9 dicembre forconi: capotreno
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lunedì 7 maggio 2018

MIGRANTI IN TRENO SENZA BIGLIETTO PESTANO UN POLIZIOTTO A LECCO

LECCO CAPOTRENO PESTATO
UN NIGERIANO AVEVA PRESO A MALE PAROLE IL CAPOTRENO CHE GLI CHIEDEVA IL BIGLIETTO, L’AGENTE È INTERVENUTO PER DIFENDERLO ED È STATO AGGREDITO DA UNA DECINA DI IMMIGRATI TRA I PASSEGGERI TERRORIZZATI 

LA FUGA DOPO LA RISSA, I DUE ARRESTI E…

Sara Bettoni e Barbara Gerosa per il Corriere della Sera

treno regionale lecco
TRENO REGIONALE LECCO
Preso a calci e pugni da un gruppo di immigrati. Picchiato e lasciato a terra in una pozza di sangue solo per aver tentato di difendere il capotreno da un giovane nigeriano che, dopo essersi rifiutato di mostrare il biglietto, aveva iniziato a infastidire gli altri viaggiatori.

immigrati in stazioneIMMIGRATI IN STAZIONE
Vittima del violento pestaggio un poliziotto quarantenne, originario di Verbania, in forza presso la squadra volante della Questura di Lecco. Le sue condizioni sono gravi, ma non è in pericolo di vita. Non ha mai perso conoscenza ed è stato in grado di descrivere con minuziosa precisione i suoi aggressori, tanto da consentire ai colleghi di arrestarli poco dopo: due al momento le persone finite in manette.
capotreno aggredito nel 2015CAPOTRENO AGGREDITO NEL 2015

La violenza nel pomeriggio di ieri sul regionale 10853 in partenza dalla stazione milanese di Porta Garibaldi poco dopo le 14.30. L' agente era diretto a Lecco, dove avrebbe dovuto prendere servizio alle 19. All' altezza di Arcore l' aggressione.

Un immigrato ha preso a male parole il capotreno che gli aveva chiesto il titolo di viaggio, poi ha iniziato a insultare e disturbare i passeggeri, dando in escandescenza. Il poliziotto, dopo essersi qualificato, ha cercato di calmare il ragazzo. Mentre l' agente cercava di riportare la calma un gruppo composto da una decina di giovani nigeriani è intervenuto in difesa del connazionale.

capotreno aggredito con un machete nel 2015CAPOTRENO AGGREDITO CON UN MACHETE NEL 2015
Sotto gli occhi terrorizzati dei passeggeri hanno immobilizzato il capotreno e picchiato con una violenza inaudita il quarantenne, tentando anche di rubargli il portafoglio. Quindi la fuga non appena il treno si è fermato a Carnate.

Alcuni testimoni li hanno visti però salire su un altro convoglio diretto in Valtellina.
capotreno aggredita da tre nigeriani al brenneroCAPOTRENO AGGREDITA DA TRE NIGERIANI AL BRENNERO




Grande la mobilitazione delle forze dell' ordine. Alla stazione di Calolziocorte, nel Lecchese, il diretto su cui viaggiavano è stato fatto fermare. Le porte chiuse, poliziotti e carabinieri sono saliti e grazie alla testimonianza della vittima e del capotreno sono riusciti a individuare alcuni componenti della banda, gli autori del pestaggio.

In manette sono finiti due nigeriani di 24 e 25 anni, regolari in Italia, arrestati per resistenza a pubblico ufficiale, tentata rapina, lesioni in concorso. 

Oggi in tribunale a Lecco l' udienza di convalida.

Fonte: qui

capotreno licenziatoCAPOTRENO LICENZIATO

venerdì 19 gennaio 2018

CAPOTRENO CONDANNATO IN VENETO PER VIOLENZA PRIVATA: AVEVA FATTO SCENDERE DAL TRENO UN PASSEGGERO NIGERIANO CHE NON AVEVA TIMBRATO CORRETTAMENTE IL BIGLIETTO



trenoTRENO
È polemica in Veneto dopo la condanna a 20 giorni inflitta dal Tribunale di Belluno ad un capotreno per tentata violenza privata. L'uomo aveva fatto scendere dal convoglio nel 2014 alla stazione di Santa Giustina un nigeriano, all'epoca residente nel padovano ma ora lontano dall'Italia perché espulso, ritenendo che non avesse obliterato il biglietto. Quello esibito dal passeggero riportava un'ora posteriore alla data di partenza del treno e questo aveva fatto sospettare che il titolo di viaggio fosse stato alterato. Secondo la testimonianza dell'immigrato il capotreno lo avrebbe costretto a non risalire dicendogli «se non sali non ti denuncio».

