9 dicembre forconi: autobus
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lunedì 18 novembre 2019

A NAPOLI UN 34ENNE GHANESE PICCHIA UN PASSANTE CHE LO AVEVA RIMPROVERATO PER AVER SMOLLATO I SUOI BISOGNI ACCANTO ALLA STAZIONE CENTRALE


L’UOMO, CHE AVEVA GIÀ RICEVUTO UN DECRETO DI ESPULSIONE, E' STATO DENUNCIATO PER L'AGGRESSIONE E PER LA VIOLAZIONE DELLE NORME SULL'IMMIGRAZIONE, PIÙ UNA SANZIONE DA 10MILA EURO PER GLI ATTI OSCENI IN LUOGO PUBBLICO

Federico Garau per www.ilgiornale.it

Ha aggredito un uomo che lo aveva rimproverato per aver espletato le proprie necessità fisiologiche nelle immediate vicinanze della stazione centrale di Napoli, per questo motivo ha subìto una sanzione amministrativa ed una semplice denuncia a piede libero. Il responsabile è un ghanese di 34 anni, clandestino sul territorio nazionale, innervosito e particolarmente aggressivo nei confronti del viaggiatore che lo aveva ripreso, probabilmente perchè convinto che non ci fosse nulla di esecrabile nell'atto appena compiuto.

stazione napoli centraleSTAZIONE NAPOLI CENTRALE
Con assoluta tranquillità e senza preoccuparsi minimamente del resto delle persone che lo circondavano, molto numerose visto il luogo scelto per le sue impellenti necessità, si è infatti calato i pantaloni e ha deciso di espletare i propri bisogni fisiologici nei pressi dell'ingresso della stazione centrale.

Come se nulla fosse, si è poi ricomposto per allontanarsi dal posto, ma proprio in quel momento uno dei tanti viaggiatori rimasti schifati dallo squallido spettacolo si è avvicinato a lui per rimproverarlo e per ricordargli che per quel genere di necessità esistono appositamente i bagni.

Fuori di sè per essere stato redarguito, l'africano ha aggredito il cittadino, scagliandosi contro di esso e centrandolo con un forte pugno in pieno volto. Dopo di che ha voltato le spalle alla vittima per allontanarsi tranquillamente dal posto, come se le cose che aveva appena fatto non fossero mai accadute. Nel frattempo il viaggiatore si è affrettato a contattare le forze dell'ordine, rivolgendosi innanzi tutto agli agenti della polizia ferroviaria in servizio nella stazione di Napoli.

NAPOLI - STAZIONE CENTRALENAPOLI - STAZIONE CENTRALE
I poliziotti si sono immediatamente attivati, e non è occorso loro tanto tempo per individuare il responsabile, rintracciato nei pressi delle banchine. Trasportato negli uffici della Polfer per le prime operazioni di identificazione, sono emersi i suoi precedenti, nonchè il suo status di irregolare sul territorio nazionale. Il ghanese, infatti, risultava clandestino oltre che destinatario di un provvedimento di espulsione emesso dalla questura di Mantova.

A causa di ciò il 34enne ha subito una semplice denuncia a piede libero per violazione della normativa sull'immigrazione, alla quale va ad aggiungersi il deferimento all'autorità giudiziaria per il reato di percosse a danno del cittadino che aveva avuto l'ardire di rimproverarlo. Per la questione dei bisogni fisiologici effettuati davanti a numerosi passanti e nelle immediate vicinanze di un luogo di ampia frequentazione quotidiana, rientrata negli atti osceni in luogo pubblico, gli è invece stata comminata una sanzione amministrativa pari a 10mila euro.

Fonte: qui

A MILANO UN AFRICANO SI SPOGLIA SU UN TRAM IN ZONA BICOCCA E TENTA DI VIOLENTARE UNA STUDENTESSA DI 21 ANNI 
L'EPISODIO SI SAREBBE CONSUMATO MENTRE SUL MEZZO ERA RIMASTA SOLTANTO LA RAGAZZA. A IMPEDIRE LA VIOLENZA, L'INTERVENTO DELL'AUTISTA ALLARMATO DALLE GRIDA…
Lavinia Greci per www.ilgiornale.it

Avrebbe approfittato del fatto che sul mezzo non ci fosse rimasto nessuno se non la sua presunta vittima, una studentessa di 21 anni presente sullo stesso tram Atm. A quel punto, solo con lei, l'uomo in questione avrebbe iniziato a spogliarsi e avrebbe provato un approccio. Poi il tentativo di violenza sessuale. È accaduto a Milano e secondo quanto riportato da Milano Today, i fatti risalirebbero all'ottobre scorso, ma sarebbero emersi soltanto nella giornata di Venerdì 15 Novembre 2019.

