9 dicembre forconi: Sae
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giovedì 28 dicembre 2017

A UN ANNO E MEZZO DAL TERREMOTO NEL CENTRO ITALIA GLI SFOLLATI SONO SENZA ACQUA CALDA, NEGLI ALLOGGI TEMPORANEI CI SONO INFILTRAZIONI E LE CASETTE D’EMERGENZA RESTANO POCHE

METÀ DI CHI È ANCORA NEGLI HOTEL DELLA COSTA MARCHIGIANA DOVRA’ SLOGGIARE: IL 40 PER CENTO DEGLI ALBERGATORI NON HA RINNOVATO LA CONVENZIONE

Antonella Aldrighetti per www.ilgiornale.it

terremoto centro italiaTERREMOTO CENTRO ITALIA
Secondo Natale da sfollati. É stata la triste sorte, a un anno e mezzo dall'evento sismico, di almeno metà della popolazione terremotata del centro Italia. Soltanto un solido spirito di adattamento e un forte amore per la propria terra d'origine sta aiutando questa gente a superare le tantissime difficoltà che giorno dopo giorno gli si parano davanti. Non bastano le scosse, anche di debolissima entità che si ripresentano periodicamente, a ricordare il terremoto di agosto e poi quello di ottobre del 2016 perché oggi, alle complicazioni di allora se ne aggiungono di nuove. E apparentemente difficili da risolvere.

terremoto centro italia 1TERREMOTO CENTRO ITALIA 1
Prima fra tutte quella delle soluzioni abitative d'emergenza (Sae), ossia le cosiddette casette montate per metà rispetto al numero richiesto. 

Tuttavia le famiglie che hanno preso possesso degli alloggi temporanei non se la passano gran bene: le tubature dei boiler posizionati sui tetti nei giorni scorsi, quando la temperatura esterna ha superato i 5 gradi sotto lo zero, sono esplose a causa del gelo, lasciando le case senza acqua calda. A oggi i tecnici dei vari consorzi produttori delle Sae stanno coibentando le tubazioni e le caldaie. Ma non basta.
TERREMOTO NEL CENTRO ITALIATERREMOTO NEL CENTRO ITALIA

Il ricambio insufficente dell'aria nelle abitazioni crea sempre più spesso condensa sulle porte e sulle finestre. Quando piove a vento, e il clima appenninico è solito a queste manifestazioni, sono evidenti le infiltrazioni d'acqua attorno agli infissi. E non sono casi isolati: dal reatino al maceratese passando per il piceno ai primi cittadini sono arrivate tante segnalazioni di questa gravità che dimostrano quanto siano poco adeguate le casette al clima dell'entroterra del centro Italia.

TERREMOTO NEL CENTRO ITALIATERREMOTO NEL CENTRO ITALIA
Ma siamo solo ai primi mesi dalla messa in posa, chissà quanto reggeranno le piccole Sae. E anche lì dove si dovrebbe lavorare alacremente per dare presto un alloggio a chi ne ha diritto le consegne procedono a rilento: «Abbiamo superato finalmente tutti i problemi per il collaudo delle caldaie ma solo dopo aver chiamato il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, e la vigilia di Natale abbiamo consegnato altre 12 casette, ma ne mancano all'appello ancora 170 chiosa Giuliano Pazzaglini, sindaco di Visso -. Quindi nessuna inaugurazione e nessuna cerimonia: la faremo solo quando avremo consegnato l'ultimo alloggio temporaneo. Allora potrò dirmi soddisfatto».
CROLLI TERREMOTO CENTRO ITALIACROLLI TERREMOTO CENTRO ITALIA

«È desolante - denuncia l sindaco di Sarnano, Franco Ceregioli - All'esterno vialetti ancora da sistemare, cumuli di terra, terrapieni da ultimare, reti da cantiere, asfaltatura rovinata, pezzi di catrame sulle aiuole. All'interno, oltre alla sporcizia, parte del mobilio e dei complementi d'arredo previsti nel capitolato non montati o addirittura assenti».

Al contempo una buona metà di chi è ancora negli hotel della costa marchigiana, in maggioranza anziani, si sta approssimando a un ennesimo trasferimento: infatti almeno il 40 per cento degli albergatori non ha rinnovato la convenzione e quindi gli sfollati a inizio gennaio saranno costretti a traslocare in altre strutture.

