9 dicembre forconi: patrimoniale
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lunedì 20 maggio 2019

“Gli assorbenti da lavare sono nel contratto di Governo?”

“I pannolini lavabili  sono nel contratto?”. Questo  vorrei che Salvini chiedesse a  Di  Maio e a Conte, se avesse la vispezza dell’intelligenza che occorre contro questi, quando attaccano con questi pretesti  (Di Maio: “Spero che Salvini abbia chiesto a Le Pen, a Orban e agli altri governi sovranisti di prendersi i migranti che arrivano in Italia”).
“E  gli assorbenti lavabili sono nel contratto?”. Ecco una domanda assolutamente da fare. Perché sono il puro,  originario programma 5S: pannolini lavabili, giacche rivoltabili, calzini rammendabili, pneumatici (dei riksciò)   da rappezzare, scarpe vecchie da  risuolare, rumenta da cui campare cercandoci dentro cose da recuperare.  Autostrade da lasciar crollare perché tanto andremo tutti in bicicletta, e io cosa ci vado a fare a Lione, che mi  frega.


Il ritorno alla coppetta. Decrescita felice.

E’  la  già nota decrescita felice, aggravata adesso dall’originario moralismo degli Onestimanette e carcere  prima che la  “corruzione” sia  anche  solo minimamente provata:  la condanna  viene pronunciata da Travaglio  sul Fatto Quotidiano, a nome delle procure, e tanto basta.
Questo che il governo viene attuando è  il programma dei 5 Stelle. Ma  non è, mi pare, quello delle Lega. Quello per il quale la lega ha dato il  suo appoggio del 17% al movimento del 33%.
L’idea originaria – così ci avevano dato la sensazione – era diversa e grandiosa: ci uniamo per andare contro la UE, eventualmente realizzare il piano B, frenare ad ogni costo l’immigrazione africana che Renzi aveva contrattato con la UE per avere in cambio un po’ di soldi in deficit da mettere in tasca di alcuni; sforare il 3, uscire dalla Prigione dei Popoli  che ormai è la UE….

D’accordo, avete rinunciato a questo programma massimo. Richiedeva coraggio, carattere, qualità culturali che non avete.  Dalla posizione di attacco  in prima linea  avete ripiegato  a  una posizione di  retroguardia molto arretrata: lecchinaggio dell’eurogarchia e della BCE (i 5 Stelle) e la promessa di cambiare la UE dall’interno, eccetera.  Avevate tenuto almeno nella lotta agli scafisti  e alle loro scariche umane,  e dei  sinistri, clericali e mediatici irresponsabili vari che vogliono riempirne l’Italia. Una battaglia sempre più disperata, dove Salvini  (poveretto)( ha contro tutti,  dal Papa all’ONU, dalla UE ai media e voi grillini…


“Provoca”.

La Sea Watch tedesca  – violando le acque territoriali perché non è stata autorizzata –     vuole  discaricare a Lampedusa  i tipi che, pagando un caro biglietto agli scafisti, si sono messi apposta in falso pericolo di  naufragio e voglio sbarcare dopo aver distrutto i loro documenti – e Di Maio: “Sullo sbarco ci stiamo ragionando con Conte”.

(Se volete aprire i porti al traffico di esseri umani clandestini delle #ONG scafiste, ditelo apertamente)

Un vostro senatore difende le ONG e  dà  degli “xenofobi” ai leghisti.
  • La vostra ministra Trenta, vuol dedicare la sfilata militare del 2 giugno “all’inclusione”, ossia  farne un Gay Pride e delle forze(dis)armate un ONG per LGBT.
  •  – Il ministro Tria regala una poltrona d’oro al suo ministero alla cognata del piddini Gentiloni.  (Alessandra Dal Verme la cognata illustre, oltre che di nobili origini,. La dottoressa è sposata con un altro nobile, tale Gentiloni Silveri. Non un Gentiloni qualunque, bensì il fratello dell’ex Presidente del Consiglio, Paolo.
–   La vostra ministra della salute è  per l’eutanasia e i vaccini, come una qualunque radicale venduta a bigpharma.
  •  Siete a favore dell’aborto senza se e senza ma, e bollate quelli che non sono d’accordo come medievali.  Siete arrivati a perseguitare i vostri membri che sono anti-aborto,  abolendo la, libertà di coscienza:
  •  Adesso siamo ai pannolini da lavare come programma. Che caduta nel prosaico, dopo l’epica con cui siamo andati insieme al governo per rovesciare i tavoli in Europa , uscire alla gabbia che ci strangola e ci riempie di disoccupati e di miserabili senza prospettive .
Ebbene: questo che attuate è  il “VOSTRO” programma. Totalmente vostro. Non il nostro. Allora  realizzatevelo da  voi, col vostro 33% e senza il nostro 17.
Perché, vedete,  Di Maio rimbecca con ogni pretesto  Salvini e  lo smentisce e schernisce  a colpi bassi, approfittando della sua lealtà (e poca vispezza)  credendo che tanto  lui non può far cadere il governo perché Mattarella non darà mai nuove elezioni; e in ogni caso, della caduta  del governo daranno la colpa a lui, e la Lega sarà penalizzata nelle urne.
Il punto è che c’è un limite politico e morale che è stato superato: i grillini  fanno i Golpisti dell’Onestà per tenere la  Lega sotto scacco giudiziario, onde obbligarla a votare per un programma che si rivela ogni giorno non solo diverso da quello dell’epico contratto, ma nemico. Con i leghisti come schiavi.
Il fatto è che  intanto, il banchiere centrale olandese  Knot si fa intervistare dal solito Fubini e spiattella esattamente il programma della spoliazione che faranno subire all’Italia.
Ebbene:  Di Maio dà ragione a Knot (contro l’ingenuo Salvini),  rinnegando quel  che diceva solo poche settimane fa.

