9 dicembre forconi: sgombero
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mercoledì 30 gennaio 2019

Lo sciopero alla rovescia del Liceo Amaldi: in classe si parla di migranti e solidarietà

I professori del Liceo Edoardo Amaldi di Tor Bella Monaca mercoledì 30 gennaio interromperanno le normali lezioni didattiche per due ore per riflettere insieme agli studente sui recenti episodi di cronaca che riguardano i migranti. Danilo Corradi, docente di Storia della Filosofia: “Fatti che senza dubbio ricordano le drammatiche vicende del Novecento”.



Uno sciopero alla rovescia quello dei professori del Liceo Edoardo Amaldi di Tor Bella Monaca a Roma che domani, mercoledì 30 gennaio, interromperanno la normale didattica per due ore per riflettere insieme agli studenti sia dei fatti di cronaca nazionali, sia, a livello locale, sullo sgombero del Cara di Castelnuovo di Porto, struttura d'accoglienza dalla quale nei giorni scorsi sono stati portati via adulti e bambini, richiedenti asilo o migranti con protezione umanitaria. A ideare l'iniziativa sono stati undici professori, tra cui Danilo Corradi, docente di Storia della Filosofia, raccogliendo gli interrogativi posti dagli studenti, in particolare sulle emergenze umanitarie e sulla politica migratoria dell'attuale governo. Gli undici professori hanno lanciato l'appello agli altri insegnati su WhatsApp, chiedendo se fosse davvero possibile "continuare le lezioni quotidiane di fronte ai fatti che stanno accadendo". Il messaggio è girato e ha ricevuto l'appoggio di oltre 104 docenti e dei quattro rappresentati d'istituto, che si sono uniti alla causa. Inoltre, precisa Corradi: "Stanno arrivando adesioni di insegnanti di molte altre scuole romane e di altre regioni".

Le domande degli studenti
"L'idea è partita dai dubbi degli studenti che commentavano i drammatici fatti di cronaca recenti e tra loro cresceva l'indignazione" ha spiegato Corradi. "A colpire i ragazzi sullo sgombero del Cara di Castelnuovo di Porto il fatto che studenti come loro sono stati portati via da scuola senza poter salutare i compagni". Allo stesso modo sono rimasti sconfortati "i docenti che si sono visti portare via i loro ragazzi senza saperne il motivo". Si tratta di un episodio che "senza dubbio ricorda le drammatiche vicende del Novecento, proprio durante la settimana della Memoria".

Riflessione sui fatti d'attualità
"Ogni professore durante le due ore di stop alla didattica farà una riflessione insieme ai propri ragazzi, leggendo e commentando i giornali, analizzando i fatti d'attualità" continua Corradi. Una mobilitazione che i professori definiscono necessaria perché "compito della scuola non è limitarsi a insegnare le materie previste dalla didattica ma soprattutto di insegnare ai ragazzi a leggere l'attualità, i diritti umani, la Costituzione". Una presa di posizione che va oltre le idee politiche: "Come insegnanti ci sentiamo tirati in causa perché in questa scuola ci sono 230 studenti che non hanno il passaporto italiano, figli di famiglie straniere"

venerdì 5 ottobre 2018

ROMA: BARACCOPOLI CON VISTA A POCHI PASSI DALLA TERRAZZA DEL PINCIO


5 SENZATETTO VIVONO NEL RITROVO DI FORTUNA TRA TENDE E PANNI STESI 

LA POLIZIA LOCALE SI PREPARA A LIBERARE L’AREA 

LUNEDÌ GLI AGENTI SONO INTERVENUTI A PRIMAVALLE, DOPO LA SEGNALAZIONE DI UN ACCAMPAMENTO DAVANTI AD UN ASILO NIDO. 

ALTRI CE NE SONO TRA IL VERDE DI MONTE MARIO.

