9 dicembre forconi: indagati
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domenica 15 settembre 2019

''POLITICO EU'' DA' IL BENVENUTO A URSULA METTENDO IN FILA I COMMISSARI INDAGATI: SONO 4 (LEI COMPRESA). SYLVIE GOULARD, ROVANA PLUMB, JANUSZ WOJCIECHOWSKI

LA PROVA DEL FUOCO ARRIVERÀ CON LE AUDIZIONI AL PARLAMENTO EUROPEO QUANDO…
DAGONEWS, tratto dall'articolo di "www.politico.eu"

von der leyenVON DER LEYEN
Jean-Claude Juncker ha definito la sua squadra la commissione "Last Chance". Il suo successore, Ursula von der Leyen, potrebbe finire per guidare la “Commissione innocenti fino a prova contraria”.

Infatti von der Leyen e alcuni dei suoi candidati saranno probabilmente interrogati nelle prossime settimane (o mesi) da investigatori e commissioni parlamentari come parte delle indagini in corso - a Bruxelles o nei loro paesi di origine. Una situazione che minaccia di far deragliare le loro candidature.

sylvie goulard 3SYLVIE GOULARD 3
Martedì, mentre von der Leyen si preparava a svelare il suo elenco di commissari in una conferenza stampa a Bruxelles, uno dei nomi più importanti della sua lista, Sylvie Goulard, ex ministro della difesa francese ed ex deputato al Parlamento europeo, era in una stazione di polizia a Nanterre, un sobborgo a ovest di Parigi, dove è stata interrogata per le accuse secondo cui lei e altri deputati francesi avrebbero assunto con fondi dell'UE assistenti che lavoravano per i loro partiti  in Francia.

sylvie goulard 4SYLVIE GOULARD 
Goulard, stretta alleata del presidente Emmanuel Macron, si è dimessa da ministro della difesa nel giugno 2017 per difendersi: secondo i ben informati avrebbe rimborsato al Parlamento 45.000 euro. La sua richiesta di interrogatorio nello stesso giorno in cui il suo nome era stato proposto come commissario al mercato interno, è stata la drammatica illustrazione dei problemi legali che affliggono alcuni membri della squadra di Von der Leyen.

E non è la sola. Rovana Plumb, la commissaria per i trasporti, più volte ministro in Romania è rimasta invischiata in un caso di corruzione nel 2017: è stata accusata di aiutare il leader del suo partito socialdemocratico per un accordo immobiliare illecito che coinvolgeva la proprietà di un'isola sul fiume Danubio.

sylvie goulard ed emmanuel macronSYLVIE GOULARD ED EMMANUEL MACRON
E il commissario europeo per l'agricoltura, Janusz Wojciechowski, della Polonia, è sotto inchiesta da parte dell'agenzia antifrode dell'UE (OLAF) per presunte irregolarità nei rimborsi spese di viaggio durante il suo mandato come deputato europeo, dal 2004 al 2014.

rovana plumb 6ROVANA PLUMB 








Una situazione difficile per la Von der Leyen che ha dovuto rispondere alle domande scomode dei giornalisti durante la conferenza stampa di martedì. «Nella sua squadra ci sono dei commissari che sono discutibili, un paio di loro sono soggetti a un'inchiesta o un'indagine dell'OLAF - ha chiesto un giornalista - Perché non li ha semplicemente rifiutati? La sua Commissione potrebbe avere un’immagine opaca, comprese le persone che sono sospettate di aver commesso frode, anche se c’è la presunzione di innocenza».

rovana plumb 5ROVANA PLUMB 
Nel porre la domanda, il giornalista ha fatto riferimento alla Commissione di Jacques Santer, che è stata costretta a dimettersi nel marzo 1999 per lo scandalo corruzione del commissario francese, l'ex primo ministro Édith Cresson. Non è certo il tipo di paragone che von der Leyen desiderava mentre annunciava la sua nuova squadra, anche se Plumb e Wojciechowski negano ogni accusa.

sylvie goulard e ursula von der leyenSYLVIE GOULARD E URSULA VON DER LEYEN
«L'OLAF è un organo indipendente ed è così che dovrebbe essere - ha affermato von der Leyen - Si presume sempre che uno sia innocente, come ha giustamente sottolineato».

Questa presunzione è importante per von der Leyen anche a livello personale, visto che affronta lo scandalo delle spese delle consulenze esterne in Germania: attende di essere convocata dalla commissione d'inchiesta del Bundestag per i sospetti di violazione delle norme sugli appalti e per nepotismo quando era a capo del ministero della difesa.

