9 dicembre forconi: casa
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mercoledì 20 novembre 2019

LA MINISTRA E IL MARITO PAGAVANO 141 EURO PER L'APPARTAMENTO DI 180 MQ IN CENTRO, E NON I 540 CHE LEI AVEVA DICHIARATO PUBBLICAMENTE

I DUE ORA LASCERANNO LA CASA, TORNERANNO NEL PIGNETO ''DOVE SPACCIANO SOTTO CASA''? 
IN REALTÀ IL MARITO, NOMINATO AIUTANTE DI CAMPO DEL SEGRETARIO GENERALE DELLA DIFESA 24 ORE DOPO LA FINE DEL MANDATO DELLA MINISTRA, HA DIRITTO A UN'ALTRA ABITAZIONE
Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della sera

ELISABETTA TRENTAELISABETTA TRENTA
Elisabetta Trenta ha deciso di traslocare prima di essere cacciata dai 5 Stelle. A convincerla sono state le pressioni dei vertici del Movimento, primi fra tutti Luigi Di Maio e Stefano Buffagni, ma soprattutto il rischio di essere sbugiardata in Parlamento. La relazione preparata al ministero della Difesa per rispondere alle interrogazioni di deputati e senatori sull' alloggio di servizio che aveva ottenuto quando era ministra e poi ha fatto assegnare al marito, svela infatti nuovi dettagli sulla procedura seguita. E soprattutto il canone mensile: 141,76 euro. Una cifra ben inferiore a quella che la stessa Trenta aveva sostenuto di pagare: «Oltre 540 euro, che è tanto».

Si chiude dunque il «caso», ma rimane aperta l' inchiesta e soprattutto la ferita nei rapporti con i Cinque Stelle che l' avevano sfidata a «chiedere l' assegnazione di un nuovo appartamento, se davvero ha i titoli per averlo».
Sono le 9 di ieri quando Trenta si arrende e parla anche a nome del coniuge, il maggiore dell' esercito Claudio Passarelli: «È tutto regolare, ma mio marito ha comunque presentato un' istanza di rinuncia per l' alloggio. Traslocheremo». A Radio24 aggiunge: «Nulla ci fa sentire in imbarazzo, lo facciamo per salvaguardare la serenità della famiglia, spero che questo atto di amore serva a tacitare la schifezza mediatica che è caduta su di me». Poi affronta il problema con il Movimento.

ELISABETTA TRENTA - LA CASA A SAN GIOVANNIELISABETTA TRENTA - LA CASA A SAN GIOVANNI
Domenica aveva detto di aver «spiegato a Di Maio come stanno le cose», ora si sfoga: «Non sono stata trattata bene, ma nei valori del M5S ci credo, non ho nessuna intenzione di lasciare il Movimento.
Mi è dispiaciuto che, prima di parlare e giudicare, nessuno mi abbia chiamata per chiedermi come stanno le cose. La mia faccia è pulita, non smetterò di fare politica e di essere del Movimento. Ma forse una pausa di riflessione me la prendo, non ho deciso nulla».

E sul suo rapporto con il capo politico - al quale si era proposta come uno dei dodici «facilitatori» - aggiunge: «Credo che Di Maio, con cui ho parlato, abbia capito le mie ragioni. Io sono un militare e so che prima di comandare le persone ci si parla, so che un comandante difende i propri uomini».
ELISABETTA TRENTA E IL MARITO CLAUDIO PASSARELLIELISABETTA TRENTA E IL MARITO CLAUDIO PASSARELLI


A questo punto saranno l' indagine amministrativa avviata dallo Stato maggiore e quella della Procura militare a dover stabilire se la procedura sia stata corretta. Quanto accertato finora dimostra che sono bastate poche ore per avere la certezza che l' assegnazione sarebbe stata trasferita dalla moglie al marito. Il 5 settembre, giorno delle dimissioni del governo Conte, ha segnato l' uscita dal dicastero di Trenta. Nemmeno 24 ore dopo il marito è stato infatti nominato aiutante di campo del segretario generale della Difesa.

Trenta - così come prevede la legge - aveva 90 giorni per liberare l' alloggio e tornare nel proprio appartamento al quartiere Pigneto. Invece il 2 ottobre la pratica è stata chiusa e le carte relative a quella stessa casa sono state intestate a Passarelli. Secondo la versione fornita dallo Stato Maggiore «Passarelli aveva dichiarato di possedere un immobile a Roma e un altro a Campobasso che ai fini dell' assegnazione non rappresentava motivo ostativo perché il personale titolare di alloggio Asi può usufruire di un appartamento di servizio pur disponendo di proprietà alloggiativa nella stessa circoscrizione».

