9 dicembre forconi: Rivolta
Visualizzazione post con etichetta Rivolta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Rivolta. Mostra tutti i post

lunedì 5 agosto 2019

UNA RIVOLTA DEGLI IMMIGRATI IN UN CENTRO ACCOGLIENZA STRAORDINARIA PER RICHIEDENTI ASILO, NELLA PERIFERIA EST DI MILANO, METTE SOTTO ASSEDIO UNA VOLANTE DELLA POLIZIA

DUE AGENTI, CHE HANNO PROVATO AD ARRESTARE UN RAGAZZO, SONO STATI ACCERCHIATI, AGGREDITI E HANNO IL BRACCIO ROTTO…

Francesco Curridori per www.ilgiornale.it

MILANO - POLIZIOTTO AGGREDITO DA UN GRUPPO DI IMMIGRATI IN UN CENTRO ACCOGLIENZAMILANO - POLIZIOTTO AGGREDITO DA UN GRUPPO DI IMMIGRATI IN UN CENTRO ACCOGLIENZA
Una rivolta degli immigrati del centro accoglienza straordinaria per richiedenti asilo di via Aquila, nella periferia Est di Milano, ha messo sotto assedio una volante della polizia.
Tutto, racconta Milanotoday, è iniziato ieri intorno alle 14,30 quando un'ambulanza è entrata nel centro per aiutare un migrante di 19 anni che si era sentito male dopo lo scoppio di un incendio. Dalle prime indagini sembrerebbe che un cortocircuito abbia generato il divampare delle fiamme all'interno della stanza in cui si trovava il 19enne.

I sanitari del 118 hanno quindi immediatamente avvertito i vigili del fuoco che, giunti sul posto, hanno visto due giovani che cercavano di estrarre fuori il giovane spaccando le finestre della stanza. Poco dopo uno degli immigrati del centro avrebbe lanciato dei sassi contro il camion dei vigili del fuoco. Due agenti di una volante che si trovavano sul posto lo hanno subito arrestato ma una cinquantina di immigrati li ha accerchiati per difendere l'arrestato.

MILANO - RIVOLTA NEL CENTRO ACCOGLIENZA PER IMMIGRATIMILANO - RIVOLTA NEL CENTRO ACCOGLIENZA PER IMMIGRATI



L'aggressione è terminata solo dopo l'intervento di altre volanti e dei carabinieri e 7 persone (3 gambiani, 2 senegalesi, un maliano e un immigrato della Costa d'Avorio) sono state arrestate per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. Otto persone sono finite al pronto soccorso del Niguarda perché intossicate, mentre il 19enne e un altro ospite del centro sono state portate in codice giallo. Il centro è stato chiuso dai vigli e 45 immigrati ora si trovano nella ex caserma Mancini di via Corelli.

LA DURA CONDANNA DEL SAP
Dal Sap arriva una dura condanna dell'aggressione ai due poliziotti che hanno entrambi un braccio rotto. "Se non si interviene a livello normativo prevedendo ed applicando una pena severa alla condotta criminosa, chiunque in questo Paese potrà speronare una volante, distruggerla, accerchiare uomini in divisa, mandarli in ospedale o peggio, ucciderli.
MILANO - RIVOLTA NEL CENTRO ACCOGLIENZA PER IMMIGRATIMILANO - RIVOLTA NEL CENTRO ACCOGLIENZA PER IMMIGRATI

A questo gioco al massacro non ci stiamo", dichiara Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap). "Questo è il 94° episodio di violenza che contiamo. Come Sap – prosegue Paoloni – abbiamo iniziato la conta a partire dal mese di giugno. 94 episodi e 183 agenti feriti. In 70 casi su 94, l’aggressore è un cittadino straniero che tenta di eludere un controllo o è sotto effetto di stupefacenti.È la conta dei nostri feriti che non interessa a nessuno ma interessa a noi e alle nostre famiglie. Anche un poliziotto ha il sacrosanto diritto di tornare a casa sano e salvo e a chi dice che questo è il nostro lavoro, rispondiamo che l’aver scelto un lavoro rischioso non legittima la violenza gratuita nei nostri confronti".