SYLVIE GOULARD URSULA VON DER LEYENSYLVIE GOULARD URSULA VON DER LEYEN
Una commissione investigativa del parlamento tedesco sta esaminando in che modo i contratti al ministero della difesa siano stati assegnati a consulenti esterni senza un’adeguata supervisione e se una rete di collegamenti personali informali che coinvolgono alcuni funzionari del ministero ha facilitato tali accordi.

Von der Leyen potrebbe essere convocarla a Berlino per essere interrogata probabilmente a dicembre. Tuttavia lo scandalo del ministero della Difesa era noto, ma ha giocato un piccolo ruolo nella scelta della  von der Leyen per la posizione di vertice dell'UE. Un funzionario dell'UE ha respinto il suggerimento che il Consiglio europeo avrebbe dovuto impegnarsi in un'analisi più approfondita, dicendo che era impossibile trovare qualcuno con una carriera politica che non avesse affrontato accuse di vario tipo.

sylvie goulard 1SYLVIE GOULARD 
Alla conferenza stampa di martedì, von der Leyen ha cercato di usare la benedizione del Consiglio per i suoi nominati alla Commissione come prova del fatto che aveva fatto scelte solide. «Lasciatemi dire che l'elenco dei commissari proposti è stato accettato dal Consiglio, il che è sempre necessario - ha affermato - Penso che abbiamo un eccellente elenco di uomini e donne. Non commenterò le indagini dell'OLAF perché sono completamente indipendenti, concluderanno il loro lavoro e ascolteremo ciò che hanno da dire».

dacian ciolosDACIAN CIOLOS
Tuttavia, alcuni deputati hanno già espresso il loro verdetto sui candidati più controversi proposti da von der Leyen. Dacian Ciolos, ex primo ministro rumeno e commissario europeo per l'agricoltura, che è ora leader del gruppo Renew Europe, ha dichiarato di aver messo in guardia von der Leyen dall'accettare la nomina di Bucarest di Plumb.

In un'intervista di mercoledì, Ciolos ha dichiarato a POLITICO che avrebbe votato contro la candidata rumena e avrebbe invitato i membri del suo gruppo a fare lo stesso. «Conosco Rovana Plumb - ha detto Ciolos - Come posso essere sicuro che rappresenterà i valori europei?».

ismail ertugISMAIL ERTUG
Resta da vedere quanta difficoltà incontreranno i candidati di von der Leyen nel cammino verso la conferma. Alcuni addetti ai lavori del Parlamento prevedono aspre discussioni nella nuova assemblea, molto più divisa. Altri hanno affermato che i candidati in difficoltà potrebbero ottenere la conferma più facilmente del previsto, come parte di un accordo tra i gruppi politici. Finora, il primo scenario sembra più probabile.

janusz wojciechowski 1JANUSZ WOJCIECHOWSKI 
Ciolos, ad esempio, ha affermato di aver accettato le spiegazioni di Goulard riguardo alle accuse contro di lei e avrebbe sostenuto la sua nomina, perché alla fine gli era chiaro che lei avrebbe rispettato le regole dell'UE (come dimostrato dal suo rimborso di fondi UE). Ma François-Xavier Bellamy, un eminente deputato francese del partito conservatore Les Républicains, ha affermato che le accuse hanno sollevato interrogativi sull'idoneità di Goulard per l'incarico, nonostante il suo lungo e curriculum negli affari UE.
sylvie goulard 2SYLVIE GOULARD 

«Credo che sia un segnale negativo inviato ai nostri partner europei per dare l'impressione che qualcuno non qualificato o non è abbastanza libero da un punto di vista legale possa assumersi la responsabilità di un lavoro alla Commissione europea» ha detto Bellamy.

rovana plumb 4ROVANA PLUMB 
Nel frattempo, Ismail Ertug, un deputato di centro-sinistra tedesco, ha difeso Plumb, suo collega socialista, e ha suggerito che alcuni conservatori stanno sollevando false accuse contro di lei. «Dovremmo chiarire che l'autorità anticorruzione rumena ha abbandonato il caso - ha dichiarato Ertug in un'intervista - Questo deve essere preso in considerazione».
francois xavier bellamy 1FRANCOIS XAVIER BELLAMY 

Tuttavia, Ertug ha affermato che tutte le accuse sarebbero state esaminate dal Parlamento. «Alla fine della giornata, tutti saranno esaminati - ha detto - Siamo all'inizio del processo. Il momento della crisi inizierà a partire dalla prossima settimana a Strasburgo».
rovana plumb 1ROVANA PLUMB 



