9 dicembre forconi: ponte Polcevera
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lunedì 1 luglio 2019

C’È UN NUOVO VIDEO DEL CROLLO DI PONTE MORANDI

IL FILMATO È STATO RIPRESO DALLE TELECAMERE DI SORVEGLIANZA DELLA “FERROMETAL”, CHE SI TROVA A POCHI METRI DAL VIADOTTO, ED ERA RIMASTO SEGRETO FINO AD OGGI PER NON INFLUENZARE I TESTIMONI 

È LA “PROVA REGINA” DELLA PROCURA SULLA DINAMICA DEL CEDIMENTO DELLA PILA 9: SI VEDE LO STRALLO CHE CEDE E…


Ponte Morandi, le immagini inedite della tragedia: il crollo ripreso dalla videosorveglianza
Marco Lignana per www.repubblica.it

demolizione ponte morandi 12DEMOLIZIONE PONTE MORANDI 
Per la prima volta da quella mattina del 14 agosto, tutto il mondo può vedere il crollo del ponte Morandi di Genova. Questa mattina la Procura ha autorizzato la diffusione del video ripreso dalle telecamere private dell’azienda “Ferrometal”, che si trovava a pochi passi dal viadotto Polcevera. Il video era stato sequestrato dai militari della Guardia di Finanza, su ordine dei pubblici ministeri Massimo Terrile e Walter Cotugno, subito dopo la tragedia.
ponte MorandiPONTE MORANDI




Ed è rimasto segreto fino ad oggi, perché secondo l’accusa la sua visione avrebbe potuto influenzare le tantissime testimonianze raccolte durante le indagini dai magistrati. Ora che l'atto è stato depositato nell'ambito del secondo incidente probatorio, la Procura ha dato l'ok alla diffusione. Il video è considerato la "prova regina" della Procura sulle cause e sulla dinamica del cedimento della pila 9: nelle immagini si vede chiaramente lo "strallo", il tirante lato sud, cedere: una frazione di secondo dopo cede l'impalcato, inghiottendo auto e camion che stavano attraversando il ponte. Quel giorno a Genova morirono 43 persone. Fonte: qui

venerdì 29 marzo 2019

CASTELLUCCI (AD ATLANTIA E ORMAI EX AD DI AUTOSTRADE) HA RICEVUTO 3,7 MILIONI DI EURO OLTRE AL GIÀ RICCO STIPENDIO (1,3 MLN), NELL'ANNO DEL CROLLO DEL PONTE MORANDI

PER IL PRESIDENTE FABIO CERCHIAI INVECE UN TOTALE DI 1,3 MILIONI, DI CUI 560MILA DI BONUS


castellucciCASTELLUCCI
Nell’anno del crollo del ponte Morandi, costato la vita a 43 persone, Giovanni Castellucci ha incassato 3,7 milioni di bonus. Il premio ricevuto dall’ormai ex ad di Autostrade e ancora numero uno di Atlantia, la controllante del gruppo, emerge dalla relazione sulla remunerazione della controllante di Autostrade. In totale, nel 2018, Castellucci ha percepito 5,05 milioni di euro. Al presidente Fabio Cerchiai sono andati invece 1,28 milioni, tra cui un bonus di 560mila euro.

GIOVANNI CASTELLUCCI E FABIO CERCHIAIGIOVANNI CASTELLUCCI E FABIO CERCHIAI
“Non servono commenti di fronte a premi milionari erogati dopo la tragedia di Genova, serve una rivoluzione del sistema concessioni: quella che stiamo facendo”, ha scritto in un tweet il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. Dura anche la reazione del comitato degli sfollati a causa del collasso del viadotto: “Chissà come sarebbe stato retribuito se il ponte non fosse crollato”, ha detto il presidente Franco Ravera a Il Secolo XIX.

