9 dicembre forconi: medico
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sabato 7 settembre 2019

RICETTOPOLI IN CALABRIA: UN MEDICO DI BASE PRESCRIVEVA UN FARMACO PER MALATI TERMINALI AI TOSSICI: SOSPESO


L’ACCUSA È DI TRUFFA AL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE PER CIRCA 180MILA EURO: 7.000 CONFEZIONI DI ‘OXYCONTIN’, UN MEDICINALE IN USO PER LA TERAPIA DEL DOLORE, SONO FINITE A UN GIRO DI SPACCIATORI (9 DI LORO SONO FINITI AI DOMICILIARI)

Carlo Macrì per corriere.it

oxycontinOXYCONTIN
Una truffa al Servizio sanitario nazionale per circa 180 mila euro per prescrizioni mediche di «Oxycontin», un farmaco solitamente in uso per la terapia del dolore utilizzato, invece, dagli spacciatori come sostanza stupefacente. Un medico di base sospeso dal servizio indagato per redazione illegale delle prescrizioni e tre farmacisti compiacenti interdetti indagati con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato.

Nove spacciatori sono finiti ai domiciliari, di cui sei con il braccialetto elettronico. L’inchiesta condotta dalla procura della Repubblica di Cosenza ha messo in evidenza uno spaccato che il procuratore capo Mario Spagnuolo ha definito « inquietante» visto che si è scoperto un traffico di «droga di Stato».

ricetteRICETTE
Il meccanismo delle prescrizioni sanitarie avviato dal medico di base con 800 mutuati, sarebbe iniziato -come accertato dai carabinieri del comando provinciale di Cosenza e dai Nas -, dal 2016, ma i riscontri investigativi farebbero pensare che esisteva già da molto tempo prima. Il dottor Francesco Galli - hanno verificato i carabinieri – negli ultimi 4 anni ha prescritto circa 7.000 ricette di «Oxycontin» a spacciatori, tra l’altro esentati dal ticket, che provvedevano a presentare in un’unica farmacia di Luzzi(Cs) di proprietà della dottoressa Angela Pugliano e dai figli Giuseppe e Pasquale Carnovale. Il farmaco è generalmente somministrato a malati oncologici terminali: ne bastano tre capsule al giorno. Ogni scatola costa al Servizio sanitario 80 euro e contiene 28 pillole. In più occasioni ne venivano prescritti due scatole al giorno. Nella ricetta veniva indicato anche il dosaggio, 20 milligrammi, che gli spacciatori modificavano facendo risultare da 80.
oxycontinOXYCONTIN

I tossicodipendenti assumevano solo parte delle pasticche, mentre la restante la rivendevano ad altri tossici al mercato nero. Il dottor Francesco Galli era ben consapevole del danno materiale ed economico delle sue prescrizioni. «Tu non hai titolo a prendere questo farmaco. Ma ti rendi conto che sono anni che fate ‘ste cose…? Anni…». L’inchiesta è stata avviata dopo una segnalazione che l’Asp di Cosenza ha inviato in procura relativa al numero spropositato di prescrizioni di «Oxycontin». 

Da quel momento l’inchiesta affidata al sostituto procuratore Margherita Saccà avvalendosi di intercettazioni telefoniche e ambientali e di video ha evidenziato il vasto traffico della sostanza terapeutica che anzichè servire ad allietare il dolore dei malati cronici, ha favorito in città il proliferare dell’assunzione sotto forma di oppiaceo, allargando la platea dei tossicodipendenti. L’uso degli oppiacei, naturalmente destinate alla terapia del dolore, nel mondo delle tossicodipendenze è ben noto negli Stati Uniti d’America come dimostrano le ultime rilevazioni secondo le quali, il mix eroina più “Fentanyl”, è la quinta causa di morte nello Stato americano. Fonte: qui

sabato 6 ottobre 2018

UNO STUDIO OLANDESE HA DIMOSTRATO CHE SE IL MALATO È ''INDISPONENTE'', MINACCIA DI SENTIRE ALTRI PARERI E SNOCCIOLA A CASACCIO INFORMAZIONI RACCOLTE ONLINE, IL DOTTORE DARÀ LA DIAGNOSI SBAGLIATA NELLA METÀ DEI CASI…


Massimo Finzi per Dagospia

un buon rapporto tra medico e pazienteUN BUON RAPPORTO TRA MEDICO E PAZIENTE
Può apparire strano che proprio nel secolo che ha registrato i maggiori successi della medicina e della chirurgia sia entrato in crisi quel rapporto medico-paziente che invece è fondamentale per il successo di ogni cura.