Von der Leyen, alla sua conferenza stampa di martedì, ha rifiutato di fare previsioni sulle conferme: «So che le audizioni in Parlamento sono un processo molto importante, ognuno dovrà essere convincente». 

sabato 7 settembre 2019

RICETTOPOLI IN CALABRIA: UN MEDICO DI BASE PRESCRIVEVA UN FARMACO PER MALATI TERMINALI AI TOSSICI: SOSPESO


L’ACCUSA È DI TRUFFA AL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE PER CIRCA 180MILA EURO: 7.000 CONFEZIONI DI ‘OXYCONTIN’, UN MEDICINALE IN USO PER LA TERAPIA DEL DOLORE, SONO FINITE A UN GIRO DI SPACCIATORI (9 DI LORO SONO FINITI AI DOMICILIARI)

Carlo Macrì per corriere.it

oxycontinOXYCONTIN
Una truffa al Servizio sanitario nazionale per circa 180 mila euro per prescrizioni mediche di «Oxycontin», un farmaco solitamente in uso per la terapia del dolore utilizzato, invece, dagli spacciatori come sostanza stupefacente. Un medico di base sospeso dal servizio indagato per redazione illegale delle prescrizioni e tre farmacisti compiacenti interdetti indagati con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato.

Nove spacciatori sono finiti ai domiciliari, di cui sei con il braccialetto elettronico. L’inchiesta condotta dalla procura della Repubblica di Cosenza ha messo in evidenza uno spaccato che il procuratore capo Mario Spagnuolo ha definito « inquietante» visto che si è scoperto un traffico di «droga di Stato».

ricetteRICETTE
Il meccanismo delle prescrizioni sanitarie avviato dal medico di base con 800 mutuati, sarebbe iniziato -come accertato dai carabinieri del comando provinciale di Cosenza e dai Nas -, dal 2016, ma i riscontri investigativi farebbero pensare che esisteva già da molto tempo prima. Il dottor Francesco Galli - hanno verificato i carabinieri – negli ultimi 4 anni ha prescritto circa 7.000 ricette di «Oxycontin» a spacciatori, tra l’altro esentati dal ticket, che provvedevano a presentare in un’unica farmacia di Luzzi(Cs) di proprietà della dottoressa Angela Pugliano e dai figli Giuseppe e Pasquale Carnovale. Il farmaco è generalmente somministrato a malati oncologici terminali: ne bastano tre capsule al giorno. Ogni scatola costa al Servizio sanitario 80 euro e contiene 28 pillole. In più occasioni ne venivano prescritti due scatole al giorno. Nella ricetta veniva indicato anche il dosaggio, 20 milligrammi, che gli spacciatori modificavano facendo risultare da 80.
oxycontinOXYCONTIN

I tossicodipendenti assumevano solo parte delle pasticche, mentre la restante la rivendevano ad altri tossici al mercato nero. Il dottor Francesco Galli era ben consapevole del danno materiale ed economico delle sue prescrizioni. «Tu non hai titolo a prendere questo farmaco. Ma ti rendi conto che sono anni che fate ‘ste cose…? Anni…». L’inchiesta è stata avviata dopo una segnalazione che l’Asp di Cosenza ha inviato in procura relativa al numero spropositato di prescrizioni di «Oxycontin». 

Da quel momento l’inchiesta affidata al sostituto procuratore Margherita Saccà avvalendosi di intercettazioni telefoniche e ambientali e di video ha evidenziato il vasto traffico della sostanza terapeutica che anzichè servire ad allietare il dolore dei malati cronici, ha favorito in città il proliferare dell’assunzione sotto forma di oppiaceo, allargando la platea dei tossicodipendenti. L’uso degli oppiacei, naturalmente destinate alla terapia del dolore, nel mondo delle tossicodipendenze è ben noto negli Stati Uniti d’America come dimostrano le ultime rilevazioni secondo le quali, il mix eroina più “Fentanyl”, è la quinta causa di morte nello Stato americano. Fonte: qui

sabato 29 giugno 2019

LA CLASSE DIRIGENTE

Università, indagati 40 docenti per concorsi truccati: sospeso rettore di Catania –

Concorsi universitari truccati, i pm: «C’era un metodo paramafioso»

Per il rettore Francesco Basile e altri 9 professori era stato richiesto l’arresto ma il gip ha concesso solo la sospensione dal servizio. Altri 40 docenti di vari atenei italiani indagati

