9 dicembre forconi: assegnazione
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mercoledì 8 maggio 2019

LA RAGGI INSULTATA A CASAL BRUCIATO, DIFENDE L’ASSEGNAZIONE DELLA CASA ALLA FAMIGLIA ROM: “RESTANO, NE HANNO DIRITTO"

LA  RAGGI INSULTATA A CASAL BRUCIATO, DIFENDE L’ASSEGNAZIONE DELLA CASA ALLA FAMIGLIA ROM: “RESTANO, NE HANNO DIRITTO" 
DI MAIO IRRITATO PER L'INIZIATIVA DELLA SINDACA, CHE È ANDATA NEL QUARTIERE TEATRO DI TENSIONI DA GIORNI PER L'ASSEGNAZIONE DI UN ALLOGGIO POPOLARE A UNA FAMIGLIA BOSNIACA 
LA SINDACA COSTRETTA A USCIRE SCORTATA – VIDEO



raggi casal bruciatoRAGGI CASAL BRUCIATO
"Questa famiglia risulta legittima assegnataria di un alloggio. Ha diritto di entrare e la legge si rispetta. Siamo andati a conoscerli e sono terrorizzati. Abbiamo avuto modo di far conoscere questa famiglia ad alcuni condomini. Chi insulta i bambini e minaccia di stuprare le donne forse dovrebbe farsi un esame di coscienza. Non è questa una società in cui si può continuare a vivere". Sono le parole che ha pronunciato la sindaca uscendo dalla casa popolare assegnata alla famiglia nomade a Casal Bruciato dove è stata accolta da una raffica di insulti e offese sessiste da parte dei residenti che da  due giorni protestano contro l'assegnazione del Comune di un alloggio popolare a una famiglia bosniaca di 14 persone.

Momenti di tensione quando Raggi è stata letteralmente scortata da due cordoni del reparto mobile della polizia all'interno del piazzale condominiale dove si trova l'appartamento assegnato martedì scorso a una famiglia rom.  Insieme a lei, ci sono alcuni vicini di casa, il direttore della Caritas diocesana di Roma, don Benoni Ambarus, e un delegato del vicariato. L'iniziativa della sindaca è stata accolta con una certa
irritazione dal vicepremier Luigi Di Maio, a quanto apprende l'ANSA. Prima si aiutano i romani, gli italiani, poi tutti gli altri, è il senso del ragionamento del leader M5S irritato - si apprende ancora - anche per la tempistica con cui la sindaca, in un giorno particolarmente importante per il M5S al governo, ha scelto di mettere in campo la sua iniziativa.
raggi casal bruciatoRAGGI CASAL BRUCIATO

Raggi è stata contestata da circa una trentina di persone che hanno seguito il cordone di polizia che accompagnava la prima cittadina. I cittadini si erano radunati in strada poco prima per l'arrivo della presidente del municipio IV, Roberta della Casa. I cittadini urlano e chiedono principalmente legalità, rispetto e trasparenza nell'assegnazione delle case popolari. "Salvini, Salvini" ha urlato un gruppetto

Intanto sono al vaglio della Digos le immagini degli insulti alla donna nomade, tra cui la frase 'ti stupro', al suo ingresso ieri nella palazzina di Casal Bruciato a Roma scortata dalla polizia. Gli investigatori sono al lavoro per accertare con esattezza l'accaduto e stabilire eventuali responsabilità. "Purtroppo ancora oggi, in molti Paesi d'Europa - anche in Italia, nella stessa città di Roma - assistiamo a episodi di riprovevole violenza, che costituiscono il sintomo di un progressivo arretramento dei presidi di civiltà, di un drammatico affievolimento della sensibilità collettiva di fronte all'emersione di antiche e nuove forme di razzismo, spesso di matrice antisemita", ha detto il premier Giuseppe Conte incontrando 800 ragazzi russi, di origine ebraica, nel Tempio Maggiore di Roma.