Dopo la condanna, il governatore del Veneto Luca Zaia esprime oggi «piena e totale solidarietà al capotreno coinvolto in una vicenda incomprensibile per la gente comune, e a tutti i lavoratori delle Ferrovie dello Stato, costretti a fronteggiare sempre più difficoltà per il solo fatto di compiere il loro dovere. Fatta questa doverosa premessa invito tutti, a cominciare dal legislatore, a chiedersi quali siano le cause reali che portano a certe situazioni».
trenoTRENO

Sul capotreno incombe anche un procedimento per abuso d'ufficio, per aver fatto scendere dal treno il passeggero. «Il fatto che il viaggiatore in questione sia straniero o italiano, bianco o di colore - aggiunge Zaia - non ha alcuna rilevanza. Ha rilevanza che di fatto viaggiava senza aver pagato od obliterato correttamente il biglietto. La vera questione da affrontare sono le leggi colabrodo vigenti in questo Paese, che in una intera legislatura il Parlamento non ha saputo modificare nella direzione della difesa della legalità invece che di un malinteso garantismo per chi non rispetta le regole del vivere civile».

«Stupito e addolorato per la condanna che ritiene ingiusta»: così il legale del capotreno racconta lo stato d'animo del suo assistito all'indomani della sentenza. A parlare sono gli avvocati Giorgio Azzalini e Jenny Fioraso del foro di Belluno, che ora attendono le motivazioni della sentenza per presentare appello. «Non ci aspettavamo la condanna - sottolineano - anche perché lo stesso pm aveva chiesto l'assoluzione per il capotreno per il reato di violenza privata per aver fatto scendere il nigeriano».

trenoTRENO
Il giudice ha invece ritenuto di condannare il capotreno per tentata violenza per aver costretto il migrante a non risalire a bordo. Il capotreno aveva verificato il titolo di viaggio irregolare dopo che un collega aveva segnalato il migrante per essere salito senza biglietto su un treno precedente. Secondo la ricostruzione dei legali, solo dopo essere stato fatto scendere dal secondo convoglio il nigeriano avrebbe obliterato il biglietto, cercando di far risultare che fosse stato convalidato prima della partenza. Nei confronti del nigeriano, irreperibile perché espulso dall'Italia, pende un procedimento intentato dal controllore per essere stato preso a pugni e calci dall'uomo durante le fasi concitate della discesa dal treno.

Fonte: qui

giovedì 21 dicembre 2017

RAPINATO E MAZZIATO! PER "COMPORTAMENTO NON CONSONO", LICENZIATO IL CAPOTRENO DI CREMONA AGGREDITO DA UNO SENEGALESE: DERUBATO DEL PALMARE E DEL POS

"È BATTAGLIA LEGALE 

L’AVVOCATO DEL CAPOTRENO ANNUNCIA RICORSO: "SI STAVA DIFENDENDO DA UNA RAPINA"


capotreno pestatoCAPOTRENO PESTATO
"Comportamento non consono alle mansioni proprie della sua figura professionale e dell'azienda che lei comunque rappresenta". Con queste motivazioni, Trenord ha licenziato un capotreno di Cremona che insultò uno straniero urlandogli "sei un negro di m...".

L'uomo lo scorso 23 settembre venne aggredito e rapinato di palmare e pos dal cittadino senegalese che non voleva pagare il biglietto sul treno Cremona-Brescia. Per difendersi, e recuperare gli oggetti, l'uomo morse un braccio allo straniero e in un momento di concitazione lo insultò.

TRENORDTRENORD
Trenord lo ha licenziato ma Giordano Stagnati, di 25 anni, assunto lo scorso 9 giugno, dopo aver superato il concorso, è pronto a dare battaglia. Nella lettera di licenziamento che gli è stata consegnata una settimana fa, il 13 dicembre, gli si contesta appunto il comportamento "non consono alle mansioni proprie della sua figura professionale e dell'azienda che lei comunque rappresenta mentre indossa l'uniforme aziendale ed esercita funzioni di incaricato di pubblico servizio per conto di Trenord".

L'ex capotreno ha impugnato il licenziamento senza preavviso.

"A breve presenteremo ricorso al giudice del lavoro perché per noi la sanzione espulsiva è eccessiva e perché il capotreno si stava difendendo da una rapina che effettivamente c'è stata" spiega l'avvocato Massimiliano Cortellazzi.

capotreno pestatoCAPOTRENO PESTATO
Il 24 gennaio 2018, Moussa Diatta, di 23 anni, residente nel Bresciano, verrà processato dal gup del tribunale di Brescia per rapina. In quella sede il capotreno si costituirà parte civile.

