9 dicembre forconi: casa popolare
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mercoledì 8 maggio 2019

LA RAGGI INSULTATA A CASAL BRUCIATO, DIFENDE L’ASSEGNAZIONE DELLA CASA ALLA FAMIGLIA ROM: “RESTANO, NE HANNO DIRITTO"

LA  RAGGI INSULTATA A CASAL BRUCIATO, DIFENDE L’ASSEGNAZIONE DELLA CASA ALLA FAMIGLIA ROM: “RESTANO, NE HANNO DIRITTO" 
DI MAIO IRRITATO PER L'INIZIATIVA DELLA SINDACA, CHE È ANDATA NEL QUARTIERE TEATRO DI TENSIONI DA GIORNI PER L'ASSEGNAZIONE DI UN ALLOGGIO POPOLARE A UNA FAMIGLIA BOSNIACA 
LA SINDACA COSTRETTA A USCIRE SCORTATA – VIDEO



raggi casal bruciatoRAGGI CASAL BRUCIATO
"Questa famiglia risulta legittima assegnataria di un alloggio. Ha diritto di entrare e la legge si rispetta. Siamo andati a conoscerli e sono terrorizzati. Abbiamo avuto modo di far conoscere questa famiglia ad alcuni condomini. Chi insulta i bambini e minaccia di stuprare le donne forse dovrebbe farsi un esame di coscienza. Non è questa una società in cui si può continuare a vivere". Sono le parole che ha pronunciato la sindaca uscendo dalla casa popolare assegnata alla famiglia nomade a Casal Bruciato dove è stata accolta da una raffica di insulti e offese sessiste da parte dei residenti che da  due giorni protestano contro l'assegnazione del Comune di un alloggio popolare a una famiglia bosniaca di 14 persone.

Momenti di tensione quando Raggi è stata letteralmente scortata da due cordoni del reparto mobile della polizia all'interno del piazzale condominiale dove si trova l'appartamento assegnato martedì scorso a una famiglia rom.  Insieme a lei, ci sono alcuni vicini di casa, il direttore della Caritas diocesana di Roma, don Benoni Ambarus, e un delegato del vicariato. L'iniziativa della sindaca è stata accolta con una certa
irritazione dal vicepremier Luigi Di Maio, a quanto apprende l'ANSA. Prima si aiutano i romani, gli italiani, poi tutti gli altri, è il senso del ragionamento del leader M5S irritato - si apprende ancora - anche per la tempistica con cui la sindaca, in un giorno particolarmente importante per il M5S al governo, ha scelto di mettere in campo la sua iniziativa.
raggi casal bruciatoRAGGI CASAL BRUCIATO

Raggi è stata contestata da circa una trentina di persone che hanno seguito il cordone di polizia che accompagnava la prima cittadina. I cittadini si erano radunati in strada poco prima per l'arrivo della presidente del municipio IV, Roberta della Casa. I cittadini urlano e chiedono principalmente legalità, rispetto e trasparenza nell'assegnazione delle case popolari. "Salvini, Salvini" ha urlato un gruppetto

Intanto sono al vaglio della Digos le immagini degli insulti alla donna nomade, tra cui la frase 'ti stupro', al suo ingresso ieri nella palazzina di Casal Bruciato a Roma scortata dalla polizia. Gli investigatori sono al lavoro per accertare con esattezza l'accaduto e stabilire eventuali responsabilità. "Purtroppo ancora oggi, in molti Paesi d'Europa - anche in Italia, nella stessa città di Roma - assistiamo a episodi di riprovevole violenza, che costituiscono il sintomo di un progressivo arretramento dei presidi di civiltà, di un drammatico affievolimento della sensibilità collettiva di fronte all'emersione di antiche e nuove forme di razzismo, spesso di matrice antisemita", ha detto il premier Giuseppe Conte incontrando 800 ragazzi russi, di origine ebraica, nel Tempio Maggiore di Roma.

raggi casal bruciatoRAGGI CASAL BRUCIATO
"Quello che è successo ieri, di aver detto a quella signora rom, quello che tutti i giornali scrivono, ovvero che le avrei detto 'ti stupro', io non lo ho mai detto - si difende Daniele, il giovane cui è stata attribuita la frase - Gli ho detto tante altre brutte parole e mi scuso con lei per averle dette, il momento era quello che era, non si ragionava tanto bene. Io non appartengo a CasaPound, a nessun loro movimento, non sono iscritto, stavo lì da semplice cittadino. Ho preso parte a determinate iniziative con loro ma io non sono un militante di CasaPound, ma ho partecipato ad alcune loro iniziative" come dimostrano alcune immagini diffuse in Rete che lo ritrraggono col  giubbotto con i simboli di CasaPound e al fianco di esponenti del movimento di estrema destra.

"Le scene di ieri sono terribili, sentir gridare "vi impicchiamo" e soprattutto "ti stupriamo" rivolto ad una mamma con la bimba in braccio sono di una gravità incommensurabile. Ho certezza che la questura si muoverà oggi, il presidio sarà allontanato dal cortile", ha commentato l'assessore capitolino al Patrimonio Rosalba Castiglione intervistata da 'Radio In Blu'.

