9 dicembre forconi: essere umani
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sabato 27 luglio 2019

IL COMANDANTE DI UNA MOTOVEDETTA DELLA GUARDIA COSTIERA LIBICA DICE DI AVERE LE PROVE DEI CONTATTI TRA LE ORGANIZZAZIONI CHE “SALVANO” I MIGRANTI E I TRAFFICANTI DI ESSERI UMANI: “ESISTE SENZ’ALTRO UN COORDINAMENTO. L’HO VISTO PERSONALMENTE”

“HO VISTO E VEDO MOLTI CONTATTI TRA ONG E SCAFISTI”



mustafa' abu zeid 1MUSTAFA' ABU ZEID
"Ho visto personalmente molti contatti su Facebook o Twitter tra Ong e scafisti e vedo molti contatti tra loro". A parlare è il comandante della motovedetta Guardia Coste, Ras Lgder libica, che rivela quella che sarebbe la prova dei comportamenti illeciti delle organizzazioni non governative. "Per prima cosa parlo con lo scafista che a bordo ha gli immigrati - spiega il comandante della guardia costiera - e chiedo che spenga il motore. Se nessuno ferma il motore, avvicino il mio zodiac alla barca. A quel punto sono molto vicino, fermo il motore, parlo a tutti, uno a uno e dico loro di salire". Ma loro temono di ritornare in Libia e quindi oppongono resistenza fino a quando non vedono una ong.

barcone migranti nigerianiBARCONE MIGRANTI NIGERIANI
La Guardia costiera libica infatti si trova spesso in mare con le navi delle organizzazioni che pattugliano il mare di fronte alle coste all'Africa: "Parlo con le Ong - prosegue Mustafa - chiedo loro di non avvicinarsi per non mettere a rischio la vita dei migranti. Ma a volte non stanno ad ascoltare". Di scontri tra navi umanitarie e Marina di Tripoli nel tempo ce ne sono stati diversi, con accuse incrociate. "Non stanno ad ascoltare - insiste Mustafa - vogliono solo prendere i migranti. E questo crea una situazione pericolosa". Alla domanda fatidica se esiste un "coordinamento" tra scafisti e Ong, il militare risponde: "Sì, senz'altro. Ho visto personalmente molti contatti tra Ong e scafisti".

Fonte: qui

domenica 30 giugno 2019

IL PADRE DI CAROLA RACKETE, EKKEHART, HA LAVORATO PER ANNI (E FATTO I SOLDI) NELL’INDUSTRIA BELLICA TEDESCA, IN BARBA AL PACIFISMO DELLA FIGLIA

FRANCESCA TOTOLO, AUTRICE DEL LIBRO “INFERNO SPA”: “È LO STESSO EKKEHART RACKETE, EX UFFICIALE DELL' ESERCITO TEDESCO ED ESPERTO DI ARMAMENTI ED ORA CONSULENTE DI SISTEMI MILITARI?”
Alfonso Piscitelli per “la Verità”

CAROLA RACKETE E IL PADRE EKKEHARTCAROLA RACKETE E IL PADRE EKKEHART
È il personaggio del momento Carola Rackete, colpisce l' immaginario suscitando reazioni nette. La sua fisionomia evoca una identità ben precisa che è quella della ragazza di buona famiglia, ma con vocazione rivoluzionaria. Capelli biondi e rasta. Non poteva non suscitare interesse la sua estrazione sociale: quell'alta borghesia tedesca che trasforma il suo «senso di colpa» in un programma politico e in una volontà capace di calpestare leggi e confini di un altro Stato. Quasi sempre l' Italia.

Nelle scorse ore i riflettori sono stati puntati sul papà di Carola, pacato pensionato benestante con una laurea in ingegneria elettronica ma anche un curriculum significativo nell' industria militare. È il Corriere della Sera a specificare il mestiere di papà Rackete e, indirettamente, la fonte di quel benessere economico che ha permesso alla inquieta Carola di girare il mondo mentre tanti altri coetanei annaspavano tra lavoretti sottopagati e stage: uno dei mestieri più antichi del mondo, quello delle armi.
CAROLA RACKETECAROLA RACKETE

«Sono colonnello della Marina» dichiara Ekkehart Rackete dal suo buon ritiro ad Hambühren, in Bassa Sassonia. Chi immaginava che i familiari di questa hippie del XXI secolo suonassero i tamburelli o girassero per le strade con i vestiti a fiori rimarrà forse deluso: la tradizione di famiglia si riconduce al militarismo della Germania del Nord.
Tuttavia il Corriere non scrive che papà Rackete era semplicemente un militare, ma fa un riferimento più ghiotto alla sua appartenenza all' ambito dell' industria bellica.

