9 dicembre forconi: Iva
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venerdì 4 ottobre 2019

E' IN ARRIVO UNA STANGATA DA 75 MILIARDI DI EURO

I DETTAGLI DELL'ENNESIMA MAZZATA A DANNO DEI CONTRIBUENTI SONO MESSI NERO SU BIANCO NELLA NOTA DI AGGIORNAMENTO APPENA APPROVATA DAL GOVERNO GIALLO-ROSSO 
SALGONO SIA LE IMPOSTE SUI REDDITI SIA L'IVA 
D'ANGELO (UNIMPRESA): "SMASCHERATA L'ENNESIMA PRESA IN GIRO"

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(AGI) - Stangata fiscale da oltre 75 miliardi di euro tra il 2020 e il 2022. Nei prossimi tre anni le tasse e i contributi previdenziali saliranno di 75,3 miliardi: dagli 813 miliardi del 2018, quest'anno si arriverà a 827 miliardi per poi salire progressivamente fino agli 890 miliardi del 2022, con una impennata complessiva del 9,25%. Questi i dati principali dell'operazione fact checking realizzata dal Centro studi di Unimpresa sulla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza appena approvato dal Consiglio dei ministri, secondo la quale sono destinati a salire anche i versamenti allo Stato per contributi sociali e previdenziali: l'incremento, che produce effetti sul costo del lavoro per le imprese, sara' di oltre 20 miliardi.

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Grazie al calo dello spread, secondo i calcoli di Unimpresa, e' in arrivo un tesoretto di 8,4 miliardi dovuto ai minori esborsi sul fronte della spesa per interessi, ma niente spending review complessiva: le uscite dal bilancio pubblico cresceranno sistematicamente, tant'è che dagli 853 miliardi dello scorso anno si arriverà ai 909 miliardi del 2022 per un aumento complessivo di quasi 55 miliardi pari a una crescita del 6,42%.

"I numeri dicono sempre la verità e smascherano le prese in giro del governo, delle quali siamo ormai stufi. Le promesse politiche da una parte e i numeri dall'altra. Le imprese avrebbero bisogno di pagare meno tasse e invece ne pagheranno sempre di più", commenta il vicepresidente di Unimpresa, Andrea D'Angelo. Secondo l'analisi dell'associazione, realizzata sulla base della Nadef, il totale delle entrate tributarie si attesterà a quota 506,3 miliardi alla fine del 2019: di questi, 250,1 miliardi sono le imposte dirette (come Irpef, Ires, Irap, Imu), 255,1 miliardi le indirette (come Iva, accise, registro) e 1,1 miliardi le altre in "conto capitale".

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Si tratta di una voce del bilancio pubblico che salirà a 531,7 miliardi nel 2020 (rispettivamente 250,3 miliardi, 280,3 miliardi e 1,1 miliardi), a 546,3 miliardi nel 2021 (rispettivamente 254,8 miliardi, 290,4 miliardi e 1,1 miliardi), a 554,8 miliardi nel 2022 (rispettivamente 258,1 miliardi, 295,5 miliardi e 1,1 miliardi). Complessivamente, considerano la variazione di ciascun anno del quadriennio in esame rispetto al 2018, l'aumento delle entrate tributarie nelle casse dello Stato sara' pari a 51,1 miliardi (+10,16%): le imposte dirette cresceranno di 9,3 miliardi (+3,74%), le indirette di 42,3 miliardi (16,71%) e le altre si ridurranno di 458 milioni (-29,17%).

Cresceranno, spiega Unimpresa, anche le entrate relative a contributi sociali (previdenza e assistenza): dai 234,9 miliardi del 2018 si passera' ai 241,4 miliardi del 2019, ai 245,4 miliardi del 2020, ai 249,3 miliardi del 2021, ai 254,9 miliardi del 2022. L'incremento complessivo di questa voce, che ha effetti sul costo del lavoro per le imprese, sara' pari a 20,1 miliardi (+8,53%).
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In salita, poi, anche le altre entrate correnti per 4,1 miliardi (+5,43%). Ne consegue che il totale delle entrate dello Stato aumenterà di 75,3 miliardi (+9,25%) rispetto al 2018 nei prossimi quattro anni: dagli 827,1 miliardi del 2019 si passera' agli 857,1 miliardi del 2020, agli 875,2 miliardi del 2021 e agli 889,1 miliardi del 2022.