Di Maio: ‘Mai voteremo legge di bilancio che aumenta il debito’


Presto anche da noi.

Ora,  nessun partito con la  testa sul collo deve farsi vedere ad appoggiare questo progetto grillini, con la rovina e lo strangolamento che  provocherà.  Lo facciano i grillini   nel loro  governo – senza la Lega.  Magari coi pd, con i più Europa, coi montiani, con Berlusconi che ha  lodato Draghi , con Draghi presidente. Nella rovina, anche senza potere, è meglio che la Lega se ne stia fuori.
“I pannolini non sono nel contratto”. Questo direbbe Salvini se fosse vispo..

Maurizio Blondet

Fonte: qui

giovedì 2 maggio 2019

MARIO MONTI HA TROVATO LA SOLUZIONE AI PROBLEMI DELL’ITALIA(DEGLI USURAI ...): UNA BELLA PATRIMONIALE!

“NON CI SAREBBE NIENTE DI STRANO. ESISTE IN VARI PAESI CHE CONSIDERIAMO CIVILI E SE VOGLIAMO CHE L’OCCUPAZIONE AUMENTI, NON BASTA STIMOLARE LA DOMANDA” 

“MA PER INTRODURLA, CI VUOLE UN GOVERNO SERIO” (O UN GOVERNO TECNICO?) 

I VALORI NON NEGOZIABILI PRIORITARI? “RISPETTO DELLE ÉLITE(FALLITE!)."

Claudio Cerasa per “il Foglio”

mario montiMARIO MONTI
Sotto molti punti di vista, nonostante l’entusiasmo del governo, i dati offerti ieri dall’Istat rispetto alla crescita dei primi tre mesi dell’anno (+0,2) ci ricordano ancora una volta che l’anno bellissimo immaginato dal premier Giuseppe Conte sta dando ogni giorno prova di essere un anno non solo brutto ma anche preoccupante.

Le difficoltà economiche patite oggi dall’Italia (che ha scampato la recessione ma non si è allontanata di molto dalla crescita zero, registrando una crescita nel primo trimestre della metà rispetto alla media dell’Eurozona, che la fa essere ancora il fanalino d’Europa) non sono paragonabili a quelle registrate nell’autunno di otto anni fa ma giorno dopo giorno la traiettoria imboccata dal governo del cambiamento ricorda per alcuni versi i mesi che precedettero la crisi del 2011.

mario montiMARIO MONTI
L’occupazione ha dato segnali di vitalità dimostrando che la scorza italiana è più solida di quanto si potrebbe credere (a marzo la stima degli occupati è in crescita rispetto a febbraio, +0,3 per cento, e anche il tasso di occupazione sale dello 0,2, ma rispetto ai mesi precedenti al giuramento del governo Conte in Italia ci sono 35 mila occupati in meno, di cui 19 mila a tempo indeterminato) ma nonostante questo il debito pubblico aumenta, la spesa pubblica cresce, il deficit è fuori controllo, la pressione fiscale sale, le agenzie di rating vedono nero sul nostro futuro, i rendimenti dei titoli di stato continuano a essere a livelli allarmanti, la crescita si aggira attorno allo zero e il fatto che lo spread continui a essere “solo” intorno ai 250 punti base è una magra consolazione considerando il fatto che nel 2011, quando il bazooka della Bce non era ancora stato attivato, lo spread passò da quota 220 a quota 550 in appena cinque mesi, da luglio a novembre.

tria di maio salvini conteTRIA DI MAIO SALVINI CONTE
Dici 2011, lo dici sotto voce, lo sussurri con prudenza, lo nomini sapendo che per fortuna il 2019 non è ancora come il 2011, e il pensiero vola veloce verso l’uomo che nell’autunno di otto anni fa venne chiamato a riordinare i conti dell’Italia: Mario Monti. L’ex presidente del Consiglio accetta di dialogare con il Foglio per provare a inquadrare lo stato di salute della nostra economia e ascoltando le sue parole è difficile individuare un qualche elemento di ottimismo per il futuro prossimo del paese.