ARRESTO DI CAROLA RACKETEARRESTO DI CAROLA RACKETE
Sandro Orlando ieri lo presentava sulla pagina del quotidiano appunto come «un ingegnere elettronico in pensione dopo 30 anni di lavoro nell' industria militare». Questa cosa ha suscitato l' interesse di Francesca Totolo, autrice per le edizioni Altaforte di Inferno Spa, libro in cui si indaga sui tanti «gironi» del business dell' immigrazione e anche su nessi che le anime candide dell' accoglienza a prima vista non sospetterebbero: i nessi tra organizzazioni non governative che spostano navi nel Mediterraneo e compagnie di contractors, soldati mercenari, come la famosa Blackwater (oggi conosciuta con il nome di Academi), con alcuni soggetti che si muovono dall' uno all' altro ambito.

ARRESTO DI CAROLA RACKETEARRESTO DI CAROLA RACKETE
Sulla sua pagina Facebook la Totolo ha rivolto apertamente «una domanda a Carola Rackete, comandante di Sea-Watch: Ekkehart Rackete (nome del padre riportato dal Corriere della Sera) è lo stesso Ekkehart Rackete, ex ufficiale dell' esercito tedesco ed esperto di armamenti ed ora consulente di sistemi militari?».

La domanda viene accompagnata dal riferimento a una pagina di Linkedin appartenente a un signor Ekkehart Rackete appunto impegnato nel settore. Domandare è lecito, rispondere è cortesia recita l' adagio. Ma già il Corriere ha forse risolto il quesito parlando di una lunga esperienza nell' industria militare di papà Rackete.

CAROLA RACKETE CON LA FAMIGLIACAROLA RACKETE CON LA FAMIGLIA
La giovane capitana con i rasta certo non maneggia gli esplosivi, ma chi considera l' immigrazione selvaggia come una bomba sociale ad orologeria potrebbe trarre qualche cinica battuta sulle attività predilette in famiglia. È sempre Francesca Totolo a sostenere come queste commistioni tra Ong «umanitarie» e compagnie che si occupano di armi e combattimento esistano.

Scrive online la Totolo: "Tutto ciò mi ricorda la Ong maltese Moas che nel direttivo aveva assoldato due ex ufficiali dell' esercito di Malta e un esperto di "sopravvivenza" in zone di guerra e titolare di una società produttrice di coltelli da guerra». Sovrapposizioni abbastanza inquietanti, che meritano di essere approfondite o quantomeno smentite dagli interessati (ma non sembra che ne abbiano molta voglia).
Carola RacketeCAROLA RACKETE
Parafrasando un altro tedesco non proprio pacifico, il generale Carl von Clausewitz: «L' immigrazione è la prosecuzione della guerra con altri mezzi». Fonte: qui

L'EX VICESINDACO LEGHISTA DI LAMPEDUSA, ANGELA MARAVENTANO: "QUELLI DELLA SEA WATCH SONO COMPLICI DI CHI TRAFFICA CARNE UMANA. SE LA CAPITANA VOLEVA SALVARLI DOVEVA PORTARLI IN UN ALTRO PORTO 
E' UNA CRIMINALE, IO ABITO SUL PORTO, HO VISTO TUTTO, QUESTA NAVE È PARTITA DI CORSA, COME UN RAZZO, VOLEVA L'INCIDENTE, CERCAVA DI AMMAZZARE QUALCUNO 
VORREI CAPIRE DOVE SONO STATI TROVATI I NAUFRAGHI A BORDO DELLA SEA WATCH…”

ANGELA MARAVENTANOANGELA MARAVENTANO
Angela Maraventano è intervenuta ai microfoni di  Rai Radio2 nel corso del format "I Lunatici", condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta ogni notte dall'1.30 alle 6.00 del mattino.

L'ex vicesindaco di Lampedusa, che ha protestato contro la Sea Watch dopo l'attracco al porto di Lampedusa della nave, ha dichiarato: "Qui c'è una situazione particolare, all'aeroporto ci sono due elicotteri che fanno la spola tra Lampedusa e la Libia, vorrei capire dove sono stati trovati i naufraghi a bordo della Sea Watch, non credo a una parola di quello che dicono. Quelli della Sea Watch sono complici di chi traffica carne umana. Se la capitana voleva salvarli doveva portarli in un altro porto. Voleva fare una forzatura e portarli nel nostro Paese.

E' una criminale, io abito sul porto, ho visto tutto, questa nave è partita di corsa, come un razzo, voleva l'incidente, cercava di ammazzare qualcuno, va arrestata subito. Auspico che chi la sta interrogando la ammanetti e la porti in carcere. Voleva ammazzare tutti quelli che aveva davanti, è entrata in porto come un razzo.

