9 dicembre forconi: acqua
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giovedì 5 marzo 2020

Il mondo alieno che potrebbe ospitare la vita

Distante 124 anni luce, forse ha acqua in superficie

Ansa - Alcuni lo considerano una super-Terra, per altri e' un Nettuno in miniatura. A 124 anni luce dal Sole c'e' un mondo 'alieno' che sta attirando l'attenzione dei planetologi, perche' potrebbe avere le condizioni ideali per ospitare la vita, a partire dalla presenza di acqua allo stato liquido in superficie. Ne e' convinto il gruppo dell'Universita' britannica di Cambridge, coordinato da Nikku Madhusudhan, che ha pubblicato l'ultimo identikit del pianeta sulla rivista The Astrophysical Journal Letters.

Scoperto nel 2015 dal telescopio spaziale Kepler della Nasa, il pianeta si chiama K2-18b e orbita intorno a una nana rossa, una stella piccola e fredda, la tipologia piu' diffusa nell'universo. Il suo raggio e' circa due volte e mezza la Terra e la sua massa quasi 9 volte quella del nostro pianeta. K2-18b ha gia' fatto parlare di se' nel 2019, dopo la scoperta di vapore acqueo nella sua atmosfera, ricca d'idrogeno.

Il pianeta orbita nella cosiddetta zona abitabile, cioe' alla giusta distanza dalla propria stella da avere la temperatura adatta alla presenza di acqua liquida in superficie. Un'ipotesi, quest'ultima, di cui e' convinto il gruppo di Madhusudha che, dopo avere analizzato i dati su K2-18b e grazie a modelli al computer, sostiene nello studio che "l'idrogeno dell'atmosfera del pianeta, pari al 6% della sua massa, non e' cosi' spesso da impedire la presenza di acqua liquida in superficie".



Per sapere se K2-18b e' davvero un mondo ospitale per la vita, occorreranno pero' nuovi dati, come quelli del futuro telescopio spaziale James Webb, il successore di Hubble, frutto di una collaborazione tra Nasa, Agenzia Spaziale Europea (Esa) e canadese (Csa), il cui lancio e' in programma nel 2021. O della missione Ariel dell'Esa, che dal 2028 studiera' le atmosfere di pianeti esterni al Sistema Solare.

Per la responsabile italiana di Ariel, Giusi Micela, dell'Osservatorio di Palermo dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), "questo studio conferma la presenza di vapore acqueo nell'atmosfera di K2-18b, e non esclude la possibilita' che ci sia acqua liquida anche in superficie. Ma i dati non sono ancora sufficienti per averne una conferma. Questi studi - rileva - sono importanti, perche' pianeti come K2-18b non sono presenti nel Sistema Solare. E quindi - conclude l'astrofisica - possono aprire la strada alla ricerca di mondi abitabili al di fuori del nostro sistema planetario".

martedì 9 luglio 2019

IN INDIA, DOPO 200 GIORNI SENZA PIOGGE, ESPLODONO LE RIVOLTE CONTRO LE AUTOCISTERNE PRIVATE CHE SVUOTANO I POZZI

L’ACCUSA È DI PORTARE L’ACQUA SOLO A CHI HA I SOLDI LASCIANDO A SECCO I POVERI CHE, PER NON MORIRE DISIDRATATI, BEVONO DA POZZI INQUINATI BECCANDOSI DIARREA O GASTRITE 
LE RISERVE DEI VILLAGGI VENGONO SACRIFICATE A FAVORE DI AZIENDE, UFFICI CON ARIA CONDIZIONATA E HOTEL DI LUSSO CON PISCINE E FONTANE…

Carlo Pizzati per “la Stampa”

siccita' india 6SICCITA' INDIA 
A rischiare la vita sono sempre i più poveri. Che si prendono gastrite o diarrea, costretti a bere acqua inquinata per non morire disidratati. Perché, quando non piove da 200 giorni, quando i salvifici acquazzoni monsonici non arrivano e i pozzi si svuotano, mentre laghi e paludi si prosciugano, se non hai i soldi per pagare l' autocisterna come fai?

siccita' india 5SICCITA' INDIA 
Chi ha un lavoro, il motorino dove portare tutta la famiglia e vive in un mini-appartamento, insomma, la classe media per gli standard indiani, è costretto a lavarsi meno, con una scodella, un sorso alla volta, invece di farsi la doccia. Se ha addirittura la lavatrice, riduce l' uso a due volte al mese. Deve tirare lo sciacquone una volta al giorno. Ma ha da bere. Non è questione di vita o di morte. Per i più poveri in periferia è un' altra storia.

