9 dicembre forconi: oriente
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martedì 17 settembre 2019

Russia, Cina continuano la "massiccia sostituzione" delle attività in dollari con l'oro

"Penso che sia chiaro a tutti ora", ha esclamato il presidente russo Vladimir Putin , (e il presidente francese Macron ha recentemente dichiarato così pubblicamente ), "che il ruolo di leader dell'Occidente sta finendo . Non posso immaginare un'efficace organizzazione internazionale senza [Russia], India e la Cina ".
E mentre la maggior parte dei politici parla, nel caso sia della Russia che della Cina, le loro azioni parlano più delle loro parole.
Le riserve cinesi in valuta estera sono salite a $ 3,1072 trilioni nonostante il calo dello yuan e l'escalation della guerra commerciale con gli Stati Uniti, aumentando al contempo le loro riserve in oro di quasi 2,89 milioni di once troy (99 tonnellate) in nove mesi . È quasi il cinque percento in più dalla fine dello scorso anno.


Fonte: Bloomberg
Come riporta Bloomberg , questa tendenza all'acquisto probabilmente persisterà nei prossimi anni, secondo l'Australia e la Nuova Zelanda Banking Group Ltd.
Restrizioni alla guerra commerciale, nel caso della Cina, o sanzioni, come con la Russia, danno "un incentivo a diversificare queste banche centrali" , ha dichiarato John Sharma, economista della National Australia Bank Ltd., in una e-mail.
"Inoltre, con la crescente incertezza politica ed economica prevalente, l'oro offre una copertura ideale e sarà quindi ricercato dalle banche centrali a livello globale."


Ma la Cina non è sola. I dati diffusi dalla Banca centrale di Russia (CBR) venerdì mostrano che le riserve di lingotti d'oro della Russia hanno raggiunto $ 109,5 miliardi mentre la nazione continua a spostare le sue crescenti riserve internazionali dal dollaro USA .
Come riporta Bloomberg, la banca centrale russa è stata il più grande acquirente di oro negli ultimi anni ...
ource: Bloomberg
"La Russia preferisce attenuare la sua stabilità macroeconomica attraverso strumenti politicamente neutri", ha dichiarato Vladimir Miklashevsky, stratega della Danske Bank A / S di Helsinki.
C'è una massiccia sostituzione delle attività in dollari USA con l'oro - una strategia che ha guadagnato miliardi di dollari per la Banca di Russia in pochi mesi".
In effetti, a livello globale, la tendenza è chiara ...
Fonte: Bloomberg
Ricorda, niente dura per sempre ...
Fonte: qui

LE BANCHE CENTRALI INGROSSANO LE LORO RISERVE AUREE, COME BENE RIFUGIO RISPETTO ALLA VOLATILITÀ DEI MERCATI 

NEL SECONDO TRIMESTRE 2019, GLI ISTITUTI HANNO MESSO NEI CAVEAU 224 TONNELLATE DI ORO (+47% RISPETTO AL 2018) 

TRA I PAESI PIÙ ATTIVI CI SONO RUSSIA, CINA, TURCHIA E KAZAKISTAN...


lingotti d'oroLINGOTTI D'ORO
Corsa all' oro delle Banche centrali. Nel clima globale, con i rischi geopolitici in aumento e le tensioni commerciali inasprite dal braccio di ferro sui dazi tra Usa e Cina, risparmiatori retail e investitori hanno puntato dritto su questo bene rifugio per antonomasia.
E anche le Banche centrali hanno pensato bene di mettersi in sicurezza: dalla Bce alla People' s Bank of China si sono mosse quasi all' unisono, ancorandosi tutte assieme a 224 tonnellate di oro solo nel secondo trimestre dell' anno. Il dato è fornito dal World Gold Council, l' associazione industriale delle principali aziende minerarie aurifere. La crescita degli acquisti netti rispetto allo stesso periodo del 2018 è stato pari al 47%.
lingottiLINGOTTI
Calcolando l' intero semestre, gli acquisti netti hanno raggiunto quota 374,1 tonnellate, il livello più alto dal 2010, ovvero da quando le banche centrali sono tornate a essere stabilmente acquirenti di oro fisico come riserva, un ritorno ideale ai tempi degli accordi di Bretton Woods, quando le riserve auree erano considerate il perno della stabilità. In termini di controvalore, i primi sei mesi del 2019 hanno visto le Banche impegnare 15,7 miliardi di dollari. Una protezione contro la volatilità dei mercati e una diversificazione dal dollaro, considerata la riserva principale per decenni.
In pieno dilemma di fondo se proseguire con politiche monetarie accomodanti, come appena deciso da Mario Draghi, governatore della Bce, oppure cambiare rotta, l' oro mette d' accordo tutti. Gli acquisti si distribuiscono tra un largo numero di banche centrali, ma sono soprattutto i paesi emergenti i più dinamici.
lingotti d'oroLINGOTTI D'ORO
La Russia ha comprato oro per 105,3 tonnellate nel primo semestre, portando le riserve a 2207 tonnellate a fine giugno, pari al 19% delle riserve totali. L' incremento delle riserve della Cina nello stesso periodo è pari a 74 tonnellate; a seguire, la Turchia, con 60,5 tonnellate, e il Kazakistan con circa 25. Gli acquisti più importanti sono stati realizzati dalla banca centrale polacca, 100 tonnellate.