raggi casal bruciatoRAGGI CASAL BRUCIATO
"Quello che è successo ieri, di aver detto a quella signora rom, quello che tutti i giornali scrivono, ovvero che le avrei detto 'ti stupro', io non lo ho mai detto - si difende Daniele, il giovane cui è stata attribuita la frase - Gli ho detto tante altre brutte parole e mi scuso con lei per averle dette, il momento era quello che era, non si ragionava tanto bene. Io non appartengo a CasaPound, a nessun loro movimento, non sono iscritto, stavo lì da semplice cittadino. Ho preso parte a determinate iniziative con loro ma io non sono un militante di CasaPound, ma ho partecipato ad alcune loro iniziative" come dimostrano alcune immagini diffuse in Rete che lo ritrraggono col  giubbotto con i simboli di CasaPound e al fianco di esponenti del movimento di estrema destra.

"Le scene di ieri sono terribili, sentir gridare "vi impicchiamo" e soprattutto "ti stupriamo" rivolto ad una mamma con la bimba in braccio sono di una gravità incommensurabile. Ho certezza che la questura si muoverà oggi, il presidio sarà allontanato dal cortile", ha commentato l'assessore capitolino al Patrimonio Rosalba Castiglione intervistata da 'Radio In Blu'.

Non si placa la rabbia del quartiere. "Ho tre figli di 12, 10 e 3 anni e ho presentato la prima di quattro domande per un alloggio popolare nel 2007. Al Comune risulta che io abbia punteggio 0 perché sto con mio padre che ha lo sfratto esecutivo, come dovrei stare sapendo che una famiglia rom ha avuto casa dopo due soli due anni in lista?". Racconta Stefania Martelloni, residente di Casal Bruciato, all'Adnkronos. "Sono stata costretta a occupare, mi ci hanno portato, tra l'altro proprio in via Smith davanti al campo nomadi - conclude - Siamo circondati".
CASAL BRUCIATO - SENADA SEJDOVIC ASSEDIATA DALLA FOLLACASAL BRUCIATO - SENADA SEJDOVIC ASSEDIATA DALLA FOLLA

 "In questa situazione non reggiamo, così meglio tornare al campo o andare altrove". Queste le parole della famiglia rom di casal bruciato asserragliata nell'appartamento al secondo piano di via Satta. A riferirle è il direttore della Caritas: "Sono molto spaventati - riferisce don Ambarus - stanno cercando di capire cosa succederà. Sperano di poter resistere.
Ci hanno detto che speravano iniziasse finalmente una nuova vita per loro dopo 20 anni nei campi. L'invito a tutti è torniamo alla ragionevolezza", ha sottolineato il direttore della Caritas.

CASAL BRUCIATO - DONNE ITALIANE CONTRO I ROMCASAL BRUCIATO - DONNE ITALIANE CONTRO I ROM
Oggi pomeriggio è previsto un altro presidio. "A partire dalle 16, parteciperemo al presidio antifascista organizzato in via Satta", ha spiegato la Cgil di Roma e del Lazio. "Imed, Senada e la loro famiglia - continua il comunicato - hanno diritto, come tutti, a una casa così come a un lavoro e un'istruzione. L'emergenza abitativa e il clima di intolleranza che si respira in tutto il paese vanno affrontati quanto prima con l'obiettivo dell'inclusione e garantendo alle famiglie assegnatarie tutela dalle aggressioni neofasciste. È inaccettabile la possibilità d'azione che a questi gruppi viene concessa. Dovunque ci saranno episodi di intolleranza e aggressioni di stampo razzista e xenofobo saremo in piazza per difendere i valori di eguaglianza e inclusione sanciti nella nostra Costituzione". 'Gridate, insultate, minacciate una donna e la sua bambina. Roma è meglio di voi. I romani non sono questo schifo. Contro questa barbarie ci vediamo tutti oggi alle 16 a Casal Bruciato. Così su Twitter Matteo Orfini, deputato del Pd.