Nessuna variazione particolarmente significativa per la pressione fiscale, destinata a restare stabile. Il totale delle entrate dello Stato rispetto al prodotto interno lordo, arrivate a quota 41,8% nel 2018, si attesterà al 41,9% nel 2019, al 42,6% nel 2020, al 42,6% nel 2021 e al 42,3% 2022. Tutto questo con una crescita assai modesta: il Pil dovrebbe crescere, secondo la NaDef, dell'1,01% quest'anno, dell'1,02% nel 2020, dell'1,02% nel 2021 e dell'1,03% nel 2022.

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Accanto alla crescita delle tasse, c'e' quella della spesa pubblica. La spending review pare inefficace: il totale delle uscite - arrivate a 854,6 miliardi nel 2018 - si attesterà a 868,2 miliardi nel 2019, a 884,2 miliardi nel 2020, a 899,4 miliardi nel 2021 e a 909,4 miliardi nel 2021. Complessivamente, rispetto al 2018 ci sara' un incremento della spesa di 54,8 miliardi (+6,42%).

Saliranno le uscite correnti per complessivi 59,4 miliardi (+8,13%). In leggero aumento la spesa in conto capitale ovvero la voce che riguarda gli investimenti pubblici, specie quelli in infrastrutture e grandi opere: lo Stato aumenterà lievemente questa voce e ci sara' una crescita complessiva di 3,8 miliardi (+6,62%). Risparmi in arrivo sul fronte della spesa per il servizio del debito pubblico (interessi passivi) che calerà, secondo le previsioni del governo, per a 8,4 miliardi (-13,13%).

Fonte: qui

giovedì 1 agosto 2019

LA PROCURA DI GENOVA HA APERTO UN’INCHIESTA SULL'IVA NON VERSATA DA “BOOKING.COM” SUGLI AFFITTI DELLE ABITAZIONI DI PRIVATI

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LE IMPOSTE NON PAGATE SAREBBERO CIRCA 350MILIONI DI EURO E SONO SFUGGITE TOTALMENTE AL FISCO: LA SOCIETÀ DOVREBBE OPERARE COME SOSTITUTO D’IMPOSTA PER CHI AFFITTA SENZA PARTITA IVA, MA LA TASSA NON È NEMMENO DICHIARATA PERCHÉ…


Ivan Cimmarusti per “il Sole 24 Ore”

