9 dicembre forconi: assalto
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sabato 27 luglio 2019

UN COMMANDO DI 8 BANDITI ARMATI DI FUCILI AUTOMATICI ENTRA CON LE AUTO DELLA POLIZIA ALL’AEROPORTO DI GARULHOS, A SAN PAOLO, E SI FA CONSEGNARE 752 CHILI DI ORO DESTINATO IN SVIZZERA E NEGLI USA

LA RAPINA È STATA SPETTACOLARE: LA BANDA HA SOLLEVATO IL CARICO CON UN MULETTO E HA RIPULITO LO SCALO IN 2 MINUTI E MEZZO, PORTANDOSI A CASA UN BOTTINO DI… – VIDEO

 
Daniele Mastrogiacomo per www.repubblica.it

un commando ruba 750 chili di oro all'aeroporto garulhos di san paolo 1UN COMMANDO RUBA 750 CHILI DI ORO ALL'AEROPORTO GARULHOS DI SAN PAOLO
Colpo grosso all'aeroporto di Garulhos a San Paolo. Un commando formato da 8 banditi armati di fucili automatici, divisi in due gruppi, è entrato all’interno dello scalo a bordo di due gipponi della polizia militare. Vestiti da agenti, i rapinatori hanno bloccato e minacciato gli operai che stavano effettuando il trasbordo e si sono fatti consegnare il carico di 752 chili di oro destinato in Svizzera e negli Usa.
un commando ruba 750 chili di oro all'aeroporto garulhos di san paolo 5UN COMMANDO RUBA 750 CHILI DI ORO ALL'AEROPORTO GARULHOS DI SAN PAOLO







La rapina è stata spettacolare, degna di un film di Hollywood. Il gruppo ha agito con tecnica militare. Veri professionisti. Si sono fatti aiutare dal personale presente e hanno dovuto servirsi di un muletto per sollevare parte del carico che era troppo pesante. L’incursione è durata in tutto 2 minuti e 30 secondi, così come si vede dai nastri delle telecamere di sorveglianza dello scalo più trafficato del Brasile.
un commando ruba 750 chili di oro all'aeroporto garulhos di san paolo 2UN COMMANDO RUBA 750 CHILI DI ORO ALL'AEROPORTO GARULHOS DI SAN PAOLO

Il bottino ha un valore di 30 milioni di dollari. Per mettere a segno il colpo, i banditi hanno tenuto in ostaggio due addetti alla sicurezza della Brinks, responsabile del trasporto, e la famiglia di un terzo. Sono stati tutti liberati una volta che il commando ha preso il largo.

Fonte: qui

martedì 9 luglio 2019

IN INDIA, DOPO 200 GIORNI SENZA PIOGGE, ESPLODONO LE RIVOLTE CONTRO LE AUTOCISTERNE PRIVATE CHE SVUOTANO I POZZI

L’ACCUSA È DI PORTARE L’ACQUA SOLO A CHI HA I SOLDI LASCIANDO A SECCO I POVERI CHE, PER NON MORIRE DISIDRATATI, BEVONO DA POZZI INQUINATI BECCANDOSI DIARREA O GASTRITE 
LE RISERVE DEI VILLAGGI VENGONO SACRIFICATE A FAVORE DI AZIENDE, UFFICI CON ARIA CONDIZIONATA E HOTEL DI LUSSO CON PISCINE E FONTANE…

Carlo Pizzati per “la Stampa”

siccita' india 6SICCITA' INDIA 
A rischiare la vita sono sempre i più poveri. Che si prendono gastrite o diarrea, costretti a bere acqua inquinata per non morire disidratati. Perché, quando non piove da 200 giorni, quando i salvifici acquazzoni monsonici non arrivano e i pozzi si svuotano, mentre laghi e paludi si prosciugano, se non hai i soldi per pagare l' autocisterna come fai?

