9 dicembre forconi: militari
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martedì 7 maggio 2019

TRA I MILITARI CRESCE IL MALCONTENTO CONTRO L’OPERATO DEL MINISTRO DELLA DIFESA

SE PURE I GENERALI, ABITUATI ALL’OBBEDIENZA, SONO ARRIVATI A QUESTO PUNTO, SIGNIFICA CHE SIAMO ARRIVATI A UN PUNTO DI NON RITORNO 
L’ISTRUTTORIA SUL GENERALE PAOLO RICCÒ, IL RIORDINO DELLE CARRIERE, L’INFLUENZA DI LUIGI DI MAIO E L’INSOFFERENZA DI SALVINI: TUTTI I FRONTI APERTI
Chiara Giannini per “il Giornale”

Il malcontento tra i militari cresce. Le esternazioni del ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, in seguito all' apertura di un' istruttoria nei confronti del generale Paolo Riccò, che lo scorso 25 aprile aveva abbandonato la cerimonia della festa della Liberazione a Viterbo in seguito agli attacchi dell' Anpi, non sono piaciute né alla base né ai vertici delle Forze armate. Sui social la polemica si è scatenata, tanto che è stato creato un gruppo, che conta oltre 4.400 iscritti, dal nome «Io sto con il generale Paolo Riccò».

paolo ricco' 3PAOLO RICCO'
Il fatto è che il ministro, nel corso del suo anno di mandato, ha fatto un sacco di promesse, ma ne ha mantenute poche, a partire da quelle sul riordino delle carriere, tanto che un delegato Cocer ha dovuto fare, nel silenzio più assoluto della Difesa, 40 giorni di sciopero della fame per avere le rassicurazioni del caso dal premier Giuseppe Conte.
I militari sono abituati all' obbedienza, al rispetto dell' istituzione, per cui se sono arrivati a questo punto è perché davvero non ne possono più dell' agire dei 5 stelle. Tutto passa per la piattaforma Rousseau, con decisioni che cadono dall' alto.

giovanni tria saluta elisabetta trenta (1)GIOVANNI TRIA SALUTA ELISABETTA TRENTA 
«La Trenta - racconta un ufficiale - è una brava persona, ma è nelle mani di Di Maio e dei pentastellati. Non ha un suo vero potere decisionale. Il problema non è lei, ma i suoi più stretti collaboratori, che ci chiediamo: sono stati scelti dal ministro o da qualcun altro?». A far infuriare ancora di più sono i recenti attacchi al ministro dell' Interno, Matteo Salvini, i cui consensi sono in crescita anche in ambito Forze armate.
paolo ricco' 2PAOLO RICCO'




Il vicepremier non manca ogni volta di avere premura per le divise e questo piace ai militari, che si sentono, invece, con i 5 Stelle, in mano a dilettanti allo sbaraglio. E il malcontento tocca davvero tutti i livelli, malgrado le apparenze.

salvini ignora elisabetta trentaSALVINI IGNORA ELISABETTA TRENTA
Il generale di brigata in ausiliaria Vincenzo Liguori ha scritto ieri su Facebook, dopo che la Trenta ha cancellato un suo commento: «Lei parla tanto di trasparenza, ma applica la censura nella peggiore forma di bolscevica memoria! Il mio pensiero non offendeva nessuno ed era riferito agli aspetti tecnici delle procedure di accertamento da lei poste in essere e reclamizzate. La sua reazione avvilisce qualsiasi tentativo di dialogo, riducendolo al mero o ti schieri con e mi ossequi o ti cancello! Questa non è democrazia».
elisabetta trentaELISABETTA TRENTA




Il tenente Alessandro Scano, del reggimento Lanceri di Montebello, ferito nel 1993 nei combattimenti di Mogadiscio, non usa mezzi termini sulla vicenda del generale Riccò e si chiede quale sia «l' opportunità, data la gravità e la risonanza mediatica, di verifiche e accertamenti che sono legittimi e previsti dalla legge. Ma anche circa l' opportunità da parte di esponenti dell' attuale governo di pubblicare i propri giudizi sui social». Ricordando il curriculum di Riccò, specifica: «Per noi, la sofferenza e il valore sul campo, non hanno colore.
elisabetta trenta giuseppe conteELISABETTA TRENTA GIUSEPPE CONTE

Chiariscano i politici, nei loro ambiti parlamentari e non nelle cerimonie ufficiali, le loro differenze e soprattutto le loro contraddizioni senza riversare la loro bile ideologica su di noi, sulle nostre famiglie e, peggio, sui nostri caduti». E conclude: «Noi siamo già tutti con Paolo Riccò».

elisabetta trentaELISABETTA TRENTA
Il generale Marco Bertolini, ex comandante del Comando operativo di vertice interforze, candidato alle Europee per Fdi, avanza critiche: «Si sta trasformano una vicenda spiacevole, che poteva essere sbrigata con un encomio solenne all' interessato, in un assist per chi sta cercando di distruggere le Forze Armate; che non sono proprietà del ministro, né della coalizione di governo, ma di tutti gli italiani».