Alessandra Camilletti per il Messaggero

Un accampamento nel cuore del Pincio. Nel cuore di Roma.
baraccopoli pincioBARACCOPOLI PINCIO
Tende, giacigli, accessori. All' interno cinque uomini che hanno messo su casa nella zona panoramica per eccellenza della Capitale. Da una parte Trinità dei Monti, con subito sotto Piazza di Spagna, dall' altra la terrazza su piazza del Popolo con la vista mozzafiato sulla città e su San Pietro, da immortalare nelle foto e da catturare alla luce del tramonto.

pincioPINCIO

Alle spalle Villa Borghese. Una scena che ha dell' incredibile, che striderebbe ovunque in città. Ma in particolare qui. E un' aria tutta romana da respirare, gustata a fine giugno anche dal presidente francese Emmanuel Macron, durante la sua visita a Roma.

Martedì hanno notato l' accampamento gli agenti della Polizia locale del I Gruppo Trevi, in pattugliamento in zona. Ieri pomeriggio una nuova verifica propedeutica allo sgombero.

L' area verrà liberata in questi giorni, non appena ci sarà la disponibilità dell' Ama, che con i propri mezzi deve smantellare le attrezzature e bonificare la zona.

IL PERCORSO 

Si arriva da viale Trinità dei Monti, già di suo costellata di rifiuti e di erbacce al margine delle auto in sosta. Al bivio tra viale Gabriele D' Annunzio che scende verso piazza del Popolo e viale Adamo Mickievicz, che sale invece al Pincio, si apre un' area verde incolta. Con la suggestiva struttura in mattoni e ferro lasciata all' abbandono. Una serra, un giardino all' aperto.

Potrebbe essere un luogo di ritrovo da incorniciare. E invece è diventato un ricovero per senzatetto, ma attrezzati. Ci sono tende da campeggio, teloni usati come tettoia, coperte, attrezzature varie, accessori di vita quotidiana. Dalle bottiglie d' acqua alla bacinella dove lavare il bucato, fino ai fili di corda per poi stendere i panni ad asciugare. Al Pincio. Un paio di barattoli di vernice, un ombrello. Un varco d' accesso nella facciata in mattoni, quasi come fosse una vera porta di casa. La struttura lunga una trentina di metri su cui la vegetazione rampicante ha creato un bersò. Accesso libero.

baraccopoli parco delle valliBARACCOPOLI PARCO DELLE VALLI
All' interno alcuni uomini. Se ne contano cinque, verso le 9.30 di mattina. Dormono ancora, si alzano alle 10. Ma c' è anche chi si allunga ancora un po' sotto le coperte. Si sbrigano faccende, ci si prepara per la giornata. E verso chi prova ad avvicinarsi, la reazione dei padroni di casa è piuttosto dura.

LA GIORNATA 

C' è chi racconta di averli visti aggirarsi in zona. C' è chi vede la sporcizia e si sporge. Chi, tra gli stranieri, si limita ad un «Incredible» in inglese e chi, invece, esplode in un italianissimo «Guarda che roba». E c' è chi pensa alla sicurezza, oltre che al fortissimo degrado: «Qui passano persone di continuo, in tranquillità, senza immaginare cosa ci sia lì sotto. Anche la sera e di notte». Tutto mentre al Pincio il sole è già alto. C' è chi sale con il risciò, chi scende di corsa, chi utilizza i gradini per fare lo step.
baraccopoli olimpicaBARACCOPOLI OLIMPICA

Chi si sofferma sulle panchine appena più in là a leggere il giornale sotto gli alberi. C' è chi già si affaccia alla terrazza del Pincio.
Il pergolato è diventato anche un naturale nascondiglio per il gruppetto: il verde copre la vista sia dall' alto sia lateralmente.
Ma non basta a coprire tutto.
L' accampamento si vede eccome. Basta affacciarsi dall' alto per capire che più di qualcosa non va.

Di baraccopoli nella Capitale ce ne sono purtroppo molte. La polizia municipale ne ha smantellate diverse, anche lungo il Tevere. Lunedì gli agenti sono intervenuti a Primavalle, proprio dopo la segnalazione de Il Messaggero di un accampamento davanti ad un asilo nido. Altri ce ne sono tra il verde di Monte Mario. Forse mai una così in Centro.

