9 dicembre forconi: Russia
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mercoledì 6 novembre 2019

IL GIORNO DOPO LA VITTORIA DEI GRILLINI LA LINK ASPETTAVA 9 MILIONI DA MALTA. SI TRATTAVA DI UN FUMOSO AUMENTO DI CAPITALE, POI NON ANDATO IN PORTO

UNA GOLA PROFONDA A ''LA VERITÀ'': ''ERANO IN ATTESA DI SOLDI RUSSI CHE DOVEVANO ARRIVARE DA MALTA. SI VOCIFERAVA CHE LO STESSO MIFSUD FOSSE COINVOLTO. 
NON ERANO DELL'UNIVERSITÀ LOMONOSOV, CON CUI C' ERA UNA COLLABORAZIONE ACCADEMICA, MA DENARI DI QUALCHE GRUPPO IMPRENDITORIALE RUSSO''
Giacomo Amadori per “la Verità”

C' era molta fibrillazione, agli inizi del marzo 2018, nei corridoi della Link campus university. In quei giorni Luigi Di Maio aveva appena presentato la sua «proposta di governo» M5s con ministri in pectore provenienti dal corpo docente del piccolo ateneo romano (Elisabetta Trenta andrà effettivamente alla Difesa nel Conte 1, mentre nel Conte 2 diventerà sottosegretario Angelo Tofalo, studente del master di Intelligence).

Le elezioni del 4 marzo segnano la vittoria travolgente dei grillini e il tracollo del Pd. Si fa festa. E il giorno dopo, lunedì 5 marzo, Vanna Fadini, a capo della Global education management srl (Gem), la cassaforte della Link, corre in banca per comunicare l' imminente arrivo di un maxi-bonifico di 9 milioni di euro da Malta. Un accreditamento fantasma visto che non sarà mai registrato.

MifsudMIFSUD
Questi soldi aleggiano sul Casale San Pio V, sede dell' ateneo nei giorni in cui sulla stampa italiana divampa il Russiagate e iniziano a girare sui media i nomi del misterioso avvocato Stephan Claus Roh e dell' introvabile «professore» maltese Joseph Mifsud, assurto agli onori delle cronache già nell' autunno 2017 per il presunto ruolo di complottardo contro Hillary Clinton e, successivamente, come cospiratore anti Donald Trump. Sia Roh che Mifsud erano legati alla Link campus university e adesso li ritroviamo nella nostra storia.

Torniamo a quel lunedì post elezioni. Superati i metal detector all' ingresso, la Fadini, amministratore e titolare del 77% della Gem (la signora detiene anche il 60% della Link consulting srl), si dirige con passo sicuro verso l' ufficio del direttore della banca.
vincenzo scotti luigi di maioVINCENZO SCOTTI LUIGI DI MAIO
Con sé ha due delibere assembleari per giustificare la transazione dall' estero. «È l' aumento di capitale della società», spiega la donna al direttore dell' istituto. E annuncia che una sigla maltese, la Suite Finance Scc Plc, è stata cooptata come socio nella compagine che si occupa di gestire i servizi dell' università. Come detto, però, quel denaro non passerà mai sui conti della società. Perché?

L' ACCORDO DAL FUTURO
Per saperne di più abbiamo provato a contattare la Fadini.
Ma la signora ha la stessa reperibilità di uno spettro. Nel tempo ha cambiato più volte il numero del telefono e non accetta di ricevere domande dalla viva voce dei cronisti. Solo quesiti scritti, filtrati dal cordone di sicurezza che protegge la sua privacy. Ma la Fadini non è un comune soggetto privato, bensì l' ad di una società che gestisce i servizi e fa da cassaforte di un' università che riceve diversi milioni di contributi pubblici per i suoi master.

vincenzo scotti 1VINCENZO SCOTTI 
Purtroppo la trasparenza non è di casa alla Link e così ci dobbiamo accontentare dei verbali di assemblea della Gem, per fortuna pubblici. Il 19 aprile 2018, un mese e due settimane più tardi dal suo passaggio in banca, l' imprenditrice annuncia ai soci di «aver individuato nella società di diritto maltese Suite Finance Scc Plc, con sede in Malta, il profilo idoneo cui proporre la sottoscrizione». In che modo e tramite chi abbia scelto proprio questa ditta, la donna non lo rivela. Almeno ufficialmente.