“….„Sospensione dal servizio per il rettore dell’Università di Catania e per nove docenti (con posizioni importanti all’interno dei dipartimenti) ritenuti – a vario titolo responsabili – dei reati di associazione a delinquere, corruzione, turbativa d’asta-  […] „Nel procedimento sono complessivamente iscritti 40 professori delle Università di Bologna, Cagliari, Catania, Catanzaro, Chieti-Pescara, Firenze, Messina, Milano, Napoli, Padova, Roma, Trieste, Venezia e Verona.“
[…]  
„L’operazione della Digos, denominata “Università Bandita”, ha consentito di accertare l’esistenza di 27 concorsi truccati: 17 per professore ordinario, 4 per professore associato, 6 per ricercatore. Tra i nomi degli arrestati, spiccano quelli di Giuseppe Sessa(Medicina), Filippo Drago (Medicina),  Carmelo Monaco (Agraria), Giancarlo Magnano di San Lio (Filosofia).“


Ed ecco come si parlavano tra loro: “
Vediamo chi sono questi stronzi che dobbiamo schiacciare…”, diceva un professore indagato riferendosi agli altri candidati, parlando con un candidato che “doveva” vincere. In un’altra intercettazione uno degli indagati pronuncia la frase: “Hanno pestato la merda ora se la piangono”, commentando l’operato di un candidato che aveva presentato ricorso, che sarebbe stato minacciato di ritorsioni nei confronti della moglie, che non avrebbe mai – queste le minacce – più fatto parte di una commissione”
Un senso di stanchezza profonda prende, nemmeno si è capaci di commentare più. Cosa vuoi dire quando non mafiosi  venuti dal basso, non camorristi  della feccia sottoproletaria, o pastori sardi usi all’ abigeato, ma  rettori di università e docenti  vengono beccati ad agire come una banda organizzata di delinquenti per spartirsi  cattedre e i relativi grassi stipendi. Oltretutto in fondo l’abbiamo sempre saputo, che in Italia (specie nel Sud, anche se non solo) le cattedre universitarie  se le dividono così da  sempre, che truccare i concorsi è  una consuetudine.
Il punto è che il giorno prima  abbiamo appreso dell’orribile vicenda degli affidi presso Reggio Emilia, con false accuse di pedofilia e incesto a genitori innocenti  per strappar loro i figli e darli a gente che ci  lucrava – e anche ogni tanto stuprava i bambini.  Leggo di un papà che hanno fatto condannare a 11 anni di  galera , innocente.  E mica erano pastori sardi o camorristi analfabeti:  il direttore generale della AUSL Fausto Nicolini –  che è medico, assistenti sociali e  noti  psicoterapeuti laureati, un avvocato..
E  qualche settimana fa,  giudici e procuratori dell’organo di  autogoverno della Magistratura che si spartiscono sedi, tramano per difendersi dalle indagini, si pugnalano alle spalle,  fanno combutta con politici (del PD), e a vantaggio  l’uno dell’altro violano dozzine  di leggi  – quelle leggi che dovrebbero difendere.
Troppi casi in così pochi giorni.  Per non avere la sensazione di un quadro totale. Nel giro di pochi giorni  abbiamo visto che  le nostre “classi dirigenti”  vincitrici di concorsi pubblici e pagate con ottimi stipendi pubblici,   hanno  trasformato i rispettivi settori in  omologhi di Cosa Nostra. Non si tratta qui solo di magistrati o docenti universitari, o assistenti sociali per l’infanzia, scarsamente preparati; si tratta di personalità  ai  vertici del sistema pubblico che manifestano  la forma mentis di malviventi, che si sanno appartenenti ad una cosca  della malavita organizzata. Stesso eloquio,  stessa postura di disprezzo verso il mondo esterno, stessa violenza verbale, stessa abitualità a commettere reati, e mancanza di vergogna.
E’ un fenomeno che, credo, non ha eguali nel mondo.  Cerco  di ricordare cosa dovrebbero avere, per essere classe dirigente.   Orgoglio professionale per le conoscenze guadagnate nel loro settore, a giudizio dei pari e senza trucchi.  Dignità personale gelosa, che si riflette anche nel linguaggio controllato, tecnicamente preciso,  colto e urbano. Ambizione e sforzo   orgoglioso di mantenere  degni dell’alta funzione  Senso del dovere verso  la comunità che li ha elevati a posti di prestigio, inseparabile dalla coscienza che la propria dignità consiste in questo servizio. Consapevolezza delle responsabilità che  hanno assunto in quei posti di potere,  rispetto per le funzioni che esercitano, senso dello Stato o di patria e  quindi, almeno ogni tanto, riferimento ad una idea del bene comune.
Abbiamo visto il contrario: egoismi, particolarismi feroci, bassezza; omertà,  trucchi  sleali,  viscida ineleganza,  nessuna  idea che ai grossi stipendi pubblici che percepiscono devono corrispondere con qualche tipo di attività degna e ben fatta. No, come  criminali, i soldi  che arraffano dallo Stato li considerano a fondo perduto –e  non si fanno  scrupolo  di aumentarseli in modi illegali.
Il denominatore comune a queste diverse cosche dei vertici dirigenziali,  sono appunto gli stipendi pubblici. I più  alti d’Europa  a  parità di funzioni.  .
Questa marcescenza ai vertici delle  funzioni pubbliche,  questa  occupazione di cattedre e di procure, di alte cariche di Stato, da parte non di  “normali” parassiti inadempienti ma di mafie e racket  attivissime   costituiti in oligarchie inamovibili, è un fenomeno che, credo, non ha eguali nel mondo civile –  e  l’evidente causa della decadenza verso l’inciviltà  il non-diritto, la non-cultura, l’analfabetismo di ritorno e la sporcizia morale  del  popolino. La funzione de-moralizzante  (nel senso proprio: di  rendere immorali) gli strati inferiori della società, quelle che Gad Lerner chiama “le classi subalterne”,  è un effetto diretto della  mancata esemplarità dei superiori: se i docenti, i medici, i rettori, i procuratori  sono questi,  la volgarità di Salvini  o di Grillo,  le violazioni della normale buona educazione , le micro-criminalità corpuscolari,  l’abbandono  scolastico come dei rifiuti  per strada, anche i graffiti sui muri che bruttano ogni angolo,  muro esterno saracinesca delle nostre città e agli occhi dello straniero ne fanno dei Bronx pericolosi,  ne sono la conseguenza  ultima.
Dovrebbe suonare l’allarme generale, e  invece silenzio. Sullo scandalo immane dei magistrati malavitosi, non più  una ulteriore intercettazione né alcuna discussione. Come ad un segnale ricevuto; le ultime informazioni risalgono al 7 giugno, poi più niente.  Se  ciò viene da una moral suasion dall’alto, non so. Se lo è, è censura, repressione, chiara volontà da parte dell’oligarchia  malavitosa di mantenersi qual è. Indegna.
Da qui una profonda stanchezza, cari lettori.
Maurizio Blondet
Fonte: qui