CAROLA RACKETE CON DAVIDE FARAONECAROLA RACKETE CON DAVIDE FARAONE
E' entrata come una furia  nella nostra terra, per violentare la nostra terra e ammazzare chi c'era davanti. Faremo presidio nella guardia di finanza e chiederemo il suo arresto immediato. Resteremo in presidio davanti alla guardia di finanza dove in questo momento è interrogata e voglio che il magistrato esca fuori dalla porta facendocela vedere ammanettata, altrimenti il nostro Paese non conta nulla". 

Sempre ai microfoni di Rai Radio2 è intervenuto Matteo Orfini alle 3.20 di notte. Il deputato del Partito Democratico, che era salito a bordo della Sea Watch quando l'imbarcazione era al quindicesimo giorno di navigazione ha dichiarato: "La situazione in questo momento è molto tesa, siamo entrati in porto, siamo attraccati, stiamo attendendo che arrivino gli operatori che servono per far sbarcare i migranti, croce rossa, medici, quello che serve per le prime operazioni.
ANGELA MARAVENTANOANGELA MARAVENTANO

La capitana è stata portata via dalla finanza, che ha ritenuto scorretto il suo comportamento. E' stata arrestata perché è stata considerata pericolosa la manovra che ha fatto nei confronti di una motovedetta nei confronti della guardia di finanza. Rischio collisione con una motovedetta della guardia di finanza? La motovedetta da quando siamo entrati in porto ha iniziato a zigzagare, bisognerà comprendere chi ha avuto un comportamento pericoloso alla guida.

Carola RacketeCAROLA RACKETE
Noi, alle 3.19 di notte, siamo ancora a bordo. I migranti attendono di essere sbarcati, tanta gente aspetta. La decisione di attraccare è arrivata perché sulla nave lo stato di tensione e sofferenza psicologica e fisica era tale da non consentire più di rimanere secondo le valutazioni del capitano, che in questi casi è l'unico ad avere il diritto e il dovere di fare valutazioni. Oggi ci siamo trovati in una situazione paradossale, ieri Salvini aveva detto che avrebbe fatto scendere i migranti in cinque minuti se ci fosse stato un accordo sulla redistribuzione dei migranti, l'accordo è arrivato stamattina e stanotte ancora nessuno è sceso dalla nave. Non si gioca con la vita delle persone, non si mette a rischio l'incolumità dei migranti, dei volontari della sea watch e anche delle forze dell'ordine che devono gestire la situazione":

CAROLA RACKETECAROLA RACKETE
Orfini ha aggiunto: "La situazione dei migranti? Scappano dalla guerra, sono esasperati, questa nave non è attrezzata ad ospitarli, c'è un bagno chimico per tutti, si dorme per terra, non tutti credo abbiano capito com'è stare su una nave del genere. E' stata una follia tenere le persone per sedici giorni in questo stato. Follia ulteriore non farli sbarcare stamattina, una volta arrivato l'accordo per la redistribuzione dei migranti in altri Paesi. Il ministro degli Interni gioca con la pelle delle persone".

Fonte: qui

martedì 19 marzo 2019

LA GUARDIA COSTIERA LIBICA RIVELA: “ERAVAMO A CINQUE MIGLIA DAL GOMMONE IN PANNE, POTEVAMO RECUPERARE TUTTI IN SICUREZZA”

“L’INTERVENTO DELLA ONG MEDITERRANEA NON ERA NECESSARIO ED È STATO PRETESTUOSO” 

DI FATTO SOSTIENE CHE LA “MARE JONIO” È ANDATA VOLUTAMENTE A PRENDERE I MIGRANTI, CHE NON ERANO IN PERICOLO, E ORA LI VUOLE SCARICARE IN ITALIA 

È FERMA DAVANTI LAMPEDUSA E SALVINI NON HA DATO L'AUTORIZZAZIONE ALLO SBARCO


LA GUARDIA COSTIERA LIBICA: INTERVENTO ONG PRETESTUOSO
(AGI) La Guardia costiera libica era "a cinque miglia dal gommone in panne ed era in grado di recuperare in sicurezza tutte le persone a bordo. L'intervento della nave dell'Ong Mediterranea non era necessario ed e' stato pretestuoso".
nave mare jonio della ong mediterranea 1NAVE MARE JONIO DELLA ONG MEDITERRANEA 1


Lo dichiara all'Agi il portavoce della Guardia costiera libica, Ayoub Qassem. "Non comprendiamo perche' abbiano voluto prendere loro i migranti, a ogni costo, pur essendo in acque libiche", aggiunge. "Alla nostra richiesta di chiarimenti hanno spiegato che i migranti si trovavano in una situazione di pericolo ma questo non è vero, non si è trattato di un naufragio ma solo di un guasto al motore", continua l'ammiraglio Qassem.            
La motovedetta della Guardia costiera libica " è rimasta poi a distanza perché a quel punto i migranti per non tornare in Libia avrebbero messo a rischio la loro vita e quella dell'equipaggio", conclude Qassem che accusa le Ong di ostacolare le operazioni di salvataggio per "interessi certamente non umanitari".
nave mare jonio della ong mediterranea al largo di lampedusaNAVE MARE JONIO DELLA ONG MEDITERRANEA AL LARGO DI LAMPEDUSA

