9 dicembre forconi: sbarchi
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sabato 19 ottobre 2019

STANNO AUMENTANDO GLI SBARCHI MA NESSUNO DICE NIENTE, E SALVINI PUNTELLA: “ORA CHE COMANDANO I BUONI SONO AUMENTATI I MORTI MA SONO SPARITE LE MAGLIETTE ROSSE E L’INDIGNAZIONE”

“PROVIAMO PENA PER GLI IPOCRITI CHE SI SCAGLIAVANO CONTRO I PORTI CHIUSI E ORA STANNO ZITTI…”
LAMPEDUSA - CORPI DEI MIGRANTILAMPEDUSA - CORPI DEI MIGRANTI
Dove sono finiti Laura Boldrini, Roberto Saviano e Gad Lerner? Se lo chiede anche Matteo Salvini, di fronte al boom di sbarchi, naufragi e stragi nel Mediterraneo. "Ora che comandano i buoni - è l'ironia amara del leader della Lega, ex ministro degli Interni - sono aumentati i morti ma sono sparite le magliette rosse e l'indignazione". Il riferimento è ai politici e intellettuali di sinistra che nel luglio 2018, quando Salvini era da poco ministro degli Interni, sfilarono in rosso in piazza e sui social per protestare contro il governo e "difendere" i migranti dalla politica dei porti chiusi.
gad lerner laura boldriniGAD LERNER LAURA BOLDRINIlaura boldrini in piazza contro salvini e orban 1LAURA BOLDRINI IN PIAZZA CONTRO SALVINI E ORBAN 
"I fatti danno ragione alla nostra politica - analizza ora Salvini -: meno partenze, meno sbarchi, meno morti. Con il governo delle poltrone sono aumentate le partenze, gli sbarchi e i cadaveri. Proviamo dolore per chi perde la vita e tanta pena per gli ipocriti che si scagliavano contro i porti chiusi e ora stanno zitti".
roberto saviano sul red carpet a veneziaROBERTO SAVIANO SUL RED CARPET A VENEZIAGad LernerGAD LERNERgad lernerGAD LERNERROBERTO SAVIANOROBERTO SAVIANOsalvini boldriniSALVINI BOLDRINIroberto saviano sul red carpet a venezia 1ROBERTO SAVIANO SUL RED CARPET A VENEZIA LAMPEDUSA - CORPI DEI MIGRANTILAMPEDUSA - CORPI DEI MIGRANTIlaura boldrini a bordo della diciotti 1LAURA BOLDRINI A BORDO DELLA DICIOTTI 1salvini su boldrini e savianoSALVINI SU BOLDRINI E SAVIANOlaura boldrini a bordo della diciottiLAURA BOLDRINI A BORDO DELLA DICIOTTIsbarchi fantasma 7SBARCHI FANTASMA 
Fonte: qui

lunedì 20 maggio 2019

“Gli assorbenti da lavare sono nel contratto di Governo?”

“I pannolini lavabili  sono nel contratto?”. Questo  vorrei che Salvini chiedesse a  Di  Maio e a Conte, se avesse la vispezza dell’intelligenza che occorre contro questi, quando attaccano con questi pretesti  (Di Maio: “Spero che Salvini abbia chiesto a Le Pen, a Orban e agli altri governi sovranisti di prendersi i migranti che arrivano in Italia”).
“E  gli assorbenti lavabili sono nel contratto?”. Ecco una domanda assolutamente da fare. Perché sono il puro,  originario programma 5S: pannolini lavabili, giacche rivoltabili, calzini rammendabili, pneumatici (dei riksciò)   da rappezzare, scarpe vecchie da  risuolare, rumenta da cui campare cercandoci dentro cose da recuperare.  Autostrade da lasciar crollare perché tanto andremo tutti in bicicletta, e io cosa ci vado a fare a Lione, che mi  frega.


Il ritorno alla coppetta. Decrescita felice.

