9 dicembre forconi: Virginia Raggi
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sabato 9 novembre 2019

SCENE DI ORDINARIA FOLLIA A MONTE MARIO: I CINGHIALI SI LITIGANO I RIFIUTI IN STRADA. UNA DONNA CARICATA DAGLI ANIMALI SALVA PER CASO – I RESIDENTI ANNUNCIANO UNA MAXI CLASS ACTION PER CHIEDERE IL RIMBORSO DELLA TARI


ODISSEA SULLA METRO A: SCALE ROTTE IN 12 STAZIONI, MANZONI ALLAGATA: CHIUSA 14 ORE. MA I PROBLEMI SONO SU TUTTA LA LINEA, DA ALMENO UNA SETTIMANA 

E QUESTA SAREBBE UNA CAPITALE EUROPEA?

Stefania Piras per il Messaggero

I DISAGI
cinghiali romaCINGHIALI ROMA
La stazione della metro A Manzoni è rimasta chiusa 14 ore filate per colpa di un temporale. Inaccessibile dalle sei del mattino fino alle venti e quattordici di sera quando è stata riaperta ma con le scale mobili in discesa più una in salita fuori servizio. Condizioni disastrose del trasporto pubblico che non vanno certo di pari passo con l'idea di prorogare la Ztl. Perché Manzoni ha rischiato per tutta la giornata di essere la terza stazione della linea centrale della metropolitana fuori servizio insieme a Baldo degli Ubaldi, e a Barberini che è chiusa ormai dal 23 marzo (sono quasi otto mesi).
cinghiali romaCINGHIALI ROMA
Ancora problemi alle scale mobili perché il nubifragio di domenica ha inondato buona parte degli impianti della stazione Manzoni. Il necrologio della fermata è apparso ieri mattina all'alba, verso le sei, su Twitter: «Metro A: chiusa stazione Manzoni, i treni transitano senza fermarsi (guasto tecnico) utilizzare stazioni Vittorio Emanuele e San Giovanni». Oltre a questo tweet non si è avuta alcuna comunicazione per tutta la giornata. In breve: la fermata durante il nubifragio di domenica ha subito un allagamento che ha sommerso buona parte delle scale mobili finite quindi sott'acqua. I circuiti elettrici sono stati danneggiati in modo pesante perché una volta asciugati gli impianti le prove di funzionamento non sono andate bene. Perciò, la stazione è stata chiusa.

TRANSITI GIORNALIERI
Conseguenza: gli utenti, qui transitano ottomila utenti al giorno, arrivavano alla fermata convinti di poter scendere e prendere la metro come sempre e invece nulla. Hanno trovato il cancello sbarrato e l'avviso sul pannello elettronico. Un anziano non ci voleva credere. Ha fatto tutte le scale, si è fermato per leggere il pannello elettronico e non ha potuto far altro che sospirare: «Non si capisce più niente». Ed è tornato in superficie in mezzo a studenti e lavoratori che non sapevano come orientarsi, quali percorsi alternativi prediligere e soprattutto se il guasto tecnico era talmente grave da organizzarsi senza più tenere conto di questa fermata. Un ragazzo racconta l'esperienza mattutina: «Eravamo tutti pronti per scendere ma il treno è passato dritto senza fermarsi».

CINGHIALI ROMACINGHIALI ROMA
«Quando riaprirà la fermata Manzoni?» chiedevano gli utenti. La risposta sui social a tutti gli utenti era sempre la stessa e non lasciava presagire nulla di buono. «Appena abbiamo info sulla riapertura, condividiamo qui e sul sito Atac», questa la replica. Dall'Atac infatti parlavano di un allagamento importante che ha danneggiato il circuito elettrico. Raggiungendo la vicina stazione di Vittorio Emanuele, gli addetti Atac hanno confermato i problemi parlando di «infiltrazioni alle scale mobili». I tecnici al lavoro sul circuito elettrico delle scale mobili erano molto pessimisti: «Ci sono problemi grossi».
Ma i problemi sono su tutta la linea, da giorni. La metro A sta subendo rallentamenti da almeno una settimana.
IL BLOCCO
CINGHIALI ROMACINGHIALI ROMA
A San Giovanni (dove una delle due scale mobili è ferma, rotta da tempo immemore) sta succedendo sempre più spesso che si creino lunghissime file ai tornelli di entrata. Poi, una volta dentro gli utenti vengono bloccati prima di poter scendere sulla banchina per prendere la metro. E i tempi di attesa si allungano lasciando presupporre che i treni saltino le corse. Le ricadute sul servizio sono micidiali. Capita infatti che nell'ora di punta, alle otto del mattino a Termini direzione Anagnina, ci siano 5 minuti di attesa e gente condannata a stare sulla banchina perché il treno che si ferma è già pieno come un uovo. Ma dopo gli interventi tecnici andrà meglio, si dirà. Ieri una scala mobile a Repubblica, fermata rimasta fuori servizio per otto mesi a causa degli impianti inagibili, era chiusa. Atac aveva detto che gli impianti erano stati rifatti. Buon viaggio.

