9 dicembre forconi: violenza privata
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venerdì 13 luglio 2018

AL VIA LO SBARCO DEI MIGRANTI DALLA DICIOTTI, LA TELEFONATA DI MATTARELLA SBLOCCA L’IMPASSE

LO “STUPORE” DEL VIMINALE PER L'INTERVENTO DEL COLLE 

LA PROCURA: AL MOMENTO NESSUN ARRESTO, SOLO DUE INDAGATI, ACCUSATI DI VIOLENZA PRIVATA (E NON PIU’ DI DIROTTAMENTO) 

IL DIETROFRONT DI SALVINI: "MI AUGURO CHE LO SBARCO COMINCI A BREVE, GIA' IN NOTTATA"

ALESSANDRA ZINITI e FRANCESCO VIVIANO per www.repubblica.it

diciotti 4DICIOTTI 
"Sta per iniziare lo sbarco dei migranti che sono a bordo della nave Diciotti". A darne l'annuncio il premier Giuseppe Conte, dopo una giornata convulsa e i contatti avuti anche con il capo dello Stato. Il premier fa sapere che è stata completata l'identificazione delle persone a bordo "con particolare riguardo a quelle a cui risulterebbero imputabili le condotte che configurano ipotesi di reato". Nei prossimi giorni proseguiranno gli accertamenti e l'ascolto di tutti i testimoni.

Appena rientrato a Roma da Bruxelles, il premier Giuseppe Conte ha ricevuto la chiamata del presidente Mattarella sulla vicenda della Diciotti. Subito dopo ha chiamato Salvini e Toninelli per risolvere la situazione. Pronta l'inversione di marcia anche dello stesso ministro dell'Interno che per tutta la giornata aveva negato il via libera allo sbarco: i migranti  potrebbero sbarcare "nelle prossime ore, mi auguro in nottata", ha detto arrivando alla festa della Lega a Barzago, ribadendo che lo sbarco avverrà "appena raccolti tutti gli elementi che permetteranno  di indagare e poi di arrestare chi ha commesso episodi di violenza". Anche perché "prima scendono, prima testimoniano". Anche se fonti interne al Viminale fanno filtrare "stupore" per l'intervento di Mattarella e "rammarico" per la decisione della procura di non disporre fermi.

Due indagati per violenza privata
mattarella e giuseppe conteMATTARELLA E GIUSEPPE CONTE
Due migranti indagati. E solo per il più lieve dei tre reati ipotizzati nel rapporto presentato alla Procura di Trapani dagli investigatori dello Sco e della squadra Mobile. Nessun arresto. Ibrahim Bushara, sudanese, e Hamid Ibrahim, ghanese, sono indagati solo per violenza privata in concorso continuata e aggravata in danno del comandante e dell'equipaggio del rimorchiatore Vos Thalassa, che domenica li ha soccorsi insieme ad altri 65 vicino a una piattaforma petrolifera.

Caduta l'accusa di dirottamento
La ricostruzione dei fatti contenuta nelle informative di polizia, basate sulle testimonianze dell'equipaggio, raggiunto ieri a bordo dagli investigatori, e dagli stessi migranti sulla nave Diciotti della Guardia costiera, ha al momento escluso che a bordo del rimorchiatore possa essersi consumata una rivolta o addirittura un tentativo di dirottamento, come aveva paventato il ministro Salvini. A chiamarla la Guardia costiera era stato il comandante della Vos Thalassa, preoccupato di non poter più gestire l'ordine a bordo dopo che i migranti avevano capito che sarebbero stati riportati indietro.

SALVINI SMARTPHONESALVINI SMARTPHONE
Il procuratore Alfredo Morvillo ha affidato alla Mobile ulteriori accertamenti per ricostruire esattamente come siano andate le cose, ma certamente nulla lascia pensare, come aveva chiesto a gran voce Salvini, che possano essere effettuati dei fermi. Bisognerà vedere adesso cosa farà Salvini, che aveva negato l'autorizzazione allo sbarco in attesa dei provvedimenti della magistratura. Intanto le organizzazioni umanitarie presenti al porto chiedono di velocizzare le operazioni di sbarco e di consentire almeno di far scendere i bambini a bordo. E della sorte della Diciotti si interessa anche il capo dello Stato: Sergio Mattarella segue con attenzione la vicenda della nave bloccata al porto di Trapani, e ha avuto anche contatti con il premier Giuseppe Conte. Mentre il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli prova a smorzare i toni: "Le indagini vanno avanti, nessuno minacci i nostri lavoratori. Se il pericolo paventato a bordo non corrispondesse al vero, lo dirà la magistratura".
di maio e salviniDI MAIO E SALVINI