“Non posso che essere perplesso di fronte a un’informazione simile, in parte perché a quanto mi risulta i premi vengono assegnati in caso di produttività e stiamo parlando di un’azienda che se ancora non è stata dichiarata responsabile per il disastro sappiamo che forse non ha fatto il possibile perché il disastro fosse evitato”, aggiunge Ravera.

castellucci e cerchiaiCASTELLUCCI E CERCHIAI
L’8 marzo Ilfattoquotidiano.it aveva svelato che Atlantia, dopo aver chiuso il 2018 in utile, avrebbe staccato dividendi per un totale di circa 743 milioni. Il denaro finirà in buona parte nelle tasche del mercato (45%) e della famiglia Benetton che possiede il 30% del capitale di Atlantia attraverso la cassaforte Sintonia. Il resto (25%) sarà spartito fra un gruppetto di soci minori.

Fonte: qui

domenica 24 marzo 2019

LA PROCURA MUOVE L’ACCUSA PIÙ GRAVE DAL CROLLO DEL PONTE MORANDI: AVER TRUCCATO I CONTROLLI SUL VIADOTTO PRIMA DELLA STRAGE, FACENDO RISULTARE UN QUADRO PIÙ RASSICURANTE E DEPISTANDO CHI AVREBBE POTUTO EVITARE IL MASSACRO, MAGARI FERMANDO IL TRAFFICO

SONO CINQUE INGEGNERI LEGATI A SPEA ENGINEERING, CONTROLLATA IN TOTO DA AUTOSTRADE PER L’ITALIA E DELEGATA A MONITORAGGI E MANUTENZIONI 

LA REPLICA DELLA SOCIETA'

Matteo Indice per www.lastampa.it

ponte MorandiPONTE MORANDI
È l’accusa più grave mossa dal 14 agosto scorso, quando il crollo del Ponte Morandi a Genova provocò 43 vittime: aver truccato i controlli sul viadotto «prima» della strage, facendo dolosamente risultare un quadro più rassicurante della realtà e depistando chi avrebbe potuto evitare il massacro in extremis, magari stoppando il traffico. La Procura contesta quest’addebito a 5 ingegneri legati a Spea Engineering, società controllata in toto da Autostrade per l’Italia e delegata a monitoraggi e manutenzioni.

«Come pubblici ufficiali» 
genova ponte morandiGENOVA PONTE MORANDI
Per focalizzare la svolta è necessario fissare alcuni paletti. Per il disastro sono stati finora iscritti sul registro degli indagati i nomi di 74 persone, appartenenti ad Autostrade/Spea o al ministero delle Infrastrutture, e settantuno rispondono di omicidio colposo plurimo e stradale e attentato alla sicurezza dei trasporti. Tutti reati colposi che certificano, agli occhi di chi indaga, una «sottovalutazione» del rischio per «negligenza». Altri tre sono nel mirino solo per favoreggiamento: secondo i magistrati hanno quindi sviato i rilievi «dopo» il crollo, ma non sono stati protagonisti di comportamenti che in qualche modo lo hanno cagionato.
CROLLO DEL PONTE MORANDI A GENOVACROLLO DEL PONTE MORANDI A GENOVA

A cinque dei 71 inquisiti per lo scempio vero e proprio, tuttavia, i pm hanno attribuito negli ultimi giorni pure il «falso commesso da pubblico ufficiale». A parere degli investigatori i presunti responsabili hanno cioè alterato l’esito delle ispezioni sul Morandi, o fatto risultare come avvenuti test in realtà mai condotti, e a distanza di qualche mese il ponte si è sbriciolato mentre lo stavano attraversando decine di mezzi. È un’ipotesi gravissima e sulla carta potrebbe profilare la contestazione di «dolo eventuale», una sorta di omicidio volontario, laddove fosse chiaro che il pool dei controllori modificava i dossier pur sapendo che il ponte poteva collassare.

