9 dicembre forconi: pistola
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domenica 21 ottobre 2018

IN FRANCIA, UNO STUDENTE DI UN LICEO DI CRETEIL MINACCIA LA PROFESSORESSA CON LA PISTOLA AD ARIA COMPRESSA


IL FILMATO, GIRATO DA UN COMPAGNO DI CLASSE, CHE NEL FRATTEMPO SGHIGNAZZA, E’ FINITO IN RETE - VIDEO


Giovanna Pavesi per www.ilgiornale.it
FRANCIA - UNO STUDENTE MINACCIA L INSEGNANTE CON UNA PISTOLAFRANCIA - UNO STUDENTE MINACCIA L'INSEGNANTE CON UNA PISTOLA

Le avrebbe intimato di cambiare la nota nel registro di classe elettronico, puntandole una pistola ad aria compressa. È accaduto in Francia, qualche giorno fa, al liceo Edouard-Branly di Créteil. Protagonisti dell'episodio, uno studente e un'insegnate. Con un'arma in mano lui, rassegnata seduta al computer dell'aula lei. Una scena surreale.

FRANCIA - UNO STUDENTE MINACCIA L INSEGNANTE CON UNA PISTOLAFRANCIA - UNO STUDENTE MINACCIA L'INSEGNANTE CON UNA PISTOLA









Secondo quanto riportato dal quotidiano francese Le Parisien, il giovane le avrebbe gridato di metterlo presente nell'elenco, davanti a tutti. A testimoniare l'accaduto un video girato con lo smartphone da un compagno di scuola. Nelle immagini apparirebbe anche un altro studente che, alzandosi in piedi, farebbe un gestaccio davanti. Le immagini, diventate subito virali, sarebbero apparse in rete il 18 ottobre. La polizia, che ha aperto un'indagine, ha arrestato i due alunni apparsi nel video. Le forze dell'ordine stanno cercando di individuare anche il terzo compagno che ha filmato la scena.

Fonte: qui


IL CASO DEL 16ENNE DI CRETEIL, IN FRANCIA, CHE HA PUNTATO LA PISTOLA CONTRO LA SUA INSEGNANTE EVIDENZIA LE DIFFICOLTA’ DEL SISTEMA SCOLASTICO FRANCESE A GESTIRE MULTICULTURALISMO, DIFFERENZE SOCIALI E RELIGIOSE 

PESA L’EDUCAZIONE RICEVUTA IN FAMIGLIA, I GIOVANI MUSULMANI DIFENDONO “UNA VISIONE ASSOLUTISTA DELLA RELIGIONE”, LA SUBALTERNITA’ DELLA DONNA E LA CENTRALITA’ DEL CORANO









Francesco De Remigis per “il Giornale”

È solo l'ultimo episodio di violenza contro i professori nelle scuole francesi. Ma il video sui social che inchioda un adolescente alle sue azioni riaccende i riflettori sulla difficile quotidianità in cui i docenti si trovano a insegnare. «Scrivi presente e non assente», grida il 16enne all' insegnante in cattedra. Impugna una pistola ad aria compressa in classe. In stato di fermo, minimizza: «Non sono un delinquente».

FRANCIA - UNO STUDENTE MINACCIA L INSEGNANTE CON UNA PISTOLAFRANCIA - UNO STUDENTE MINACCIA L'INSEGNANTE CON UNA PISTOLA
Per il presidente Emmanuel Macron tutto ciò è «inaccettabile». Ma quel che è successo nei giorni scorsi in una scuola di Créteil, banlieue sud-est di Parigi, è solo l' esempio più eclatante di come molti studenti, come raccontano i professori, rivendicano un legame col proprio Paese d' origine, anche se non ci hanno mai messo piede, e non hanno il minimo rispetto per l'insegnante, specie se donna.

La laicità è spesso sacrificata sull'altare del rispetto di culture diverse, in una Francia che è l'avamposto delle problematiche che si potrebbero presentare anche in altri Paesi europei.
Due rapporti allarmanti lo dimostrano: il primo, presentato dai sociologi Anne Muxel e Olivier Galland a marzo dell' anno scorso, ha sondato 7mila allievi di 21 licei francesi.