Fonte: qui

OSTIA – LA POLIZIA SGOMBERA GLI SPADA DALLE CASE DEL COMUNE E LE DONNE URLANO CONTRO FEDERICA ANGELI DI “REPUBBLICA”: “PAPPONA, BASTARDA, CAROGNA''


L’INQUIETANTE INTERVISTA DEL “TG1” AL PADRE DELLA PENTITA CHE HA FATTO ARRESTARE 32 PERSONE: “SO DUE ANNI CHE NON LA SENTO E NON NE FREGA NIENTE. NON VAI A DENUNCIA' 30 PERSONE. SE QUELLO SPACCIA, QUELLO RUBA, CHE TE FREGA? LA CAPOCCIATA DI SPADA? SE VIENI NEL GIORNO CHE MI GIRA MALE TE DO DU CAZZOTTI E...”

'MA CHE TE FREGA?' – L'INQUIETANTE INTERVISTA DEL PADRE DELLA PENTITA DI OSTIA AL TG1

 

DAGO-TRASCRIZIONE

(…)

mario ianniMARIO IANNI
“È stata fatta così, all’acqua di rose. (…) Mi fija, se sarebbe venuta (sic!) da me, eh, finiva lì. Io so’ du anni che non la sento mi fija Tamara. E sinceramente, manco me ne frega niente (…) No io non lo condivido. Non vai a denuncià 30 persone. Mo’ perché quello lì magari s’arangia a fa un furto, quello s’arangia co lo spaccio, quell’altro fa… ma che te frega! Io Roberto manco so chi è, cioè, io non lo conosco Roberto, no? Ha sbagliato a dà la capocciata a quello, vabbè, ma tocca vedè pure un attimo come uno si trova. Non è che tutti i giorni uno sta bene. Ce sarà pure un giorno che te gira male. E se tu me vieni il giorno che me gira male e ti do du’ cazzotti te le devi tenè, aho”.


OSTIA, VIA GLI SPADA DALLE CASE DEL COMUNE: SGOMBERI A PIAZZA GASPARRI
Mirko Polisano per www.ilmessaggero.it

ostia insulti a federica angeli 1OSTIA INSULTI A FEDERICA ANGELI
Sono partite alle prime luci dell'alba le operazioni di sgombero delle case occupate abusivamente dagli Spada. Il blitz, in una piazza Gasparri super blindata, è stato effettuato dalla polizia locale di Roma Capitale, agli ordini del comandante Antonio Di Maggio.

I caschi bianchi, insieme al personale della polizia in azione con i reparti speciali, sono entrati in un appartamento in via Giovanni Ingrao per mandare via l'inquilino irregolare. Non un nome qualsiasi, ma Vincenzo Spada, detto «Gnocco» appartenete al clan e figlio del boss «Pelè».

LA BOMBA LANCIATA SUL BALCONE DEI GENITORI DI TAMARA IANNILA BOMBA LANCIATA SUL BALCONE DEI GENITORI DI TAMARA IANNI
Un'operazione che avviene all'indomani dell'ordigno rudimentale fatto esplodere sul balcone dei genitori della testimone di giustizia, Tamara Ianni.

L'intervento ha visto l'impiego di oltre 100 caschi bianchi romani, supportati da 4 blindati del reparto mobile, diretti dal Commissariato di Ostia. Tale spiegamento di forze, si é reso necessario per la delicatezza dello sgombero, operato nei confronti di Vincenzo Spada, all'interno di una zona dove  l'edilizia popolare appare completamente gestita dalla famiglia di appartenenza. Le operazioni, che hanno visto bloccare le strade di accesso, sono tutt'ora in corso.

ostia insulti a federica angeliOSTIA INSULTI A FEDERICA ANGELI





Il tweet della sindaca «Abbiamo liberato una casa popolare a Ostia, occupata abusivamente da un membro del clan Spada. La Polizia Locale di Roma Capitale è intervenuta questa mattina per restituire un bene pubblico alla città. Prosegue la nostra lotta per ripristinare la legalità». Scrive la sindaca di Roma Virginia Raggi in un tweet accompagnato dall'hashtag #NonAbbassiamoLoSguardo

OSTIA, FEDERICA ANGELI INSULTATA E INSEGUITA DALLA FAMIGLIA SPADA DURANTE LO SGOMBERO

federica angeliFEDERICA ANGELI
Durante lo sgombero dell'appartamento di Vincenzo Spada, uno dei nipoti del boss Carmine, la cronista di Repubblica Federica Angeli, sul posto per il giornale, viene insultata e inseguite da due donne fino a quando è costretta a lasciare il posto con la sua scorta.