L'affondo di Salvini
Il braccio di ferro si è inasprito stamattina, con le dichiarazioni di Matteo Salvini da Innsbruck: "Non voglio farmi prendere in giro. Finché non c'è chiarezza su quanto accaduto non autorizzo nessuno a scendere dalla Diciotti: se qualcuno lo fa al mio posto se ne assumerà la responsabilità", ha dichiarato. "O hanno mentito gli armatori denunciando aggressioni che non ci sono state - e allora devono pagare - o l'aggressione c'è stata e allora i responsabili devono andare in galera".

Stando al titolare del Viminale, i presunti responsabili dei disordini a bordo del rimorchiatore Vos Thalassa devono scendere dalla nave in manette. Ma dall'indagine-lampo effettuata dalla polizia nelle ultime 24 ore in mare non sono emersi elementi tali da giusiticare un fermo: questa la valutazione della Procura, che al termine del vertice del pomeriggio ha derubricato le accuse di minacce e dirottamento, confermando solo la violenza privata.

Il via libera dopo ore convulse
MattarellaMATTARELLA
Il via libera all'attracco, comunicato dal ministero delle Infrastrutture guidato da Toninelli, è arrivato alla fine di una mattinata convlusa. Poco prima, intorno alle 12, la nave - che stava facendo ingresso in porto - ha ricevuto improvvisamente l'ordine di fare marcia indietro e di rimanere in rada. Un'impasse di difficile soluzione mentre in altre parti della Sicilia, da Lampedusa a Siracusa, la Guardia di finanza portava a terra altri 83 migranti intercettati in mare, 60 su una barca a vela che navigava in direzione di Noto e 23 intercettati al largo di Lampedusa.

la nave diciotti a trapaniLA NAVE DICIOTTI A TRAPANI
Salvini da Innsbruck non ha arretrato di un passo. Ha chiamato il capo di gabinetto al Viminale: "Come è andata la notte sulla Diciotti? Guarda che io insisterò sul fatto che questi devono scendere da bordo in manette. Altrimenti non sbarca nessuno. Quanti ne hanno beccati?". Chiusa la telefonata, ha dichiarato: "A quanto pare due sono stati già individuati e altre quattro sono da identificare. Non transigo, sono violenti che hanno dirottato una nave".

 L'arrivo a Trapani del pattugliatore della Guardia costiera era inizialmente previsto per ieri pomeriggio, poi è slittato. E anche oggi le operazioni sono proseguite al rallentatore, per permettere alla polizia di ultimare le indagini ordinate da Salvini. In mancanza di flagranza di reato i poliziotti della Mobile di Trapani e dello Sco sono partiti per raggiungere in acque internazionali il comandante e l'equipaggio del rimorchiatore e prendere  le loro testimonianze. Erano stati interrogati a bordo della Vos Thalassa anche i migranti e i due presunti responsabili.
la nave diciotti a trapani 1LA NAVE DICIOTTI A TRAPANI

Il presidio delle associazioni
In porto, davanti a una folla di giornalisti e telecamere, da stamattina anche cellulari e macchine della polizia per scortare i migranti fino all'hotspot dove era stato stabilito di procedere con l'identificazione e aspettare le valutazioni dei magistrati. C'è anche un presidio antirazzista della rete 'Restiamo umani': i manifestanti indossano le magliette rosse simbolo della campagna a favore dell'apertura dei porti. Aderiscono diverse associazioni, comprese Libera e Cgil che contestano i "muri che qualcuno vuol mettere fra i migranti e le nostre città" e invitano il Movimento 5 stelle a "non farsi trascinare da Salvini".
diciottiDICIOTTI

