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sabato 6 ottobre 2018

IL VERO TESORETTO DEGLI ITALIANI? È IL PATRIMONIO IMMOBILIARE. PECCATO CHE LE CASE VALGANO SEMPRE MENO


RISPETTO AL LIVELLO MEDIO DEL 2011, I PREZZI SONO DIMINUITI DEL 15,8%. PIÙ DELLA BORSA CHE HA PERSO IL 13% DAL 2010

Antonio Spampinato per “Libero Quotidiano”

CROLLO MERCATO IMMOBILIARECROLLO MERCATO IMMOBILIARE
Il mercato immobiliare ha perso lo slancio registrato un anno fa. «Sono mesi che il comparto annaspa e, se siamo fortunati, il 2018, grazie alla prima metà, si chiuderà con 600.000 transazioni, lo stesso livello registrato nel 2010, mentre l' anno prima erano 800.000».

Mario Breglia, uno dei massimi esperti italiani del settore, presidente di Scenari Immobiliari, dà la responsabilità di questa brusca frenata all' incertezza sulle strategie economiche che aleggia sul Paese dalla fine della scorsa legislatura. Il che pesa sugli investimenti, soprattutto su quelli provenienti dall' estero, capaci di influire notevolmente sul libro mastro del mattone.

CASA IN VENDITA jpegCASA IN VENDITA 
Dai quasi cinque miliardi del 2017, sottolinea Breglia, nei primi sei mesi di quest' anno se ne sono visti circa due, con un trend in rallentamento. Investimenti internazionali che si concentrano oltretutto in alcune grandi città, Milano in particolare. Nel resto del Paese, il mercato continua a guardare il futuro con il fiato sospeso.

Ieri l' Istat ha diffuso, tra gli altri, il dato relativo ai costi medi delle abitazioni, nuove e usate, al secondo trimestre del 2018 confrontato con quello di otto anni fa. Rispetto al livello medio del 2010, appena prima dell' introduzione dell' Imu, ad aprile-giugno i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 15,8%. E questo grazie al nuovo, perché se si considera solo l' usato il calo sale al 22,1%. «La serie storica citata dall' Istat inizia dal 2010. Se partiamo dall' anno precedente il ribasso supera il 25%».
PIAZZA AFFARIPIAZZA AFFARI

Ma è solo colpa della grande crisi? «La crisi, certo - dice Breglia - ma nelle sue nelle sue diverse incarnazioni. Il secondo picco minimo di compravendite del periodo considerato è figlio di Mario Monti e dell' inasprimento fiscale sul mattone. L' aumento delle tasse ha schiacciato le transazioni a quota 400.000».

IL PATRIMONIO
Il patrimonio immobiliare è il vero tesoretto degli italiani. Nel 2017 valeva 3,8 volte il Pil, vale a dire 6.227 miliardi di euro. Otto famiglie su dieci vivono nella casa di proprietà. E ci preoccupiamo dello spread a 300 punti base.

DI MAIO SPREADDI MAIO SPREAD
Certo, l' esplosione del differenziale tra i Btp e i Bund tedeschi può portarci nuovamente sull' orlo della recessione, visto il colossale debito pubblico, e non bisogna abbassare la guardia, ma non si può neanche dimenticare che le famiglie italiane (il 77,4%) hanno investito sul mattone, in crisi da dieci anni.

Piazza Affari, tutto sommato, ha recuperato ben di più delle quotazioni degli appartamenti, seppure rimanga tra le pochissime piazze europee ancora sotto i livelli pre crisi. Il confronto è sicuramente azzardato ma l' indice Ftse Mib ha perso tra l' inizio 2010 e il 29 giugno 2018 - per fare il confronto con il dato Istat diffuso ieri - il 9% circa, il 13% se si confrontano i 23.811 punti del 3 gennaio 2010 e i 20.612 punti di ieri. Male, ma non tanto quanto il comparto delle abitazioni esistenti e dei cantieri.
CROLLO DEL MERCATO IMMOBILIARECROLLO DEL MERCATO IMMOBILIARE

«Ci sono mezzo milione di case costruite e non consegnate, sia per il fallimento delle società edili, sia per la frenata del mercato. Queste abitazioni fanno in fretta, se non curate, a diventare fatiscenti. Come del resto è già la maggior parte dell' usato messo in vendita», sottolinea ancora il presidente di Scenari Immobiliari.