siccita' india 4SICCITA' INDIA
Quest' estate di siccità indiana sta mostrando al mondo che le guerre dell' acqua non si combatteranno con robot-droni, o tra eserciti, ma in rivolte civili di metropoli tropicali come Chennai, profondo sud indiano, capitale dei disastri climatici in questi ultimi anni, area metropolitana un tempo nota come Madras, dove abitano 9 milioni di cittadini nel pieno di una disastrosa siccità.

siccita' india 3SICCITA' INDIA
Nel paesino di Bangarampettai, a 30 km da qui, 150 poveri hanno sequestrato un' autocisterna, frantumando il parabrezza e sgonfiando le gomme prima di riconsegnarla vuoto alla polizia. Una scena che sembra rubata dalla serie Netflix «Leila», ambientata nel futuro molto plausibile di un' India distopica.

siccita' india 24SICCITA' INDIA 
In questi mesi così aridi, non è la prima volta che gli abitanti delle periferie assediano i camion dell' acqua perché sanno che le riserve vengono sacrificate a favore dei più ricchi con le loro aziende, gli uffici con l' aria condizionata e gli hotel di lusso forniti di piscine e fontane. L' Eden idrico a due passi, ma inespugnabile.

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Il giorno prima del consueto assalto alla cisterna, gli abitanti dei villaggi alle estremità di Chennai hanno scritto una lettera al municipio: «Le autocisterne private sono venute già 8 volte a scavare pozzi nel nostro villaggio, estraendo indiscriminatamente migliaia di litri della nostra acqua. Ogni giorno! L'acqua dei nostri terreni per i vostri lussi».

siccita' india 22SICCITA' INDIA 
Questa è l' emergenza. Centinaia di villaggi evacuati dallo stato del Maharashtra fino al Tamil Nadu. Scuole chiuse, ditte che chiedono ai dipendenti di lavorare da casa e alberghi che razionano l' acqua ai clienti. Ospedali in crisi, campi rinsecchiti, temperature record oltre i 50 gradi.
Per centinaia di migliaia di famiglie usare il l bagno diventa un lusso impossibile. Molte donne attendono la notte per defecare all' aperto. «L' acqua costa», spiega una signora, «non posso sprecarne 10 litri al giorno per lo sciacquone!».
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«Se la situazione non migliora, non ci resta che emigrare», si sfoga un impiegato. India 2019. Altro che distopia Netflix. Ci siamo già.
Eccola, Chennai, la Detroit indiana, famosa per la produzione automobilistica, la lavorazione della pelle e una delle nuove capitali dell' IT: in ginocchio dopo l' alluvione con mille morti nel 2016, il ciclone livoroso nel 2017 e, ora, due anni di monsoni assenteisti. Chennai capitale dei disastri naturali. E di errori umani nati da crudeltà e ignoranza.

siccita' india 20SICCITA' INDIA 
La vulnerabilità della metropoli ad alluvioni e siccità ha radici tripartite. Pessima pianificazione, corruzione e superstizione. Nella corsa cieca al Dio Sviluppo, affiancato dal Dio Profitto adorato dagli speculatori edilizi di tutto il mondo, s' è asfaltato senza criteri, nella solita urbanizzazione che ha soffocato un terzo dei bacini d' acqua ed eliminato un quarto della terra agricola. Dal 1980 al 2010 l' area edificata è passata da 47 a 402 km quadrati. I laghetti e le paludi si sono ridotti da 186 a 71 km quadrati.
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Ovviamente c' è subito chi lucra su questi disastri, causati più che da Surya, Dio del Sole, da mancanza di pianificazione. «Solo l' 8 per cento dell' acqua piovana viene conservata», ha ricordato il premier Narendra Modi. Infatti all' inizio si fa affidamento ai pozzi, che si estinguono. Poi bisogna comprare dalle cisterne comunali a 700 rupie a carico. Troppe le richieste e subentrano i privati, una Mafia dell' acqua che decuplica i prezzi, 7 mila rupie per acqua scavata chissà dove.
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Tanti finiscono in ospedale per aver bevuto quella fanghiglia grattata via dal fondo di dighe esaurite o laghi rinsecchiti, poltiglia che anche le vacche rifiutano di bere.
«Nell' ultimo mese e mezzo i pazienti con diarrea, gastrite e malattie simili sono raddoppiati», dice Sandeep Deshmukh, medico all' ospedale civile Beed. Malattie causate dall' acqua sporca. In India si stima che il 70 per cento dell' acqua sia inquinata, 200 mila morti l' anno per patologie correlate.

