9 dicembre forconi: LAMPEDUSA
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sabato 14 settembre 2019

PAPA FRANCESCO E’ TORNATO A TUONARE CONTRO IL POPULISMO: “È UN PERICOLO, BISOGNA METTERE AL CENTRO GLI EMARGINATI”


ALL’INCONTRO CON I VESCOVI ORIENTALI CATTOLICI BERGOGLIO INVITA LA CHIESA AD EVITARE “LA TENTAZIONE DI CHIUDERSI IN SE STESSA(???) E DI CADERE IN PARTICOLARISMI NAZIONALI O ETNICI. PIUTTOSTO, ABBRACCI("CHE VUOL DIRE?") GLI ULTIMI, GLI EMARGINATI” 

PAPA FRANCESCO MESSA PER I MIGRANTIPAPA FRANCESCO MESSA PER I MIGRANTI
Il populismo è «un pericolo»(SICURAMENTE PER GLI SFRAZI DELLA CHIESA CATTOLICA!): lo ha sottolineato Papa Francesco nell’udienza con i vescovi orientali cattolici in Europa, convenuti a Roma in occasione del consueto incontro annuale organizzato dal Consiglio delle Conferenze Episcopali di Europa (Ccee). «Questo è un pericolo della nostra società: i particolarismi che diventano populismi e vogliono comandare(E' QUESTO IL PROBLEMA!!!) e uniformare tutto», ha sottolineato il pontefice chiedendo ai presuli che anche la Chiesa locale eviti la «tentazione di chiudersi in sé stessa e di cadere in particolarismi nazionali o etnici escludenti».

L’esortazione alla carità
Per papa Francesco bisogna invece abbracciare il debole e il diverso. «Quando ci chiniamo insieme sul fratello che soffre, quando diventiamo insieme prossimi di chi patisce solitudine e povertà, quando mettiamo al centro chi è emarginato, come i bambini che non vedono la luce, i giovani privati di speranza, le famiglie tentate di disgregarsi, gli ammalati o gli anziani scartati, già camminiamo insieme nella carità che sana le divisioni».Il Pontefice ha esortato: «Aiutiamoci a vivere la carità verso tutti. Essa non conosce territori canonici e giurisdizioni».

papa francesco migrantiPAPA FRANCESCO MIGRANTI
«I soldi sono un veleno»
Il Papa ha anche lanciato un appello alla sobrietà. «È amando che passano in secondo piano quelle realtà secondarie a cui siamo ancora attaccati, anche i soldi che sono un veleno, il diavolo entra dalle tasche, non dimenticatelo»: lo ha detto il Papa nell’incontro con i vescovi cattolici orientali. Amando - ha aggiunto Papa Francesco - «vengono in primo piano le uniche che restano per sempre: Dio e il prossimo».

Il messaggio ai detenuti
Bergoglio ha incontrato anche la Polizia penitenziaria, e ha inviato un messaggio di incoraggiamento ai detenuti : «Non soffocate la speranza», dice loro, consapevole della durezza delle condizioni. Tra «le difficoltà» delle carceri c’è «in particolare» il problema del «sovraffollamento degli istituti penitenziari, che accresce in tutti un senso di debolezza se non di sfinimento», segnala il Papa. «Quando le forze diminuiscono la sfiducia aumenta. È essenziale garantire condizioni di vita decorose, altrimenti le carceri diventano polveriere di rabbia, anziché luoghi di ricupero», ha detto il pontefice Per Bergoglio «l’ergastolo non è la soluzione dei problemi, ma un problema da risolvere. Perché se si chiude in cella la speranza, non c’è futuro per la società. Mai privare del diritto di ricominciare».

Fonte: qui

P.S. E' BELLO PARLARE PER GLI, E DEGLI, ALTRI, E NON DI CIO' CHE FACCIAMO IN CONCRETO IN PRIMA PERSONA. 