CINGHIALI, LITE TRA I CASSONETTI DONNA CARICATA: SALVA PER CASO
Laura Bogliolo per il Messaggero

L'EMERGENZA
cinghialiCINGHIALI
L'emergenza cinghiali che si litigano i rifiuti in strada non arretra. Ieri mattina una donna è stata caricata da un branco di animali mentre portava a spasso il suo cagnolino in via Giuseppe Allievo, a Monte Mario. Giorni fa un'altra residente, ha ripreso in un video la battaglia tra due ungulati adulti per accaparrarsi un sacchetto dell'immondizia in via Giovanni Taverna. «Non si può continuare a vivere con il terrore, i cinghiali sono sotto casa, ormai non hanno più paura di nulla, assaltano i cassonetti e si litigano i sacchi dell'immondizia non ritirata» racconta Giorgia.

«Quella signora si è salvata per miracolo, siamo prigionieri in casa, vengono attirati dai rifiuti» spiega Gianluca Gaeta, residente e promotore di due esposti già depositati contro Ama e Comune sulla mancata raccolta dei rifiuti. Gaeta sta organizzando anche una maxi class action per presentare ricorso alla Commissione tributaria provinciale e chiedere il rimborso della Tari. «In mille hanno aderito» spiega. Giorgia ha rischiato di essere travolta dalla lite tra due cinghiali che giorni fa si contendevano sacchetti dell'immondizia, e li ha ripresi in un video. Siamo in una via trafficata, non lontani da una scuola, l'Istituto Comprensivo Stefanelli.
metro a manzoniMETRO A MANZONI

L'ASSEDIO
Nel video due cinghiali adulti si contendono un sacchetto dell'immondizia preso arrampicandosi su un secchione. Insieme ai due adulti ci sono quattro cuccioli. Scene di ordinaria follia a Roma Nord, vicino alla riserva Naturale dell'Insugherata. Eppure il 27 settembre nella delibera numero 190 la giunta ha autorizzata la sindaca Virginia Raggi a firmare lo schema di Protocollo d'Intesa tra Regione Lazio, Città Metropolitana di Roma Capitale e Campidoglio Per la gestione del cinghiale nel territorio di Roma Capitale. La firma però ancora non c'è stata e il piano di contenimento non è partito.

LA PROCEDURA
Il protocollo dopotutto stabilisce una procedura complessa che prevede tempi molto ampi prima dell'intervento. Il Campidoglio deve istituire una e-mail e un numero di telefono dedicati alle segnalazioni. Segue un sopralluogo da parte dei vigili e delle guardie dei parchi regionali. Poi il Comune dovrà convocare un tavolo operativo. L'organizzazione dell'intervento spetta a vigili, guardia parchi e personale delle Asl. È chiaro che i tempi tecnici della procedura sono ampi e difficilmente consentiranno di individuare l'animale appena viene avvistato.
metro a manzoniMETRO A MANZONI

Il cinghiale preso con le trappole fino al 30 giugno verrà abbattuto, nel testo si parla di eutanasia. Dal primo luglio verrà portato in macelli, istituti faunistici o allevamenti a scopo alimentare: le aziende individuate sono due, una a Viterbo e l'altra di Cerveteri. La Regione si impegna a trovare, entro giugno, una struttura dove portare vivi gli animali catturati. Qui, probabilmente, potrebbe nascere la famosa pensione per i cinghiali dove resteranno fino a morte naturale. Giorgio Polesi, presidente del Parco di Vejo, solleva un altro problema: «È stata autorizzata la Città metropolitana a firmare il protocollo di intesa? Il nostro parco confina con 8 Comuni che continuano ad avere problemi: la Forestale di Monterotondo ha inviato una lettera di diffida al comune di Castel Nuovo di Porto che ha le mani legate».
5 Novembre 2019
Fonte: qui
cinghiali a roma 4CINGHIALI A ROMA cinghiali a roma 3CINGHIALI A ROMA cinghiali a roma 1CINGHIALI A ROMA cinghiali a roma 2CINGHIALI A ROMA cinghiali a roma 5CINGHIALI A ROMA 

venerdì 8 novembre 2019

LA RAGGI NON RIESCE A GARANTIRE LA SICUREZZA A ROMA E CHIEDE L’INTERVENTO DELL’ESERCITO NELLA PERIFERIA SUD-EST, DIVENTATA FAMOSA PER GLI EPISODI DI CRONACA NELLE ULTIME SETTIMANE

È LA SESTA VOLTA CHE INVOCA I MILITARI: PRIMA PER OSTIA, POI PER I PIROMANI E INFINE PER TAPPARE LE BUCHE DELLA CAPITALE...