Nel corso della medesima riunione, specifica solo «che detta società (la Suite, ndr) ha già espresso, come oggi conferma, il proprio impegno a procedere in tal senso entro breve termine». E infatti, nell' ufficio romano di via Cesare Beccaria dove si sta svolgendo l' assemblea, entra un uomo.

La manager lo presenta: si chiama Gabriele Carratelli ed è lì «nella dichiarata qualità di amministratore e legale rappresentante» della società maltese. Dunque, in quel momento, tra la Gem e la Suite finance, esiste solo una dichiarazione d' intenti. Che però non verrà mai formalizzata, come spiega lo stesso Carratelli al nostro giornale: «L' operazione finanziaria non è andata in porto perché non era fattibile, non c' erano i presupposti».
Luigi Di Maio - LinkCampus-LUIGI DI MAIO - LINKCAMPUS-

E la sua presenza all' assemblea dei soci a Roma, allora? «Per me, era un incontro preliminare. Poi l' iniziativa non si è conclusa ed è decaduta». E sul bonifico annunciato dalla Fadini, l' uomo d' affari specifica: «Può aver detto quello che ha detto, la realtà è che non abbiamo concluso alcun accordo. Non c' era un contratto firmato, mi sembra». Insomma l' aumento di capitale che il 5 marzo la Fadini dava per fatto, per Carratelli, pur presente in assemblea, non era «finanziabile». È possibile una tale fraintendimento su un' operazione di questo calibro?

CASALE SAN PIO - LINK CAMPUSCASALE SAN PIO - LINK CAMPUS
«Alla Link erano in attesa di soldi russi che dovevano arrivare da Malta», rammenta un ex docente della Link per anni molto addentro alle segrete cose. «Si vociferava che lo stesso Mifsud fosse coinvolto in questa storia. Non erano finanziamenti dell' Università Lomonosov, con cui c' era una collaborazione accademica, ma denari di qualche gruppo imprenditoriale russo» continua la nostra gola profonda.

PARADISI FISCALI
Lo snodo per l' operazione avrebbe dovuto essere Malta.
È utile, a questo punto, ritornare sulla figura di Carratelli.
È un immobiliarista toscano che si è fatto le ossa tra Siena e Roma. A Malta è socio nella Suite finance insieme con tal Simone Rossi, un mediatore creditizio umbro. La loro società maltese compare nei Paradise papers, l' elenco di investimenti offshore effettuati in paradisi fiscali e attenzionati da un consorzio internazionale di giornalisti investigativi.

L' azienda fa parte del Suite capital group, holding che «fornisce servizi finanziari alle imprese e una gestione degli investimenti su misura» con uffici nella Repubblica Ceca, in Svizzera e in Inghilterra, in pratica tutti Paesi a fiscalità agevolata.
Da che cosa potesse nascere il loro interesse per la formazione universitaria in Italia non è dato sapere. Carratelli, con La Verità, si è limitato a ribadire che si è trattato di «operazione finanziaria non possibile».
Il socio Rossi - da quanto risulta al nostro giornale - ha pregiudizi di conservatoria e fallimenti a proprio carico.

joseph mifsud vincenzo scottiJOSEPH MIFSUD VINCENZO SCOTTI
Strascichi giudiziari che lo accomunano proprio a colei che, dalla società maltese, attendeva con ansia i 9 milioni di euro di aumento di capitale per la Gem subito dopo l' exploit dei grillini alle Politiche. Una storia interessante, quella di Vanna Fadini.
La lady di ferro Originaria di Ferrara, 64 anni, inizia la scalata con una pellicceria di lusso a Roma.

Poi passa al settore della comunicazione e diventa esperta di promozione territoriale. Il passaggio agli ambienti della politica è naturale. Un contestato incarico a Ragusa da 70 milioni di lire, ratificato nel 1996 dal ministero della Funzione pubblica, all' epoca guidato da Franco Frattini, le costa un' aspra citazione in una interrogazione parlamentare; nel 2008 i giornali la segnalano nei viaggi ufficiali della Farnesina insieme al sottosegretario Scotti.

