9 dicembre forconi: insulti
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venerdì 5 ottobre 2018

OSTIA – LA POLIZIA SGOMBERA GLI SPADA DALLE CASE DEL COMUNE E LE DONNE URLANO CONTRO FEDERICA ANGELI DI “REPUBBLICA”: “PAPPONA, BASTARDA, CAROGNA''


L’INQUIETANTE INTERVISTA DEL “TG1” AL PADRE DELLA PENTITA CHE HA FATTO ARRESTARE 32 PERSONE: “SO DUE ANNI CHE NON LA SENTO E NON NE FREGA NIENTE. NON VAI A DENUNCIA' 30 PERSONE. SE QUELLO SPACCIA, QUELLO RUBA, CHE TE FREGA? LA CAPOCCIATA DI SPADA? SE VIENI NEL GIORNO CHE MI GIRA MALE TE DO DU CAZZOTTI E...”

'MA CHE TE FREGA?' – L'INQUIETANTE INTERVISTA DEL PADRE DELLA PENTITA DI OSTIA AL TG1

 

DAGO-TRASCRIZIONE

(…)

mario ianniMARIO IANNI
“È stata fatta così, all’acqua di rose. (…) Mi fija, se sarebbe venuta (sic!) da me, eh, finiva lì. Io so’ du anni che non la sento mi fija Tamara. E sinceramente, manco me ne frega niente (…) No io non lo condivido. Non vai a denuncià 30 persone. Mo’ perché quello lì magari s’arangia a fa un furto, quello s’arangia co lo spaccio, quell’altro fa… ma che te frega! Io Roberto manco so chi è, cioè, io non lo conosco Roberto, no? Ha sbagliato a dà la capocciata a quello, vabbè, ma tocca vedè pure un attimo come uno si trova. Non è che tutti i giorni uno sta bene. Ce sarà pure un giorno che te gira male. E se tu me vieni il giorno che me gira male e ti do du’ cazzotti te le devi tenè, aho”.


OSTIA, VIA GLI SPADA DALLE CASE DEL COMUNE: SGOMBERI A PIAZZA GASPARRI
Mirko Polisano per www.ilmessaggero.it

ostia insulti a federica angeli 1OSTIA INSULTI A FEDERICA ANGELI
Sono partite alle prime luci dell'alba le operazioni di sgombero delle case occupate abusivamente dagli Spada. Il blitz, in una piazza Gasparri super blindata, è stato effettuato dalla polizia locale di Roma Capitale, agli ordini del comandante Antonio Di Maggio.

I caschi bianchi, insieme al personale della polizia in azione con i reparti speciali, sono entrati in un appartamento in via Giovanni Ingrao per mandare via l'inquilino irregolare. Non un nome qualsiasi, ma Vincenzo Spada, detto «Gnocco» appartenete al clan e figlio del boss «Pelè».

LA BOMBA LANCIATA SUL BALCONE DEI GENITORI DI TAMARA IANNILA BOMBA LANCIATA SUL BALCONE DEI GENITORI DI TAMARA IANNI
Un'operazione che avviene all'indomani dell'ordigno rudimentale fatto esplodere sul balcone dei genitori della testimone di giustizia, Tamara Ianni.

L'intervento ha visto l'impiego di oltre 100 caschi bianchi romani, supportati da 4 blindati del reparto mobile, diretti dal Commissariato di Ostia. Tale spiegamento di forze, si é reso necessario per la delicatezza dello sgombero, operato nei confronti di Vincenzo Spada, all'interno di una zona dove  l'edilizia popolare appare completamente gestita dalla famiglia di appartenenza. Le operazioni, che hanno visto bloccare le strade di accesso, sono tutt'ora in corso.

ostia insulti a federica angeliOSTIA INSULTI A FEDERICA ANGELI





Il tweet della sindaca «Abbiamo liberato una casa popolare a Ostia, occupata abusivamente da un membro del clan Spada. La Polizia Locale di Roma Capitale è intervenuta questa mattina per restituire un bene pubblico alla città. Prosegue la nostra lotta per ripristinare la legalità». Scrive la sindaca di Roma Virginia Raggi in un tweet accompagnato dall'hashtag #NonAbbassiamoLoSguardo

OSTIA, FEDERICA ANGELI INSULTATA E INSEGUITA DALLA FAMIGLIA SPADA DURANTE LO SGOMBERO

federica angeliFEDERICA ANGELI
Durante lo sgombero dell'appartamento di Vincenzo Spada, uno dei nipoti del boss Carmine, la cronista di Repubblica Federica Angeli, sul posto per il giornale, viene insultata e inseguite da due donne fino a quando è costretta a lasciare il posto con la sua scorta.