Le indagini e la ricerca
ESIBIZIONISTA IN TRAMESIBIZIONISTA IN TRAM
Sull'episodio, in queste ore, sta indagando il pool "fasce deboli" dela procura di Milano, coordinato dal procuratore aggiunto Letizia Mannella. Le forze dell'ordine, in queste ore, in base alle ricostruzioni, stanno cercando di indagare sull'identità del responsabile del gesto e stanno provando a rintracciarlo. Perché dopo il fatto, di lui, si sarebbe persa ogni traccia.

La dinamica dei fatti
L'episodio si sarebbe verificato intorno alle 15 del 24 ottobre, in zona Università Bicocca, nella zona nord di Milano. In base al racconto della vittima e al ricordo che la giovane ha di quella giornata, il presunto responsabile sarebbe un uomo di origine centrafricana. A intervenire, per salvarla dall'aggressione, sarebbe stata la sua tenacia e l'interessamento del tranviere, insospettito dalle urla della ragazza. L'autista, infatti, sentendo la giovane gridare, ha fermato il mezzo, è sceso ed è intervenuto facendo fuggire l'aggressore che, nel frattempo, si era già spogliato, abbassando i pantaloni.

Diverse violenze in poche ore
Nel capoluogo lombardo, soltanto nelle ultime ore, sarebbero stati almeno tre gli episodi di stupri (o tentate violenze), tutti avvenuti nelle zone più o meno centrali della città. Due giorni fa, infatti, in zona Paolo Sarpi, una turista di origini russe è stata palpeggiata, sequestrata e picchiata all'interno di un ristorante della catena McDonald's da un 37enne egiziano: la donna era entrata nel fastfood (a quell'ora già chiuso) per utilizzare la rete wifi (dopo avere chiesto il permesso all'inserviente).

Una volta dentro, l'uomo l'avrebbe tentato un approccio sessuale e, una volta rifiutato, l'avrebbe colpita in pieno volto, rompendole il naso. Sempre nei giorni scorsi, una donna di 70 anni è stata violentata all'interno del suo appartamento, in zona Arco della Pace, da un 29enne che aveva concordato con lei delle prestazioni sessuali. Il ragazzo, originario di Lodi, una volta entrato nella sua abitazione l'ha picchiata e minacciata con un coltello e l'ha stuprata per undici ore, poi è scappato. Nelle ultime ore, poi, ha fatto parlare il caso del giovane italiano, in giacca e cravatta, che, davanti tutti sulla linea gialla della metropolitana, si è masturbato dietro a una donna, sporcandole il vestito del suo liquido seminale.
Fonte: qui

venerdì 10 maggio 2019

SLITTA LA RIAPERTURA DELLA FERMATA “REPUBBLICA” DELLA METRO DI ROMA, A PIAZZA DI SPAGNA SI ROMPONO SUBITO LE SCALE MOBILI APPENA RIATTIVATE

LA RAGGI PARLA DI ALTRI DUE MESI, “I LAVORI SONO STATI FATTI MALE”, MENTRE I BUS ISRAELIANI SONO FERMI IN ATTESA DEL PATENTINO EURO 6. 

Erica Dellapasqua per il “Corriere della Sera”

Dura pochissimo, appena quarantotto ore, il ritorno alla normalità della stazione della metropolitana di piazza di Spagna, la più centrale di Roma.
LE SCALE MOBILI NELLA FERMATA SPAGNA DELLA METROPOLITANA DI ROMALE SCALE MOBILI NELLA FERMATA SPAGNA DELLA METROPOLITANA DI ROMA
Due mesi dopo la chiusura decisa per effettuare i controlli sulle scale mobili, nel primo giorno di riapertura effettiva della fermata, ecco di nuovo gli stessi problemi.

Trema tutto sotto i piedi, l' ultimo gradino inchioda, la gente sopra dondola prima avanti e poi indietro. «Che vergogna, che vergogna». E che spavento, anche. Perché - ormai, in effetti, lo sa tutto il mondo - il caso delle scale mobili-immobili, continuamente transennate, è una questione di disagi e di scomodità, certo, ma anche di sicurezza, soprattutto dopo gli avvenimenti che hanno riguardato le altre due stazioni della metropolitana del centro storico di Roma ancora chiuse: Repubblica dal 23 ottobre, quando la scala mobile impazzita si trascinò via i tifosi russi del Cska Mosca, e Barberini sotto sequestro dal 23 marzo per i gradini che si accartocciano all' improvviso.