“ECCOLI, PORTI APERTI SENZA LIMITI. L'ITALIA TORNA UN CAMPO PROFUGHI...”, ASSEGNATO ALLA NAVE OCEAN VIKING IL 'PORTO SICURO' DI LAMPEDUSA, IL CAPO DELLA LEGA SI SCATENA CONTRO IL CAMBIO DI LINEA SUI MIGRANTI DEL CONTE BIS: "SONO MATTI, QUESTA E' LA RESA" 
IL SINDACO DI LAMPEDUSA: "PERCHÉ LA SCELTA DI ASSEGNARE COME PORTO SICURO PROPRIO LAMPEDUSA? ACCOGLIENTI SI’, IDIOTI NO




salvini migrantiSALVINI MIGRANTI
L’Italia ha assegnato il `place of safety, il porto sicuro, alla Ocean Viking, la nave di Sos Mediterranea e Medici senza frontiere con 82 migranti a bordo: si tratta di Lampedusa. Si sta valutando ora se farla entrare direttamente in porto o fare il trasporto dei migranti su motovedette della Guardia Costiera. «Siamo sollevati». È il primo commento di Medici senza Frontiere e di Mediterranea Saving Human.

«I migranti saranno accolti in molti Paesi europei — commenta il ministro della Cultura e capo delegazione del Pd nel governo, Dario Franceschini —, è la fine della propaganda di Salvini sulla pelle di disperati in mare. Tornano la politica e le buone relazioni internazionali per affrontare e risolvere il problema delle migrazioni». «Eccoli, porti aperti senza limiti...», attacca l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini.

luigi di maio dario franceschiniLUIGI DI MAIO DARIO FRANCESCHINI
«Il nostro obiettivo, ma anche quello del precedente governo, era quello che anche gli altri paesi europei se ne facessero carico — commenta Luigi Di Maio, ministro degli Esteri e leader del M5S —. Oggi si sono create le condizioni per questa distribuzione. Si fanno sbarcare se vengono redistribuiti. L’obiettivo per noi restano gli investimenti nei paesi di provenienza, l’accordo sui rimpatri che vanno di pari passo con la cooperazione internazionale».

SALVINI MIGRANTISALVINI MIGRANTI




«Se il nuovo ministro dell’Interno Lamorgese vuole continuare sulla stessa scia dell’ex ministro Salvini, noi siamo pronti ad alzare la voce e non sarà una voce di pace. Accoglienti sì ma idioti no. La nave Ocean Viking era molto più vicina alle coste siciliane che a Lampedusa. Perché la scelta di assegnare come porto sicuro proprio Lampedusa?», accusa il sindaco di Lampedusa Salvatore Martello che commenta così la decisione delle autorità italiane di assegnare un porto sicuro alla nave Ocean Viking e di scegliere proprio Lampedusa.

«Forse il ministro dell’Interno pensa che i lampedusani siano degli emeriti idioti- prosegue Martello che sta tornando sull’isola- La cosa non funziona. L’isola non può essere la soluzione di tutti i problemi. Il ministro ha sbagliato indirizzo». E ancora: «O rispetta le regole anche lei o faremo sentire la nostra voce e anche ben presto - dice - Basta, non siamo cretini». «Forse non hanno spiegato bene al ministro che 20 miglia a Nord di Linosa significa essere in Sicilia e non Lampedusa. Il porto più vicino è la Sicilia. In questo modo, invece, la nave è stata costretta a tornare indietro a Lampedusa. E poi da qui verranno spostati di nuovo verso la Sicilia. Che senso ha tutto questo? Qualcuno me lo spieghi...».
giuseppe conte dario franceschiniGIUSEPPE CONTE DARIO FRANCESCHINI

Ieri la nota di Palazzo Chigi aveva parlato di «sollecita soluzione» per la Ocean Viking. E in serata Francia e Germania si erano detti sono pronti ad accogliere ognuna il 25% dei migranti che sbarcano in Italia. Si tratta di passi avanti verso la creazione di quel «meccanismo temporaneo» di ripartizione a cui sta lavorando la Commissione europea e sul quale conta il nuovo Governo Conte per gestire senza crisi gli arrivi delle navi umanitarie.
matteo salvini con i migrantiMATTEO SALVINI CON I MIGRANTI



Una nuova tragedia sembra essere accaduta giovedì sera, con 4 persone migranti che risultano disperse dopo essersi tuffate a 15 miglia dall’isola di Marettimo da un barchino partito dalla Tunisia. Il premier Giuseppe Conte ha ribadito oggi la sua linea. «A me - ha spiegato - non interessa la propaganda ma non transigo sulla politica di rigore nel contrasto del traffico illecito. Per il resto i problemi cercheremo di risolverli in poco tempo anziché in 20 o 30 giorni».