La ricerca scientifica ha aumentato notevolmente le capacità diagnostiche e terapeutiche, ma a costo di una sempre maggiore specializzazione che ha portato ad una parcellizzazione delle competenze: il paziente spesso è costretto a ricorrere a più specialisti e questa condizione di cura collettiva porta ad una deresponsabilizzazione e alla perdita di una visione di insieme del paziente. 

Infatti la specializzazione spinta all’eccesso impedisce di osservare il paziente nell’interezza della sua dimensione fisica e psichica e il malato percepisce con disagio questa condizione che lo relega ad un ruolo di oggetto più che di soggetto.

Il superspecialista rischia così di diventare un tecnico che osserva solo un tassello del mosaico con il pericolo di focalizzare la propria attenzione più sulla malattia che sul malato.
Se a questo si aggiunge la burocrazia che rende difficile il facile attraverso l’inutile con controlli assillanti di appropriatezza e di contenimento della spesa, la quasi impossibilità di rivolgersi in ospedale alla stessa figura professionale, il quadro è quasi completo.

La distanza tra “prendere in cura” e “prendersi cura” del paziente è ancora elevata.
relazione tra medico e pazienteRELAZIONE TRA MEDICO E PAZIENTE
Empatia, capacità di ascolto, comunicazione calibrata sul livello di comprensione di ciascun paziente, disponibilità a guidarlo e seguirlo nel percorso di cura, dovrebbero caratterizzare la figura del medico insieme ovviamente alle capacità professionali specifiche.

Ma il rapporto medico paziente viaggia nei due sensi, non solo dal medico al paziente, ma anche dal paziente al medico, che sempre più spesso si deve confrontare con la figura del “paziente con comportamento disturbante o indisponente”.

Si tratta di quei pazienti che invece di cercare un’alleanza con il medico si mettono su un piano di competizione, suggerendo ad esempio accertamenti o citando terapie attinte da internet, manifestando scetticismo sull’opera del sanitario la cui diagnosi sarà comunque sottoposta al vaglio di un secondo, terzo e quarto consulente perché “ è meglio sentire più campane”.

Questa condizione, frustrante per il sanitario, crea un’atmosfera sfavorevole non solo sul piano del rapporto personale, ma anche su quello dell’accuratezza della diagnosi.
MEDICO PAZIENTEMEDICO PAZIENTE

Uno studio, condotto nel 2015 nei Paesi Bassi, ha coinvolto 63 medici di medicina generale a ciascuno dei quali erano stati proposti 6 pazienti “indisponenti”.
L’accuratezza diagnostica ad una prima visita raggiungeva appena il 54% e dopo una seconda visita più approfondita la percentuale saliva solo al 60%.

Lo studio è stato ripetuto coinvolgendo 74 specializzandi in medicina interna a ciascuno dei quali erano stati affidati 8 pazienti “disturbanti”. Anche in questo caso la precisione della diagnosi si rivelava marcatamente più bassa rispetto ai risultati ottenuti con pazienti “non disturbanti”.

Nel rapporto medico-paziente la parte sofferente e quindi più debole è certamente quella dell’ammalato, ma il rispetto dei reciproci ruoli, diritti e doveri dovrebbe rappresentare la via maestra per una relazione ottimale dalla quale far scaturire la giusta diagnosi e, conseguentemente, la terapia più efficace.


venerdì 8 giugno 2018

CENTRATO ALLA TESTA DA UN COLPO DI PISTOLA MENTRE ATTENDEVA IL SUO TURNO DAL MEDICO: COSÌ È MORTO A ROMA GAETANO RANDAZZO, COLPITO ACCIDENTALMENTE DA UNA GUARDIA GIURATA

IL MEDICO AVEVA CHIESTO AL VIGILANTE DI MOSTRARGLI LA PISTOLA, CHE AVEVA IL COLPO IN CANNA, E… VIDEO E FOTO

VIDEO - PAZIENTE UCCISO NELLO STUDIO MEDICO, IL FRATELLO: «MA SI PUÒ MORIRE COSÌ?»