siccita' india 5SICCITA' INDIA 
Chi ha un lavoro, il motorino dove portare tutta la famiglia e vive in un mini-appartamento, insomma, la classe media per gli standard indiani, è costretto a lavarsi meno, con una scodella, un sorso alla volta, invece di farsi la doccia. Se ha addirittura la lavatrice, riduce l' uso a due volte al mese. Deve tirare lo sciacquone una volta al giorno. Ma ha da bere. Non è questione di vita o di morte. Per i più poveri in periferia è un' altra storia.

siccita' india 4SICCITA' INDIA
Quest' estate di siccità indiana sta mostrando al mondo che le guerre dell' acqua non si combatteranno con robot-droni, o tra eserciti, ma in rivolte civili di metropoli tropicali come Chennai, profondo sud indiano, capitale dei disastri climatici in questi ultimi anni, area metropolitana un tempo nota come Madras, dove abitano 9 milioni di cittadini nel pieno di una disastrosa siccità.

siccita' india 3SICCITA' INDIA
Nel paesino di Bangarampettai, a 30 km da qui, 150 poveri hanno sequestrato un' autocisterna, frantumando il parabrezza e sgonfiando le gomme prima di riconsegnarla vuoto alla polizia. Una scena che sembra rubata dalla serie Netflix «Leila», ambientata nel futuro molto plausibile di un' India distopica.

siccita' india 24SICCITA' INDIA 
In questi mesi così aridi, non è la prima volta che gli abitanti delle periferie assediano i camion dell' acqua perché sanno che le riserve vengono sacrificate a favore dei più ricchi con le loro aziende, gli uffici con l' aria condizionata e gli hotel di lusso forniti di piscine e fontane. L' Eden idrico a due passi, ma inespugnabile.

siccita' india 23SICCITA' INDIA
Il giorno prima del consueto assalto alla cisterna, gli abitanti dei villaggi alle estremità di Chennai hanno scritto una lettera al municipio: «Le autocisterne private sono venute già 8 volte a scavare pozzi nel nostro villaggio, estraendo indiscriminatamente migliaia di litri della nostra acqua. Ogni giorno! L'acqua dei nostri terreni per i vostri lussi».

siccita' india 22SICCITA' INDIA 
Questa è l' emergenza. Centinaia di villaggi evacuati dallo stato del Maharashtra fino al Tamil Nadu. Scuole chiuse, ditte che chiedono ai dipendenti di lavorare da casa e alberghi che razionano l' acqua ai clienti. Ospedali in crisi, campi rinsecchiti, temperature record oltre i 50 gradi.
Per centinaia di migliaia di famiglie usare il l bagno diventa un lusso impossibile. Molte donne attendono la notte per defecare all' aperto. «L' acqua costa», spiega una signora, «non posso sprecarne 10 litri al giorno per lo sciacquone!».
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«Se la situazione non migliora, non ci resta che emigrare», si sfoga un impiegato. India 2019. Altro che distopia Netflix. Ci siamo già.
Eccola, Chennai, la Detroit indiana, famosa per la produzione automobilistica, la lavorazione della pelle e una delle nuove capitali dell' IT: in ginocchio dopo l' alluvione con mille morti nel 2016, il ciclone livoroso nel 2017 e, ora, due anni di monsoni assenteisti. Chennai capitale dei disastri naturali. E di errori umani nati da crudeltà e ignoranza.