MIGRANTI: NAVE MEDITERRANEA FERMA DAVANTI LAMPEDUSA. SALVINI ATTACCA PER PRESENZA LUCA CASARINI: 'E' LA NAVE DEI CENTRI SOCIALI'

E' alla fonda a un miglio e mezzo da Lampedusa la nave Mare Ionio, battente bandiera italiana, del progetto Mediterranea, che ieri ha soccorso 49 migranti, tra cui 12 minori, davanti alle coste libiche. L'imbarcazione, che non ha l'autorizzazione allo sbarco, è circondata da tre motovedette, due della Guardia di Finanza e una della Guardia Costiera. Ieri Mediterranea aveva chiesto alle autorità italiane un "porto sicuro", prima di fare rotta verso Lampedusa. 
luca casarini a bordo della mare jonio di mediterraneaLUCA CASARINI A BORDO DELLA MARE JONIO DI MEDITERRANEA

Militari della Guardia di Finanza si trovano a bordo della Mare Ionio. I militari sono saliti quando la nave si è fermata alla fonda a mezzo miglio da Lampedusa e stanno svolgendo, secondo quanto riferiscono i volontari della Ong, un'ispezione relativa alla documentazione di bordo. "La nave Mare Ionio è italiana e il nostro porto è aperto e pronto ad accoglierla. I migranti salvati in mare vanno fatti sbarcare, curati e rifocillati", dice il sindaco di Lampedusa Totò Martello.

mare jonio nave ongMARE JONIO NAVE ONG
"Possono essere curati, vestiti, nutriti. Gli possiamo dare ogni genere di conforto ma in Italia con il mio permesso non mettono piede", ha detto il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini a SkyTg24. "Questa non è stata un'operazione di salvataggio. Questo è favoreggiamento dell'immigrazione clandestina", ha detto Salvini. "O c'è l'autorità giudiziaria, che prescinde da me, che riterrà che questo non sia stato un soccorso, perché mi sembra evidente in base agli elementi certi e ad altri che sono oggetto di approfondimento" e indicano che "c'è un'organizzazione che gestisce, aiuta e supporta il traffico di esseri umani", "oppure il ministero dell'interno non indica nessun porto".

mare jonio nave ongMARE JONIO NAVE ONG
E Salvini va all'attacco: 'Questa è la nave dei centri sociali, perché a nome della nave sta parlando Luca Casarini: vedete i precedenti penali del signore che era noto per essere leader dei centri sociali del nord est, con precedenti penali vari". A bordo, ha aggiunto, "ci sono altri esponenti di sinistra e ultrasinistra, che stanno a mio parere commettendo un reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina perché hanno raccolto questi migranti in acque libiche" mentre "stava intervento una motovedetta libica, non hanno obbedito a nessuna indicazione, hanno autonomamente deciso di dirigere verso l'Italia per motivi evidentemente ed esclusivamente politici, non hanno osservato le indicazioni delle autorità, se ne sono fregati dell'alt della Guardia di finanza".
mare jonio nave ongMARE JONIO NAVE ONG

"Il governo è già al lavoro in queste ore. Stiamo verificando le condizioni delle persone a bordo - ha detto il vicepremier e ministro Luigi Di Maio a Radio anch'io - perché i salvataggi e le vite umane sono la nostra priorità. Questa ong da quello che sembra, ancora una volta, non ha rispettato le regole. La novità è che batte bandiera italiana e questo può essere un modo per far rispettare meglio le regole". E assicura che "non sarà un nuovo caso Diciotti". Le parole del premier Conte: 'Non strumentalizzare l'emergenza. Di fronte al singolo caso siamo tutti in difficoltà e coinvolti'.

mare jonio nave ongMARE JONIO NAVE ONG
La nave ieri ha soccorso, a 42 miglia dalle coste libiche, 49 persone che si trovavano a bordo di un gommone in avaria che imbarcava acqua. "La Mare Jonio ha incrociato un gommone in avaria che stava affondando con una cinquantina di persone - è stato il tweet della ong Mediterranea saving humans -. Li stiamo già soccorrendo". L'intervento di soccorso è avvenuto in acque Sar libiche. Secondo quanto è stato comunicato alle autorità italiane la Guardia Costiera libica ha assunto il coordinamento del soccorso e ha inviato nella zona dove si trovava il gommone una motovedetta.