GIUSEPPE CONTE ELISABETTA TRENTAGIUSEPPE CONTE ELISABETTA TRENTA
Spetterà ai magistrati accertare se davvero questo iter sia legittimo, se possano esserci stati favoritismi. La Difesa stabilirà invece se Passarelli abbia diritto a un nuovo alloggio di servizio. Di certo rimane che la cifra pagata ogni mese dalla coppia è ben inferiore a quella comunicata pubblicamente dalla ex ministra. E anche questo sarà sottolineato in Parlamento. Secondo quanto risulta alla Difesa «il canone mensile è di 141,76 euro mentre vengono versati 173,19 euro per l' utilizzo del mobilio». Totale 314,95 euro, arredamento compreso. Fonte: qui

domenica 13 ottobre 2019

LA CASSAZIONE HA CONFERMATO LA CONDANNA A NOVE ANNI E QUATTRO MESI PER MIRKO FRANZONI, L’UOMO CHE A BRESCIA NEL 2014 UCCISE UN LADRO ALBANESE CHE ERA APPENA ENTRATO A CASA DEL FRATELLO

LUI SI È SEMPRE DIFESO: “VOLEVA DISARMARMI ED È PARTITO UN COLPO”, MA I GIUDICI HANNO DECRETATO IL CONTRARIO: “HA SPARATO ALL’ALTEZZA DELLA SPALLA E…”
Beatrice Raspa per www.ilgiorno.it

mirko franzoni 6MIRKO FRANZONI 
Sei anni fa Mirko Franzoni fa uccise a fucilate un ladro poco più giovane di lui che sapeva essere appena entrato a casa del fratello e sorprese in fuga per le vie del paese. «Voleva disarmarmi ed è partito un colpo, non volevo ucciderlo» si è sempre difeso. Ma tre gradi di giudizio hanno decretato il contrario: il 35enne meccanico di Serle agì da giustiziere, dovrà andare in carcere per omicidio volontario.

OMICIDIO DEL LADRO A BRESCIAOMICIDIO DEL LADRO A BRESCIAOMICIDIO DEL LADRO A BRESCIAOMICIDIO DEL LADRO A BRESCIA












La Cassazione ieri ha confermato la condanna a 9 anni e 4 mesi inflitti da due Corti d’assise, rigettando il ricorso dell’avvocato Gianfranco Abate che puntava sull’«illogicità» delle sentenze. Gli ermellini però non hanno riservato sorprese. «La tesi difensiva dello sparo puramente accidentale è del tutto irragionevole e inverosimile – avevano scritto i giudici d’appello – Franzoni ha sparato all’altezza della spalla, nella posizione di chi è intento a colpire un bersaglio». Unica attenuante: lo stato d’ira per avere subito un fatto ingiusto, il furto nella casa del familiare.

mirko franzoni 8MIRKO FRANZONI
Era la sera del 14 dicembre 2013. Eduard Ndoj, 26enne albanese, si era intrufolato dal fratello dell’imputato per rubare. Con lui un complice, che però riuscì a dileguarsi nei boschi. Il meccanico disse di essersi messo a cercare il malvivente portandosi il fucile perché temeva girasse armato, ma per l’accusa si rese protagonista di una caccia all’uomo durata due ore. Dopo averlo localizzato e colpito, avrebbe atteso mezz’ora prima di disfarsi dell’arma e chiamare i soccorsi, il ladro nel frattempo agonizzante, poi avrebbe predisposto una tesi con l’aiuto dei compaesani, per i giudici «omertosi» e colpevoli di «depistaggio».
OMICIDIO DEL LADRO A BRESCIAOMICIDIO DEL LADRO A BRESCIA

mirko franzoni 2MIRKO FRANZONI
Tutt’ora infatti il padre e il fratello di Mirko e due vicini sono sotto indagine per falsa testimonianza. La Cassazione ha confermato anche la provvisionale di 125mila euro per i genitori e il fratello di Ndoj. Un risarcimento non ancora liquidato, che i parenti della vittima avevano reclamato per vie legali. «Volevamo almeno delle scuse», lamenta l’avvocato di parte civile Alessia Brignoli. «Franzoni attendeva il verdetto definitivo, tutto qui – stigmatizza Abate – Tanto rumore, e poi nessuno di loro che si sia presentato in udienza a Roma». Fonte: qui

giovedì 22 agosto 2019

Epstein: c'è figlia ex premier Australia



E' la donna salutata dal principe Andrea a casa del finanziere


(ANSA) - WASHINGTON, 20 AGO - Svelata l'identità della donna ripresa nel dicembre del 2010 uscire dalla dimora di Jeffrey Epstein a Manhattan mentre il principe Andrea di Inghilterra fa capolino sull'uscio e la saluta sorridente. E' la figlia dell'ex premier australiano Paul Keating, in carica dal 1991 al 1996.