Il comandante della polizia municipale le ha identificate e denunciate d'ufficio per minacce nei confronti della giornalista. Sono Desiré e Alessandra Salera, moglie e cognata di Ottavio Spada, in carcere al 41bis per mafia.

LA MAFIA DI OSTIA: “SCOVATO IL RIFUGIO PROTETTO DI MIA FIGLIA"
Estratto dell’articolo di Federica Angeli per "la Repubblica - Roma"
           
spadaSPADA


«Volevano che la rinnegassi, che dicessi che era pazza, ma io ho detto di no. Mia figlia è una donna forte e deve andare avanti per la sua strada. Ha fatto questa scelta e io la rispetto » .

Laura, la madre di Tamara Ianni è sotto shock. La bomba esplosa sul suo balcone che ha stordito il quartiere, è un segnale molto pericoloso. Piange, è sconfortata, sente che lo Stato le ha abbandonate. Eppure la figlia e il compagno Manuel Cardoni hanno affidato la loro vita allo Stato.
ottavio spada 6OTTAVIO SPADA 

(...)

È anche grazie alle loro parole circostanziate che 32 componenti della famiglia sinti sono finiti lo scorso 25 gennaio in arresto per associazione a delinquere di stampo mafioso. E ora, che il processo contro il potente clan di Ostia è entrato nel vivo, tocca a Tamara sedersi al banco dei testimoni per raccontare nell' aula bunker di Rebibbia tutto ciò che sa.

(...)

ottavio spada 5OTTAVIO SPADA






È amareggiata la mamma di Tamara, l' attentato della scorsa notte, con un ordigno rudimentale lanciato sul terrazzo ed esploso a metà ( due candelotti non si sono innescati) non se lo aspettava proprio. Eppure è arrivato, a tre giorni peraltro dal cinquantesimo anniversario dell' associazione nazionale polizia che ha scelto proprio Ostia come luogo simbolo in cui festeggiare alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del capo della polizia Franco Gabrielli.

ottavio spada 4OTTAVIO SPADA



« Non è facile vivere sotto protezione. Avevano messo anche me e mio marito in quel programma all' indomani della denuncia di Tamara. Ma io ho dovuto rinunciare. Ho una madre novantenne malata che ha bisogno di me e uno stipendio con cui vivo dignitosamente. Quando ti affidi allo Stato e cambi località, ti danno ora 50, ora 200 euro ogni tot e le assicuro che così non si può campare. Ora però ho paura a vivere in quella casa, sono sincera ».

Fonte: qui

mercoledì 15 agosto 2018

AUTOSTRADE SAPEVA QUAL ERA L’EMERGENZA: A MAGGIO AVEVA BANDITO UN MAXI-APPALTO DA 20 MILIONI PER RINFORZARE I “TIRANTI” SUPERIORI

I “TIRANTI” SUPERIORI, IL CUI CEDIMENTO RAPPRESENTA AGLI OCCHI DEGLI ESPERTI LA PROBABILE CAUSA DELLO SCEMPIO. I LAVORI DOVEVANO INIZIARE SUBITO DOPO L’ESTATE, MA EVIDENTEMENTE I CALCOLI ERANO SBAGLIATI E NON RISULTA FOSSERO INSTALLATI SENSORI PER MONITORARE IN TEMPO REALE LA TENUTA DEL VIADOTTO

PERCHÉ DEVE ESSERE SUBITO REVOCATA LA CONCESSIONE ALLA FAMIGLIA BENETTON

AUTOSTRADE È, DI FATTO, L’UNICO CONTROLLORE DI SE STESSO, ESEGUE CON PERSONALE PROPRIO ISPEZIONI E (AUTO)CERTIFICAZIONI, O LE AFFIDA A CONSULENTI PAGATI DA LORO

Matteo Indice, Roberto Sculli per La Stampa.it

autostrade benettonAUTOSTRADE BENETTON
Gli accertamenti scattati subito dopo il disastro di Genova ci dicono tre cose.