Marco De Risi e Raffaella Troili per “il Messaggero”

roma muore dal medico per uno sparo accidentale 17ROMA MUORE DAL MEDICO PER UNO SPARO ACCIDENTALE
Voleva solo una ricetta, è morto nella sala d'attesa di uno studio medico, a pochi passi da casa: centrato alla testa. Gaetano Randazzo, 58 anni, ex pasticcere, aspettava il suo turno quando è stato raggiunto da un colpo di pistola partito accidentalmente dalla stanza del dottore dove all'interno in quel momento c'era una guardia giurata di 40 anni, Fabian Manzo dipendente della Società Security service. Uno scherzo beffardo del destino, che porterà i familiari a gridare «gli ha fatto la ricetta a vita».

Il dramma è avvenuto ieri pomeriggio alla periferia di Roma, a Colli Aniene, in viale Palmiro Togliatti, al primo piano di un enorme caseggiato che ospita uno studio medico. Poco prima delle 17.
roma muore dal medico per uno sparo accidentale 18ROMA MUORE DAL MEDICO PER UNO SPARO ACCIDENTALE

L'uomo era nella sala d'attesa del medico di famiglia, Paolo Episcopo, 65 anni, quando è stato raggiunto dal proiettile che ha attraversato la parete in cartongesso e centrato Gaetano Randazzo.

Ad accorgersi della tragedia, lo stesso medico, che ha aperto la porta per sincerarsi che non ci fosse stato alcun danno: purtroppo uno dei pazienti in attesa era a terra, gli altri sotto choc. Inutili i soccorsi, Gaetano Randazzo, è morto pochi istanti dopo. «Abbiamo sentito uno sparo e poi quell'uomo accasciarsi a terra».
roma muore dal medico per uno sparo accidentale 9ROMA MUORE DAL MEDICO PER UNO SPARO ACCIDENTALE 

Da quanto ricostruito dai carabinieri del Nucleo radiomobile e di via in Selci, anche ascoltando chi era presente nella saletta in quel momento, il medico (che ha il porto d'armi) avrebbe chiesto alla guardia giurata, che era lì per una visita necessaria per rinnovare il porto d'armi, di mostrargli la pistola: le pareti in cartongesso hanno permesso di ascoltare stralci di conversazione, del tipo «fammela vedere, dai».

roma muore dal medico per uno sparo accidentale 8ROMA MUORE DAL MEDICO PER UNO SPARO ACCIDENTALE 




A quel punto la guardia giurata deve aver effettuato una manovra sbagliata, probabilmente aveva il colpo in canna, ed è partito. Il vigilantes è stato arrestato con l'accusa di omicidio colposo.

RESIDENTI SOTTO CHOC
Sulla vicenda sono in corso indagini da parte dei carabinieri che al momento ipotizzano l'incidente. Sotto choc chi era presente nella sala d'attesa e i tanti che da anni frequentano lo studio medico.

roma muore dal medico per uno sparo accidentale 6ROMA MUORE DAL MEDICO PER UNO SPARO ACCIDENTALE 

«Il dottore oggi ha fatto anche il doppio turno, una bravissima persona, lo conosciamo tutti da una vita, sta qui da tanti anni». Ora dicono che non si dia pace, che si senta responsabile dell'accaduto.

Pieni di dolore e rabbia i familiari di Gaetano, che nella vita non ha mai fatto del male a una mosca, ha vissuto per i figli, Rita, di 42 anni, e due gemelli. La moglie Anna non sa che è morto, sa solo che sta male, non hanno avuto il coraggio di dirglielo, è stata operata da poco al cuore, è appena tornata a casa.

roma muore dal medico per uno sparo accidentale 7ROMA MUORE DAL MEDICO PER UNO SPARO ACCIDENTALE 

Ieri un'ambulanza è arrivata in via Sacco e Vanzetti, era per la moglie di Gaetano. La famiglia Randazzo viveva al dodicesimo piano. Lui era nato a Palermo, da una vita a Roma, prima pasticcere, poi fioraio lungo la Togliatti, la moglie lavorava in una ditta di pulizie.