siccita' india 20SICCITA' INDIA 
La vulnerabilità della metropoli ad alluvioni e siccità ha radici tripartite. Pessima pianificazione, corruzione e superstizione. Nella corsa cieca al Dio Sviluppo, affiancato dal Dio Profitto adorato dagli speculatori edilizi di tutto il mondo, s' è asfaltato senza criteri, nella solita urbanizzazione che ha soffocato un terzo dei bacini d' acqua ed eliminato un quarto della terra agricola. Dal 1980 al 2010 l' area edificata è passata da 47 a 402 km quadrati. I laghetti e le paludi si sono ridotti da 186 a 71 km quadrati.
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Ovviamente c' è subito chi lucra su questi disastri, causati più che da Surya, Dio del Sole, da mancanza di pianificazione. «Solo l' 8 per cento dell' acqua piovana viene conservata», ha ricordato il premier Narendra Modi. Infatti all' inizio si fa affidamento ai pozzi, che si estinguono. Poi bisogna comprare dalle cisterne comunali a 700 rupie a carico. Troppe le richieste e subentrano i privati, una Mafia dell' acqua che decuplica i prezzi, 7 mila rupie per acqua scavata chissà dove.
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Tanti finiscono in ospedale per aver bevuto quella fanghiglia grattata via dal fondo di dighe esaurite o laghi rinsecchiti, poltiglia che anche le vacche rifiutano di bere.
«Nell' ultimo mese e mezzo i pazienti con diarrea, gastrite e malattie simili sono raddoppiati», dice Sandeep Deshmukh, medico all' ospedale civile Beed. Malattie causate dall' acqua sporca. In India si stima che il 70 per cento dell' acqua sia inquinata, 200 mila morti l' anno per patologie correlate.

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E tutti a chiedersi: quando arriveranno i monsoni? Il Chief Minister raccoglie i suoi leader in preghiera, per fare offerte agli dei in diretta tv, bruciando burro chiarificato nel fuoco sacro. Ma le inchieste rivelano che i ministri ricevono, gratis, 3 autocisterne comunali al giorno per innaffiare i loro giardini.
Nella regione del Chettinad, i contadini celebrano cerimonie antichissime per invocare Mariamman, Madre Pioggia, dea Tamil pre-vedica. S' infilano spadoni nelle guance, camminano sui carboni ardenti, fanno chilometri portando sulle spalle enormi candelabri. Niente. Il cielo tace.
Più degli Dei, ci pensa un Divo. Leonardo Di Caprio. Che c' entra? C' entra perché la super-star di Hollywood, che da anni si batte contro il riscaldamento globale, ha postato su Instagram una semplice frase: «Solo la pioggia può salvare Chennai da questa situazione». Poche ore dopo, miracolo! miracolo!, è piovuto. Non abbastanza. Ma abbastanza per sdrammatizzare una situazione dove c' è poco da ridere. 
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«Ok, quest' anno è toccato a Chennai," ha detto Samrat Basak, esperto d' aqua per il World Resources Institute, "ma Bangalore, Hyderabad e Delhi affrontano scarsità idriche simili». Si parla di quattro metropoli che in totale hanno 60 milioni di abitanti. Il think tank governativo NITI prevede che 21 città finiranno l' acqua dei pozzi entro l' anno prossimo.
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L' India che rincorre la Cina, che vuole un arsenale militare per proteggere i suoi oceani con i sottomarini russi e che manda dozzine di satelliti nello spazio, se vuole davvero correre la sua gara, dovrà prima fare un po' di ordine in casa, rielaborando le strutture delle sue megalopoli che rischiano di trasformarsi in una distopia che in questi mesi, in India, sembra già iniziata.
Fonte: qui

martedì 26 febbraio 2019

Protesta del latte: nuovo assalto armato ad una cisterna, autista legato ad un albero


Il mezzo è stato incendiato. Salvini: "Delinquenti, non pastori"