    Katherine Keating, che oggi ha 37 anni ed è nota per la sua mondanità, è stata riconosciuta dal Sydney Morning Herald, come riportano alcuni media Usa. La donna - si spiega - lasciò Sidney per vivere a New York e stare vicina al suo partner di allora, il noto albergatore Andre Balazs, proprietario della famosa catena di hotel The Standard. Kating intratteneva anche rapporti con Ghislaine Maxwell, che intervistò per conto dell'Huffington Post quando la sospetta complice di Epstein gestiva una no profit per la protezione degli oceani.

mercoledì 8 maggio 2019

LA RAGGI INSULTATA A CASAL BRUCIATO, DIFENDE L’ASSEGNAZIONE DELLA CASA ALLA FAMIGLIA ROM: “RESTANO, NE HANNO DIRITTO"

LA  RAGGI INSULTATA A CASAL BRUCIATO, DIFENDE L’ASSEGNAZIONE DELLA CASA ALLA FAMIGLIA ROM: “RESTANO, NE HANNO DIRITTO" 
DI MAIO IRRITATO PER L'INIZIATIVA DELLA SINDACA, CHE È ANDATA NEL QUARTIERE TEATRO DI TENSIONI DA GIORNI PER L'ASSEGNAZIONE DI UN ALLOGGIO POPOLARE A UNA FAMIGLIA BOSNIACA 
LA SINDACA COSTRETTA A USCIRE SCORTATA – VIDEO



raggi casal bruciatoRAGGI CASAL BRUCIATO
"Questa famiglia risulta legittima assegnataria di un alloggio. Ha diritto di entrare e la legge si rispetta. Siamo andati a conoscerli e sono terrorizzati. Abbiamo avuto modo di far conoscere questa famiglia ad alcuni condomini. Chi insulta i bambini e minaccia di stuprare le donne forse dovrebbe farsi un esame di coscienza. Non è questa una società in cui si può continuare a vivere". Sono le parole che ha pronunciato la sindaca uscendo dalla casa popolare assegnata alla famiglia nomade a Casal Bruciato dove è stata accolta da una raffica di insulti e offese sessiste da parte dei residenti che da  due giorni protestano contro l'assegnazione del Comune di un alloggio popolare a una famiglia bosniaca di 14 persone.

Momenti di tensione quando Raggi è stata letteralmente scortata da due cordoni del reparto mobile della polizia all'interno del piazzale condominiale dove si trova l'appartamento assegnato martedì scorso a una famiglia rom.  Insieme a lei, ci sono alcuni vicini di casa, il direttore della Caritas diocesana di Roma, don Benoni Ambarus, e un delegato del vicariato. L'iniziativa della sindaca è stata accolta con una certa
irritazione dal vicepremier Luigi Di Maio, a quanto apprende l'ANSA. Prima si aiutano i romani, gli italiani, poi tutti gli altri, è il senso del ragionamento del leader M5S irritato - si apprende ancora - anche per la tempistica con cui la sindaca, in un giorno particolarmente importante per il M5S al governo, ha scelto di mettere in campo la sua iniziativa.
raggi casal bruciatoRAGGI CASAL BRUCIATO

Raggi è stata contestata da circa una trentina di persone che hanno seguito il cordone di polizia che accompagnava la prima cittadina. I cittadini si erano radunati in strada poco prima per l'arrivo della presidente del municipio IV, Roberta della Casa. I cittadini urlano e chiedono principalmente legalità, rispetto e trasparenza nell'assegnazione delle case popolari. "Salvini, Salvini" ha urlato un gruppetto

Intanto sono al vaglio della Digos le immagini degli insulti alla donna nomade, tra cui la frase 'ti stupro', al suo ingresso ieri nella palazzina di Casal Bruciato a Roma scortata dalla polizia. Gli investigatori sono al lavoro per accertare con esattezza l'accaduto e stabilire eventuali responsabilità. "Purtroppo ancora oggi, in molti Paesi d'Europa - anche in Italia, nella stessa città di Roma - assistiamo a episodi di riprovevole violenza, che costituiscono il sintomo di un progressivo arretramento dei presidi di civiltà, di un drammatico affievolimento della sensibilità collettiva di fronte all'emersione di antiche e nuove forme di razzismo, spesso di matrice antisemita", ha detto il premier Giuseppe Conte incontrando 800 ragazzi russi, di origine ebraica, nel Tempio Maggiore di Roma.

raggi casal bruciatoRAGGI CASAL BRUCIATO
"Quello che è successo ieri, di aver detto a quella signora rom, quello che tutti i giornali scrivono, ovvero che le avrei detto 'ti stupro', io non lo ho mai detto - si difende Daniele, il giovane cui è stata attribuita la frase - Gli ho detto tante altre brutte parole e mi scuso con lei per averle dette, il momento era quello che era, non si ragionava tanto bene. Io non appartengo a CasaPound, a nessun loro movimento, non sono iscritto, stavo lì da semplice cittadino. Ho preso parte a determinate iniziative con loro ma io non sono un militante di CasaPound, ma ho partecipato ad alcune loro iniziative" come dimostrano alcune immagini diffuse in Rete che lo ritrraggono col  giubbotto con i simboli di CasaPound e al fianco di esponenti del movimento di estrema destra.