“VEDIAMO CHI SONO QUESTI STR**** CHE DOBBIAMO SCHIACCIARE!” - L’INCHIESTA SUI CONCORSI PILOTATI ALL’UNIVERSITÀ DI CATANIA, SVELA UN SISTEMA CHE LA PROCURA DEFINISCE “PARAMAFIOSO” 
IL "METODO" DEL RETTORE FRANCESCO BASILE: “ALLA FINE QUI SIAMO TUTTI PARENTI…” 
TRA GLI INDAGATI ANCHE IL RETTORE DE “LA SAPIENZA”, EUGENIO GAUDIO E L'EX PROCURATORE DI CATANIA VINCENZO D'AGATA...
Alfio Sciacca per il “Corriere della sera”

«Ne ho uno al giorno che viene per un problema di parentela o di... perché alla fine qua siamo tutti parenti l'Università nasce su una base cittadina abbastanza ristretta, una specie di élite culturale della città perché fino adesso sono sempre quelle le famiglie». Era questa l'idea che aveva del suo ateneo il rettore Francesco Basile. Sembrano le parole di un personaggio dei «Viceré» che, guarda caso, sono ambientali proprio in quel Monastero dei Benedettini che oggi è una delle sedi dell' università di Catania.

zuccaroZUCCARO
Spiega così le logiche «familistiche» che governano la scelta dei docenti in una delle intercettazione della Digos, nonostante la sua prima preoccupazione appena insediatosi, nel febbraio 2017, fosse stata un'accurata bonifica del suo ufficio da eventuali microspie. Come se il nuovo rettore, 62 anni, ordinario di Chirurgia e una quotidianità in sala operatoria, dovesse temere orecchie indiscrete. Forse aveva tanto da nascondere.
A cominciare dalla gestione dei consigli di amministrazione che si svolgevano con «sistemi bulgari» e le indicazioni di voto fatte circolare attraverso «pizzini» perché «io non posso chiamare al telefono, non è illegale ma...».
FRANCESCO BASILEFRANCESCO BASILE

Cautele che non sono state sufficienti ad evitare che il marcio venisse a galla svelando un sistema che il pm Raffaella Vinciguerra definisce «paramafioso», mentre il procuratore Carmelo Zuccaro parla di «desolante e squallido quadro criminale». Un contesto di tale gravità che la Procura aveva chiesto l'arresto per il rettore e nove docenti con l'accusa di associazione a delinquere, corruzione e turbativa d' asta. Il Gip ha però accolto solo la richiesta di sospensione dai loro incarichi.