mare jonio nave ongMARE JONIO NAVE ONG






"L'ispezione della Guardia di finanza si è conclusa con un verbale in cui è scritto che non c'è nulla da segnalare se non che le persone a bordo sono 'provate'", ha detto Alessandra Sciurba portavoce di Mediterranea parlando dell'ispezione della Guardia di Finanza a bordo della nave Mare Jonio. "Per noi la direttiva del ministro Salvini non ha molto valore. Per noi esistono i diritti delle persone, il Diritto internazionale, i diritti umani, le convenzioni internazionali", ha detto ancora Alessandra Sciurba. "Abbiamo chiesto un porto sicuro - aggiunge - Siamo italiani su una nave italiana che ha salvato delle persone che erano in pericolo di vita in mare. Attendiamo con fiducia di poter entrare in porto".
SALVINI MIGRANTISALVINI MIGRANTI

Intanto "la Commissione segue da vicino gli eventi nel Mediterraneo e ribadisce quanto siano urgenti soluzioni prevedibili per gli sbarchi - ha detto una portavoce della Commissione Ue - e rinnova ancora una volta agli Stati membri l'imperativo umanitario" ma anche "di contribuire ad una rapida risoluzione della situazione".

Fonte: qui




SAPETE CHI È IL CAPO MISSIONE DELLA NAVE “MARE JONIO”? L’EX LEADER DEI NO GLOBAL LUCA CASARINI! C’È LUI ALLA PLANCIA DELL’IMBARCAZIONE CHE HA SOCCORSO IL GOMMONE CON I MIGRANTI IN LIBIA E LI VUOLE PORTARE IN ITALIA 
LE ARRINGHE NEI CENTRI SOCIALI, L’ELEZIONE MANCATA NEL 2014 E L’IMPEGNO IN SINISTRA ITALIANA...





Ecco Luca Casarini, noto tra l’altro per aver aperto l’osteria “Allo sbirro morto”, pluripregiudicato, coccolato da Pd e sinistra, oggi alla guida del centro sociale galleggiante arrivato davanti a Lampedusa. E noi dovremmo cedere a questi personaggi?

1.834 utenti ne stanno parlando



🔴AGGIORNAMENTOL’Italia non deve cedere ai ricatti della nave dei centri sociali (cercate in rete chi è il signor Luca Casarini) e di chi si rende complice dei trafficanti di esseri umani.

Video completo
👉🏻 https://www.facebook.com/salviniofficial/videos/2206812282905233?sfns=mo 

1.551 utenti ne stanno parlando

LUCA CASARINI, L’ONG PER I MIGRANTI, COWORKING E PARTITA IVA
luca casarini a bordo della mare jonio di mediterraneaLUCA CASARINI A BORDO DELLA MARE JONIO DI MEDITERRANEA
Riccardo Bruno per www.corriere.it

Niente più tuta ma una maglietta bianca. L’ultima immagine di Luca Casarini, l’ex leader dei no global del Nordest, dei Disubbidienti al G8 di Genova, è quella di un uomo maturo (51 anni) affacciato dalla plancia del «Mare Jonio», la nave che sta solcando il Mediteranno e che lunedì ha salvato 49 migranti al largo della Libia.
mare jonio nave ongMARE JONIO NAVE ONG




Casarini torna al fronte, di nuovo in prima linea, senza megafoni ma con lo spirito di un tempo, quando arringava i militanti del centro sociale «Rivolta» a Porto Marghera. La battaglia politica in realtà non l’ha mai abbandonata. Dopo la mancata elezione nel 2014 al Parlamento europeo con la lista «L’Altra Europa con Tsipras» e l’impegno ai vertici di Sel di Nichi Vendola, l’anno scorso è stato tra i fondatori di Sinistra italiana ed eletto segretario regionale in Sicilia.
luca casarini 9LUCA CASARINI

Perché Casarini da sette anni vive a Palermo. Scelta d’amore, per seguire moglie e famiglia (due figli). Intanto ha aperto la partita Iva e ha un’attività di coworking, «non solo spazio di lavoro condiviso ma un progetto di comunità creativa e laboratorio di pratiche di economia partecipativa».

luca casariniLUCA CASARINI





Anche da imprenditore, non ha cambiato idee. L’anno scorso ha celebrato a Pantelleria (con tanto di fascia tricolore) il matrimonio della figlia di Toni Negri. Che si chiama Nina, ha sposato Marco, due «amici carissimi. Sono stati loro a spiegarmi — aveva raccontato subito dopo la cerimonia a ottobre al Mattino di Padova — che un privato cittadino può sposare una coppia.