Vincenzo Bisbiglia per www.ilfattoquotidiano.it

VIRGINIA RAGGIVIRGINIA RAGGI
“La presenza dei militari della Brigata Sassari per contrastare l’attività nelle piazze di spaccio di Roma sud-est”. Virginia Raggi torna a invocare l’intervento dell’esercito a Roma. Dopo l’escalation di fatti di cronaca, tutti legati in qualche modo alla droga, che nelle ultime due settimane hanno occupato le prime pagine dei quotidiani locali e non, la sindaca della Capitale alla prossima riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza chiederà alla prefetta Gerarda Pantalone di attivarsi con il governo nazionale per un incremento delle divise mimetiche in città.

papa francesco e virginia raggi 3PAPA FRANCESCO E VIRGINIA RAGGI








L’idea della prima cittadina è quella di replicare quanto ottenuto – con alterni risultati, sin qui – rispetto alla sorveglianza h24 dei campi rom dove si registrava maggiormente il fenomeno dei roghi tossici. L’obiettivo è ottenere da Palazzo Chigi un aumento delle risorse assegnate alla Capitale nell’ambito dell’operazione ‘Strade sicure’, avviata ormai nel 2008 dal governo Berlusconi quando era sindaco Gianni Alemanno. I militari, nella proposta del Campidoglio, dovrebbero andare a sorvegliare le aree “più sensibili e critiche in materia di sicurezza”, ovvero una parte delle oltre 100 piazze di spaccio censite nella Capitale dal dossier sulle mafie della Regione Lazio.
ESERCITO A ROMAESERCITO A ROMA

anastasiya kylemnyk. luca sacchiANASTASIYA KYLEMNYK. LUCA SACCHI
La droga è anche il filo conduttore che lega gli ultimi accadimenti. Sebbene – secondo i dati sulla criminalità pubblicati da Il Sole 24 Ore il 14 ottobre scorso – la città con l’indice di pericolosità più alto in Italia sia Milano, la Capitale svetta in relazione ai reati per traffico di sostanze stupefacenti (almeno quelli accertati dalla polizia).

ennio proiettiENNIO PROIETTI
C’è probabilmente l’acquisto di droga alla base della rapina che ha portato all’omicidio di Luca Sacchi, il 24enne personal trainer ucciso il 23 ottobre nel quartiere Appio Latino da due giovani pusher legati alla mala di San Basilio e Tor Bella Monaca; c’erano reati di spaccio di stupefacenti nel curriculum recente dei due banditi, Enrico Antonelli e Ennio Proietti (quest’ultimo rimasto ucciso), che avevano tentato la rapina ai danni di un 55enne tabaccaio cinese di Cinecittà Est; ed è probabile che sia una ritorsione degli spacciatori della zona il movente dell’attacco incendiario subito dalla caffetteria libreria “La Pecora Elettrica”, la notte del 5 novembre a Centocelle.

buche roma esercitoBUCHE ROMA ESERCITOESERCITO A ROMAESERCITO A ROMA
Non è la prima volta che Virginia Raggi chiede l’intervento dell’esercito. Anzi, per la precisione, si tratta del sesto caso. “Se serve, a Ostia bisogna mandare anche l’esercito”, rispose il 25 novembre 2017 alla giornalista di Sky, Maria Latella, ad una domanda sulla criminalità mafiosa ad Ostia, all’indomani dell’aggressione del boss Roberto Spada a un inviato Rai. Pochi mesi prima, il 2 agosto 2017, dopo il terribile incendio che distrusse una fetta importante della pineta di Castel Fusano, Raggi chiese e ottenne dalla Prefettura l’intervento dei Granatieri di Sardegna per presidiare la zona contro i piromani. Non è andato a buon fine, invece, il blitz del deputato M5S, Francesco Silvestri – che collabora a stretto contatto con la Giunta capitolina – il quale avrebbe voluto inserire un emendamento nell’ultima manovra del governo per permettere alla Capitale di “utilizzare le tecnologie del Genio Civile” per riparare le buche sulle strade romane. I soldati, invece, sono arrivati e sono tuttora schierati a guardia dei due campi rom tollerati di via Salviati, nel quartiere Tor Sapienza, fra i più noti per il fenomeno dei roghi tossici.