Non si placa la rabbia del quartiere. "Ho tre figli di 12, 10 e 3 anni e ho presentato la prima di quattro domande per un alloggio popolare nel 2007. Al Comune risulta che io abbia punteggio 0 perché sto con mio padre che ha lo sfratto esecutivo, come dovrei stare sapendo che una famiglia rom ha avuto casa dopo due soli due anni in lista?". Racconta Stefania Martelloni, residente di Casal Bruciato, all'Adnkronos. "Sono stata costretta a occupare, mi ci hanno portato, tra l'altro proprio in via Smith davanti al campo nomadi - conclude - Siamo circondati".
CASAL BRUCIATO - SENADA SEJDOVIC ASSEDIATA DALLA FOLLACASAL BRUCIATO - SENADA SEJDOVIC ASSEDIATA DALLA FOLLA

 "In questa situazione non reggiamo, così meglio tornare al campo o andare altrove". Queste le parole della famiglia rom di casal bruciato asserragliata nell'appartamento al secondo piano di via Satta. A riferirle è il direttore della Caritas: "Sono molto spaventati - riferisce don Ambarus - stanno cercando di capire cosa succederà. Sperano di poter resistere.
Ci hanno detto che speravano iniziasse finalmente una nuova vita per loro dopo 20 anni nei campi. L'invito a tutti è torniamo alla ragionevolezza", ha sottolineato il direttore della Caritas.

CASAL BRUCIATO - DONNE ITALIANE CONTRO I ROMCASAL BRUCIATO - DONNE ITALIANE CONTRO I ROM
Oggi pomeriggio è previsto un altro presidio. "A partire dalle 16, parteciperemo al presidio antifascista organizzato in via Satta", ha spiegato la Cgil di Roma e del Lazio. "Imed, Senada e la loro famiglia - continua il comunicato - hanno diritto, come tutti, a una casa così come a un lavoro e un'istruzione. L'emergenza abitativa e il clima di intolleranza che si respira in tutto il paese vanno affrontati quanto prima con l'obiettivo dell'inclusione e garantendo alle famiglie assegnatarie tutela dalle aggressioni neofasciste. È inaccettabile la possibilità d'azione che a questi gruppi viene concessa. Dovunque ci saranno episodi di intolleranza e aggressioni di stampo razzista e xenofobo saremo in piazza per difendere i valori di eguaglianza e inclusione sanciti nella nostra Costituzione". 'Gridate, insultate, minacciate una donna e la sua bambina. Roma è meglio di voi. I romani non sono questo schifo. Contro questa barbarie ci vediamo tutti oggi alle 16 a Casal Bruciato. Così su Twitter Matteo Orfini, deputato del Pd.

Fonte: qui

martedì 9 aprile 2019

A CASAL BRUCIATO, PERIFERIA EST DI ROMA, UN NUOVO CASO DI DISCRIMINAZIONE DOPO QUELLO DI TORRE MAURA: IL QUARTIERE SI È RIBELLATO ALL'ASSEGNAZIONE DI UN ALLOGGIO POPOLARE AD UNA FAMIGLIA ROM


CASAPOUND GUIDA LA CONTESTAZIONE. 
LA SINDACA RAGGI: "CREATO UN CLIMA DI ODIO E TERRORE"
Maria Rosa Tomasello per “la Stampa”

casal bruciato protesta anti-romCASAL BRUCIATO PROTESTA ANTI-ROM
Davanti al palazzo di via Cipriano Facchinetti 90, a Casal Bruciato, prima periferia est di Roma, i residenti che da domenica protestano contro l' assegnazione di un alloggio popolare a una famiglia rom, replicano con una domanda alle domande dei giornalisti: «Tu sul tuo pianerottolo ce li vorresti?». Loro sono «gli zingari»: quelli «che rubano», quelli «che sfruttano i loro bambini» e girano con «macchine da sessantamila euro». Quelli che «sarebbe meglio spostare fuori dal raccordo anulare». Quelli che «se sono nomadi, devono nomadare».

«Non siamo razzisti, ma gli zingari non ce li vogliamo - dice la signora Claudia, che nel 1974 occupò a San Basilio - A mio nipote, che ha 11 anni, per togliergli un euro gli hanno puntato un coltello alla gola. Se fossero immigrati sì, anche neri sì. Purché sia gente onesta». 

