9 dicembre forconi: Palermo
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giovedì 21 novembre 2019

DAI MAFIOSI AI FURBETTI: TUTTE LE FALLE DELLA MISURA VOLUTA DAI GRILLINI


ANNAMARIA FRANZONI HA CHIESTO IL REDDITO DI CITTADINANZA MA L’INPS LE HA NEGATO IL SUSSIDIO. VOLETE SAPERE PERCHÉ? 

LA DOMANDA È STATA RESPINTA PERCHÉ NON TORNAVANO I CONTI SUI FIGLI A CARICO 

LEI HA ANNUNCIATO RICORSO

Salvatore Dama per “Libero Quotidiano”

mafiosi con il reddito di cittadinanzaMAFIOSI CON IL REDDITO DI CITTADINANZA
Li chiamavano "spaccaossa". Reclutavano persone in difficoltà economiche disposte a farsi rompere un braccio o una gamba per ottenere il rimborso dall' assicurazione. Gli infortunati prendevano pochi spicci, i boss incassavano il premio, truffando la compagnia. È l' ultimo business mafioso scoperto dalla Squadra mobile di Palermo. E, in realtà, non è l' unica notizia. L' altra è che lorsignori, gli "spaccaossa", percepivano pure il reddito di cittadinanza.

ANNAMARIA FRANZONIANNAMARIA FRANZONI
Ed è solo l' ultimo scandalo legato al sussidio voluto dai grillini. In questi mesi ne sono stati denunciati a centinaia. Una carrellata di mafiosi, spacciatori, lavoratori in nero, truffatori, ex terroristi, pregiudicati. Alcuni già ricevevano l' assegno mensile, altri avevano fatto domanda. È il caso di Annamaria Franzoni. Che per il momento si è vista negare l' assistenza dall' Inps. Non perché abbia appena finito di scontare una condanna definitiva per l' omicidio del figlio Samuele, semplicemente la donna non rientrava nei criteri Isee.
di maio reddito di cittadinanzaDI MAIO REDDITO DI CITTADINANZA

SISTEMA RODATO
Torniamo a Palermo, dove sono state arrestate nove persone, accusate di associazione mafiosa, estorsione, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, autoriciclaggio, danneggiamento fraudolento di beni assicurati. E, appunto, truffe assicurative. Chi si faceva fratturare un osso riceveva qualche centinaia di euro, i boss incassavano polizze fino a 100mila euro.
siracusa, arrestato spacciatore in porsche con reddito di cittadinanza 1SIRACUSA, ARRESTATO SPACCIATORE IN PORSCHE CON REDDITO DI CITTADINANZA 

Cinque dei nove fermati sommavano ai guadagni illeciti anche il reddito di cittadinanza.
reddito di cittadinanzaREDDITO DI CITTADINANZA
A uno di loro è stata sequestrata una villa con piscina, sculture e statue di leoni. Nel parco auto sono state trovate macchine di lusso per un valore di 300mila euro. Nelle stesse ore, a Maratea (Potenza), la Guardia di Finanza ha denunciato un uomo che percepiva il Rdc ma lavorava in nero in un' impresa di trasporto merci.

LUIGI DI MAIO REDDITO DI CITTADINANZA BY LUGHINOLUIGI DI MAIO REDDITO DI CITTADINANZA BY LUGHINO
Sempre di ieri è la notizia che l' Inps di Bologna ha negato l' assegno ad Annamaria Franzoni, libera dallo scorso febbraio dopo aver scontato una condanna definitiva per l' omicidio del piccolo Samuele avvenuto a Cogne nel 2002. Macabra coincidenza: la domanda è stata respinta proprio per un calcolo legato alla detrazione dei figli a carico. La donna ha annunciato ricorso.

franzoniFRANZONI
A Palermo, qualche giorno fa, era finito sui giornali un meccanico 29enne. Che, oltre a percepire indebitamente il reddito di cittadinanza, operava senza autorizzazioni e aveva illecitamente attaccato la sua officina alla rete elettrica pubblica.

POCHE ISPEZIONI
A Floridia, in provincia di Siracusa, lo Stato assicurava il reddito minimo a un 41enne spacciatore. A casa gli hanno trovato 327 dosi di cocaina. E, nel box, una Porsche. Un altro pusher al quale l' Inps versava il reddito di cittadinanza è stato pizzicato a Boscoreale, Napoli. Quando i carabinieri lo hanno fermato, in auto aveva un chilo e trecento di marijuana.
franzoniFRANZONI

Poco più a Sud, ad Agropoli, una donna continuava a incassare la pensione della mamma morta nel 2013. Non le bastava, evidentemente. E ha fatto anche domanda per il reddito di cittadinanza.
franzoniFRANZONI
Chiamasi bulimia di assistenzialismo. Altrettanto noto è il caso di Federica Saraceni, ex brigatista, condannata a 21 anni e mezzo di carcere per l' omicidio del giuslavorista Massimo D' Antona e attualmente ai domiciliari, che percepisce un assegno RdC di poco superiore ai 600 euro al mese.
Ogni giorno vengono stanati uno o più furbetti.