Fonte: qui

domenica 31 marzo 2019

I militari francesi sono stati autorizzati ad usare la forza sui Gilet gialli se minacciati di morte



Ai soldati francesi impiegati nelle forze di polizia di Parigi sarà permesso di "aprire il fuoco" se le loro vite saranno messe in pericolo dai Gilet gialli questo fine settimana, riferisce il  Daily Mail , citando il governatore militare di Parigi. 
"Sono perfettamente in grado di apprezzare la natura della minaccia e rispondervi in ​​modo proporzionato", ha detto il generale Bruno Leray in un'intervista del venerdì con Franceinfo Radio. Se la loro vita o quella delle persone che difendono è minacciata, possono aprire il fuoco "  .
Come riportato mercoledì , le autorità francesi hanno annunciato  lo schieramento di truppe antiterrorismo da Opération Sentinelle per concentrarsi sulle minacce collegate ai Gilet gialli dopo il peggioramento della situazione di protesta dello scorso fine settimana (dopo una breve pausa alla fine del fallito dibattito del presidente Macron iniziativa che ha spinto i municipi a lamentare l'aereo), che è quasi  diventato mortale per i civili casuali  catturati nel caos dei rivoltosi che si scontrano con la polizia
È stato ora confermato che l'esercito francese sosterrà circa 5.000 poliziotti che cercheranno di mantenere l'ordine durante la manifestazione, dei Gilet gialli, del 19 ° Sabato di fila a Parigi nel fine settimana.
Il generale Leray ha detto a Franceinfo Radio venerdì: "Se la loro vita o quella delle persone che difendono è minacciata, possono andare fino al fuoco". Posta giornaliera
Opération Sentinelle è iniziata dopo gli attacchi dell'Île-de-France del gennaio 2015 (la serie di atti terroristici legati ad al-Qaeda iniziati con  le riprese di Charlie Hebdo ) e ha provocato circa 10.000 soldati e 4.700 poliziotti e gendarmi dispiegati in siti sensibili e edifici pubblici attraverso Paese. 
Mercoledì, il portavoce del governo, Benjamin Griveaux, dopo un incontro settimanale del governo, ha sottolineato le "nuove forme di violenza"  che, a suo avviso, giustifica l'impiego delle  forze antiterrorismo. 
"Dopo aver visto le nuove forme di violenza sabato, saranno adottate misure di emergenza per rafforzare la reazione delle forze di sicurezza", ha detto Griveaux  Ha aggiunto che questo include "la mobilitazione rafforzata di Sentinelle per proteggere l'edificio ufficiale e altre posizioni fisse nella capitale".

"Gli individui hanno deciso di attaccare la democrazia e i suoi simboli",  ha detto Griveaux ulteriormente. Fonte: qui

venerdì 25 gennaio 2019

VENEZUELA NEL CAOS, I MILITARI CON IL DITTATORE CHAVISTA CHE RICEVE UN ASSIST DA CINA E RUSSIA


TRUMP VUOLE TRATTARE LA RESA DI MADURO, GUAIDÓ, DOPO ESSERSI AUTOPROCLAMATO PRESIDENTE, PROMETTE: AMNISTIA ANCHE PER MADURO: LA REPLICA: "NON LASCERÒ MAI" 

SALVINI: "MADURO? PRIMA SE NE VA MEGLIO È" 

"IL SUO REGIME FONDATO SULLA VIOLENZA, SULLA PAURA E SULLA FAME"

Alfredo Spalla per “il Messaggero”

A due giorni dall' auto-proclamazione di Juan Guaidó come nuovo presidente del Venezuela, l' entusiasmo dell' opposizione comincia a diminuire davanti alle reazioni di Maduro, dei militari venezuelani e di alleati pesanti come Russia e Cina. Il sostegno di Trump all' opposizione resta un buon punto di partenza per convincere il regime chavista a trattare la resa, ma non è sufficiente. Intanto, le proteste proseguono e, nonostante gli inviti a una soluzione pacifica, in due giorni si sono registrati 16 morti e oltre 200 arresti. In queste ore, gli analisti latino-americani si sono soffermati sulle mosse di quattro protagonisti della vicenda: le forze armate venezuelane; la Russia; la Cina e gli Stati Uniti.