Non è sufficiente ricordare, come ripete la sindaca di Roma Virginia Raggi, che la famiglia destinataria dell' appartamento ne abbia diritto, sulla base di regolare graduatoria. Qui, dove gli occupanti abusivi sono consuetudine, i rom sono indesiderabili.
casal bruciato protesta anti-romCASAL BRUCIATO PROTESTA ANTI-ROM

Come a Torre Maura, è Casapound a guidare la contestazione. Megafono in pugno, Giuseppe Di Silvestre arringa poche decine di persone: «Non ci sono i soldi per la sanità, le persone anziane sono costrette a frugare nell' immondizia, e poi si fa un bando per l' accoglienza da 986mila euro. I cittadini sono incazzati perché la politica pensa ai salotti e loro non hanno servizi. Non ci fermeremo finché non avranno dato una casa a Noemi. Prima gli italiani». Anzi: «prima i romani». Antonietta, 85 anni, si avvicina e urla: «Siete dei fascistoni, mi fate schifo». «Non si tratta di essere razzisti, siamo stati anche noi un popolo di migranti - dichiara Giuseppe Amendola - ma devono trovarsi casa e lavoro. A noi all' estero nessuno ha dato niente».

casal bruciato protesta anti-romCASAL BRUCIATO PROTESTA ANTI-ROM
L' altra protagonista di questa storia di sobborghi in rivolta ha 20 anni e si chiama Noemi Fasciano. Ieri mattina, con in braccio il suo bimbo di sei mesi ha occupato la casa da cui i nomadi era stati cacciati, ma l' occupazione è durata dieci minuti, fino all' arrivo della polizia, quando la ragazza ha preferito desistere. Ma ora fiancheggiata dal padre Enzo e dalla nonna Vincenza annuncia che resterà qui finché non avrà una casa, a costo di dormire dentro la tenda montata sul prato da Casapound.

L' appartamento della contesa si trova al quarto piano di uno stabile di sette. Da ieri è ufficialmente libero: «Hanno creato un clima di odio e terrore al punto che per garantire l' incolumità e la vita di questi sei bambini gli uffici sono stati costretti a assegnare alla famiglia un altro appartamento - dice Raggi - Ma Casapound non ci fa paura, Roma resta una città aperta e dei diritti».
casal bruciato protesta anti-romCASAL BRUCIATO PROTESTA ANTI-ROM

Il vice premier Luigi Di Maio lancia un avvertimento: «La legge vale per tutti. Superiamo i campi rom, subito. E sgomberiamo CasaPound, così come chiunque occupi in modo illegittimo un' abitazione o uno stabile già assegnato a chi ne ha realmente bisogno». È tardo pomeriggio quando arriva Stefano Fassina, deputato e consigliere comunale di Leu che parla a lungo con Noemi. Un piccolo gruppo di persone che sta in disparte tira un sospiro di sollievo: «Stiamo facendo un piccolo presidio antirazzista, ma qui dovrebbe esserci la sinistra, a spiegare, a parlare» osserva Giulia. Fassina cerca di calmare gli animi e scuote la testa: «E' guerra tra chi ne ha più bisogno. Ci sono dodicimila persone in lista d' attesa, il problema non sono i rom ma che le case popolari sono poche».

Fonte: qui

SCONTRO SULLA CAPITALE TRA SALVINI E DI MAIO – DAL DEBITO DEL CAMPIDOGLIO AI ROM E CASAPOUND, SU ROMA SI INFIAMMA IL DUELLO TRA I DUE VICEPREMIER 
IL LEADER LEGHISTA: “NON RIPIANEREMO I DEBITI FATTI DA ALTRI” 
DI MAIO REPLICA: "CHI È CHE APRÌ I CAMPI ROM NELLA CAPITALE? FU LA LEGA CON I FINANZIAMENTI DI MARONI. E CASAPOUND VA SGOMBERATA" 
LAURA CASTELLI, VICEMINISTRO M5S DELL’ECONOMIA ATTACCA: “SALVINI VUOLE CHE LA RAGGI CADA”
Simone Canettieri per il Messaggero
salviniSALVINI

Si inizia con il debito del Campidoglio, si finisce con i rom e Casapound. In mezzo c' è la Capitale. Ai bordi del ring ancora loro: Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Ed è proprio il leader della Lega, nella sua Milano, appena spicciata la conferenza stampa sovranista, ad annunciare: «Non pagheremo debiti fatti da altri, a differenza dei governi del passato». E ancora: «Stiamo ragionando su come aiutare i cittadini senza ripianare i debiti. Cercheremo di aiutare i cittadini perché non possono andarci di mezzo loro per la pessima amministrazione del Comune di Roma, non tanto quella attuale ma passata».

Salvini ce l' ha con la fine della gestione commissariale del debito storico del Campidoglio (12 miliardi di euro) prevista per il 2021 con tanto di annuncio della diminuzione dell' Irpef per i romani, notizia lanciata in pompa magna la settimana scorsa dal viceministro all' economia Laura Castelli e dalla sindaca Virginia Raggi. Il provvedimento è contenuto nel decreto crescita e, se questo è il mood, se ne vedranno delle belle in sede di conversazione.

salvini di maioSALVINI DI MAIO
Ma la giornata gira anche sull' ennesimo caso che vede coinvolti i rom, questa volta cacciati da una case popolare per la quale avevano i requisiti dopo le proteste di Casapound. Ancora un' altra tensione, che cade a pochi giorni dalla rivolta di Torre Maura. Questa volta siamo sempre in periferia, a Casal Bruciato, appendice est della Capitale.