Stephan Claus Roh von la moglie OlgaSTEPHAN CLAUS ROH VON LA MOGLIE OLGA
Anni dopo, Frattini diventerà membro del Cda e professore straordinario della Link, e lei la manager che ha in pugno i destini finanziari dell' Ateneo di cui Scotti è rettore.
Nel 2015, la Fadini finisce indagata in una inchiesta della Procura di Roma, con relativo sequestro preventivo, per omesso versamento delle ritenute alla fonte dal 2007 al 2009 per circa 839.000 euro sulla base dell' art. 10bis del d.lgs 74/2000.

Ma ritorniamo ai verbali delle assemblee, gli unici documenti «certi» - nel senso che non spariscono come ha fatto Mifsud - di questa vicenda. L' aumento di capitale della Gem è un pensiero fisso della donna che già nella seduta del 4 agosto 2017 ne aveva parlato illustrando ai soci presenti il suo piano: passare da 18 milioni a 27 milioni e 652.000 euro, un allargamento da proporre «a terzi».

LO SCONTO ALL' AVVOCATO
Ad ascoltarla, quel giorno, c' è uno dei protagonisti del Russiagate, di cui la stampa italiana inizierà a occuparsi proprio nel marzo 2018: l' avvocato Roh. Attualmente è il legale di Mifsud (ha recentemente consegnato memoria e telefoni cellulari alle autorità Usa del suo assistito), ma in precedenza è stato ben altro. Natali tedeschi e residenza a Montecarlo con studi a Zurigo, Londra, Hong Kong e Berlino, fino al 2017 è stato consigliere della Link di cui è anche socio attraverso la londinese Drake global Ltd.

Nel 2016 l' avvocato tedesco, che si occupa prevalentemente di relazioni petrolifere con Mosca e che viene citato anche nei Panama papers, acquista il 5% della Gem da un dirigente della Link, Achille Patrizi, che ne deteneva il 23% (il restante 77 è saldamente nelle mani della Fadini) per 250.000 euro appena; un prezzo di almeno un terzo inferiore al valore nominale (900.000 euro). In cambio dello sconto - hanno spiegato dalla Link al Fatto quotidiano - il professionista avrebbe dovuto impegnarsi a trovare nuovi investitori interessati a rilevare il 44% della società per 20 milioni di euro.
Stephan Claus Roh e MifsudSTEPHAN CLAUS ROH E MIFSUD

Alla Link, Roh porta in dote le sue relazioni internazionali: promuove l' accordo tra l' ateneo romano con la prestigiosa università Lomonosov di Mosca, dove ha studiato Vladimir Putin, e predispone un ambizioso master di moda in collaborazione con la moglie, ex modella russa proprietaria di una catena di boutique.

CONCORDATO PREVENTIVO
Esattamente dodici mesi dopo la riunione a cui partecipa Roh (agosto 2017), i tentativi infruttuosi di trovare all' esterno nuovi soci e il naufragio del patto con la Suite finance costringono la Gem a trovare un' altra soluzione per l' aumento del capitale da 18 milioni a 27. Incremento che, da visura camerale attuale, sembrerebbe andato a buon fine.
Ma nella realtà è così. Come conferma l' ultimo bilancio societario, dove il capitale sociale è ancora fermo a 18 milioni, visto che l' aumento è sì stato deliberato, ma non è stato sottoscritto, né versato.

«Devono ancora trovare i soldi», conferma con La Verità Scotti. E, riferendosi alla trattativa tra la Gem e la società maltese, anche lui ribadisce che «non si sono messi d' accordo sulle condizioni». Quindi aggiunge: «Ma non chieda a me, la società è privata e non deve spiegare nulla». Grazie a tanta trasparenza, il mistero del bonifico post elettorale resta, per ora, irrisolto.