Fonte: qui

giovedì 15 marzo 2018

ROSATELLUM?- A DIECI GIORNI DALLE ELEZIONI IL PARLAMENTO RESTA INCOMPLETO: I CONTEGGI SONO PIÙ COMPLESSI DEL PREVISTO E CI SONO DICIASSETTE SEGGI ANCORA DA ASSEGNARE...

Francesco Grignetti per “la Stampa”

ROSATOROSATO
Dieci giorni sono trascorsi dal voto. Eppure ancora non si sa esattamente come sarà composta la Camera dei deputati. Altro che conoscere alla sera delle elezioni chi ha vinto o chi ha perso. Sul sito del ministero dell'Interno sono stati assegnati soltanto 620 seggi e ne mancano 10 all' appello. E anche al Senato sono stati assegnati soltanto 108 seggi uninominali su 115. È possibile perché il Rosatellum si è rivelato un marchingegno diabolico.

È forse la prima volta nella storia della Repubblica, infatti, che in molti seggi i presidenti si sono fatti prendere dal panico e hanno chiuso le operazioni di spoglio mettendo tutto in un sacco e mandando il materiale direttamente alle Corti d' appello.

ROSATELLUM PDROSATELLUM PD
Per legge avrebbero dovuto fare loro i conti, firmare il verbale di spoglio, dare i numeri esatti ai Comuni e alle prefetture, e finalmente andarsene a casa. Stavolta, no. Troppo complicati i calcoli, troppe le variabili. Ci sono state sezioni dove i presidenti di seggio hanno accusato un' emicrania improvvisa e devastante e l' hanno chiusa lì.

Che ci pensasse qualcun altro. Ossia gli uffici preposti presso le corti d'appello e poi l'ufficio centrale elettorale presso la Cassazione. Al ministero dell' Interno non hanno potuto che prendere atto che le operazioni di spoglio non permettono di accreditare diversi collegi uninominali. Lo hanno scritto in calce alle tabelle finali, ma piccolo piccolo, perché in fondo c'è un po' da vergognarsi se «il riparto provvisorio dei seggi si riferisce ad uno scrutinio non definitivo, non essendo pervenuti i risultati di tutte le sezioni».

rosatellum senato Finocchiaro ZandaROSATELLUM SENATO FINOCCHIARO ZANDA
Eccoci dunque di nuovo nell' amara Italia di Giuseppe Prezzolini, quella del «Da noi non c'è nulla di più definitivo del provvisorio e nulla di più provvisorio del definitivo». E infatti il Viminale avvisa che i numeri su cui i partiti si accapigliano, e fanno ipotesi di alleanze, sono «dati provvisori, tenendo conto che alcuni verbali risultano essere stati inviati direttamente alle corti di appello che, come previsto dalla legge, provvederanno alla proclamazione degli eletti».
rosatellum senato1ROSATELLUM SENATO1

Proclamazione che, se il Cielo vorrà, dovrebbe arrivare oggi. Nel frattempo ci sono molti con il fiato sospeso. Va da sé che 10 deputati in più o in meno alla Lega oppure a Forza Italia, oppure da conteggiare con nel già cospicuo bottino dei grillini, possono cambiare molte cose. Oltretutto c' è la rogna della Sicilia dove il M5S ha avuto più seggi dei candidati stessi. E quindi ci sono occhi puntati anche su questo aspetto. Il riconteggio peraltro sta lasciando morti e feriti sul campo.

rosatellum senato2ROSATELLUM SENATO2
C'è LeU che lamenta un colpo basso a Napoli: «Vogliamo vederci chiaro - dice il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni - con tutti gli strumenti possibili a disposizione e che la legge prevede, perchè, in un ricalcolo di qualche giorno fa, Liberi e Uguali avrebbe guadagnato un seggio in più; a un certo punto quel seggio scompare di nuovo». Alla fine non sarà un seggio di Roma o uno di Rieti, o di Cuneo, a cambiare le sorti delle elezioni. Però che tristezza. Ed è niente rispetto a quel che è successo con lo spoglio del voto estero. Il grillino Vito Crimi è stato di persona nei capannoni fuori Roma dove si esaminano quelle schede: «Una vergogna da cancellare. Lo schifo che abbiamo visto prima e dopo il voto non deve più ripetersi».