E così l’ho fatto». L’ex Disobbediente quest’anno ha coordinato i ragazzi che hanno trasformato un rimorchiatore del 1971 in una nave da «ricerca e salvataggio». «Non siamo una nuova Ong ma una piattaforma sociale - ha chiarito prima di mollare l’ancora -. Questa nave deve diventare un simbolo. Se l’Italia e l’Europa chiudono i loro porti, chiameremo la popolazione a scendere in strada». A terra o in mare, il Casarini di sempre.

luca casarini a bordo della nave jonio di mediterranea 2LUCA CASARINI A BORDO DELLA NAVE JONIO DI MEDITERRANEA
LUCA CASARINI VUOLE CREARE UN NUOVO CASO DICIOTTI PER CONTE, DI MAIO E SALVINI?
Francesco Damato per www.startmag.it

Simpaticamente affetti da malizia di tipo andreottiano, con la quale notoriamente si pecca ma spesso s’indovina, sulla prima pagina del manifesto hanno definito “soccorso premeditato” quello compiuto in acque di competenza libica dalla nave italiana Mare Jonio di una organizzazione non governativa.
luca casarini 5LUCA CASARINI



Che dopo avere imbarcato una cinquantina di migranti che rischiavano di annegare sul solito gommone fatiscente, precedendo l’intervento di una motovedetta di Tripoli, ha fatto rotta verso le più lontane coste italiane per ragioni dichiarate di maltempo, preclusive della scelta di porti più vicini sulle coste africane.
luca casarini a bordo della nave jonio di mediterraneaLUCA CASARINI A BORDO DELLA NAVE JONIO DI MEDITERRANEA

NUOVO CASO DICIOTTI PER CONTE, DI MAIO E SALVINI?
La premeditazione del soccorso, sempre per usare la felice espressione del giornale orgogliosamente comunista sopravvissuto per fortuna a tante crisi editoriali, nasce dalla diabolica coincidenza con la prova del fuoco politico, diciamo così, che aspetta il vice presidente leghista del Consiglio e ministro dell’Interno Matteo Salvini nell’aula del Senato.
luca casarini 6LUCA CASARINI 6



Dove domani si voterà in maniera definitiva sulla proposta della competente giunta di negare l’autorizzazione al processo contro di lui chiesta dal cosiddetto tribunale dei ministri di Catania per la vicenda della scorsa estate sul pattugliatore della Guardia Costiera “Diciotti”.
IL TITOLO DEL MANIFESTO SUL SOCCORSO DEL GOMMONE IN LIBIA DELLA NAVE MARE JONIO DI MEDITERRANEAIL TITOLO DEL MANIFESTO SUL SOCCORSO DEL GOMMONE IN LIBIA DELLA NAVE MARE JONIO DI MEDITERRANEA

Dove Salvini trattenne per alcuni giorni, nel porto etneo, più di 170 migranti soccorsi in alto mare, in attesa di poterne assicurare la distribuzione fra più paesi europei, ma procurandosi per questo le accuse di sequestro aggravato di persone, abuso d’ufficio e non ricordo cos’altro ancora.

CHE COSA COMBINA LUCA CASARINI CON LA NAVE MARE JONIO?

La nave “Diciotti” era al comando di un militare -Massimo Kothmar- che non creò problemi al ministro Salvini ritardando lo sbarco sino a quando non ne fossero maturate le condizioni. E sopportando -debbo aggiungere- con grande padronanza di nervi persino l’ispezione di un “garante” del trattamento dei detenuti, come se la sua nave si fosse davvero trasformata in un carcere.

mare jonio nave ongMARE JONIO NAVE ONG
La nave privata “Mare Jonio”, diretta mentre scrivo verso l’Italia, ha invece come capo missione dei soccorsi un’autorità, a suo modo, del mondo della contestazione. Si chiama Luca Casarini, protagonista peraltro delle proteste no global al G8 svoltosi a Genova nel 2001 non proprio nel massimo dell’ordine.

LE GESTA DI CASARINI
Con un “capo missione” di questo tipo è prevedibile il clima in cui è destinato a svilupparsi il braccio di ferro già annunciato dal ministro dell’Interno, affrettatosi peraltro a stringere ulteriormente le maglie dei porti italiani per impedire sbarchi non autorizzati.

luca casarini capo missione della nave jonioLUCA CASARINI CAPO MISSIONE DELLA NAVE JONIO
Lo ha fatto con una direttiva di otto pagine alla cui attuazione dedicherà un’attenzione persino superiore- credo, dato lo stile politico e personale ormai noto di Salvini- a quella destinata alle manovre politiche, esterne ma anche interne alla maggioranza di governo, in corso per non risparmiargli o comunque per complicargli la pratica del processo penale per la vicenda “Diciotti”, per quanto già negato dalla giunta presieduta dal forzista Maurizio Gasparri.
SALVINI MANGIA LA NUTELLASALVINI MANGIA LA NUTELLA