Ansa - Nuovo assalto armato ad una cisterna del latte, stavolta nel Sassarese, nelle prime ore del mattino. Due uomini armati hanno fermato l'autotrasportatore a Nule, in Provincia di Sassari, e lo hanno legato a un albero. I due malviventi, che poi hanno dato fuoco al mezzo, erano armati di pistola e avevano il volto coperto. Una volta terminato il blitz sono fuggiti facendo perdere le proprie tracce. L'assalto è avvenuto in una stradina di campagna sulla provinciale 7, nel Goceano (Sassari), che collega Nule a Bitti.
Il blitz arriva nel giorno in cui si apre il tavolo tecnico sul prezzo del latte. A Sassari la Prefettura è blindata. Al tavolo sono stati convocati i rappresentanti dei pastori, gli industriali del settore caseario e le associazioni degli allevatori
Il raid è l'ennesimo atto di un'escalation di proteste che stanno "inquinando" la lotta dei pastori sardi per il prezzo del latte. Già diverse procure sarde si stanno occupando di questi e di altri episodi, come il blocco delle autocisterne per far buttare il latte appena raccolto sulla strada, e sono già scattate le prime denunce.
"Questi delinquenti non hanno niente a che fare coi pastori, con la loro fatica, la loro protesta e le loro ragioni. Questi sono solo dei criminali. E come tali saranno trattati". Lo dice il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Intanto si apprende che ministro dell'Interno sarà domani a Cagliari per tenere una conferenza stampa sul risultato elettorale.
 "L'assalto alle cisterne è un atto inqualificabile. Non sono sicuro neanche che gli autori di questi assalti siano pastori". Così il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu. "Noi tutti siamo impegnati a trovare una soluzione per tutto il settore e questo è il momento di abbassare i toni - ha aggiunto" non di far salire ulteriormente la tensione".
 "Questi, purtroppo, sono fenomeni da criticare e da condannare senza se e senza ma. I pastori non credo siano questi, questi credo siano delinquenti. I nostri pastori rivendicano legittimamente una giusta remunerazione del loro lavoro e su questo fronte noi siamo immediatamente operativi per costruire un risposta di sistema. Una soluzione che dia prospettiva sia sul prezzo del latte ma che non escluda chi trasforma, chi commercializza e l'intera filiera. Ma questi atti di violenza e delinquenziali vanno condannati fermamente", ha dichiarato a Sky TG24 il presidente di Regione Sardegna, in pectore, Christian Solinas.



domenica 19 agosto 2018

UN CARGO STUPEFACENTE - IN BRASILE UNA NAVE DEL GRUPPO GRIMALDI VIENE ASSALTATA DA ALCUNI “PIRATI” ARMATI DI MACHETE E ...