VENEZUELA GUAIDO'VENEZUELA GUAIDO'
LA FUERZA ARMADA NACIONAL 

«Io non rinuncerò mai» ha proclamato ieri Nicolas Maduro intervenendo alla cerimonia d' apertura dell' anno giudiziario. I militari sono ufficialmente al fianco del presidente, che a gennaio ha iniziato un nuovo mandato. La Fuerza Armada Nacional Bolivariana ha condannato l' auto-proclamazione di Guaidó, non riconoscendolo come nuovo Presidente della Repubblica: «La disperazione e l' intolleranza mettono a repentaglio la pace della Nazione. Noi, soldati della Patria, non accettiamo un presidente imposto da oscuri interessi, né autoproclamatosi al di fuori della legge. La Fanb difende la Costituzione e garantisce la sovranità nazionale», ha chiarito il ministro della Difesa del Venezuela, generale Vladimir Padrino Lopez. Julio Borges, ex Presidente del Parlamento e una delle voci più forti dell' opposizione, ha però contestato la versione ufficiale dei militari. Una parte di loro sarebbe infatti disposta a trattare con l' opposizione: «C' è paura, ma il muro sta crollando.
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C' è malcontento fra le Fanb, tanti ci hanno già contattato», ha twittato Borges. La partita interna si gioca tutta sull' amnistia che Guaidó ha già promesso ai militari per incentivare le diserzioni. Ma non solo. Ieri, nella sua prima intervista dopo l' autoproclamazione, Guaidò ha detto di essere disposto a concedere un' amnistia «a tutti coloro che siano disposti a mettersi dalla parte della Costituzione per recuperare l' ordine istituzionale», compreso lo stesso Nicolas Maduro.

Ha poi prospettato tre fasi per il prossimo futuro: la «fine dell' usurpazione», cioè della presidenza Maduro, una fase di transizione, ed elezioni libere e trasparenti, il tutto accompagnato da una attenzione immediata all' emergenza umanitaria nel paese. Ieri Guaidò ha anche trovato il tempo per rispondere a tutti i tweet di sostegno venuti da leader e ministri di diversi Paesi. A Salvini ha scritto: «Apprezziamo il riconoscimento della volontà di tutto il popolo venezuelano, che continuerà a parlare pacificamente per le strade».

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IL FRONTE ESTERNO 

Sul fronte esterno, invece, Putin si è sentito telefonicamente con Maduro. La Russia «sostiene le legittime autorità del Venezuela alla luce del deterioramento della crisi politica interna provocata all' estero. Le interferenze straniere - ha detto Putin - costituiscono una sfacciata violazione delle norme basilari del diritto internazionale». Mosca, attraverso il ministro degli Esteri, ha inoltre prospettato lo spettro di «una sanguinosa guerra civile» se non sarà rispettato il governo Maduro. La Cina, fra i principali partner e creditori del Venezuela, si è mossa sulla stessa linea filo-chavista: «La Cina ha consistentemente portato avanti il principio di non interferire con le politiche interne degli altri Paesi e si oppone all' ingerenza negli affari venezuelani di forze esterne», ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cinese Hua Chunying.

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Anche la Turchia di Erdogan e la Siria di Assad hanno esternato la loro vicinanza a Maduro. Invece il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha annunciato che Washington è pronta a offrire «oltre 20 milioni di dollari in aiuti umanitari per il popolo del Venezuela». Pompeo ha inoltre informato che i diplomatici Usa non lasceranno il Paese.

SALVINI: "MADURO? PRIMA SE NE VA MEGLIO È"

Alberto Maggi per www.affaritaliani.it

"Sto con il popolo venezuelano e sto contro tutte le dittature". Con queste parole il ministro dell'Interno Matteo Salvini, interpellato da Affaritaliani.it, interviene sul caos in Venezuela dopo che il leader dell'opposizione del Paese sudamericano e presidente del Parlamento, Juan Guaidò, si è dichiarato presidente.

Il leader della Lega afferma: "Sto col popolo venezuelano, sono in contatto con gli italiani in Venezuela e mi auguro che il governo faccia tutto il possibile perché soffrono da anni e sicuramente non sto con Maduro, che ha affamato il suo popolo".