Fonte: qui

giovedì 31 ottobre 2019

LA CAMERA DEI RAPPRESENTANTI AMERICANA RICONOSCE IL GENOCIDIO ARMENO E CHIEDE SANZIONI CONTRO LA TURCHIA PER LA SIRIA

L’IRA DI ERDOGAN CHE HA MESSO IN DUBBIO LA VISITA A WASHINGTON PREVISTA PER META’ NOVEMBRE 
QUEI RAPPORTI SEMPRE PIU' STRETTI CON LA RUSSIA
Giordano Stabile per “la Stampa”

La crisi aperta dall' assalto ai curdi nella Siria nord-orientale era stata appena disinnescata e subito se ne è aperta una nuova fra Turchia e Stati Uniti. A scatenare la rabbia di Erdogan, questa volta, è la decisione della Camera dei rappresentanti americana di riconoscere il genocidio armeno.

È un passo che era stato rinviato per 35 anni, per il timore di una rottura con l' alleato Nato. Ma l' invasione del Rojava, l' uccisione dell' attivista curda Hevrin Khalaf da parte delle milizie arabo-sunnite alleate di Ankara, i rapporti sempre più stretti con la Russia, hanno spinto i deputati a un voto bipartisan, a schiacciante maggioranza, 403 a 16. L' uccisione di un milione e mezzo di armeni, una delle principali minoranze cristiane nell' allora Impero ottomano, è ora accostata dall' America al genocidio degli ebrei, o a quello dei Tutsi in Ruanda. E questo è inaccettabile dalla Turchia.

donald trump recep tayyip erdoganDONALD TRUMP RECEP TAYYIP ERDOGAN
La replica è stata immediata, l' ambasciatore statunitense ad Ankara, David Satterfield, è stato convocato dal ministero degli Esteri. Poi, nel pomeriggio, è arrivata la replica di Erdogan. Il voto della Camera, ha puntualizzato il presidente turco, «non ha alcun valore» e ha chiesto alla Casa Bianca di rigettarla. Erdogan ha poi alluso a una possibile cancellazione della visita a Washington del 13 novembre: «Non ho ancora preso una decisione - ha spiegato -, ci sono punti interrogativi». In realtà i rapporti con Donald Trump sono migliorati, dopo che il leader Usa ha deciso di ritirare le sanzioni imposte in seguito all' offensiva militare nel Nord-Est della Siria. Ieri la Camera ha anche approvato una legge che chiede al presidente di reintrodurle.
la lettera di trump a erdoganLA LETTERA DI TRUMP A ERDOGAN

Erdogan ha infine ottenuto la sua fascia di sicurezza e il ritiro dei guerriglieri curdi delle Ypg. Ma con l' aiuto di Putin. Ieri ha anche ribadito che è pronto ad allargare la fascia. In realtà lo sta già facendo. I combattenti arabo-sunniti hanno continuato l' offensiva, questa volta contro l' esercito governativo siriano che ha sostituito i curdi ai margini della zona cuscinetto. Ci sono stati scontri a Tall Tamer. Migliaia di curdi e di cristiani sono fuggiti fra nuvole di fumo per le esplosioni, nel timore che arrivassero i miliziani.
erdogan annette la siria del nordERDOGAN ANNETTE LA SIRIA DEL NORD

Il voto della Camera Usa sul genocidio armeno è stato accolto con soddisfazione in questa regione della Siria. Parte dei massacri, delle deportazioni, si sono svolti nel Nord-Est siriano, dove c' è ancora una piccola comunità armena. E ora l' avanzata turca minaccia non solo i curdi, ma anche armeni e i cristiano-siriaci. Tutte minoranze solidali fra loro. E i timori si riaccendono: «Non vorremmo che nel 2119 l' America si ritrovi ad approvare un' altra risoluzione, per riconoscere un nuovo genocidio, compiuto in questi giorni». Fonte: qui

lunedì 30 settembre 2019

LA CINA OSTACOLA GLI STATI UNITI NEL TENTATIVO DI ISOLARE ECONOMICAMENTE L’IRAN

XI PINGING SI E’ IMPEGNATO IN INVESTIMENTI PER 400 MILIARDI DI DOLLARI A TEHERAN 

PER GLI ANALISTI E’ UN SUCCESSO PER I PASDARAN CHE OTTENGONO UN ALLEATO NEL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELLE NAZIONI UNITE E UNA LINEA DI VITA ECONOMICA CON UN MERCATO PETROLIFERO E PETROLCHIMICO SICURO…