Fonte: qui

domenica 30 giugno 2019

IL PADRE DI CAROLA RACKETE, EKKEHART, HA LAVORATO PER ANNI (E FATTO I SOLDI) NELL’INDUSTRIA BELLICA TEDESCA, IN BARBA AL PACIFISMO DELLA FIGLIA

FRANCESCA TOTOLO, AUTRICE DEL LIBRO “INFERNO SPA”: “È LO STESSO EKKEHART RACKETE, EX UFFICIALE DELL' ESERCITO TEDESCO ED ESPERTO DI ARMAMENTI ED ORA CONSULENTE DI SISTEMI MILITARI?”
Alfonso Piscitelli per “la Verità”

CAROLA RACKETE E IL PADRE EKKEHARTCAROLA RACKETE E IL PADRE EKKEHART
È il personaggio del momento Carola Rackete, colpisce l' immaginario suscitando reazioni nette. La sua fisionomia evoca una identità ben precisa che è quella della ragazza di buona famiglia, ma con vocazione rivoluzionaria. Capelli biondi e rasta. Non poteva non suscitare interesse la sua estrazione sociale: quell'alta borghesia tedesca che trasforma il suo «senso di colpa» in un programma politico e in una volontà capace di calpestare leggi e confini di un altro Stato. Quasi sempre l' Italia.

Nelle scorse ore i riflettori sono stati puntati sul papà di Carola, pacato pensionato benestante con una laurea in ingegneria elettronica ma anche un curriculum significativo nell' industria militare. È il Corriere della Sera a specificare il mestiere di papà Rackete e, indirettamente, la fonte di quel benessere economico che ha permesso alla inquieta Carola di girare il mondo mentre tanti altri coetanei annaspavano tra lavoretti sottopagati e stage: uno dei mestieri più antichi del mondo, quello delle armi.
CAROLA RACKETECAROLA RACKETE

«Sono colonnello della Marina» dichiara Ekkehart Rackete dal suo buon ritiro ad Hambühren, in Bassa Sassonia. Chi immaginava che i familiari di questa hippie del XXI secolo suonassero i tamburelli o girassero per le strade con i vestiti a fiori rimarrà forse deluso: la tradizione di famiglia si riconduce al militarismo della Germania del Nord.
Tuttavia il Corriere non scrive che papà Rackete era semplicemente un militare, ma fa un riferimento più ghiotto alla sua appartenenza all' ambito dell' industria bellica.

ARRESTO DI CAROLA RACKETEARRESTO DI CAROLA RACKETE
Sandro Orlando ieri lo presentava sulla pagina del quotidiano appunto come «un ingegnere elettronico in pensione dopo 30 anni di lavoro nell' industria militare». Questa cosa ha suscitato l' interesse di Francesca Totolo, autrice per le edizioni Altaforte di Inferno Spa, libro in cui si indaga sui tanti «gironi» del business dell' immigrazione e anche su nessi che le anime candide dell' accoglienza a prima vista non sospetterebbero: i nessi tra organizzazioni non governative che spostano navi nel Mediterraneo e compagnie di contractors, soldati mercenari, come la famosa Blackwater (oggi conosciuta con il nome di Academi), con alcuni soggetti che si muovono dall' uno all' altro ambito.

ARRESTO DI CAROLA RACKETEARRESTO DI CAROLA RACKETE
Sulla sua pagina Facebook la Totolo ha rivolto apertamente «una domanda a Carola Rackete, comandante di Sea-Watch: Ekkehart Rackete (nome del padre riportato dal Corriere della Sera) è lo stesso Ekkehart Rackete, ex ufficiale dell' esercito tedesco ed esperto di armamenti ed ora consulente di sistemi militari?».

La domanda viene accompagnata dal riferimento a una pagina di Linkedin appartenente a un signor Ekkehart Rackete appunto impegnato nel settore. Domandare è lecito, rispondere è cortesia recita l' adagio. Ma già il Corriere ha forse risolto il quesito parlando di una lunga esperienza nell' industria militare di papà Rackete.