QUANDO ARRIVA LA POLIZIA VIENE SCOPERTA A BORDO PIU’ DI UNA TONNELLATA DI COCAINA, DIVISA IN 1202 TAVOLETTE 
LA DROGA ERA STATA DEPOSITATA DAI “PIRATI” O LA STAVANO RITIRANDO?
Maurizio Stefanini per “Libero quotidiano”
Commando di pirati assalta una nave, ma invece di svaligiarla la "valigiano": nel senso letterale che ci caricano a bordo 41 valige. Possibile, direte. E che razza di pirati sono? Una possibile interpretazione è che non si trattasse di pirati ma di narcos, che dentro alle valige ci avevano messo 1,322 tonnellate di cocaina, divisa in 1202 tavolette: il tutto in due container. E che si va in giro a distribuire droga come se fossero noccioline, penserete.
Proprio così: nel senso che la cocaina era nascosta nelle noccioline. La cosa è avvenuta nel porto brasiliano di Santos, vicino a San Paolo, la notte di domenica scorsa. E la nave era italiana: la Grande Francia, proveniente dall' Argentina via Montevideo, registrata nel porto di Palermo e facente riferimento al gruppo Grimaldi. 214 metri con a bordo 26 uomini di equipaggio, container e veicoli.
cocainaCOCAINA
Ma la vicenda non è del tutto chiara. Tanto per dirne una, i 41 contenitori sono stati definiti da alcuni giornali appunto come valige, ma da altro come borse e da altri ancora come sacchi: «ancora bagnati». La Polizia Federale di Santos, per conto suo, conferma la presenza della cocaina, anche perché è stata essa stessa a trovarla e sequestrarla, assieme a elementi della Marina. Ma sospetta che l'assalto abbia in realtà riguardato un'altra imbarcazione.
IL PRECEDENTE
Comunque, anche a una seconda nave del gruppo Grimaldi era accaduta qualcosa del genere qualche giorno prima: esattamente, il 7 agosto. Il suo nome: Grande Nigeria. Però nella stampa italiana non se ne è parlato quasi per niente: a differenza della stampa brasiliana, che gli ha dato un certo rilievo.
IL CARGO GRANDE FRANCIA DELLA GRIMALDIIL CARGO GRANDE FRANCIA DELLA GRIMALDI
Va detto che se la Grande Francia batte bandiera italiana, in realtà i marinai erano tutti filippini. Ma era italiano il capitano. Quattro o cinque individui in tuta da sub e passamontagna e armati di machete si sono issati a bordo con corde e ganci, mentre il mercantile era ancorato in attesa di autorizzazione per attraccare al molo di Santos.
Quando ha visto un energumeno col machete che correva verso di lui, il capitano ha fatto in tempo a azionare l'allarme, arrivato anche in Italia, e a richiudere tutti i suoi uomini in una stanza blindata, chiedendo assistenza radio.
COCAINACOCAINA
È stata la stessa Grimaldi Lines giovedì a confermare che il protocollo di emergenza era stato realizzato con successo: «Il capitano ha innescato l'allarme generale e tutti i membri dell'equipaggio si sono rifugiati nella stanza di sicurezza della nave e il sistema di sicurezza è stato attivato per informare lo Stato di bandiera».
Un dipendente del costruttore navale in Brasile ha spiegato che la segnalazione è stata ricevuta e confermata istantaneamente presso il ministero dei Trasporti italiano, dove c'è una squadra specifica per fornire supporto per gli episodi di pirateria. Il raid sarebbe durato due ore. Alla fine, il capitano ha detto che non ci sarebbe stato bisogno di intervento, poiché gli invasori erano fuggiti.
IL CARGO GRANDE FRANCIA DELLA GRIMALDIIL CARGO GRANDE FRANCIA DELLA GRIMALDI
C'era cattivo tempo, e così la pattuglia mista di Polizia e Marina è arrivata troppo tardi per intercettare gli intrusi. Tutta la zona di carico è stata allora perquisita, e sono stati trovati due container rotti, senza che vi fosse stato rubato nulla.
PRIMO VIAGGIO
In altri due contenitori, invece, è stata invece trovata la "roba". Portata effettivamente a bordo dai misteriosi assalitori, o già a bordo? Tanto la stampa italiana mainstream ha ignorato il fatto, tanto i siti più scandalistici ci si sono tuffati a pesce, con definizioni sarcastiche tipo: "Grimaldi una compagnia stupefacente".
COCAINACOCAINA
Ma è possibile che sapendo di avere un carico del genere a bordo il capitano abbia chiamato la Polizia proprio esponendosi al rischio di una simile persecuzione? Secondo l'importante sito di notizie brasiliano G1 questo sarebbe stato il primo viaggio a Santos di quell'equipaggio. Molto difficile, dunque, che ci fossero già stati accordi di qualche tipo con bande di narcos. Però per il momento la Polizia Federale ha segretato le indagini. Fonte: qui

venerdì 5 gennaio 2018

I GIGANTI DEL WEB VANNO ALL’ASSALTO DEL SISTEMA BANCARIO, UN BOTTINO DA 160 MILIARDI

AMAZON, PAYPAL, GOOGLE, FACEBOOK, MA ANCHE LA CINESE ALIBABA, PER IL MOMENTO L’UNICA OPERATIVA IN ITALIA 

LO SCORSO ANNO IL COSIDDETTO ''FINTECH'' HA RACCOLTO QUASI 15 MILIARDI 

Sandra Riccio per la Stampa

Piccoli prestiti, pagamenti via app, trasferimento veloce di denaro e adesso anche gli investimenti in conti deposito. I colossi della rete, da Amazon ad Alibaba fino a PayPal, Google e Facebook, si stanno facendo largo nel mondo delle banche e della finanza. E' il FinTech che avanza, la rivoluzione tecnologica applicata al settore dei nostri soldi e degli investimenti.
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Negli ultimi anni ha visto un' importante accelerazione ma la vera spinta potrebbe arrivare nel 2018 con le nuove normative (MiFID II, Psd) che «apriranno» le porte delle banche ai nuovi conquistatori. Il timore che possano erodere fette di business ai «vecchi» operatori è grande. Secondo le stime di Bankitalia, tra 10 anni il 60% dei profitti che le banche ottengono dalle attività al dettaglio potrebbe essere sparito.