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E tutti a chiedersi: quando arriveranno i monsoni? Il Chief Minister raccoglie i suoi leader in preghiera, per fare offerte agli dei in diretta tv, bruciando burro chiarificato nel fuoco sacro. Ma le inchieste rivelano che i ministri ricevono, gratis, 3 autocisterne comunali al giorno per innaffiare i loro giardini.
Nella regione del Chettinad, i contadini celebrano cerimonie antichissime per invocare Mariamman, Madre Pioggia, dea Tamil pre-vedica. S' infilano spadoni nelle guance, camminano sui carboni ardenti, fanno chilometri portando sulle spalle enormi candelabri. Niente. Il cielo tace.
Più degli Dei, ci pensa un Divo. Leonardo Di Caprio. Che c' entra? C' entra perché la super-star di Hollywood, che da anni si batte contro il riscaldamento globale, ha postato su Instagram una semplice frase: «Solo la pioggia può salvare Chennai da questa situazione». Poche ore dopo, miracolo! miracolo!, è piovuto. Non abbastanza. Ma abbastanza per sdrammatizzare una situazione dove c' è poco da ridere. 
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«Ok, quest' anno è toccato a Chennai," ha detto Samrat Basak, esperto d' aqua per il World Resources Institute, "ma Bangalore, Hyderabad e Delhi affrontano scarsità idriche simili». Si parla di quattro metropoli che in totale hanno 60 milioni di abitanti. Il think tank governativo NITI prevede che 21 città finiranno l' acqua dei pozzi entro l' anno prossimo.
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L' India che rincorre la Cina, che vuole un arsenale militare per proteggere i suoi oceani con i sottomarini russi e che manda dozzine di satelliti nello spazio, se vuole davvero correre la sua gara, dovrà prima fare un po' di ordine in casa, rielaborando le strutture delle sue megalopoli che rischiano di trasformarsi in una distopia che in questi mesi, in India, sembra già iniziata.
Fonte: qui

sabato 6 ottobre 2018

A UN ANNO DALLA SICCITÀ CHE LA COLPÌ, ROMA CONTINUA A SPRECARE ACQUA: DALLE SORGENTI AI RUBINETTI, LUNGO GLI 8.100 CHILOMETRI DI RETI DI DISTRIBUZIONE SE NE PERDE IL 41,5%


UNA MEDIA PERFINO SUPERIORE ALLO SPERPERO MEDIO ITALIANO: 38%. IL PIÙ ALTO D'EUROPA ACCOMPAGNATO DALLA BOLLETTA PIÙ BASSA, POCO PIÙ DI 1 EURO A METRO CUBO

Gian Antonio Stella per il Corriere della Sera

«Al lago di Bracciano le caprette pascolano sui fondali in secca». È passato un anno dall'estate 2017 in cui una Roma assetata fu costretta a prendersi l' acqua dal bacino del Parco naturale. Polemiche: «Mai più!». La stessa Acea, poche settimane dopo, rilanciava l' allarme: l' acquedotto più importante, che disseta 7 romani su 10, è vecchio, malmesso, esposto ai terremoti.
LAGO DI BRACCIANOLAGO DI BRACCIANO

In caso di guai seri, la capitale potrebbe restare senza acqua per mesi e mesi. Con danni incalcolabili. Nei Paesi seri si sarebbero precipitati: non corriamo rischi. Macché...
Intendiamoci, l' Acquedotto del Peschiera è stato ed è davvero una benedizione per Roma e i romani. E la scelta della «multiutility» capitolina di celebrare gli ottant'anni della condotta con una mostra aperta proprio in questi giorni al Palazzo delle Esposizioni è un omaggio al servizio offerto a generazioni di cittadini con quell' acqua che sgorga dalla grotta nel Monte Nuria a Cittaducale, Rieti.

virginia raggi acqua siccitaVIRGINIA RAGGI ACQUA SICCITA
Il problema, però, resta: e la prevenzione? Domani? Dopodomani? L'ultima emergenza dell'anno scorso mise Roma quasi in ginocchio. Titoli indimenticabili: «Il sindaco braccianese: Roma ci ruba l'acqua». «Siccità, l'allarme di Zingaretti: "Sta finendo l' acqua a Roma"». «Raggi: "È inimmaginabile che un milione di romani non abbiano l'acqua"». Baruffe infuocate fino a un compromesso. Affidato alla buona sorte...