Fonte: qui

mercoledì 3 luglio 2019

L’AMA DICE CHE LA CAPITALE SUPERERA’ LA CRISI DELL'IMMONDIZIA SOLO A NATALE. SI TE SALUTOOO...




LO SCONCERTO DEI TURISTI CHE FOTOGRAFANO I CUMULI DI RIFIUTI: “MAI VISTA UNA CAPITALE COSÌ. 

I TOPI PER STRADA? CI AUGURIAMO PROPRIO DI NON INCONTRARLI”

"MA IL GOVERNO ITALIANO CHE FA?"

Mauro Evangelisti per “il Messaggero”

raggi rifiutiRAGGI RIFIUTI
Il nuovo consiglio di amministratore di Ama: «Supereremo la crisi dei rifiuti solo a Natale». La sindaca Virginia Raggi, mentre i cumuli di spazzatura crescono, in una lettera al presidente del Consiglio: «È una crisi stabilita a tavolino», «sono disposta ad adottare come sindaco di Roma e della Città Metropolitana tutti gli atti di mia competenza anche straordinaria per assicurare la regolarità del servizio».

Rifiuti, Roma è sull'orlo del baratro e ora se ne rendono conto anche in Campidoglio. Appena due settimane fa il Movimento 5 Stelle di Roma su Facebook gigioneggiava: «La situazione della raccolta nei Municipi è in progressivo miglioramento, l'Ama ci ha assicurato che a breve tutto tornerà a regime». Le ultime parole famose.

Ieri, nel corso della riunione della Commissione trasparenza, Paolo Longoni, ad di Ama, ha avvertito: «Se facciamo battaglie ideologiche su inceneritori sì/inceneritori no, discariche sì/discariche no, non ne veniamo fuori. I rifiuti restano dove stanno e in un mese rischiano di formare una montagna di rifiuti alta come il Vesuvio». Il riferimento è alle discariche e ai termovalorizzatori dove ogni settimana vanno 2.800 tonnellate di materia prodotta dal trattamento dei rifiuti romaniI vertici di Ama hanno aggiunto: la crisi sarà superata solo a Natale (poi hanno precisato che intendevano quella strutturale).
monnezzaMONNEZZA

Ma Longoni ha descritto la situazione di Ama con parole che rappresentano, involontariamente, un drammatico atto di accusa per Virginia Raggi che da tre anni guida Roma Capitale: «C'è una emergenza nel servizio, c'è una emergenza organizzativa perché l'organizzazione interna è da migliorare, c'è una emergenza finanziaria perché la società ha problemi di risorse finanziarie. C'è molto che non funziona e che deve essere sistemato». Altro che nuovi impianti: Ama non ha neppure un piano industriale, visto che quello prodotto dai precedenti vertici scelti dalla Raggi, secondo il nuovo Cda, è da rifare.

STRATEGIA
raggiRAGGI VAI A CASA A FARE LA CALZETTA!
Cambio di scena. Virginia Raggi ha corretto la strategia perché la realtà (i rifiuti per strada) è più forte dei social network (i post per dire che va tutto bene). Ha inviato una lettera al presidente del consiglio, Giuseppe Conte, al ministro Sergio Costa, al presidente della Regione, Nicola Zingaretti, alla procura e alla prefettura. Parla di complotto(evidentemente non si guarda mai allo specchio ... e più facile gridare al complotto, che guardare alla propria inettitudine!). Anzi, più correttamente, di «crisi stabilita a tavolino, forse per logiche commerciali». La ricostruzione della Raggi: il Tmb di Malagrotta (Colari) per la manutenzione ha ridotto dal 25 aprile di 200 tonnellate giornaliere i rifiuti lavorati, dal 26 maggio di 500; dal 20 maggio il Tmb di Rida (Aprilia) accoglie 1.000 tonnellate settimanali in meno; dal 26 aprile il Tmb di Ecologia Viterbo riceve 700 tonnellate settimanali. Il primo luglio anche un tmb abruzzese deve rallentare (e il 31 finisce la disponibilità in Abruzzo), mentre il Tmb di Saf (Frosinone) si è fermato per un guasto.