Il comandante della polizia municipale le ha identificate e denunciate d'ufficio per minacce nei confronti della giornalista. Sono Desiré e Alessandra Salera, moglie e cognata di Ottavio Spada, in carcere al 41bis per mafia.

LA MAFIA DI OSTIA: “SCOVATO IL RIFUGIO PROTETTO DI MIA FIGLIA"
Estratto dell’articolo di Federica Angeli per "la Repubblica - Roma"
           
spadaSPADA


«Volevano che la rinnegassi, che dicessi che era pazza, ma io ho detto di no. Mia figlia è una donna forte e deve andare avanti per la sua strada. Ha fatto questa scelta e io la rispetto » .

Laura, la madre di Tamara Ianni è sotto shock. La bomba esplosa sul suo balcone che ha stordito il quartiere, è un segnale molto pericoloso. Piange, è sconfortata, sente che lo Stato le ha abbandonate. Eppure la figlia e il compagno Manuel Cardoni hanno affidato la loro vita allo Stato.
ottavio spada 6OTTAVIO SPADA 

(...)

È anche grazie alle loro parole circostanziate che 32 componenti della famiglia sinti sono finiti lo scorso 25 gennaio in arresto per associazione a delinquere di stampo mafioso. E ora, che il processo contro il potente clan di Ostia è entrato nel vivo, tocca a Tamara sedersi al banco dei testimoni per raccontare nell' aula bunker di Rebibbia tutto ciò che sa.

(...)

ottavio spada 5OTTAVIO SPADA






È amareggiata la mamma di Tamara, l' attentato della scorsa notte, con un ordigno rudimentale lanciato sul terrazzo ed esploso a metà ( due candelotti non si sono innescati) non se lo aspettava proprio. Eppure è arrivato, a tre giorni peraltro dal cinquantesimo anniversario dell' associazione nazionale polizia che ha scelto proprio Ostia come luogo simbolo in cui festeggiare alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del capo della polizia Franco Gabrielli.

ottavio spada 4OTTAVIO SPADA



« Non è facile vivere sotto protezione. Avevano messo anche me e mio marito in quel programma all' indomani della denuncia di Tamara. Ma io ho dovuto rinunciare. Ho una madre novantenne malata che ha bisogno di me e uno stipendio con cui vivo dignitosamente. Quando ti affidi allo Stato e cambi località, ti danno ora 50, ora 200 euro ogni tot e le assicuro che così non si può campare. Ora però ho paura a vivere in quella casa, sono sincera ».

Fonte: qui

venerdì 1 giugno 2018

STAVOLTA E’ IL TURNO DI "SUPERCIUK" JEAN CLAUDE JUNCKER: “L’ITALIA NON INCOLPI LA UE, LAVORATE DI PIÙ E MENO CORRUZIONE”

DOPO LE POLEMICHE, LA VERSIONE INTEGRALE DEL VIDEO CON L’INTERVENTO È SPARITA DAL SITO UFFICIALE DELLA COMMISSIONE 

LA GIOSTRA DI OFFESE RICEVUTA: DA “SCROCCONI” ALLE PAROLE DI OETTINGER E MARKUS FERBER

Marco Bresolin per “la Stampa”

Martin Selmayr JunckerMARTIN SELMAYR JUNCKER
Un messaggio per il nuovo governo? Questa volta arriva direttamente dalla bocca di Jean-Claude Juncker: «Gli italiani devono occuparsi di più delle regione povere dell’Italia. Più lavoro, meno corruzione e più serietà. Basta addossare le responsabilità all’Ue». Parole destinate a incendiare nuovamente il clima, ora che in cabina di regia sta per insediarsi un esecutivo a trazione sovranista.