«E così sono tutti felici e contenti», commentò amaro l'ambientalista ed ex magistrato Gianfranco Amendola nel suo blog sul Fatto, «il problema dell'acqua di Roma si è risolto con accordo e tripudio generale del ministero dell'Ambiente, della Regione Lazio, della sindaca di Roma e dell' Acea: niente razionamenti, abbiamo scherzato; possono continuare i prelievi dal lago di Bracciano, ma, sia chiaro, in forma ridotta e poi, sia sempre chiaro, cesseranno alla fine dell'estate, quando, si spera, torneranno le piogge».

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Ma ci si può affidare solo a Giove pluvio? Certo, la natura è sempre stata storicamente generosa con la Città Eterna. Al punto che Strabone, ai tempi di Gesù, scriveva: «La quantità d' acqua che viene condotta nella città è talmente grande che attraverso la città e nei canali sotterranei scorrono veri e propri fiumi e quasi ogni casa ha condutture e serbatoi propri e possiede fontane che zampillano in abbondanza».

Il guaio è che Roma, di acqua, ne ha anche sprecata e continua a sprecarne tanta.
Basti dire che dalle sorgenti ai rubinetti, lungo gli «8.100 chilometri di reti di distribuzione e di diramazione agli utenti» perde il 41,5% dell'acqua potabile a disposizione. Una media perfino superiore (nonostante 23 secoli di esperienza a partire dal primo acquedotto voluto da Appio Claudio) allo sperpero medio italiano: 38%. Il più alto d' Europa. Spreco accompagnato dalla bolletta più bassa, poco più di 1 euro a metro cubo. Un terzo della bolletta fiorentina, un quinto di quella di grandi città europee dove la dispersione è intorno al 6%.

il decalogo del comune di roma per risparmiare acqua siccitaIL DECALOGO DEL COMUNE DI ROMA PER RISPARMIARE ACQUA SICCITA
Certo è che già nel luglio 2017, recuperando studi e proposte più antichi, sotto pressione per la crisi «delle caprette al pascolo a Bracciano», l' Acea denuncia tutti i pericoli e delinea un progetto per risolvere il problema. L' acquedotto più importante per Roma, spiega, «attraversa zone ad elevatissimo rischio sismico e idrogeologico, come si evince dalle cartografie allegate, e una sua improvvisa interruzione, causata da un eventuale evento sismico o franoso, provocherebbe un disservizio alla popolazione dell' intera area metropolitana di Roma per un tempo non inferiore a 6 mesi». Serve dunque un raddoppio.

Costruito nel 1938, «realizzato con tecnologie ad oggi ampiamente superate», lesionato già dal terremoto in Umbria e nelle Marche del settembre '97, logorato da ottant' anni d'«esercizio ininterrotto» che hanno imposto «continui interventi di manutenzione straordinaria intensificati dai ripetuti eventi sismici nell' Appennino Centrale», insiste il documento di Acea, l' acquedotto attuale non è manco «ispezionabile senza causare la totale interruzione dei 9 mc/sec trasportati».

LAGO DI BRACCIANO SICCITA'LAGO DI BRACCIANO SICCITA'
Conclusione: «Risulta improcrastinabile procedere alla realizzazione del nuovo Tronco Superiore Peschiera». Cioè una nuova condotta «totalmente in galleria con un tracciato di circa 27 km, sostanzialmente parallelo a quello esistente che consentirà il trasporto dell' intera portata». Urgente. Anzi: urgentissimo.

Tanto più che, mette in guardia la società, «le autorizzazioni, gli atti di assenso e i nulla osta, comunque denominati necessari, per l' esecuzione delle opere» rischiano di portar via un sacco di tempo. I timbri indispensabili al via libera, per capirci, sono 14 e vanno richiesti a un' infinità di enti e autorità diversi, dai comuni di Castel S. Angelo, Cittaducale, Rieti, Belmonte in Sabina, Torricella in Sabina, Montenero Sabino, Mompeo, Salisano alle «Opere idroelettriche Salto e Turano».