Primo: Autostrade sapeva qual era l’emergenza, ma i tempi sono andati fuori controllo. Al punto che a maggio aveva bandito un maxi-appalto da 20 milioni con procedura ristretta, cioè a chiamata per accelerare, con l’obiettivo di rinforzare i “tiranti” superiori, il cui cedimento rappresenta agli occhi degli esperti la probabile causa dello scempio. I lavori, molto delicati, complessi e invasivi , dovevano iniziare subito dopo l’estate, ma evidentemente i calcoli erano sbagliati e non risulta fossero installati sensori per monitorare in tempo reale la tenuta del viadotto. 

Secondo: sempre Autostrade è, di fatto, l’unico controllore di se stesso, esegue con personale proprio ispezioni e (auto)certificazioni, oppure le affida a consulenti pagati dalla medesima società. Nessun ente pubblico compie screening autonomi, perversione d’una norma le cui conseguenze possono essere catastrofiche.

autostrade benettonAUTOSTRADE BENETTON
Terzo: già a fine Anni 90 l’Ordine degli ingegneri di Genova, lo conferma a La Stampa Donatella Mascia che ne fu presidente dal 1993 al 1999, propose nero su bianco di affiancare alla struttura in calcestruzzo una in acciaio, per alleggerire Morandi ritenuto incontrollabile dato l’incremento del traffico. «I politici - spiega Mascia - preferirono continuare a discutere di fantascientifici tunnel sottomarini, mai realizzati, e il ponte rimase così com’era fino al crollo». 

Il tempo scaduto
Autostrade per l’Italia aveva capito che il problema stava sopra, e non sotto. L’incubo era rappresentato da quelli che volgarmente chiamiamo tiranti, ma che sul piano tecnico si definiscono «stralli», anima in metallo e rivestimento in calcestruzzo, i bracci che scendono dalla sommità dei piloni verso la strada a disegnare una serie di V rovesciate, e dovrebbero tenere sospeso il piano su cui corrono i mezzi. Una parte, quella verso il levante, era stata rinforzata alla fine degli Anni 90, ma il segmento che (forse) ha ceduto no. E il problema era così serio che il 3 maggio scorso l’azienda, colosso delle infrastrutture italiane con interessi all’estero, aveva pubblicato un avviso di gara per 20.159.344 euro. 

gilberto benettonGILBERTO BENETTON
Definizione tecnica: «Interventi di retrofitting strutturale del Viadotto Polcevera al km 0 + 551». Traduzione, esaminando il dettaglio dei progetti: messa urgente in sicurezza dei tiranti sulla parte poi crollata. Le offerte erano state presentate l’11 giugno e finita l’estate - per non intralciare il viavai turistico che segna la Liguria fino ai primi di settembre - sarebbe partito un intervento lungo 784 giorni, che avrebbe comportato blocchi a singhiozzo delle varie carreggiate.Spiega Enrico Sterpi, attuale segretario dell’Ordine degli ingegneri liguri: «Questo bando significa due cose: Autostrade aveva focalizzato la criticità ed era disposta a prendersi una bella responsabilità, con una gara ristretta per un importo tanto elevato. È chiaro insomma che a un certo punto ci fosse necessità di accelerare la procedura». Autostrade sul punto si limita a confermare l’approvazione della commessa e l’imminente via ai lavori.
Vigili del fuoco al lavoro sulle macerie del ponte Morandi crollato a GenovaVIGILI DEL FUOCO AL LAVORO SULLE MACERIE DEL PONTE MORANDI CROLLATO A GENOVA


L’ (auto)vigilanza
Crolla il ponte Morandi a GenovaCROLLA IL PONTE MORANDI A GENOVA