trump xi jinpingTRUMP XI JINPING
La Cina ha fatto un passo importante per sconvolgere gli Stati Uniti nei loro sforzi per isolare economicamente l’Iran, impegnandosi Pechino in investimenti per diverse centinaia di miliardi di dollari nella Repubblica islamica, lo afferma un rapporto analitico.
L’analisi pubblicata sul sito web della rivista Forbes ha affermato che i rapporti sulla crescente attività economica della Cina in Iran, che si stima saranno circa 400 miliardi di dollari per i prossimi 25 anni, mostrano che Pechino è determinata a utilizzare le lacune create tra Iran e Stati Uniti per minare ulteriormente il peso globale degli Stati Uniti.
xi jinpingXI JINPING
“Tra le tensioni storiche USA-Iran, Pechino sta raddoppiando la sua partnership strategica con Teheran, ignorando gli sforzi degli Stati Uniti per isolare la Repubblica islamica dai mercati globali”, ha detto Ariel Cohen nella sua analisi.
L’autore ha riferito che gli enormi investimenti della Cina in Iran arrivano in un momento di forti tensioni in Medio Oriente, dove i recenti attacchi alle installazioni petrolifere dell’Arabia Saudita, di cui Washington incolpa l’Iran, hanno dimezzato la produzione di petrolio del regno.
L’Iran e la Cina hanno aggiornato un accordo di 25 anni siglato per la prima volta nel 2016, che prevede investimenti cinesi per 400 miliardi di dollari nella nazione ricca di risorse, riferisce l’economista del petrolio. Ha riferito che la Cina sta usando le divisioni nella regione per i suoi benefici mentre cerca di includere l’Iran nella sua massiccia iniziativa Belt and Road (BRI), un progetto che cerca di facilitare l’accesso della Cina all’Europa attraverso la regione dell’Asia centrale.
ali khameneiALI KHAMENEI
Il rapporto afferma che la crescente cooperazione Iran-Cina andrà a beneficio di entrambe le parti, poiché la Cina trarrebbe vantaggio economico a lungo termine e supererebbe gli Stati Uniti nella stretta rivalità dei due paesi mentre l’Iran rafforzerebbe il suo status economico e politico nella regione.
“Teheran ottiene un ulteriore alleato nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e una linea di vita economica con un mercato petrolifero e petrolchimico sicuro”, ha affermato Cohen. Nota: Il fallimento della politica di pressioni degli USA per isolare l’Iran si rende ogni giorno più evidente ed aumenta il numero di paesi che vogliono cooperare con la Repubblica Islamica dell’Iran, dalla Cina all’India, alla Turchia, all’Iraq, alla Russia e molti altri. Fonte: qui

DUE VEICOLI DA COMBATTIMENTO RUSSI SI SONO SCHIANTATI AL SUOLO DOPO CHE I PARACADUTE CHE AVREBBERO DOVUTO FARLI ATTERRARE DOLCEMENTE NON SI SONO APERTI

I MEZZI, LANCIATI DA UNA AEREO A 5MILA PIEDI, SONO ANDATI DISTRUTTI DURANTE UN’ESERCITAZIONE ALLA QUALE ASSISTEVA ANCHE VLADIMIR PUTIN…

veicolo da combattimento russo si schianta al suolo 8VEICOLO DA COMBATTIMENTO RUSSO SI SCHIANTA AL SUOLO 
Due veicoli da combattimento russi si sono schiantati al suolo dopo che i paracaduti che avrebbero dovuto farli atterrare dolcemente non si sono aperti. L’incidente è avvenuto durante un esercitazione militare alla quale presenziava anche Vladimir Putin.
Un video ha ripreso uno dei due veicoli da combattimento dal peso di sette tonnellate che precipitavano da 5mila piedi dopo essere stato lanciato dal retro di un aereo militare.
veicolo da combattimento russo si schianta al suolo 3VEICOLO DA COMBATTIMENTO RUSSO SI SCHIANTA AL SUOLO 
Funzionari del Ministero della Difesa hanno riferito che nessun militare era all'interno dei veicoli quando si sono schiantati al suolo e nessuno a terra è rimasto ferito.
veicolo da combattimento russo si schianta al suolo 1VEICOLO DA COMBATTIMENTO RUSSO SI SCHIANTA AL SUOLO veicolo da combattimento russo si schianta al suolo 6VEICOLO DA COMBATTIMENTO RUSSO SI SCHIANTA AL SUOLO veicolo da combattimento russo si schianta al suolo 4VEICOLO DA COMBATTIMENTO RUSSO SI SCHIANTA AL SUOLO veicolo da combattimento russo si schianta al suolo 7VEICOLO DA COMBATTIMENTO RUSSO SI SCHIANTA AL SUOLO veicolo da combattimento russo si schianta al suolo 2VEICOLO DA COMBATTIMENTO RUSSO SI SCHIANTA AL SUOLO 