Fonte: qui

"LA VITTIMA SONO IO" 

PARLA IL CAPOTRENO LICENZIATO PER GLI INSULTI RAZZISTI A UNO STRANIERO: "SONO STATO AGGREDITO E PICCHIATO DA QUEL RAGAZZO. E ORA MI LICENZIANO PURE 

LA FRASE RAZZISTA? MI E’ SFUGGITA NELLA CONCITAZIONE" 

Cristina Bassi per il Giornale

capotreno licenziatoCAPOTRENO LICENZIATO
«Sono stato aggredito e picchiato. E adesso vengo licenziato per una frase - lo ammetto: razzista - che mi è sfuggita nella concitazione.
In questa storia assurda la vittima sono io». Giordano Stagnati, capotreno cremonese di 25 anni, il 23 settembre scorso era in servizio sulla linea ferroviaria Brescia-Cremona. Ha discusso con un passeggero senza biglietto, un senegalese di 23 anni, sono volati insulti reciproci e poi le botte. In un video girato con il telefonino da un'altra viaggiatrice Stagnati apostrofa lo straniero con un «negro di m...», getta dal finestrino la sua carta prepagata senza credito. Moussa Diatta spinge a terra il capotreno, che lo morde a un braccio, e gli strappa via il palmare e il Pos aziendali. Il senegalese è stato arrestato per rapina, Stagnati licenziato da Trenord.

Se lo aspettava?
capotreno pestatoCAPOTRENO PESTATO
«Mi aspettavo un qualche provvedimento disciplinare, ma non una misura tanto severa. Così dice la lettera di licenziamento: ha tenuto un comportamento non consono alle mansioni proprie della sua figura professionale e della nostra Azienda che Lei comunque rappresenta mentre indossa l'uniforme aziendale ed esercita funzioni di incaricato di pubblico servizio per conto di Trenord. Inoltre avrei messo a repentaglio la mia sicurezza e quella dei viaggiatori».

Il video della rissa, in cui tra l'altro lei ha la peggio, è finito su internet e molti le hanno dato del razzista.
«Mi dispiace molto per quello che è successo. Ma mi è capitata questa brutta cosa, sono stato aggredito e mi è scappata una frase sgradevole. A bocce ferme è facile per chi non ci si è trovato chiamarmi razzista. Ora so di aver sbagliato e chiedo scusa. Però chissà gli altri al mio posto cosa avrebbero fatto».

Ci saranno strumentalizzazioni...
«Io non sono iscritto ad alcun partito politico, non uso i social e non ho mai espresso opinioni contro gli stranieri».
Aveva mai avuto problemi di questo tipo?
capotreno pestatoCAPOTRENO PESTATO
«No. Ho sempre avuto un comportamento educato con tutti i passeggeri. Non ho mai trasceso, neppure con quelli che alzano la voce con me. Non è vero che ho usato io le mani per primo con quel ragazzo straniero. Nel mio lavoro non ho mai gridato né tanto meno alzato le mani. Anche in questo caso stavo facendo il mio dovere e lui non ha esitato ad aggredirmi».

Si è accanito su di lui perché era straniero?
«Assolutamente no. Ho chiesto il biglietto a tutto il vagone, non era certo un fatto personale. I passeggeri sprovvisti erano solo Diatta e due ragazze, cui ho fatto pagare il biglietto con la maggiorazione prevista. Sono le stesse che poi hanno postato il video, forse perché erano arrabbiate con me, aggiungendo commenti offensivi nei miei confronti. I passeggeri senza biglietto sono spesso anche gli italiani e per i molti stranieri sprovvisti ce ne sono altrettanti con l'abbonamento».

Ha avuto paura quel giorno?
«Sì. Quel ragazzo mi ha detto razzista, bastardo, italiano di m.... Mi sono sentito in pericolo, ricordate cos'è successo al capotreno Carlo Di Napoli? (una gang di latinos gli amputò quasi un braccio con un machete, ndr). Poteva andarmi molto peggio e potevo finire con più di una contusione a un polso».

Adesso cosa farà?
TRENORDTRENORD
«Assistito dall'avvocato Massimiliano Cortellazzi, farò ricorso contro il licenziamento. Inoltre mi costituirò parte civile nel processo per rapina contro Diatta. E ho querelato per diffamazione l'autrice del filmato».
Vorrebbe continuare a lavorare a Trenord?
«Mi trovo bene in questa azienda, mi hanno assunto a giugno di quest'anno. Vorrei tornare a lavorare. Ho superato una selezione e fatto mesi di formazione per arrivarci. Il mio è un bel lavoro, di responsabilità, anche se alcune volte è difficile».

Fonte: qui