CAROLA RACKETE CON LA FAMIGLIACAROLA RACKETE CON LA FAMIGLIA
La giovane capitana con i rasta certo non maneggia gli esplosivi, ma chi considera l' immigrazione selvaggia come una bomba sociale ad orologeria potrebbe trarre qualche cinica battuta sulle attività predilette in famiglia. È sempre Francesca Totolo a sostenere come queste commistioni tra Ong «umanitarie» e compagnie che si occupano di armi e combattimento esistano.

Scrive online la Totolo: "Tutto ciò mi ricorda la Ong maltese Moas che nel direttivo aveva assoldato due ex ufficiali dell' esercito di Malta e un esperto di "sopravvivenza" in zone di guerra e titolare di una società produttrice di coltelli da guerra». Sovrapposizioni abbastanza inquietanti, che meritano di essere approfondite o quantomeno smentite dagli interessati (ma non sembra che ne abbiano molta voglia).
Carola RacketeCAROLA RACKETE
Parafrasando un altro tedesco non proprio pacifico, il generale Carl von Clausewitz: «L' immigrazione è la prosecuzione della guerra con altri mezzi». Fonte: qui

L'EX VICESINDACO LEGHISTA DI LAMPEDUSA, ANGELA MARAVENTANO: "QUELLI DELLA SEA WATCH SONO COMPLICI DI CHI TRAFFICA CARNE UMANA. SE LA CAPITANA VOLEVA SALVARLI DOVEVA PORTARLI IN UN ALTRO PORTO 
E' UNA CRIMINALE, IO ABITO SUL PORTO, HO VISTO TUTTO, QUESTA NAVE È PARTITA DI CORSA, COME UN RAZZO, VOLEVA L'INCIDENTE, CERCAVA DI AMMAZZARE QUALCUNO 
VORREI CAPIRE DOVE SONO STATI TROVATI I NAUFRAGHI A BORDO DELLA SEA WATCH…”

ANGELA MARAVENTANOANGELA MARAVENTANO
Angela Maraventano è intervenuta ai microfoni di  Rai Radio2 nel corso del format "I Lunatici", condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta ogni notte dall'1.30 alle 6.00 del mattino.

L'ex vicesindaco di Lampedusa, che ha protestato contro la Sea Watch dopo l'attracco al porto di Lampedusa della nave, ha dichiarato: "Qui c'è una situazione particolare, all'aeroporto ci sono due elicotteri che fanno la spola tra Lampedusa e la Libia, vorrei capire dove sono stati trovati i naufraghi a bordo della Sea Watch, non credo a una parola di quello che dicono. Quelli della Sea Watch sono complici di chi traffica carne umana. Se la capitana voleva salvarli doveva portarli in un altro porto. Voleva fare una forzatura e portarli nel nostro Paese.

E' una criminale, io abito sul porto, ho visto tutto, questa nave è partita di corsa, come un razzo, voleva l'incidente, cercava di ammazzare qualcuno, va arrestata subito. Auspico che chi la sta interrogando la ammanetti e la porti in carcere. Voleva ammazzare tutti quelli che aveva davanti, è entrata in porto come un razzo.

CAROLA RACKETE CON DAVIDE FARAONECAROLA RACKETE CON DAVIDE FARAONE
E' entrata come una furia  nella nostra terra, per violentare la nostra terra e ammazzare chi c'era davanti. Faremo presidio nella guardia di finanza e chiederemo il suo arresto immediato. Resteremo in presidio davanti alla guardia di finanza dove in questo momento è interrogata e voglio che il magistrato esca fuori dalla porta facendocela vedere ammanettata, altrimenti il nostro Paese non conta nulla". 

Sempre ai microfoni di Rai Radio2 è intervenuto Matteo Orfini alle 3.20 di notte. Il deputato del Partito Democratico, che era salito a bordo della Sea Watch quando l'imbarcazione era al quindicesimo giorno di navigazione ha dichiarato: "La situazione in questo momento è molto tesa, siamo entrati in porto, siamo attraccati, stiamo attendendo che arrivino gli operatori che servono per far sbarcare i migranti, croce rossa, medici, quello che serve per le prime operazioni.
ANGELA MARAVENTANOANGELA MARAVENTANO

La capitana è stata portata via dalla finanza, che ha ritenuto scorretto il suo comportamento. E' stata arrestata perché è stata considerata pericolosa la manovra che ha fatto nei confronti di una motovedetta nei confronti della guardia di finanza. Rischio collisione con una motovedetta della guardia di finanza? La motovedetta da quando siamo entrati in porto ha iniziato a zigzagare, bisognerà comprendere chi ha avuto un comportamento pericoloso alla guida.