“Il vero punto debole dell’Italia – ci dice Mario Monti – è certamente il disorientamento. Agli aspri dibattiti sull’eventuale uscita dall’Unione europea o dall’euro è subentrata silenziosamente una sorta di uscita di fatto dalla Ue e dall’euro. Dalla Ue, perché con una serie di mosse disordinate, incoerenti, verbalmente aggressive, il governo si è privato della possibilità di influenzare le decisioni europee.
mario monti brindaMARIO MONTI BRINDA

Dall’euro perché, pur non essendone formalmente usciti, e osservandone malvolentieri le regole, il governo sembra non porsi il problema di come riaccendere la crescita, forse pensando che questo si possa fare distribuendo denaro pubblico. Non è così che si può crescere, né dentro né fuori dall’euro”.

claudio cerasa foto di baccoCLAUDIO CERASA FOTO DI BACCO






Facciamo notare a Mario Monti che il governo del cambiamento, in realtà, sostiene di non essere causa del peggioramento dell’economia italiana, attribuendo a fattori esterni le responsabilità dei problemi del paese. L’ex presidente del Consiglio ha qualche dubbio. “Vorrei che avessero ragione, perché all’inizio speravo che questo governo, meno legato a tradizionali interessi costituiti, volesse portare una ventata di concorrenza, di lotta alle rendite, di equità fiscale e di lotta all’evasione.
Così non è stato. Inoltre, le danze della pioggia e dei balconi inscenate periodicamente dai partiti della maggioranza intorno al pacato, ma per fortuna coriaceo, ministro Tria sulla politica di Bilancio hanno provocato di tutto, riuscendoci: come a innalzare e mantenere elevati, ben al di sopra degli altri paesi, lo spread e i tassi di interesse.

MATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO COME BUD SPENCER E TERENCE HILLMATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO COME BUD SPENCER E TERENCE HILL
Si è così frenata l’attività economica e si è seminata incertezza presso gli investitori ma anche tra i consumatori. Purtroppo, dunque, il governo ha torto. Il suo contributo alla recessione o alla crescita zero l’ha dato, eccome”. La crescita zero, o giù di lì, costituisce un problema non da poco in vista della prossima legge di Stabilità. Nei prossimi due anni ci sono 53 miliardi di clausole di salvaguardia da coprire e allora chiediamo a Monti se in vista di quell’appuntamento sia legittimo o no aspettare di ritrovarsi con una patrimoniale per far tornare i conti.

GIOVANNI TRIA E L'AUMENTO DELL'IVAGIOVANNI TRIA E L'AUMENTO DELL'IVA
“Non ci sarebbe niente di strano. Una patrimoniale annuale ad aliquota moderata esiste in vari paesi che consideriamo civili come o più del nostro. Se vogliamo che l’occupazione aumenti, non basta stimolare la domanda, meglio se con investimenti che invece scarseggiano. Occorre anche rendere meno pesanti, come avviene in altri paesi, gli oneri fiscali e sociali sul lavoro. Il punto però è un altro, secondo me. Per introdurre un’imposta patrimonialeci vuole un governo serio(per tutelare gli interessi della Grande Usura, tanto Loro le tasse non le pagano in Italia!!!). Serio nel senso che tenga più al bene del paese che al proprio consenso giornaliero nei sondaggi.

PIERLUIGI BERSANI E MARIO MONTIPIERLUIGI BERSANI E MARIO MONTI
E serio nel senso che persegua una politica di Bilancio responsabile, altrimenti il gettito della patrimoniale andrà a finanziare nuove spese e non a ridurre il debito pubblico. Il primo requisito oggi non si verifica certo. Il secondo forse sì, ma solo finché ‘tiene’ il suddetto ministro dell’Economia”.

Negli ultimi tempi, molti osservatori sono tornati a far notare che in presenza di un paese con grandi difficoltà economiche il tema dell’uscita dall’euro potrebbe dolorosamente tornare di attualità. L’ex premier Paolo Gentiloni, due giorni fa, ha detto che in Italia esiste ancora il rischio Italexit. Lo scenario è davvero tornato a essere una possibilità? “Il rischio – dice Monti – è latente.