"Le scene di ieri sono terribili, sentir gridare "vi impicchiamo" e soprattutto "ti stupriamo" rivolto ad una mamma con la bimba in braccio sono di una gravità incommensurabile. Ho certezza che la questura si muoverà oggi, il presidio sarà allontanato dal cortile", ha commentato l'assessore capitolino al Patrimonio Rosalba Castiglione intervistata da 'Radio In Blu'.

Non si placa la rabbia del quartiere. "Ho tre figli di 12, 10 e 3 anni e ho presentato la prima di quattro domande per un alloggio popolare nel 2007. Al Comune risulta che io abbia punteggio 0 perché sto con mio padre che ha lo sfratto esecutivo, come dovrei stare sapendo che una famiglia rom ha avuto casa dopo due soli due anni in lista?". Racconta Stefania Martelloni, residente di Casal Bruciato, all'Adnkronos. "Sono stata costretta a occupare, mi ci hanno portato, tra l'altro proprio in via Smith davanti al campo nomadi - conclude - Siamo circondati".
CASAL BRUCIATO - SENADA SEJDOVIC ASSEDIATA DALLA FOLLACASAL BRUCIATO - SENADA SEJDOVIC ASSEDIATA DALLA FOLLA

 "In questa situazione non reggiamo, così meglio tornare al campo o andare altrove". Queste le parole della famiglia rom di casal bruciato asserragliata nell'appartamento al secondo piano di via Satta. A riferirle è il direttore della Caritas: "Sono molto spaventati - riferisce don Ambarus - stanno cercando di capire cosa succederà. Sperano di poter resistere.
Ci hanno detto che speravano iniziasse finalmente una nuova vita per loro dopo 20 anni nei campi. L'invito a tutti è torniamo alla ragionevolezza", ha sottolineato il direttore della Caritas.

CASAL BRUCIATO - DONNE ITALIANE CONTRO I ROMCASAL BRUCIATO - DONNE ITALIANE CONTRO I ROM
Oggi pomeriggio è previsto un altro presidio. "A partire dalle 16, parteciperemo al presidio antifascista organizzato in via Satta", ha spiegato la Cgil di Roma e del Lazio. "Imed, Senada e la loro famiglia - continua il comunicato - hanno diritto, come tutti, a una casa così come a un lavoro e un'istruzione. L'emergenza abitativa e il clima di intolleranza che si respira in tutto il paese vanno affrontati quanto prima con l'obiettivo dell'inclusione e garantendo alle famiglie assegnatarie tutela dalle aggressioni neofasciste. È inaccettabile la possibilità d'azione che a questi gruppi viene concessa. Dovunque ci saranno episodi di intolleranza e aggressioni di stampo razzista e xenofobo saremo in piazza per difendere i valori di eguaglianza e inclusione sanciti nella nostra Costituzione". 'Gridate, insultate, minacciate una donna e la sua bambina. Roma è meglio di voi. I romani non sono questo schifo. Contro questa barbarie ci vediamo tutti oggi alle 16 a Casal Bruciato. Così su Twitter Matteo Orfini, deputato del Pd.

Fonte: qui

sabato 8 dicembre 2018

IL DRAMMA DI JURI MALINI, L’OPERAIO BOLOGNESE COSTRETTO A DORMIRE IN UN GARAGE PERCHÉ LA SUA CASA È STATA OCCUPATA ABUSIVAMENTE DA UNA FAMIGLIA DI ROMENI


DOPO AVERLA AFFITTATA A LUGLIO AVEVA DECISO DI TORNARCI A VIVERE, MA LE SERRATURE ERANO STATE SOSTITUITE: DA ALLORA VIVE COME UN SENZATETTO NONOSTANTE CONTINUI A PAGARE IL MUTUO…

Domenico Zurlo per www.leggo.it

Non può dormire nella sua casa, ma è costretto a stare in garage. Il dramma di Juri Malini, operaio 41enne di Zola Predosa, provincia di Bologna, ha dell’assurdo, se non fosse che è vero e autentico e simboleggia un paradosso inaccettabile: il suo appartamento è stato occupato abusivamente da una famiglia di romeni ormai da sei mesi, e lui non può rientrare, finendo per essere praticamente un senzatetto, con il solo garage di 10 metri quadri a impedirgli di dormire in strada o in auto.