STEFANO LORENZI ANNAMARIA FRANZONISTEFANO LORENZI ANNAMARIA FRANZONI
Da fine marzo ad agosto i casi accertati dalle autorità sono stati 185. Mancano i dati relativi a settembre e ottobre. Però, se ci si basa sui fatti di cronaca, il numero sembra notevolmente lievitato.

Beccarli non è facile. E, di solito, le irregolarità vengono fuori sempre quando le indagini seguono altre piste: droga, truffe, riciclaggio. L' Ispettorato del lavoro, nell' ultimo report, ha ammesso di essere in affanno a causa delle «limitate risorse a disposizione». Le ispezioni nel 2019 sono calate del 9% rispetto all' anno precedente. Fonte: qui

mercoledì 21 agosto 2019

LA STORIA DELLA MUMMIFICAZIONE DELLA PICCOLA ROSALIA LOMBARDO, MORTA POCO PRIMA DEL SECONDO COMPLEANNO DI POLMONITE, E IL CUI CORPO, RIMASTO PERFETTAMENTE INTATTO, È ANCORA OGGI CONSERVATO NELLE CATACOMBE DEI CAPPUCCINI DI PALERMO


IL PADRE SI ERA RIVOLTO A UN AMICO IMBALSAMATORE CHE ADOTTÒ UNA TECNICA CONSERVATIVA ALL’AVANGUARDIA I CUI RISULTATI SONO TUTTORA VISIBILI


rosalia lombardoROSALIA LOMBARDO
Un viso praticamente intatto nonostante la morte: è un’espressione perfettamente calzante per la piccola Rosalia Lombardo, deceduta a causa di una polmonite batterica poco prima del suo secondo compleanno. 
Lo stato di conservazione di questa bambina mummia rappresenta un caso unico, grazie ad un’imbalsamazione che non ha richiesto manipolazioni successive: cadaveri altrettanto ben mantenuti nel tempo come quelli di Lenin e di Evita Perón, infatti, hanno ricevuto più volte dei trattamenti a cadenze regolari.
Storia di Rosalia Lombardo
Ma cosa ha di speciale la mummia “più bella del mondo”, che riposa a Palermo, nelle Catacombe della Chiesa di Santa Maria della Pace?
rosalia lombardo 8ROSALIA LOMBARDO
Il padre di Rosalia aveva chiesto al suo amico Alfredo Salafia di imbalsamarne il corpo: il chimico, infatti, aveva una passione per le tecniche conservative delle salme ed aveva esaudito con perizia il desiderio di Mario Lombardo.
La formula della sostanza utilizzata per questi scopi è stata ritrovata grazie agli appunti del professore, corredati di illustrazioni e salvati da una discendente, che evidenziano una grande innovazione per quel periodo.
le catacombe dei cappuccini a palermo 2LE CATACOMBE DEI CAPPUCCINI A PALERMO
Si tratta di una soluzione iniettabile, perfettamente in linea con le norme igienico-sanitarie coeve e odierne, a base di formaldeide (contro i batteri), acido salicilico saturo in alcool (anti-micotico), glicerina (sostanza emolliente, contro l’essiccazione dei tessuti) e sali di zinco (assicurano l’irrigidimento del cadavere), le cui proprietà antisettiche e conservative erano di recente scoperta e già dimostrate da Salafia durante alcuni convegni negli Stati Uniti d’America.
rosalia lombardo copiaROSALIA LOMBARDO COPIA
Gli usi del tempo, infatti, ricadevano sul latte di calce oppure sull’arsenico e sul mercurio, altamente nocivi per l’imbalsamatore.
Scoprire la composizione chimica si è rivelato indispensabile poiché, in seguito alla sostituzione del vetro che ricopriva la teca della bambina mummia e successiva sovrapposizione di un’altra lastra, sono apparsi alcuni segni di unprincipio di degrado.
rosalia lombardo 1ROSALIA LOMBARDO
La pelle scurita e con qualche chiazza in seguito a fenomeni di foto-ossidazione, capelli più chiari per l’azione della luce artificiale (quelli di Rosalia erano castani) e leggero cambiamento della forma del viso. Questi elementi hanno portato l’antropologo messinese Dario Piombino-Mascali a collaborare con altri illustri scienziati per contrastare questo processo.
In seguito alle rilevazioni ai raggi X, che hanno confermato una sostanziale integrità degli organi interni della piccola Rosalia, gli studiosi sono arrivati alla progettazione di un alloggio perfettamente sigillato con azoto allo stato gassoso: lo scrigno è stato spostato dalla cappella ad una zona interna alle catacombe, con un tenore di umidità decisamente più basso.
rosalia lombardo 2ROSALIA LOMBARDO 
Rosalia Lombardo leggende
Nel sud Italia ed in particolar modo in Sicilia, si riteneva che le anime dei defunti proteggessero le famiglie, ragion per cui era sempre viva l’usanza di trattare le salme mediante imbalsamazione: questo nonostante tale pratica fosse già vietata al momento della morte di Rosalia Lombardo.
La piccola, infatti, si trova insieme ad altri corpi, molti dei quali si sono conservati in modo naturale: dopo un drenaggio dai liquidi cadaverici mediante scolatura ed essiccazione al chiuso per sette-otto mesi, venivano lavati con aceto, disposti all’ aria aperta e, infine, vestiti.
rosalia lombardo 3ROSALIA LOMBARDO
La bambina mummia, comunque, è diventata protagonista di leggende: le telecamere di videosorveglianza e, successivamente, alcune sequenze di fotografie scattate ad intervalli di circa un minuto, hanno rilevato che la salma di Rosalia muoveva le palpebre più volte al giorno; molti hanno gridato al miracolo, pensando addirittura che la morte non fosse mai avvenuta.
rosalia lombardo 4ROSALIA LOMBARDO 
Prima del trasferimento delle spoglie nella nuova teca, gli addetti ai lavori ipotizzavano un’influenza del tasso di umidità all’interno delle catacombe, ma il dottor Piombino-Mascali sostiene che si tratti di un’illusione ottica, dovuta al cambiamento dell’angolazione della luce durante la giornata, anche perché gli occhi della bambina non sono mai stati perfettamente chiusi… Con buona pace dei credenti. Fonte: qui