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Quindi ha fatto bene Donald Trump a riconoscere Guaidò? "Quello di Maduro è un regime fondato sulla violenza, sulla paura e sulla fame. E quindi quanto prima cade, senza altrettanta violenza, meglio è". L'Italia dovrebbe riconoscere Guaidò presidente del Venezuela? "Il ministro degli Esteri sa cosa deve fare, detto questo si è perso troppo tempo. E Maduro non è persona in grado di guidare neanche un condominio".

Venezuela, Conte: preoccupa escalation violenza, auspico percorso democratico - "Seguo gli sviluppi in Venezuela ed esprimo forte preoccupazione per i rischi di un'escalation di violenza. Siamo vicini al popolo venezuelano e al fianco della collettivita' italiana nel Paese. Auspico un percorso democratico che rispetti liberta' di espressione e volonta' popolare". Lo scrive su 'Twitter' il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

VENEZUELA, PATUANELLI (M5S): AUSPICHIAMO SOLUZIONE PACIFICA E DEMOCRATICA. TUTELARE NOSTRI CONNAZIONALI - "Esprimiamo profonda preoccupazione per la drammatica crisi politica in corso in Venezuela, auspicando che tutte le parti in causa evitino il ricorso alla violenza e che l'Europa adotti una posizione comune e responsabile a favore di una soluzione pacifica e non violenta della situazione che passi per un percorso politico e democratico". Così il capogruppo M5S al Senato, Stefano Patuanelli, commentando la situazione venezuelana. "Il Movimento 5 Stelle - prosegue il capogruppo - esprime in questo momento particolare vicinanza ai nostri 140mila connazionali che vivono in Venezuela, certi che la Farnesina garantirà loro il massimo sostegno in questo momento critico, a conferma dell'attenzione mostrata dal governo Conte anche con la recente iniziativa per la fornitura gratuita di medicine ai cittadini italiani residenti in Venezuela".
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Venezuela, Renzi: Ue riconosca Assemblea nazionale con Guaidò e si voti - "La dittatura ha distrutto il Venezuela. Anche chi lo vedeva come modello oggi deve prendere atto della realtà: la gente muore di fame. L'Europa riconosca subito l'unica istituzione democratica: l'Assemblea Nazionale col suo Presidente Guaidò. E si tengano elezioni libere, vere". Lo scrive su Twitter Matteo Renzi.

Venezuela, Meloni: Italia riconosca Guaido' presidente Chi tace complice dittatore Maduro - "Crisi in Venezuela: chi tace e non riconosce Guaido' Presidente e' complice del dittatore comunista Maduro e della sanguinosa repressione del popolo venezuelano. Vergognoso il silenzio del Governo italiano, finora ostaggio dell'estremismo di sinistra del M5S schierato con Maduro. Fratelli d'Italia chiede al Governo di riconoscere Guaido' come Presidente del Venezuela e di difendere la piu' grande comunita' di italiani all'estero, riconoscendo immediatamente un permesso di soggiorno speciale per i cittadini venezuelani di origine italiana in grave difficolta'". E' quanto scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

trump e putin 3TRUMP E PUTIN
Venezuela, Fassina: non si legittimino atti forieri guerra - "Su #Venezuela il Governo Italiano condivide la posizione espressa da Tusk, Presidente del Consiglio Eur, a favore di atto eversivo contro Presidente Maduro? Le drammatiche condizioni del Venezuela non legittimano atti forieri di guerra civile". Cosi' Stefano Fassina su twitter.

VENEZUELA, CREMASCHI: 'COLPO DI STATO ORGANIZZATO DA USA COME IN CILE NEL 73' - "E' stato un colpo di Stato organizzato dagli Stati Uniti come quello in Cile contro Allende nel '73". Non ha nessun dubbio Giorgio Cremaschi ex Fiom, nella delegazione internazionale che osservò le elezioni in Venezuela che incoronarono Nicola Maduro presidente, ad attaccare duramente l'autoproclamazione di Juan Guaidò. "Che la situazione economica sia drammatica è vero anche dopo il boicottaggio internazionale", dice conversando con l'Adnkronos. "Ho partecipato alle elezioni come osservatore in una delegazione di cui faceva parte anche l'ex presidente del governo spagnolo Josè Zapatero e ho potuto constatare che sono state elezioni libere e regolari e che Maduro è un presidente regolarmente eletto a cui va tutto il mio sostegno", conclude.