È emerso che i giovani musulmani «sono tre volte più numerosi degli altri nel difendere una visione assolutista della religione, sostenendo che spieghi la creazione del mondo meglio della scienza». Tra insulti sessisti e soggetti tabù (scienze e storia, materie sempre meno affrontate per non urtare le loro sensibilità), l' educazione nazionale sembra impotente alla prova del comunitarismo.

FRANCIA - UNO STUDENTE MINACCIA L INSEGNANTE CON UNA PISTOLAFRANCIA - UNO STUDENTE MINACCIA L'INSEGNANTE CON UNA PISTOLA
Nel suo numero speciale di maggio, Charlie Hebdo ha raccolto 60 testimonianze choc di insegnanti che mostrano le difficoltà quotidiane di chi prova a ricordare che la laicità in Francia è l' unica cosa sacra. L'album delle criticità chiama in causa l'educazione che i ragazzi ricevono in famiglia, i quartieri dove vivono, ma anche la politica: il rapporto «Segni e manifestazioni di appartenenza religiosa nei plessi scolastici», datato 2004, è infatti sepolto nei cassetti dell' Eliseo dall' epoca Chirac.

La scuola è lo specchio della società francese. Un multiculturalismo «islamizzato» in cui il 68 per cento degli studenti piazza la religione al di sopra delle leggi della Repubblica, indica un altro rapporto più recente di Sciences-Po Grenoble redatto da Sebastien Roché, direttore del Centro nazionale di ricerche scientifiche sulla base delle risposte di 9mila ragazzi delle scuole di Marsiglia e Aix-en-Provence.

Charlie Hebdo ha anche parlato con i professori per capire cosa resta della pedagogia classica. «Spesso preferiamo non affrontare certe tematiche per non essere poi obbligati a giustificarci davanti agli allievi o ai genitori, finanche con le gerarchie interne agli istituti», ammette B., insegnante di francese. Agghiacciante il racconto di P., professore in un liceo del Gard, Francia meridionale. Dopo gli attacchi del 2015, «alcuni studenti musulmani hanno rifiutato di alzarsi e onorare il minuto di silenzio, uno di loro poi ha mormorato: Sul Corano, è giusto così».

Fonte: qui

martedì 31 luglio 2018

PALAZZO GRAZIOLI – UN SOLDATO SI È CHIUSO NEI BAGNI DI BERLUSCONI E SI È SPARATO ALLA TEMPIA

È IL TERZO SUICIDIO IN SEI MESI TRA I MILITARI IMPEGNATI NELL’OPERAZIONE “STRADE SICURE”


palazzo grazioliPALAZZO GRAZIOLI
Si è chiuso in uno dei bagni di Palazzo Grazioli. Un colpo di pistola alla tempia destra. Il caporal maggiore di 25 anni era di guardia presso la residenza romana di Silvio Berlusconi.

Venerdì intorno alle 15 si è allontanato dal servizio, ha raggiunto un locale dei piani inferiori del palazzo usato dai militari e lì si è sparato. L' avrebbe fatto per amore, fanno sapere dall' esercito. Ma è già polemica sul terzo suicidio in sei mesi di militari impegnati dell'operazione Strade sicure.

LE INDAGINI
Nessun dubbio sulla ricostruzione per i carabinieri di piazza Venezia e della compagnia Roma Centro intervenuti per i rilievi.

E.D.M. (le iniziali del nome del giovane) si è ucciso con la pistola d' ordinanza che i militari prendono a inizio turno e poi riconsegnano al termine. Il suo, venerdì, andava dalle 13 alle 19.
militari strade sicure 2MILITARI STRADE SICURE

Il caporal maggiore, originario della provincia di Salerno, faceva parte del primo Reggimento Granatieri di Sardegna. «Motivi sentimentali», precisano fonti dell' esercito. Il militare era tornato dalla sua città a Roma - dove era in servizio da più di un anno - venerdì mattina.