Fonte: qui

martedì 30 luglio 2019

CARNEFICINA NEL PENITENZIARIO BRASILIANO DI ALTAMIRA, IN BRASILE, DOVE DURANTE GLI SCONTRI TRA DUE FAZIONI RIVALI SONO STATE UCCISE 57 PERSONE. SEDICI DETENUTI SONO STATI DECAPITATI DAI MILIZIANI DEI CARTELLI DELLA DROGA, IN GUERRA PER IL CORRIDOIO D'ORO DELL'AMAZZONIA, CHE HANNO TRASFORMATO IN ARMI SPAZZOLINI DA DENTI, LACCI IN PELLE E CORDE


HANNO APPICCATO IL FUOCO E…


Rosa Scognamiglio per "www.ilgiornale.it"

scontri nel carcere di altamira 6SCONTRI NEL CARCERE DI ALTAMIRA
Almeno 57 morti e 16 decapitati. È questo l'ultimo aggiornamento circa il bilancio delle vittime degli scontri nel carcere di Altamira.

Il dato è stato comunicato dalla Susipe, la sovraintendenza dei servizi penitenziari di Stato che, da ieri, sta provvedendo a fornire informazioni concernenti la rivolta sanguinaria consumatasi tra due gang criminali dentro le mura penitenziarie del piccola città carioca.

scontri nel carcere di altamira 9SCONTRI NEL CARCERE DI ALTAMIRA
È durato più di 5 ore il truce conflitto tra i membri di due fazioni rivali nelle prigioni di Altamira mietendo un numero di vittime davvero impressionante e rabbrividente. Tutto è cominciato verso le ore 07.00 del mattino quando i miliziani dei Cartelli della droga, in combutta per il “corridoio d'oro dell'Amazzonia”, hanno cominciato ad azzannarsi come cani randagi dietro le sbarre.
scontri nel carcere di altamira 5SCONTRI NEL CARCERE DI ALTAMIRA




Pochi oggetti di fortuna, quali spazzolini da denti, lacci in pelle e corde, trasformati in veri e propri pugnali affilati, letali più di un colpo di pistola alle tempie. È stato peggio di un conflitto a fuoco. Corpi smembrati al pavimento e gole sgozzate. Alla fine degli scontri, sono rimasti a terra 57 uomini, di cui, 16 decapitati. Una stesa criminale in piena regola.

Si tratta del secondo gravissimo massacro avvenuto nelle carceri carioche, tra le regioni del Parà e quella dell'Amazonas, a partire da 2017 fino ad oggi. Soltanto maggio del 2019, in ben altre quattro prigioni degli stati settentrionali del Brasile, si sono verificate rivolte sanguinarie attestanti complessivamente la morte di 52 detenuti. Un bollettino di guerra in aggiornamento continuo, insomma.
scontri nel carcere di altamira 7SCONTRI NEL CARCERE DI ALTAMIRA



Ora, resta da capire, come il ministro della Giustizia Sergio Moro intenda far fronte a questa guerriglia dilagante tra miliziani dei Cartelli. Intanto, quanto ai recenti scontri, le autorità penitenziarie di Altamira, hanno fatto sapere che 10 dei 46 prigionieri superstiti saranno trasferiti in strutture federali più rigorose. Fonte: qui

martedì 9 luglio 2019

IN INDIA, DOPO 200 GIORNI SENZA PIOGGE, ESPLODONO LE RIVOLTE CONTRO LE AUTOCISTERNE PRIVATE CHE SVUOTANO I POZZI

L’ACCUSA È DI PORTARE L’ACQUA SOLO A CHI HA I SOLDI LASCIANDO A SECCO I POVERI CHE, PER NON MORIRE DISIDRATATI, BEVONO DA POZZI INQUINATI BECCANDOSI DIARREA O GASTRITE 
LE RISERVE DEI VILLAGGI VENGONO SACRIFICATE A FAVORE DI AZIENDE, UFFICI CON ARIA CONDIZIONATA E HOTEL DI LUSSO CON PISCINE E FONTANE…

Carlo Pizzati per “la Stampa”

siccita' india 6SICCITA' INDIA 
A rischiare la vita sono sempre i più poveri. Che si prendono gastrite o diarrea, costretti a bere acqua inquinata per non morire disidratati. Perché, quando non piove da 200 giorni, quando i salvifici acquazzoni monsonici non arrivano e i pozzi si svuotano, mentre laghi e paludi si prosciugano, se non hai i soldi per pagare l' autocisterna come fai?

siccita' india 5SICCITA' INDIA 
Chi ha un lavoro, il motorino dove portare tutta la famiglia e vive in un mini-appartamento, insomma, la classe media per gli standard indiani, è costretto a lavarsi meno, con una scodella, un sorso alla volta, invece di farsi la doccia. Se ha addirittura la lavatrice, riduce l' uso a due volte al mese. Deve tirare lo sciacquone una volta al giorno. Ma ha da bere. Non è questione di vita o di morte. Per i più poveri in periferia è un' altra storia.