E’  la  già nota decrescita felice, aggravata adesso dall’originario moralismo degli Onesti, manette e carcere  prima che la  “corruzione” sia  anche  solo minimamente provata:  la condanna  viene pronunciata da Travaglio  sul Fatto Quotidiano, a nome delle procure, e tanto basta.
Questo che il governo viene attuando è  il programma dei 5 Stelle. Ma  non è, mi pare, quello delle Lega. Quello per il quale la lega ha dato il  suo appoggio del 17% al movimento del 33%.
L’idea originaria – così ci avevano dato la sensazione – era diversa e grandiosa: ci uniamo per andare contro la UE, eventualmente realizzare il piano B, frenare ad ogni costo l’immigrazione africana che Renzi aveva contrattato con la UE per avere in cambio un po’ di soldi in deficit da mettere in tasca di alcuni; sforare il 3, uscire dalla Prigione dei Popoli  che ormai è la UE….

D’accordo, avete rinunciato a questo programma massimo. Richiedeva coraggio, carattere, qualità culturali che non avete.  Dalla posizione di attacco  in prima linea  avete ripiegato  a  una posizione di  retroguardia molto arretrata: lecchinaggio dell’eurogarchia e della BCE (i 5 Stelle) e la promessa di cambiare la UE dall’interno, eccetera.  Avevate tenuto almeno nella lotta agli scafisti  e alle loro scariche umane,  e dei  sinistri, clericali e mediatici irresponsabili vari che vogliono riempirne l’Italia. Una battaglia sempre più disperata, dove Salvini  (poveretto)( ha contro tutti,  dal Papa all’ONU, dalla UE ai media e voi grillini…


“Provoca”.

La Sea Watch tedesca  – violando le acque territoriali perché non è stata autorizzata –     vuole  discaricare a Lampedusa  i tipi che, pagando un caro biglietto agli scafisti, si sono messi apposta in falso pericolo di  naufragio e voglio sbarcare dopo aver distrutto i loro documenti – e Di Maio: “Sullo sbarco ci stiamo ragionando con Conte”.

(Se volete aprire i porti al traffico di esseri umani clandestini delle #ONG scafiste, ditelo apertamente)

Un vostro senatore difende le ONG e  dà  degli “xenofobi” ai leghisti.
  • La vostra ministra Trenta, vuol dedicare la sfilata militare del 2 giugno “all’inclusione”, ossia  farne un Gay Pride e delle forze(dis)armate un ONG per LGBT.
  •  – Il ministro Tria regala una poltrona d’oro al suo ministero alla cognata del piddini Gentiloni.  (Alessandra Dal Verme la cognata illustre, oltre che di nobili origini,. La dottoressa è sposata con un altro nobile, tale Gentiloni Silveri. Non un Gentiloni qualunque, bensì il fratello dell’ex Presidente del Consiglio, Paolo.
–   La vostra ministra della salute è  per l’eutanasia e i vaccini, come una qualunque radicale venduta a bigpharma.
  •  Siete a favore dell’aborto senza se e senza ma, e bollate quelli che non sono d’accordo come medievali.  Siete arrivati a perseguitare i vostri membri che sono anti-aborto,  abolendo la, libertà di coscienza:
  •  Adesso siamo ai pannolini da lavare come programma. Che caduta nel prosaico, dopo l’epica con cui siamo andati insieme al governo per rovesciare i tavoli in Europa , uscire alla gabbia che ci strangola e ci riempie di disoccupati e di miserabili senza prospettive .
Ebbene: questo che attuate è  il “VOSTRO” programma. Totalmente vostro. Non il nostro. Allora  realizzatevelo da  voi, col vostro 33% e senza il nostro 17.
Perché, vedete,  Di Maio rimbecca con ogni pretesto  Salvini e  lo smentisce e schernisce  a colpi bassi, approfittando della sua lealtà (e poca vispezza)  credendo che tanto  lui non può far cadere il governo perché Mattarella non darà mai nuove elezioni; e in ogni caso, della caduta  del governo daranno la colpa a lui, e la Lega sarà penalizzata nelle urne.
Il punto è che c’è un limite politico e morale che è stato superato: i grillini  fanno i Golpisti dell’Onestà per tenere la  Lega sotto scacco giudiziario, onde obbligarla a votare per un programma che si rivela ogni giorno non solo diverso da quello dell’epico contratto, ma nemico. Con i leghisti come schiavi.
Il fatto è che  intanto, il banchiere centrale olandese  Knot si fa intervistare dal solito Fubini e spiattella esattamente il programma della spoliazione che faranno subire all’Italia.
Ebbene:  Di Maio dà ragione a Knot (contro l’ingenuo Salvini),  rinnegando quel  che diceva solo poche settimane fa.