JUNCKERJUNCKER




E di questo rischio se ne devono essere accorti – tardivamente – anche in Commissione: verso le 21 di ieri sera, la versione integrale del video con l’intervento del presidente è sparita dal sito ufficiale. Proprio mentre il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, chiedeva un’immediata smentita per le «inaccettabili parole» pronunciate pubblicamente dal lussemburghese. Il video con le dichiarazioni è ancora rintracciabile su YouTube. Juncker ha parlato ieri di Italia durante la conferenza «Nuovo Patto per l’Europa».
JUNCKER TAJANIJUNCKER TAJANI




Non lo ha fatto nel suo intervento, ma rispondendo a una domanda. E inizialmente ha cercato di tenersi alla larga dalla questione. «Questa settimana preferisco rimanere cauto, prudente e silenzioso. Dico solo che ho fiducia nella genialità degli italiani». Lo scivolone di Gunther Oettinger nei giorni scorsi aveva sollevato un polverone di polemiche, tanto che lo stesso Juncker era dovuto correre ai ripari per tamponare la gaffe del commissario tedesco con una nota.

E meno male che ieri aveva detto di voler stare in silenzio. Perché quando gli è stata posta una domanda sulla situazione della disoccupazione giovanile nel Mezzogiorno, il numero uno della Commissione non ha risparmiato frecciate: «Gli italiani devono occuparsi delle regioni più povere dell’Italia, il che significa più lavoro, meno corruzione e serietà». Juncker ha utilizzato l’espressione «more work» e non «more jobs», dunque non si riferiva alle politiche occupazionali ma proprio alla necessità di «lavorare di più». «Noi li aiuteremo, come abbiamo sempre fatto – ha aggiunto il capo della Commissione –, ma basta con questo giochino di addossare le responsabilità sull’Ue. Un Paese è un Paese, una nazione è una nazione. Prima vengono le nazioni, poi l’Europa».
JUNCKER TAJANIJUNCKER TAJANI

E' il solito rimpallo di responsabilità tra Bruxelles e le capitali. Juncker ha anche rivendicato l’intervento della sua Commissione sui vincoli economici europei, oggetto delle critiche italiane. Ha detto che l’approccio alla flessibilità ha «indebolito» le regole «stupide» dell’approccio pro-austerità, anche se «siamo stati fortemente criticati, dalla Germania, dall’Olanda, dall’Austria».

MERKEL JUNCKER1MERKEL JUNCKER1
«All’Italia, nel 2016 e nel 2017, abbiamo concesso flessibilità che le ha permesso di spendere 18 miliardi di euro. E abbiamo evitato di sanzionarla» per le violazioni «del Patto di Stabilità. Una cosa senza precedenti». Secondo Juncker questo ha portato a risultati perché, diversamente, «avremmo ucciso la debole ripresa». In serata è iniziata la pioggia di reazioni alle frasi di Juncker sul Mezzogiorno. Non solo dal Movimento Cinque Stelle o da Giorgia Meloni («Bevi di meno», il poco sobrio invito della leader di Fratelli d’Italia). Matteo Salvini ha replicato definendo le parole del presidente come «vergognose e razziste». «Ci faremo rispettare», ha avvertito il ministro dell’Interno in pectore. Contro Juncker si è schierato anche il ministro uscente, Carlo Calenda, che ha bollato come «indegne» quelle parole: «Se confermate – ha detto – meriterebbero dimissioni istantanee».
GUNTHER OETTINGERGUNTHER OETTINGER

2 - I TEDESCHI HANNO ROTTO IL WURSTEL - DOPO LA SPARATA DEL COMMISSARIO OETTINGER (“I MERCATI INSEGNERANNO ALL’ITALIA A VOTARE BENE”), CI PENSA IL DEPUTATO DELLA CSU, MARKUS FERBER, A SOFFIARE SUL FUOCO: “LA TROIKA DOVREBBE INVADERE ROMA E PRENDERE IN MANO IL MINISTERO DELLE FINANZE” - LA SAI L’ULTIMA? A ESPRIMERE PREOCCUPAZIONE PER LE VICENDE ITALIANE CI HA PENSATO ANCHE…LA GRECIA! QUI

Fonte: qui

SI TAGLI LA MANGIATOIA CHIAMATA UE ...