MARIO DRAGHI E GIOVANNI TRIAMARIO DRAGHI E GIOVANNI TRIA




Alcuni esponenti più battaglieri nei ranghi di quelle forze, pur non parlando più di uscita dall’euro per non turbare i mercati, danno però l’impressione di mordersi le labbra. Il dibattito è sempre lì, pronto a riesplodere. Sarebbe invece auspicabile che ci fosse un dibattito, schietto e forte, su quale sia il modello di economia che le diverse forze politiche hanno in mente per l’Italia. Una moderna economia di mercato basata su un severo rispetto delle regole di concorrenza e accompagnata da un’efficace redistribuzione attraverso il sistema fiscale? Un’economia diretta dallo stato e con un marcato ruolo del medesimo nel garantire il benessere dei singoli?

paolo gentiloni giovanni tria pierferdinando casini mario montiPAOLO GENTILONI GIOVANNI TRIA PIERFERDINANDO CASINI MARIO MONTI
Un sistema economico con le briglie molto più sciolte nei confronti degli impulsi del capitalismo e dello spirito imprenditoriale? Un’economia più chiusa di quella attuale, con l’aspirazione di sottrarsi in parte almeno alle esigenze della competitività? E’ bene che non viga un pensiero unico, ma avere un pensiero non guasterebbe”. Il Foglio ha definito il governo del cambiamento come il governo degli Inganna popolo, in quanto formato da leader politici concentrati a risolvere più i problemi legati all’agenda della percezione che della realtà.

mario montiMARIO MONTI






Al netto dei dati del pil di ieri e dei dati dell’occupazione, cosa la preoccupa dell’agenda del governo? E quanto possono fare male all’Italia quota cento e reddito di cittadinanza? “Vogliono dare l’impressione di lavorare – loro, a differenza di tutti “quelli di prima” – per la sovranità del popolo e della nazione. Il Foglio purtroppo ha ragione: a sopportare le conseguenze di questo modo di governare sono proprio il popolo e la sovranità effettiva della nazione che, nell’isolamento del paese e nella quotidiana lezione di diseducazione civica impartita, con le parole, l’esempio e le divise, soprattutto da un vicepresidente del Consiglio – quello che dev’essere anche ministro degli Esteri – non era mai caduta così in basso.

Mario MontiMARIO MONTI
Quota cento e reddito di cittadinanza? Il secondo ha dei meriti, ma è perverso finanziarlo in disavanzo, cioè farlo pagare agli italiani di domani che, se andiamo avanti così, saranno mediamente più poveri di quelli di oggi. Quota cento è un’attenuazione molto limitata del peso della riforma Fornero (che reca come prima firma la mia e di cui sono pienamente corresponsabile con Elsa Fornero), che però ha diseducato gli italiani sul fatto che, ancora una volta, è iniquo far gravare sui nostri successori i sacrifici che non vogliamo fare noi”.

MATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO INNAMORATIMATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO INNAMORATI
Il pil è ovviamente importante ma da tempo gli elettori sembrano votare senza considerare come prioritari gli effetti e il ciclo del pil. Esiste un altro indicatore che le viene in mente che andrebbe osservato con più attenzione per capire il vero stato di salute di un paese? “Gli esodi dall’Italia (numero, livello di istruzione, ecc.) e gli ingressi in Italia (immigrazione, di vari tipi, qualificazioni, provenienze). In altri termini: che cosa vuol dire ‘italiano’, chi vuole diventarlo, chi vuole cessare di esserlo, con quali forze dovrà affermarsi l’Italia nel futuro? Mentre sproloquiamo su ‘prima gli italiani’, non guardiamo a come l’aggettivo ‘italiano’ cambia sotto i nostri occhi. Non costruiamo una visione dell’Italia, ci limitiamo a considerare il territorio che oggi si chiama Italia come se fosse di nostra proprietà, come se lo fosse sempre stato, come se fosse destinato ad esserlo per sempre”.
Mario MontiMARIO MONTI

Quali sono oggi i valori non negoziabili che un’economia come l’Italia dovrebbe far diventare prioritari? “Rispetto delle élite (una manica di parassiti e di falliti!!!). Circolazione delle élite (verifiche rigorose su chi ha posizioni rilevanti, potenziamento della scuola, imposte significative sulle successioni, imposta patrimoniale). Rafforzamento delle sovranità alle quali l’Italia partecipa (più Europa efficace). Confronto obbligatorio tra le forze politiche, sociali, culturali sull’Italia al 2030: dove rischiamo di finire, come evitarlo”.