Itinerari burocratici che potrebbero allungare, anche di molto, i due anni e mezzo necessari previsti per il cantiere. Bene: passata l' emergenza, non si è più mossa foglia. Certo, ogni tanto il tema torna a galla. Ma senza più quella drammaticità e quell' urgenza che emergevano dal dossier-denuncia. E così, un mese fa, l' Autorità di Bacino del Tevere e dell' Appennino centrale ha deciso di mandare a tutti, dal premier ai ministri competenti, dal governatore al sindaco, una lettera. Firmata dal segretario generale Erasmo D' Angelis. «Oggetto: Elevato rischio approvvigionamento idrico per il Lazio Centrale ATO2 e la Capitale. Urgenza di definizione del progetto esecutivo e di avvio dei lavori».

giulio cesare sulla siccita a romaGIULIO CESARE SULLA SICCITA A ROMA
Lettera dove si ricorda la necessità di questo nuovo acquedotto del Peschiera poiché la condotta attuale «attraversa un territorio in un contesto idrogeologico e geofisico tra i più rischiosi del Paese, sottoposto a forti sollecitazioni tettoniche e telluriche».

Il tutto, dicevamo, nella totale assenza di protezioni e sistemi antisismici: «Tale condizione, in caso di evento, avrebbe conseguenze drammatiche per l' approvvigionamento idropotabile e la sicurezza sanitaria della popolazione dell' ATO2 Lazio Centrale e dell' area metropolitana di Roma, non essendo possibile ricorrere a fonti alternative d' approvvigionamento di adeguata entità».
CASTEL SANT'ANGELO SICCITA'CASTEL SANT'ANGELO SICCITA'





Rileggiamo: «conseguenze drammatiche». Ricordato d' avere «più volte espresso preoccupazioni chiedendo l' immediato avvio alle procedure per la sostituzione» della vecchia condotta, l' Autorità di bacino insiste: «Nel novembre dello scorso anno l' Osservatorio Permanente degli Utilizzi Idrici del Distretto dell' Appennino Centrale, riunito da questa Autorità, ha ratificato la proposta tecnica presentata da Acea SpA, evidenziando l'urgenza della realizzazione».

A farla corta: costruire il nuovo acquedotto, su un «tracciato di circa 27 km sostanzialmente parallelo a quello esistente» ma stavolta con sistemi anti-sismici è, per l' autorità di bacino, improcrastinabile. Sarebbe davvero un peccato se, Dio non voglia, dovessimo intervenire ancora una volta «dopo» e non prima.

Fonte: qui

sabato 14 luglio 2018

LO SPORT A 40 GRADI? OCCHIO A NON ESAGERARE: I MEDICI NON LO SCONSIGLIANO MA…

ALCUNI CONSIGLI: BERE TROPPA ACQUA FA MALE, IL MIELE AIUTA, MEGLIO NON CORRERE DI SERA: RISCHIATE DI COMPROMETTERE LA QUALITÀ DEL VOSTRO SONNO NOTTURNO 
NON E’ VERO CHE SUDARE FA BRUCIARE GRASSI. ECCO PERCHE’...
Maria Sorbi per il Giornale

Che fatica allenarsi a 40 gradi. Ma oltre allo sforzo doppio rispetto all' inverno, lo sport durante l' estate può essere anche un rischio. Perciò va fatto nel modo giusto, senza eccessi e cercando di capire cosa si nasconde dietro a quelli che potrebbero sembrare banali consigli di sopravvivenza alle temperature hot.

Innanzitutto è bene prediligere, almeno per qualche mese, gli sport d' acqua (dal nuoto all' acquagym). Per gli irriducibili della palestra sono assolutamente da evitare gli sbalzi di temperatura con l' esterno e l' aria condizionata eccessiva.

Per chi invece si allena all' aperto è bene non farlo mai nel cuore del pomeriggio né a pelle scoperta per evitare ustioni. E poi non si può pretendere di mantenere lo stesso ritmo della stagione invernale. Il caldo ci fa consumare più energie e quindi anche l' intensità dello sport andrebbe rallentata.

Importante evitare colpi di sole e capogiri, stare attenti ai mancamenti e non sottovalutare la sensazione di affanno e mancanza d' aria. Per mantenere le funzioni fisiologiche, il corpo deve conservare la temperatura interna a 37 gradi.

corsa estateCORSA ESTATE
IL TERMOMETRO 

Quando si fa attività, parte dell' energia viene trasformata in calore portando la temperatura a 39-40 gradi. Cosa accade allora? L' ipotalamo reagisce e fa scattare una sorta di allarme per abbassare «l' effetto febbre». Quindi attiva il suo piano di compensazione: aziona la sudorazione, la vasodilatazione delle arterie cutanee e stimola le ghiandole endocrine che, in caso di perdita eccessiva di liquidi, evitano un eccessivo calo di sali minerali e richiamano acqua dai reni.