lunedì 23 settembre 2019

IL GRIGIO FUNZIONARIO OLEG SMOLENKOV, TECNOCRATE ESPERTO DI AFFARI INTERNAZIONALI, ERA UNA TALPA INFILTRATA DALLA CIA

HA FATTO PERDERE LE SUE TRACCE IN MONTENEGRO MA ORA DOVRÀ NASCONDERSI PER SEMPRE PER EVITARE LA VENDETTA DEI RUSSI 

È LA PIÙ GRAVE DEFEZIONE DAI TEMPI DI GORDIEVSKY

Angelo Allegri per “il Giornale”
OLEG SMOLENKOVOLEG SMOLENKOV
«Che cosa non sopporta?». «Una su tutte: il tradimento». Vladimir Putin ne ha parlato in più di un' intervista: per l' ex colonnello del Kgb, cresciuto sin da ragazzo nel mito di «scudo e spada», il simbolo dei servizi segreti russi, non c' è uomo peggiore di chi volta le spalle a Patria e amici. Anche per questo Oleg Smolenkov dovrà nascondersi per sempre, celando il proprio passato dietro il nome e l'identità falsi che gli sono già stati assegnati.
Fino a pochi giorni fa l'ex funzionario della presidenza russa era un illustre sconosciuto.
Poi la Cnn e il New York Times hanno raccontato la sua storia: Smolenkov lavorava al Cremlino, come assistente di Yuri Ushakov, consigliere per la politica estera di Putin. Ma il tecnocrate esperto in affari internazionali era anche un agente della Cia.
Nell'estate del 2017 parte per una vacanza al mare con la moglie e i tre figli piccoli. Vola in Montenegro, meta preferita dell' élite ex sovietica, e da lì scompare con la famiglia.
In un primo tempo l' Fsb, il successore del Kgb, apre un' inchiesta che non esclude nemmeno l' omicidio, salvo poi scoprire che gli americani avevano fatto fuggire tutti negli Stati Uniti.
VLADIMIR PUTINVLADIMIR PUTIN
Non si sa perché la Cia abbia deciso di togliere dalla circolazione il proprio uomo. C' è chi ha detto perfino, ma l' indiscrezione è stata subito smentita, che sia colpa di Donald Trump: i servizi segreti Usa avevano paura che il presidente si facesse sfuggire la presenza della talpa in qualche colloquio con le controparti russe. Non si conosce neppure con esattezza l' esatto ruolo ricoperto da Smolenkov. Il quotidiano moscovita Kommersant ha scritto che aveva diretto accesso al presidente e che veniva a contatto con informazioni riservate. Altre voci hanno suggerito che fosse una fonte dell' inchiesta sui tentativi russi di influenzare le elezioni americane del 2016.
trump putinTRUMP PUTIN
Al contrario il portavoce del Cremlino Dimitri Peskov ha sminuito la sua figura, descrivendolo come un impiegato di scarso rilievo, che per di più era già stato allontanato dall' incarico. Nei giorni scorsi l' agenzia Interfax ha scritto che alcuni funzionari sono stati licenziati per aver consentito a Smolenkov di viaggiare in Montenegro, nonostante ai più alti dirigenti statali fosse in quel momento vietato.
Nel passato, più o meno recente, i servizi di sicurezza ex sovietici hanno dimostrato di pensarla come Putin sul trattamento da riservare a nemici ed ex amici. Il 23 agosto scorso in un parco nel centro di Berlino è stato ucciso Zelimkhan Khangoshvili, georgiano che aveva combattuto con i ribelli nella seconda guerra cecena.
DMITRIJ PESKOVDMITRIJ PESKOV
L' uomo aveva fatto da mediatore con le autorità nella vicenda di un sequestro ed era già stato vittima di un paio di attentati. L' assassino, arrestato poco dopo l' omicidio, aveva un passaporto russo, emesso poche settimane prima dell' agguato e che fonti investigative tedesche collegano direttamente agli uomini dell' Fsb.