SERVONO SOLDI, SI TAGLINO I 12 MILIARDI CHE DIAMO E CHE LA UE CI RITORNA INDIETRO CON I SUOI VINCOLI.

SPENDIAMOLI PER CIO' CHE CI SERVE, SENZA PASSARE DALLA UE.

Quanto dà e quanto riceve l'Italia dall'Unione europea

Grazie al sito della Commissione Europea dedicato al bilancio possiamo facilmente consultare tutti i dati degli ultimi anni, che specificano quanto sia stato il contributo nazionale e quanto abbia dato l’Unione per i diversi programmi di spesa (il file .xls che si scarica cliccando su “Download data 2000-2014”). Riassumiamo le cifre per l’Italia nel grafico successivo.


Come si vede il picco massimo raggiunto, nel 2013, è di 15,748 miliardi di contributo, con una media negli ultimi 10 anni di circa 14 miliardi di euro all’anno. 

Quanto ai 12 miliardi di euro che verrebbero restituiti, si tratta di un dato corretto se riferito al 2015 (12,338). L’anno prima invece la cifra si era fermata a 10,695 miliardi, e nel 2013 era stata di nuovo poco superiore ai 12 miliardi di euro.

Nel 2015 la differenza è stata inferiore a 1,9 miliardi di euro, nel 2014 era di 3,7 miliardi scarsi, nel 2013 di 3,2 miliardi, nel 2012 di 4 miliardi e nel 2011 c’era stato il record di 4,75 miliardi. Si può dire che, nell’ultimo quinquennio, il trend sia stato di una progressiva riduzione del divario tra contributi dati e ricevuti.

I conti sono leggermente diversi se si guarda alla Relazione annuale della Corte dei Conti sui rapporti finanziari con l’Unione europea e l’utilizzazione dei fondi comunitari. La Corte utilizza infatti i dati della Ragioneria generale dello Stato che, come si legge nella Relazione, “non tengono conto di alcune differenze di contabilizzazione rispetto alla Commissione, sul lato dei versamenti, né delle somme che non transitano per la tesoreria, sul lato degli accrediti”. Il picco del 2013 arriva a 17,16 miliardi di euro, e la media degli ultimi 5 anni è superiore ai 15 miliardi di euro all’anno. Resta corretto il dato sui 12 miliardi, se riferito al 2015.

Il “saldo netto” per il periodo 2009-2015 tra versamenti fatti alla Ue e accrediti ricevuti è per la Corte di 37,747 miliardi, per una media di 5,4 miliardi all’anno di differenza tra quanto l’Italia ha dato e quanto ha ricevuto da Bruxelles (si arriva in realtà a 5,5 miliardi per via di una recente decisione che ha ricalibrato gli apporti dei singoli Stati).

Ma, come avverte la stessa Corte, “la dinamica degli accrediti dipende anche dalla capacità progettuale e gestionale degli operatori nazionali, e dall'andamento del ciclo di programmazione, e quindi il saldo netto negativo non è di per sé espressione di un ‘trattamento’ deteriore per l'Italia rispetto a quello di Paesi che si suppongono più avvantaggiati”. In altre parole, i soldi che arrivano dall’Europa bisogna saperli spenderee l’Italia non brilla particolarmente in questa abilità.
BELLA IDIOZIA, I SOLDI SIAMO CAPACI DI SPENDERLI SENZA ALCUN SUGGERIMENTO DELLA UE!!!
SAREBBE SUFFICIENTI TENERSELI E SPENDERLI SULLE EFFETTIVE NECESSITA' ED URGENZE E NON SULLA PROGETTUALITA' FATTA DA BRUXELLES CHE LASCIA IL TEMPO CHE TROVA!!!
A conferma di ciò, la Corte valuta che l’aumento delle risorse che l’Italia riceva da Bruxelles (+15,7% nel 2015 rispetto all’anno precedente) sia il “frutto di un più elevato assorbimento di risorse dai fondi europei”.