Ovviamente, più aumenta la temperatura, più il processo di termoregolazione diventa difficoltoso. Altro aspetto da considerare: il riscaldamento pre performance sportiva. In estate va ovviamente ridotto per non affaticare troppo il fisico. E in ogni caso bisogna tener presente che, atleti o non atleti, il corpo è in grado di abituarsi e adattarsi alle nuove temperature in circa due settimane, un po' come accade per il jet lag. Quindi nei primi giorni di caldo bisogna calare un po' il tiro e, con pazienza, aspettare di riprendere il ritmo.

corsa estateCORSA ESTATE
Soprattutto gli atleti più stacanovisti si mettano in testa che non è certo l' estate il momento ideale per battere i record e mettersi alla prova. «Non bisogna mai dimenticare la prudenza e la gradualità nell' attività sportiva - spiega Antonio Robecchi Majnardi, fisiatra dell' unità di riabilitazione neuromotoria dell' istituto Auxologico di Milano - Chi approfitta delle vacanze per tornare a fare sport, mantenga la sua capacità critica senza tentare gesti atletici inadeguati alle proprie possibilità, senza esagerare insomma».

QUANTA ACQUA BERE Da tenere a mente che bere troppa acqua fa male. Per fare un esempio «esagerato», superare i 9,5 litri di liquidi ingeriti nell' arco di una giornata può anche portare a episodi di iponatremia, cioè un' elevata alterazione degli elettroliti (tra cui sodio, potassio, cloro) nei fluidi corporei. Da qui possono nascere sensazioni di malessere generale, nausea, vomito, riduzione dell' appetito, sensazione di debolezza, cefalea, crampi muscolari più frequenti negli uomini - sensazione di debolezza fino allo svenimento più facile nelle donne. O problematiche più gravi. L' ideale per idratarsi nel modo corretto è sorseggiare con costanza prima, durante e dopo lo sport, una bevanda che contenga sali minerali.
corsa estateCORSA ESTATE

Di contro, bisogna anche stare attenti all' altro lato della medaglia, cioè a non disidratarsi. Il motivo? L' acqua che l' organismo perde, arriva dal plasma (la parte liquida del sangue) e la sua diminuzione fa aumentare la densità di globuli rossi, bianchi e piastrine. Quindi il sangue, più denso, fa più fatica a circolare e anche a trasportare ossigeno che invece, sotto sforzo, serve doppiamente al corpo. Aumenta quindi il rischio di trombosi.

La disidratazione provoca anche la perdita di elettroliti, importanti per la conduzione nervosa e per la concentrazione muscolare. Da qui si possono verificare crampi ai muscoli, poiché il sistema nervoso rallenta il suo funzionamento e peggiora le contrazioni.

Per garantire l' idratazione ottimale, i medici consigliano agli sportivi di bere mezzo litro d' acqua o di altra soluzione salina una mezz' ora prima di cominciare a fare attività sportiva. Durante l' esercizio è consigliabile sorseggiare ogni 10-15 minuti anche senza avere sete (la sete di per sé indica già la mancanza di liquidi). Inoltre se l' attività dura meno di 60 minuti, evitare di ingerire bevande ipertoniche che peggiorerebbero la prestazione. Grosso errore è bere acqua gelata, che potrebbe provocare una congestione: accortezze che possono evitare emergenze e interventi sanitari.
corsa estateCORSA ESTATE

Correre di sera ci rende insonni per tutta la notte

Appassionati di corsa? Patiti della bicicletta? Per non trasformare il momento dedicato al piacere dello sport in un' estenuante e pericolosa faticata, vanno evitate le ore del primo pomeriggio per non incappare in colpi di calore.
I sintomi sono simili a quelli dell' insolazione: malessere generale, mal di testa, nausea, febbre con sudorazione intensa, sete, vertigini, aumento della frequenza cardiaca, respiro affannoso. Altrettanto importante è non scegliere la sera per praticare i vostri esercizi fisici con la scusa che si suda di meno: rischiate di compromettere la qualità del vostro sonno notturno. Fondamentale proteggere la pelle dal sole e scegliete un abbigliamento che consenta la traspirazione della pelle.