Tutti i segmenti sono sotto attacco. Qualche settimana fa PayPal, la piattaforma di pagamenti online (200 milioni di utenti nel mondo), ha acquisito una quota in Raisin, start-up berlinese che gestisce un sito di conti deposito di tutta Europa (Weltsparen.de). È il primo passo dei grandi big della Silicon Valley nel mondo degli investimenti per piccoli risparmiatori. Basta uno smartphone e la scannerizzazione di un documento e il conto è subito aperto e pronto a pagare gli interessi sui risparmi appena depositati.

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Anche i prestiti sono nel mirino. Nel 2011 Amazon, il colosso di vendite online (300 milioni di utenti) ha aperto un canale di crediti ai suoi rivenditori più fedeli con il suo Amazon Lending. Per ora il servizio è disponibile solo in Usa, Regno Unito e Giappone. I numeri sono impressionanti: a giugno i finanziamenti erogati erano arrivati a 3 miliardi di dollari, concessi a 20mila piccoli imprenditori. Sui piani futuri di questo nuovo modo di concedere credito Amazon non si esprime. L' ipotesi è che presto possa estendere la proposta anche ad altri Paesi, anche in Europa.

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Anche Facebook si è mossa e oggi consente ai suoi utenti Usa di effettuare pagamenti verso i soggetti inclusi nei propri contatti. In più sta perfezionando l' attività di piccoli prestiti e ha chiesto e ottenuto la licenza bancaria in Irlanda che potrà utilizzare anche negli altri Paesi europei.

Intanto un piede in Italia lo ha messo Alibaba. Il gigante cinese delle vendite online ha lanciato il suo AliPay, un servizio di pagamento veloce via app che è destinato principalmente ai commercianti e turisti cinesi in visita in Italia. Per offrire questo servizio, Alibaba ha stretto, in aprile, un accordo con Unicredit. Alipay conta su 450 milioni di utenti in Cina. Alibaba offre, inoltre, servizi di pagamento attraverso la sua controllata Ant Financial cui fa capo un fondo monetario con attivo superiore a 160 miliardi di dollari.

La Cina è il bacino che promette di crescere più in fretta. Secondo gli analisti di Moneyfarm, l' Asia si definirà come il grande hub del FinTech mondiale. «Spesso quando si parla di FinTech si è portati a pensare ai mercati maturi come Usa ed Europa, ma oggi la frontiera è in Asia». Nel 2017 ha raccolto investimenti per 14,8 miliardi di dollari secondo PwC contro gli 8,3 del Nord America e i 2,4 del Regno Unito.
PAYPALPAYPAL

«Il FinTech è una sfida nuova per tutto il mondo delle banche e della finanza che dovrà avere il coraggio di innovare di più e di guidare il nuovo corso - afferma Paolo Gianturco, Senior Partner di Deloitte, responsabile FinTech -. I big di Internet hanno un grande vantaggio tecnologico e un' enorme bacino di utenti pronti ad abbracciare ogni novità proposta. Non bisogna però dimenticare che anche le banche possono contare su specificità che sono una risorsa da enfatizzare e difficilmente attaccabile».

Per esempio, la capacità di relazione con la clientela o di gestione della complessa regolamentazione. «Non c' è solo la minaccia. Dal FinTech potranno nascere nuovi filoni di business per le banche».