La storia è differente e scende in campo Di Maio. Per la prima volta in maniera netta e definitiva. «Quel che sta accadendo a Roma - si sfoga il leader M5S con i suoi durante la visita al Vinitaly - è paradossale. Qui bisogna ricordare le cose. Chi è che aprì i campi rom nella Capitale?
salviniSALVINI
Fu la Lega con i finanziamenti di Maroni da ministro degli Interni ad Alemanno sindaco.
Stanziarono decine e decine di milioni di euro di soldi pubblici.
Poi è scoppiata Mafia Capitale ed è venuto tutto fuori. E ora chi è che li sta chiudendo? Noi, il M5S. La sindaca Raggi ha chiuso lo scorso anno Camping River».

matteo salvini e virginia raggi 9MATTEO SALVINI E VIRGINIA RAGGI 9
LA STOCCATA 

Pur di entrare in conflitto con Salvini, la copertura dei vertici del M5S è totale: «Il superamento dei campi rom è doveroso. La legge vale per tutti. Superiamo i campi rom, subito. E sgomberiamo CasaPound - continua ancora Di Maio - così come chiunque occupi in modo illegittimo un' abitazione o uno stabile già assegnato a chi ne ha realmente bisogno». Nei campi ci sono famiglie che si dichiarano nullatenenti e poi girano in auto lussuose? «Gli mandiamo la Guardia di finanza. Ci sono altri stabili occupati da chi non ne ha diritto? Vanno sgomberati anche quelli. Tempo fa, ad esempio, avevo sentito parlare di priorità o meno in merito allo sgombero dell' edificio occupato da CasaPound in pieno centro a Roma.

Scusate, quindi se io ho una casa e qualcuno me la occupa ma la tiene pulita devo starmene zitto? Ma stiamo scherzando?».
SALVINI VINITALYSALVINI VINITALY
Il tentativo del leader pentastellato è chiaro: togliere a Salvini gli alibi, facendolo passare per il ministro dell' Interno che tollera i fascisti del terzo millennio per motivi di vicinanza ideologica.

E anche questa battaglia si infila nella narrazione che vede contrapposte - e sarà così fino a fine maggio - le due forze di governo.
Con i gialli che dicono ai verdi: voi siete degli estremisti.
Da Verona, Di Maio si lamenta e sbuffa per il caso Roma. E dice apertamente ai suoi collaboratori che «Virginia è sola, dal Viminale arriva solo il silenzio».

matteo salvini e virginia raggi 8MATTEO SALVINI E VIRGINIA RAGGI 8
Non solo: «Sul fronte sicurezza della Capitale voglio fatti concreti». Il messaggio dunque è chiaro: la tolleranza zero annunciata nei confronti dei campi nomadi deve essere altrettanto dura in tutti gli altri ambiti.

Con una postilla velenosa: «So che la competenza dei campi nomadi è dei Comuni, ma Roma è anche la Capitale d' Italia, da parte dell' Interno e di Salvini mi aspetto qualcosa in più per quanto riguarda l' ordine pubblico. Perché il problema c' è a Roma così come a Milano, ad esempio, e in altre città».


LAURA CASTELLI
Lorenzo De Cicco per il Messaggero

laura castelli sum #03LAURA CASTELLI 
«Salvini fa la sua campagna elettorale, spera che il Comune di Roma cada per andare al voto. Ma questa è una misura portata avanti dal Ministero dell' Economia e da tutto il governo.

Quindi decida, Salvini, se vuole fare un attacco politico o se vuole fare il membro di questo governo». Laura Castelli, viceministro dell' Economia in quota M5S, giovedì scorso era accanto a Virginia Raggi per annunciare che tra due anni sarà smantellata la bad company del Comune di Roma, la struttura che gestisce 12 miliardi di debiti accumulati fino al 2008. «È una misura a costo zero per i cittadini, zero. Fare polemica su questo è assurdo», dice Castelli, dopo avere letto le dichiarazioni del leader del Carroccio.

Dice Salvini: non pagheremo i debiti fatti da altri...
laura castelli giuseppe conte luigi di maio alfonso bonafedeLAURA CASTELLI GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO ALFONSO BONAFEDE
«Ma per lo Stato non ci sono costi aggiuntivi: si accolla il debito e in cambio non paga più la quota annuale per la gestione commissariale».
I famosi 300 milioni all' anno sborsati dal 2009...
«Esatto. Quindi il costo è zero.
In cambio la gestione commissariale, smantellata dal 2021, avrà la liquidità per coprire la cassa. Altrimenti la situazione era difficile».

In che senso?
LUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI GIUSEPPE CONTELUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI GIUSEPPE CONTE
«Lo ha già detto anni fa l' ex commissario del debito, Scozzese: se qualcuno non ci mette mano, la cassa della struttura commissariale si sfonda. Noi in legge di bilancio abbiamo già inserito alcune norme per fare chiarezza, non si capiva se certe partite dovessero essere pagate dal Comune o dal commissario. E in questi tre mesi la gestione commissariale ha migliorato le sue performance».