Fino al giorno prima gli amici l' avevano visto con la fidanzata. «Un ragazzo solare, pieno di vita e di voglia di divertirsi - racconta chi lo conosceva bene - gli piaceva frequentare i locali. Non riusciamo a capire come sia potuto succedere».

enrico de mattiaENRICO DE MATTIA
Nessuno sapeva di una crisi con la ragazza o di una rottura. «Lo vedevamo più silenzioso, ma pensavamo che a renderlo inquieto fosse il lavoro».

I PRECEDENTI
Il Capo di Stato Maggiore dell' Esercito, generale Farina, assicura «massima trasparenza» per chiarire le ragioni del gesto. Erano stati i membri M5S della Commissione Difesa a sollevare i primi interrogativi.

militari strade sicureMILITARI STRADE SICURE
«Non è un caso isolato e il clima all' interno delle caserme spesso non garantisce serenità. Vogliamo capire se ci siano stati condizionamenti» che hanno portato il militare a spararsi.

«Commozione e cordoglio», da parte del ministro della Difesa, Elisabetta Trenta. È il terzo militare dell' operazione Strade Sicure che si suicida. A febbraio scorso un bersagliere di 29 anni di Taranto si è tolto la vita nello stesso modo nella stazione metro di Barberini. A dicembre 2017 un altro Granatiere di stanza a Spoleto si è impiccato mentre era in licenza dopo il periodo di servizio nell' operazione.

I settemila militari coinvolti nell' operazione Strade Sicure - attacca GrNet.it il sito specializzato in questioni militari che ha dato la notizia del suicidio - sono «tutti provati fisicamente e psicologicamente».
palazzo grazioli 1PALAZZO GRAZIOLI

In 150 hanno presentato un «atto di intimazione» al ministro della Difesa e al capo di Stato Maggiore dell' esercito per chiedere il rispetto del testo unico sulla sicurezza sul lavoro. Sono costretti a «restare in piedi per almeno sei ore consecutive e di indossare un armamento di circa 20 chili».

La Difesa ha replicato assicurando che il ministro aveva già chiesto un approfondimento sulle condizioni di lavoro dei militari di Strade Sicure. Fonte: qui

venerdì 8 giugno 2018

CENTRATO ALLA TESTA DA UN COLPO DI PISTOLA MENTRE ATTENDEVA IL SUO TURNO DAL MEDICO: COSÌ È MORTO A ROMA GAETANO RANDAZZO, COLPITO ACCIDENTALMENTE DA UNA GUARDIA GIURATA

IL MEDICO AVEVA CHIESTO AL VIGILANTE DI MOSTRARGLI LA PISTOLA, CHE AVEVA IL COLPO IN CANNA, E… VIDEO E FOTO

VIDEO - PAZIENTE UCCISO NELLO STUDIO MEDICO, IL FRATELLO: «MA SI PUÒ MORIRE COSÌ?»


Marco De Risi e Raffaella Troili per “il Messaggero”

roma muore dal medico per uno sparo accidentale 17ROMA MUORE DAL MEDICO PER UNO SPARO ACCIDENTALE
Voleva solo una ricetta, è morto nella sala d'attesa di uno studio medico, a pochi passi da casa: centrato alla testa. Gaetano Randazzo, 58 anni, ex pasticcere, aspettava il suo turno quando è stato raggiunto da un colpo di pistola partito accidentalmente dalla stanza del dottore dove all'interno in quel momento c'era una guardia giurata di 40 anni, Fabian Manzo dipendente della Società Security service. Uno scherzo beffardo del destino, che porterà i familiari a gridare «gli ha fatto la ricetta a vita».

Il dramma è avvenuto ieri pomeriggio alla periferia di Roma, a Colli Aniene, in viale Palmiro Togliatti, al primo piano di un enorme caseggiato che ospita uno studio medico. Poco prima delle 17.
roma muore dal medico per uno sparo accidentale 18ROMA MUORE DAL MEDICO PER UNO SPARO ACCIDENTALE

L'uomo era nella sala d'attesa del medico di famiglia, Paolo Episcopo, 65 anni, quando è stato raggiunto dal proiettile che ha attraversato la parete in cartongesso e centrato Gaetano Randazzo.