L' attenzione, comunque, adesso si sposta sulla stazione Repubblica perché, altra cattiva notizia, ieri è stato ufficializzato che, contrariamente a quanto promesso da Atac, dal Campidoglio e dall' assessora ai Trasporti Linda Meleo, non riaprirà entro metà mese ma molto più tardi, almeno a luglio.

virginia raggi in metroVIRGINIA RAGGI IN METRO
Per spiegarlo la sindaca Virginia Raggi è tornata a parlare in diretta Facebook: «La ditta costruttrice Otis ha finito le ispezioni e anche in questo caso ha rilevato che la ditta incaricata della manutenzione aveva lavorato male e ci sarà da rifare completamente l' impianto. La sicurezza prima di tutto».

La sindaca, nella stessa diretta, ha detto anche che «è stata riaperta Spagna. Siamo molto dispiaciuti per i disagi e anche molto arrabbiati perché abbiamo visto che i lavori di manutenzione fatti dalla ditta incaricata da Atac, ce lo ha confermato il Tribunale, erano fatti male: riparazioni con fascette del ferramenta, ponti elettrici fatti male. Questo ha determinato che Otis ha rifatto tutto. Barberini è tuttora sotto sequestro della magistratura e non possiamo ancora intervenire; su Repubblica, invece, stiamo ancora lavorando».
metro linea a romaMETRO LINEA A ROMA

Per rivedere aperta la stazione Repubblica bisognerà aspettare almeno luglio perché poi, come per Spagna, serviranno altri controlli: dei responsabili di esercizio di Atac, dell' Ustif, e poi ancora di Atac. Così si arriverebbe ad agosto, il mese scelto - per ovvie ragioni di affluenza - per gli interventi sui «deviatoi» che riguarderanno l' intera linea A. Allora? C' è davvero il rischio che la riapertura di Repubblica slitti a settembre? Nessuno vuole neanche pensarci, adesso, ma sì: un rischio, oggettivamente, c' è. E, oltre ai ritardi, procede parallela l' indagine della Procura che avrebbe rilevato anche alla stazione di Repubblica, come successo a Barberini, la presenza di semplici fascette di plastica nei punti in cui sarebbero dovute avvenire le riparazioni, fatto che ha voluto ricordare anche la sindaca nella sua diretta.

Per Atac e per Roma, comunque, non finisce qui.
metro linea a roma protesteMETRO LINEA A ROMA PROTESTE

Anche stavolta sembra impossibile che accada in una capitale europea ma è tutto vero: la Corte dei conti sta già indagando, gli ultimi bus affittati dalla società Basco - sono 70 e sono arrivati da Tel Aviv, 4 milioni 300 mila euro per un noleggio di 12 mesi - sono Euro 5, e non Euro 6.

Atac pensava che potessero comunque circolare e invece no, com' è trapelato ieri dalla commissione Trasparenza.
metro linea a romaMETRO LINEA A ROMA



Ci sarebbero interpretazioni divergenti della normativa.
Si sta valutando l' ipotesi di un' immatricolazione in Germania, che avrebbe una visione meno rigorosa. I bus, intanto, sono fermi nel deposito.

Fonte: qui

sabato 23 marzo 2019

ALTRO CHE REPARTI SPECIALI SWAT, NEGOZIATORI, RAFFICHE DI MITRA

UNA RENAULT CLIO NON BLINDATA DELLA STAZIONE DEI CARABINIERI DI SAN DONATO MILANESE AFFIANCA L’AUTOBUS IN CORSA PIENO DI BAMBINI E CON UN TERRORISTA CHE LO HA COSPARSO DI GASOLIO. STERZANO DAVANTI ALL’AUTOBUS E CI SI SCHIANTANO CONTRO, E A QUEL PUNTO…


Nicolò Zuliani per www.termometropolitico.com

ousseynou syOUSSEYNOU SY
Quello che è successo a San Donato Milanese è stato un esempio di professionalità dei Carabinieri a livello mondiale. In tutto l’occidente non c’è una situazione cominciata così (51 bambini ammanettati sull’autobus, taniche di benzina, uno psicopatico che vuole arrivare all’aeroporto) che sia finita senza un solo colpo di pistola e un solo ferito. È stata una dimostrazione di bravura che va ben oltre l’immaginabile, e come al solito seguendo solo buon senso e il pragmatismo. Niente protocolli SWAT, negoziatori, cecchini negli elicotteri, visori termici, nulla. Praticamente i bastoni e le pietre.