Secondo la Raggi così si è passati da una disponibilità di 19.160 tonnellate a settimana a 15.590 tonnellate, manca la destinazione per 300 tonnellate al giornoA questo si aggiunge un guasto del Tmb di Ama e l'indisponibilità di spazi a San Vittore nell'inceneritore, portando a 650 tonnellate giornaliere il buco nero di Roma. Secondo la Raggi, negli impianti del Lazio sulla carta c'è disponibilità sufficiente, ma non viene erogata per carenza di spazi finali nell'inceneritore di Acea a San Vittore e nella discarica di Colleferro di Lazio Ambiente. Di qui l'accusa di «crisi stabilità a tavolino» e il richiamo a «senso di responsabilità del presidente della Regione, Nicola Zingaretti».
monnezzaMONNEZZA

Fin qui l'atto di accusa della Raggi. Da Lazio Ambiente replicano che la discarica di Colleferro riceve ogni giorno più di 800 tonnellate di rifiuti romani. L'inceneritore Acea di San Vittore (che ha rimandato al 21 luglio la manutenzione per aiutare Roma) da quello che risulta sta rispettando gli impegni. Zingaretti spiega: «Noi stiamo collaborando. Ma il problema di queste ore, che è sotto gli occhi di tutti, non deriva da un deficit di spazi di conferimento, ma da difficoltà della raccolta e soprattutto dall'assenza, dopo la Salaria, di centri di trasferenza». 

IL RACCONTO TRA I TURISTI CHE FOTOGRAFANO I CUMULI DI RIFIUTI: “MAI VISTA UNA CAPITALE COSÌ”

LORENZO D'ALBERGO per repubblica.it

Denis Cornomorec si arrampica sul ballatoio che da viale Trinità dei Monti si affaccia sui tetti del centro storico. Non ha sopportato il lungo inverno di Kiev per limitarsi a immortalare il Colosseo e il Circo Massimo. In vacanza a Roma, è a caccia di souvenir fotografici che ripaghino l'attesa. "Questa è la prima uscita - racconta - voglio qualcosa in più di questa roba". Il 36enne ucraino tira fuori il cellulare: foto di immondizia, marciapiedi luridi, gabbiani che pasteggiano tra gli scarti e neanche l'ombra di un netturbino.

monnezzaMONNEZZA
Denis scuote la mano davanti al naso, a mimare la puzza. Nel suo telefonino ci sono i monumenti, non manca il selfie con i turisti arrostiti dal sole davanti all'ingresso dei musei Vaticani. Ma ci sono anche un paio di istantanee a sorpresa. Tra una pizza margherita e la Bocca della Verità, scatti buoni per un post su Instagram, ecco due file di cassonetti zeppi di spazzatura. Nell'estate della grande crisi dei rifiuti, ricordi di maleodoranti passeggiate capitoline.
raggi zingaretti-2RAGGI E ZINGARETTI IN ER MONNEZZA

"Ho preso un albergo vicino alla stazione Termini pensando che fosse una zona pulita, comoda - racconta Denis, a Roma con la figlia, mentre mostra la foto sullo schermo del telefonino - ma questo è il nostro buongiorno. Anche a Kiev abbiamo problemi con i rifiuti, tutte le grandi città li hanno. Ma non così. Non è una bella pubblicità per la città". Al mattino, dopo la colazione, per evitare i miasmi è meglio infilarsi nella metro A. La linea che salta ancora la fermata di Barberini. Difficile spiegare a chi non è avvezzo alle magagne della Città Eterna che le scale mobili della fermata sono fuori servizio dall'ormai lontano 23 marzo. Proprio come l'ascensore di piazza di Spagna. Fuori uso, lucchettato.

Non resta che scendere la scalinata di piazza di Spagna, contornata da cartacce e bottiglie di plastica vuote: il vero tour a ostacoli di Denis e della sua piccola è appena partito. L'obiettivo è raggiungere il Pantheon. E non sarà semplice. "Mi piace il profumo di Roma", scherza Denis.

monnezzaMONNEZZA
All'angolo tra via Frattina e via Mario de' Fiori, scavalcato il muro di venditori ambulanti di bottiglie di acqua ghiacciata che si staglia all'altezza della Barcaccia, si imbatte in sacchi e sacchetti pieni di immondizia di ogni tipo. Un richiamo per piccioni. E a sera, come spiega uno dei camerieri del bar accanto al cumulo di spazzatura, anche per topi. "Oddio, quelli non vogliamo proprio vederli ", prova a riderci su l'ucraino, turista in una giostra che ospita ogni anno più di 18 milioni di vacanzieri.
l'immondizia di via ostiense a roma ripresa da ferzan ozpetek 2L'IMMONDIZIA DI VIA OSTIENSE A ROMA RIPRESA DA FERZAN OZPETEK 