Quindi Salvini, secondo lei, sbaglia?
«Salvini dice queste cose per campagna elettorale. Si dovrebbe ricordare che la Capitale d' Italia è Roma e non è Milano».

A quanto ammonta il debito che lo Stato si accollerà? Si parla di 12 miliardi?
matteo salvini e virginia raggi 5MATTEO SALVINI E VIRGINIA RAGGI
«Ma no, già oggi siamo sotto quella cifra. Il resto si saprà quando uscirà il decreto. E come ha detto la giunta di Roma in conferenza stampa, per il 2021, quando scade il mandato di Raggi, lasceremo un' eredità a chi verrà dopo, un credito potenziale di 2,5 miliardi da poter investire per la città».

Quindi si va avanti? Tutto il M5S è compatto?
«Non solo tutto il Movimento, tutto il governo. È d' accordo anche il collega viceministro Garavaglia, della Lega. Ci sono le mail in cui chiede di inserire la misura nel decreto Crescita».

Non c' è possibilità che il provvedimento salti o slitti?
matteo salvini e virginia raggi 7MATTEO SALVINI E VIRGINIA RAGGI 7
«Ma sta scherzando? Sarà nel decreto Crescita, è stato votato dal Consiglio dei ministri. Tria lo condivide, perché dovrebbe saltare?».
Beh, se il vicepremier ne parla così negativamente...
«Ma fa così perché non vede l' ora che cada il Comune di Roma, forse per andare a elezioni, è evidente, no? Ma è un' operazione su cui può star tranquillo.Mi pare poi che la nuova Lega non sia più nordica, o sbaglio?».
bossi salvini maroniBOSSI SALVINI MARONI
Salvini, parlando del debito di Roma, ha detto anche che l' Autonomia servirà «a risolvere questa follia».

«Le Autonomie non c' entrano nulla, la gestione commissariale nasce da una legge fatta nel 2009 da un governo di cui la Lega faceva parte. Ora abbiamo fatto una norma a costo zero, che è win-win, vincono tutti, e non permetterà agli italiani, tutti, di pagare i buchi prodotti dalle vecchie giunte. Salvini dovrebbe essere contento. Poi se ha bisogno di andare contro il Comune di Roma, è un problema suo».

Fonte: qui

martedì 22 gennaio 2019

LA SMEMORATA DI COLLEGNO – UNA DEPUTATA GRILLINA DELLA CITTÀ PIEMONTESE PIZZICATA DALL’AGENZIA DELLA CASA


ERA ASSEGNATARIA DI UNA CASA POPOLARE E SI ERA DIMENTICATA DI COMUNICARE LA "MUTATA SITUAZIONE REDDITUALE" UNA VOLTA DIVENTATA PARLAMENTARE 

CELESTE D’ARRANDO HA 33 ANNI ED È AMICA E SODALE POLITICA DEL SOTTOSEGRETARIO CASTELLI, ORA LA MADRE DOVRÀ PAGARE…

Oscar Serra per www.lospiffero.com

celeste d'arrando 6CELESTE D'ARRANDO
La casa è popolare, i redditi un po’ meno. Rischia di scoppiare un nuovo “caso Taverna” anche a Torino, o meglio a Collegno, dove la smemorata risponde al nome di Celeste D’Arrando, deputata del Movimento 5 stelle. L’onorevole grillina è stata pizzicata dall’Agenzia della casa di Torino per aver omesso negli anni 2016 e 2017 di informare una “mutata situazione reddituale”: dichiarati poco più di 7.500 euro, percepiti oltre 13mila. È quanto emerso in uno dei tanti controlli a campione che i tecnici dell’ente svolgono incrociando i dati comunicati dagli inquilini con quelli dell’Inps. Un errore veniale, probabilmente una dimenticanza. Che tuttavia non viene sanato nel 2017 e nemmeno nel 2018, anno in cui D’Arrando diventa parlamentare, incrementando ulteriormente le proprie entrate.
celeste d'arrando 4CELESTE D'ARRANDO 


A rimetterci è stata la mamma dell’onorevole grillina, inquilina di un alloggio a Collegno, nel quale vive assieme alla figlia con cui costituisce un nucleo familiare. La signora, nei giorni scorsi, si è vista recapitare a casa una diffida dell’Atc nella quale si annuncia l’incremento del canone di locazione da 155 a 180 euro e la richiesta degli arretrati per i due anni precedenti, che ammontano a oltre mille euro.

laura castelli celeste d'arrandoLAURA CASTELLI CELESTE D'ARRANDO
Celeste D’Arrando ha 33 anni, è di Collegno, proprio come la sottosegretaria Laura Castelli di cui è amica e sodale politica; ed è stata lei a espugnare la cintura rossa di Torino alle scorse politiche, conquistandosi lo scranno a Montecitorio. Prima di diventare “portavoce” lavorava in un call center dal quale si è licenziata subito dopo essere stata eletta. Come si legge nel suo curriculum fa parte dal 2003 dell’Associazione inquilini Villaggio Leumann di cui è stata anche vicepresidente con la delega di mantenere i rapporti con il Comune e con l’Atc. Insomma, di certi temi dovrebbe essere avvezza.