siccita' india 4SICCITA' INDIA
Quest' estate di siccità indiana sta mostrando al mondo che le guerre dell' acqua non si combatteranno con robot-droni, o tra eserciti, ma in rivolte civili di metropoli tropicali come Chennai, profondo sud indiano, capitale dei disastri climatici in questi ultimi anni, area metropolitana un tempo nota come Madras, dove abitano 9 milioni di cittadini nel pieno di una disastrosa siccità.

siccita' india 3SICCITA' INDIA
Nel paesino di Bangarampettai, a 30 km da qui, 150 poveri hanno sequestrato un' autocisterna, frantumando il parabrezza e sgonfiando le gomme prima di riconsegnarla vuoto alla polizia. Una scena che sembra rubata dalla serie Netflix «Leila», ambientata nel futuro molto plausibile di un' India distopica.

siccita' india 24SICCITA' INDIA 
In questi mesi così aridi, non è la prima volta che gli abitanti delle periferie assediano i camion dell' acqua perché sanno che le riserve vengono sacrificate a favore dei più ricchi con le loro aziende, gli uffici con l' aria condizionata e gli hotel di lusso forniti di piscine e fontane. L' Eden idrico a due passi, ma inespugnabile.

siccita' india 23SICCITA' INDIA
Il giorno prima del consueto assalto alla cisterna, gli abitanti dei villaggi alle estremità di Chennai hanno scritto una lettera al municipio: «Le autocisterne private sono venute già 8 volte a scavare pozzi nel nostro villaggio, estraendo indiscriminatamente migliaia di litri della nostra acqua. Ogni giorno! L'acqua dei nostri terreni per i vostri lussi».

siccita' india 22SICCITA' INDIA 
Questa è l' emergenza. Centinaia di villaggi evacuati dallo stato del Maharashtra fino al Tamil Nadu. Scuole chiuse, ditte che chiedono ai dipendenti di lavorare da casa e alberghi che razionano l' acqua ai clienti. Ospedali in crisi, campi rinsecchiti, temperature record oltre i 50 gradi.
Per centinaia di migliaia di famiglie usare il l bagno diventa un lusso impossibile. Molte donne attendono la notte per defecare all' aperto. «L' acqua costa», spiega una signora, «non posso sprecarne 10 litri al giorno per lo sciacquone!».
siccita' india 21SICCITA' INDIA 
«Se la situazione non migliora, non ci resta che emigrare», si sfoga un impiegato. India 2019. Altro che distopia Netflix. Ci siamo già.
Eccola, Chennai, la Detroit indiana, famosa per la produzione automobilistica, la lavorazione della pelle e una delle nuove capitali dell' IT: in ginocchio dopo l' alluvione con mille morti nel 2016, il ciclone livoroso nel 2017 e, ora, due anni di monsoni assenteisti. Chennai capitale dei disastri naturali. E di errori umani nati da crudeltà e ignoranza.

siccita' india 20SICCITA' INDIA 
La vulnerabilità della metropoli ad alluvioni e siccità ha radici tripartite. Pessima pianificazione, corruzione e superstizione. Nella corsa cieca al Dio Sviluppo, affiancato dal Dio Profitto adorato dagli speculatori edilizi di tutto il mondo, s' è asfaltato senza criteri, nella solita urbanizzazione che ha soffocato un terzo dei bacini d' acqua ed eliminato un quarto della terra agricola. Dal 1980 al 2010 l' area edificata è passata da 47 a 402 km quadrati. I laghetti e le paludi si sono ridotti da 186 a 71 km quadrati.
siccita' india 2SICCITA' INDIA 
Ovviamente c' è subito chi lucra su questi disastri, causati più che da Surya, Dio del Sole, da mancanza di pianificazione. «Solo l' 8 per cento dell' acqua piovana viene conservata», ha ricordato il premier Narendra Modi. Infatti all' inizio si fa affidamento ai pozzi, che si estinguono. Poi bisogna comprare dalle cisterne comunali a 700 rupie a carico. Troppe le richieste e subentrano i privati, una Mafia dell' acqua che decuplica i prezzi, 7 mila rupie per acqua scavata chissà dove.
siccita' india 19SICCITA' INDIA 
Tanti finiscono in ospedale per aver bevuto quella fanghiglia grattata via dal fondo di dighe esaurite o laghi rinsecchiti, poltiglia che anche le vacche rifiutano di bere.
«Nell' ultimo mese e mezzo i pazienti con diarrea, gastrite e malattie simili sono raddoppiati», dice Sandeep Deshmukh, medico all' ospedale civile Beed. Malattie causate dall' acqua sporca. In India si stima che il 70 per cento dell' acqua sia inquinata, 200 mila morti l' anno per patologie correlate.