Lasciandosi alle spalle Montecitorio, Denis è arrivato a meta. Quasi, perché in piazza della Maddalena, accanto alla chiesa, si erge un altro totem di sacchetti. Piedi fasciati solo da sandali, passeggini, bambini e anziani. C'è un discreto viavai sotto al cartello firmato da uno degli albergatori di questo salotto. Un messaggio disperato: "Questo angolo non è per i rifiuti. Si prega di non buttare immondizia ed altro. La città è di tutti". Anche di chi continua a usare quell'angolo di Roma come una piccola discarica. "Male, male, sooo baaad... ", scuote la testa Denis stressando le vocali del suo buon inglese e accelerando il passo.

l'immondizia di via ostiense a roma ripresa da ferzan ozpetek 3L'IMMONDIZIA DI VIA OSTIENSE A ROMA RIPRESA DA FERZAN OZPETEK 
Hala e Kholoud Azoulay, francesi di terza generazione di Aix-en-Provence, guardano. E non passano. Si fermano a bere da una fontanella che a malapena gocciola e poi raggiungono Denis. L'ucraino ne approfitta per salutare e tornare a dedicarsi ai monumenti, mentre le due ragazze chiedono una traduzione delle poche righe affisse sul muro a mo' di preghiera. Appena atterrate nella capitale, 22 e 27 anni, smettono di digitare sui loro smartphone e fotografano i bustoni abbandonati sui sampietrini roventi.
La più grande, Hala, ci pensa un attimo su. Poi ricollega: "La città è in emergenza per l'immondizia? Speravamo non fosse vero. Ma il governo italiano che fa? Nel tragitto dall'aeroporto all'hotel, in pullman, cercavamo qualche articolo su Roma e ce n'erano diversi su questa storia". Quello di Le Monde rimasto nella cronologia del telefonino della 27enne titola così: " Tous les déchets mènent à Rome".

Tutti i rifiuti portano a Roma. Il gioco di parole è datato 8 marzo 2019, segnale che sottolinea una volta di più la ciclicità con cui la capitale finisce al tappeto. O quantomeno in ginocchio, sotto la spazzatura e davanti agli occhi di milioni di turisti di ogni nazionalità.

Fonte: qui

mercoledì 19 giugno 2019

VIRGINIA RAGGI HA CONFERMATO FABIO SERINI COME COMMISSARIO DELL’IPA, L’ISTITUTO DI PREVIDENZA DEI DIPENDENTI DEL CAMPIDOGLIO

SERINI È A PROCESSO PER LA VICENDA SULLO STADIO DELLA ROMA: È DA FINE 2018 CHE SI CERCA UN SOSTITUTO “PER MOTIVI DI OPPORTUNITÀ”, MA SENZA SUCCESSO 
I RAPPORTI CON LANZALONE E L’AFFIDAMENTO DI INCARICHI ALL’AVVOCATO COSTANTINI
Vincenzo Bisbiglia per www.ilfattoquotidiano.it
fabio seriniFABIO SERINI
Fabio Serini, a processo nell’ambito del procedimento penale sullo stadio dell’As Roma, è stato riconfermato commissario dell’Ipa, l’istituto di previdenza per i dipendenti del Comune di Roma. La sindaca Virginia Raggi ha firmato l’ordinanza il 13 giugno , dopo un periodo di circa due settimane in cui l’avvocato livornese – nominato il 27 maggio 2017 su consiglio dell’allora super consulente Luca Lanzalone – ha dato continuità al suo mandato (scaduto il 25 maggio) in regime di auto-proroga “per tenere accesi i motori”. La Procura aveva chiesto il giudizio immediato per Serini, Lanzalone e il loro socio Luciano Costantini, nel dicembre scorso. L’incarico, come riporta l’ordinanza, durerà fino al 31 dicembre 2019, sebbene il termine del commissariamento sia fissato al 15 giugno 2020. Dal Comune di Roma assoluto silenzio sulle motivazioni della scelta.
virginia raggi fabio serini 1VIRGINIA RAGGI FABIO SERINI 

IL COINVOLGIMENTO DI SERINI NELL’INCHIESTA STADIO – Le cronache locali, a fine 2018, riportavano rumors provenienti dal Campidoglio secondo cui già dall’estate dello stesso anno – dunque all’indomani degli arresti dell’imprenditore Luca Parnasi e dell’avvocato Lanzalone – si stava cercando un sostituto per i vertici dell’Ipa “per motivi di opportunità”. Ricerca fin qui non andata a buon fine. Si tratta di un ruolo delicato, infatti, perché la società gode di una liquidità notevole, nonostante negli anni precedenti la Corte dei Conti abbia documentato sperperi e rimborsi facili.
luca lanzalone virginia raggi foto lapresse 1LUCA LANZALONE VIRGINIA RAGGI FOTO LAPRESSE 