celeste d'arrando 8CELESTE D'ARRANDO
Il regolamento dei canoni di locazione stabilisce che l’assegnatario è tenuto a comunicare tempestivamente all’ente gestore ogni variazione della propria situazione economica così da consentire l’adeguamento del canone di locazione. Possibile che la deputata pentastellata non ne fosse a conoscenza? Per il momento i rilievi fatti dall’Agenzia si riferiscono ai redditi del 2016 e del 2017 (emersi dalle dichiarazioni del 2017 e del 2018) e ancora non tengono conto di quelli dello scorso anno, anche se negli uffici di Atc è saltato all’occhio come in quasi un anno di mandato parlamentare, D’Arrando non abbia ancora comunicato un’ulteriore (presumibile) scatto reddituale.

celeste d'arrando 7CELESTE D'ARRANDO
E' noto, infatti, che i deputati hanno un’indennità lorda superiore agli 11mila euro al mese, senza contare i vari rimborsi e al netto di eventuali restituzioni come sancito dal regolamento interno del Movimento 5 stelle. Di tutto ciò, però, non v’è traccia nelle comunicazioni che la D’Arrando avrebbe dovuto fare all’Atc. E non è escluso che con un reddito tanto alto nei prossimi mesi la mamma della parlamentare rischi addirittura di perdere i requisiti per l’alloggio popolare.

celeste d'arrando 3CELESTE D'ARRANDO









Interpellato dallo Spiffero, il presidente dell’Agenzia torinese Marcello Mazzù prima prova a derubricare la questione – “Facciamo 10mila controlli all’anno” – poi ammette: “Ero a conoscenza di questa vicenda visto la delicatezza legata alla persona coinvolta. Di più non posso e non voglio dire”.

Durante questi primi nove mesi di mandato i riflettori si sono accesi su D’Arrando perché, da capogruppo M5s in Commissione Sanità (incarico figlio evidentemente della sua qualifica da operatrice socio-sanitaria), avrebbe provveduto materialmente alla schedatura di alcuni degli scienziati dell’Istituto superiore della Sanità considerati oppositori del governo gialloverde. In campagna elettorale dichiarava: “Mi batto per il diritto alla casa per tutti”.

Fonte: qui

mercoledì 10 ottobre 2018

PAOLA TAVERNA, DEL PARTITO CHE HA TOLTO I VITALIZI PURE AGLI EX PARLAMENTARI 90ENNI, HA UNO STRANO CONCETTO DI LEGALITÀ QUANDO SI TRATTA DELLA CASA POPOLARE DELLA MADRE, OGGETTO DI UN ORDINE DI RILASCIO DAL 2014 (IMPUGNATO E DA ALLORA IMPANTANATO IN TRIBUNALE)


''MIA MADRE A 80 ANNI HA DIRITTO A MORIRE NELLA CASA DOVE HA SEMPRE VISSUTO''

VIDEO - IL ''BEST OF'' DI PAOLA TAVERNA



1TAVERNA E LA MADRE ABUSIVA RAGGI: NESSUN FAVORITISMO
Simone Canettieri per “il Messaggero

paola taverna io nun so un politicooooPAOLA TAVERNA IO NUN SO UN POLITICOOOO
Può una casa popolare al Quarticciolo, periferia Est della Capitale nota per aver dato i natali al celebre Gobbo e a Paolo Di Canio, diventare un caso politico? Sì, se vi abita - senza averne più i diritti - la signora Graziella Bartolucci, 80 anni, e soprattutto mamma di Paola Taverna, vicepresidente del Senato in quota M5S, per autodefinizione «una der popolo». Peccato che, secondo la legge regionale, l' anziana abbia perso i requisiti per motivi patrimoniali per continuare a vivere in questo appartamento nel cuore della borgata.

Questo perché la figlia, Paola Taverna è proprietaria di 4/6 di un immobile a Olbia, «partecipato» con delle quote anche dalla stessa madre, nonché di un locale commerciale su via Prenestina e, soprattutto, di un appartamento a Torre Angela. E proprio qui, secondo gli ispettori Ater che hanno concluso l' indagine nel 2014, potrebbe tranquillamente portare sua madre. La storia - rilanciata da Repubblica - è finita a impattare, vuoi o non vuoi, sul Campidoglio. E cioè su Virginia Raggi, la sindaca grillina, in prima linea per gli sgomberi e da tempo in rotta con Taverna.

paola taverna io nun so un politicooooPAOLA TAVERNA IO NUN SO UN POLITICOOOO
Ma questo c' entra poco. «Sicuramente gli uffici - spiega la sindaca - faranno tutte le indagini e si seguirà la legge esattamente come per tutte le altre persone». E comunque, come aggiunge l' inquilina del Campidoglio, «la senatrice non ha mai bussato alla mia porta per chiedermi nulla. Ma nemmeno mi interessa la situazione patrimoniale della madre».