I RUDERI
Secondo uno studio di Confedilizia, la confederazione dei proprietari immobiliari, dall' introduzione dell' Imu i ruderi sono raddoppiati. Alleggerire il peso fiscale è senz' altro una strada da intraprendere per dare nuova freschezza al settore.
PIAZZA AFFARI BORSA MILANOPIAZZA AFFARI BORSA MILANO

«Si parla di associare la cedolare secca anche agli immobili commerciali ma se si vuole davvero rivitalizzare il mercato è necessario coinvolgere anche gli investitori professionali oltre alle famiglie. Sono loro che fanno volume», conclude Breglia.

Secondo il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, i nuovi dati dell' Istat sul mercato immobiliare «sono allarmanti». Nell' ultimo anno, i prezzi delle abitazioni esistenti sono diminuiti di un ulteriore 0,7%, con picchi negativi «un tempo impensabili» come il meno 2,2% di Roma, dove crollano persino i prezzi delle case nuove (meno 5,5%). La Tasi ha portato quest' anno nelle casse dello Stato 150 miliardi. Se si continua di questo passo, il valore del patrimonio immobiliare si ridurrà ulteriormente e alla fine da spremere resterà ben poco.

Fonte: qui

venerdì 5 ottobre 2018

OSTIA – LA POLIZIA SGOMBERA GLI SPADA DALLE CASE DEL COMUNE E LE DONNE URLANO CONTRO FEDERICA ANGELI DI “REPUBBLICA”: “PAPPONA, BASTARDA, CAROGNA''


L’INQUIETANTE INTERVISTA DEL “TG1” AL PADRE DELLA PENTITA CHE HA FATTO ARRESTARE 32 PERSONE: “SO DUE ANNI CHE NON LA SENTO E NON NE FREGA NIENTE. NON VAI A DENUNCIA' 30 PERSONE. SE QUELLO SPACCIA, QUELLO RUBA, CHE TE FREGA? LA CAPOCCIATA DI SPADA? SE VIENI NEL GIORNO CHE MI GIRA MALE TE DO DU CAZZOTTI E...”

'MA CHE TE FREGA?' – L'INQUIETANTE INTERVISTA DEL PADRE DELLA PENTITA DI OSTIA AL TG1

 

DAGO-TRASCRIZIONE

(…)

mario ianniMARIO IANNI
“È stata fatta così, all’acqua di rose. (…) Mi fija, se sarebbe venuta (sic!) da me, eh, finiva lì. Io so’ du anni che non la sento mi fija Tamara. E sinceramente, manco me ne frega niente (…) No io non lo condivido. Non vai a denuncià 30 persone. Mo’ perché quello lì magari s’arangia a fa un furto, quello s’arangia co lo spaccio, quell’altro fa… ma che te frega! Io Roberto manco so chi è, cioè, io non lo conosco Roberto, no? Ha sbagliato a dà la capocciata a quello, vabbè, ma tocca vedè pure un attimo come uno si trova. Non è che tutti i giorni uno sta bene. Ce sarà pure un giorno che te gira male. E se tu me vieni il giorno che me gira male e ti do du’ cazzotti te le devi tenè, aho”.


OSTIA, VIA GLI SPADA DALLE CASE DEL COMUNE: SGOMBERI A PIAZZA GASPARRI
Mirko Polisano per www.ilmessaggero.it

ostia insulti a federica angeli 1OSTIA INSULTI A FEDERICA ANGELI
Sono partite alle prime luci dell'alba le operazioni di sgombero delle case occupate abusivamente dagli Spada. Il blitz, in una piazza Gasparri super blindata, è stato effettuato dalla polizia locale di Roma Capitale, agli ordini del comandante Antonio Di Maggio.

I caschi bianchi, insieme al personale della polizia in azione con i reparti speciali, sono entrati in un appartamento in via Giovanni Ingrao per mandare via l'inquilino irregolare. Non un nome qualsiasi, ma Vincenzo Spada, detto «Gnocco» appartenete al clan e figlio del boss «Pelè».

LA BOMBA LANCIATA SUL BALCONE DEI GENITORI DI TAMARA IANNILA BOMBA LANCIATA SUL BALCONE DEI GENITORI DI TAMARA IANNI
Un'operazione che avviene all'indomani dell'ordigno rudimentale fatto esplodere sul balcone dei genitori della testimone di giustizia, Tamara Ianni.