Sempre secondo la Relazione annuale della Corte dei Conti, l’Italia si colloca al quinto posto come “contributore netto” (cioè per differenza tra versato e ricevuto) in base al criterio del calcolo algebrico, dietro Germania, Regno Unito, Francia e Paesi Bassi. Se invece per calcolare il contributo netto si adotta il criterio della percentuale del Reddito Nazionale Lordo (Pil + flussi di reddito da e per Paesi terzi), l’Italia – con lo 0,34% – scivola all’ottavo posto, venendo “sorpassata” anche da Danimarca, Svezia e Belgio.

Restiamo insomma tra i Paesi ricchi dell’Unione europea che, in base alle regole comunitarie, contribuiscono maggiormente allo sviluppo comune. La differenza tra quanto diamo e riceviamo dipende però anche dalla capacità del Paese di spendere i fondi comunitari che vengono messi a disposizione. Su questo fronte pare si registri un progressivo miglioramento. 
Fonte: qui

sabato 19 maggio 2018

IL TRIBUNALE DI LECCE DÀ RAGIONE A UN PROFESSORE ACCUSATO DI OFFESE E INSULTI DA DUE ALUNNE A CUI AVEVA DATO VOTI BASSI


“TORNO A CAMMINARE A TESTA ALTA”. 

IL PRESIDE LO AVEVA SOSPESO SENZA PROVE, MA GLI ALTRI STUDENTI LO HANNO SALVATO 

“GLI INSEGNANTI NON POSSONO PIÙ SVOLGERE LE LORO FUNZIONI PER PAURA DI RITORSIONI…”

Valentina Santarpia per il “Corriere della Sera

istituto cezzi de castro maglieISTITUTO CEZZI DE CASTRO MAGLIE
Cinque anni, cinque lunghi anni in cui quella sospensione gli pesava sulle spalle come un macigno. E poi, finalmente, qualche giorno fa, la sentenza del tribunale di Lecce che riconosce «la sanzione irrogata infondata»: il professor Giuseppe Diso, oggi cinquantenne, è stato ingiustamente punito nel maggio del 2013, perché accusato di aver adottato una «condotta minacciosa, ingiuriosa e lesiva della dignità personale delle alunne Panarese Alessia (I D) e Polito Katia Cecilia (II D)».

Ma le accuse «non risultano supportate da sufficienti elementi concreti di riscontro».
«Finalmente posso tornare a camminare a testa alta», dice oggi il docente. «Ho tenuto duro perché credo ancora profondamente nella funzione educativa della scuola».
Ma andiamo con ordine.
giuseppe diso professoreGIUSEPPE DISO PROFESSORE

Diso, professore dal 2003, insegna da 7 anni materie letterarie nell' istituto tecnico Cezzi De Castro di Maglie, in provincia di Lecce. «Sono sempre stato esigente ma anche stimolante con i miei studenti: e loro lo apprezzano».

Non sempre: cinque anni fa ha a che fare con due studentesse svogliate, a cui è costretto a dare brutti voti per il rendimento scarso. «Arrivo a dare anche 2 se lo studente non è preparato, ma so concedere 10 se mi mostra capacità», dice il prof. «Anche in quell' occasione sono stato giusto: ma le ragazze, pur di provare a scoraggiare i miei voti, hanno raccontato alle famiglie e al dirigente scolastico che le avevo offese e insultate».
istituto cezzi de castro maglie 3ISTITUTO CEZZI DE CASTRO MAGLIE 

Un' accusa pesante, che l' allora preside, Mauro Polimeno, prova a verificare con gli altri studenti. Tutti negano «l' esistenza di qualsivoglia comportamento scorretto del professor Diso», si legge oggi nella sentenza. Ciò nonostante, il preside decide per la sospensione.