siccita' india 7SICCITA' INDIA 
E tutti a chiedersi: quando arriveranno i monsoni? Il Chief Minister raccoglie i suoi leader in preghiera, per fare offerte agli dei in diretta tv, bruciando burro chiarificato nel fuoco sacro. Ma le inchieste rivelano che i ministri ricevono, gratis, 3 autocisterne comunali al giorno per innaffiare i loro giardini.
Nella regione del Chettinad, i contadini celebrano cerimonie antichissime per invocare Mariamman, Madre Pioggia, dea Tamil pre-vedica. S' infilano spadoni nelle guance, camminano sui carboni ardenti, fanno chilometri portando sulle spalle enormi candelabri. Niente. Il cielo tace.
Più degli Dei, ci pensa un Divo. Leonardo Di Caprio. Che c' entra? C' entra perché la super-star di Hollywood, che da anni si batte contro il riscaldamento globale, ha postato su Instagram una semplice frase: «Solo la pioggia può salvare Chennai da questa situazione». Poche ore dopo, miracolo! miracolo!, è piovuto. Non abbastanza. Ma abbastanza per sdrammatizzare una situazione dove c' è poco da ridere. 
siccita' india 16SICCITA' INDIA 
«Ok, quest' anno è toccato a Chennai," ha detto Samrat Basak, esperto d' aqua per il World Resources Institute, "ma Bangalore, Hyderabad e Delhi affrontano scarsità idriche simili». Si parla di quattro metropoli che in totale hanno 60 milioni di abitanti. Il think tank governativo NITI prevede che 21 città finiranno l' acqua dei pozzi entro l' anno prossimo.
siccita' india 18SICCITA' INDIA 
L' India che rincorre la Cina, che vuole un arsenale militare per proteggere i suoi oceani con i sottomarini russi e che manda dozzine di satelliti nello spazio, se vuole davvero correre la sua gara, dovrà prima fare un po' di ordine in casa, rielaborando le strutture delle sue megalopoli che rischiano di trasformarsi in una distopia che in questi mesi, in India, sembra già iniziata.
Fonte: qui

martedì 9 aprile 2019

A CASAL BRUCIATO, PERIFERIA EST DI ROMA, UN NUOVO CASO DI DISCRIMINAZIONE DOPO QUELLO DI TORRE MAURA: IL QUARTIERE SI È RIBELLATO ALL'ASSEGNAZIONE DI UN ALLOGGIO POPOLARE AD UNA FAMIGLIA ROM


CASAPOUND GUIDA LA CONTESTAZIONE. 
LA SINDACA RAGGI: "CREATO UN CLIMA DI ODIO E TERRORE"
Maria Rosa Tomasello per “la Stampa”

casal bruciato protesta anti-romCASAL BRUCIATO PROTESTA ANTI-ROM
Davanti al palazzo di via Cipriano Facchinetti 90, a Casal Bruciato, prima periferia est di Roma, i residenti che da domenica protestano contro l' assegnazione di un alloggio popolare a una famiglia rom, replicano con una domanda alle domande dei giornalisti: «Tu sul tuo pianerottolo ce li vorresti?». Loro sono «gli zingari»: quelli «che rubano», quelli «che sfruttano i loro bambini» e girano con «macchine da sessantamila euro». Quelli che «sarebbe meglio spostare fuori dal raccordo anulare». Quelli che «se sono nomadi, devono nomadare».

«Non siamo razzisti, ma gli zingari non ce li vogliamo - dice la signora Claudia, che nel 1974 occupò a San Basilio - A mio nipote, che ha 11 anni, per togliergli un euro gli hanno puntato un coltello alla gola. Se fossero immigrati sì, anche neri sì. Purché sia gente onesta». 

Non è sufficiente ricordare, come ripete la sindaca di Roma Virginia Raggi, che la famiglia destinataria dell' appartamento ne abbia diritto, sulla base di regolare graduatoria. Qui, dove gli occupanti abusivi sono consuetudine, i rom sono indesiderabili.
casal bruciato protesta anti-romCASAL BRUCIATO PROTESTA ANTI-ROM