L'intervento ha visto l'impiego di oltre 100 caschi bianchi romani, supportati da 4 blindati del reparto mobile, diretti dal Commissariato di Ostia. Tale spiegamento di forze, si é reso necessario per la delicatezza dello sgombero, operato nei confronti di Vincenzo Spada, all'interno di una zona dove  l'edilizia popolare appare completamente gestita dalla famiglia di appartenenza. Le operazioni, che hanno visto bloccare le strade di accesso, sono tutt'ora in corso.

ostia insulti a federica angeliOSTIA INSULTI A FEDERICA ANGELI





Il tweet della sindaca «Abbiamo liberato una casa popolare a Ostia, occupata abusivamente da un membro del clan Spada. La Polizia Locale di Roma Capitale è intervenuta questa mattina per restituire un bene pubblico alla città. Prosegue la nostra lotta per ripristinare la legalità». Scrive la sindaca di Roma Virginia Raggi in un tweet accompagnato dall'hashtag #NonAbbassiamoLoSguardo

OSTIA, FEDERICA ANGELI INSULTATA E INSEGUITA DALLA FAMIGLIA SPADA DURANTE LO SGOMBERO

federica angeliFEDERICA ANGELI
Durante lo sgombero dell'appartamento di Vincenzo Spada, uno dei nipoti del boss Carmine, la cronista di Repubblica Federica Angeli, sul posto per il giornale, viene insultata e inseguite da due donne fino a quando è costretta a lasciare il posto con la sua scorta.

Il comandante della polizia municipale le ha identificate e denunciate d'ufficio per minacce nei confronti della giornalista. Sono Desiré e Alessandra Salera, moglie e cognata di Ottavio Spada, in carcere al 41bis per mafia.

LA MAFIA DI OSTIA: “SCOVATO IL RIFUGIO PROTETTO DI MIA FIGLIA"
Estratto dell’articolo di Federica Angeli per "la Repubblica - Roma"
           
spadaSPADA


«Volevano che la rinnegassi, che dicessi che era pazza, ma io ho detto di no. Mia figlia è una donna forte e deve andare avanti per la sua strada. Ha fatto questa scelta e io la rispetto » .

Laura, la madre di Tamara Ianni è sotto shock. La bomba esplosa sul suo balcone che ha stordito il quartiere, è un segnale molto pericoloso. Piange, è sconfortata, sente che lo Stato le ha abbandonate. Eppure la figlia e il compagno Manuel Cardoni hanno affidato la loro vita allo Stato.
ottavio spada 6OTTAVIO SPADA 

(...)

È anche grazie alle loro parole circostanziate che 32 componenti della famiglia sinti sono finiti lo scorso 25 gennaio in arresto per associazione a delinquere di stampo mafioso. E ora, che il processo contro il potente clan di Ostia è entrato nel vivo, tocca a Tamara sedersi al banco dei testimoni per raccontare nell' aula bunker di Rebibbia tutto ciò che sa.

(...)

ottavio spada 5OTTAVIO SPADA






È amareggiata la mamma di Tamara, l' attentato della scorsa notte, con un ordigno rudimentale lanciato sul terrazzo ed esploso a metà ( due candelotti non si sono innescati) non se lo aspettava proprio. Eppure è arrivato, a tre giorni peraltro dal cinquantesimo anniversario dell' associazione nazionale polizia che ha scelto proprio Ostia come luogo simbolo in cui festeggiare alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del capo della polizia Franco Gabrielli.

ottavio spada 4OTTAVIO SPADA



« Non è facile vivere sotto protezione. Avevano messo anche me e mio marito in quel programma all' indomani della denuncia di Tamara. Ma io ho dovuto rinunciare. Ho una madre novantenne malata che ha bisogno di me e uno stipendio con cui vivo dignitosamente. Quando ti affidi allo Stato e cambi località, ti danno ora 50, ora 200 euro ogni tot e le assicuro che così non si può campare. Ora però ho paura a vivere in quella casa, sono sincera ».