OUSSEYNOU SYOUSSEYNOU SY
“Voglio andare a Linate, non voglio vedere nessuno per chilometri, ho 50 bambini in ostaggio, è pieno di gasolio”. La risposta negli USA sarebbero stati elicotteri, preevacuazione di aeroporto e autostrada, 14 negoziatori idioti che litigano tra di loro, 400 SWAT armati di bazooka a distanza; appena possibile crivellano di colpi l’autista e nel farlo uccidono sei bambini e un insegnante. L’autobus prende fuoco e ne muoiono altri 19. Segue guerra preventiva a una nazione a caso.
IL BUS SEQUESTRATO DA OUSSEYNOU SYIL BUS SEQUESTRATO DA OUSSEYNOU SY

Risposta francese: scoprono che il fatto è vero quando ormai l’autobus è a Linate e ha fatto schiantare un aereo in fase di atterraggio. Cominciano a litigare sulla competenza territoriale, il giudice telefona a Macron che telefona al suo consulente d’immagine che telefona al giudice, alla fine il pazzo sfonda il blocco davanti all’aeroporto, investe quattro agenti di polizia, gli altri aprono il fuoco e tutti muoiono crivellati nell’autobus. In Russia o in Israele neanche a parlarne.

san donato milanese sequestro del bus ousseynou sy 2SAN DONATO MILANESE SEQUESTRO DEL BUS OUSSEYNOU SY 2
Risposta italiana: una Renault Clio non blindata della stazione dei Carabinieri di San Donato Milanese affianca l’autobus in corsa. A bordo ci sono un appuntato, un carabiniere e un carabiniere scelto, tutti con moglie e figli a casa e che tra loro manco si conoscono. Gente normale, pagata quattro soldi, originari del paesino in Puglia e di stanza in una stazioncina di periferia.
san donato milanese sequestro del busSAN DONATO MILANESE SEQUESTRO DEL BUS

Non sono Tuscania, GIS o incursori della marina: sono il classico maschio italico che quando vede i criaturi in pericolo diventa Schumacher a bordo di una Fiat Punto pimpata. Sterzano davanti all’autobus e ci si schiantano contro. L’autobus si ferma. L’appuntato scende e brandisce minaccioso i pugni verso lo psicopatico, che essendosi preparato guardando i film americani rimane confuso. Nel frattempo gli altri due forzano la porta posteriore, gli sfondano a sfregio il finestrino e tirano fuori i ragazzini di peso. Il pazzo se ne accorge, ma quando fa ripartire l’autobus gli ultimi ragazzini si lanciano fuori in corsa. A quel punto viene acciuffato, percosso e portato in centrale vivo e vegeto.

san donato milanese sequestro del bus auto dei carabinieri speronataSAN DONATO MILANESE SEQUESTRO DEL BUS AUTO DEI CARABINIERI SPERONATA


Tutto questo favorito dal fatto che in italia la gente non fa quello che gli dici manco minacciandola col coltello; siamo un paese di anarchici dove un bambino di 10 anni ti frega e si tiene il cellulare, un professore di 40 mette male le fascette ai polsi e il Carabiniere mentre ascolta il sequestratore ha il tono di chi pensa “ma vaffanculo, adesso ti faccio vedere io”. Risultato finale: un sequestro con tentata strage risolto in venti minuti con una decina di escoriazioni, quattro cartoni all’autista e un autobus in fiamme. Tutti vivi. Qualsiasi altra forza dell’ordine, davanti a un risultato del genere, più che applaudire si dovrebbe mettere a studiare.

Fonte: qui

lunedì 18 marzo 2019

UN ALTRO BUS IN FIAMME NELLA NOTTE, A PIAZZALE CLODIO, VICINO AL TRIBUNALE: NESSUN FERITO

È L’ENNESIMO CASO A ROMA, DOVE GLI AUTOBUS PUBBLICI HANNO UN’ETÀ MEDIA DI 12 ANNI 

L’INCHIESTA DELLA PROCURA DELLO SCORSO ANNO AVEVA ACCERTATO CHE NON SI TRATTA DI MANOMISSIONE, MA DI PESSIME CONDIZIONI DEI MEZZI - VIDEO


Foto di Ferdinando Mezzelani per Dagospia

bus in fiammeBUS IN FIAMME
Un bus di linea è andato a fuoco giovedì sera(14 Marzo 2019) a piazzale Clodio a Roma, nei pressi del tribunale. Sul posto i vigili del fuoco per spegnere le fiamme che hanno avvolto il mezzo. Non si registrano feriti. Secondo quanto si è appreso dai pompieri, non c’erano passeggeri a bordo.

È l’ennesimo caso nella capitale, dove gli autobus dell’Atac hanno in media oltre 12 anni, e lo stato di manutenzione risulta costantemente insufficiente. Su alcuni episodi la Procura di Roma ha anche aperto un’inchiesta: come nel caso dell’incendio dell’8 maggio del 2018, quando un autobus prese fuoco nel bel mezzo di via del Tritone, ferendo una commessa.
bus in fiamme 8BUS IN FIAMME 

Le immagini del mezzo avvolto dalle fiamme fecero tristemente il giro del mondo. Ma finora le indagini non hanno rivelato alcun sabotaggio: i mezzi prenderebbero fuoco solo per le condizioni pessime dei motori. Tra gli ultimi autobus distrutti dalle fiamme, ci sono una vettura RomaTpl e una Atac, in fiamme in via di Vigna Murata nella notte tra il 24 e il 25 gennaio. Gli autobus erano fuori servizio, senza passeggeri a bordo, e per fortuna non ci sono state conseguenze per l’autista. 