Un anno e mezzo fa Monti sostenne che l’impatto con l’Europa avrebbe riportato a terra i populisti. Ma il populismo italiano può davvero avere le caratteristiche per essere normalizzato? “Si sarà capito che io preferisco usare il termine ‘sovranisti’, tra virgolette perché chi coltiva la sovranità a livello nazionale, nel mondo di oggi, condanna la sua nazione a perdere di fatto sovranità – a vantaggio dei mercati, degli speculatori, delle grande piattaforme digitali – invece che a guadagnarne, condividendola in sede Ue.

Mario Monti and Jean Claude Juncker cMARIO MONTI AND JEAN CLAUDE JUNCKER 
Comunque, il punto più attaccabile della triade è il sovranismo, perché promette il falso in modo evidente. Anche il populismo e soprattutto il nazionalismo possono portare a catastrofi – l’abbiamo visto con due guerre mondiali – ma chi si presenta come populista o nazionalista è orgoglioso di esserlo. In definitiva direi di sì: i sovranisti italiani, dopo aver fatto il loro Erasmus al Parlamento europeo, diventeranno cittadini, italiani ed europei, più consapevoli”. A prescindere da quello che ciascuno di noi può pensare rispetto ai due campioni del populismo italiano esiste un tema sul quale il governo potrebbe trovare una buona disponibilità al dialogo in Europa dopo le elezioni di maggio: rivedere il patto di stabilità.

MATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO BY LUGHINOMATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO BY LUGHINO





Anche Monti è convinto che sia arrivato il momento di lavorare a una modifica dei trattati? “Quel momento, secondo me, è arrivato da anni. E’ necessario modificare il patto, in un modo che non richieda necessariamente modifiche dei trattati, se no ci vorrebbero tempi molto lunghi e vi sarebbero i rischi legati alle ratifiche. A mio parere, senza modificare il trattato si dovrebbero stabilire maglie esplicitamente più larghe per i disavanzi dovuti agli investimenti pubblici (seriamente definiti e verificati in sede Ue) e maglie più strette, con flessibilità minore di oggi o nulla, per i disavanzi dovuti alla spesa pubblica corrente.
mario monti intervistato da alan friedmanMARIO MONTI INTERVISTATO DA ALAN FRIEDMAN

Purtroppo la Commissione Juncker ha scelto invece la strada della flessibilità erogata in modo piuttosto discrezionale a questo o quel paese, di fatto incoraggiando la spesa corrente di sussidio in disavanzo, tipo gli 80 euro o il reddito di cittadinanza, e non stimolando gli investimenti. Purtroppo, l’Italia di oggi, che a volte si sente grande perché è verbalmente aggressiva verso la Francia o la Germania, è riuscita a tagliarsi fuori dalle conversazioni in corso tra quei paesi per le riforme della governance economica. Quindi finirà per subire ciò che altri avranno elaborato”.

mario montiMARIO MONTI
E’ d’accordo con chi dice che la prossima Commissione europea, a prescindere da come andranno le elezioni, difficilmente sarà più flessibile nei confronti dell’Italia? “E’ molto difficile immaginare ora il contesto. Suppongo che il presidente della Commissione difficilmente proverrà da un partito sovranista, che l’Italia cercherà di nominare un commissario di estrazione sovranista ma in grado di dialogare anche con chi crede nella Ue, che la maggioranza dei commissari non sarà sovranista, come non lo sarà la maggioranza che si formerà dopo le elezioni. Né gli europeisti né i sovranisti degli altri paesi avranno verso l’attuale maggioranza italiana motivi di gratitudine o di simpatia, dopo un anno di guasconate e di inaffidabilità. Certo, l’Italia è un paese grande e importante, nessuno si può permettere che vada in malora. Magari si farà qualcosa per salvarla, se proprio necessario, ma con fastidio e in modo che l’Italia perda ulteriormente potere e prestigio”.

GIUSEPPE CONTE PINOCCHIO IN MEZZO AL GATTO (LUIGI DI MAIO) E LA VOLPE (MATTEO SALVINI) MURALE BY TVBOYGIUSEPPE CONTE PINOCCHIO IN MEZZO AL GATTO (LUIGI DI MAIO) E LA VOLPE (MATTEO SALVINI) MURALE BY TVBOY


Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha detto che non si baratta un maggiore ordine con una minore libertà. Monti vede in giro per l’Europa il rischio di una tentazione nazionalista simile a quello già registrato ai tempi dei regimi autoritari? “Trovo che quella frase del capo dello stato sia stata forte ed efficacissima perché ha colpito esattamente il punto di ingresso di molti normali cittadini nel mondo della volontaria sottomissione.