Fonte: qui

mercoledì 15 agosto 2018

AUTOSTRADE SAPEVA QUAL ERA L’EMERGENZA: A MAGGIO AVEVA BANDITO UN MAXI-APPALTO DA 20 MILIONI PER RINFORZARE I “TIRANTI” SUPERIORI

I “TIRANTI” SUPERIORI, IL CUI CEDIMENTO RAPPRESENTA AGLI OCCHI DEGLI ESPERTI LA PROBABILE CAUSA DELLO SCEMPIO. I LAVORI DOVEVANO INIZIARE SUBITO DOPO L’ESTATE, MA EVIDENTEMENTE I CALCOLI ERANO SBAGLIATI E NON RISULTA FOSSERO INSTALLATI SENSORI PER MONITORARE IN TEMPO REALE LA TENUTA DEL VIADOTTO

PERCHÉ DEVE ESSERE SUBITO REVOCATA LA CONCESSIONE ALLA FAMIGLIA BENETTON

AUTOSTRADE È, DI FATTO, L’UNICO CONTROLLORE DI SE STESSO, ESEGUE CON PERSONALE PROPRIO ISPEZIONI E (AUTO)CERTIFICAZIONI, O LE AFFIDA A CONSULENTI PAGATI DA LORO

Matteo Indice, Roberto Sculli per La Stampa.it

autostrade benettonAUTOSTRADE BENETTON
Gli accertamenti scattati subito dopo il disastro di Genova ci dicono tre cose.

Primo: Autostrade sapeva qual era l’emergenza, ma i tempi sono andati fuori controllo. Al punto che a maggio aveva bandito un maxi-appalto da 20 milioni con procedura ristretta, cioè a chiamata per accelerare, con l’obiettivo di rinforzare i “tiranti” superiori, il cui cedimento rappresenta agli occhi degli esperti la probabile causa dello scempio. I lavori, molto delicati, complessi e invasivi , dovevano iniziare subito dopo l’estate, ma evidentemente i calcoli erano sbagliati e non risulta fossero installati sensori per monitorare in tempo reale la tenuta del viadotto. 

Secondo: sempre Autostrade è, di fatto, l’unico controllore di se stesso, esegue con personale proprio ispezioni e (auto)certificazioni, oppure le affida a consulenti pagati dalla medesima società. Nessun ente pubblico compie screening autonomi, perversione d’una norma le cui conseguenze possono essere catastrofiche.

autostrade benettonAUTOSTRADE BENETTON
Terzo: già a fine Anni 90 l’Ordine degli ingegneri di Genova, lo conferma a La Stampa Donatella Mascia che ne fu presidente dal 1993 al 1999, propose nero su bianco di affiancare alla struttura in calcestruzzo una in acciaio, per alleggerire Morandi ritenuto incontrollabile dato l’incremento del traffico. «I politici - spiega Mascia - preferirono continuare a discutere di fantascientifici tunnel sottomarini, mai realizzati, e il ponte rimase così com’era fino al crollo». 

Il tempo scaduto
Autostrade per l’Italia aveva capito che il problema stava sopra, e non sotto. L’incubo era rappresentato da quelli che volgarmente chiamiamo tiranti, ma che sul piano tecnico si definiscono «stralli», anima in metallo e rivestimento in calcestruzzo, i bracci che scendono dalla sommità dei piloni verso la strada a disegnare una serie di V rovesciate, e dovrebbero tenere sospeso il piano su cui corrono i mezzi. Una parte, quella verso il levante, era stata rinforzata alla fine degli Anni 90, ma il segmento che (forse) ha ceduto no. E il problema era così serio che il 3 maggio scorso l’azienda, colosso delle infrastrutture italiane con interessi all’estero, aveva pubblicato un avviso di gara per 20.159.344 euro. 

gilberto benettonGILBERTO BENETTON
Definizione tecnica: «Interventi di retrofitting strutturale del Viadotto Polcevera al km 0 + 551». Traduzione, esaminando il dettaglio dei progetti: messa urgente in sicurezza dei tiranti sulla parte poi crollata. Le offerte erano state presentate l’11 giugno e finita l’estate - per non intralciare il viavai turistico che segna la Liguria fino ai primi di settembre - sarebbe partito un intervento lungo 784 giorni, che avrebbe comportato blocchi a singhiozzo delle varie carreggiate.Spiega Enrico Sterpi, attuale segretario dell’Ordine degli ingegneri liguri: «Questo bando significa due cose: Autostrade aveva focalizzato la criticità ed era disposta a prendersi una bella responsabilità, con una gara ristretta per un importo tanto elevato. È chiaro insomma che a un certo punto ci fosse necessità di accelerare la procedura». Autostrade sul punto si limita a confermare l’approvazione della commessa e l’imminente via ai lavori.
Vigili del fuoco al lavoro sulle macerie del ponte Morandi crollato a GenovaVIGILI DEL FUOCO AL LAVORO SULLE MACERIE DEL PONTE MORANDI CROLLATO A GENOVA