Di Maio: ‘Mai voteremo legge di bilancio che aumenta il debito’


Presto anche da noi.

Ora,  nessun partito con la  testa sul collo deve farsi vedere ad appoggiare questo progetto grillini, con la rovina e lo strangolamento che  provocherà.  Lo facciano i grillini   nel loro  governo – senza la Lega.  Magari coi pd, con i più Europa, coi montiani, con Berlusconi che ha  lodato Draghi , con Draghi presidente. Nella rovina, anche senza potere, è meglio che la Lega se ne stia fuori.
“I pannolini non sono nel contratto”. Questo direbbe Salvini se fosse vispo..

Maurizio Blondet

Fonte: qui

martedì 12 giugno 2018

SALVINI PUÒ CHIUDERE I PORTI?

IL DIRITTO INTERNAZIONALE IMPONE AGLI STATI DI OBBLIGARE I COMANDANTI DELLE NAVI CHE BATTONO LA PROPRIA BANDIERA NAZIONALE A PRESTARE ASSISTENZA A CHIUNQUE VENGA TROVATO IN MARE IN PERICOLO DI VITA E DI TRASFERIRLI IN UN LUOGO SICURO 

NON PRESTARE SOCCORSO AI NAUFRAGHI È REATO 

PERCHÉ LE NAVI DELLE ONG NON SBARCANO A MALTA? 


Marta Serafini per il Corriere della Sera
salvini pozzalloSALVINI POZZALLO

Dopo le dichiarazioni del Ministro degli Interni Matteo Salvini sulla chiusura dei porti italiani alle navi delle ong impegnate nelle attività di soccorso ai migranti davanti alla Libia, pubblichiamo 5 domande e 5 risposte sulla solidarietà in mare nel diritto internazionale tratta dalla Guida della CILD, Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili. A questo link, inoltre, le regole d'ingaggio pubblicate dalla Guardia Costiera italiana.

1) Salvare la vita in mare è un obbligo?
MIGRANTIMIGRANTI
Si. Il diritto del mare e la Costituzione italiana (art. 2) si fondano sulla solidarietà quale dovere inderogabile. Il diritto internazionale (convenzione di Montego Bay e altre) impone agli Stati di obbligare i comandanti delle navi che battono la propria bandiera nazionale a prestare assistenza a chiunque venga trovato in mare in pericolo di vita, di informare le autorità competenti, di fornire ai soggetti recuperati le prime cure e di trasferirli in un luogo sicuro

2) Non prestare soccorso ai naufraghi è reato?
migrantiMIGRANTI
Si. In Italia, l’ingiustificata omissione di soccorso ai naufraghi costituisce reato ai sensi degli articoli 1113 e 1158 del codice della navigazione. Sono obbligati a prestare soccorso tutti i soggetti, pubblici o privati, che abbiano notizia di una nave o persona in pericolo in mare, qualora il pericolo di vita sia imminente e grave e presupponga la necessità di un soccorso immediato. Secondo la Convenzione di Amburgo tutti gli Stati con zona costiera sono tenuti ad assicurare un servizio di ricerca e salvataggio (SAR). L’acronimo SAR corrisponde all’inglese “search and rescue” ovvero “ricerca e salvataggio”. Con questa sigla si indicano tutte le operazioni che hanno come obiettivo quello di salvare persone in difficoltà.
L AQUARIUS PASSA ACCANTO A MALTA MA SI DIRIGE A MESSINAL' AQUARIUS PASSA ACCANTO A MALTA MA SI DIRIGE A MESSINA

3) Perché le navi delle ong non sbarcano a Malta?