domenica 28 luglio 2019

PALERMO: SMANTELLATO UN ''SUPERMARKET DELLO SPACCIO'' APERTO H24

DA ASPORTO O A DOMICILIO, UNA RETE ORGANIZZATISSIMA RIFORNIVA DI COCAINA MEZZA CITTÀ, CONTROLLANDO RIGIDAMENTE L'ATTIVITÀ DI SPACCIO DEI PROPRI PUSHER, UTILIZZANDO ANCHE DINAMICHE CONFLITTUALI TRA LORO PER METTERLI IN COMPETIZIONE E FARGLI AUMENTARE IL BACINO DI CLIENTI
(ANSA) - Nell'ambito dell'operazione "H24 Evolution", con arresti e perquisizioni, dalle prime luci dell'alba, la Polizia di Stato sta smantellando una fitta rete di spaccio, gestita da due associazioni a delinquere, che, nel corso degli ultimi anni, hanno fatto circolare lungo le strade del capoluogo palermitano fiumi di cocaina. Tra i promotori dell'organizzazione di spacciatori arrestato nella notte anche il congiunto di un noto pregiudicato mafioso del mandamento della "Noce".

L'operazione è un approfondimento ed "evoluzione" di una precedente analoga che, nel febbraio del 2017, portò all'esecuzione di alcuni provvedimenti custodiali a carico di pusher del rione Zisa. Si scoprì allora che i malviventi, tramite ordinazioni telefoniche, effettuavano continue cessioni di stupefacente ad acquirenti della "Palermo bene".
 
Le ultime indagini, svolte dalla Sezione Antidroga della Squadra Mobile di Palermo e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, hanno registrato le illecite attività di altri soggetti, sempre del rione Zisa che, appartenenti a organizzazioni strutturate e con un servizio h24, offrivano droga a tutte le ore, non soltanto take away ma anche a domicilio in zone diverse del centro cittadino. L'associazione controllava rigidamente l'attività di spaccio dei propri pusher, utilizzando anche dinamiche conflittuali tra loro per metterli in competizione e fargli aumentare il bacino di clienti, assicurandosi un'attività redditizia che consentiva di guadagnare svariate centinaia di euro al giorno.

Fonte: qui

sabato 18 maggio 2019

I veri professori insegnano, non manipolano

La cosa più difficile da imparare è ragionare con la propria testa. È necessario il coraggio, l'autostima, la conoscenza.