Fonte: qui

mercoledì 20 dicembre 2017

L’ULTIMA BEFFA ARRIVA DALLA PROTEZIONE CIVILE CHE HA CHIESTO LO SLOGGIO, ENTRO IL 31 DICEMBRE, DALLE STRUTTURE ALBERGHIERE MESSE A DISPOSIZIONE DOPO IL SISMA


METÀ DELLE ABITAZIONI NON SONO STATE CONSEGNATE E QUELLE ESISTENTI SONO MEZZE ROVINATE (E LE RIPARAZIONI SONO A CARICO DEL CITTADINO)

Paolo Giovannelli per www.laverita.info

una struttura daccoglienzaUNA STRUTTURA DACCOGLIENZA
«Siamo ormai prossimi alla conclusione dell' installazione e assegnazione delle Sae (Strutture abitative di emergenza) previste per la fine di quest' anno e pertanto si rappresenta, anche a seguito di sollecito del Dipartimento nazionale della Protezione civile sul contenimento delle spese, che la sistemazione alberghiera transitoria avrà termine il 31 dicembre». È questo il contenuto delle lettere che, la Regione Umbria, a firma del dirigente Alfiero Moretti, sta facendo recapitare ai terremotati fatti sfollare soprattutto negli alberghi sulle rive del Lago Trasimeno. C' è, però, anche «la scappatoia».

alfiero morettiALFIERO MORETTI




Forse perché, alla mezzanotte del 31, sarebbe crudele mettere alla porta un terremotato ormai uso a festeggiare Capodanno in hotel, con la casa schiantata e senza lavoro, oppure anziano, malato e con una bassa pensione. Infatti la lettera, sapientemente, continua: «Conseguentemente per tali cittadini, dal giorno 31 dicembre p.v., non verrà più garantita l' ospitalità presso strutture alberghiere e coloro che continueranno ad usufruire dovranno provvedere, dalla succitata data, al pagamento del soggiorno». Volete restare in albergo? Tirate fuori i soldi o finisce l' incantesimo.

Tutti rincuorati. Chi governa ha letto Cenerentola e predispone il suo lieto fine: i terremotati, principi e principesse negli hotel incantati, hanno subito la possibilità, pagando, di non ritornare, da sfrattati, in mezzo alla strada.

sae umbria 2SAE UMBRIA 
Lo Stato, da parte sua, ha già le tasche vuote e, quindi, le spese vanno contenute. I 5stelle insorgono: «Uno sgradito "regalo" di Natale, questa glaciale lettera con cui la Regione Umbria invita gli sfollati del terremoto 2016 a lasciare definitivamente gli alberghi entro il 31 dicembre 2017», commenta il consigliere regionale Andrea Liberati, 41 anni, neo referente locale di Luigi Di Maio per il suo «rally» elettorale. «Questo «governicchio», continua il pentastellato, «ottimizza la spesa sulla pelle dei terremotati.

Le motivazioni, contenute in circolari e solleciti della Protezione civile nazionale, avrebbero natura esclusivamente economica: questo Stato di Pulcinella, dal 2016, impiega centinaia di milioni di euro per costruire, lentamente, le Sae delle cooperative: il cui costo complessivo al metro quadrato, compresi espropri, urbanizzazioni, fondazioni e allacci, supera pesantemente quello di edifici in cemento armato, come reiteratamente dimostrato da tecnici e libera stampa.