L’ (auto)vigilanza
Crolla il ponte Morandi a GenovaCROLLA IL PONTE MORANDI A GENOVA















Che obblighi di vigilanza aveva Autostrade per l’Italia? Chi esegue le verifiche? Quanto può metterci il naso lo Stato? Poiché il viadotto è stato realizzato nel 1967, il gestore non deve fornire un piano di manutenzione (il diktat vige per chi ha incarico le strutture nate dal ‘99 in poi). Non solo. Autostrade esegue per legge due tipi d’ispezione, certificate una volta compiute: trimestrale con personale proprio (controlli sostanzialmente visivi) e biennale con strumenti più approfonditi. In quest’ultimo frangente, al massimo, la ricognizione viene affidata a ingegneri esterni, ma alla fine sempre pagati da Autostrade. Né gli enti locali, né il ministero delle Infrastrutture intervengono con loro specialisti. E di fatto non esistono certificazioni di sicurezza recenti che non siano state redatti da tecnici retribuiti da Autostrade per l’Italia. Fonte: qui
Crolla il ponte Morandi a GenovaCROLLA IL PONTE MORANDI A GENOVA

39 MORTI PER IL CROLLO DEL PONTE DI GENOVA SUL POLCEVERA

IL PROCURATORE CAPO DI GENOVA: “IL CROLLO NON È STATA UNA FATALITÀ MA UN ERRORE UMANO” 

L’INGEGNERE BRENCICH: “IL PONTE MORANDI E’ STATO PROGETTATO MALE, NON È UN PROBLEMA DI MANUTENZIONE. UN PONTE CHE HA 51 ANNI DI VITA NON PUÒ CROLLARE. IL MALTEMPO DI QUESTI GIORNI PER UNA STRUTTURA SIGNIFICA ZERO”

PONTE MORANDI, IL PROCURATORE CAPO DI GENOVA: “IL CROLLO? NON È STATA UNA FATALITÀ MA UN ERRORE UMANO”
Crolla il ponte Morandi a GenovaCROLLA IL PONTE MORANDI A GENOVA

“Non è stata una fatalità, ma un errore umano” a provocare il crollo del ponte a Genova. Così il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi ha risposto ai giornalisti al termine di un sopralluogo nella zona del ponte. La Procura ha aperto un fascicolo per disastro colposo e omicidio plurimo. “Noi dobbiamo rispondere a una sola domanda: perché è successo? – ha detto il magistrato – Questo è il nostro compito e per farlo faremo tutto quello che è necessario”.

L’INGEGNERE BRENCICH: «PONTE MORANDI PROGETTATO MALE, NON È UN PROBLEMA DI MANUTENZIONE»
Crolla il ponte Morandi a GenovaCROLLA IL PONTE MORANDI A GENOVA
Genova (askanews) - Il ponte Morandi di Genova, opera dell'ingegnere Riccardo Morandi; inaugurato nel 67, crollato il 14 agosto 2018. Un tipo di ponte che non ha mai convinto Antonio Brencich, professore dell'Università di Genova del corso di costruzioni in cemento armato, che in un articolo pubblicato nel 2016 aveva evidenziato i problemi strutturali dell’opera. Oggi, nel giorno del crollo, questa la sua analisi:

Crolla il ponte Morandi a GenovaCROLLA IL PONTE MORANDI A GENOVA






«Io non mi sono occupato di quello specifico ponte, io ho fatto alcune osservazioni su quella tipologia di ponte. Molti lo ritengono un capolavoro dell'ingegneria, io lo ritengo un fallimento dell'ingegneria. E' uno dei tre ponti simili progettati da Riccardo Morandi, e che hanno avuto problemi; ce ne è uno sulla baia di Maracaibo, in Venezuela, primo in ordine di tempo (è il ponte General Rafael Urdaneta), e poi quello di Genova e il ponte sullo Wadi el Kuf in Libia. La storia ha dimostrato delle carenze strutturali su Genova e Maracaibo, non solo oggi ma nel passato. Sono esempi di come non si progettano i ponti» spiega il professore.
riccardo morandiRICCARDO MORANDI