Il coraggio, come spiegava Don Abbondio, o ce l'hai o nessuno te lo può dare; ma autostima e conoscenza si possono apprendere, e gli artefici di questo apprendimento arrivano dalla scuola e dalla famiglia. In questo caso, è più importante la scuola, sia perché è una realtà di socializzazione più complessa di quella che può provenire dalla famiglia, sia perché il suo ruolo essenziale è quello di insegnare, dunque di far conoscere e di sviluppare l'autostima di un giovane attraverso l'apprendimento, attraverso il sapere. Compito molto difficile, certo, ma gli insegnanti vengono pagati per svolgere questo compito.
Ciò che ha fatto l'insegnante palermitana, i cui alunni in una video hanno accostato le leggi razziali nazifasciste al decreto sicurezza del ministro dell'Interno Matteo Salvini, è drammatico e grottesco al tempo stesso.
Credo profondamente nella libertà di pensiero, quindi se l'insegnante in questione ritiene Salvini non diverso da Hitler, Mussolini, mettiamoci anche Stalin, padrona di pensarlo e di dirlo ma a casa sua, tra gli amici, al bar, anche in un dibattito televisivo. Cioè, libertà di pensiero: poi spetterà ai suoi interlocutori capire, se lo volessero, quali siano i fondamenti di quel pensiero. A scuola assolutamente no, il comportamento deve essere diverso: qui la propria idea politica deve rimanere dietro le modalità dell'insegnamento, perché il compito dell'insegnante è di far conoscere cercando lo sviluppo di una coscienza critica da parte del giovane.
L'insegnante palermitana, che Salvini si augura torni presto a scuola («giovedì sono a Palermo e vorrei incontrarla», ha detto) ha fatto questo? No, quindi è stata una pessima docente.
Tenere separato il proprio punto di vista dall'insegnare la storia, l'italiano è difficilissimo, ma un insegnante è tanto più bravo quanto più riesce a tenere distinte le due posizioni (come dovrebbe fare un magistrato). Drammatica e grottesca l'insegnante palermitana. Drammatica perché rovina la testa dei suoi studenti, quando dovrebbe proteggerla e aiutarla a svilupparsi nell'autonomia di giudizio: cosa del tutto trasgredita con un'ignorante illustrazione della realtà che non rispetta la storia. Capisco che nel mondo della politica, del dibattito televisivo le associazioni tra passato e presente, tra le vicende storiche di un tempo e la realtà presente possano con semplicistica comunicazione essere mistificate per provocare. Ma a scuola no; questo è il luogo deputato alla comprensione scientifica dei fatti, all'approfondimento del sapere: le banalità non devono trovare spazio tra le mura della scuola, diversamente non è una scuola, ma un bar, un talk televisivo, anche.
Poi, dicevo, grottesca: l'insegnante palermitana è una penosa figura grottesca. È la nostalgia del Sessantotto e dei successivi Anni di piombo, quando si era inventato «l'antifascismo militante». Nel suo nome, veniva picchiato o ammazzato chiunque non si schierasse per l'antifascismo militante, che di antifascismo non aveva nulla, ma era il pretesto per l'esercizio della violenza contro un nemico designato. Non è un caso che, chi si è schierato a favore della professoressa palermitana, evochi l'antifascismo militante: cinquant'anni fa tragico, rievocato oggi grottesco. Fonte: IlGiornale

mercoledì 30 gennaio 2019

REDDITO DI CITTADINANZA: CORSA ALLE POSTE, DELEGAZIONI COMUNALI AFFOLLATE, CAF STRACOLMI. CAOS IN ALCUNI UFFICI DI PALERMO, PRESI D’ASSALTO PER RICHIEDERE DOCUMENTI E INFORMAZIONI

MOLTI IN CODA PER CAMBIARE RESIDENZA SAPENDO BENE CHE IL COMUNE NON HA IL PERSONALE PER FARE I CONTROLLI SULLE RESIDENZE FITTIZIE. 
E DI MAIO DENUNCIA UN CAF CHE “CONSIGLIAVA ALLE PERSONE COME ELUDERE I PALETTI…”

Antonio Fraschilla per “la Repubblica”

Le Poste prese d' assalto, le delegazioni comunali affollate, i Caf stracolmi. A Palermo è salita la febbre da reddito di cittadinanza e l'altro ieri in alcuni uffici è stato il caos. Anche se ancora non c' è il decreto definitivo pubblicato in Gazzetta, e anche se gli stessi operatori dei Caf e dei Patronati non sanno bene cosa dire, comunque nel capoluogo della regione che ha almeno un milione di persone possibili beneficiari del sussidio ( 342 mila famiglie secondo la Svimez) la macchina si è messa in moto e le aspettative sono enormi.

Alle Poste del centro storico la fila è iniziata fin dalla prima mattina. Tutti in coda per chiedere la certificazione della giacenza media nei conti correnti, necessaria poi per avere l' Isee familiare al Caf: «Ho accompagnato mia madre per avere il certificato, la scorsa settimana le Poste ci hanno detto che avevano un problema tecnico, sono in fila qui da due ore», racconta Giovanna Caruso.

reddito cittadinanzaREDDITO CITTADINANZA
Ma ad essere prese d' assalto sono anche le delegazioni anagrafiche del Comune. In quella nel cuore di Palermo, a piazza Marina, solitamente vuota, ieri la fila arrivava fino in strada. Il motivo? «Abbiamo bisogno del certificato di stato di famiglia, ci hanno detto che è necessario per avere il reddito di cittadinanza » , racconta Giusi, 22 anni, disoccupata.

Ma molti sono in coda anche per cambiare la residenza. Il reddito di cittadinanza viene distribuito in base all' Isee familiare, e chi ha figli a carico maggiorenni e disoccupati spera di poter chiedere due sussidi con uno stratagemma: trasferire la residenza del figlio altrove, in un altro immobile magari non di proprietà ma di parenti.

reddito di cittadinanza bancomatREDDITO DI CITTADINANZA BANCOMAT
Sapendo bene che il Comune non ha il personale per fare i controlli sulle residenze fittizie. Un' evenienza che preoccupa il governo, tanto che ieri sera il vicepremier Luigi Di Maio ha annunciato di aver denunciato il Caf Alpa affiliato alla Flai-Cgil: «Consigliavano alle persone come eludere i paletti del rettito di cittadinanza. Adesso arriverà un accertamento della Finanza».