garage 1GARAGE 
Era il 2008 quando Juri accese un mutuo per comprarsi una casa ad Anzola dell’Emilia: successivamente, racconta Il Resto del Carlino, per motivi di lavoro si trasferì all’estero e affidò l’appartamento al Comune di Bologna che lo utilizzò per l’accoglienza dei migranti. Lì è iniziata la disavventura per Malini: la casa fu infatti destinata ad una famiglia di romeni che lo ridusse in condizioni pessime. «Il preventivo per sistemarlo supera i 36mila euro - racconta - era completamente ammobiliato. Mobili, elettrodomestici, sanitari, legno a vista: se non è stato rovinato è stato rubato».
caseCASE

Gli affittuari, dopo aver pagato poche rate, non hanno però più sborsato nulla: così dopo diversi anni in cui fu il Comune a coprire le spese, arrivò lo sfratto esecutivo, e lo scorso 12 luglio Juri Malini doveva tornare a prendere possesso della sua casa. La famiglia romena però, andata via ad aprile, era stata rimpiazzata da un’altra famiglia romena (con lo stesso cognome, forse parente) che aveva occupato la casa sostituendo le serrature e forzando le inferriate.
garageGARAGE

«Io sto continuando a pagare il mutuo e non posso rientrare in casa mia - ha detto il 41enne, ormai disperato - in Comune a Bologna ho bussato alle porte di tutti gli uffici. Ma chi ha scassinato l’ingresso e occupato la mia casa ha più diritti di me, io dormo in un garage e loro dormono a casa mia». Dal Comune, scrive Il Resto del Carlino, fanno sapere che il caso è conosciuto e seguito con attenzione: il ritardo sarebbe derivato dalla incertezza sulla titolarità della responsabilità. E intanto Juri dorme in un garage senza nemmeno il riscaldamento.    

Fonte: qui

sabato 17 novembre 2018

MOMENTI DI TERRORE PER L'INVIATO DI 'REPORT', FEDERICO RUFFO, AUTORE DELL’INCHIESTA SUI PRESUNTI RAPPORTI TRA JUVE, ULTRAS, ‘NDRANGHETA

"HANNO TENTATO DI INCENDIARE LA MIA CASA DI OSTIA. IL CANE MI HA SALVATO"
QUALCUNO HA COSPARSO DI BENZINA IL PIANERETTOLO E DISEGNATO UNA CROCE CON VERNICE ROSSA SULLA PARETE 
"PASSO POCHISSIMO TEMPO IN QUELLA CASA, NON HO IDEA DI COME ABBIANO FATTO A SAPERE CHE STAVO TORNANDO” 


federico ruffoFEDERICO RUFFO

14 Novembre 2018

Federico Ruffo, il giornalista Rai al momento impegnato nella conduzione su RaiTre di Il Posto Giusto, vittima di un'intimidazione. Stanotte, attorno alle 4.30 del mattino, qualcuno ha disegnato una croce con della vernice rossa sulla parete e cosparso di benzina il pianerottolo della villetta in cui vive Ruffo.
Quello che poteva essere un attentato alla vita del giornalista è stato sventato dall'abbaiare di un cane che ha messo in fuga gli autori del gesto.
Ruffo, che vive al primo piano di una villetta tra Ostia Antica e Acilia, si è detto decisamente sorpreso dall'atto intimidatorio: «Passo pochissimo tempo in quella casa, non ho idea di come abbiano fatto a sapere che stavo tornando». Federico Ruffo è anche autore dell'inchiesta sui presunti rapporti tra dirigenti della Juventus, ultrà e 'ndrangheta realizzata per Report nelle scorse settimane. La redazione del programma di approfondimento di Rai 3 guidata da Sigfrido Ranucci aveva già denunciato sui social di aver ricevuto minacce e intimidazioni a proposito dell'inchiesta andata in onda lo scorso 22 ottobre.

Fonte: qui

lunedì 8 ottobre 2018

LA GIUDICE SIMONETTA D’ALESSANDRO TROVATA SENZA VITA NELLA SUA CASA



ERA IL BRACCIO DESTRO DEL PROCURATORE PIGNATONE ED AUTORIZZO’ I 32 ARRESTI DEL CLAN SPADA 

L’IPOTESI È CHE POSSA ESSERE STATA COLTA DA MALORE, MA SARA' SOTTOPOSTA ALL'AUTOPSIA 

MESI FA ERA STATA NOMINATA PRESIDENTE DELLA X SEZIONE PENALE DEL TRIBUNALE, DA GIP AVEVA SEGUITO LE INCHIESTE SU TULLIANI E I CLAN DI OSTIA 

Fulvio Fiano per corriere.it
simonetta d'alessandroSIMONETTA D'ALESSANDRO

Sempre sorridente e affabile anche dopo una notte passata a leggere atti di importanti inchieste sulla criminalità organizzata o per reati contro la pubblica amministrazione, la giudice Simonetta D’Alessandro era una delle figure più note e apprezzate per determinazione e serietà all’interno degli uffici giudiziari di piazzale Clodio. Sabato è stata trovata senza vita nella sua abitazione in centro, un appartamento su Passeggiata di Ripetta, vittima di un malore.