Fonte: qui

COSÌ L' INGEGNERE FIGLIO DI UN PILOTA HA PICCONATO LA DOTTRINA CHAVISTA 
I QUARTIERI OPERAI DI CARACAS, SERBATOIO DI CONSENSI DEL "SOCIALISMO DEMOCRATICO", RIDOTTI ALLO SFINIMENTO DALLA CRISI HANNO APPOGGIATO LA SVOLTA DEL PRESIDENTE DELL' ASSEMBLEA NAZIONALE VENEZUELANA


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Alfredo Spalla per il Messaggero

L' auto proclamazione di Guiadó - che sulla carta ha comunque carattere provvisorio - accelera l' ormai inesorabile declino del chavismo, protagonista di un regime dittatoriale in cui le istituzioni sono svuotate del proprio significato. Il Parlamento, che dal 2015 soffre l' ostilità del governo Maduro, si è appellato agli articoli 233, 333 e 350 della Costituzione, secondo cui, in caso di assenza prolungata del Capo di Stato, i poteri dell' esecutivo sono automaticamente trasferiti al Presidente dell' Assemblea Nazionale.

Da parte sua, la dirigenza chavista, basandosi su una decisione del 2016 del Tribunal Supremo, organo piegato alle esigenze della maggioranza, non riconosce la legittimità del Parlamento venezuelano. Della dottrina di Hugo Chavez, castrista e guevarista, non resta granché nel paese. Tanto che anche i quartieri operai di Caracas, serbatoio di consensi del «socialismo democratico», ridotti allo sfinimento da una crisi economica senza fine, si sono schierati col giovane ingegnere industriale di 35 anni che ha preso il potere ieri.
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In realtà all' inizio dell' anno, non erano tante le persone nello stesso Venezuela che avevano sentito parlare di Juan Guaidò. Due settimane dopo, il giovane parlamentare e presidente dell' Assemblea Nazionale venezuelana è emerso come leader dell' opposizione al governo di Nicolas Maduro, fino ad arrivare a ieri, giorno in cui si è autoproclamato ed ha giurato come «presidente incaricato» del Paese sudamericano, assumendo ad interim i poteri dell' esecutivo.
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LA CRISI ECONOMICA 

In un clima di forte crisi economica e sociale interna e di rapporti internazionali, con decine di Paesi che hanno dichiarato illegittimo il secondo mandato di Maduro iniziato il 10 gennaio, Juan Guaidò ha colmato un vuoto, ed è diventato una figura chiave per l' opposizione nel Paese. Classe 1983, figlio di una insegnante e di un pilota di aerei di linea, Guaidò è cresciuto in una famiglia di classe media insieme ad altri sette fratelli. Ha vissuto sulla propria pelle il disastro naturale conosciuto come la «tragedia di Vargas» nel 1999, che ha lasciato la sua famiglia temporaneamente senza casa, e che secondo i suoi colleghi ha influenzato le sue opinioni politiche, data la risposta giudicata inefficace fornita dal governo guidato allora da Hugo Chavez.
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Diventato ingegnere industriale nel 2007, Guaidò si è fatto le ossa nei movimenti di protesta studenteschi negli anni 2000. Nel 2015 è stato eletto parlamentare per l' Assemblea Nazionale venezuelana per il partito oppositore Volontà Popolare, ed è diventato presidente del Parlamento nel dicembre 2018. Poco dopo la nomina, l' Assemblea nazionale costituente, controllata dai sostenitori di Maduro, ha minacciato Guaidò e altri con una indagine per tradimento.

juan guaido' 7JUAN GUAIDO' 
IL RUOLO DI LOPEZ 

L' architetto dell' ascesa di Guaidò come leader dell' opposizione venezuelana è Leopoldo Lopez, il più popolare leader oppositore in Venezuela, attualmente agli arresti domiciliari e considerato dagli oppositori del governo un prigioniero politico. Lopez ha lavorato dietro le quinte per il suo partito Volontà Popolare per ottenere la presidenza del Parlamento, per poi affidarla a Guaidò, suo fedele accolito dal 2014. L' ascesa di Guaidò ha registrato una brusca accelerazione l' 11 gennaio scorso, quando ha chiamato il Paese ad una «mobilitazione di massa» contro il governo di Nicolas Maduro per ieri, candidandosi a sostituirlo provvisoriamente ad interim, e a convocare nuove elezioni.

Fonte: qui