« Molti vengono da noi per chiedere informazioni, da stamattina abbiamo già calcolato 150 Isee - dice Marco Cannata, addetto allo sportello del Caf Asia - ma c' è anche chi chiede informazioni per fare il furbo. Non solo con cambi fasulli di residenza, ma anche con divorzi. Si proprio così: il divorzio consensuale costa 200 euro e qualcuno pensa di fare finte separazioni per chiedere due sussidi ».
reddito di cittadinanza bancomatREDDITO DI CITTADINANZA BANCOMAT

Ma davvero si può utilizzare un trucco del genere? «In passato molti facevano separazioni fittizie per avere la pensione sociale dell' Inps - dice l' avvocato Fabio Gagliano, consulente di diversi Caf - però l' Inps ora fa controlli stringenti e verifica se i due separati vivono sotto lo stesso tetto. Il timore però è che con l' impennata di furbetti i controlli vadano in tilt».
REDDITO DI CITTADINANZA BY VAUROREDDITO DI CITTADINANZA BY VAURO

Di certo c' è che i Caf sono presi d' assalto: « Ma il vero problema è che noi non sappiamo bene cosa rispondere - dice Enzo Campo, segretario della Camera del lavoro di Palermo - e non solo. In città ci sono troppi patronati "autonomi", alcuni in mano alla politica locale.

Qui è usanza di consiglieri comunali o di circoscrizione avere un proprio ente di riferimento. Insomma, il rischio clientele è dietro l' angolo » . Nei quartieri non si parla d' altro, tutti vogliono il reddito di cittadinanza.

Fonte: qui

giovedì 20 dicembre 2018

SONO STATI DUE RAGAZZINI NOMADI AD AMMAZZARE A PUGNI E BASTONATE IL CLOCHARD DI PALERMO: FERMATO UN SEDICENNE.


L’AGGUATO È STATO PIANIFICATO INSIEME A UN 12ENNE CHE VIVE NELLO STESSO CAMPO. “ALDO” E IL SUO GATTO ERANO AMATI DA TUTTI IN CITTÀ 

SONO ARRIVATI MENTRE ERA RANNICCHIATO SOTTO UNA COPERTA E L’HA…

Felice Cavallaro per il “Corriere della Sera”

aldo il clochard ammazzato brutalmente da due ragazzini rom a palermoALDO IL CLOCHARD AMMAZZATO BRUTALMENTE DA DUE RAGAZZINI ROM A PALERMO
I loro volti sono rimasti impressi nelle registrazioni delle telecamere di banche e negozi lungo i portici di piazzale Ungheria, il rifugio e il luogo dove nella notte fra domenica e lunedì è stato ucciso a pugni e bastonate un senzatetto amato da commercianti e impiegati. Sono i volti di un ragazzino di 16 anni e di un altro minore di quattro anni più piccolo.

Due giovanissimi rom adesso sospettati di un orrendo omicidio. Interrogati da ieri sera in caserma dai carabinieri, il più grande è stato fermato. La posizione sempre più pesante, come conferma l' arrivo del procuratore aggiunto Ennio Petrigni e del sostituto Daniele Sansone negli uffici dove si confrontano le facce spaventate dei due presunti assassini con le sagome delle videoregistrazioni.

campo romCAMPO ROM
Atti trasmessi alla Procura dei minori che dovrà valutare come procedere. Sarebbero questi due balordi a muoversi verso Aid Abdellah, lo sfortunato senzatetto di 56 anni, un pittore di origini francesi conosciuto da tutti come Aldo e soccorso ogni mattina da chi gli offriva una brioche o una tazza di latte caldo, da chi scambiava volentieri due parole o portava coperte per la notte.

aldo il clochard ammazzato brutalmente da due ragazzini rom a palermo 3ALDO IL CLOCHARD AMMAZZATO BRUTALMENTE DA DUE RAGAZZINI ROM A PALERMO











Vedendo le immagini, sarebbero loro a correre via dopo che di questo clochard, sempre a spasso nella stessa piazza con un gattino al guinzaglio, era rimasto sul marciapiede il corpo senza vita, la faccia ridotta a una maschera, un lago di sangue intorno.
aldo il clochard ammazzato brutalmente da due ragazzini rom a palermo 1ALDO IL CLOCHARD AMMAZZATO BRUTALMENTE DA DUE RAGAZZINI ROM A PALERMO



Interrogatori protrattesi fino all' alba per una svolta maturata con la perquisizione nelle case dei due minori ben noti nel centro di Palermo, impegnati a vagare tutto il giorno soprattutto nelle aree pedonali fra piazza Politeama e il Teatro Massimo, offrendo a turisti e passanti piccoli oggetti, chiedendo l' elemosina, a volte litigando fra di loro, a volte prendendo di mira i più deboli del quartiere.

aldo il clochard ammazzato brutalmente da due ragazzini rom a palermo 2ALDO IL CLOCHARD AMMAZZATO BRUTALMENTE DA DUE RAGAZZINI ROM A PALERMO