La specifica è di dovere, perché subito le opposizioni, da Fratelli d' Italia al Pd, sono andate all' attacco. Il deputato dem Luciano Nobili ricorda anche la storia di un altro senatore M5S, Emanuele Dessì, ormai celebre per aver abitato da «nullatenente» nonostante il lavoro di imprenditore in un' altra casa popolare a canone irrisorio (7 euro), ora rivisto. «Di scroccone in scroccone, evidentemente così si fa carriera nel #M5S, occupando case a cui non si ha diritto».

LA REPLICA
paola taverna by lughino socialisti gaudentiPAOLA TAVERNA BY LUGHINO SOCIALISTI GAUDENTI
Taverna si giustifica su Facebook spiegando che «mia madre, che percepisce la pensione minima, pare non abbia più diritto all' alloggio» popolare in cui vive, lei «ha adito le vie legali perché ritiene di averne diritto». E ancora: «Io credo che mia mamma stia agendo bene e che una persona a 80 anni abbia il diritto di desiderare di morire nella stessa casa in cui è vissuta».

LA STORIA
La vicenda è complessa e intanto è finita a carte bollate. E si attende il verdetto del tribunale per fine anno. Il procedimento di decadenza dall' assegnazione dell' alloggio è partito a fine 2014, dopo accertamenti condotti dall' Ater di Roma, ente a cui appartiene la casa, secondo cui la signora non ne ha più diritto. Da quel momento sono passati 4 anni, tra controdeduzioni e carteggi, ma l' esito della vicenda appare ancora incerto, anche perché l' anziana ha fatto ricorso.
E alla diatriba legale si sovrappone quella tra palazzi sulle rispettive competenze.

PAOLA TAVERNAPAOLA TAVERNA
Ater ha messo nero su bianco che, da parte loro l' iter si è concluso con l' emissione del decreto di rilascio, attualmente impugnato dalla famiglia presso il Tribunale di Roma. È di esclusiva competenza «di Roma Capitale dar seguito con la firma dell' ordinanza di esecuzione da parte del sindaco».

Anche dal Campidoglio hanno spiegato di aver «emesso determinazione dirigenziale di decadenza» e che «contro tale atto è stato proposto ricorso al giudice ordinario» il quale «ha rigettato l' istanza di sospensione dell' esecutività del provvedimento, rinviando al mese di gennaio la discussione sul merito.

Come da prassi, la polizia locale di Roma Capitale provvederà a fornire ove richiesto ogni supporto per l' esecuzione di decreti di rilascio. L' iter della procedura, portata avanti dagli uffici competenti, è come sempre uguale per tutti», la posizione del Campidoglio. La querelle va avanti. Taverna e Raggi, assicurano dal Comune, ieri non si sono sentite. Ma questa, visti i rapporti, non è una notizia.


PASIONARIA TRA COMPLOTTI E SLANG UNA CARRIERA A COLPI DI ANTIPOLITICA
Simone Canettieri per “il Messaggero

paola tavernaPAOLA TAVERNA
Rappresenta quasi un genere letterario, lo chiamano il paolatavernismo. Da quando la senatrice del Quarticciolo è comparsa sulla scena pubblica - sono ormai più di cinque anni - a forza di invettive pronunciate, anzi urlate, in uno slang romanissimo si è guadagnata una fetta di popolarità dentro e fuori il M5S. «Ao, io so de borgata e parlo come magno», ha sempre detto in pubblico e privato per esaltare il suo essere ultra-pop.

Un Funari femminile pronta a guardare la telecamera e a dirla pane al pane e vino al vino. Con condimento di parolacce, alla bisogna. Una tecnica che va detto di sicuro finora ha sempre funzionato soprattutto sul palco e tra i militanti. Essendo espressione del «basso» salito nell' «alto» nei palazzi del potere, la grillina ha sempre voluto mantenere un profilo ruspante. Arricchito da una serie di grida, con complotti ovunque. L' ultimo in ordine di sequenza è quello sui vaccini e sui big delle case farmaceutiche.

raggi tavernaRAGGI TAVERNA
Lo scorso agosto per esempio uscì un mitico video in cui Taverna dava la sua ricetta con aneddoto personale: «Nessun bambino non vaccinato è malato. Un bambino non vaccinato è un bambino sano, sano, sano. È terribile il messaggio che è passato di un bambino che non è vaccinato è portatore di che Io quando ero piccola, quando avevo un cugino che aveva una malattia esantematica, facevamo la processione a casa di mio cugino, perché così la zia si sbrugliava' tutti e 7 i nipoti, tutti e 7 avevano la patologia e se l' erano levata dalle p».

Parole che provocarono un certo imbarazzo nel Movimento ormai diventato istituzionale e di governo. Al punto che lo scorso 14 settembre decise di prendere una posizione netta: «Non parlerò più di vaccini, ho fatto immunizzare mio figlio ma non credo nell' obbligo per legge».