Quanto alle ex spie in senso stretto, le più famose vittime attribuite al Cremlino sono Alexander Litvinenko e Sergei Skripal. Il primo, ucciso con l' ormai famoso tè al polonio, era da sempre un nemico giurato di Putin. Negli anni dell' esilio londinese aveva dimostrato una sorta di ossessione per il Presidente russo, fino a mettersi alla ricerca di un fantomatico video che secondo Litvinenko avrebbe provato una seconda vita dell' inquilino del Cremlino.
OLEG SMOLENKOVOLEG SMOLENKOV
Skripal, sopravvissuto con la figlia a un avvelenamento da gas nervino, continuava invece a fare da consulente per i servizi di alcuni Paesi dell' Est europeo. Il fatto è che per i russi il tradimento non si dimentica, nemmeno a distanza di decenni. A dimostrarlo è la più famosa «talpa» che gli occidentali abbiano mai piazzato nel cuore del potere moscovita: Oleg Gordievsky, colonnello, uno degli uomini di punta del Kgb, che era però anche al servizio del britannico MI5.
LITVINENKOLITVINENKO
A parlarne, poco tempo fa, è stato lo stesso Andrei Lugovoi, l'uomo accusato di aver ammazzato Litvinienko: «Se proprio avessimo dovuto uccidere qualcuno avremmo ucciso lui», ha detto in un' intervista. Dalla defezione, quasi 25 anni fa, Gordievsky vive in Inghilterra; la sua casa è sorvegliata 24 ore su 24 da uomini in borghese e sofisticate apparecchiature elettroniche. Il livello di sicurezza è stato innalzato di recente.
Un libro appena uscito The spy and the traitor, la spia e il traditore, racconta la sua romanzesca fuga da Mosca: alla vigilia dell' arresto, riesce a sfuggire agli uomini che lo pedinano e mette in pratica le istruzioni, pronte da tempo, per la sua «esfiltrazione», con un meccanismo che si può immaginare del tutto simile a quello attuato per Smolenkov.
DMITRIJ PESKOV E PUTINDMITRIJ PESKOV E PUTIN
Nel suo caso il piano prevede che attraversi il confine finlandese nel doppio fondo dell' auto di un diplomatico britannico. Ma al posto di frontiera i cani della polizia individuano qualche cosa e si avvicinano minacciosi. È un pannolino sporco a salvarlo: la moglie del funzionario inglese, che viaggia con il figlio neonato, ha la prontezza di mettersi a cambiare il bimbo sul pianale dell' auto. Perfino gli addestrati cani della milizia decidono a quel punto di girare alla larga. Fonte: qui

martedì 17 settembre 2019

Russia, Cina continuano la "massiccia sostituzione" delle attività in dollari con l'oro

"Penso che sia chiaro a tutti ora", ha esclamato il presidente russo Vladimir Putin , (e il presidente francese Macron ha recentemente dichiarato così pubblicamente ), "che il ruolo di leader dell'Occidente sta finendo . Non posso immaginare un'efficace organizzazione internazionale senza [Russia], India e la Cina ".
E mentre la maggior parte dei politici parla, nel caso sia della Russia che della Cina, le loro azioni parlano più delle loro parole.
Le riserve cinesi in valuta estera sono salite a $ 3,1072 trilioni nonostante il calo dello yuan e l'escalation della guerra commerciale con gli Stati Uniti, aumentando al contempo le loro riserve in oro di quasi 2,89 milioni di once troy (99 tonnellate) in nove mesi . È quasi il cinque percento in più dalla fine dello scorso anno.