TERREMOTO CENTRO ITALIATERREMOTO CENTRO ITALIA
Non mancano le difficoltà sulla viabilità locale perché l'Anas, come ha comunicato ieri ad alcuni comuni della Val Nerina, non ha ultimato ancora la manutenzione stradale: gli interventi si potranno concludere a fine febbraio, non prima. Altrettanto a rilento procede anche la rimozione e lo smaltimento delle macerie: tra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo sono state bonificate soltanto le aree dove insistevano gli edifici pubblici, almeno l'80 per cento dei cumuli delle case crollate sono là in bella mostra, ai lati delle strade per l'accesso ai vecchi borghi.

La speranza nei cuori di questi concittadini è che con la primavera, di pari passo con la sistemazione di tutte le Sae e l'allestimento dei piccoli quartieri temporanei, riprenda a poco a poco la vita e con essa il lavoro per tutti. Altra nota dolente. Non poche polemiche a questo proposito sta suscitando a Fermo il corso organizzato dalla onlus Gus (Gruppo umana solidarietà) per gli immigrati che risiedono a Servigliano e dedicato a chi di loro vuole imparare a tagliare la pelle. Chissà che vorranno impiegare gli ospiti nel nuovo stabilimento Tod's appena inaugurato.

Fonte: qui

mercoledì 20 dicembre 2017

L’ULTIMA BEFFA ARRIVA DALLA PROTEZIONE CIVILE CHE HA CHIESTO LO SLOGGIO, ENTRO IL 31 DICEMBRE, DALLE STRUTTURE ALBERGHIERE MESSE A DISPOSIZIONE DOPO IL SISMA


METÀ DELLE ABITAZIONI NON SONO STATE CONSEGNATE E QUELLE ESISTENTI SONO MEZZE ROVINATE (E LE RIPARAZIONI SONO A CARICO DEL CITTADINO)

Paolo Giovannelli per www.laverita.info

una struttura daccoglienzaUNA STRUTTURA DACCOGLIENZA
«Siamo ormai prossimi alla conclusione dell' installazione e assegnazione delle Sae (Strutture abitative di emergenza) previste per la fine di quest' anno e pertanto si rappresenta, anche a seguito di sollecito del Dipartimento nazionale della Protezione civile sul contenimento delle spese, che la sistemazione alberghiera transitoria avrà termine il 31 dicembre». È questo il contenuto delle lettere che, la Regione Umbria, a firma del dirigente Alfiero Moretti, sta facendo recapitare ai terremotati fatti sfollare soprattutto negli alberghi sulle rive del Lago Trasimeno. C' è, però, anche «la scappatoia».

alfiero morettiALFIERO MORETTI




Forse perché, alla mezzanotte del 31, sarebbe crudele mettere alla porta un terremotato ormai uso a festeggiare Capodanno in hotel, con la casa schiantata e senza lavoro, oppure anziano, malato e con una bassa pensione. Infatti la lettera, sapientemente, continua: «Conseguentemente per tali cittadini, dal giorno 31 dicembre p.v., non verrà più garantita l' ospitalità presso strutture alberghiere e coloro che continueranno ad usufruire dovranno provvedere, dalla succitata data, al pagamento del soggiorno». Volete restare in albergo? Tirate fuori i soldi o finisce l' incantesimo.

Tutti rincuorati. Chi governa ha letto Cenerentola e predispone il suo lieto fine: i terremotati, principi e principesse negli hotel incantati, hanno subito la possibilità, pagando, di non ritornare, da sfrattati, in mezzo alla strada.

sae umbria 2SAE UMBRIA 
Lo Stato, da parte sua, ha già le tasche vuote e, quindi, le spese vanno contenute. I 5stelle insorgono: «Uno sgradito "regalo" di Natale, questa glaciale lettera con cui la Regione Umbria invita gli sfollati del terremoto 2016 a lasciare definitivamente gli alberghi entro il 31 dicembre 2017», commenta il consigliere regionale Andrea Liberati, 41 anni, neo referente locale di Luigi Di Maio per il suo «rally» elettorale. «Questo «governicchio», continua il pentastellato, «ottimizza la spesa sulla pelle dei terremotati.