Carola RacketeCAROLA RACKETE
Noi, alle 3.19 di notte, siamo ancora a bordo. I migranti attendono di essere sbarcati, tanta gente aspetta. La decisione di attraccare è arrivata perché sulla nave lo stato di tensione e sofferenza psicologica e fisica era tale da non consentire più di rimanere secondo le valutazioni del capitano, che in questi casi è l'unico ad avere il diritto e il dovere di fare valutazioni. Oggi ci siamo trovati in una situazione paradossale, ieri Salvini aveva detto che avrebbe fatto scendere i migranti in cinque minuti se ci fosse stato un accordo sulla redistribuzione dei migranti, l'accordo è arrivato stamattina e stanotte ancora nessuno è sceso dalla nave. Non si gioca con la vita delle persone, non si mette a rischio l'incolumità dei migranti, dei volontari della sea watch e anche delle forze dell'ordine che devono gestire la situazione":

CAROLA RACKETECAROLA RACKETE
Orfini ha aggiunto: "La situazione dei migranti? Scappano dalla guerra, sono esasperati, questa nave non è attrezzata ad ospitarli, c'è un bagno chimico per tutti, si dorme per terra, non tutti credo abbiano capito com'è stare su una nave del genere. E' stata una follia tenere le persone per sedici giorni in questo stato. Follia ulteriore non farli sbarcare stamattina, una volta arrivato l'accordo per la redistribuzione dei migranti in altri Paesi. Il ministro degli Interni gioca con la pelle delle persone".

Fonte: qui

venerdì 28 giugno 2019

La Sea Watch cerca di entrare al porto di Lampedusa ma viene bloccata. Finanzieri a bordo


La comandante ha deciso di entrare in acque italiane per la situazione di "stremo" dei migranti a bordo. 



Sea Watch (Ansa)
Sea Watch (Ansa)

La Sea Watch ha provato ad entrare nel porto di Lampedusa ma è stata bloccata dalle autorità italiane. "Questa mattina - informa la portavoce della ong, Giorgia Linardi - la nave ha comunicato con le autorità informandole che erano trascorse ormai 24 ore dalla dichiarazione dello stato di necessità che la ha costretta all'ingresso nelle acque territoriali. Alle 14.16, non avendo ricevuto nessuna comunicazione o assistenza, ha proceduto verso il porto. Ma a circa un miglio le è stato intimato di spegnere i motori. La nave ora è ferma a un miglio dall'ingresso nel porto.
Il tentativo di forzare l'ingresso al porto è stato bloccato da una motovedetta della Guardia di finanza. Gli uomini delle Fiamme gialle, dopo aver fatto spegnere i motori dell'imbarcazione, sono saliti a bordo della nave per parlare con la comandante Carola Rackete, tedesca di 31 anni. La nave è adesso ferma a meno di un miglio dal porto, in attesa di ulteriori sviluppi. La Finanza ha controllato i documenti della nave e i passaporti dell’equipaggio. "Aspettano istruzioni" ha spiegato la comandante della nave, circondata in mare da alcune motovedette della Guardia Costiera che controllano lo specchio d'acqua. Carabinieri e polizia continuano a controllare la banchina del porto: si attendono sviluppi per le prossime ore. Giornata convulsa quindi sulla Sea Watch 3. "A bordo c'è disperazione" tra i naufraghi da due settimane in mare. "Qualcuno ha minacciato di buttarsi in acqua. Abbiamo aspettato una notte, non possiamo aspettare ancora", fanno sapere dalla ong.
E' scontro con l'Olanda
Le aperture dall'Europa non arrivano. Anzi, l'Olanda - Stato di bandiera della Sea Watch - chiude la porta in faccia all'Italia. "Condividiamo le preoccupazioni riguardo alle azioni della nave - fa sapere la ministra olandese alle migrazioni Ankie Broekers-Knol - ma non significa che prenderemo anche i migranti". "Con il governo olandese non finisce qui". Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini, dopo la presa di posizione dell'Olanda che non è disponibile ad accogliere i migranti ospitati a bordo della Sea Watch 3. "Vorrei vedere cosa direbbero se ci fosse una nave italiana che si fa gli affari suoi davanti al porto di Rotterdam", ha aggiunto Salvini, ribadendo che "chi aiuta i trafficanti di esseri umani ne paga le conseguenze". Mentre Conte ha in programma un incontro con il collega olandese Rutte: "lo inviterò a valutare il comportamento di una nave che batte bandiera di quel Paese". Ed il premier ha nel mirino anche Carola Rackete, il cui comportamento, osserva, "è di una gravità inaudita. A questo punto la responsabilità non è più della politica ma della magistratura italiana".