Fonte: qui
bus in fiamme 3BUS IN FIAMME 

bus in fiamme 11

sabato 12 gennaio 2019

È STATO ASSOLTO CASTELLUCCI - OTTO CONDANNE E SETTE ASSOLUZIONI PER IL BUS PRECIPITATO DAL VIADOTTO ACQUALONGA SULLA NAPOLI-CANOSA (A16), CHE FECE 40 MORTI. 12 ANNI AL PROPRIETARIO DEL BUS

I FAMILIARI DELLE VITTIME: ''VERGOGNA, NON È GIUSTIZIA, HANNO MESSO FUORI UN ASSASSINO''. URLA CONTRO IL GIUDICE DEL TRIBUNALE DI AVELLINO




BUS IN SCARPATA: ASSOLTO AD AUTOSTRADE PER L'ITALIA
castellucciCASTELLUCCI
 (ANSA) - Giovanni Castellucci, ad di Autostrade per l'Italia, è stato assolto nel processo per il bus caduto nella scarpata della A16. Per lui l'accusa aveva chiesto una condanna a 10 anni di reclusione. La sentenza è stata letta in questi minuti dal giudice monocratico del tribunale di Avellino Luigi Buono.

BUS IN SCARPATA:IRA FAMILIARI VITTIME, NON È GIUSTIZIA
 (ANSA) - "Vergogna, questa non è giustizia". Grida nell'aula del tribunale di Avellino da parte dei familiari delle 40 vittime del bus finito nella scarpata nel 2013, dopo la lettura della sentenza che assolve Giovanni Castellucci, ad di Autostrade per l'Italia. "Castellucci è un assassino, hanno messo fuori un assassino", ha detto uno dei parenti delle vittime presenti in aula, dove poco dopo la lettura del dispositivo della sentenza di primo grado da parte del giudice è scoppiata la rabbia dei parenti, con urla e proteste contro Castellucci.
INCIDENTE VIADOTTO ACQUALONGA AVELLINOINCIDENTE VIADOTTO ACQUALONGA AVELLINO

"Giudice esci", ha gridato uno dei presenti. E' stato anche scandito più volte il numero "ottantatre", ossia il numero delle vittime, 40, sommato a quello dei morti per il crollo del ponte di Genova, che sono stati 43.

BUS IN SCARPATA: OTTO CONDANNE E SETTE ASSOLUZIONI
INCIDENTE VIADOTTO ACQUALONGA AVELLINOINCIDENTE VIADOTTO ACQUALONGA AVELLINO






(ANSA) - Otto condanne e sette assoluzioni per i 15 imputati nel processo per la strage sulla A16 avvenuta nel 2013. Questa la sentenza letta poco fa dal giudice monocratico del tribunale di Avellino, Luigi Buono, tra le urla dei familiari delle vittime. Tra gli assolti l'ad di Autostrade per l'Italia Giovanni Castellucci e l'ex condirettore generale della società Riccardo Mollo. La condanna più severa, 12 anni così come richiesto dall'accusa, è quella per Gennaro Lametta, proprietario del bus: per lui 12 anni di reclusione.

Fonte: qui

martedì 20 novembre 2018

Operazione contro i Casamonica, Salvini al Quadraro. Raggi: "Abbattiamo 8 ville"

















Ottocento uomini. Un blitz all'alba. Senza precedenti a Roma. Per numero di uomini e obiettivo: le villette del clan Casamonica. In via del Quadraro dalle 5.30 sono in azione gli agenti della polizia locale di Roma Capitale, polizia e carabinieri. Oltre a ruspe e mezzi speciali. La prima fase del blitz è stata il controllo degli immobili: tutti abusivi e costruiti a ridosso dell'Acquedotto romano. Alcune "casette" avevano addirittura realizzato dei vani nelle mura romane. Per anni il villaggio, che sorgeva su una collinetta era "luogo indiscusso di spaccio di sostanze stupefacenti", come sottolineano le forze dell'ordine.

Un posto strategico dove le vedette potevano avvertire i membri del clan di eventuali operazioni antidroga. In questo momento è in atto lo sgombero delle otto ville sequestrate. Durante la mattinata i manufatti abusivi saranno abbattuti. All'operazione era presente anche la Sindaca di Roma Virginia Raggi, che terrà una conferenza stampa nella sede dell'ottavo municipio nel corso della mattinata. In via del Quadraro, a ridosso del parco degli Acquedotti. Intorno alle sette del mattino è arrivato anche il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Presenti sul posto dalle 5.30 il comandante generale dei vigili Antonio Di Maggio e il capo del 1° gruppo Maurizio Maggi.