Serini è finito a processo nell’ambito dell’inchiesta denominata “Rinascimento”, deflagrata a giugno 2018 con gli arresti dell’imprenditore Luca Parnasi e, fra gli altri, dell’allora presidente di Acea Spa, Luca Lanzalone. Per gli inquirenti, Lanzalone sarebbe “intervenuto presso il sindaco Virginia Raggi per la sua (di Serini ndr) nomina quale commissario straordinario e per la proroga di detta nomina alla scadenza annuale”. In cambio Lanzalone e Costantini, “si facevano indebitamente dare da Fabio Serini (…) un vantaggio patrimoniale consistente nell’attribuzione allo studio Lanzalone & Partners di più incarichi professionali”.
fabio serini 2FABIO SERINI
Il 2 maggio 2018, ad esempio, Sereni firma una determina: oltre 11 mila e 500 euro per l’affidamento di incarichi “all’avvocato Luciano Costantini, dello Studio Legale ‘Lanzalone & Partners’”. Proprio Serini, tre giorni dopo, “chiama Lanzalone e gli chiede un aiuto perché gli serve un altro anno (evidentemente proroga nell’incarico di Commissario Ipa)”.
virginia raggi fabio seriniVIRGINIA RAGGI FABIO SERINI
LANZALONE E IL CONTRATTO CHE NON C’E’ – Nel frattempo, emergono nuovi particolari sulla vicenda della consulenza affidata all’avvocato Lanzalone. Consigliato a Virginia Raggi dai vertici del M5S, da fine 2016 e almeno fino alla sua nomina come presidente di Acea Spa, il 3 aprile 2017, il legale genovese aveva seguito per conto del Comune numerosi dossier caldi in Campidoglio: oltre alla difficile trattativa con l’As Roma sul futuro dello stadio, dalla Multiservizi ad Atac, passando per l’individuazione di professionisti che potessero ricoprire alcune caselle vacanti in Campidoglio.

luca lanzalone virginia raggi foto lapresse 2LUCA LANZALONE VIRGINIA RAGGI FOTO LAPRESSE
“Lanzalone ha formalizzato il 10 febbraio una comunicazione con la quale veniva da me incaricato di seguire alcune vicende. In particolare anche quella relativa alla Eurnova srl”, aveva detto Virginia Raggi in Assemblea Capitolina il 7 marzo 2018. In realtà, come anticipato nei giorni scorsi da Repubblica e confermato a IlFattoQuotidiano.it da fonti della Corte dei Conti, la scorsa settimana la Guardia di Finanza si è recata a Palazzo Senatorio e nella sede Acea alla ricerca di un documento che formalizzasse quell’incarico, senza tuttavia trovarne traccia. Gli uffici capitolini si sono presi alcuni giorni per fare delle ricerche. Una storia che ricorda da vicino quella del “giallo” del parere dell’Avvocatura scomparso, su cui in realtà non si mai più fatta luce.

fabio serini 1FABIO SERINI 
IL JOLLY DI ‘MR. WOLF’ – Secondo fonti inquirenti, per ora la vicenda resterà nell’alveo dell’indagine contabile. Ma la fattispecie potrebbe essere utilizzata per rafforzare la posizione di difesa Lanzalone. Secondo la Procura, il professionista avrebbe ricevuto una serie di utilità e consulenze da Parnasi in cambio di informazioni sullo stato delle pratiche amministrative legate allo stadio in costruzione, progetto poi sbloccato anche se con un taglio del 50% delle cubature rispetto a quello iniziale. Ma se Lanzalone non era un “pubblico ufficiale”, o comunque non aveva ricevuto alcun incarico formale dalla sindaca, chi rappresentava? E se era un “privato cittadino” come poteva essere corrotto? E poteva ‘flirtare’ liberamente con Parnasi? Domande di cui si avrà risposta probabilmente dopo l’estate. Fonte: qui

venerdì 10 maggio 2019

SLITTA LA RIAPERTURA DELLA FERMATA “REPUBBLICA” DELLA METRO DI ROMA, A PIAZZA DI SPAGNA SI ROMPONO SUBITO LE SCALE MOBILI APPENA RIATTIVATE

LA RAGGI PARLA DI ALTRI DUE MESI, “I LAVORI SONO STATI FATTI MALE”, MENTRE I BUS ISRAELIANI SONO FERMI IN ATTESA DEL PATENTINO EURO 6. 