Crolla il ponte Morandi a GenovaCROLLA IL PONTE MORANDI A GENOVA












«Il ponte è stato aperto l'anno che sono nato io nel 1967. Dopo vent'anni dalla sua apertura, e vent'anni nella vita di un ponte sono un battito di ciglia, hanno fatto un intervento sulla torre est. Oggi è crollata la torre ovest. Sono tre torri. Alla torre est hanno sostituito gli stralli cioé il sistema che collegava il ponte alla torre, quei cavi inclinati. Hanno messo dei cavi esterni che si vedono bene. Il mio è un giudizio tecnico dall'esterno; quello è un intervento pesantissimo su un ponte, fatto dopo vent'anni di vita. Il collasso di oggi ragionevolmente, lo diranno le indagini, ha un'origine simile» aggiunge Brencich.
Crolla il ponte Morandi a GenovaCROLLA IL PONTE MORANDI A GENOVA

ponte morandi genovaPONTE MORANDI GENOVA














«C'era un mio vecchio professore di cemento armato che diceva che esiste un santo per le strutture, e il santo oggi ha fatto crollare la torre più lontana dalle abitazioni, per fortuna».

Quindi lei pensa a una fragilità strutturale? «Questo è evidente. Un ponte che ha 51 anni di vita non può crollare. Il maltempo di questi giorni per una struttura significa zero. Se lei mi dicesse una tempesta di neve a meno 40 gradi... ma un po' di pioggia non cambia niente. So che quel ponte ha sempre avuto manutenzione, è il caso in cui non si può dire che mancasse la manutenzione. Teniamo conto che non tutto si può prevedere; resta sempre un'aliquota di imprevedibilità. Era sotto controllo da molto tempo. Non è un caso di disattenzione e mancanza di investimenti» conclude il professore.

Fonte: qui


PONTE MORANDI, PILONE RISCHIA DI CROLLARE SULLE CASE DA UN MOMENTO ALL'ALTRO 

IL SINDACO E IL GOVERNATORE: "QUEI PALAZZI NON SI POSSONO SALVARE" 

INTERROTTE LE OPERAZIONI DI RECUPERO DEGLI OGGETTI: C'È IL RISCHIO DI DOVER ABBATTERE LE CASE DI VIA WALTER FILLAK 

ORA SI STA LAVORANDO PER TROVARE UNA SISTEMAZIONE ALTERNATIVA A 311 FAMIGLIE

Marco Lignana e Matteo Pucciarelli per Repubblica.it

Genova, le case di via Walter Fillak, sotto il ponte crollatoGENOVA, LE CASE DI VIA WALTER FILLAK, SOTTO IL PONTE CROLLATO
I vigili del fuoco e la polizia locale hanno appena avvertito i residenti di via Fillak che stavano recuperando i propri oggetti dalle abitazioni dalle quali sono stati sfollati che il pilone rimasto in piedi sopra le case si starebbe inclinando e per questo sono state interrotte anche le operazioni di ricerca e scavo nel letto del torrente Polcevera. C'è il rischio che la parte restante di ponte Morandi crolli da un momento all'altro. Sono in corso le verifiche di stabilità da parte dei vigili del fuoco.
Genova, le case di via Walter Fillak, sotto il ponte crollatoGENOVA, LE CASE DI VIA WALTER FILLAK, SOTTO IL PONTE CROLLATO






Il presidente della Regione Giovanni Toti in Prefettura ha annunciato che "c'è il rischio di dover abbattere le case di via Walter Fillak", sotto il ponte, ora "si sta lavorando per trovare una sistemazione alternativa a 311 famiglie. Verrà istituita una navetta gratuita da Brin all'aeroporto e i servizi pubblici per i tratti interrotti saranno gratuiti".
Genova, le case di via Walter Fillak, sotto il ponte crollatoGENOVA, LE CASE DI VIA WALTER FILLAK, SOTTO IL PONTE CROLLATO


"Sarà difficile, quelle case non si possono salvare perché sono sotto un ponte che potrebbe essere abbattuto". Lo ha detto il sindaco di Genova, Marco Bucci, arrivando in Prefettura. "Ho seri dubbi che le case sotto il ponte possano essere mantenute. Avremo cura degli sfollati, è la nostra priorità numero uno. Ai cittadini sarà data una casa nuova. Sono 311 le famiglie che sono state sfollate".