Le motivazioni, contenute in circolari e solleciti della Protezione civile nazionale, avrebbero natura esclusivamente economica: questo Stato di Pulcinella, dal 2016, impiega centinaia di milioni di euro per costruire, lentamente, le Sae delle cooperative: il cui costo complessivo al metro quadrato, compresi espropri, urbanizzazioni, fondazioni e allacci, supera pesantemente quello di edifici in cemento armato, come reiteratamente dimostrato da tecnici e libera stampa.

Eppure il mega business del post emergenza non s' ha da toccare e, in simili condizioni, il peggio verrà, se e quando mai inizierà la ricostruzione. «Né», aggiunge Liberati, «è vero quanto affermato nella lettera della Regione Umbria, secondo cui si è prossimi alla conclusione e assegnazione delle "casette", le cosiddette Sae. In Umbria siamo a 391 su 784 o 758 o 776 o a piacere, perché i dati sono "ballerini" tra i Comuni di Norcia, Cascia e Preci».

sae umbriaSAE UMBRIA
Sulle Sae «consegnate ai sindaci» al 15 dicembre scorso, la Protezione civile comunica questo numero: 1.693 su 3.667 ordinate dai 50 Comuni, alla data del 28 novembre scorso. Nemmeno la metà.

Inutile illudersi: a fine 2017 in molti non avranno la Sae, nonostante i «giurin giurello» di quei politici per cui il popolo è sempre bue. Se ne riparlerà a primavera, se l' inverno sarà clemente e permetterà di lavorare a ritmi quasi normali. Quanto ai terremotati assistiti negli alberghi, a oggi, in Abruzzo ce ne sono 1.071, nel Lazio 76, nelle Marche 2.728 e in Umbria 439. Il totale è di 4.314 persone.

«La gestione delle famiglie sfollate torna dunque al fai-da-te», puntualizza in una nota Liberati, «in condizioni affatto facili. Infatti, pur avendo costoro diritto al Cas, l' esiguo contributo di autosistemazione, se poi non trovassero lavoro non avrebbero nulla da comprare, a partire dal cibo: sarebbe, il loro, un tenore di vita decisamente diverso da quello assegnato ai soliti noti, grazie a certi appalti. Ecco come le istituzioni hanno a cuore questi cittadini, sacrificati sull' ara degli affari di Stato & Regioni, dei compagni & compari di sempre».

strutture abitative demergenzaSTRUTTURE ABITATIVE DI EMERGENZA
C’ è poi un altro tema: quello della qualità del prodotto Sae che, a questo punto, apparirebbero sbagliate già nel progetto iniziale realizzato dal Consorzio nazionale servizi, il Cns di Bologna. L' Agi, il 6 dicembre scorso, scrive che «le persone che hanno visto consegnarsi le chiavi dei moduli abitativi, molti mesi dopo il sisma, ora si ritrovano a fare i conti con topi, danni agli impianti e porte bloccate dalla neve» e riporta la denuncia del comitato civico 3e36 di Amatrice e Accumoli, che scrive: «Le Sae, sono l' ennesimo esempio di come le soluzioni imposte dall' alto, senza l' indispensabile coinvolgimento delle popolazioni interessate, portano al disastro annunciato». L' articolo, reperibile in internet a firma di Sonia Montrella, elenca «i sette problemi più grandi delle casette dei terremotati», ossia i sette peccati capitali delle cooperative «rosse» contro Dio e i terremotati. Ne riportiamo tre, testimonianze del fatto che non si può far fare nulla a chi le cose non le ha mai fatte in precedenza, Sae comprese, strapagate dallo Stato col denaro pubblico.

sae umbria 3SAE UMBRIA 
«Tra gli errori più grossolani», denuncia il comitato, «ci sono le porte d' ingresso che si aprono verso l' esterno e non verso l' interno. Un particolare che fa davvero la differenza, in un paese come Amatrice sorto a 955 metri sul livello del mare: ad agosto non è affatto un problema, ma lo è quando cadrà un metro di neve, che di fatto impedirà alle persone di uscire di casa». Il secondo: «I terremotati delle Sae hanno iniziato a dividere casa con i topi che si introducono in casa attraverso lo scarico delle cucine e bucano il materiale di isolamento delle condutture idriche, danneggiando l' impianto. E tocca ai cittadini intervenire per mettere in sicurezza le tubature. Privatamente». Il terzo: «Le infiltrazioni di acqua piovana dalle coperture e le perdite della rete idrica e di riscaldamento».

Fonte: qui