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L' intermediazione di Booking.com sugli affitti delle abitazioni di privati senza partite Iva, potrebbe aver generato, tra il 2013 e il 2019, una evasione dell' Imposta sul valore aggiunto pari a 350 milioni di euro. Una stima basata sull' aumento esponenziale di questo tipo di prenotazioni, che dal 2017 ha registrato un incremento del 30%, superando di gran lunga quelle fatte con gli hotel. Il danno è duplice: da una parte il fisco perde un' entrata rilevante, dall' altra c' è una concorrenza sleale verso tutte quelle strutture ricettive che invece pagano regolarmente l' Imposta.
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È questa la traccia che sta seguendo la Procura della Repubblica di Genova, con una inchiesta che presto porterà alle prime iscrizioni nel registro degli indagati, con responsabilità diretta della società amministrata da Glenn Fogel.
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In ballo c' è un importante gettito fiscale, che sfugge totalmente al controllo. L' inchiesta è condotta dal procuratore aggiunto Francesco Pinto e dal sostituto Giancarlo Vona, che stanno ricostruendo un presunto «sistema» che consente alla società, con sede in Olanda, di far sparire l' Imposta sul valore aggiunto legata, esclusivamente, all' intermediazione per l' affitto di abitazioni di proprietà di privati che non hanno partita Iva.
In questo caso, infatti, Booking dovrebbe operare in qualità di sostituto di imposta, registrandosi in Italia o utilizzando un rappresentante fiscale. Invece la tassa non è neanche dichiarata, con il risultato che l' azienda è sotto procedimento giudiziario per violazione della legge sui reati tributari.
L' inchiesta, condotta dal primo gruppo della Guardia di finanza di Genova, al comando del colonnello Ivan Bixio, nasce sulla base di alcuni preliminari accertamenti su appartamenti in affitto della provincia di Genova. Ci si è accorti che nelle fatture con Booking non era applicata l' Iva.
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Quello che in un primo momento è stato ritenuto un caso isolato, presto si è trasformato in modus operandi. L' intreccio investigativo, attraverso banca dati e documentazioni societarie, ha permesso di appurare che Booking non aveva mai pagato l' Iva per l' intermediazione con privati. Il fascicolo conta anche un parere dell' Agenzia dell' Entrate, un atto emesso a seguito di apposito quesito fatto da Federalberghi.
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L' associazione ha segnalato che il portale «emette fatture senza Iva italiana, applicando il meccanismo del cosiddetto "reverse charge" anche nei casi in cui la struttura ricettiva è priva di partita Iva. La conseguenza è l' evasione totale dell' imposta, che non viene pagata né dal portale né dalla struttura». L' Agenzia «ha chiarito che l' Iva - spiegano da Federalberghi - sulle commissioni pagate ai portali che operano in altri paesi Ue è sempre dovuta.
Se la struttura ricettiva ha la partita Iva, essa si di dovrà fare carico del versamento in regime di inversione contabile. Se la struttura non ha partita Iva, dovrà essere invece il portale ad identificarsi in Italia e ad emettere fattura con Iva Italiana». Il tema è stato approfondito con una richiesta di informazioni all' Olanda: un ordine di indagine europeo che, tuttavia, non ha prodotto risultati.
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Le autorità dei Paesi Bassi hanno sostanzialmente negato qualsiasi illecito di Booking, rimandando al mittente la richiesta di ottenere documentazioni. Secondo Alessandro Massimo Nucara, direttore generale di Federalberghi, il danno non è solo alle casse dell' Erario, ma anche all' intero settore ricettivo. «Il mercato soffre - spiega - perché vede competere nello stesso spazio - la piattaforma web di Booking - soggetti che vendono lo stesso servizio, ma che sottostanno a regole diverse.
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Quello degli appartamenti privati è un business molto spesso privo di ogni forma di controllo e tutela per i consumatori. A preoccuparci è soprattutto la concorrenza sleale verso l' attività di impresa, che a differenza del privato che non ha partita Iva, paga regolarmente l' Imposta».
Fonte: qui

lunedì 20 maggio 2019

“Gli assorbenti da lavare sono nel contratto di Governo?”

“I pannolini lavabili  sono nel contratto?”. Questo  vorrei che Salvini chiedesse a  Di  Maio e a Conte, se avesse la vispezza dell’intelligenza che occorre contro questi, quando attaccano con questi pretesti  (Di Maio: “Spero che Salvini abbia chiesto a Le Pen, a Orban e agli altri governi sovranisti di prendersi i migranti che arrivano in Italia”).
“E  gli assorbenti lavabili sono nel contratto?”. Ecco una domanda assolutamente da fare. Perché sono il puro,  originario programma 5S: pannolini lavabili, giacche rivoltabili, calzini rammendabili, pneumatici (dei riksciò)   da rappezzare, scarpe vecchie da  risuolare, rumenta da cui campare cercandoci dentro cose da recuperare.  Autostrade da lasciar crollare perché tanto andremo tutti in bicicletta, e io cosa ci vado a fare a Lione, che mi  frega.


Il ritorno alla coppetta. Decrescita felice.

E’  la  già nota decrescita felice, aggravata adesso dall’originario moralismo degli Onestimanette e carcere  prima che la  “corruzione” sia  anche  solo minimamente provata:  la condanna  viene pronunciata da Travaglio  sul Fatto Quotidiano, a nome delle procure, e tanto basta.
Questo che il governo viene attuando è  il programma dei 5 Stelle. Ma  non è, mi pare, quello delle Lega. Quello per il quale la lega ha dato il  suo appoggio del 17% al movimento del 33%.
L’idea originaria – così ci avevano dato la sensazione – era diversa e grandiosa: ci uniamo per andare contro la UE, eventualmente realizzare il piano B, frenare ad ogni costo l’immigrazione africana che Renzi aveva contrattato con la UE per avere in cambio un po’ di soldi in deficit da mettere in tasca di alcuni; sforare il 3, uscire dalla Prigione dei Popoli  che ormai è la UE….