Genova, le case di via Walter Fillak, sotto il ponte crollatoGENOVA, LE CASE DI VIA WALTER FILLAK, SOTTO IL PONTE CROLLATO




Bucci ha poi aggiunto: "Quel ponte era estremamente importante per l'asse est-ovest. Pensiamo a ordinanze per implementare il servizio di trasporto pubblico, con più bus e più treni. Il trasporto in alcuni punti sarà gratuito".

Fonte: qui

martedì 12 dicembre 2017

BOLLE FINANZIARIE: DALLE QUOTAZIONI DEI COLOSSI DI SILICON VALLEY AL VALORE IMMOBILIARE DI HONG KONG, BERLINO O DELLA SVEZIA (DOVE I PREZZI SONO ESPLOSI DEL 50%), FINO ALLA FEBBRE DEL MERCATO DELL'ARTE E DELLE CRIPTOMONETE, C’E’ UN’EUFORIA SENZA FRENI

MA GLI ECONOMISTI DELL’OCSE SMONTANO GLI ENTUSIASMI - ECCO PERCHE'


stanford university e la silicon valleySTANFORD UNIVERSITY E LA SILICON VALLEY
Se volete sapere a che punto siamo, prendete una selezione delle notizie più lette nel mondo la settimana scorsa. Le imprese di Silicon Valley affittano modelle e modelli per animare la conversazione con i loro dipendenti ai party aziendali (costo orario, fino a duecento dollari a testa). Il principe Mohammed bin Salman ha speso 450 milioni di dollari per comprare il «Salvator Mundi» di Leonardo da Vinci.

Hong Kong ha già le quotazioni immobiliari fra le più alte al mondo ma quest' anno i prezzi al metro quadro sono saliti dell' 11% e l'anno prossimo si prevede un altro balzo del 10%. Intanto alcune piattaforme che scambiano bitcoin iniziano a sperimentare «problemi tecnici» per l'ondata di acquisti che ha fatto esplodere il valore della criptovaluta del 40% in 40 ore, come ha ricordato il Wall Street Journal.

DONALD TRUMP PERSONA DELL ANNODONALD TRUMP PERSONA DELL ANNO
Non sembrano titoli da un' economia internazionale in crisi. Non sembrano gli stessi tempi nei quali i ceti medi impoveriti votano Donald Trump negli Stati Uniti e l' uscita dall' Unione europea in Gran Bretagna. Non sembra lo stesso mondo avanzato nel quale i redditi delle nuove generazioni - a differenza dalle precedenti - hanno smesso di crescere molto presto. Né sembrano questi gli stessi sistemi nei quali la produttività viaggia a passo di lumaca, come negli Stati Uniti dove segna «zero virgola» dal 2011.

Quello delle notizie più lette della scorsa settimana è un altro mondo. Dalle quotazioni dei colossi di Silicon Valley che portano Facebook a valere più o meno come l' intera Borsa italiana, all' immobiliare di Hong Kong, Berlino o della Svezia (dove i prezzi sono esplosi del 50% in termini reali dal 2010), alla febbre del mercato dell' arte, fino ai 500 miliardi di dollari di valore delle criptomonete, in questo secondo mondo l' aria è diversa.
WALL STREET 1WALL STREET 


Un' inconfondibile euforia di tutto ciò in cui si possa investire un patrimonio accompagna il 2017 verso l' uscita di scena. E una quiete apparente regna ovunque sui mercati: la volatilità è in costante calo da anni nei mercati valutari delle sette economie avanzate, come nelle Borse degli Stati Uniti, dell' area euro e del Giappone, come nel mercato del reddito fisso sia in America che (soprattutto) in Europa .

I mercati sembrano un'autostrada così dritta e tranquilla, così sgombra e in discesa, che qualche conducente rischia di farsi trovare a velocità decisamente eccessiva per poter controllare la prossima curva. A Wall Street e nel mercato obbligazionario europeo le quotazioni restano storicamente molto alte.