«Per me è stato umiliante: accettare significava farmi neutralizzare. Da quel momento qualsiasi studente avrebbe potuto minacciare di denunciarmi se non gli avessi dato il voto desiderato». Proprio come il professore di Lucca che veniva bullizzato dallo studente che gli urlava: «Mi metta sei». Diso invece non subisce: si rivolge a un avvocato e denuncia l' amministrazione scolastica.

istituto cezzi de castro maglie 2ISTITUTO CEZZI DE CASTRO MAGLIE 
Il ministero dell' Istruzione non nomina un difensore, a rappresentare la scuola è la nuova dirigente, la dottoressa Anna Maria Vernaleone, che ieri non ha voluto rispondere alle domande del Corriere.

«Durante il giudizio - spiega l' avvocato di Diso, Luigi Sindaco - si è appellata al decreto Brunetta, che prevede che il preside possa sospendere un docente. Anche per 10 giorni.
Ma non ha portato prove sufficienti per dimostrare che quanto detto dalle ragazze fosse vero o accertato».

istituto cezzi de castro maglie 1ISTITUTO CEZZI DE CASTRO MAGLIE 




A «salvare» il prof sono stati i suoi alunni: hanno testimoniato a suo favore, apprezzando la «correttezza e la professionalità». E alla fine la giudice del lavoro gli ha dato ragione. «Ma resta un filo di amarezza - dice Diso, che a insegnare ci è arrivato dopo una laurea in Lettere classiche, due scuole di specializzazione e un concorso - se le leggi hanno paralizzato l' attività educativa degli insegnanti, che per paura di ritorsioni non possono più svolgere le loro funzioni, che studenti porteremo avanti? E soprattutto, quale società stiamo preparando? L'educazione non si spende subito, ma rende nel tempo e a lungo».

Fonte: qui

A VIAREGGIO UNA MADRE AGGREDISCE L’INSEGNANTE CHE AVEVA DATO QUATTRO ALLA FIGLIA 

LA PROFESSORESSA SI ERA DETTA DISPONIBILE A INTERROGARE NUOVAMENTE LA RAGAZZA, MA LEI NON HA VOLUTO SAPERNE: “CE L’HAI CON LEI E FAI FAVORITISMI”, E GIU' BOTTE


istituto carducci viareggioISTITUTO CARDUCCI VIAREGGIO
Il quattro dato alla figlia proprio non è andato giù alla mamma di una studentessa del triennio dell’Istituto Carducci di Viareggio (Lucca) che così, come riportato dai quotidiani Il Tirreno e La Nazione, avrebbe aggredito l’insegnante di storia e filosofia, strattonandola per un braccio.

Per Mario Cristiano Regali, dirigente scolastico dell’Istituto, si sarebbe trattato in primis di un’aggressione verbale e poi, fisica, come raccontato dalla stessa docente in una telefonata successiva.

La professoressa valuta di fare denuncia
mario cristiano regaliMARIO CRISTIANO REGALI
Secondo quanto appreso, la donna, visibilmente agitata, insieme con il marito, mercoledì, fuori dall’orario di ricevimento dei docenti, si è presentata a scuola per parlare con l’insegnante che, oltre ad ascoltare i due, li ha portati dal preside che, sentito oggi, ha tenuto a sottolineare di conoscere la vicenda solo in parte.

«La signora - ha precisato - era verbalmente molto aggressiva: accusava l’insegnante di avercela con la figlia e di fare favoritismi. Il tutto mentre il marito cercava di calmarla, anzi in un paio di occasioni sono dovuto intervenire io stesso.

istituto carducci 1ISTITUTO CARDUCCI 







Dal canto suo la professoressa ha dato la massima disponibilità ad interrogare nuovamente la ragazza non essendo ancora terminato l’anno scolastico. Sono uscito dalla stanza, insieme con l’insegnante e, fino a quel punto, l’aggressione fisica non c’era stata.
professoressa aggreditaPROFESSORESSA AGGREDITA

Poi, la donna, anche mentre scendeva dalle scale ha continuato a minacciare l’insegnante che era rimasta ferma sul pianerottolo dove c’era anche altro personale. Intorno alle 14.30 ho poi ricevuto una telefonata nella quale la professoressa mi ha riferito di essere stata aggredita».
scuolaSCUOLA








La vicenda è stata poi affrontata poco dopo nel consiglio dei docenti dove però non era prevista la presenza della donna che, in un sms mandato ad una collega, ha spiegato di essersi recata al pronto soccorso in stato di choc. L’insegnante, al momento, starebbe valutando la possibilità di fare denuncia per quanto avvenuto.