D’accordo, avete rinunciato a questo programma massimo. Richiedeva coraggio, carattere, qualità culturali che non avete.  Dalla posizione di attacco  in prima linea  avete ripiegato  a  una posizione di  retroguardia molto arretrata: lecchinaggio dell’eurogarchia e della BCE (i 5 Stelle) e la promessa di cambiare la UE dall’interno, eccetera.  Avevate tenuto almeno nella lotta agli scafisti  e alle loro scariche umane,  e dei  sinistri, clericali e mediatici irresponsabili vari che vogliono riempirne l’Italia. Una battaglia sempre più disperata, dove Salvini  (poveretto)( ha contro tutti,  dal Papa all’ONU, dalla UE ai media e voi grillini…


“Provoca”.

La Sea Watch tedesca  – violando le acque territoriali perché non è stata autorizzata –     vuole  discaricare a Lampedusa  i tipi che, pagando un caro biglietto agli scafisti, si sono messi apposta in falso pericolo di  naufragio e voglio sbarcare dopo aver distrutto i loro documenti – e Di Maio: “Sullo sbarco ci stiamo ragionando con Conte”.

(Se volete aprire i porti al traffico di esseri umani clandestini delle #ONG scafiste, ditelo apertamente)

Un vostro senatore difende le ONG e  dà  degli “xenofobi” ai leghisti.
  • La vostra ministra Trenta, vuol dedicare la sfilata militare del 2 giugno “all’inclusione”, ossia  farne un Gay Pride e delle forze(dis)armate un ONG per LGBT.
  •  – Il ministro Tria regala una poltrona d’oro al suo ministero alla cognata del piddini Gentiloni.  (Alessandra Dal Verme la cognata illustre, oltre che di nobili origini,. La dottoressa è sposata con un altro nobile, tale Gentiloni Silveri. Non un Gentiloni qualunque, bensì il fratello dell’ex Presidente del Consiglio, Paolo.
–   La vostra ministra della salute è  per l’eutanasia e i vaccini, come una qualunque radicale venduta a bigpharma.
  •  Siete a favore dell’aborto senza se e senza ma, e bollate quelli che non sono d’accordo come medievali.  Siete arrivati a perseguitare i vostri membri che sono anti-aborto,  abolendo la, libertà di coscienza:
  •  Adesso siamo ai pannolini da lavare come programma. Che caduta nel prosaico, dopo l’epica con cui siamo andati insieme al governo per rovesciare i tavoli in Europa , uscire alla gabbia che ci strangola e ci riempie di disoccupati e di miserabili senza prospettive .
Ebbene: questo che attuate è  il “VOSTRO” programma. Totalmente vostro. Non il nostro. Allora  realizzatevelo da  voi, col vostro 33% e senza il nostro 17.
Perché, vedete,  Di Maio rimbecca con ogni pretesto  Salvini e  lo smentisce e schernisce  a colpi bassi, approfittando della sua lealtà (e poca vispezza)  credendo che tanto  lui non può far cadere il governo perché Mattarella non darà mai nuove elezioni; e in ogni caso, della caduta  del governo daranno la colpa a lui, e la Lega sarà penalizzata nelle urne.
Il punto è che c’è un limite politico e morale che è stato superato: i grillini  fanno i Golpisti dell’Onestà per tenere la  Lega sotto scacco giudiziario, onde obbligarla a votare per un programma che si rivela ogni giorno non solo diverso da quello dell’epico contratto, ma nemico. Con i leghisti come schiavi.
Il fatto è che  intanto, il banchiere centrale olandese  Knot si fa intervistare dal solito Fubini e spiattella esattamente il programma della spoliazione che faranno subire all’Italia.
Ebbene:  Di Maio dà ragione a Knot (contro l’ingenuo Salvini),  rinnegando quel  che diceva solo poche settimane fa.

Di Maio: ‘Mai voteremo legge di bilancio che aumenta il debito’


Presto anche da noi.

Ora,  nessun partito con la  testa sul collo deve farsi vedere ad appoggiare questo progetto grillini, con la rovina e lo strangolamento che  provocherà.  Lo facciano i grillini   nel loro  governo – senza la Lega.  Magari coi pd, con i più Europa, coi montiani, con Berlusconi che ha  lodato Draghi , con Draghi presidente. Nella rovina, anche senza potere, è meglio che la Lega se ne stia fuori.
“I pannolini non sono nel contratto”. Questo direbbe Salvini se fosse vispo..