Durante il blitz, che si sta svolgendo in questi minuti, sono state ritrovate delle sostanze stupefacenti, mentre si è già provveduto al fermo di uno degli appartenenti al clan. Gli agenti sono entrati in tutte le case, tra le urla degli appartenenti al clan. Sono in azione anche i cani antidroga e anti esplosivo.





SEQUESTRATE OTTO VILLETTE

Sono otto quindi le villette sequestrate al Clan durante questa maxi operazione ancora in corso. Le case sono state sgomberate, grazie all'intervento di 800 agenti. Il blitz, ampiamente pianificato, è partito questa notte, con gli agenti che sono arrivati sul posto, come programmato, con più di quattro autobus. La polizia di Roma Capitale sta ora portando via gli abitanti delle ville sequestrate dalle abitazioni, con i loro vestiti e le loro cose. Ora gli abitanti hanno circa 4 ore di tempo per raccogliere le loro cose e lasciare - definitivamente - le ville abusive in cui hanno vissuto in questi anni.

Fonte: qui

Blitz contro i Casamonica, maxi operazione in corso: 800 agenti, sequestrate otto villette del clan. 

Trovata della droga. Presenti Raggi e Salvini


Sono cominciate nella notte alla periferia est di Roma le operazioni di abbattimento di otto villette abusive. Mobilitati 600 Vigili urbani alla presenza della sindaca Virginia Raggi, che in un post su facebook afferma: "Quella di oggi è una giornata storica per la città di Roma e per i romani. Mettiamo fine a anni di illegalità e inviamo un segnale forte alla criminalità e al clan Casamonica, sgomberando e abbattendo otto villette abusive nella periferia est di Roma". Una operazione pianificata per 10 mesi - sottolinea - e ora in corso di esecuzione.
Il ministro dell'Interno Matteo Salvini è arrivato a via del Quadraro, periferia est di Roma, dove all'alba sono iniziate le operazione di abbattimento delle otto villette.

E' COMINCIATA LA DEMOLIZIONE DELLE VILLE DEI CASAMONICA: LE RUSPE SONO IN AZIONE (VIDEO) 

LO SGOMBERO SHOW CON GLI ARCHEOLOGI E LA PASSERELLA DEI POLITICI PER INTESTARSI IL BLITZ 

DAI TRONI FODERATI DI VELLUTI AI BICCHIERI DI CRISTALLO E STATUE EQUESTRI: LA PASSIONE DEI CASAMONICA PER IL CATTIVO GUSTO E PER L’OSTENTAZIONE DEL LUSSO È UNA SIMBOLOGIA DEL POTERE... 


SEICENTO VIGILI E GLI ARCHEOLOGI LO SGOMBERO SHOW DEI CASAMONICA
Giovanni Bianconi per il “Corriere della Sera”

irruzione nelle villette dei casamonica gli agenti arrivano in autobus 1IRRUZIONE NELLE VILLETTE DEI CASAMONICA GLI AGENTI ARRIVANO IN AUTOBUS
All' imbrunire arriva pure il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, con tanto di diretta Facebook , a proclamare che «lo Stato ha riconquistato un suo territorio». Prima di lui, in momenti diversi per non pestarsi i piedi davanti alle telecamere, è stato il turno della sindaca Virginia Raggi e del ministro dell' Interno Matteo Salvini. Tutti a mettere il proprio sigillo sullo «sgombero dei Casamonica»: otto villette abusive occupate da alcuni appartenenti o discendenti della nota famiglia di origini nomadi e solide propaggini criminali, dal racket all' usura.

Una sorta di piccolo borgo abitato da trentacinque persone (tra cui donne e bambini) di cui oggi dovrebbe cominciare la demolizione, costruito illegalmente in via del Quadraro, periferia sud-est della capitale, a ridosso dell' Acquedotto Felice che risale alla fine del Cinquecento.
blitz contro i casamonica 6BLITZ CONTRO I CASAMONICA

Ecco perché, con i vigili urbani (alcuni in tenuta antisommossa con i caschi integrali, in tutto circa 600 compresi quelli che hanno cinturato e interdetto al traffico la zona, arrivati con decine di macchine e cinque autobus dell' Atac dove sono stati caricati anche giornalisti e cameramen al seguito) ci sono anche gli archeologi; devono verificare se fra stucchi e statue che arredano le abitazioni ci sia qualche reperto trafugato, altre allo stato dei luoghi. Lo sfarzo e lo sfoggio della ricchezza è una delle caratteristiche del clan, come ha spiegato una pentita che ne ha fatto parte: «I Casamonica sono malati di potere, hanno la necessità di dimostrare che sono potenti anche mediante l' ostentazione di un lusso sfrenato».