Fonte: qui

venerdì 10 febbraio 2017

Le economie più forti del mondo nel 2050: cattive notizie per l’Italia


Le economie più forti del mondo nel 2050? Il panorama globale cambierà e l’Italia sarà piuttosto penalizzata. Lo studio Pwc.


Quali saranno le economie più forti del mondo nel 2050, e soprattutto che fine farà l’Italia tra poco più di 30 anni?
È stato uno studio di Pwc, intitolato “Come cambierà l’ordine economico globale entro il 2050? a rivelare l’aspetto che avrà il mondo e ad evidenziare quali saranno le economie più forti. Dove sarà l’Italia?
Innanzitutto vale la pena di sottolineare come lo studio sulle economie più forti del mondo nel 2050 si sia basato sulle previsioni relative al Pil - a parità di potere d’acquisto - di ciascun paese analizzato. Le proiezioni di crescita da qui al 2050 non si sono mostrate clementi con l’Italia.
Il nostro paese infatti perderà diverse posizioni nel ranking delle economie più forti del mondo e sarà scalzato da altri stati che mostreranno di avere un’economia molto più forte rispetto a quella dell’Italia. Tutto questo perché lo Stivale sarà penalizzato da fattori come l’invecchiamento della popolazione e la bassa produttività che andranno ad influire sulla crescita della economica.

Vediamo allora di seguito che cosa è emerso dallo studio Pwc sul mondo del 2050 e quali saranno le economie più e meno forti rispetto all’Italia.

Economie più forti del mondo nel 2050: dov’è l’Italia?

Come già accennato l’Italia perderà svariate posizioni nella classifica delle economie più forti del mondo nel 2050. Saranno esattamente 9 i gradini che l’Italia dovrà percorrere a ritroso passando dalla 12esima alla 21esima posizione. Secondo quanto riportato dallo studio, infatti, a parità di potere d’acquisto il Pil del Belpaese passerà dai 2.221 miliardi di dollari del 2015 ai 2.541 miliardi del 2050, dati questi, che comporteranno la retrocessione dell’Italia fino al 21° posto. L’economia del paese potrebbe anche venir superata dalla Turchia nel 2050.

Economie più forti del mondo, Italia al 21°. La forza dei mercati emergenti

Lo studio Pwc ha rivelato un altro dettaglio interessante. La classifica delle economie più forti del mondo nel 2050 si sposterà a tutto favore dei paesi emergenti, grazie ad una forte e rapida crescita della popolazione, ad un’elevata domanda interna e alla crescita della forza lavoro. In realtà tali economie emergenti non riusciranno a raggiungere il livello di reddito delle economie più avanzate.
I dati hanno parlato di come entro il 2050 l’economia globale registrerà un tasso medio di crescita del 2,5%, ma questo aumento sarà determinato più dalle economie emergenti che dalle altre, tra cui l’Italia.
Brasile, Cina, India, Indonesia, Messico, Russia e Turchia: le 7 più forti economie emergenti cresceranno ad un tasso medio del 3,5% annuo, mentre i paesi del G7, ossia Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti cresceranno dell’1,6% annuo. Ecco come cambierà la classifica delle economie più forti del mondo nel 2050. Insomma, entro il 2050 i paesi emergenti potrebbero rappresentare il 50% del Pil mondiale, mentre i G7 solo il 20%.
Secondo l’analisi Pwc 6 dei 7 paesi emergenti rappresenteranno le economie più forti del mondo nel 2050. Fra 30 anni la Cina sarà l’economia numero uno al mondo seguita dagli USA, ma anche l’India potrebbe raggiungere le prime posizioni nonostante ora il paese sia nel pieno di una crisi monetaria. Sempre nel 2050 tra le economie più forti del mondo ci saranno anche Vietnam, India e Bangladesh, mentre Indonesia e Messico faranno meglio di Germania, Francia, Regno Unito e Giappone. Anche l’economia della Nigeria entrerà in classifica e si assesterà al 14° posto. Ecco, insomma, come cambierà il panorama delle economie più forti del mondo nel 2050.


Fonte: qui