Maurizio Blondet

Fonte: qui

giovedì 27 settembre 2018

IN ITALIA VANNO PERSI 36 MILIARDI, DI IVA, UN QUARTO DEL TOTALE DELL’UNIONE EUROPEA


IL RAPPORTO DELLA COMMISSIONE, CHE INVITA I GOVERNI AD ATTUARE LA REVISIONE DELLE NORME SULLE VENDITE TRANSFRONTALIERE

Beda Romano per www.ilsole24ore.com (21 settembre)

AGENZIA ENTRATEAGENZIA ENTRATE
Rimangono molto frequenti in Europa i casi di frode nella raccolta dell’imposta sul valore aggiunto (IVA). Il più recente rapporto della Commissione europea, pubblicato stamani, stima che nel 2016 l’IVA andata persa per evasione ed elusione fiscali così come errori nei calcoli della tassa sia ammontata nell’Unione a 147,1 miliardi di euro. L'Italia continua ad essere ai primi posti in classifica, con un gettito IVA non incassato pari a 35,9 miliardi di euro.

Pubblicando il rapporto, l'esecutivo comunitario ne ha approfittato per esortare i Ventotto ad approvare la riforma presentata ormai un anno fa da Bruxelles.

il palazzo della commissione europea a bruxellesIL PALAZZO DELLA COMMISSIONE EUROPEA A BRUXELLES
La revisione a un assetto che risale al 1993 prevede che l'IVA nelle vendite transfrontaliere venga versata al paese di origine della merce il cui governo poi si incaricherà di trasferire il gettito al paese dove il bene verrà effettivamente usato. Attualmente l'IVA dovrebbe essere versata al paese di destinazione, ma come detto i casi di frode sono numerosi.

La riforma in discussione al Consiglio riguarda le merci. In compenso, è già entrata in vigore una revisione della legislazione comunitaria che permette la raccolta dell'IVA sulle vendite online di servizi da parte del paese dove il servizio è effettivamente utilizzato.

EVASIONE FISCALEEVASIONE FISCALE
Lo stesso meccanismo, è stato deciso, verrà applicato anche alle merci vendute online. Più in generale, nel corso degli ultimi anni, lo scambio di informazioni tra autorità fiscali è stato rafforzato grandemente in questo particolare campo.

Tornando al rapporto presentato oggi, la Commissione europea mette l'accento sulle difficoltà a contrastare i casi di frode con l'attuale meccanismo nato quando il mercato unico era assai meno integrato. I dati italiani, peraltro, giungono in un contesto politico molto particolare.

AGENZIA ENTRATE ROMAAGENZIA ENTRATE ROMA
Una legge prevede che a meno di modifiche legislative vi sia un aumento dell'IVA l'anno prossimo. Il governo del premier Giuseppe Conte vorrebbe evitare l'incremento, pur alla ricerca di denaro fresco per finanziare le sue promesse elettorali.

Bruxelles fa notare che in termini nominali l'Italia è il paese nel quale è più elevata l'IVA non raccolta (in termini relativi è subito dietro la Romania e la Grecia con un divario tra IVA attesa e IVA raccolta del 25,9% in leggerissimo calo rispetto al 2015).

Intanto, il pacchetto di riforma della raccolta dell'IVA avanza “molto lentamente” al Consiglio, spiega un esponente comunitario. Al prossimo Ecofin è previsto che i Ventotto si mettano d'accordo su piccoli cambiamenti legislativi ritenuti propedeutici. “La speranza è che successivamente i governi si concentrino sulla riforma come tale”.

Fonte: qui




giovedì 8 marzo 2018

LA PRIMA SFIDA DEL PROSSIMO GOVERNO E’ EVITARE L’AUMENTO DELL’IVA E DELLE ACCISE SUI CARBURANTI: SERVONO 31,6 MILIARDI!