WALL STREET 2WALL STREET 
In base all' indice del rapporto fra prezzi azionari e utili d' impresa messo a punto dal premio Nobel Robert Shiller, l'S&P 500 di New York viaggia su medie superiori a quelle di qualunque momento della sua storia tranne la bolla delle dotcom del Duemila. Il titolo di Stato decennale dell' Italia oggi rende lo 0,70% in meno dell' equivalente degli Stati Uniti. In altri termini, oggi il bond di uno degli Stati più indebitati e a bassa crescita del mondo, che cinque anni fa non riusciva quasi ad affacciarsi sul mercato, ora offre un premio di rischio più basso di quello della prima economia globale che ha la nota di credito più robusta.

Nel frattempo il debito sale ovunque più in fretta del reddito, nei Paesi avanzati come in quelli emergenti. E lo fa in un modo che sembra creare un cuscinetto di pura rendita finanziaria, accanto a uno zoccolo più piccolo di capitale effettivamente produttivo, capace cioè di creare posti di lavoro per tutti. Il grafico a destra fra i tre a pagina 5 (vedi) mostra le stime dell' Ocse di quella che l' organizzazione di Parigi definisce «la disconnessione fra debito e investimento».

bitcoin4BITCOIN
È da due decenni che l'indebitamento delle imprese cresce più in fretta della capacità produttiva installata. La crisi finanziaria del 2008-2012 non ha invertito questa tendenza, al contrario. E la differenza in quella forbice è la pura rendita finanziaria: denaro preso in prestito dalle imprese per riacquistare le proprie stesse azioni e sostenerne il valore, o per investire in titoli finanziari, oppure per remunerare i manager.

In una conversazione con L'Economia del «Corriere», la capo-economista dell' Ocse Catherine Mann si mostra preoccupata: «Ci sono oggi varie vulnerabilità nel settore finanziario - dice -. Le quotazioni azionarie soprattutto negli Stati Uniti sembrano scontare una crescita futura a tassi d' interesse molto bassi. Eppure, con la politica monetaria della Federal Reserve che torna verso livelli più normali - aggiunge Mann - uno si chiede se quelle quotazioni saranno sostenute dagli utili d' impresa. Noi pensiamo che probabilmente non sarà così», conclude.

Quanto all' Europa, le valutazioni esagerate sono visibili soprattutto nel reddito fisso. «Ci sono distorsioni dei prezzi - nota la capo-economista dell' Ocse -. La caccia al rendimento ha portato a degli spread che sono più stretti di quanto sia realistico, viste le vulnerabilità potenziali future».

world inequality 591 431WORLD INEQUALITY 
Inutile però chiedere a Catherine Mann se il mondo sia di nuovo di fronte a una grande bolla come nel 2007. «Questa è una parola che provoca una risposta immediata - frena l' economista -. Meglio guardare alcuni indicatori di allerta precoce: la quantità di credito e lo stock di capitale produttivo in proporzione al reddito lordo delle grandi economie o i prezzi delle case rispetto al reddito disponibile delle famiglie». La capo-economista dell' Ocse aggiunge: «Quegli indicatori nel 2007 erano altrettante spie rosse accese.
Oggi danno senz' altro valori elevati, ma non sono spie rosse accese. Noi diciamo solo che è meglio prestare molta attenzione».

Naturalmente alla base di tanta euforia c' è la liquidità con la quale le grandi banche centrali - Federal Reserve, Banca centrale europea, Bank of England, People' s Bank of China, Banca del Giappone e Banca nazionale svizzera - hanno dovuto rispondere agli infarti finanziari degli anni scorsi. Dal 2008 i loro bilanci in aggregato sono esplosi da 5.600 a 20 mila miliardi di dollari. Questa alta marea di denaro, a contatto con i mercati, si è moltiplicata esponenzialmente: come nota Alessandro Fugnoli di Kairos, la capitalizzazione delle Borse globali è passata da 34 mila miliardi nel 2008 a 80 mila miliardi oggi.

i paesi sviluppati con maggiori disparita?? di redditoI PAESI SVILUPPATI CON MAGGIORI DISPARITA' DI REDDITO
La domanda inevitabile riguarda gli sviluppi del 2018, se l' inflazione inizia a emergere non solo nei prezzi finanziari e immobiliari e se le banche centrali reagiranno ad essa prima e con più forza di quanto ora i mercati pensino. La Fed, da sola, dovrebbe ritirare 800 miliardi netti di liquidità entro il 2019. La sfida oggi dunque non è cavalcare la galoppata del bitcoin o dei junk bonds, ma saperne governare i balzi e gli scarti senza rompersi l' osso del collo.

Fonte: qui