Tutti gli stati costieri del Mediterraneo sono tenuti, alla luce della Convenzione di Amburgo, a mantenere un servizio di SAR, e le SAR dei vari stati devono coordinarsi tra di loro. Il Mar Mediterraneo, in particolare, è stato suddiviso tra i Paesi costieri nel corso della Conferenza IMO (International Maritime Organization) di Valencia del 1997. Secondo tale ripartizione delle aree SAR, l’area di responsabilità italiana rappresenta circa un quinto dell’intero Mediterraneo, ovvero 500 mila km quadrati.
L AQUARIUS PASSA ACCANTO A MALTA MA SI DIRIGE A MESSINAL' AQUARIUS PASSA ACCANTO A MALTA MA SI DIRIGE A MESSINA




Tuttavia il governo maltese, responsabile di una zona vastissima, si è avvalso sinora della cooperazione dell’Italia per il pattugliamento della propria zona di responsabilità: nella prassi il Centro di Coordinamento regionale SAR maltese non risponde alle imbarcazioni che la contattano né interviene quando interpellato dal Centro di Coordinamento regionale SAR italiana. La mancata risposta dell’autorità maltese, tuttavia, non esime la singola imbarcazione che ha avvistato il natante in panne dall’intervenire.
MEDICI SENZA FRONTIERE E IL SOCCORSO AI MIGRANTIMEDICI SENZA FRONTIERE E IL SOCCORSO AI MIGRANTI






Di fatto, a seguito della mancata risposta (o risposta negativa) della SAR maltese, la singola imbarcazione chiederà l’intervento della SAR italiana che coordinerà l’intervento. La Libia e la Tunisia, pur avendo ratificato la convenzione di Amburgo, non hanno dichiarato quale sia la loro specifica area di responsabilità SAR. L’area del Mar Libico confinante con le acque territoriali della Libia non è quindi posta sotto la responsabilità di alcuno Stato. Di fatto, l’unico soggetto che presta soccorso (anche) nelle acque confinanti con le acque territoriali libiche è l’Italia.
migrantiMIGRANTI

In Italia l’MRCC di Roma ha il compito di assicurare l’organizzazione efficiente dei servizi di ricerca e salvataggio nell’ambito dell’intera regione di interesse italiano sul mare, che si estende ben oltre i confini delle acque territoriali (circa un quinto dell’intero Mediterraneo, ovvero 500 mila km quadrati). Il Comando Generale, infatti, assume le funzioni di Italian Maritime Rescue Coordination Centre (I.M.R.C.C.), e cioè di Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marittimo, cui fa capo il complesso delle attività finalizzate alla ricerca e al salvataggio della vita umana in mare. L’I.M.R.C.C. mantiene i contatti con i centri di coordinamento del soccorso degli altri Stati per assicurare la collaborazione a livello internazionale, prevista dalla Convenzione di Amburgo.
MIGRANTIMIGRANTI

4) Cosa si intende per luogo sicuro dove condurre i soggetti recuperati?
Il luogo di sicurezza (place of safety) è da intendersi come il luogo in cui può essere garantita innanzitutto l’incolumità e l’assistenza sanitaria dei sopravvissuti. In termini pratici questo vuol dire che finito il salvataggio in mare, l’operazione SAR non è ancora conclusa: i naufraghi devono essere condotti in un luogo dove possono essere fornite le garanzie fondamentali agli stessi (non solo le garanzie relative all’assistenza sanitaria, ma anche la garanzia a non essere sottoposto a torture o a poter presentare domanda di protezione internazionale).

I SOCCORSI DELLA IUVENTA INTERCETTANO LA NAVE DEI MIGRANTII SOCCORSI DELLA IUVENTA INTERCETTANO LA NAVE DEI MIGRANTI
L’individuazione di tale luogo spetta alla SAR che coordina la singola azione di salvataggio, salvo che ci si trovi nelle acque territoriali dove resta la competenza esclusiva dello Stato costiero. Non sempre il luogo sicuro è lo Stato costiero più vicino al luogo ove avvengono le operazioni di soccorso. Non sono infatti considerati “sicuri” porti di paesi dove si possa essere perseguitati per ragioni politiche, etniche o di religione, o essere esposti a minacce alla propria vita e libertà.
NAVI ONG MIGRANTINAVI ONG MIGRANTI




Ad esempio, l’UNHCR ritiene che la Libia non soddisfi i criteri per essere designata come luogo sicuro allo scopo di svolgere procedure di sbarco in seguito a salvataggi in mare, alla luce della volatilità delle condizioni di sicurezza in generale e, più in particolare, nei riguardi di cittadini di paesi terzi. Queste condizioni, infatti, contemplano la detenzione in condizioni che non rispettano gli standard - e sono stati dimostrati frequenti abusi nei confronti di richiedenti asilo, rifugiati e migranti.
MIGRANTIMIGRANTI


Secondo un esposto dell’ASGI, il territorio libico non può ritenersi “luogo sicuro”, in quanto non ha ratificato la Convenzione di Ginevra sullo status dei rifugiati, né le principali Convenzioni in materia di diritti umani, e numerosi sono i rapporti internazionali che denunciano le gravi violazioni dei diritti umani perpetrate nei confronti dei migranti.