Come a Torre Maura, è Casapound a guidare la contestazione. Megafono in pugno, Giuseppe Di Silvestre arringa poche decine di persone: «Non ci sono i soldi per la sanità, le persone anziane sono costrette a frugare nell' immondizia, e poi si fa un bando per l' accoglienza da 986mila euro. I cittadini sono incazzati perché la politica pensa ai salotti e loro non hanno servizi. Non ci fermeremo finché non avranno dato una casa a Noemi. Prima gli italiani». Anzi: «prima i romani». Antonietta, 85 anni, si avvicina e urla: «Siete dei fascistoni, mi fate schifo». «Non si tratta di essere razzisti, siamo stati anche noi un popolo di migranti - dichiara Giuseppe Amendola - ma devono trovarsi casa e lavoro. A noi all' estero nessuno ha dato niente».

casal bruciato protesta anti-romCASAL BRUCIATO PROTESTA ANTI-ROM
L' altra protagonista di questa storia di sobborghi in rivolta ha 20 anni e si chiama Noemi Fasciano. Ieri mattina, con in braccio il suo bimbo di sei mesi ha occupato la casa da cui i nomadi era stati cacciati, ma l' occupazione è durata dieci minuti, fino all' arrivo della polizia, quando la ragazza ha preferito desistere. Ma ora fiancheggiata dal padre Enzo e dalla nonna Vincenza annuncia che resterà qui finché non avrà una casa, a costo di dormire dentro la tenda montata sul prato da Casapound.

L' appartamento della contesa si trova al quarto piano di uno stabile di sette. Da ieri è ufficialmente libero: «Hanno creato un clima di odio e terrore al punto che per garantire l' incolumità e la vita di questi sei bambini gli uffici sono stati costretti a assegnare alla famiglia un altro appartamento - dice Raggi - Ma Casapound non ci fa paura, Roma resta una città aperta e dei diritti».
casal bruciato protesta anti-romCASAL BRUCIATO PROTESTA ANTI-ROM

Il vice premier Luigi Di Maio lancia un avvertimento: «La legge vale per tutti. Superiamo i campi rom, subito. E sgomberiamo CasaPound, così come chiunque occupi in modo illegittimo un' abitazione o uno stabile già assegnato a chi ne ha realmente bisogno». È tardo pomeriggio quando arriva Stefano Fassina, deputato e consigliere comunale di Leu che parla a lungo con Noemi. Un piccolo gruppo di persone che sta in disparte tira un sospiro di sollievo: «Stiamo facendo un piccolo presidio antirazzista, ma qui dovrebbe esserci la sinistra, a spiegare, a parlare» osserva Giulia. Fassina cerca di calmare gli animi e scuote la testa: «E' guerra tra chi ne ha più bisogno. Ci sono dodicimila persone in lista d' attesa, il problema non sono i rom ma che le case popolari sono poche».

Fonte: qui

SCONTRO SULLA CAPITALE TRA SALVINI E DI MAIO – DAL DEBITO DEL CAMPIDOGLIO AI ROM E CASAPOUND, SU ROMA SI INFIAMMA IL DUELLO TRA I DUE VICEPREMIER 
IL LEADER LEGHISTA: “NON RIPIANEREMO I DEBITI FATTI DA ALTRI” 
DI MAIO REPLICA: "CHI È CHE APRÌ I CAMPI ROM NELLA CAPITALE? FU LA LEGA CON I FINANZIAMENTI DI MARONI. E CASAPOUND VA SGOMBERATA" 
LAURA CASTELLI, VICEMINISTRO M5S DELL’ECONOMIA ATTACCA: “SALVINI VUOLE CHE LA RAGGI CADA”
Simone Canettieri per il Messaggero
salviniSALVINI

Si inizia con il debito del Campidoglio, si finisce con i rom e Casapound. In mezzo c' è la Capitale. Ai bordi del ring ancora loro: Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Ed è proprio il leader della Lega, nella sua Milano, appena spicciata la conferenza stampa sovranista, ad annunciare: «Non pagheremo debiti fatti da altri, a differenza dei governi del passato». E ancora: «Stiamo ragionando su come aiutare i cittadini senza ripianare i debiti. Cercheremo di aiutare i cittadini perché non possono andarci di mezzo loro per la pessima amministrazione del Comune di Roma, non tanto quella attuale ma passata».

Salvini ce l' ha con la fine della gestione commissariale del debito storico del Campidoglio (12 miliardi di euro) prevista per il 2021 con tanto di annuncio della diminuzione dell' Irpef per i romani, notizia lanciata in pompa magna la settimana scorsa dal viceministro all' economia Laura Castelli e dalla sindaca Virginia Raggi. Il provvedimento è contenuto nel decreto crescita e, se questo è il mood, se ne vedranno delle belle in sede di conversazione.

salvini di maioSALVINI DI MAIO
Ma la giornata gira anche sull' ennesimo caso che vede coinvolti i rom, questa volta cacciati da una case popolare per la quale avevano i requisiti dopo le proteste di Casapound. Ancora un' altra tensione, che cade a pochi giorni dalla rivolta di Torre Maura. Questa volta siamo sempre in periferia, a Casal Bruciato, appendice est della Capitale.