È il caso del pittore che aveva confidato a due ragazzi della zona, due impiegati sempre pronti ad aiutarlo, di avere subito qualche provocazione da un gruppo di giovani pronti a importunare i venditori ambulanti e i clochard che dormono sotto i portici. È anche il caso di un serbo al quale gli investigatori sono risaliti sempre attraverso i video. Ma forse lo stesso serbo ha consentito di concentrare l' attenzione sui due minori raggiunti ieri nei loro alloggi dove sono state sequestrati oggetti ritenuti utili, forse qualcosa che apparteneva ad «Aldo».
aldo il clochard ammazzato brutalmente da due ragazzini rom a palermo 4ALDO IL CLOCHARD AMMAZZATO BRUTALMENTE DA DUE RAGAZZINI ROM A PALERMO







Agghiaccianti i risultati dell' autopsia che proprio ieri ha confermato la ferocia del massacro. Un agguato mentre il senzatetto era rannicchiato sotto una coperta. Picchiato prima al volto, poi alla nuca. A pugni, ma anche con un corpo contundente, forse un bastone. Colpi secchi e ferite profonde.

Atroce epilogo di tensioni fra disperati in «una città che cerca di esaltare la capacità di accoglienza», come ripete il sindaco Leoluca Orlando, allarmato da quanto accaduto sotto quei portici, deciso a intitolarli ad Abdellah e ad esporre nel giorno dei funerali le bandiere a mezz' asta negli uffici comunali. Scelte condivise da chi continua a lasciare fiori e messaggi occupandosi anche del piccolo gattino, Helios, rimasto senza padrone per colpa di due balordi.

Fonte: qui

venerdì 30 novembre 2018

I 49 FURBETTI DEL CARTELLINO INDAGATI IN SICILIA?


UNDICI PERSONE SONO STATE ARRESTATE: ECCO COME RIUSCIVANO A MANIPOLARE IL SISTEMA DELLE PRESENZE – VIDEO

Alessandro Camilli per www.blitzquotidiano.it
furbetti del cartellino in sicilia 5FURBETTI DEL CARTELLINO IN SICILIA 
Moglie gelosa aveva un rovello: e se il fedifrago mi mette le corna, quando lo fa? Il rovello a un certo punto si sposò con un sospetto, meglio con una intuizione: il tempo per mettermi le corna lo trova durante l’orario di lavoro. Impossibile? Nulla di più facile. La signora e moglie gelosa conosce il mondo dove vive: l’Italia, la Pubblica Amministrazione, Palermo, gli uffici e i dipendenti della Regione. Nulla di più facile che il tempo del lavoro fosse in realtà il tempo di tutt’altro, corna comprese.
E così la signora gelosa si rivolse alla Guardia di Finanza. Gelosa e vendicativa, la moglie tradita, non la Guardia di Finanza. Indagini, ma non c’era molto da indagare. Era evidente, si andava a colpo sicuro. Timbravano il cartellino e se ne andavano. A fare tutt’altro che lavorare. Sempre, d’abitudine. In tanti. E si aiutavano nell’impresa: se oggi non puoi o non ti va di prenderti il fastidio di timbrare e andartene, te lo timbro io e poi tu ricambi un altro giorno…
furbetti del cartellino in sicilia 4FURBETTI DEL CARTELLINO IN SICILIA 
Gli indagati sono 49, agli arresti domiciliari sono in undici. Disponibili i soliti video con quelli che strisciano il cartellino e se ne vanno. Volti oscurati a norma…a norma di qualcosa che deve essere giusto ma che indica che c’è qualcosa di falso in questa storia, in queste storie. Qualcosa di falso oltre la falsa timbratura del badge, oltre il finto rispetto dell’orario di lavoro, oltre il finto lavoro.
tradimento 1TRADIMENTO 
Di storie e cronache dei cosiddetti furbetti del cartellino ne sono ormai pieni i telegiornali e i giornali, è quasi una rubrica fissa. Quante volte? Alle cronache decine e decine. Dove? Ovunque. Da quanto tempo? Da anni e anni. Quante indagini? Una caterva. Quanti scoperti? Centinaia e centinaia.
Eppure si continua per ogni dove della Pubblica Amministrazione. Si continua a far finta di lavorare, a rubare di fatto lo stipendio, a truccare la firma del cartellino, ad amputare se non azzerare l’orario di lavoro. Si continua perché se va male, se scoperti, se indagati niente meno che arresti domiciliari.
furbetti del cartellino in sicilia 7FURBETTI DEL CARTELLINO IN SICILIA 
Durano un po’, poi passano. Dovrebbero essere una intollerabile vergogna civile, trascorrono tra la solidarietà più o meno espressa della comunità di lavoro e di quartiere, tra le frasi: una brava persona, una famiglia educata, non si rovina una famiglia per uno sbaglio…
Passati gli arresti domiciliari, più simili ad una vacanza forzata che ad una pena afflittiva, si paga sul luogo di lavoro la grave inadempienza, l’aver fatto finta di essere al lavoro, sistematicamente e in maniera organizzata? Insomma li licenziano? Solo sui giornali. Solo nei titoli dei giornali ci sono i licenziamenti. Nei titoli dei giornali e nelle dichiarazioni dei ministri competenti.
Nella realtà non li licenziano mai. Un cento approssimativo dice che in un anno di licenziamenti veri per chi truffava la Pubblica Amministrazione da dentro ce ne sono stati che non arrivano a dieci. Neanche dieci su centinaia e centinaia presi con le mani nella marmellata. Presi e ripresi dalle telecamere. A volto coperto, anzi pixellato dalle tv. Il che sarà anche omaggio alla privacy e sarà anche garanzia dovuta e attestata.
Però quel volto resi irriconoscibile annuncia che il furbetto del cartellino, una volta passato il momentaneo incidente dell’inchiesta, torna. Torna al posto di stipendio che occupava prima (parlare di posto di lavoro è parola grossa nel caso in specie) Torna, irriconoscibile tra gli altri. Torna tra gli altri.
nel tradimento parla il linguaggio del corpoNEL TRADIMENTO PARLA IL LINGUAGGIO DEL CORPO
Saranno le leggi dolci o la lenta applicazione di leggi non lasche…sarà la pigrizia prudente e in fondo complice della Pubblica Amministrazione  (se lo licenzio mi fa causa e perché proprio io dirigente devo prendermi questa rogna..?)…sarà che alla fine tutti a dire onestà, onestà, in galera, in galera ma solo fino a che non riguarda il vicino, il parente, l’amico, il collega.
furbetti del cartellino in sicilia 1FURBETTI DEL CARTELLINO IN SICILIA
Sarà quel che sarà, anzi quel che è. Ed è che nella Pubblica Amministrazione se a lavorare non ci vai, se sei assenteista di vocazione e professione lo stipendio non lo perdi praticamente mai. L’unico che ti può mettere nei guai è un partner geloso, ma sono guai che passano. Garantito. 