OLTRE 12 MILIARDI DOVRANNO ESSERE TROVATI PER IL 2019 E 19,1 PER IL 2020 

LE INDICAZIONI SU DOVE TROVARE LE RISORSE VANNO INSERITE NEL DEF DA INVIARE A BRUXELLES GIÀ ENTRO LA FINE DI APRILE…

Michael Pontrelli per http://notizie.tiscali.it

SALVINI - DI MAIO - BERLUSCONI - RENZISALVINI - DI MAIO - BERLUSCONI - RENZI
Ora che la sbornia elettorale è terminata si può finalmente tornare alla realtà che, purtroppo, per gli italiani si prospetta abbastanza cupa. Il primo dossier che finirà sul tavolo del nuovo governo non sarà il reddito di cittadinanza, la riforma della legge Fornero, la flat tax o il bonus per i figli.

Nessun provvedimento che taglia le tasse o dà soldi ai cittadini ma la patata bollente delle clausole di salvaguardia dei conti pubblici, lasciata in eredità dagli esecutivi precedenti: aumento delle aliquote iva e delle accise dei carburanti. Per disinnescarle bisognerà trovare 12,47 miliardi per il 2019 e 19,16 miliardi nel 2020 per un totale di 31,6 miliardi nel biennio 2019/2020.

CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA IGNORATE DALLA PROPAGANDA ELETTORALE
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In campagna elettorale nessuno ha parlato di questo problema. Neanche una parola. Tutti hanno fatto finta di non sapere che se nella finanziaria del 2018 non si troveranno le coperture necessarie, a partire dal 1 gennaio 2019 l’aliquota intermedia dell’Iva salirà dal 10 al 12% mentre quella ordinaria passerà dal 22 al 24,2%. Nuova raffica di aumenti ad inizio 2020 con l’aliquota intermedia al 13% e quella ordinaria al 24,9%. A cui si aggiungerà l’ennesimo rincaro delle accise sui carburanti. Una vera e propria stangata per le tasche degli italiani che potrebbe mandare ko la fragile ripresa economica in corso.

COTTARELLICOTTARELLI
Per evitare il disastro i tempi sono brevi. Già nel DEF da redigere entro il 10 aprile e da inviare a Bruxelles entro il 30 dello stesso mese l’esecutivo dovrà indicare se intendere recuperare le risorse con tagli alla spesa oppure aumentando altre tasse. Un nuovo esecutivo molto probabilmente non ci sarà per cui Gentiloni (premier in carica solo per l’ordinaria amministrazione) non potrà che inviare un DEF vuoto che rimanda alla legge di Bilancio autunnale la soluzione del problema.

RISORSE SPENDING REVIEW COTTARELLI GIÀ AZZERATE
Come già detto, 31,6 miliardi da trovare nei prossimi due anni. Più o meno il valore dei tagli alla spesa improduttiva indicati come possibili dall’ex commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, e a cui più o meno tutti hanno fatto riferimento per finanziare le incredibili promesse della campagna elettorale.
letta gentiloni renziLETTA GENTILONI RENZI

RICHIESTA DI NUOVA FLESSIBILITÀ ALL'EUROPA
Una via di uscita diversa e meno lacrime e sangue per gli italiani però ci sarebbe: chiedere a Bruxelles nuova flessibilità. Ovvero finanziare il mancato gettito Iva in deficit non superando però il limite invalicabile del 3% nel rapporto tra disavanzo e Pil. La stessa ed identica operazione fatta da Renzi e Gentiloni che di fatto, sperando nella ripresa economica, hanno lasciato in eredità la patata bollente al governo che verrà.
DI MAIO SALVINIDI MAIO SALVINI

PRIMO TEST PER GLI EUROSCETTICI
Per il nuovo esecutivo, di qualunque tipo sarà, si annuncia dunque fin da subito un duro scontro con Bruxelles. Un primo test della verità per i vincitori delle elezioni, gli euroscettici M5s e Lega. Difficilmente infatti una nuova maggioranza potrà formarsi senza uno dei due schieramenti saldamente presente a Palazzo Chigi. I giorni della campagna elettorale sembrano già terribilmente lontani.