EUGENIO GAUDIOEUGENIO GAUDIO
Un «sistema sommerso con a capo il rettore» nella gestione dell' ateneo e in particolare per la selezione dei docenti «al di là di meriti e competenze». Non c'era scambio di denaro o altro, ma un rapporto di mutua assistenza per garantire il perpetuarsi della solita élite e delle solite famiglie. Rimessi in discussione gli esiti di 27 concorsi (17 per ordinario, 4 per associato e 6 per ricercatore) «costruiti con metodi sartoriali, decidendo a priori chi doveva vincere».

Fondamentale in tal senso il ruolo delle commissioni esaminatrici, spesso integrate da docenti di altri atenei. Forse questo spiega (oltre ai 46 di Catania) i 20 indagati nel resto d'Italia. Tra questi spiccano nomi di primissimo piano come il rettore de La Sapienza Eugenio Gaudio, il noto chirurgo padovano Umberto Cillo, e il rettore dell'Humanitas di Rozzano, Marco Montorsi.
Umberto CilloUMBERTO CILLO

Buona parte dei venti docenti non sanno nemmeno di essere indagati e preferiscono non fare alcun commento in attesa di capire meglio. Molto più circostanziata e grave la posizione dei dieci docenti sospesi a Catania. Seguivano logiche ferree. «Io mi sono rotto il c... per te - dice un prof - ora vieni incontro a me e vai in quella commissione». Per pilotare i concorsi veniva utilizzato ogni escamotage: «Se serve limitiamo il numero delle pubblicazioni».

Uccio BaroneUCCIO BARONE
E se poi c' erano troppi idonei la soluzione la forniva l'ex direttore del dipartimento di Scienze Politiche Uccio Barone; «Io mi faccio dare tutto l' elenco e vediamo chi sono questi str... che dobbiamo schiacciare!». Storico, con un passato nel Pd, Barone ha uno sterminato elenco di pubblicazioni, compresa una sul «Tramonto dei Gattopardi». Ieri è stato l' unico a parlare: «Sono all' estero, immagino le palate di fango. Ma resto sereno». Forse non sa che tra i concorsi su cui si indaga c' è anche quello del figlio Antonio, giovanissimo ordinario di Diritto amministrativo a Economia e Commercio.
Nell' elenco degli indagati sono finiti persino l' ex procuratore di Catania Vincenzo D' Agata e la figlia, docente di prima fascia.

Fonte: qui

mercoledì 24 aprile 2019

IL PADRE DI SERENA MOLLICONE A “RADIO CUSANO” DOPO LA RIAPERTURA DEL CASO E LE INDAGINI SUL MARESCIALLO DEI CARABINIERI FRANCO MOTTOLA E IL FIGLIO

“DEVONO ARRESTARLI TUTTI” 
“DIVENTO PAZZO SE PENSO CHE MIA FIGLIA FU UCCISA NELLA CASERMA DOVE ANDAI A FARE LA DENUNCIA” 
“DEVONO PAGARE PER QUELLO CHE HANNO FATTO. DOPO AVERLA UCCISA HANNO…”

serena mollicone 9SERENA MOLLICONE 
E' giunto al momento della verità il giallo di Arce. Diciotto anni dopo la morte di Serena Mollicone, uccisa nel paese in provincia di Frosinone il primo giugno del 2001, arriva l’avviso di chiusura delle indagini per un delitto ancora senza colpevoli. La Procura della Repubblica di Cassino nei giorni scorsi ha infatti notificato l’avviso di chiusura delle indagini preliminari ai cinque indagati: tre sono carabinieri.

serena mollicone 5SERENA MOLLICONE 
Si tratta del maresciallo Franco Mottola, all'epoca comandante della stazione dell'Arma di Arce e indagato con la moglie Anna e il figlio Marco, del maresciallo Vincenzo Quartale e del brigadiere Francesco Suprano. Alla luce dei nuovi sviluppi, il caso è stato nuovamente approfondito a “La Storia Oscura” su Radio Cusano Campus. Al microfono di Fabio Camillacci Guglielmo Mollicone, il papà di Serena, ha detto: “Sono quasi 18 anni che stiamo combattendo e finalmente si vede la luce in fondo al tunnel. E' comunque pazzesco e terribile se penso che mia figlia fu uccisa nella stessa caserma dei carabinieri in cui io la sera andai per denunciarne.
guglielmo mollicone 2GUGLIELMO MOLLICONE 