E negato -aggiungo- col voto anche dei grillini dopo una consultazione digitale dei militanti. Che si concluse col 59 per cento a favore di Salvini e il 41 contro, ma non si sa sino a che punto disarmato nel gruppo pentastellato di Palazzo Madama. Ci potrebbe essere pur sempre un soccorso forzista potenzialmente decisivo, ma si aprirebbe nella già sofferente maggioranza gialloverde di governo un’altra crepa dagli imprevedibili sviluppi.
mare jonio nave ongMARE JONIO NAVE ONG

Sotto questi aspetti, oltre che il titolo del manifesto sul “soccorso premeditato”, o ad orologeria, se preferite, non è sbagliato neppure quello del Messaggero sulla “sfida a Salvini” costituita dalla missione capeggiata da Luca Casarini sulla nave battente bandiera italiana della “Mediterranea Saving Humans”.

Fonte: qui






SONO SCESI I MIGRANTI A BORDO DELLA NAVE “MARE JONIO”: LA GUARDIA DI FINANZA SEQUESTRA L’IMBARCAZIONE E PATRONAGGIO 
IL PM CHE AVEVA INDAGATO SALVINI PER LA DICIOTTI APRE UN FASCICOLO PER FAVOREGGIAMENTO DELL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA 
SALVINI: “ARRESTATELI” 
LA CRONACA DELLA GIORNATA 
VIDEO PUBBLICATO DAL SOTTOSEGRETARIO FANTINATI (M5S): COME LUCA CASARINI ''SFRUTTAVA'' I MIGRANTI


MIGRANTI, LA MARE JONIO ENTRA NEL PORTO DI LAMPEDUSA E LA FINANZA LA SEQUESTRA. I MIGRANTI SCENDONO TUTTI A TERRA
Alessandra Ziniti e Giorgio Ruta per www.repubblica.it

nave mare jonio della ong mediterraneaNAVE MARE JONIO DELLA ONG MEDITERRANEA
La Mare Jonio lascia il punto di fonda ed entra nel porto di Lampedusa dove la Guardia di finanza notifica il provvedimento di sequestro. I migranti sbarcano tutti. La svolta dopo che la Guardia di Finanza è salita di nuovo a bordo della nave e la Procura di Agrigento guidata da Luigi Patronaggio ha aperto un fascicolo, al momento a carico di ignoti, con l'ipotesi di reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Probabile che, come auspicato in queste ore da Salvini e da Di Maio, la nave possa essere messa sotto sequestro per consentire le indagini ma soprattutto lo sbarco dei 49 migranti.

nave mare jonio della ong mediterranea 1NAVE MARE JONIO DELLA ONG MEDITERRANEA 
Sono gli ultimi sviluppi del braccio di ferro sulla Mare Jonio seguiti all'invito del ministro dell'Interno:  "Arrestateli". Non ha usato mezzi termini  Matteo Salvini dopo la prima riunione del tavolo tecnico, convocato d'urgenza stamattina al Viminale Salvini, ha detto: "Se un cittadino forza un posto di blocco stradale di Polizia o carabinieri viene arrestato. Conto che questo accada". Ma al momento la Procura diretta da Luigi Patronaggio si è limitata ad aprire un fascicolo contro ignoti.

La Mare Jonio, la nave italiana del progetto Mediterranea che ieri ha salvato 49 migranti a largo della Libia, è a ridosso di Lampedusa. La Gdf è salita a bordo per acquisire documentazione. "L'ispezione è conclusa con un verbale in cui è scritto che non c'è nulla da segnalare se non che le persone a bordo sono provate", dice Alessandra Sciurba, portavoce di Mediterranea.
luca casarini a bordo della mare jonio di mediterraneaLUCA CASARINI A BORDO DELLA MARE JONIO DI MEDITERRANEA

Ma il tavolo tecnico ha invece evidenziato due violazioni della legge Salvini ed è proprio su questo presupposto che Salvini chiede l'arresto del comandante e del capomissione. "La mare Jonio ha disobbedito per ben due volte all'ordine della Guardia di finanza di spegnere i motori. Il mare non era mosso e non c'era pericolo di affondamento. La Mare Jonio era più vicina alla Libia e Tunisia, ma ha fatto rotta verso l'Italia sottoponendo gli immigrati ad un viaggio più lungo. La nave non ha avvisato Malta. Ha disobbedito alle indicazioni della guardia costiera libica. Un comportamento che dimostra il chiaro intento di voler portare in Italia immigrati clandestini".

Il sindaco di Lampedusa Totò Martello insiste nel dire che i porti non sono chiusi e i 49 migranti sono i benvenuti. E l'ex sindaco Giusi Nicolini aggiunge: "La circolare Salvini è un'oscenità giuridica".

