivare buone pratiche e c'è chi minaccia addirittura uno sciopero fiscale per protestare contro il tributo ecologista. Insomma, la plastic tax, anche nell'attuale versione, stando a quanto affermano gli addetti ai lavori corre il pericolo di trasformarsi in un autentico boomerang. Ma il governo giallorosso, che pur di venire incontro a imprese e consumatori ha posticipato alla seconda metà del 2020 l'entrata in vigore del balzello, non sembra disposto a rinunciarvi.
Fonte: qui