La storia è differente e scende in campo Di Maio. Per la prima volta in maniera netta e definitiva. «Quel che sta accadendo a Roma - si sfoga il leader M5S con i suoi durante la visita al Vinitaly - è paradossale. Qui bisogna ricordare le cose. Chi è che aprì i campi rom nella Capitale?
salviniSALVINI
Fu la Lega con i finanziamenti di Maroni da ministro degli Interni ad Alemanno sindaco.
Stanziarono decine e decine di milioni di euro di soldi pubblici.
Poi è scoppiata Mafia Capitale ed è venuto tutto fuori. E ora chi è che li sta chiudendo? Noi, il M5S. La sindaca Raggi ha chiuso lo scorso anno Camping River».

matteo salvini e virginia raggi 9MATTEO SALVINI E VIRGINIA RAGGI 9
LA STOCCATA 

Pur di entrare in conflitto con Salvini, la copertura dei vertici del M5S è totale: «Il superamento dei campi rom è doveroso. La legge vale per tutti. Superiamo i campi rom, subito. E sgomberiamo CasaPound - continua ancora Di Maio - così come chiunque occupi in modo illegittimo un' abitazione o uno stabile già assegnato a chi ne ha realmente bisogno». Nei campi ci sono famiglie che si dichiarano nullatenenti e poi girano in auto lussuose? «Gli mandiamo la Guardia di finanza. Ci sono altri stabili occupati da chi non ne ha diritto? Vanno sgomberati anche quelli. Tempo fa, ad esempio, avevo sentito parlare di priorità o meno in merito allo sgombero dell' edificio occupato da CasaPound in pieno centro a Roma.

Scusate, quindi se io ho una casa e qualcuno me la occupa ma la tiene pulita devo starmene zitto? Ma stiamo scherzando?».
SALVINI VINITALYSALVINI VINITALY
Il tentativo del leader pentastellato è chiaro: togliere a Salvini gli alibi, facendolo passare per il ministro dell' Interno che tollera i fascisti del terzo millennio per motivi di vicinanza ideologica.

E anche questa battaglia si infila nella narrazione che vede contrapposte - e sarà così fino a fine maggio - le due forze di governo.
Con i gialli che dicono ai verdi: voi siete degli estremisti.
Da Verona, Di Maio si lamenta e sbuffa per il caso Roma. E dice apertamente ai suoi collaboratori che «Virginia è sola, dal Viminale arriva solo il silenzio».

matteo salvini e virginia raggi 8MATTEO SALVINI E VIRGINIA RAGGI 8
Non solo: «Sul fronte sicurezza della Capitale voglio fatti concreti». Il messaggio dunque è chiaro: la tolleranza zero annunciata nei confronti dei campi nomadi deve essere altrettanto dura in tutti gli altri ambiti.

Con una postilla velenosa: «So che la competenza dei campi nomadi è dei Comuni, ma Roma è anche la Capitale d' Italia, da parte dell' Interno e di Salvini mi aspetto qualcosa in più per quanto riguarda l' ordine pubblico. Perché il problema c' è a Roma così come a Milano, ad esempio, e in altre città».


LAURA CASTELLI
Lorenzo De Cicco per il Messaggero

laura castelli sum #03LAURA CASTELLI 
«Salvini fa la sua campagna elettorale, spera che il Comune di Roma cada per andare al voto. Ma questa è una misura portata avanti dal Ministero dell' Economia e da tutto il governo.

Quindi decida, Salvini, se vuole fare un attacco politico o se vuole fare il membro di questo governo». Laura Castelli, viceministro dell' Economia in quota M5S, giovedì scorso era accanto a Virginia Raggi per annunciare che tra due anni sarà smantellata la bad company del Comune di Roma, la struttura che gestisce 12 miliardi di debiti accumulati fino al 2008. «È una misura a costo zero per i cittadini, zero. Fare polemica su questo è assurdo», dice Castelli, dopo avere letto le dichiarazioni del leader del Carroccio.

Dice Salvini: non pagheremo i debiti fatti da altri...
laura castelli giuseppe conte luigi di maio alfonso bonafedeLAURA CASTELLI GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO ALFONSO BONAFEDE
«Ma per lo Stato non ci sono costi aggiuntivi: si accolla il debito e in cambio non paga più la quota annuale per la gestione commissariale».
I famosi 300 milioni all' anno sborsati dal 2009...
«Esatto. Quindi il costo è zero.
In cambio la gestione commissariale, smantellata dal 2021, avrà la liquidità per coprire la cassa. Altrimenti la situazione era difficile».