A dare la notizia è stato il figlio, che preoccupato dalle sue mancate risposte al telefono ha avvisato i carabinieri della stazione Prati. Dopo l’irruzione dei i vigili del fuoco nessun segno di effrazione è stato riscontrato. E dopo gli esami del caso sul corpo del giudice, il medico legale intervenuto non ha trovato elementi che possano far pensare a una aggressione.

simonetta d'alessandroSIMONETTA D'ALESSANDRO
Una professione, quella di magistrato, che la D’Alessandro portava avanti con immutata passione anche ora, a 58 anni, con alle spalle una lunga carriera. Originaria di Foggia, laureata a Pavia, è stata tra le altre cose il giudice per le indagini preliminari che ha firmato l’ordinanza di arresto per 32 membri del clan Spada lo scorso gennaio. Ma recentemente si era occupata anche delle vicende penali dell’ex presidente della Camera Gianfranco Fini e del cognato Giancarlo Tulliani, delle tangenti sui campi rom e più indietro negli anni di terrorismo e Brigate rosse nonché della morte del banchiere Roberto Calvi. Da qualche mese era presidente della X sezione penale del tribunale.

Sincero lo sgomento e il dolore tra i colleghi e gli addetti ai lavori della cittadella giudiziaria e tra chi, anche in altre sedi, l’aveva conosciuta e apprezzata. Anche la Camera penale di Roma si unisce al cordoglio.

IL CORDOGLIO DELL'ANM - "Apprendiamo con sgomento la triste notizia della improvvisa scomparsa della collega Simonetta D'Alessandro, presidente della X sezione penale del Tribunale di Roma, giudice rigorosa, appassionata e raffinata, donna solare e ricca di umanità. Alla famiglia di Simonetta il profondo cordoglio e la più sentita vicinanza dell'Associazione nazionale magistrati". E' quanto si legge in una nota della Giunta esecutiva centrale dell'Anm.

Fonte: qui

Aggiornamento - "Morta per malore". 

Oggi i funerali di Simonetta D'Alessandro, giudice che firmò l'ordinanza per i 32 arresti del clan Spada

Sabato scorso era stata trovata morta in casa e subito era stata disposta l'autopsia. In mattinata camera ardente nell'aula Occorsio di piazzale Clodio

Si sono celebrati oggi alle 15 presso la chiesa di San Rocco, alle spalle di piazza Augusto Imperatore, i funerali di Simonetta D'Alessandro, la giudice del tribunale di Roma che aveva ricoperto il ruolo di gip e uno dei suoi ultimi provvedimenti, a gennaio scorso, la firma dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere per 32 esponenti del clan Spada di Ostia.  

Sabato scorso era stata trovata morta in casa e subito era stata disposta l'autopsia. L'esame, eseguito ieri mattina, avrebbe confermato il decesso per un malore, la donna sarebbe stata sofferente di cuore. D'Alessandro, che aveva 58 anni, da alcuni mesi era stata chiamata a ricoprire il ruolo di presidente della X sezione penale del tribunale. Prima dei funerali, dalle 8,30 alle 14, sarà allestita la camera ardente presso l'aula Occorsio, nella cittadella giudiziaria di piazzale Clodio.


Fonte: qui


sabato 6 ottobre 2018

COCAINA E HASHISH A CASA DI FLAVIA CASSARO, LA MAESTRA ELEMENTARE LICENZIATA PER AVER URLATO AI POLIZIOTTI ''VIGLIACCHI, MI FATE SCHIFO, DOVETE MORIRE'' DURANTE UNA MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA.


LA DONNA VIVE IN UN PALAZZO OCCUPATO, CON (TRA GLI ALTRI) UN MAROCCHINO SOSPETTATO DI SPACCIO. 

LA POLIZIA, ENTRATA A PERQUISIRE L'ABITAZIONE, L'HANNO TROVATA IN POSSESSO DI…

Massimiliano Peggio per www.lastampa.it

LAVINIA FLAVIA CASSAROLAVINIA FLAVIA CASSARO
Cocaina e hashish. È la droga sequestrata nell’alloggio di corso Novara dove vive Flavia Lavinia Cassaro, la maestra elementare licenziata per aver partecipato lo scorso 22 febbraio ad una manifestazione antifascista nel centro di Torino, urlando ai poliziotti schierati in ordine pubblico «vigliacchi, mi fate schifo, dovete morire». Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini ha commentato la vicenda rivelata dalla Stampa. «Ve la ricordate? Si era messa a insultare i poliziotti urlando `vigliacchi, mi fate schifo, dovete morire!´. Ora trovati cocaina e hashish a casa sua. Non c’è che dire, un’ottima educatrice? Viva la scuola libera da questi personaggi!». 