miele elvishMIELE ELVISH
Mangiare miele, macedonia e poco gelato

Mangiare bene in estate è fondamentale per chi non fa sport, figuriamoci per chi si allena anche in pieno agosto. L' alimentazione deve essere semplice e di facile assimilazione per non affaticare i meccanismi digestivi e deve contenere tutto: carboidrati, proteine, grassi buoni e vitamine. Bisogna inoltre preferire gli zuccheri a basso indice glicemico, che non comportino repentini sbalzi della glicemia. La colazione, oltre a latte o yogurt, dovrebbe comprendere anche un paio di cucchiaini di miele e una spremuta di arancia. A pranzo via libera a insalate con verdure a foglia larga, con qualche noci, carni bianche, macedonie di frutta. Consigliati anche riso integrale, grano, farro e orzo. E ovviamente pesce.

Mettere in testa un cappellino bagnato d' acqua

sport estateSPORT ESTATE

Per chi va a correre in luglio e agosto, l' abbigliamento non può essere casuale. Ad esempio, sarebbe bene indossare un cappellino e bagnarlo per evitare un incremento eccessivo della temperatura del capo. Consigliabile un abbigliamento leggero, costituito da canottiera o maglietta che non facciano sudare troppo e che, allo stesso tempo, trattengano parzialmente il sudore, evitando così un' eccessiva perdita di liquidi. Proprio la maglietta può essere un valido aiuto perché, se bagnata, garantisce una sensazione di refrigerio. Il paradosso, al caldo (e al sole), vorrebbe quanta più superficie del nostro corpo coperta, un po' come avviene in mezzo al deserto per difendersi dai gradi eccessivi
gelatoGELATO

Sudare molto non ci fa bruciare i grassi


Purtroppo ancora ci cascano in tanti. Ma dire  che una bella sudata faccia dimagrire è soltanto una bufala. Al contrario, una bella sudata, soprattutto se associata al calore prodotto dall' irraggiamento solare, fa solo aumentare la temperatura corporea, che l' organismo abbassa attraverso l' evaporazione del sudore. Da qui la sensazione, tutta apparente, di avere perso grasso. Inoltre se il corpo suda molto, perde liquidi che vanno assolutamente reintegrati nelle ore successive con acqua e sali minerali. Pena il rischio di andare incontro a una pericolosa disidratazione. Quindi attenzione ai risultati fallaci della bilancia: non siamo dimagriti di colpo ma abbiamo solo perso liquidi. Fonte: qui

venerdì 13 luglio 2018

OGNI ANNO GLI ITALIANI CONSUMANO 206 LITRI DI ACQUA IN BOTTIGLIA EPPURE QUELLA DEGLI ACQUEDOTTI È (QUASI SEMPRE) BUONISSIMA

LA MINERALE È PERCEPITA COME UNA NECESSITÀ PER EFFETTO DI UNA PUBBLICITÀ MARTELLANTE, DI PAURE ATAVICHE. 

LE MULTINAZIONALI PAGANO UN CANONE IRRISORIO, MA IL VERO PROBLEMA È…

Antonio Massarutto per “il Venerdì - la Repubblica”

acqua bottiglia 1ACQUA BOTTIGLIA 1
Per non annegare in un bicchiere d' acqua, è bene partire dai numeri. Punto primo: gli italiani bevono, in media, 206 litri di minerale ciascuno all' anno (siamo secondi solo al Messico). Spendendo qualcosa come 10 miliardi di euro.

Punto secondo: l' acqua è un bene demaniale, il cui uso (qualsiasi uso, compreso il bere) è regolato dallo Stato. Punto terzo: per prelevarla si paga un canone di 2 millesimi di euro per litro, circa 18 milioni di euro, meno del 2 per mille della spesa totale.

acqua del rubinetto 1ACQUA DEL RUBINETTO 1
Detto così, fa impressione: e infatti c' è chi si chiede come sia possibile permettere che imprese private, spesso multinazionali, saccheggino il "bene comune" lasciando al territorio solo le briciole.

In realtà, il consumo di acqua minerale non intacca nemmeno marginalmente l' equilibrio del bilancio idrico. Insomma, non è certo per colpa della minerale se i fiumi vanno in secca, o i campi soffrono la sete.