E qualcuno, anche tra i più ferventi no-vax, ne rimase un po' interdetto. Anche se rimane ormai alla storia della città, una mitica affermazione pronunciata da Taverna a tre mesi dalle elezioni per il Campidoglio, nel 2016: «A Roma c' è un complotto per far vincere il M5S». E così fu, infatti. E proprio la senatrice si mise a sorvegliare su Palazzo Senatorio, anche se con esiti poco brillanti.

GLI SCONTRI
Andò in rotta di collisione con Virginia Raggi per l' onnipresenza di Raffaele Marra e creò ancora più caos interni per via di una lettera a Di Maio sull' assessore Paola Muraro indagata. Informazione che l' attuale capo politico negò di conoscere fino alla pubblicazione del documento sul Messaggero (in quell' occasione saltò il direttorio).

ROBERTA LOMBARDI - FABIO MASSIMO CASTALDO - VIRGINIA RAGGI - PAOLA TAVERNA - GIANLUCA PERILLIROBERTA LOMBARDI - FABIO MASSIMO CASTALDO - VIRGINIA RAGGI - PAOLA TAVERNA - GIANLUCA PERILLI
Tra Raggi e la famiglia Taverna i rapporti da tempo ormai non sono cordialissimi. Perché proprio la sorella di Paola, Annalisa, in momento di ira si rivolse così alla sindaca: «Se non te dai una calmata te appendemo per le recchie». Tutto in romanesco, ovvio. Giusto a far vedere il marchio di casa. Insieme appunto ai complotti, visti un po' ovunque come quello sul referendum «a rischio brogli» in Italia e all' estero.

Un personaggio - molto amato ma anche temuto - all' interno del M5S. Capace di riposizionarsi con agilità da politica provetta. Prima anti-Di Maio poi sotto la sua ala protettiva. Al punto che alle ultime regionali, Roberta Lombardi (che ieri in privato l' ha comunque difesa) rimase male per la totale assenza in campagna elettorale della sodale. Ma come avverte sempre «io nun so' politico! Nun te poi permette de chiamamme politico!». Soprattutto se ci sono una casa e l' opportunità politica di mezzo. Fonte: qui


RISPUNTA EMANUELE DESSÌ, IL SENATORE M5S DIVENTATO FAMOSO PERCHÉ PAGAVA 7 EURO AL MESE D’AFFITTO PER LA SUA CASA AI CASTELLI (E PER UN VIDEO IN COMPAGNIA DI DOMENICO SPADA) 

HA COLTO L’OCCASIONE PER DIFENDERE LA TAVERNA SULLA CASA POPOLARE DELLA MAMMA: “PER LA SINISTRA LA CASA È UN DIRITTO PER TUTTI, TRANNE CHE PER ME E PER LA MAMMA DI PAOLA” 



PAOLA TAVERNA E DESSIPAOLA TAVERNA E DESSI

«Accuse stupide». E lanciate «in maniera ignobile». E ancora: «Per la sinistra la casa è un diritto per tutti, tranne che per me e per la mamma di Paola». Cioè di Paola Taverna che trova una sponda grillina a Palazzo Madama.

L' anziana mamma della vicepresidente del Senato, come si sa, ha perso i requisiti per vivere nella casa popolare del Quarticciolo. L' anziana si è opposta e ha fatto ricorso, Ater e soprattutto Campidoglio sembrano inflessibili: rispetteremo la legge, nessun favoritismo. Il caso un po' fa discutere il M5S.

paola taverna io nun so un politicooooPAOLA TAVERNA IO NUN SO UN POLITICOOOO
Anche se ieri la linea sembra averla data Riccardo Fraccaro, ministro per i rapporti con il parlamento e soprattutto «fratello» di Luigi Di Maio. Eccola: «La vicenda della casa popolare assegnata alla mamma della senatrice Taverna mi rende orgoglioso di stare in M5s. C' è una amministrazione che non fa favori a una senatrice.

La mamma della senatrice segue le vie legali perché ritiene che sia nel giusto»; ma se si accerta che non abbia diritto alla casa popolare «bisogna rispettare le regole che ci sono». Fin qui, i vertici del M5S. Poi ieri è arrivata (richiesta?) la difesa molto più accorata del senatore M5S Emanuele, Lele, Dessì. Ormai famoso perché prima di Palazzo Madama abitava in una casa popolare ai Castelli pagando 7 euro al mese di canone in quanto nullatenente.

PAOLA TAVERNAPAOLA TAVERNA
E ieri Dessì, in una diretta Facebook, è ritornato sul suo caso dicendo che adesso paga 700 euro al mese. E sventolando tutte le carte e le sentenze che gli permettevano di stare in quella casa al prezzo di tre caffè e tre cornetti al mese. E visto che c' era ha difeso da queste «accuse stupide» Paola Taverna e soprattutto l' anziana mamma. Prendendola con la sinistra e minacciando querele a chi gli dà dello scroccone. Qualcuno in rete ha commentato: siete la nuova casa delle libertà.

Fonte: qui