L'esposto alla procura di Agrigento

Proprio ai magistrati della procura agrigentina si sono rivolti i legali di Sea Watch con un esposto affinchè si valutino "eventuali condotte di rilevanza penale" da parte delle "autorità marittime e portuali preposte alla gestione delle attività di soccorso" e per chiedere che venga valutata "l'adozione di tutte le misure necessarie" per consentire lo sbarco dei migranti "e porre fine alla situazione di gravissimo disagio" cui sono sottoposti. Ma, mentre il caso Sea Watch è un vero affare di Stato e le forze dell'ordine sono schierate per impedire la discesa a terra dei migranti soccorsi, a Lampedusa continuano ad arrivare indisturbati i barchini dei cosiddetti 'sbarchi fantasma': in una settimana oltre 150 persone sono giunte sull'isola nonostante la politica dei porti chiusi.

Delegazione parlamentari a bordo

Nel frattempo sulla nave sono saliti anche alcuni parlamentari decisi a portare solidarietà: Graziano DelrioMatteo Orfini e Davide Faraone del Pd, Riccardo Magi (+Europa) e Nicola Fratoianni (Sinistra italiana). Ed un gruppo di giornalisti. Mentre questi ultimi vengono poi riportati a terra, i parlamentari restano a bordo. "Non scendiamo finchè non scendono anche i migranti". Ed il braccio di ferro continua,mentre il titolare del Viminale irride i 5 parlamentari: "prendano il sole, si godano la vacanza, chi se ne frega".



Al porto di Lampedusa con @graziano_delrio e @giuditta_pini laggiù. Siamo qui da ieri, espresso solidarietà a don La Magra, poi in capitaneria. Siamo in contatto con la capitana, daremo una mano per farli sbarcare. La disumanità del ministro della paura non vincerà.

L'ong: la situazione si sta sbloccando

"Probabilmente la situazione si sta sbloccando". Così Sea Watch in un tweet, dove viene postato anche un video della visita a bordo degli uomini della Guardia di finanza mentre parlano con la comandante Carola Rackete. Nel breve filmato si vedono tre militari della Guardia di finanza che entrano nella cabina di comando della nave; uno di loro si rivolge a Rackete: "i nostri superiori ci hanno detto di pazientare da parte vostra perchè probabilmente si sta sbloccando la situazione". "Ok", risponde la comandante.

Salvini: "Fanno politica sulla pelle di 42 persone"

La comandante della nave, Carola Rackete, ieri aveva deciso di forzare il divieto di ingresso nelle acque territoriali con l'intenzione di sbarcare a terra i 42 migranti soccorsi al largo della Libia. "Sea Watch ha fatto la sua battaglia politica sulla pelle di 42 persone. In 15 giorni sarebbero arrivati in Olanda due volte. Hanno rifiutato i porti sicuri più vicini. Le Ong aiutano trafficanti di esseri umani", scrive Matteo Salvini in un tweet. E in altri due sottolinea. "Non assecondo chi aiuta gli scafisti che con i soldi degli immigrati poi si comprano armi e droga". E "non permetto che siano Ong straniere a dettare le leggi sui confini nazionali di un Paese come l'Italia".

La vicenda

Al quattordicesimo giorno in mezzo al mare, la terra è ormai ad un passo per i 42 migranti della Sea Watch 3. Ma non possono ancora toccarla. Carola Rackete, la giovane capitana, alle 14 rompe gli indugi, dirige il timone verso Lampedusa ed entra in acque italiane ignorando l'alt delle motovedette della Guardia di finanza. "So cosa rischio - dice la donna - ma non ho scelta. I naufraghi sono allo stremo. Li porto in salvo". "Non sbarcheranno, schiero la forza pubblica. Ora mi aspetto che qualcuno emetta un ordine di arresto", la risposta del ministro Matteo Salvini.