Fonte: Bloomberg
Come riporta Bloomberg , questa tendenza all'acquisto probabilmente persisterà nei prossimi anni, secondo l'Australia e la Nuova Zelanda Banking Group Ltd.
Restrizioni alla guerra commerciale, nel caso della Cina, o sanzioni, come con la Russia, danno "un incentivo a diversificare queste banche centrali" , ha dichiarato John Sharma, economista della National Australia Bank Ltd., in una e-mail.
"Inoltre, con la crescente incertezza politica ed economica prevalente, l'oro offre una copertura ideale e sarà quindi ricercato dalle banche centrali a livello globale."


Ma la Cina non è sola. I dati diffusi dalla Banca centrale di Russia (CBR) venerdì mostrano che le riserve di lingotti d'oro della Russia hanno raggiunto $ 109,5 miliardi mentre la nazione continua a spostare le sue crescenti riserve internazionali dal dollaro USA .
Come riporta Bloomberg, la banca centrale russa è stata il più grande acquirente di oro negli ultimi anni ...
S ource: Bloomberg
"La Russia preferisce attenuare la sua stabilità macroeconomica attraverso strumenti politicamente neutri", ha dichiarato Vladimir Miklashevsky, stratega della Danske Bank A / S di Helsinki.
" C'è una massiccia sostituzione delle attività in dollari USA con l'oro - una strategia che ha guadagnato miliardi di dollari per la Banca di Russia in pochi mesi".
In effetti, a livello globale, la tendenza è chiara ...
Fonte: Bloomberg
Ricorda, niente dura per sempre ...
Fonte: qui

LE BANCHE CENTRALI INGROSSANO LE LORO RISERVE AUREE, COME BENE RIFUGIO RISPETTO ALLA VOLATILITÀ DEI MERCATI 

NEL SECONDO TRIMESTRE 2019, GLI ISTITUTI HANNO MESSO NEI CAVEAU 224 TONNELLATE DI ORO (+47% RISPETTO AL 2018) 

TRA I PAESI PIÙ ATTIVI CI SONO RUSSIA, CINA, TURCHIA E KAZAKISTAN...


lingotti d'oroLINGOTTI D'ORO
Corsa all' oro delle Banche centrali. Nel clima globale, con i rischi geopolitici in aumento e le tensioni commerciali inasprite dal braccio di ferro sui dazi tra Usa e Cina, risparmiatori retail e investitori hanno puntato dritto su questo bene rifugio per antonomasia.
E anche le Banche centrali hanno pensato bene di mettersi in sicurezza: dalla Bce alla People' s Bank of China si sono mosse quasi all' unisono, ancorandosi tutte assieme a 224 tonnellate di oro solo nel secondo trimestre dell' anno. Il dato è fornito dal World Gold Council, l' associazione industriale delle principali aziende minerarie aurifere. La crescita degli acquisti netti rispetto allo stesso periodo del 2018 è stato pari al 47%.
lingottiLINGOTTI
Calcolando l' intero semestre, gli acquisti netti hanno raggiunto quota 374,1 tonnellate, il livello più alto dal 2010, ovvero da quando le banche centrali sono tornate a essere stabilmente acquirenti di oro fisico come riserva, un ritorno ideale ai tempi degli accordi di Bretton Woods, quando le riserve auree erano considerate il perno della stabilità. In termini di controvalore, i primi sei mesi del 2019 hanno visto le Banche impegnare 15,7 miliardi di dollari. Una protezione contro la volatilità dei mercati e una diversificazione dal dollaro, considerata la riserva principale per decenni.
In pieno dilemma di fondo se proseguire con politiche monetarie accomodanti, come appena deciso da Mario Draghi, governatore della Bce, oppure cambiare rotta, l' oro mette d' accordo tutti. Gli acquisti si distribuiscono tra un largo numero di banche centrali, ma sono soprattutto i paesi emergenti i più dinamici.
lingotti d'oroLINGOTTI D'ORO
La Russia ha comprato oro per 105,3 tonnellate nel primo semestre, portando le riserve a 2207 tonnellate a fine giugno, pari al 19% delle riserve totali. L' incremento delle riserve della Cina nello stesso periodo è pari a 74 tonnellate; a seguire, la Turchia, con 60,5 tonnellate, e il Kazakistan con circa 25. Gli acquisti più importanti sono stati realizzati dalla banca centrale polacca, 100 tonnellate.

Fonte: qui