E probabilmente il suo povero corpo era ancora lì nella caserma di Arce perchè immagino che solo di notte i responsabili avranno provveduto a spostare il cadavere nel bosco dell'Anitrella per inscenare un delitto opera di un maniaco. Divento pazzo se penso a questa cosa: se penso che magari avrei potuto ancora salvarla quando andai dai carabinieri a fare la denuncia. E divento ancora più pazzo se penso a tutto quello che hanno fatto dopo aver ucciso Serena: cioè provare a incastrare prima me e poi il carrozziere Carmine Belli che fortunatamente al processo venne assolto. Adesso -ha concluso Guglielmo Mollicone- mi auguro che il gip li rinvii a giudizio e li faccia arrestare tutti, visto che Carmine Belli fu arrestato per molto molto meno.

SERENA MOLLICONE 1SERENA MOLLICONE 
Quindi se la legge è veramente uguale per tutti ora devono arrestare i veri responsabili della morte di mia figlia: devono arrestarli, processarli e condannarli. Devono iniziare a pagare perché sono stati fuori di galera anche troppo tempo, quasi 18 anni. Ora devono finalmente pagare per aver ucciso Serena”.

Fonte: qui

domenica 24 marzo 2019

LA PROCURA MUOVE L’ACCUSA PIÙ GRAVE DAL CROLLO DEL PONTE MORANDI: AVER TRUCCATO I CONTROLLI SUL VIADOTTO PRIMA DELLA STRAGE, FACENDO RISULTARE UN QUADRO PIÙ RASSICURANTE E DEPISTANDO CHI AVREBBE POTUTO EVITARE IL MASSACRO, MAGARI FERMANDO IL TRAFFICO

SONO CINQUE INGEGNERI LEGATI A SPEA ENGINEERING, CONTROLLATA IN TOTO DA AUTOSTRADE PER L’ITALIA E DELEGATA A MONITORAGGI E MANUTENZIONI 

LA REPLICA DELLA SOCIETA'

Matteo Indice per www.lastampa.it

ponte MorandiPONTE MORANDI
È l’accusa più grave mossa dal 14 agosto scorso, quando il crollo del Ponte Morandi a Genova provocò 43 vittime: aver truccato i controlli sul viadotto «prima» della strage, facendo dolosamente risultare un quadro più rassicurante della realtà e depistando chi avrebbe potuto evitare il massacro in extremis, magari stoppando il traffico. La Procura contesta quest’addebito a 5 ingegneri legati a Spea Engineering, società controllata in toto da Autostrade per l’Italia e delegata a monitoraggi e manutenzioni.

«Come pubblici ufficiali» 
genova ponte morandiGENOVA PONTE MORANDI
Per focalizzare la svolta è necessario fissare alcuni paletti. Per il disastro sono stati finora iscritti sul registro degli indagati i nomi di 74 persone, appartenenti ad Autostrade/Spea o al ministero delle Infrastrutture, e settantuno rispondono di omicidio colposo plurimo e stradale e attentato alla sicurezza dei trasporti. Tutti reati colposi che certificano, agli occhi di chi indaga, una «sottovalutazione» del rischio per «negligenza». Altri tre sono nel mirino solo per favoreggiamento: secondo i magistrati hanno quindi sviato i rilievi «dopo» il crollo, ma non sono stati protagonisti di comportamenti che in qualche modo lo hanno cagionato.
CROLLO DEL PONTE MORANDI A GENOVACROLLO DEL PONTE MORANDI A GENOVA

A cinque dei 71 inquisiti per lo scempio vero e proprio, tuttavia, i pm hanno attribuito negli ultimi giorni pure il «falso commesso da pubblico ufficiale». A parere degli investigatori i presunti responsabili hanno cioè alterato l’esito delle ispezioni sul Morandi, o fatto risultare come avvenuti test in realtà mai condotti, e a distanza di qualche mese il ponte si è sbriciolato mentre lo stavano attraversando decine di mezzi. È un’ipotesi gravissima e sulla carta potrebbe profilare la contestazione di «dolo eventuale», una sorta di omicidio volontario, laddove fosse chiaro che il pool dei controllori modificava i dossier pur sapendo che il ponte poteva collassare.