E sebbene ancora vi siano località dove gli acquedotti funzionano a singhiozzo, le falde sono inquinate o contengono naturalmente sostanze indesiderate come l' arsenico (senza contare il sapore, non sempre dei migliori), si può affermare che in Italia l' acqua minerale è un bene voluttuario.
acquaACQUA

Ovvero, chi la beve lo fa per scelta e non per necessità. Nulla a che vedere con quei Paesi, in Africa e America Latina, dove l' acqua erogata dal servizio pubblico, se c' è, quasi mai è potabile. Gli italiani, invece, potrebbero tranquillamente bere quella "del rubinetto".

Ed è solo per effetto di una pubblicità martellante, di paure ataviche, dello snobismo gastronomico (c' è chi la usa perfino per cuocere la pasta e fare il caffè) che la minerale è percepita come una "necessità".

acqua bottiglia 2ACQUA BOTTIGLIA 2
Così, se gli italiani, pur di immaginarsi altissimi e purissimi, sono disposti a sborsare circa 70 centesimi a litro (più la fatica di portarsi le bottiglie a casa) e se una famiglia media spende per la minerale 129 euro l' anno, tanto quasi quanto paga per il servizio pubblico, si potrebbero progettare campagne per ricordare che l' acqua "di rubinetto" è buonissima: ma poi, alla fin fine, perché? Il consumo della minerale non toglie nulla a nessuno.

acqua bottiglia 4ACQUA BOTTIGLIA 4
Altra questione che divide è il canone demaniale, la tassa che gli imprenditori delle acque minerali pagano alle Regioni in cambio del diritto di prelevarla e imbottigliarla: attualmente è di 2 millesimi di euro al litro.

Un costo irrisorio (come peraltro per tutti gli altri usi dell' acqua, idroelettrico a parte) a fronte dei 2,8 miliardi fatturati dalle imprese che si basano su una materia prima che è gratis: l' acqua.

Guardando i conti però, vanno considerati i costi delle bottiglie vuote, gli impianti che le riempiono, tappano, etichettano e confezionano, i controlli di qualità, le persone che se ne occupano, la pubblicità, i testimonial, le tasse.
acqua bottiglia 3ACQUA BOTTIGLIA 3

L' utile per le imprese è di 143 milioni, mentre nelle casse delle Regioni di milioni ne vanno 18: il 13 per cento dell' utile totale.

Le imprese leader che da sole rappresentano il 75 per cento del mercato, in proporzione guadagnano un po' più delle altre. Ma anche se questo è un settore dominato da una decina di grandi marchi, rimane ancora abbastanza concorrenziale, condizione questa che impedisce di far salire troppo i prezzi.

Abbiamo infatti ben 265 etichette tra cui scegliere e anche se non tutte sono distribuite capillarmente sul territorio nazionale, ne resta un numero sufficiente in ogni ambito locale.
acqua del rubinettoACQUA DEL RUBINETTO

C' è allora chi propone di aumentare i canoni demaniali, addirittura di decuplicarli. Verosimilmente però questa tassa si riverserebbe sui consumatori (senza intaccare i margini delle imprese), trasformandosi nell' ennesima accisa.

Con benefici assai dubbi anche sul piano ambientale. Perché i costi del consumo di minerale sono legati non tanto all' acqua, ma alle bottiglie: quei milioni di contenitori che finiscono nella spazzatura.

bevete solo acqua in bottiglia a bordoBEVETE SOLO ACQUA IN BOTTIGLIA A BORDO
Ed è proprio su questo punto che dovremmo concentrare gli sforzi. Un problema che non si risolve tassando il consumo di acqua ma, piuttosto, quello di bottiglie e confezioni, con strumenti analoghi a quelli impiegati per le buste del supermercato, favorendo invece chi usa materiali più ecologici, come vetro, bioplastiche o cartone, o meglio ancora contenitori riutilizzabili. E per quelle che rimarranno, va potenziato il riciclo.

La nuova direttiva varata dall' Unione europea prevede di riciclare almeno il 55 per cento dei contenitori in plastica entro il 2030, e di recuperare il restante 45 sotto forma di energia.
ACQUA BOTTIGLIAACQUA BOTTIGLIA

In Italia siamo già ora, rispettivamente, al 44 e al 40 per cento: un risultato che dobbiamo all' impegno dei consorzi di filiera finanziati dai produttori. Anche questa "eco-tassa" si riversa sul prezzo finale, ma dà un segnale corretto rispetto al problema ambientale da risolvere.

Consumiamo (inutilmente) troppa minerale. E il canone pagato dalle multinazionali è senz'altro irrisorio. A creare problemi seri, però, non è tanto il contenuto. Ma il contenitore.

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