In che senso?
LUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI GIUSEPPE CONTELUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI GIUSEPPE CONTE
«Lo ha già detto anni fa l' ex commissario del debito, Scozzese: se qualcuno non ci mette mano, la cassa della struttura commissariale si sfonda. Noi in legge di bilancio abbiamo già inserito alcune norme per fare chiarezza, non si capiva se certe partite dovessero essere pagate dal Comune o dal commissario. E in questi tre mesi la gestione commissariale ha migliorato le sue performance».

Quindi Salvini, secondo lei, sbaglia?
«Salvini dice queste cose per campagna elettorale. Si dovrebbe ricordare che la Capitale d' Italia è Roma e non è Milano».

A quanto ammonta il debito che lo Stato si accollerà? Si parla di 12 miliardi?
matteo salvini e virginia raggi 5MATTEO SALVINI E VIRGINIA RAGGI
«Ma no, già oggi siamo sotto quella cifra. Il resto si saprà quando uscirà il decreto. E come ha detto la giunta di Roma in conferenza stampa, per il 2021, quando scade il mandato di Raggi, lasceremo un' eredità a chi verrà dopo, un credito potenziale di 2,5 miliardi da poter investire per la città».

Quindi si va avanti? Tutto il M5S è compatto?
«Non solo tutto il Movimento, tutto il governo. È d' accordo anche il collega viceministro Garavaglia, della Lega. Ci sono le mail in cui chiede di inserire la misura nel decreto Crescita».

Non c' è possibilità che il provvedimento salti o slitti?
matteo salvini e virginia raggi 7MATTEO SALVINI E VIRGINIA RAGGI 7
«Ma sta scherzando? Sarà nel decreto Crescita, è stato votato dal Consiglio dei ministri. Tria lo condivide, perché dovrebbe saltare?».
Beh, se il vicepremier ne parla così negativamente...
«Ma fa così perché non vede l' ora che cada il Comune di Roma, forse per andare a elezioni, è evidente, no? Ma è un' operazione su cui può star tranquillo.Mi pare poi che la nuova Lega non sia più nordica, o sbaglio?».
bossi salvini maroniBOSSI SALVINI MARONI
Salvini, parlando del debito di Roma, ha detto anche che l' Autonomia servirà «a risolvere questa follia».

«Le Autonomie non c' entrano nulla, la gestione commissariale nasce da una legge fatta nel 2009 da un governo di cui la Lega faceva parte. Ora abbiamo fatto una norma a costo zero, che è win-win, vincono tutti, e non permetterà agli italiani, tutti, di pagare i buchi prodotti dalle vecchie giunte. Salvini dovrebbe essere contento. Poi se ha bisogno di andare contro il Comune di Roma, è un problema suo».

Fonte: qui

DOPO I PASTORI SARDI, ESPLODE LA RIVOLTA DEGLI AGRICOLTORI PUGLIESI: “DA NOI LE CLEMENTINE VENGONO ACQUISTATE A 15 CENTESIMI AL CHILO, AL NORD A 3 EURO. È UNA FOLLIA”

IMPORTAZIONI SELVAGGE E BASSA QUALITÀ: IN PUGLIA RACCOGLIERE LA FRUTTA NON CONVIENE PIÙ. GLI AGRUMI VENGONO LASCIATI MARCIRE. A RISCHIO UN INTERO COMPARTO
Valeria D’Autilia per www.lastampa.it

PUGLIA AGRUMIPUGLIA AGRUMI
Gli agricoltori pugliesi come i pastori sardi. Crollo dei prezzi, importazioni selvagge, prodotti di qualità ma ormai senza mercato: nelle campagne la situazione è disperata. E i gesti sono estremi: alberi eradicati, frutti non raccolti e lasciati marcire.
Tanti si arrendono. «Così non si può andare avanti», dice Michele Gravina. È un coltivatore diretto della provincia di Taranto, prima di lui il padre e il nonno. Ha cinque ettari, alcune piante arrivano a produrre anche un quintale di clementine a stagione. Ma sono tutte lì, a terra o sui rami. «Ci avrei rimesso.

Il prezzo di vendita, circa 20 centesimi al chilo, è talmente basso da non coprire neppure le spese di raccolta. Per rientrare nei costi, dovrebbe essere almeno 50 centesimi, ma da queste parti è impossibile. Lavorare così non è dignitoso». A rischio un intero comparto, famiglie che da generazioni vivono dei prodotti della terra. Paolo Morgese, in queste campagne di Massafra, ha sei ettari. Per molto tempo sono stati fonte di reddito, poi le cose sono cambiate.