Possibile assist per il ministero 
CROLLO DEL PONTE MORANDI A GENOVACROLLO DEL PONTE MORANDI A GENOVA
Di falso erano stati finora incolpati altri tecnici per i report manipolati su vari viadotti della rete italiana rimasti in piedi (tre in Liguria, uno in Abruzzo e uno in Puglia) in un filone d’accertamenti parallelo. Ed è chiaro che il comportamento doloso pre-crollo accollato ad esponenti di Autostrade e Spea può riverberarsi nella bagarre fra azienda e ministero. A questo punto i dirigenti pubblici potrebbero sostenere di non aver ricevuto dal concessionario privato informazioni corrispondenti al reale stato dell’infrastruttura, in particolare nei carteggi allegati al progetto di retrofitting, il restyling dei tiranti deciso nel 2015 e però fatalmente rinviato. Se l’esito dei monitoraggi sul Morandi era stato taroccato, quant’è stata distorta la percezione del rischio per i funzionari ministeriali, sia a Roma sia al Provveditorato alle opere pubbliche della Liguria?
i rattoppi sotto al viadotto morandi foto di tob waylanI RATTOPPI SOTTO AL VIADOTTO MORANDI FOTO DI TOB WAYLAN

Input dall’alto e interrogatori 
Altro nodo cruciale da sciogliere è quello sui possibili input superiori. È possibile che tecnici di medio livello abbiano deciso autonomamente di trasformare le check-list sul Morandi in una prassi da evadere solo a tavolino? Alcune intercettazioni lascerebbero intendere il contrario, così come una serie d’interrogatori condotti nei mesi scorsi dalle Fiamme Gialle. Ieri, sempre nell’ambito degli approfondimenti sulle presunte falsificazioni, i finanzieri del Primo gruppo (coordinati dai colonnelli Ivan Bixio e Giampaolo Lo Turco) hanno compiuto perquisizioni a Milano, a Bologna e a Firenze, in sedi sia di Spea sia di Autostrade, per acquisire documentazione.
crollo ponte morandi genova 30CROLLO PONTE MORANDI GENOVA 30


Il procuratore: “Ipotesi gravi e la ricostruzione può slittare” 
Sull’ultimo rivolgimento delle indagini interviene il procuratore capo di Genova Franco Cozzi, e nel confermare la svolta spiega: «Le ipotesi accusatorie vanno formulate per essere verificate, a garanzia di chi è sospettato. È tuttavia evidente che l’inchiesta accelera e registrerà aggiornamenti significativi». Il numero uno dei pm rimarca poi come eventuali ritardi nella ricostruzione collegati alla garanzia di salute e sicurezza (in una delle parti da demolire sono emerse tracce di amianto, che impediscono l’impiego dell’esplosivo) non vadano drammatizzati:

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«La scadenza del 15 aprile 2020 per l’inaugurazione del nuovo viadotto? Non stiamo preparando lo sbarco in Normandia, non c’è un D-day prefissato il cui rinvio può alterare in maniera irreversibile l’esito d’una guerra. Io ribadisco che proprio salute, sicurezza e indagini per ristorare i familiari delle vittime, sono una priorità. E in nome di queste priorità, nel caso, si può accettare qualche slittamento dei tempi. È semplice buon senso».

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La replica di Spea: «Noi professionali, se qualcuno ha sbagliato pagherà»
Dopo le rivelazioni sull’indagine, oggi Spea ha deciso di prendere posizione con una nota, in cui la società «ribadisce la propria serenità circa il corretto operato dei suoi dipendenti rispetto alle attività d’ispezione e sorveglianza sul viadotto Morandi. E conferma con forza come la sicurezza di tutti gli utenti sia stata e sia garantita da controlli effettuati da professionisti qualificati sull’intera rete autostradale da oltre trent’anni, nel rispetto delle norme applicabili e delle obbligazioni assunte con la committente Autostrade per l’Italia».

Quindi la puntualizzazione sul prosieguo dell’inchiesta: «Spea ribadisce la massima disponibilità a collaborare con l’autorità giudiziaria. Alla società non risulta, allo stato, alcuna evidenza di comportamenti non regolari che, qualora venissero accertati, la vedrebbero come parte lesa. In tale denegata circostanza, la società non esiterebbe ad assumere tutti i provvedimenti e le azioni a tutela dell’interesse primario alla sicurezza della circolazione, di tutte le persone che quotidianamente svolgono il proprio lavoro con dedizione e professionalità, dei propri clienti e della propria reputazione».

Fonte: qui

martedì 12 marzo 2019

CONTE TAGLIA UNA TORTA A FORMA DI NUOVO VIADOTTO MORANDI, E LE FAMIGLIE DELLE VITTIME, DAVANTI A QUESTA IMMAGINE GROTTESCA, S'INCAZ*ANO.