Ad accorgersi della tragedia, lo stesso medico, che ha aperto la porta per sincerarsi che non ci fosse stato alcun danno: purtroppo uno dei pazienti in attesa era a terra, gli altri sotto choc. Inutili i soccorsi, Gaetano Randazzo, è morto pochi istanti dopo. «Abbiamo sentito uno sparo e poi quell'uomo accasciarsi a terra».
roma muore dal medico per uno sparo accidentale 9ROMA MUORE DAL MEDICO PER UNO SPARO ACCIDENTALE 

Da quanto ricostruito dai carabinieri del Nucleo radiomobile e di via in Selci, anche ascoltando chi era presente nella saletta in quel momento, il medico (che ha il porto d'armi) avrebbe chiesto alla guardia giurata, che era lì per una visita necessaria per rinnovare il porto d'armi, di mostrargli la pistola: le pareti in cartongesso hanno permesso di ascoltare stralci di conversazione, del tipo «fammela vedere, dai».

roma muore dal medico per uno sparo accidentale 8ROMA MUORE DAL MEDICO PER UNO SPARO ACCIDENTALE 




A quel punto la guardia giurata deve aver effettuato una manovra sbagliata, probabilmente aveva il colpo in canna, ed è partito. Il vigilantes è stato arrestato con l'accusa di omicidio colposo.

RESIDENTI SOTTO CHOC
Sulla vicenda sono in corso indagini da parte dei carabinieri che al momento ipotizzano l'incidente. Sotto choc chi era presente nella sala d'attesa e i tanti che da anni frequentano lo studio medico.

roma muore dal medico per uno sparo accidentale 6ROMA MUORE DAL MEDICO PER UNO SPARO ACCIDENTALE 

«Il dottore oggi ha fatto anche il doppio turno, una bravissima persona, lo conosciamo tutti da una vita, sta qui da tanti anni». Ora dicono che non si dia pace, che si senta responsabile dell'accaduto.

Pieni di dolore e rabbia i familiari di Gaetano, che nella vita non ha mai fatto del male a una mosca, ha vissuto per i figli, Rita, di 42 anni, e due gemelli. La moglie Anna non sa che è morto, sa solo che sta male, non hanno avuto il coraggio di dirglielo, è stata operata da poco al cuore, è appena tornata a casa.

roma muore dal medico per uno sparo accidentale 7ROMA MUORE DAL MEDICO PER UNO SPARO ACCIDENTALE 

Ieri un'ambulanza è arrivata in via Sacco e Vanzetti, era per la moglie di Gaetano. La famiglia Randazzo viveva al dodicesimo piano. Lui era nato a Palermo, da una vita a Roma, prima pasticcere, poi fioraio lungo la Togliatti, la moglie lavorava in una ditta di pulizie.

11 FRATELLI
Aveva undici fratelli, Tonino, uno di loro ieri non si dava pace, «sono piccolo ma se mi arrabbio non ce n'è per nessuno», diceva sconsolato. Accorso in viale Palmiro Togliatti ha aspettato a lungo che qualcuno gli dicesse per filo e per segno come era morto suo fratello.

L'ha visto uscire avvolto alla bell'e meglio in lenzuoli e teli. Quanto alla guardia giurata, l'edicolante sotto lo studio ricorda: «Se lo sono portato via, era un fantasma». Molte persone si sono radunate fuori allo studio per sapere se il medico stesse bene, «è stato colpito anche lui?».

roma muore dal medico per uno sparo accidentale 4ROMA MUORE DAL MEDICO PER UNO SPARO ACCIDENTALE 

Difficile credere che si possa morire così, in quello studio che raccoglie un ampio bacino d'utenza, conosciuto da oltre 30 anni. «Io sono andato via poco prima, potevo esserci io, ma come si fa a morire così», è rimasto a lungo a fissare lo studio, un ragazzo muscoloso, anche lui in possesso del porto d'armi.

6 Giugno 2018

Fonte: qui