Che obblighi di vigilanza aveva Autostrade per l’Italia? Chi esegue le verifiche? Quanto può metterci il naso lo Stato? Poiché il viadotto è stato realizzato nel 1967, il gestore non deve fornire un piano di manutenzione (il diktat vige per chi ha incarico le strutture nate dal ‘99 in poi). Non solo. Autostrade esegue per legge due tipi d’ispezione, certificate una volta compiute: trimestrale con personale proprio (controlli sostanzialmente visivi) e biennale con strumenti più approfonditi. In quest’ultimo frangente, al massimo, la ricognizione viene affidata a ingegneri esterni, ma alla fine sempre pagati da Autostrade. Né gli enti locali, né il ministero delle Infrastrutture intervengono con loro specialisti. E di fatto non esistono certificazioni di sicurezza recenti che non siano state redatti da tecnici retribuiti da Autostrade per l’Italia. Fonte: qui
Crolla il ponte Morandi a GenovaCROLLA IL PONTE MORANDI A GENOVA

39 MORTI PER IL CROLLO DEL PONTE DI GENOVA SUL POLCEVERA

IL PROCURATORE CAPO DI GENOVA: “IL CROLLO NON È STATA UNA FATALITÀ MA UN ERRORE UMANO” 

L’INGEGNERE BRENCICH: “IL PONTE MORANDI E’ STATO PROGETTATO MALE, NON È UN PROBLEMA DI MANUTENZIONE. UN PONTE CHE HA 51 ANNI DI VITA NON PUÒ CROLLARE. IL MALTEMPO DI QUESTI GIORNI PER UNA STRUTTURA SIGNIFICA ZERO”

PONTE MORANDI, IL PROCURATORE CAPO DI GENOVA: “IL CROLLO? NON È STATA UNA FATALITÀ MA UN ERRORE UMANO”
Crolla il ponte Morandi a GenovaCROLLA IL PONTE MORANDI A GENOVA

“Non è stata una fatalità, ma un errore umano” a provocare il crollo del ponte a Genova. Così il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi ha risposto ai giornalisti al termine di un sopralluogo nella zona del ponte. La Procura ha aperto un fascicolo per disastro colposo e omicidio plurimo. “Noi dobbiamo rispondere a una sola domanda: perché è successo? – ha detto il magistrato – Questo è il nostro compito e per farlo faremo tutto quello che è necessario”.

L’INGEGNERE BRENCICH: «PONTE MORANDI PROGETTATO MALE, NON È UN PROBLEMA DI MANUTENZIONE»
Crolla il ponte Morandi a GenovaCROLLA IL PONTE MORANDI A GENOVA
Genova (askanews) - Il ponte Morandi di Genova, opera dell'ingegnere Riccardo Morandi; inaugurato nel 67, crollato il 14 agosto 2018. Un tipo di ponte che non ha mai convinto Antonio Brencich, professore dell'Università di Genova del corso di costruzioni in cemento armato, che in un articolo pubblicato nel 2016 aveva evidenziato i problemi strutturali dell’opera. Oggi, nel giorno del crollo, questa la sua analisi:

Crolla il ponte Morandi a GenovaCROLLA IL PONTE MORANDI A GENOVA






«Io non mi sono occupato di quello specifico ponte, io ho fatto alcune osservazioni su quella tipologia di ponte. Molti lo ritengono un capolavoro dell'ingegneria, io lo ritengo un fallimento dell'ingegneria. E' uno dei tre ponti simili progettati da Riccardo Morandi, e che hanno avuto problemi; ce ne è uno sulla baia di Maracaibo, in Venezuela, primo in ordine di tempo (è il ponte General Rafael Urdaneta), e poi quello di Genova e il ponte sullo Wadi el Kuf in Libia. La storia ha dimostrato delle carenze strutturali su Genova e Maracaibo, non solo oggi ma nel passato. Sono esempi di come non si progettano i ponti» spiega il professore.
riccardo morandiRICCARDO MORANDI

Crolla il ponte Morandi a GenovaCROLLA IL PONTE MORANDI A GENOVA












«Il ponte è stato aperto l'anno che sono nato io nel 1967. Dopo vent'anni dalla sua apertura, e vent'anni nella vita di un ponte sono un battito di ciglia, hanno fatto un intervento sulla torre est. Oggi è crollata la torre ovest. Sono tre torri. Alla torre est hanno sostituito gli stralli cioé il sistema che collegava il ponte alla torre, quei cavi inclinati. Hanno messo dei cavi esterni che si vedono bene. Il mio è un giudizio tecnico dall'esterno; quello è un intervento pesantissimo su un ponte, fatto dopo vent'anni di vita. Il collasso di oggi ragionevolmente, lo diranno le indagini, ha un'origine simile» aggiunge Brencich.
Crolla il ponte Morandi a GenovaCROLLA IL PONTE MORANDI A GENOVA

ponte morandi genovaPONTE MORANDI GENOVA














«C'era un mio vecchio professore di cemento armato che diceva che esiste un santo per le strutture, e il santo oggi ha fatto crollare la torre più lontana dalle abitazioni, per fortuna».