Possibile assist per il ministero 
CROLLO DEL PONTE MORANDI A GENOVACROLLO DEL PONTE MORANDI A GENOVA
Di falso erano stati finora incolpati altri tecnici per i report manipolati su vari viadotti della rete italiana rimasti in piedi (tre in Liguria, uno in Abruzzo e uno in Puglia) in un filone d’accertamenti parallelo. Ed è chiaro che il comportamento doloso pre-crollo accollato ad esponenti di Autostrade e Spea può riverberarsi nella bagarre fra azienda e ministero. A questo punto i dirigenti pubblici potrebbero sostenere di non aver ricevuto dal concessionario privato informazioni corrispondenti al reale stato dell’infrastruttura, in particolare nei carteggi allegati al progetto di retrofitting, il restyling dei tiranti deciso nel 2015 e però fatalmente rinviato. Se l’esito dei monitoraggi sul Morandi era stato taroccato, quant’è stata distorta la percezione del rischio per i funzionari ministeriali, sia a Roma sia al Provveditorato alle opere pubbliche della Liguria?
i rattoppi sotto al viadotto morandi foto di tob waylanI RATTOPPI SOTTO AL VIADOTTO MORANDI FOTO DI TOB WAYLAN

Input dall’alto e interrogatori 
Altro nodo cruciale da sciogliere è quello sui possibili input superiori. È possibile che tecnici di medio livello abbiano deciso autonomamente di trasformare le check-list sul Morandi in una prassi da evadere solo a tavolino? Alcune intercettazioni lascerebbero intendere il contrario, così come una serie d’interrogatori condotti nei mesi scorsi dalle Fiamme Gialle. Ieri, sempre nell’ambito degli approfondimenti sulle presunte falsificazioni, i finanzieri del Primo gruppo (coordinati dai colonnelli Ivan Bixio e Giampaolo Lo Turco) hanno compiuto perquisizioni a Milano, a Bologna e a Firenze, in sedi sia di Spea sia di Autostrade, per acquisire documentazione.
crollo ponte morandi genova 30CROLLO PONTE MORANDI GENOVA 30


Il procuratore: “Ipotesi gravi e la ricostruzione può slittare” 
Sull’ultimo rivolgimento delle indagini interviene il procuratore capo di Genova Franco Cozzi, e nel confermare la svolta spiega: «Le ipotesi accusatorie vanno formulate per essere verificate, a garanzia di chi è sospettato. È tuttavia evidente che l’inchiesta accelera e registrerà aggiornamenti significativi». Il numero uno dei pm rimarca poi come eventuali ritardi nella ricostruzione collegati alla garanzia di salute e sicurezza (in una delle parti da demolire sono emerse tracce di amianto, che impediscono l’impiego dell’esplosivo) non vadano drammatizzati:

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«La scadenza del 15 aprile 2020 per l’inaugurazione del nuovo viadotto? Non stiamo preparando lo sbarco in Normandia, non c’è un D-day prefissato il cui rinvio può alterare in maniera irreversibile l’esito d’una guerra. Io ribadisco che proprio salute, sicurezza e indagini per ristorare i familiari delle vittime, sono una priorità. E in nome di queste priorità, nel caso, si può accettare qualche slittamento dei tempi. È semplice buon senso».

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La replica di Spea: «Noi professionali, se qualcuno ha sbagliato pagherà»
Dopo le rivelazioni sull’indagine, oggi Spea ha deciso di prendere posizione con una nota, in cui la società «ribadisce la propria serenità circa il corretto operato dei suoi dipendenti rispetto alle attività d’ispezione e sorveglianza sul viadotto Morandi. E conferma con forza come la sicurezza di tutti gli utenti sia stata e sia garantita da controlli effettuati da professionisti qualificati sull’intera rete autostradale da oltre trent’anni, nel rispetto delle norme applicabili e delle obbligazioni assunte con la committente Autostrade per l’Italia».

Quindi la puntualizzazione sul prosieguo dell’inchiesta: «Spea ribadisce la massima disponibilità a collaborare con l’autorità giudiziaria. Alla società non risulta, allo stato, alcuna evidenza di comportamenti non regolari che, qualora venissero accertati, la vedrebbero come parte lesa. In tale denegata circostanza, la società non esiterebbe ad assumere tutti i provvedimenti e le azioni a tutela dell’interesse primario alla sicurezza della circolazione, di tutte le persone che quotidianamente svolgono il proprio lavoro con dedizione e professionalità, dei propri clienti e della propria reputazione».

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