La commissione europea

A Bruxelles, la Commissione europea è in contatto con gli Stati per distribuire le persone salvate. Palazzo Chigi, intanto, ha avviato "iniziative formali" per verificare omissioni dell'Olanda, Stato di bandiera della nave. Il braccio di ferro tra l'Italia e la nave della ong tedesca, si trasferisce così dalle acque internazionali ad appena fuori dal porto di Lampedusa. "In 14 giorni - lamenta Sea Watch - nessuna soluzione politica e giuridica è stata possibile, l'Europa ci ha abbandonati. La nostra comandante non ha scelta".
"Questa mattina - aveva scritto in precedenza la Sea Watch - abbiamo comunicato ai naufraghi la decisone della Corte di rigettare il ricorso. Sono disperati. Si sentono abbandonati. Ci hanno detto che la vivono come una negazione, da parte dell'Europa, dei loro diritti umani". 
"Se il nostro capitano Carola porta i migranti salvati dalla Sea Watch 3 in un porto sicuro, come previsto dalla legge del mare, affronta pene severe in Italia", scrive in un tweet e su Fb la ong tedesca invitando a donare al fondo per l'assistenza legale di Sea Watch per "aiutare Carola a difendere i diritti umani ".
"Il comandante ha deciso di entrare a Lampedusa? Sappia - tuona - che l'autorizzazione allo sbarco non c'è, schiero la forza pubblica, il diritto alla difesa dei nostri confini è sacro". Il ministro Salvini ne ha per tutti, la giovane Carola, definita "sbruffoncella che fa politica sulla pelle dei migranti pagata da chissà chi. Dice di esser nata bianca, ricca e tedesca, ma perchè deve venire a rompere le palle a noi?"; l'Olanda, "che se ne fotte di quello che fa una nave con la sua bandiera. E' una provocazione e un atto ostile, ci aspettiamo che si facciano carico loro degli immigrati a bordo"; la Germania, che "non ha fatto nulla". E Bruxelles, "che si fa viva solo quando c'è da batter cassa".

La politica si divide

La sinistra solidarizza, con il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, che chiede un incontro la premier Conte per "affrontare in maniera seria, responsabile e istituzionale evitando di offrire al Paese questo osceno teatrino indegno di un Paese civile". L'altro vicepremier Luigi Di Maio, è sulla linea del leader leghista. "Come mai - chiede - la Sea Watch neanche prova più ad avvicinarsi a Malta o alla Grecia? Non fa notizia. Hanno preferito restare 14 giorni a largo delle nostre coste anziché chiedere a La Valletta, Madrid o Atene lo sbarco. I governi di questi Paesi sono forze politiche tradizionali Ue. Se uno dei popolari o dei democratici ti nega lo sbarco, i media neanche ne parlano, se lo fa il Governo italiano si mette in moto il carosello. La Sea Watch si fa pubblicità e raccoglie più fondi, così può ripartire. Ma se dovremo passare tutta l'estate a litigare con le Ong - avverte - abbiamo già perso".


TRAVAGLIO FA NERA LA SEA WATCH E LA SUA CAPITANA: “HA VIOLATO UNA SERIE INNUMEREVOLE DI NORME ITALIANE E INTERNAZIONALI, IL CHE NON LE VERREBBE CONSENTITO DA ALCUNO STATO DI DIRITTO DEL MONDO LIBERO 


SULLA PELLE DEI MIGRANTI, USATI COME OSTAGGI E SCUDI UMANI, SI STA GIOCANDO UNA LUNGA, CINICA E IPOCRITA GARA TUTTA POLITICA. ANCHE IN EUROPA, CHE STA A GUARDARE. NESSUNO CI VENGA A RACCONTARE CHE DA UNA PARTE CI SONO I BUONI E DALL'ALTRA GLI ITALIANI XENOFOBI. O CHE UN GOVERNO NON HA…”


Estratto dell’articolo di Marco Travaglio per il “Fatto quotidiano”

[…] Dopo 14 giorni di navigazione nel Mediterraneo, approda sulle coste italiane la nave SeaWatch-3, di proprietà di un'ong privata tedesca ma battente bandiera olandese, carica di 42 profughi raccolti in acque libiche. In origine erano 52, ma 10 - quelli in pericolo - sono già sbarcati in Italia il 15 giugno.