Fonte: qui

lunedì 7 maggio 2018

MIGRANTI IN TRENO SENZA BIGLIETTO PESTANO UN POLIZIOTTO A LECCO

LECCO CAPOTRENO PESTATO
UN NIGERIANO AVEVA PRESO A MALE PAROLE IL CAPOTRENO CHE GLI CHIEDEVA IL BIGLIETTO, L’AGENTE È INTERVENUTO PER DIFENDERLO ED È STATO AGGREDITO DA UNA DECINA DI IMMIGRATI TRA I PASSEGGERI TERRORIZZATI 

LA FUGA DOPO LA RISSA, I DUE ARRESTI E…

Sara Bettoni e Barbara Gerosa per il Corriere della Sera

treno regionale lecco
TRENO REGIONALE LECCO
Preso a calci e pugni da un gruppo di immigrati. Picchiato e lasciato a terra in una pozza di sangue solo per aver tentato di difendere il capotreno da un giovane nigeriano che, dopo essersi rifiutato di mostrare il biglietto, aveva iniziato a infastidire gli altri viaggiatori.

immigrati in stazioneIMMIGRATI IN STAZIONE
Vittima del violento pestaggio un poliziotto quarantenne, originario di Verbania, in forza presso la squadra volante della Questura di Lecco. Le sue condizioni sono gravi, ma non è in pericolo di vita. Non ha mai perso conoscenza ed è stato in grado di descrivere con minuziosa precisione i suoi aggressori, tanto da consentire ai colleghi di arrestarli poco dopo: due al momento le persone finite in manette.
capotreno aggredito nel 2015CAPOTRENO AGGREDITO NEL 2015

La violenza nel pomeriggio di ieri sul regionale 10853 in partenza dalla stazione milanese di Porta Garibaldi poco dopo le 14.30. L' agente era diretto a Lecco, dove avrebbe dovuto prendere servizio alle 19. All' altezza di Arcore l' aggressione.

Un immigrato ha preso a male parole il capotreno che gli aveva chiesto il titolo di viaggio, poi ha iniziato a insultare e disturbare i passeggeri, dando in escandescenza. Il poliziotto, dopo essersi qualificato, ha cercato di calmare il ragazzo. Mentre l' agente cercava di riportare la calma un gruppo composto da una decina di giovani nigeriani è intervenuto in difesa del connazionale.

capotreno aggredito con un machete nel 2015CAPOTRENO AGGREDITO CON UN MACHETE NEL 2015
Sotto gli occhi terrorizzati dei passeggeri hanno immobilizzato il capotreno e picchiato con una violenza inaudita il quarantenne, tentando anche di rubargli il portafoglio. Quindi la fuga non appena il treno si è fermato a Carnate.

Alcuni testimoni li hanno visti però salire su un altro convoglio diretto in Valtellina.
capotreno aggredita da tre nigeriani al brenneroCAPOTRENO AGGREDITA DA TRE NIGERIANI AL BRENNERO




Grande la mobilitazione delle forze dell' ordine. Alla stazione di Calolziocorte, nel Lecchese, il diretto su cui viaggiavano è stato fatto fermare. Le porte chiuse, poliziotti e carabinieri sono saliti e grazie alla testimonianza della vittima e del capotreno sono riusciti a individuare alcuni componenti della banda, gli autori del pestaggio.

In manette sono finiti due nigeriani di 24 e 25 anni, regolari in Italia, arrestati per resistenza a pubblico ufficiale, tentata rapina, lesioni in concorso. 

Oggi in tribunale a Lecco l' udienza di convalida.

Fonte: qui

capotreno licenziatoCAPOTRENO LICENZIATO