5) È possibile bloccare l’accesso ai porti delle navi private che hanno effettuato il soccorso?
migranti morti su un gommone vicino alle coste libiche 9MIGRANTI MORTI SU UN GOMMONE VICINO ALLE COSTE LIBICHE 


Lo stato costiero, nell’esercizio della propria sovranità, ha il potere di negare l’accesso ai propri porti. Le convenzioni internazionali sul diritto del mare, pur non prevedendo esplicitamente l’obbligo per gli stati di far approdare nei propri porti le navi che hanno effettuato il salvataggio, impongono e si fondano sull’obbligo di solidarietà in mare, che sarebbe disatteso qualora fosse negato l’accesso al porto di una nave con persone in pericolo di vita, appena soccorse e bisognose di assistenza immediata.

MIGRANTI SOCCORSI 9MIGRANTI SOCCORSI migranti morti su un gommone vicino alle coste libiche 6MIGRANTI MORTI SU UN GOMMONE VICINO ALLE COSTE LIBICHE 













La chiusura dei porti(ma ciò varrebbe anche per Malta) comporterebbe in ogni caso la violazione di norme internazionali sui diritti umani e sulla protezione dei rifugiati, a partire dal principio di non refoulement sancito dall’art. 33 della Convenzione di Ginevra. Il rifiuto di accesso ai porti di imbarcazioni che abbiano effettuato il soccorso in mare può comportare la violazione degli articoli 2 e 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), qualora le persone soccorse abbiano bisogno di cure mediche urgenti, nonché di generi di prima necessità (acqua, cibo, medicinali), e tali bisogni non possano essere soddisfatti per effetto del concreto modo di operare del rifiuto stesso. Il rifiuto, aprioristico e indistinto, di far approdare la nave in porto comporta l’impossibilità di valutare le singole situazioni delle persone a bordo, e viola il divieto di espulsioni collettive previsto dall’art. 4 del Protocollo n. 4 alla CEDU.

Fonte: qui

GLI SBARCHI NON DANNO TREGUA MA QUEST'ANNO SONO L'80% IN MENO RISPETTO A DUE ANNI FA

DA GENNAIO CI SONO STATI 13MILA ARRIVI, QUASI TUTTI DALLA LIBIA (MA NEL 2017 ERANO 61MILA A GIUGNO) 

IN ITALIA CI SONO 500MILA IRREGOLARI, SENZA PERMESSO DI SOGGIORNO

Chiara Giannini per “il Giornale”

migranti morti su un gommone vicino alle coste libiche 9MIGRANTI MORTI SU UN GOMMONE VICINO ALLE COSTE LIBICHE 
Sono 13.808, di cui 9.372 provenienti dalla Libia, i migranti arrivati sulle coste italiane da inizio anno. I dati forniti dal Viminale parlano chiaro: c'è una netta flessione nel numero degli immigrati sbarcati, rispetto agli anni precedenti.

Nello stesso periodo del 2016 furono, infatti, 49.210, mentre nel 2017 61.285, di cui 58.772 provenienti dalla Libia. La diminuzione, rispetto a due anni fa, è dell'80,96 per cento, mentre dell' 84,05 rispetto all' anno passato. Guardando all' ultima settimana, il picco maggiore si è avuto il 29 maggio, con 1.275 migranti, seguito dal 5 giugno, quando ne sono sbarcati 601.

migranti morti su un gommone vicino alle coste libiche 8MIGRANTI MORTI SU UN GOMMONE VICINO ALLE COSTE LIBICHE 
Complice la bella stagione, le partenze sono infatti riprese. Ecco il perché del segnale deciso del ministro dell' Interno, Matteo Salvini, che ha chiuso i porti alle navi del soccorso in arrivo in Italia. Il programma del Viminale è, infatti, quello di partire subito con la «tolleranza zero», anche in virtù del fatto che, nonostante gli accordi col governo di Tripoli, ci sono ancora trafficanti di esseri umani(ONG) che, probabilmente con la complicità di chi ha interesse a far arrivare i migranti in Europa, tentano di far partire i barconi.