11 FRATELLI
Aveva undici fratelli, Tonino, uno di loro ieri non si dava pace, «sono piccolo ma se mi arrabbio non ce n'è per nessuno», diceva sconsolato. Accorso in viale Palmiro Togliatti ha aspettato a lungo che qualcuno gli dicesse per filo e per segno come era morto suo fratello.

L'ha visto uscire avvolto alla bell'e meglio in lenzuoli e teli. Quanto alla guardia giurata, l'edicolante sotto lo studio ricorda: «Se lo sono portato via, era un fantasma». Molte persone si sono radunate fuori allo studio per sapere se il medico stesse bene, «è stato colpito anche lui?».

roma muore dal medico per uno sparo accidentale 4ROMA MUORE DAL MEDICO PER UNO SPARO ACCIDENTALE 

Difficile credere che si possa morire così, in quello studio che raccoglie un ampio bacino d'utenza, conosciuto da oltre 30 anni. «Io sono andato via poco prima, potevo esserci io, ma come si fa a morire così», è rimasto a lungo a fissare lo studio, un ragazzo muscoloso, anche lui in possesso del porto d'armi.

6 Giugno 2018

Fonte: qui

martedì 22 maggio 2018

“LE IENE” BECCANO UN PEDAGOGISTA CHE PER “CURARE” I BAMBINI CON PROBLEMI DI DISLESSIA, SI APPLICA FACENDO MASSAGGI SEXY ALLE MADRI. A DOMICILIO!

CON LA SCUSA DELL’AIUTARE LE SIGNORE A RILASSARSI, LE SPOGLIA, LE TOCCA, FA LORO LE LAVANDE VAGINALI E INFILA LORO VARI OGGETTI (CLISTERI O SEXTOY) NELL’ANO - VIDEO!

LE IENE - IL MEDICO CHE CURA CON I MASSAGGI EROTICI A DOMICILIO




Aurora Vigne per www.ilgiornale.it

le iene il medico che cura con i massaggi erotici a domicilio 9LE IENE IL MEDICO CHE CURA CON I MASSAGGI EROTICI A DOMICILIO 9
Lavande vaginali e massaggi anali. Sono solo alcuni dei particolari metodi di rilassamento usati da un pedagogista di Palermo per "curare" le mamme con figli che hanno problemi di apprendimento."Ho previsto una serie di incontri con il bambino e poi per lei ho inserito una serie di massaggi, così potrà distendersi e fare da supporto a suo figlio", racconta il pedagogista a una mamma che da poco tempo ha scoperto che il figli soffre di alcuni problemi dell'attenzione.
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Con le telecamere nascoste delle Iene, questa donna ha ricevuto a casa il medico per provare la sua particolare tecnica di rilassamento. Ma naturalmente non si aspettava un metodo così invasivo. "Si tolga tutto, lasci solo il reggiseno", le chiede l'uomo. Durante la "seduta" si vede il pedagogista che inizia a massaggiare la donna, palpandola un po' ovunque. "A un certo punto ha preso una lavanda vaginale e l'ha fatta. Io ho chiesto spiegazioni ma lui ha insistito, parlando di una sorta di beneficio interiore necessario al piano terapeutico previsto nei confronti di mio figlio".

le iene il medico che cura con i massaggi erotici a domicilio 7LE IENE IL MEDICO CHE CURA CON I MASSAGGI EROTICI A DOMICILIO 
Ma non finisce qua. La donna racconta che il medico l'ha penetrata con degli oggetti strani per via anale, spacciandoli per alcuni "oggetti medici". "Dalla forma sembrava un vibratore", dice la donna. Quando viene messo con le spalle al muro dall'inviato delle Iene, l'uomo tenta - inutilmente - di giustificarsi: "Non c’è una prescrizione medica, il mio intervento è legato all’idea che il massaggio possa servire a rilassare la signora perché è molto stressata".

Fonte: qui
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