Quindi lei pensa a una fragilità strutturale? «Questo è evidente. Un ponte che ha 51 anni di vita non può crollare. Il maltempo di questi giorni per una struttura significa zero. Se lei mi dicesse una tempesta di neve a meno 40 gradi... ma un po' di pioggia non cambia niente. So che quel ponte ha sempre avuto manutenzione, è il caso in cui non si può dire che mancasse la manutenzione. Teniamo conto che non tutto si può prevedere; resta sempre un'aliquota di imprevedibilità. Era sotto controllo da molto tempo. Non è un caso di disattenzione e mancanza di investimenti» conclude il professore.

Fonte: qui


PONTE MORANDI, PILONE RISCHIA DI CROLLARE SULLE CASE DA UN MOMENTO ALL'ALTRO 

IL SINDACO E IL GOVERNATORE: "QUEI PALAZZI NON SI POSSONO SALVARE" 

INTERROTTE LE OPERAZIONI DI RECUPERO DEGLI OGGETTI: C'È IL RISCHIO DI DOVER ABBATTERE LE CASE DI VIA WALTER FILLAK 

ORA SI STA LAVORANDO PER TROVARE UNA SISTEMAZIONE ALTERNATIVA A 311 FAMIGLIE

Marco Lignana e Matteo Pucciarelli per Repubblica.it

Genova, le case di via Walter Fillak, sotto il ponte crollatoGENOVA, LE CASE DI VIA WALTER FILLAK, SOTTO IL PONTE CROLLATO
I vigili del fuoco e la polizia locale hanno appena avvertito i residenti di via Fillak che stavano recuperando i propri oggetti dalle abitazioni dalle quali sono stati sfollati che il pilone rimasto in piedi sopra le case si starebbe inclinando e per questo sono state interrotte anche le operazioni di ricerca e scavo nel letto del torrente Polcevera. C'è il rischio che la parte restante di ponte Morandi crolli da un momento all'altro. Sono in corso le verifiche di stabilità da parte dei vigili del fuoco.
Genova, le case di via Walter Fillak, sotto il ponte crollatoGENOVA, LE CASE DI VIA WALTER FILLAK, SOTTO IL PONTE CROLLATO






Il presidente della Regione Giovanni Toti in Prefettura ha annunciato che "c'è il rischio di dover abbattere le case di via Walter Fillak", sotto il ponte, ora "si sta lavorando per trovare una sistemazione alternativa a 311 famiglie. Verrà istituita una navetta gratuita da Brin all'aeroporto e i servizi pubblici per i tratti interrotti saranno gratuiti".
Genova, le case di via Walter Fillak, sotto il ponte crollatoGENOVA, LE CASE DI VIA WALTER FILLAK, SOTTO IL PONTE CROLLATO


"Sarà difficile, quelle case non si possono salvare perché sono sotto un ponte che potrebbe essere abbattuto". Lo ha detto il sindaco di Genova, Marco Bucci, arrivando in Prefettura. "Ho seri dubbi che le case sotto il ponte possano essere mantenute. Avremo cura degli sfollati, è la nostra priorità numero uno. Ai cittadini sarà data una casa nuova. Sono 311 le famiglie che sono state sfollate".

Genova, le case di via Walter Fillak, sotto il ponte crollatoGENOVA, LE CASE DI VIA WALTER FILLAK, SOTTO IL PONTE CROLLATO




Bucci ha poi aggiunto: "Quel ponte era estremamente importante per l'asse est-ovest. Pensiamo a ordinanze per implementare il servizio di trasporto pubblico, con più bus e più treni. Il trasporto in alcuni punti sarà gratuito".

Fonte: qui