Fonte: qui

mercoledì 3 gennaio 2018

LA CRISI ECONOMICA COSTRINGE PER LA PRIMA VOLTA I PAESI DEL GOLFO AD INTRODURRE L’IVA

AL MOMENTO, L’ALIQUOTA E’ DEL 5% SU BENI COME CIBO, BENZINA, TELEFONI E CORRENTE ELETTRICA 

GIA’ IN VIGORE A RYAD E NEGLI EMIRATI. GLI ALTRI PAESI HANNO TEMPO FINO AL 1/1/2019

Da Ansa

Arriva l'Iva in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti che, per la prima volta nel Golfo, hanno introdotto a partire da oggi un'imposta al 5%, testa a incrementare le entrare e rilanciare l'economia interna. Lo riferisce Al Jazeera.

La tassa è applicata su molti prodotti, inclusi cibo, vestiti, benzina, elettronica, telefonia e nelle bollette di acqua ed elettricità. La svolta è stata decisa nell'ambito del Consiglio di cooperazione del Golfo, gli altri Paesi membri, Qatar, Bahrein, Oman e Kuwait hanno tempo fino al 1 gennaio 2019 per applicare la tassa.

2 Gennaio 2018

Fonte: qui

giovedì 26 ottobre 2017

SIETE PRONTI PER LA FATTURA ELETTRONICA? LO STATO NON LO È, MA VOI DOVETE ESSERLO!

NONOSTANTE I CASINI CON LO SPESOMETRO, NELLA MANOVRA ENTRA L’OBBLIGO DI EMETTERE FATTURA ELETTRONICA FRA PRIVATI. SI PARTE CON I CARBURANTI, DOVE L’EVASIONE IVA È MOLTO ALTA. 

ECCO QUANDO ARRIVERÀ L’OBBLIGO PER TUTTI GLI ALTRI
Giovanni Parente per www.ilsole24ore.com

FATTURAZIONE ELETTRONICAFATTURAZIONE ELETTRONICA
La manovra 2018 traduce in realtà l’obbligo di fattura elettronica nelle operazioni tra privati. Un obbligo che, però, sarà articolato in due tempi. Si comincerà dal 1° luglio 2018 per cessioni di benzina o gasolio per motori e per le prestazioni di subappaltatori nel quadro di un contratto di appalti pubblici.

Poi dal 1° gennaio 2019 l’obbligo sarà esteso a tutte le operazioni business to business (le cosiddette B2B) e viaggerà attraverso il sistema di interscambio (lo Sdi), lo stesso canale in cui sono già transitate le fatture elettroniche verso la Pa e di recente i dati delle comunicazioni delle liquidazioni Iva e quelli per lo spesometro. E in questo caso non sono mancati problemi, come più volte sottolineato nelle ultime settimane.

La filiera dei carburanti
FATTURAZIONE ELETTRONICAFATTURAZIONE ELETTRONICA
Partire dalla filiera dei carburanti ha un significato e un obiettivo strategico ridurre le frodi Iva che penalizzano le imprese che operano correttamente. Frodi che scaturiscono sia dall’utilizzo di lettere d’intento false che dai depositi Iva. Qualche esempio? Il prodotto parte da un deposito fiscale (conosciuto e ben identificato) ed è destinato a un altro deposito commerciale o a una pompa di benzina.
spesometro tiltSPESOMETRO TILT

Ma tra il mittente e destinatario si interpongono una serie di soggetti non tracciati che effettuano la frode (acquisto senza Iva, fattura con Iva al cliente, non versamento dell’imposta e scomparsa dell’impresa interposta). Da qui l’esigenza di una totale tracciabilità di tutti i passaggi che la fattura elettronica potrebbe contribuire a garantire.

L’estensione a tutti gli altri operatori
Dal 2019 la fattura elettronica diventerebbe obbligatoria per tutte le operazioni B2B. Per poter allargare la fattura elettronica a tutte le operazioni commerciali tra operatori economici, l’Italia è passata da una richiesta alla Commissione europea che le consentisse di derogare al divieto comunitario all’obbligatorietà.
BENZINABENZINA

Una delle motivazioni a sostegno è rappresentato dall’alto divario misurato con il tax gap, ossia la differenza tra l’Iva teoricamente dovuta e quella poi effettivamente riconosciuta all’Erario. Un divario “certificato” anche dall’ultimo rapporto sull’evasione Iva di Bruxelles, per il quale il gap dell’Italia è stato di 35 miliardi di euro nel 2015, ossia il più alto di tutta l’Unione in valore assoluto.

Fonte: qui