Eppure il mega business del post emergenza non s' ha da toccare e, in simili condizioni, il peggio verrà, se e quando mai inizierà la ricostruzione. «Né», aggiunge Liberati, «è vero quanto affermato nella lettera della Regione Umbria, secondo cui si è prossimi alla conclusione e assegnazione delle "casette", le cosiddette Sae. In Umbria siamo a 391 su 784 o 758 o 776 o a piacere, perché i dati sono "ballerini" tra i Comuni di Norcia, Cascia e Preci».

sae umbriaSAE UMBRIA
Sulle Sae «consegnate ai sindaci» al 15 dicembre scorso, la Protezione civile comunica questo numero: 1.693 su 3.667 ordinate dai 50 Comuni, alla data del 28 novembre scorso. Nemmeno la metà.

Inutile illudersi: a fine 2017 in molti non avranno la Sae, nonostante i «giurin giurello» di quei politici per cui il popolo è sempre bue. Se ne riparlerà a primavera, se l' inverno sarà clemente e permetterà di lavorare a ritmi quasi normali. Quanto ai terremotati assistiti negli alberghi, a oggi, in Abruzzo ce ne sono 1.071, nel Lazio 76, nelle Marche 2.728 e in Umbria 439. Il totale è di 4.314 persone.

«La gestione delle famiglie sfollate torna dunque al fai-da-te», puntualizza in una nota Liberati, «in condizioni affatto facili. Infatti, pur avendo costoro diritto al Cas, l' esiguo contributo di autosistemazione, se poi non trovassero lavoro non avrebbero nulla da comprare, a partire dal cibo: sarebbe, il loro, un tenore di vita decisamente diverso da quello assegnato ai soliti noti, grazie a certi appalti. Ecco come le istituzioni hanno a cuore questi cittadini, sacrificati sull' ara degli affari di Stato & Regioni, dei compagni & compari di sempre».

strutture abitative demergenzaSTRUTTURE ABITATIVE DI EMERGENZA
C’ è poi un altro tema: quello della qualità del prodotto Sae che, a questo punto, apparirebbero sbagliate già nel progetto iniziale realizzato dal Consorzio nazionale servizi, il Cns di Bologna. L' Agi, il 6 dicembre scorso, scrive che «le persone che hanno visto consegnarsi le chiavi dei moduli abitativi, molti mesi dopo il sisma, ora si ritrovano a fare i conti con topi, danni agli impianti e porte bloccate dalla neve» e riporta la denuncia del comitato civico 3e36 di Amatrice e Accumoli, che scrive: «Le Sae, sono l' ennesimo esempio di come le soluzioni imposte dall' alto, senza l' indispensabile coinvolgimento delle popolazioni interessate, portano al disastro annunciato». L' articolo, reperibile in internet a firma di Sonia Montrella, elenca «i sette problemi più grandi delle casette dei terremotati», ossia i sette peccati capitali delle cooperative «rosse» contro Dio e i terremotati. Ne riportiamo tre, testimonianze del fatto che non si può far fare nulla a chi le cose non le ha mai fatte in precedenza, Sae comprese, strapagate dallo Stato col denaro pubblico.

sae umbria 3SAE UMBRIA 
«Tra gli errori più grossolani», denuncia il comitato, «ci sono le porte d' ingresso che si aprono verso l' esterno e non verso l' interno. Un particolare che fa davvero la differenza, in un paese come Amatrice sorto a 955 metri sul livello del mare: ad agosto non è affatto un problema, ma lo è quando cadrà un metro di neve, che di fatto impedirà alle persone di uscire di casa». Il secondo: «I terremotati delle Sae hanno iniziato a dividere casa con i topi che si introducono in casa attraverso lo scarico delle cucine e bucano il materiale di isolamento delle condutture idriche, danneggiando l' impianto. E tocca ai cittadini intervenire per mettere in sicurezza le tubature. Privatamente». Il terzo: «Le infiltrazioni di acqua piovana dalle coperture e le perdite della rete idrica e di riscaldamento».

Fonte: qui