Eccolo cosa c’è di falso in queste storie tutte uguali, c’è di falso che imbrogliare lo Stato e il prossimo fingendo di lavorare comporti il rischio reale di essere licenziati. 

Quindi…continuano.    
Fonte: qui

sabato 17 novembre 2018

COMPRERESTE PER 225 MILA EURO UN ECOMOSTRO SULLA SPIAGGIA, IN UN’AREA A ELEVATA PERICOLOSITÀ IDROGEOLOGICO, IMPOSSIBILE DA CONDONARE?


IL SINDACO DI BAGHERIA, PATRIZIO CINQUE, E LA DEPUTATA CATERINA LICATINI, ENTRAMBI DEL M5S, LO HANNO FATTO

LO HANNO ACQUISTATO PER FARCI UN HOTEL DI LUSSO, NEL SILENZIO DEI VERTICI DEL M5S. IL GIORNO DOPO LA COMPRAVENDITA, CINQUE HA CAMBIATO IL REGOLAMENTO COMUNALE...

UN TEMPO DI MAIO SI SPERTICAVA IN ELOGI, POI HA PROVATO A PRENDERE LE DISTANZE, MA…

Gian Antonio Stella per il “Corriere della Sera”

patrizio cinquePATRIZIO CINQUE
Comprereste per 225 mila euro il rudere di un ecomostro abusivo tirato su sulla spiaggia di un'area a «elevata pericolosità» idrogeologica e impossibile da condonare? «Eccoci!», hanno risposto il sindaco grillino di Bagheria e una deputata dello stesso M5S.

Vogliono farci un resort deluxe «per rilanciare il turismo». Il caso, però, rischia di fare il botto. Anche per gli imbarazzati silenzi di chi aveva parlato di «un modello Bagheria». Luigi Di Maio, già alle prese col contestato condono di Ischia, dirà che sì, un tempo si spinse in grandi elogi («Patrizio Cinque ci piace molto e gode della stima incondizionata del Movimento. Un esempio di come si possa prendere un Comune pieno di debiti e portarlo tra mille difficoltà alla normalità») ma aggiungerà d' aver già preso le distanze mesi fa dopo aver scoperto che quel sindaco aveva davvero la casa di famiglia abusiva e non condonata («ha pure querelato!») come lui pensava.

l'ecomostro comprato dal sindaco di bagheria ph marco valleL'ECOMOSTRO COMPRATO DAL SINDACO DI BAGHERIA
È vero. Il guaio è che a dispetto della scomunica formale alla vigilia del voto del 4 marzo («Non è un sindaco del Movimento»), Patrizio Cinque risulta ancora del M5S perfino sul sito ufficiale del Comune. Come grillini sono tutti (tutti) i membri della giunta. E grillini i 15 consiglieri comunali (tre sono stati persi per strada) che reggono la maggioranza. Senza alcun anatema dall' alto, pur essendo Palermo e la sede del Consiglio regionale a una ventina di minuti d' auto.

caterina licatiniCATERINA LICATINI




Ma partiamo dall' inizio. Cioè dal 5 maggio 2017 quando il primo cittadino della città un tempo celebre per le splendide ville barocche ora assediate da immonde porcherie cementizie, nomina alla municipalizzata comunale, la «Amb», una fedelissima: Caterina Licatini.

luigi di maio patrizio cinqueLUIGI DI MAIO PATRIZIO CINQUE
Così fedele che non solo si batterà l' anno dopo per farla eleggere per il M5S alla Camera (insieme con un' altra grillina bagherese, Vittoria Casa, oggi silente) ma la coinvolge dieci giorni dopo, cioè lunedì 15 maggio (col di lei marito, l' architetto Liborio Toia), nella fondazione di una società, la «Nuova Poseidonia srl», con sede a Bagheria in via Zara 26. Un edificio a sua volta almeno parzialmente abusivo (dove risulta stare un bed&breakfast: «Zara») e coinvolto in un' altra richiesta di condono.