Accettano quel baratto perché non si rendono conto dove ha spesso portato nella storia un’iniziale piccola rinuncia alla libertà nella speranza, o nell’illusione, di avere più sicurezza. Un grande successo storico dell’Italia è stato l’avere sconfitto il terrorismo degli anni 70 e 80 senza misure straordinarie”. La nostra conversazione con Mario Monti arriva così al nodo centrale che è quello della possibile e non auspicabile simmetria tra la traiettoria imboccata oggi dal governo populista e quella imboccata nel 2011 dal governo di centrodestra.

matteo salvini viktor orban 5MATTEO SALVINI VIKTOR ORBAN 5
Monti crede davvero che in assenza di una svolta l’Italia sia avviata a un percorso simile a quello intrapreso nel 2011? “Veramente – nota Monti – nel 2011 eravamo in molti, in Italia e all’estero, a intravedere la crisi finanziaria che si stava profilando per il nostro paese, anche se poi è toccato a me e al governo di emergenza nato nel novembre di evitare che quella crisi sfociasse in un default. Oggi le circostanze per l’insieme dell’Eurozona sono più favorevoli di allora, ma questo fa risaltare ancor più la posizione dell’Italia come il solo paese che per i mercati e gli osservatori presenta un rischio che si distacca sensibilmente verso l’alto rispetto a quello medio degli altri paesi”.

mario monti saluta giovanni triaMARIO MONTI SALUTA GIOVANNI TRIA
Monti pensa che questo governo abbia in astratto le caratteristiche per poter invertire la rotta della crescita zero e del debito alto o dovrà essere necessariamente un altro esecutivo a intervenire per riportare l’Italia nella giusta carreggiata? “Questo governo? Mah, è sempre più difficile capire se l’Italia abbia un governo, ne abbia due o non ne abbia nessuno. Certo, se volessimo essere franchi, non c’è un governo che dimostri di tenere davvero all’interesse generale del paese. Purtroppo, persino noi cittadini e i media ci siamo abituati a considerare normale che chi governa consideri come proprio obiettivo ottenere il massimo dei consensi. Se i cittadini hanno perso la capacità di indignarsi, è difficile che chi governa, chi fa politica senta lo sprone dell’opinione pubblica”.

giovanni tria pierferdinando casini mario montiGIOVANNI TRIA PIERFERDINANDO CASINI MARIO MONTI
Le parole di Monti, a proposito di assuefazione, ci portano a chiedere all’ex premier se al netto delle differenze formali tra Salvini e Di Maio non ci sia in realtà una simmetria più profonda tra l’identità della Lega e quella del M5s. Monti, con finta diplomazia, la mette così: “Gli stili – se è lecito usare questa parola – sono molto diversi. Ma alcuni aspetti sostanziali sono effettivamente molto simili. Sembrano entrambi ‘ministri della Comunicazione’, non ministri all’opera sulle materie che sarebbero state affidate a loro. Non rispettano né nella forma né nel merito la divisione delle competenze e delle responsabilità. Si comportano come se l’essere capi dei rispettivi partiti legittimasse ciascuno di loro a prendere posizioni, nel paese e verso l’estero, su tutto l’arco delle attività del governo. In certi giorni, su un determinato problema, può accadere che non vi sia nessuna posizione del governo (se è meglio evitare o posporre un tema spinoso) oppure due (di Di Maio e di Salvini) oppure tre (se anche il presidente del Consiglio Conte si è permesso di dire la sua), solo raramente una e una sola (quella di Conte, che parla a nome dell’intero governo e non è contraddetto da nessuno).
CONTE E SALVINICONTE E SALVINI

Quella che dovrebbe essere la normalità del buon governo diventa l’eccezione”. Secondo molti osservatori, l’Italia oggi è in qualche modo il servo sciocco di coloro che usano la debolezza del nostro paese per indebolire l’Europa. Anche Monti pensa che sia così? “Purtroppo credo proprio di sì. Il paese forse più radicato nella cultura europea vuole chiudersi al mondo, ma intanto si apre selettivamente, con orgoglio malposto, a tutte le influenze palesi o occulte che, per favorire grandi paesi spesso non democratici e che vogliono indebolire la Ue, usano Roma come ventre molle o cavallo di Troia. Da Bannon a Putin a Erdogan. Sei un avversario di un’Europa forte e indipendente? Allora l’Italia è con te. Pensi all’economia, pensi al governo, pensi al futuro e non puoi non pensare all’Europa”.
Fontana, Salvini, Tajani e Conte al Salone del MobileFONTANA, SALVINI, TAJANI E CONTE AL SALONE DEL MOBILE

Chiediamo a Monti: è possibile trarre una lezione su ciò che ribolle davvero nella pancia di Lega e M5s osservando le loro alleanze in Europa? “Queste alleanze – dice con un sorriso Monti – della Lega ci dicono che esiste una certa coerenza ‘sovranista’: mi alleo con chi, come me, vuole ridimensionare i poteri della Ue rispetto agli stati membri e vorrebbe chiudere i confini dell’Europa alle immigrazioni.

mario monti saluta giovanni tria.MARIO MONTI SALUTA GIOVANNI TRIA.