Sono stati gli agenti del commissariato Barriera Milano a controllare la sua abitazione, nel corso di un controllo straordinario del territorio che ha interessato lo stabile di corso Novara, occupato da anni da famiglie ed esponenti dell’area antagonista. La polizia, in realtà, era sulle stracce di un marocchino, H.E.M. 38 anni, conoscente della maestra, residente in un altro alloggio dello stabile, sospettato di essere un pusher. Nel suo appartamento gli agenti hanno trovato più di 14 grammi di hashish: per questo è stato denunciato all’autorità giudiziaria.
LAVINIA FLAVIA CASSAROLAVINIA FLAVIA CASSARO

Altri guai, dunque, per la maestra vicina ai centri sociali. Per il possesso della droga è stata segnalata amministrativamente. È stata lei a indicare ai poliziotti del commissariato lo stupefacente, lasciato in bella mostra sul tavolo della cucina. Inoltre è stata trovata in possesso di un «Grinder» ovvero un attrezzo da cucina che serve a sminuzzare vegetali, ma anche la marijuana.

Lavinia Flavia CassaroLAVINIA FLAVIA CASSARO

Flavia Lavinia Cassaro, sospesa dall’insegnamento dopo il clamore suscitato dalle sue frasi contro la polizia ripetute di fronte alle telecamere di Mediaset, lo scorso giugno era stata licenziata. Con la motivazione di aver agito «in grave contrasto con i doveri inerenti alla funzione di educatrice nonché per attività dolosa che ha arrecato grave pregiudizio alla Scuola e alla pubblica amministrazione».

Inoltre si è ritrovata indagata per oltraggio nell’ambito dell’inchiesta sugli scontri tra polizia e antagonisti avvenuti la sera del 22 febbraio, quando le forze dell’ordine cercarono di impedire al corteo antifascista di raggiungere l’hotel Nh di corso Vittorio dove era in corso un comizio di CasaPound. Incontrando i giornalisti, pochi giorni dopo la notifica del provvedimento di «destituzione», l’insegnate, assistita dal sindacato Cub Scuola, aveva detto: «Ho fatto una sciocchezza, ma il licenziamento è eccessivo. È una punizione ingiusta rispetto all’errore che ho commesso».
Lavinia Flavia CassaroLAVINIA FLAVIA CASSARO

Pochi giorni fa il sindacato di polizia Siulp si è costituito parte civile nel procedimento penale per la guerriglia scoppiata tra corso Vittorio e piazza Statuto il 22 febbraio. L’azione legale contro gli imputati è una presa di posizione da parte del sindacato a tutela dei poliziotti rimasti feriti negli scontri.

Fonte: qui

venerdì 5 ottobre 2018

OSTIA – LA POLIZIA SGOMBERA GLI SPADA DALLE CASE DEL COMUNE E LE DONNE URLANO CONTRO FEDERICA ANGELI DI “REPUBBLICA”: “PAPPONA, BASTARDA, CAROGNA''


L’INQUIETANTE INTERVISTA DEL “TG1” AL PADRE DELLA PENTITA CHE HA FATTO ARRESTARE 32 PERSONE: “SO DUE ANNI CHE NON LA SENTO E NON NE FREGA NIENTE. NON VAI A DENUNCIA' 30 PERSONE. SE QUELLO SPACCIA, QUELLO RUBA, CHE TE FREGA? LA CAPOCCIATA DI SPADA? SE VIENI NEL GIORNO CHE MI GIRA MALE TE DO DU CAZZOTTI E...”

'MA CHE TE FREGA?' – L'INQUIETANTE INTERVISTA DEL PADRE DELLA PENTITA DI OSTIA AL TG1

 

DAGO-TRASCRIZIONE

(…)

mario ianniMARIO IANNI
“È stata fatta così, all’acqua di rose. (…) Mi fija, se sarebbe venuta (sic!) da me, eh, finiva lì. Io so’ du anni che non la sento mi fija Tamara. E sinceramente, manco me ne frega niente (…) No io non lo condivido. Non vai a denuncià 30 persone. Mo’ perché quello lì magari s’arangia a fa un furto, quello s’arangia co lo spaccio, quell’altro fa… ma che te frega! Io Roberto manco so chi è, cioè, io non lo conosco Roberto, no? Ha sbagliato a dà la capocciata a quello, vabbè, ma tocca vedè pure un attimo come uno si trova. Non è che tutti i giorni uno sta bene. Ce sarà pure un giorno che te gira male. E se tu me vieni il giorno che me gira male e ti do du’ cazzotti te le devi tenè, aho”.