Erica Dellapasqua per il “Corriere della Sera

Dura pochissimo, appena quarantotto ore, il ritorno alla normalità della stazione della metropolitana di piazza di Spagna, la più centrale di Roma.
LE SCALE MOBILI NELLA FERMATA SPAGNA DELLA METROPOLITANA DI ROMALE SCALE MOBILI NELLA FERMATA SPAGNA DELLA METROPOLITANA DI ROMA
Due mesi dopo la chiusura decisa per effettuare i controlli sulle scale mobili, nel primo giorno di riapertura effettiva della fermata, ecco di nuovo gli stessi problemi.

Trema tutto sotto i piedi, l' ultimo gradino inchioda, la gente sopra dondola prima avanti e poi indietro. «Che vergogna, che vergogna». E che spavento, anche. Perché - ormai, in effetti, lo sa tutto il mondo - il caso delle scale mobili-immobili, continuamente transennate, è una questione di disagi e di scomodità, certo, ma anche di sicurezza, soprattutto dopo gli avvenimenti che hanno riguardato le altre due stazioni della metropolitana del centro storico di Roma ancora chiuse: Repubblica dal 23 ottobre, quando la scala mobile impazzita si trascinò via i tifosi russi del Cska Mosca, e Barberini sotto sequestro dal 23 marzo per i gradini che si accartocciano all' improvviso.

L' attenzione, comunque, adesso si sposta sulla stazione Repubblica perché, altra cattiva notizia, ieri è stato ufficializzato che, contrariamente a quanto promesso da Atac, dal Campidoglio e dall' assessora ai Trasporti Linda Meleo, non riaprirà entro metà mese ma molto più tardi, almeno a luglio.

virginia raggi in metroVIRGINIA RAGGI IN METRO
Per spiegarlo la sindaca Virginia Raggi è tornata a parlare in diretta Facebook: «La ditta costruttrice Otis ha finito le ispezioni e anche in questo caso ha rilevato che la ditta incaricata della manutenzione aveva lavorato male e ci sarà da rifare completamente l' impianto. La sicurezza prima di tutto».

La sindaca, nella stessa diretta, ha detto anche che «è stata riaperta Spagna. Siamo molto dispiaciuti per i disagi e anche molto arrabbiati perché abbiamo visto che i lavori di manutenzione fatti dalla ditta incaricata da Atac, ce lo ha confermato il Tribunale, erano fatti male: riparazioni con fascette del ferramenta, ponti elettrici fatti male. Questo ha determinato che Otis ha rifatto tutto. Barberini è tuttora sotto sequestro della magistratura e non possiamo ancora intervenire; su Repubblica, invece, stiamo ancora lavorando».
metro linea a romaMETRO LINEA A ROMA

Per rivedere aperta la stazione Repubblica bisognerà aspettare almeno luglio perché poi, come per Spagna, serviranno altri controlli: dei responsabili di esercizio di Atac, dell' Ustif, e poi ancora di Atac. Così si arriverebbe ad agosto, il mese scelto - per ovvie ragioni di affluenza - per gli interventi sui «deviatoi» che riguarderanno l' intera linea A. Allora? C' è davvero il rischio che la riapertura di Repubblica slitti a settembre? Nessuno vuole neanche pensarci, adesso, ma sì: un rischio, oggettivamente, c' è. E, oltre ai ritardi, procede parallela l' indagine della Procura che avrebbe rilevato anche alla stazione di Repubblica, come successo a Barberini, la presenza di semplici fascette di plastica nei punti in cui sarebbero dovute avvenire le riparazioni, fatto che ha voluto ricordare anche la sindaca nella sua diretta.

Per Atac e per Roma, comunque, non finisce qui.
metro linea a roma protesteMETRO LINEA A ROMA PROTESTE

Anche stavolta sembra impossibile che accada in una capitale europea ma è tutto vero: la Corte dei conti sta già indagando, gli ultimi bus affittati dalla società Basco - sono 70 e sono arrivati da Tel Aviv, 4 milioni 300 mila euro per un noleggio di 12 mesi - sono Euro 5, e non Euro 6.

Atac pensava che potessero comunque circolare e invece no, com' è trapelato ieri dalla commissione Trasparenza.
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Ci sarebbero interpretazioni divergenti della normativa.
Si sta valutando l' ipotesi di un' immatricolazione in Germania, che avrebbe una visione meno rigorosa. I bus, intanto, sono fermi nel deposito.

Fonte: qui