Solo queste due, però sono le linee su cui Salvini e i suoi alleati possono aggregarsi. Sul resto, divergono sulla redistribuzione dei rifugiati tra paesi, sulla disciplina di bilancio, sui rapporti con la Russia. Per il M5s, le alleanze scelte in Europa fanno invece venire in mente i moti browniani della Fisica: si vede un frenetico movimento, ma non è facile comprendere né la logica, né l’approdo”. A voler citare Flaiano, si potrebbe dire, giocando con le parole di Monti, che ancora una volta, in Italia, la situazione politica è grave ma non è seria. Il ragionamento si potrebbe concludere così. Se non fosse che avere alla guida della settima economia più importante del pianeta una coppia di partiti che non si rende conto dei danni che sta combinando all’Italia consiglierebbe di rivedere il motto di Flaiano: in Italia, di solito, la situazione politica è grave ma non è seria, ma per una volta la situazione politica, grazie all’impegno di Salvini e Di Maio, è tanto seria quanto grave. Non siamo ancora nel 2011 ma la strada per il collasso c’è e fino a nuovo ordine è quella la strada drammaticamente imboccata dal governo italiano.

Fonte: qui

domenica 17 febbraio 2019

ITALIA GIALLOVERDE, UNA LEHMAN BROTHERS AL CUBO


Molti paesi nel mondo si trovano in situazioni critiche per enormi debiti o per situazioni di stallo o di conflitto politico, ma ciò che rende il nostro paese diverso è che non è indipendente ma si trova all’interno di un’unione monetaria e se subisse un tracollo, come terza economia, manderebbe all’aria tutti gli altri paesi membri compresa la valuta comune. 
Sembra dunque di essere tornati al 2012, ma con una differenza cruciale: l’epicentro della crisi non è la Grecia ma l’Italia e non esistono risorse per salvarla. 
L’Italia ha il maggiore debito sovrano d’Europa, totalmente fuori controllo. 
Ha l’economia col rendimento peggiore: una crescita del Pil dell’1 percento a fronte di una spesa per interessi sul debito del 4 per cento, ergo una decrescita del 3 per cento. 
Ha il peggiore problema di crediti inesigibili la cui dimensione è, grosso modo, quella dei subprime statunitensi di dieci anni fa. 
La situazione italiana ha dunque il potenziale distruttivo e di contagio di una Lehman Brothers, ma al cubo. 
Infatti, come qualche giorno fa ricordava Bloomberg, il debito pubblico italiano di 2.3 trilioni di euro minaccia di scatenare una reazione a catena che potrebbe coinvolgere Francia, Spagna e Germania, paesi le cui banche hanno in carico gran parte di questo debito e solo menzionarne la precarietà, scrive Bloomberg, fa venire i brividi agli operatori finanziari, specialmente dopo che l’economia italiana è scivolata ufficialmente in recessione. 
Le banche francesi hanno un’esposizione enorme sul debito italiano ma quelle inglesi sono esposte verso quelle francesi, quelle spagnole verso le inglesi e così via. 
È questa cascata a essere pericolosa… 
Non facciamoci illusioni: con l’economia gialloverde l’Italia ha imboccato la strada del collasso definitivo se non imminente, inevitabile. 
Quando sarà sempre più evidente che .................... l’enorme debito pubblico è l’impedimento strutturale alla crescita, il mercato richiederà per le obbligazioni italiane rendimenti elevatissimi. 
L’insolvenza di un governo si manifesta non appena ha difficoltà a piazzare il proprio debito. 
Attualmente il problema è che per continuare a operare senza massicci tagli al bilancio, l’Italia deve vendere 400 miliardi di euro di obbligazioni all’anno che rappresentano il consumo della pubblica amministrazione. 
Ora, sia detto di passaggio, questa cifra rappresenta la capacità di prestito del Fondo salva-Stati europeo (Esm) che è appunto 410 miliardi di euro, sovrabbondanti per salvare una 1/2 Grecia ma un pannicello caldo per sventare un eventuale collasso italiano con ramificazioni nel mondo intero. 
Il Fondo verrebbe esaurito nel giro un anno e sarebbe come versare acqua in un secchio bucato. 
Il secondo problema è che poiché è terminato il compito della Bce come acquirente di titoli di prima istanza, nuove emissioni di debito dovranno essere assorbite dalle banche italiane con il rischio che diminuzioni di prezzo compromettano bilanci e quotazioni azionarie costringendole a aumentare il capitale per ottenere prestiti dalla banca centrale. 
Ma chi sottoscrive aumenti di capitale in un clima del genere? 
E’ la circolarità infernale di cui abbiamo già scritto. 
Nell’eurozona, con governi sull’orlo della bancarotta, non può esistere un sistema bancario sano.
In altre parole, una crisi di governo può far collassare il sistema bancario mentre una crisi bancaria può far collassare il governo. 
Neppure l’export, che rappresenta il 30 per cento del Pil, è in grado di risollevare le sorti del paese in quanto è pessima anche la salute dell’economia mondiale e neppure c’è alcun miglioramento prospettico della competitività nei confronti dei partner dell’unione. 
Già, è proprio di questo che si dovrebbe parlare, di produttività e di competitività invece che di sussidi e spesa pubblica.
La diagnosi, purtroppo è semplicemente questa: l’Italia è diventata tristemente non competitiva e questa è anche la ragione per cui non è solvibile. 
Ciò che è riflesso, nei bilanci delle banche, dai crediti contenziosi verso aziende la cui competitività è stata compromessa dal carico fiscale imposto da un debito pubblico non più sostenibile. 
L’unica ragione per cui il debito italiano non è stato classificato come spazzatura dalle agenzie di rating è perché la banca centrale europea è sempre intervenuta per evitare un default. 
Con la copertura della Bce, le obbligazioni italiane erano come obbligazioni tedesche senza averne i fondamentali. 
Ma se la Bce abbandonasse l’Italia alle forze del mercato, il rating dei bond italiani troverebbe in brevissimo tempo il suo “livello naturale”, costringendo l’Italia a ridimensionare il suo il debito. 
Ovviamente la Bce non può abbandonare l’Italia, perché sa che il default del nostro paese farebbe saltare l’eurozona intera con ripercussioni indicibili. 
Ma non può neppure salvarla continuando ad avallare i suoi deficit perché gli altri paesi della periferia europea reclamerebbero il diritto alle stesse politiche lassiste facendo evaporare la facciata di disciplina monetaria che metterebbe a nudo l’eurozona. 
E allora come andrà a finire? 
Quale altro espediente si troverà per evitare il collasso e tirare a campare? 
Si riuscirà ad arrivare alle elezioni europee senza traumi? 
Non lo sappiamo ma sappiamo che le cose si stanno scaldando e la crisi italiana combinata con l’ondata crescente dei movimenti populisti nel continente potrebbe affossare sia l’unione monetaria che quella europea.