OSTIA, VIA GLI SPADA DALLE CASE DEL COMUNE: SGOMBERI A PIAZZA GASPARRI
Mirko Polisano per www.ilmessaggero.it

ostia insulti a federica angeli 1OSTIA INSULTI A FEDERICA ANGELI
Sono partite alle prime luci dell'alba le operazioni di sgombero delle case occupate abusivamente dagli Spada. Il blitz, in una piazza Gasparri super blindata, è stato effettuato dalla polizia locale di Roma Capitale, agli ordini del comandante Antonio Di Maggio.

I caschi bianchi, insieme al personale della polizia in azione con i reparti speciali, sono entrati in un appartamento in via Giovanni Ingrao per mandare via l'inquilino irregolare. Non un nome qualsiasi, ma Vincenzo Spada, detto «Gnocco» appartenete al clan e figlio del boss «Pelè».

LA BOMBA LANCIATA SUL BALCONE DEI GENITORI DI TAMARA IANNILA BOMBA LANCIATA SUL BALCONE DEI GENITORI DI TAMARA IANNI
Un'operazione che avviene all'indomani dell'ordigno rudimentale fatto esplodere sul balcone dei genitori della testimone di giustizia, Tamara Ianni.

L'intervento ha visto l'impiego di oltre 100 caschi bianchi romani, supportati da 4 blindati del reparto mobile, diretti dal Commissariato di Ostia. Tale spiegamento di forze, si é reso necessario per la delicatezza dello sgombero, operato nei confronti di Vincenzo Spada, all'interno di una zona dove  l'edilizia popolare appare completamente gestita dalla famiglia di appartenenza. Le operazioni, che hanno visto bloccare le strade di accesso, sono tutt'ora in corso.

ostia insulti a federica angeliOSTIA INSULTI A FEDERICA ANGELI





Il tweet della sindaca «Abbiamo liberato una casa popolare a Ostia, occupata abusivamente da un membro del clan Spada. La Polizia Locale di Roma Capitale è intervenuta questa mattina per restituire un bene pubblico alla città. Prosegue la nostra lotta per ripristinare la legalità». Scrive la sindaca di Roma Virginia Raggi in un tweet accompagnato dall'hashtag #NonAbbassiamoLoSguardo

OSTIA, FEDERICA ANGELI INSULTATA E INSEGUITA DALLA FAMIGLIA SPADA DURANTE LO SGOMBERO

federica angeliFEDERICA ANGELI
Durante lo sgombero dell'appartamento di Vincenzo Spada, uno dei nipoti del boss Carmine, la cronista di Repubblica Federica Angeli, sul posto per il giornale, viene insultata e inseguite da due donne fino a quando è costretta a lasciare il posto con la sua scorta.

Il comandante della polizia municipale le ha identificate e denunciate d'ufficio per minacce nei confronti della giornalista. Sono Desiré e Alessandra Salera, moglie e cognata di Ottavio Spada, in carcere al 41bis per mafia.

LA MAFIA DI OSTIA: “SCOVATO IL RIFUGIO PROTETTO DI MIA FIGLIA"
Estratto dell’articolo di Federica Angeli per "la Repubblica - Roma"
           
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«Volevano che la rinnegassi, che dicessi che era pazza, ma io ho detto di no. Mia figlia è una donna forte e deve andare avanti per la sua strada. Ha fatto questa scelta e io la rispetto » .

Laura, la madre di Tamara Ianni è sotto shock. La bomba esplosa sul suo balcone che ha stordito il quartiere, è un segnale molto pericoloso. Piange, è sconfortata, sente che lo Stato le ha abbandonate. Eppure la figlia e il compagno Manuel Cardoni hanno affidato la loro vita allo Stato.
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È anche grazie alle loro parole circostanziate che 32 componenti della famiglia sinti sono finiti lo scorso 25 gennaio in arresto per associazione a delinquere di stampo mafioso. E ora, che il processo contro il potente clan di Ostia è entrato nel vivo, tocca a Tamara sedersi al banco dei testimoni per raccontare nell' aula bunker di Rebibbia tutto ciò che sa.

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È amareggiata la mamma di Tamara, l' attentato della scorsa notte, con un ordigno rudimentale lanciato sul terrazzo ed esploso a metà ( due candelotti non si sono innescati) non se lo aspettava proprio. Eppure è arrivato, a tre giorni peraltro dal cinquantesimo anniversario dell' associazione nazionale polizia che ha scelto proprio Ostia come luogo simbolo in cui festeggiare alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del capo della polizia Franco Gabrielli.

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« Non è facile vivere sotto protezione. Avevano messo anche me e mio marito in quel programma all' indomani della denuncia di Tamara. Ma io ho dovuto rinunciare. Ho una madre novantenne malata che ha bisogno di me e uno stipendio con cui vivo dignitosamente. Quando ti affidi allo Stato e cambi località, ti danno ora 50, ora 200 euro ogni tot e le assicuro che così non si può campare. Ora però ho paura a vivere in quella casa, sono sincera ».

Fonte: qui