L'ultima conta dei morti in mare

Nel frattempo, Msf dà l'ultimo bilancio dei morti in mare: 600 solo nell'ultimo mese, la metà di tutte le morti in mare da inizio anno. "Una strage con centinaia di vittime, mentre non c'erano più le navi delle Ong che potessero soccorrerli". Per Karline Kleijer, responsabile delle emergenze per l'organizzazione, "le decisioni politiche dell'Europa nelle ultime settimane hanno avuto conseguenze letali. È stata presa la decisione a sangue freddo di lasciar annegare uomini, donne e bambini nel Mediterraneo. È vergognoso e inaccettabile"

Fonte: qui

domenica 22 aprile 2018

TRE DEI SEI STUDENTI CHE HANNO BULLIZZATO IL PROFESSORE DI LUCCA NON SONO STATI AMMESSI AGLI SCRUTINI

INDAGATI PER I REATI DI VIOLENZA PRIVATA E MINACCE, MA UNO DI LORO È STATO SOLO SOSPESO PER 15 GIORNI…



prof bullizzato da alunniPROF BULLIZZATO DA ALUNNI
Bocciatura per tre dei sei studenti coinvolti nella vicenda delle minacce al professore dell'Itc di Lucca, finite poi in rete. E' quanto ha deciso il consiglio di istituto riunitosi oggi. Per altri due studenti ha confermato la sospensione fino al 19 maggio, ammettendoli però agli scrutini.

Tutti e sei gli alunni, i quattro ripresi nel video e i due autori dei filmati che hanno fatto il giro del web, sono indagati per i reati, in concorso, di violenza privata e minacce, in quanto ritenuti responsabili di "un'azione complessivamente volta e preordinata a umiliare e dileggiare il professore, anche attraverso la videoripresa e la successiva diffusione dei filmati mediante WhatsApp".

prof bullizzato da alunniPROF BULLIZZATO DA ALUNNI




Uno degli indagati dovrà rispondere anche del tentato di furto del tablet contenente i dati scolastici, il registro di classe, che ha provato a sottrarre al docente che si rifiutava di dargli un voto superiore al suo rendimento.

La Polizia di stato intanto ha effettuato delle perquisizioni nei confronti dei 6 studenti. Sequestrati gli indumenti indossati dai ragazzi nei video, i loro cellulari e il casco da moto utilizzato per colpire il docente. Gli indagati dovranno rispondere anche del tentato di furto del tablet contenente i dati scolastici, che uno di loro ha provato a sottrarre al docente che si rifiutava di dargli un voto superiore al suo rendimento.

prof bullizzato da alunniPROF BULLIZZATO DA ALUNNI
Inizialmente il consiglio d'istituto aveva proposto un periodo di sospensione da scuola tale da comportare la bocciatura automatica per tutti e cinque i ragazzi dell'istituto tecnico per il commercio "Francesco Carrara" di Lucca. Per uno c'è stata solo la sospensione di 15 giorni.

Fonte: qui

giovedì 19 aprile 2018

NEL FILMATO ALL'ISTITUTO TECNICO DI LUCCA ALTRE IMMAGINI CHOC DEL PROF BULLIZZATO DAGLI ALUNNI


Giuseppe De Lorenzo per il Giornale



Il video era più lungo di quello emerso ieri sui social network e diventato in poco tempo un caso nazionale. Almeno un minuto di ordinaria follia. Istituto Tecnico Carrara di Lucca. Il docente, inerme, è seduto alla cattedra in balia di tre alunni. In piedi, fanno ciò che vogliono durante l'ora di lezione: bestemmiano, gridano, insultano. "Ora le faccio rapporto, datemi una penna", sghignazza uno dei bulli ribaltando il ruolo professore-studente. Una parte di questa storia l'avevamo già raccontata ieri.