Da miglioverde
di GERARDO COCO 
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Ottima analisi...manca però una variabile che si chiama
PATRIMONIALE STRAORDINARIA + AUMENTO MASSICCIO TASSA SUCCESSIONE
Prima di eventuali scenari di Default/Ristrutturazione del Debito si farà quest'ultima SPREMUTA che trova l'avallo della maggioranza di illiberali statalisti, che siano catto-comunisti o nazionalsocialisti poco cambia.
La patrimoniale darà un duro colpo all'ultimo cuscinetto che abbiamo = la ricchezza/i risparmi delle generazioni precedenti = la comfort-zone per tanti che dunque si possono ancora permettere di vivere nel mondo dei sogni....
Sarà anche il colpo di grazie all'immobiliare che è già zombie e che è il primo asset di risparmio degli italiani.
Si guadagnerà qualche anno e poi altra accelerazione del Declino in stile sempre più Venezuelano, con la maggioranza italopiteca sempre più in dissociazione dalla realtà/negazione della stessa.
Che invece di adattarsi/evolvere
si va sempre più nell'esatta direzione OPPOSTA del necessario. 
#NOHOPEFORTHISITALY
#BUONAPROSECUZIONEDIDECLINO

Da non perdere un mio post di fine 2017: 
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Forse gli italiani si stanno lentamente svegliando dall'illusione grillina. 

Hanno scelto di assopirsi nell'illusione leghista, che meglio non è. Quando tutte le alternative saranno state testate, e saranno ovviamente tutte fallite, gli italiani troveranno altri venditori di fumo, possibilmente ancora peggiori, a cui aggrapparsi.
Non ce li vedo a votare partiti di estrema destra o sinistra. 

Comunisti e fascisti sono datati e non credo avranno mai successo elettorale. 
Quindi opto per qualcosa tipo Wanna Marchi.
Il problema, fondamentalmente, è che gli italiani non vogliono ammettere a sé stessi di non avere un futuro, e soprattutto di non voler pagare il prezzo di uscire dalla palude in cui si sono ficcati.