irruzione nelle villette dei casamonica gli agenti arrivano in autobus 3IRRUZIONE NELLE VILLETTE DEI CASAMONICA GLI AGENTI ARRIVANO IN AUTOBUS
Dentro le case costruite nel corso dei decenni, con gli allacci abusivi a luce, gas e acqua, dall' apparenza anonima e persino misera, gli agenti della Polizia locale trovano schermi ultrapiatti di ultima generazione e statue dorate, stucchi, affreschi e lampadari persino ai soffitti delle cucine, tendaggi broccati e impianti stereo, marmi, cristalli e ceramiche.

Suppellettili sontuose (gusti a parte) che fanno parte della tradizione di famiglia, tra le quali saltano fuori otto grammi di cocaina. Niente altro di «penalmente rilevante». Del resto, qui abitava solo uno dei trentasette arrestati (sedici con lo stesso cognome) nell' operazione «Gramigna» del luglio scorso, con cui la Procura di Roma ha contestato per la prima volta ai Casamonica il reato di associazione mafiosa: era Salvatore detto «Andrea», trent' anni, accusato di droga e già condannato per la tentata estorsione al titolare di un pub. Adesso è in carcere.

blitz contro i casamonica 4BLITZ CONTRO I CASAMONICA
L' esercito dei vigili guidati dal comandante Antonio Di Maggio sbarca che è ancora buio, i Casamonica dormono.

Il nuovo ordine di sgombero gli era stato notificato da tempo, ma forse pensavano che sarebbe andata come negli ultimi decenni: ordinanze complete di firme e timbri, solleciti e intimazioni, ma poi non succedeva niente. Stavolta no.

Gli uomini della sicurezza capitolina li svegliano con i colpi di martello e mazza per aprire le porte sbarrate. In poco tempo, la sorpresa degli sguardi assonnati si tramuta in grida e insulti di rito: più che contro i vigili con chi li manda. I bersagli preferiti sono la sindaca Raggi e il ministro Salvini, che a pochi metri di distanza si alternano davanti a microfoni e riflettori.

blitz contro i casamonica 8BLITZ CONTRO I CASAMONICA


La sindaca prima della luce del giorno, ad annunciare «una giornata storica per Roma e per i romani, in cui ripristiniamo la legalità». Con la luce arriva Salvini, sebbene la ruspa non sia ancora in funzione, a sottolineare che «la pacchia è finita» pure qui. La sindaca se n' è andata ma tornerà, nel frattempo convoca i cronisti nella sede del Municipio, chissà se per sottrarne qualcuno al ministro.

Tutti a dire che finalmente c' è qualcuno che comanda in questo lembo di città, dove mai nessuno aveva osato tanto. In realtà anche le Giunte di Rutelli e Veltroni, tra le centinaia di sgomberi e demolizioni di fabbricati abusivi, avevano tirato giù un paio di abitazioni dei Casamonica nella stessa zona, all' interno del Parco dell' Appia antica, prima che il clan diventasse famoso per i funerali in pompa magna dello «zio Vittorio», con la musica del Padrino , la bara trainata dai cavalli e i petali lanciati dal cielo, o per gli agganci con la «Mafia capitale» di Buzzi e Carminati. E dunque con meno clamore.

gli interni delle ville della casamonica 9GLI INTERNI DELLE VILLE DELLA CASAMONICA
Adesso quel nome è diventato quasi un brand , che però non ama pubblicità. E così Lucia, una delle sgomberate, grida contro le telecamere, lancia insulti ai giornalisti e ai politici. Un suo parente, con la macchina piena di scatoloni come se procedesse a un normale trasloco, confida a un vigile: «Chi te lo fa fare, per lo stipendio da fame che prendi? Salvini e la Raggi ti hanno fregato». L' ultima provocazione di chi non rinuncia a esibire la sua presunta superiorità e potenza. Anche nel momento della sconfitta.




STATUE DORATE E DRAPPI IN STILE SUBURRA IL KITSCH DIVENTA OSTENTAZIONE DEL POTERE
Lorenzo De Cicco e Ilaria Ravarino per “il Messaggero”

blitz contro i casamonica 7BLITZ CONTRO I CASAMONICA
Flaubert ne aveva decrittato i contorni: «Cos' è il cattivo gusto? È invariabilmente il gusto dell' epoca che ci ha preceduto». E in effetti a osservare, ineluttabilmente rapiti, la carrellata di pacchianerie ornamentali, scenografico sfondo al blitz dei vigili urbani, nei villoni Casamonica è tutto un demodé portato all' ultimo gradino del kitsch.