NON BASTAVA LA FOTO DI TONINELLI SORRIDENTE DAVANTI AL MODELLINO, ORA SI FA A FETTE UNA CROSTA DI ZUCCHERO




una torta a forma di ponte morandi giuseppe conteUNA TORTA A FORMA DI PONTE MORANDI GIUSEPPE CONTE
Ricordate la bufera scoppiata dopo che il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, insieme al conduttore tv Bruno Vespa, aveva diffuso una fotografia che li ritraeva sorridenti come non mai davanti al plastico stile “Porta a porta” del ponte Morandi? O anche il tweet, sempre di Toninelli, dal barbiere?

Bene, pensavamo che quegli episodi di pessimo gusto, peraltro a così poco tempo di distanza dalla tragedia che aveva colpito un’intera città e mietuto 43 vittime, potessero essere se non altro un esempio da non ripetere, una lezione imparata per evitare altri scivoloni del genere.

toninelli vespaTONINELLI VESPA
Invece siccome proverbialmente non c’è limite al peggio, durante l’inaugurazione dello stabilimento Fincantieri Infrastructure a Valeggio sul Mincio, in occasione del taglio della prima lamiera di quello che sarà il nuovo viadotto Polcevera, è apparsa la torta che vedete nella foto di apertura di questo articolo (la foto è stata presa da Facebook, dove sta circolando con polemica annessa). Il premier Giuseppe Conte, con l’ad di Fincantieri Giuseppe Bono e il sindaco di Valeggio sul Mincio (Verona) Angelo Tosoni (Fratelli d’Italia).


BRUNO VESPA DANILO TONINELLIBRUNO VESPA DANILO TONINELLI
Accostare il disastro del 14 agosto al concetto di “dolce” o “dessert” sarà stata forse un’idea del pasticcere, forse degli organizzatori dell’evento, in ogni caso un’immagine grottesca e surreale che, non a caso, ha già fatto scattare lo sdegno tra gli sfollati di ponte Morandi, per non parlare dei familiari delle vittime. E tra buona parte della popolazione che abbia una minima sensibilità e il senso del decoro. Resta una domanda: ma come si fa?

Fonte: qui

sabato 8 dicembre 2018

LA RICOSTRUZIONE DI PONTE MORANDI PARTIRÀ IL 31 MARZO


IL SINDACO-COMMISSARIO MARCO BUCCI HA CONSEGNATO IL PROGETTO DI DEMOLIZIONE DEL VIADOTTO E HA ANNUNCIATO LA DATA DI INIZIO DEI LAVORI. DEMOLIZIONI A PARTIRE DAL 15 DICEMBRE”

SU 256 ABITAZIONI SARANNO ABBATTUTI 100 APPARTAMENTI


"Il progetto di demolizione dei monconi dell'ex Morandi è fatto in modo tale da poter far partire la ricostruzione il 31 marzo 2019". Lo ha detto il sindaco-commissario Marco Bucci questo pomeriggio dopo aver consegnato il progetto di demolizione alla procura. Bucci non ha escluso però la contemporaneità dei due cantieri. "Sarà un progetto firmato da 10 aziende", ha evidenziato.

"E' un progetto solido - ha detto -, è quello che vogliamo. Credo farà un'ottima impressione al procuratore. Sono convinto che il 15 dicembre potremo iniziare a demolire".

La demolizione di ponte Morandi - ha spiegato - avverrà attraverso un mix di smontaggio meccanico e uso di esplosivo. "Una porzione, la parte ovest, sarà smantellata attraverso smontaggio pezzo per pezzo - ha detto Bucci -, una porzione del lato est sarà invece demolita con l'esplosivo".

"Saranno almeno 100 gli appartamenti che verranno abbattuti su 256 abitazioni sfollate. Poi vedremo se ce ne saranno altri", ha detto Bucci uscendo da palazzo dopo avere depositato il piano di demolizione del ponte.

Fonte: qui

sabato 29 settembre 2018

ENNESIMA FIGURACCIA PER IL MINISTRO DEI TRASPORTI TONINELLI