Fonte: qui

sabato 30 settembre 2017

NOTTE DI GUERRIGLIA A TORINO: MANIFESTANTI ANTI G7 ALL'ASSALTO DELLE FORZE DELL’ORDINE NELLE VIE DEL CENTRO: 3 GIOVANI FERMATI, 2 AGENTI FERITI

LANCIO DI BOMBE CARTA E PETARDI CONTRO LA POLIZIA (VIDEO)
CASSONETTI DEI RIFIUTI INCENDIATI, IMBRATTATA UNA SEDE DEL PD – VIDEO


lancio di petardi contro forze dell''ordine a torino 3LANCIO DI PETARDI CONTRO FORZE DELL'ORDINE A TORINO 3
Il lavoro inaugura alla Reggia di Venaria l'ultimo G7 della Innovation Week Italian e anima la protesta contro il summit. "Il vostro lavoro solo sfruttamento e povertà" è lo slogan dei manifestanti, che a Torino hanno dato vita a cortei e presidi nelle stesse ore in cui i rappresentanti dei sette Paesi più sviluppati al mondo si sono incontrati nella Galleria Grande della residenza sabauda.
Qualche manganellata, due manifestanti fermati e l'università occupata il bilancio dell'onda anti-G7 che sabato promette di raggiungere la stessa Venaria.
"Reset G7" è la parola d'ordine di studenti, precari e disoccupati, ma anche di anarchici, centri sociali e No Tav riuniti di buonora, in centro città, dopo le prime avvisaglie della notte precedente con lanci di uova contro la Cisl e la Fondazione Agnelli e la chiusura simbolica di un supermercato. "Della vostra zona rossa non me ne frega niente", "Voi nelle regge, noi nelle piazze", "Torino è la mia città, voi ministri che ci state a fà?" alcuni dei cartelli esposti dai manifestanti, con slogan contro il ministro Poletti. Gli scontri in corso Vittorio, all'angolo con via Carlo Alberto, con il primo tentativo di raggiungere piazza Carlina e l'albergo che ospita le delegazioni internazionali.
lancio di petardi contro forze dell''ordine a torino 3LANCIO DI PETARDI CONTRO FORZE DELL'ORDINE A TORINO 
La polizia in assetto antisommossa ha effettuato una carica di alleggerimento e fermato un giovanissimo. Il secondo è stato bloccato poco dopo in via Della Rocca. Portati via dalla forze dell'ordine, e accompagnati negli uffici della questura, la posizione di entrambi è ora al vaglio degli inquirenti. Tensioni anche in via Plana, un'altra delle vie che portano al centro storico, quando il corteo ha deviato su piazza Vittorio per poi raggiungere i corridoi di Palazzo Nuovo, la sede delle facoltà umanistiche dell'università occupata e trasformata nella "base per le prossime iniziative di protesta".
lancio di petardi contro forze dell''ordine a torino 3LANCIO DI PETARDI CONTRO FORZE DELL'ORDINE A TORINO 
Tensioni anche in serata tra le forze dell'ordine e i manifestanti che protestano contro il G7. Questi ultimi, dopo una lunga marcia per le vie del centro, hanno attaccato la polizia nella centrale via Po con un fitto lancio di fuochi d'artificio e grossi petardi. Gli agenti in assetto antisommossa hanno risposto disperdendo i manifestanti, che sono indietreggiati in piazza Castello. Incendiati alcuni cassonetti dell'immondizia in Viale Primo Maggio, ci sarebbero alcuni fermati.

Uova e cassonetti rovesciati, sfila protesta nella notte È proseguito oltre la mezzanotte la Street Parade, il primo dei cortei di protesta contro il G7 organizzati a Torino. I partecipanti, alcune centinaia, hanno sfilato per il quartiere San Salvario e sul lungo Po dei Murazzi, per poi raggiungere zona Vanchiglia.


torino assalto contro agentiTORINO ASSALTO CONTRO AGENTI
Durante il corteo sono stati numerosi gli slogan contro le forze dell'ordine e due cassonetti dell'immondizia sono stati rovesciati. Uova sono state lanciate contro la sede della Fondazione Agnelli e contro gli uffici della Cisl. Momenti di tensione in via Madama Cristina, dove un supermercato Carrefour è stato simbolicamente chiuso con del nastro adesivo per protestare contro lo sfruttamento dei lavoratori da parte delle multinazionali.

Fonte: qui