«L' unica soluzione è stata abbattere gli alberi più grandi. Meglio avere il terreno vuoto che continuare. Erano il mio quotidiano: li aveva piantati mio padre negli anni '60, con l' aratro a cavallo.

Fa male». Un mestiere fatto di sacrifici e rinunce, scandito dalla natura. Le ferie non esistono.

PUGLIA TRATTORIPUGLIA TRATTORI
Quest' anno, perso oltre il 60% di agrumi: 1,5 milioni di quintali invenduti. I prezzi sono ridotti ai minimi storici: 35 centesimi per il prodotto già raccolto e 15, o addirittura 5, per l' acquisto in blocco. Crescono invece gli approvvigionamenti da Africa e Sud America: in soli due mesi, il Marocco ha esportato 170mila tonnellate di clementine. «La produzione magrebina- denuncia Coldiretti- raggiunge prima la Spagna dove viene lavorata e, una settimana dopo, il nostro Paese. Applicano un' etichetta spagnola e la spacciano come comunitaria». Oltre l' aspetto economico-occupazionale, a rischio la salute dei consumatori: Egitto e Marocco utilizzano sostanze chimiche che, in Italia, sono vietate da decenni.

Nicola Cassano, con i suoi quarant' anni, non sa che fare. Il suo appezzamento al momento è in uno stato di semiabbandono. «Come i pastori sardi, anche noi siamo arrivati al limite. Siamo scoraggiati: sino a poco tempo fa lavoravano con me dieci persone, ora siamo in quattro.
Sarò il primo a dire ai miei figli di prendere un' altra strada ».

PUGLIA AGRUMIPUGLIA AGRUMI
Più controlli e un piano Chiedono un piano agrumicolo straordinario, più controlli all' Unione Europea e un sostegno al reddito. «Stanno distruggendo il made in Italy e l' Italia non ha capito che deve tutelare se stessa». A parlare è Floriano Convertino. La sua azienda è a marchio Igp, venticinque famiglie dipendono da lui. «Ho raccolto tra settembre e ottobre e per questo ho risentito un po' meno della crisi- racconta- eppure ho eliminato duemila alberi». Fare qualità significa mantenere uno standard elevato, nonostante le difficoltà. Gli operai guadagnano dai 50 agli 80 euro al giorno. In queste condizioni impossibile competere con la concorrenza sleale. «In Europa stanno entrando frutti con foglia senza controlli fitosanitari, con possibili virus invasivi». Problemi ai quali si aggiungono i danni per i cambiamenti climatici.

Nel vicino comune di Palagiano, anche Vincenzo Stellaccio ha distrutto un agrumeto. «L' ho fatto per protesta, stiamo subendo una mattanza e nessuno sembra occuparsene. È una sconfitta per tutti.

Eppure le clementine del Golfo di Taranto hanno marchio Igp, ma non hanno dato i risultati sperati». Sul presente, tante incertezze. Di futuro, manco a parlarne. Meglio tagliare gli alberi e farne legna. Anche in questo caso, però, introiti pari a zero e si torna al baratto: i tronchi vengono ceduti gratuitamente alle stesse aziende che li eradicano.
AGRUMIAGRUMI
Per il presidente di Coldiretti Taranto, Alfonso Cavallo, «un quadro disperato, gli agricoltori hanno finito anche le ultime risorse». Il segno meno, impietoso, si registra dal 2013. «Ora abbiamo toccato il fondo».

Il dossier in Regione Inutile tentare un altro investimento per portare avanti la coltivazione. Meno di vent' anni fa, si vendeva a 60 centesimi. «Con una produzione di 300 quintali per ettaro, tiravi fuori oltre 15mila euro che compensavano i costi di produzione, di raccolta e lasciavano un profitto. Adesso non recuperi neanche le spese».

AGRUMIAGRUMI
In Regione presentato un dossier sulla crisi: dal governatore Michele Emiliano l' impegno per un sostegno ai produttori. Solo nella provincia jonica si producono 1,9 milioni di quintali di agrumi, nel foggiano 103mila tra arance e limoni. La storia di queste imprese inizia negli anni '70, adesso sono al collasso. Floriano ancora non riesce a crederci. «Da noi le clementine vengono acquistate a 15 centesimi al chilo, al nord a 3 euro. Qui stiamo buttando la frutta e da altre parti si consuma all' etto. È una follia».

Fonte: qui