Due giorni dopo, mercoledì 17 maggio, la neonata società del sindaco e della deputata, con l' aggiunta di un paio di soci, è già pronta a partecipare a un' asta andata deserta tre volte (la prima con base di partenza a due milioni di euro) per l' acquisto di quello che un tempo era il ristorante «New Orleans». Una sala da matrimoni e ricevimenti costruita a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta direttamente sugli scogli e la spiaggia del Sarello.
l'ecomostro comprato dal sindaco di bagheria 1L'ECOMOSTRO COMPRATO DAL SINDACO DI BAGHERIA

Una mostruosità in cemento armato «ingentilita» da un salone vista mare con le colonnine e gli affreschi (horror) e via via ingrandita con l' aggiunta di un terzo e poi un quarto piano abusivi. Prezzo d' acquisto del rudere, paragonabile solo a schifezze come l' hotel Alimuri di Vico Equense e come quello destinato con le regole di oggi a esser abbattuto con la dinamite, 225 mila euro. Soldi che poteva sborsare solo chi fosse stato convinto di poter davvero sistemare le cose buttando giù qualche metro cubo e irridendo alle normative vigenti, alle denunce ambientaliste, agli interventi della magistratura.

caterina licatini 2CATERINA LICATINI
Ma c' è di più. Il 18 maggio 2017 e cioè il giorno dopo aver comprato coi soci l' ex «matrimonificio» (il giorno dopo!), il giovane e disinvolto sindaco propone alla giunta di Bagheria da lui guidata un nuovo regolamento per l' acquisizione degli immobili abusivi. Regolamento che «interpreta», diciamo così, l' uso delle ruspe contro le costruzioni illegali già condannate da sentenze passate in giudicato. E riconosce agli abusivi il diritto di abitazione (che di fatto sospende le ruspe) finché il Comune non avrà i soldi (mai, con l' aria che tira) per pagare i caterpillar. E le abitazioni costruite entro i 150 metri dal mare? Dentro anche quelle.

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Ma come: Cinque non aveva già sbattuto il naso nel febbraio 2016, oltre un anno prima, contro una polemica rovente a proposito della casa di famiglia denunciata da Le Iene come abusiva? Non aveva già assaggiato la collera online degli stessi grillini indignati per la superficialità offensiva con cui aveva dichiarato che la casa era «sanata» fino a dover ammettere dopo un servizio di Piazzapulita («Ero convinto che l' iter fosse concluso, ma in realtà non è così») di avere raccontato a tutti una «inesattezza»? E tutto questo dopo tanti annunci di immediate demolizioni?

patrizio cinque luigi di maio giancarlo cancelleriPATRIZIO CINQUE LUIGI DI MAIO GIANCARLO CANCELLERI
Fatto sta che quattro mesi dopo, il 19 settembre 2017, la Regione dice che no, non va bene: il regolamento in alcune parti è «in netto contrasto con le leggi vigenti». Finché il nuovo segretario generale del Comune, Maria Daniela Amato, nella convinzione di potere un giorno o l' altro essere censurata, annulla tutto «in autotutela».

patrizio cinque 1PATRIZIO CINQUE







È il 12 ottobre scorso, un mese fa. Nel frattempo, c' è chi ha notato il gironzolare di qualche tecnico con il metro in mano intorno al rudere. Come mai questo movimento? Girano voci... Finché Angelo Bonelli, leader dei Verdi italiani, chiede ai suoi di fare una visura camerale, raccoglie materiale e denuncia tutto in Procura: l' ecomostro appartiene a quel sindaco e quella deputata di cui dicevamo.

l'ecomostro comprato dal sindaco di bagheriaL'ECOMOSTRO COMPRATO DAL SINDACO DI BAGHERIA
Sui quotidiani locali e sull' edizione palermitana di Repubblica grazie ai servizi di Antonio Fraschilla, scoppia un putiferio. Che però fatica, nonostante le denunce di vari esponenti democratici come Orazio Amenta, a detonare come meriterebbe sulle prime pagine. Finché, in coincidenza con la tragedia di Casteldaccia e i funerali dei nove poveretti sepolti dal fango nella villa abusiva, salta fuori una novità sconcertante.
caterina licatini 1CATERINA LICATINI






La spiaggia di Sarello su cui incombe ciò che resta del vecchio New Orleans, che dista non più di cinque chilometri proprio da Casteldaccia, è catalogata nella Carta della Pericolosità del Piano di bacino (siamo sempre nei dintorni del Milicia) come a «elevata pericolosità idrogeologica». E meno male che ci vogliono rilanciare il turismo il sindaco di Bagheria e la deputata grillina. Piazzata, pura coincidenza, alla Commissione ambiente...

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