Guardando al dato annuale, nel 2016 giunsero 181.436 migranti sulle coste italiane, contro i 119.368 del 2017. Numeri certamente inferiori quelli del 2018, ma che fanno capire che fino a oggi uno stop vero e proprio non c'era mai stato.
migranti morti su un gommone vicino alle coste libiche 7MIGRANTI MORTI SU UN GOMMONE VICINO ALLE COSTE LIBICHE 

I porti interessati quest'anno dal maggior numero di sbarchi sono stati quelli siciliani e, in particolare, Messina (2.273 sbarcati), Pozzallo (2.229), Augusta (2.227) e Catania (1.853). Libia a parte, gli immigrati arrivati sulle nostre coste provenivano per lo più da Tunisia (2.916), Eritrea (2.228), Sudan (1.066) e Nigeria (1.052).

Il programma messo in atto dal ministero dell' Interno prevede non solo la chiusura dei porti, ma anche una politica volta ad accordi bilaterali con i Paesi di partenza, la riconversione dell' impegno della Nato, affinché comprenda che non ci si deve occupare solo delle frontiere a Est dell'Europa, ma anche di quelle a Sud, che proprio a causa del mare sono le più vulnerabili.

migranti morti su un gommone vicino alle coste libiche 6MIGRANTI MORTI SU UN GOMMONE VICINO ALLE COSTE LIBICHE 
E poi una maggior collaborazione con gli altri Stati europei, proprio perché tra i migranti in arrivo sui barconi potrebbe nascondersi qualche terrorista in fuga. Una questione di sicurezza, insomma, che passa anche per centri di rimpatrio (i Cpr) chiusi e presenti in ogni regione, dove i migranti vengano sottoposti a maggiori controlli. Insomma, il Viminale punta a ridurre a zero il numero degli arrivi.

Un'impresa che al primo step sta sollevando non poche polemiche. D'altronde, se si guarda a un altro dato, l'intenzione di bloccare gli sbarchi è comprensibile. Oggi, secondo un recente dossier del centro studi Idios, gli immigrati regolari in Italia sono quasi 5 milioni e 400mila, ovvero l' 8,8 per cento della popolazione totale. A questi si aggiungono i circa 500mila irregolari, non provvisti di permesso di soggiorno. Fonte: qui

domenica 10 giugno 2018

PORTI ITALIANI CHIUSI SE MALTA NON PRESTERÀ SOCCORSO ALLA NAVE CARICA DI MIGRANTI APPENA RACCOLTI DALLE ACQUE NORDAFRICANE

LA DECISIONE SENZA PRECEDENTI È STATA ADOTTATA DAI MINISTRI DELL'INTERNO E DELLE INFRASTRUTTURE (TONINELLI), DUNQUE IN ACCORDO CON L'M5S. 

NEGLI ULTIMI DUE GIORNI SONO PARTITE OLTRE MILLE PERSONE


GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO MATTEO SALVINIGIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI
Porti italiani chiusi. È la svolta senza precedenti imposta in queste ore da Matteo Salvini. La nave Aquarius, che batte bandiera di Gibilterra, è in navigazione con 600 naufraghi a bordo provenienti dal Nordafrica. Tra poche ore transiterà per le acque di Malta. Se l’isola-Stato non accetterà di prestare soccorso, come spesso avvenuto in questi ultimi anni, ebbene i porti italiani chiuderanno i battenti e la nave (in questo momento a 40 miglia dalle coste più vicine) non verrà fatta attraccare nei porti italiani. Lo stesso Salvini ha avvertito le autorità maltesi con una lettera: è loro il porto più sicuro e Roma non offrirà approdi alternativi.
toninelli grilloTONINELLI GRILLO

La decisione è stata adottata d’intesa dai ministri dell’Interno e delle Infrastrutture Danilo Toninelli. Ma è il segnale che il nuovo governo Conte-Salvini-Di Maio intende lanciare all’Europa: l’Italia non può essere lasciata da sola a gestire l’emergenza.