Matteo Salvini, dopo aver detto che la nave non doveva entrare in porto aveva aggiunto: "Questo non è un salvataggio ma favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. O c'è l'autorità giudiziaria, che prescinde da me, che riterrà che questo non sia stato un soccorso, perché mi sembra evidente in base agli elementi certi e ad altri che sono oggetto di approfondimento che c'è un'organizzazione che gestisce, aiuta e supporta il traffico di esseri umani, oppure il ministero dell'interno non indica nessun porto".

mare jonio nave ongMARE JONIO NAVE ONG
E Di Maio: "Non sarà un nuovo caso Diciotti". Dalla Mare Jonio a metà mattinata viene ottenuta  l'evacuazione di un migrante ventiquattrenne del Gambia che ha una sospetta polmonite. E Casarini fa un appello: "Siamo a pochi metri da Lampedusa, sarebbe strano non attraccare qui"

La Giornata
I momenti di grande tensione tra la nave Mare Ionio, battente bandiera italiana, del progetto Mediterranea, e la Guardia di Finanza erano stati precedenti, fin dall'alba poco dopo le sei.

IL TITOLO DEL MANIFESTO SUL SOCCORSO DEL GOMMONE IN LIBIA DELLA NAVE MARE JONIO DI MEDITERRANEAIL TITOLO DEL MANIFESTO SUL SOCCORSO DEL GOMMONE IN LIBIA DELLA NAVE MARE JONIO DI MEDITERRANEA
Ore 6 circa
L'imbarcazione, scortata da due unità militari, si trovava con una cinquantina di naufraghi (di cui uno in gravi condizioni) e dieci dell'equipaggio in balia del mare forza 7 a un'ora da Lampedusa, circa 10 miglia. Per questo l'ordine di fermarsi è disatteso dal capitano della nave.

Ore 7
La Guardia Costiera autorizza un punto di fonda e la nave si dirige a ridosso di Lampedusa.

Ore 7.30
La nave si ferma a un miglio e mezzo dal porto.

Ore 8.10 circa
Poco dopo le 8 la Gdf sale a bordo della nave. L'ispezione si concluderà con un "tutto in regola".

mare jonio nave ongMARE JONIO NAVE ONG
Il giornalista di Repubblica a bordo dell'imbarcazione conferma che la Gdf ha vietato via radio l'ingresso nelle acque territoriali, quindi la Mare Jonio avrebbe trasgredito.

Spiega Luca Casarini, capo missione, a Repubblica: "Abbiamo fatto presente che siamo in una situazione di emergenza con onde alte tre metri, 50 naufraghi a bordo oltre l'equipaggio. Dobbiamo mettere in sicurezza la vita delle persone per questo stiamo andando a ridossare verso l'isola di Lampedusa".

Ecco l'audio dello scontro tra i finanzieri e la nave con i migranti naufraghi: "Rimorchiatore Mare Ionio da pattugliatore guardia di finanza Paolini, vi intimiamo l'alt, fermate le macchine, arrestate i motori". Risponde il capitano della Mare Jonio: "Non possiamo arrestare nessuna macchina, qui siamo in pericolo di vita comandante, ci sono tre metri di onda". "Siamo in condizioni di pericolo di vita", ripete. E nelle stesse ore, a largo della Libia, c'è un nuovo naufragio.
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LUCA CASARINI: "METTI STI CAZZO DI MIGRANTI DAVANTI". IL VIDEO CHOC

Luca Casarini è il nuovo paladino dei migranti. L'ex leader dei No Global e oggi capo missione della Mar Jonio e sfida il ministro dell'Interno Matteo Salvini e l'intero governo. Peccato che l'ex leader dei No Global - come dimostra un filmato di qualche anno fa di Striscia la Notizia - durante una manifestazione usò parole ben diverse nei confronti dei migranti che oggi vuole salvare contro il "cattivo" Salvini.

"Metti sti cazzo di migranti davanti", affermò Casarini ovviamente con il megafono spento, ma con le telecamere che registrarono tutto. Poco dopo la magia: Casarini prese in mano il microfono e disse: "I fratelli migranti qua davanti con i loro cartelli".
luca casarini 3LUCA CASARINI

Il commento ad Affaritaliani.it del sottosegretario alla P.A. Mattia Fantinati (M5S)
"C’è un ceto politico che si è riciclato nella cooperazione che, lungi dal fare gli interessi dei migranti, utilizza le politiche sociali per mantenersi, con buona pace delle tante “vere” Ong. Ecco che ci ritroviamo ancora Casarini,  già "disobbediente", Sel, Altra Europa per Tsipras e, perfino, consigliere di Livia Turco al tempo del governo Prodi, che prova a farsi pubblicità per trovare qualche candidatura a Strasburgo".

Fonte: qui