prof bullizzato da alunniPROF BULLIZZATO DA ALUNNI
L'alunno che grida "non mi faccia incazzare" al prof, imponendo di mettergli "sei" invece dell'insufficienza. E poi quell'irriverente "si inginocchi" diventato ormai un tormentone. Ma non è tutto. Di filmati se sarebbero emersi altri. Ma è anche il prima e il dopo della "prima puntata" a sconcertare.
Gli studenti a tormentare il professore sono tre, non uno solo. Già segnalati al Tribunale dei Minori di Firenze, è probabile vengano indagati per violenza privata. Al vaglio ci sarebbe la posizione di un altro giovane, di cui si sta cercando di accertare le responsabilità.
prof bullizzato da alunniPROF BULLIZZATO DA ALUNNI
"Le piace il pene? Lo dica, le piace? Oppure preferisce altro?", domanda irriverente uno dei tre. E ancora: "Puzzi di merda, non puoi stare seduto lì". Lo stesso giovane col sogno di far inginocchiare il prof prende poi due secchi e li solleva sulla cattedra. Uno sopra l'altro. "Ecco la torre di Pisa, le piace?".
Il secondo bulletto copre il capo del professore con una giacca. Il terzo, invece, si infila un casco integrale della moto e simula di colpire a testate il docente che, in teoria, dovrebbe essere figura istituzionale da rispettare. I fatti risalgono a mercoledì scorso. Il docente, ancora scosso, non ha rilasciato interviste ai giornalisti se non una laconica dichiarazione, riportata dal Giorno: "Sono molto dispiaciuto da questa situazione. In ogni modo continuo ad andare a scuola, è il mio lavoro".

Fonte: qui
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venerdì 19 gennaio 2018

CAPOTRENO CONDANNATO IN VENETO PER VIOLENZA PRIVATA: AVEVA FATTO SCENDERE DAL TRENO UN PASSEGGERO NIGERIANO CHE NON AVEVA TIMBRATO CORRETTAMENTE IL BIGLIETTO



trenoTRENO
È polemica in Veneto dopo la condanna a 20 giorni inflitta dal Tribunale di Belluno ad un capotreno per tentata violenza privata. L'uomo aveva fatto scendere dal convoglio nel 2014 alla stazione di Santa Giustina un nigeriano, all'epoca residente nel padovano ma ora lontano dall'Italia perché espulso, ritenendo che non avesse obliterato il biglietto. Quello esibito dal passeggero riportava un'ora posteriore alla data di partenza del treno e questo aveva fatto sospettare che il titolo di viaggio fosse stato alterato. Secondo la testimonianza dell'immigrato il capotreno lo avrebbe costretto a non risalire dicendogli «se non sali non ti denuncio».

Dopo la condanna, il governatore del Veneto Luca Zaia esprime oggi «piena e totale solidarietà al capotreno coinvolto in una vicenda incomprensibile per la gente comune, e a tutti i lavoratori delle Ferrovie dello Stato, costretti a fronteggiare sempre più difficoltà per il solo fatto di compiere il loro dovere. Fatta questa doverosa premessa invito tutti, a cominciare dal legislatore, a chiedersi quali siano le cause reali che portano a certe situazioni».
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Sul capotreno incombe anche un procedimento per abuso d'ufficio, per aver fatto scendere dal treno il passeggero. «Il fatto che il viaggiatore in questione sia straniero o italiano, bianco o di colore - aggiunge Zaia - non ha alcuna rilevanza. Ha rilevanza che di fatto viaggiava senza aver pagato od obliterato correttamente il biglietto. La vera questione da affrontare sono le leggi colabrodo vigenti in questo Paese, che in una intera legislatura il Parlamento non ha saputo modificare nella direzione della difesa della legalità invece che di un malinteso garantismo per chi non rispetta le regole del vivere civile».

«Stupito e addolorato per la condanna che ritiene ingiusta»: così il legale del capotreno racconta lo stato d'animo del suo assistito all'indomani della sentenza. A parlare sono gli avvocati Giorgio Azzalini e Jenny Fioraso del foro di Belluno, che ora attendono le motivazioni della sentenza per presentare appello. «Non ci aspettavamo la condanna - sottolineano - anche perché lo stesso pm aveva chiesto l'assoluzione per il capotreno per il reato di violenza privata per aver fatto scendere il nigeriano».

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Il giudice ha invece ritenuto di condannare il capotreno per tentata violenza per aver costretto il migrante a non risalire a bordo. Il capotreno aveva verificato il titolo di viaggio irregolare dopo che un collega aveva segnalato il migrante per essere salito senza biglietto su un treno precedente. Secondo la ricostruzione dei legali, solo dopo essere stato fatto scendere dal secondo convoglio il nigeriano avrebbe obliterato il biglietto, cercando di far risultare che fosse stato convalidato prima della partenza. Nei confronti del nigeriano, irreperibile perché espulso dall'Italia, pende un procedimento intentato dal controllore per essere stato preso a pugni e calci dall'uomo durante le fasi concitate della discesa dal treno.

Fonte: qui