Ecco allora i baldacchini vellutati in stile Luigi XVI, la console dorata con specchiera e candelabri, i soffitti affrescati con nuvole e cupidi, le chaise longue piazzate di fronte al tinello della cucina, le statue dei giaguari ruggenti, e accanto il bidet.
gli interni delle ville della casamonica 8GLI INTERNI DELLE VILLE DELLA CASAMONICA

E ancora: le colonnine finto romane, i capitelli posticci, la statua equestre sul comodino (accanto alla porta d' ingresso imbottita con gli Swarovski), la poltrona da stile Impero. Unica concessione alla contemporaneità: il plasma gigantesco, schermo da 70 pollici o giù di lì, ma pure quello incastonato nella cornice dorata a foglia d' acanto.

gli interni delle ville della casamonica 7GLI INTERNI DELLE VILLE DELLA CASAMONICA
Quando la realtà supera la fantasia, anzi la fiction. Ma ieri non era Suburra. «So che alcuni esponenti della famiglia hanno apprezzato gli arredi e lo stile usato nelle case della serie e nel film, non saprei dire chi si sia ispirato a chi», ammette Paki Meduri, lo scenografo di Suburra, prima del film di Sollima, poi della serie tv targata Netflix. «Ho provato - racconta - a re-interpretare lo stile Casamonica, a volte esagerando sugli ori e sulla presenza degli stucchi», anche se non si direbbe, a vedere le immagini di ieri.

gli interni delle ville della casamonica 6GLI INTERNI DELLE VILLE DELLA CASAMONICA 
«Abbiamo fatto sopralluoghi nel loro mondo ma senza poter entrare dentro le case, abbiamo consultato persone a loro vicine e visionato tutto il materiale fotografico disponibile, a cominciare da quello delle inchieste».

















SUL SET
luciano casamonica claudio amendolaLUCIANO CASAMONICA CLAUDIO AMENDOLA
Per descrivere il clan della fiction, gli Anacleti, spiega Barbara Petronio, head writer della serie di Netflix, «ci siamo ispirati ai video su YouTube che gli stessi Casamonica pubblicavano senza farsi problemi». I Casamonica, dice, «non sono un' organizzazione che nasconde la propria natura, anzi la ostenta. Basta sapere cosa cercare. Poi abbiamo usato tutta la documentazione giudiziaria, che ci ha permesso di essere realistici».

Il «gusto» dei Casamonica, dice la sceneggiatrice, «salta decisamente agli occhi, non vivono isolati in una stamberga, come i boss latitanti della ndrangheta. È uno stile, anche di vita, appariscente, che colpisce. Ma stupisce che quando si fa un blitz il primo pensiero vada a Suburra: è tutto vero, è la realtà che è così».
gli interni delle ville della casamonica 5GLI INTERNI DELLE VILLE DELLA CASAMONICA







TUTTO IN MAGAZZINO
Che fine faranno ora i troni foderati di velluto nero, i bicchieri di cristallo, il mappamondo d' epoca, le credenze per i piatti stuccate in oro? Gli agenti della Municipale, già da ieri mattina, hanno cominciato a trasportarli in un magazzino del Campidoglio. I villoni, del resto, saranno abbattuti a stretto giro di posta, qualche settimana. Ma la preziosa mobilia sarà messa in salvo dalla ruspa che incombe.
SALVINI E ZINGARETTI NELLA VILLA SEQUESTRATA AI CASAMONICA 6SALVINI E ZINGARETTI NELLA VILLA SEQUESTRATA AI CASAMONICA 




Non per sempre, però. Gli arredi resteranno lì, nel deposito comunale, per 30 giorni al massimo. I proprietari sfrattati potranno andarseli a prendere, oppure finirà tutto al macero. O magari su un set.








ROMA, COMINCIATA DEMOLIZIONE DELLE VILLE CASAMONICA AL QUADRARO

Le ruspe sono entrate in azione. Sono cominciate le operazioni di demolizioni delle otto villette sgomberate in via del Quadraro 110, nel Municipio VII, costruite abusivamente da membri della famiglia Casamonica. In particolare, è entrata in azione, proprio in questo momento, una ruspa per abbattere la prima delle otto villette, mentre stamattina sono andate avanti le operazioni di sgombero, con un via vai di uomini, pacchi, mezzi e agenti della polizia locale. Sul posto, da prima delle 8 di questa mattina, per assistere alle operazioni la sindaca di Roma Virginia Raggi.
«Questa è quella che viene definita "acciaccata", che serve a rendere la casa inagibile. E questo è quello che accadrà a tutte le altre ville prima di essere completamente demolite» ha detto la sindaca.

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