Gli ultimi due giorni sono stati segnati dalla partenza di oltre mille migranti verso le coste europee. Nel primo weekend da ministro dell'Interno di Salvini, nei porti di Reggio Calabria e di Pozzallo sono state tre le navi approdate con a bordo circa 500 profughi. Nella notte altre 600 persone sono state soccorse e trasbordate sulla nave Aquarius, quella oggetto appunto dello scontro con Malta. Aquarius è l'unica ong al momento presente nel Mediterraneo: a bordo ha ora, esattamente, 629 rifugiati, tra cui 123 minori non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte.

Fonte: qui

domenica 3 dicembre 2017

CROLLANO GLI ARRIVI IN ITALIA (-67%), MA NEI CAMPI IN LIBIA SONO BLOCCATE 700 MILA PERSONE CHE HANNO GIA’ ATTRAVERSATO IL DESERTO. “VIVONO IN CONDIZIONI DISUMANE”

GOMMONI FERMI


Sara Menafra per il Messaggero

migranti morti su un gommone vicino alle coste libiche 9MIGRANTI MORTI SU UN GOMMONE VICINO ALLE COSTE LIBICHE 
Meno 32% dall'inizio dell'anno, -67% da luglio. Da quando l'Italia ha minacciato di chiudere i porti anche alle organizzazioni umanitarie, approvato con il sostegno Ue il codice delle Ong e stretto un accordo di cooperazione con le autorità libiche per l'affidamento alle pattuglie di Tripoli dei controlli in mare (scelta che ha suscitato critiche molto dure anche da parte di alcune organizzazioni in seno all'Onu) gli arrivi via mare sono drasticamente diminuiti. 

MIGRANTI IN LIBIA2MIGRANTI IN LIBIA
Al Viminale guardano con soddisfazione gli ultimi dati sugli sbarchi dei migranti: non siamo ancora di fronte ad un calo «strutturale» ma si comincia a vedere una «luce in fondo al tunnel». Dall'inizio dell'anno ad oggi il flusso migratorio si è ridotto del 32,35%: a fronte dei 173.008 migranti sbarcati nel 2016 nei primi undici mesi di quest'anno ne sono arrivati 117.042, dunque 55.966 in meno.

migranti nel deserto nigerMIGRANTI NEL DESERTO NIGER
Se si guardano i dati a partire da luglio, la flessione è più che doppia: in 5 mesi ne sono arrivati 33.288 contro i 102.786 del 2016, vale a dire 69.498 in meno, un calo del 67,61%. Calano anche le partenze dalla Libia: a bordo di gommoni e barconi sono arrivate 4.711 persone a fronte delle 13.581 dell'anno precedente, con un calo del 65,31%.

I CAMPI
Quella che non si ferma è, invece, l'emergenza umanitaria in Libia. Minniti ha detto più volte di essere il primo a sapere che la diminuzione degli sbarchi ha dei costi collaterali, con migliaia di uomini, donne e bambini bloccati nei campi libici - quelli governativi e quelli gestiti dalle organizzazioni criminali - in condizioni disperate.

MIGRANTI IN LIBIA CAMPI1MIGRANTI IN LIBIA CAMPI1
Da Bruxelles, il presidente della Commissione dell'Unione africana Moussa Faki Mahamat, dopo il vertice Ue Africa di Abidjan ha detto che in Libia vivono tra i 400 e i 700mila migranti in condizioni disumane e 3.800 in un campo a Tripoli devono «essere evacuati al più presto». Gli accordi di Abidjan, tra Ue e Unione africana, prevedono di proteggere i migranti «lungo le rotte», incentivare i rimpatri volontari assistiti e la ricollocazione in Europa dei richiedenti asilo. 

Due giorni fa, l'Unhcr ha definito un «passo decisivo» l'iniziativa libica di istituire una struttura di transito a Tripoli per le persone bisognose di protezione internazionale e, soprattutto, ha ringraziato l'Italia «per l'importante ruolo» svolto. Bisogna vedere, però, quanto e come la Libia accetterà di accordarsi su questi argomenti.

MIGRANTIMIGRANTI
Ieri, giunto alla conferenza sul Mediterraneo di Roma, il vicepremier libico, Ahmedi Maitig, ha detto che «l'accordo firmato con l'Italia sui migranti è un modello, che altri paesi europei possono sottoscrivere, cerchiamo altri partner per fermare il fenomeno dell'immigrazione clandestina». 

Fonte: qui