Carola RacketeCAROLA RACKETE
Il natante, guidato dalla capitana tedesca Carola Rackete, ha violato una serie innumerevole di norme italiane e internazionali, il che non le verrebbe consentito da alcuno Stato di diritto del mondo libero. Nel 2017 non ha firmato il Codice di autoregolamentazione del ministro dell'Interno Pd Marco Minniti, regolarmente siglato da altre ong, per farla finita col Far West nel Mediterraneo (migliaia di sbarchi e di morti). S'è addentrata nella zona di ricerca e soccorso libica, competenza della Guardia costiera di Tripoli.

sea watch salviniSEA WATCH SALVINI
Avrebbe dovuto far rotta sul porto sicuro più vicino: cioè in Tunisia o a Malta. Invece ha scientemente deciso di proseguire fino a Lampedusa, per creare l'ennesimo incidente in polemica con le politiche migratorie del governo italiano, secondo il copione collaudato da altre navi della stessa Ong (una saga a puntate: Sea Watch-1, 2, 3 e così via).

Il governo ha negato il permesso di ingresso nelle acque territoriali e poi di sbarco nel porto. La capitana Carola, subito idolatrata da una sinistra a corto di idee e simboli, se n' è infischiata. Prima ha tentato di far annullare l' alt dal Tar: ricorso respinto. Poi di farsi autorizzare in via provvisoria e urgente dalla Corte dei diritti dell' uomo di Strasburgo.

CAROLA RACKETECAROLA RACKETE
Che però le ha dato torto, per la seconda volta (il diritto allo sbarco in Italia era già stato negato il 29 gennaio a un'altra Sea Watch con 49 migranti): il provvedimento provvisorio di sbarco, in deroga agli ordini di un governo, può essere adottato solo "nei casi eccezionali in cui i richiedenti sarebbero esposti - in assenza di tali misure - a un vero e proprio rischio di danni irreparabili".

E fortunatamente non è questa la situazione degli ospiti della SeaWatch-3 dopo la discesa delle tre famiglie con bimbi e donne incinte. Certo - precisa la Corte - il governo deve "continuare a fornire tutta l'assistenza necessaria alle persone in situazione di vulnerabilità per età o stato di salute". Ma non esiste un diritto di accesso alle acque territoriali di uno Stato in violazione delle sue norme, salvo appunto per gravi motivi di salute, senza i quali la nave che ha compiuto il salvataggio (in questo caso, un'estensione del territorio olandese) è essa stessa un luogo sicuro per i naufraghi.
migranti sea watchMIGRANTI SEA WATCH

A quel punto, siccome il tribunale italiano e quello comunitario le han dato torto, la capitana ha calpestato entrambe le sentenze. E l'ordine di fermarsi della Guardia Costiera e di Finanza. E s' è affacciata su Lampedusa sventolando una causa di forza maggiore già esclusa da Strasburgo: la salute dei migranti dopo 14 giorni di navigazione (che sarebbero stati molti meno se fosse andata dove doveva: Tunisia o Malta).
carola rackete salviniCAROLA RACKETE SALVINI

Quel che pensiamo su questa ennesima guerra delle opposte propagande fra alcune Ong e il governo italiano lo scriviamo da sempre: sulla pelle dei migranti, usati come ostaggi e scudi umani, si sta giocando una lunga, cinica e ipocrita gara tutta politica. Anche e soprattutto nella cosiddetta Europa, che sta a guardare. Sul piano umanitario, è fin troppo evidente che - stando così le cose - quei 42 disperati devono sbarcare in Italia, com' è sempre avvenuto, anche sotto il ministro della Cattiveria di un governo tacciato di fascismo e razzismo da chi in casa propria fa ben di peggio.

sea watchSEA WATCH

Ma nessuno ci venga a raccontare che da una parte ci sono i buoni (l' eroica capitana) e dall' altra i cattivi (gli italiani xenofobi). O che un governo non ha il diritto-dovere di proteggere i confini da chi vorrebbe decidere le sue politiche migratorie dalla tolda di una nave tedesca con bandierina olandese. E di indicare l' unica via d' accesso all' Italia per chi ha diritto all' asilo: quella dei corridoi umanitari. Cioè, parlando con pardon, la via legale.  Fonte: qui