9 dicembre forconi: Link Campus University
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sabato 23 novembre 2019

IL "9 DICEMBRE" SARÀ RESO PUBBLICO, “A MENO DI IMPREVISTI”, IL RAPPORTO DELL’ISPETTORE GENERALE HOROWITZ SUGLI ABUSI DELL’FBI NELLA SORVEGLIANZA DELLA CAMPAGNA TRUMP, E C’È GIÀ UN FUNZIONARIO DELL’FBI INDAGATO: È KEVIN CLINESMITH, CHE CONDUSSE IL SECONDO INTERROGATORIO SU GEORGE PAPADOPOULOS CHIEDENDOGLI CONTO DEGLI INCONTRI CON MIFSUD…


IL PROCURATORE JOHN DURHAM TORNERÀ PRESTO IN ITALIA

Federico Punzi per www.atlanticoquotidiano.it

michael horowitzMICHAEL HOROWITZ
Il 9 dicembre dovrebbe essere reso pubblico, “a meno di imprevisti”, il rapporto dell’ispettore generale del Dipartimento di Giustizia, Michael Horowitz, sugli abusi dell’FBI nella sorveglianza della Campagna Trump. E due giorni dopo, per l’11 dicembre, è già stata fissata la sua audizione davanti alla Commissione Giustizia del Senato, come ha annunciato in settimana il presidente, senatore Lindsey Graham.

carter pageCARTER PAGE











Nel frattempo, si vedono già i primi effetti della conclusione dell’indagine dell’IG Horowitz. Un ex funzionario dell’FBI risulta già indagato per aver manipolato un documento chiave usato dall’agenzia per ottenere dalla FISC (Foreign Intelligence Surveillance Court, la Corte competente sulle richieste di sorveglianza in indagini di controintelligence) l’autorizzazione a mettere sotto sorveglianza Carter Page, uno dei consiglieri della Campagna Trump. In pratica, il Dipartimento di Giustizia di Obama avrebbe chiesto e ottenuto di “spiare” prima il candidato e poi il presidente eletto Donald Trump sulla base di una documentazione in parte alterata.
GIUSEPPE CONTE DONALD TRUMPGIUSEPPE CONTE DONALD TRUMPCONTE TRUMPCONTE TRUMP











Secondo la Cnn, il funzionario avrebbe già ammesso di aver apportato “drastiche modifiche” al documento e Horowitz ha consegnato le prove raccolte al procuratore John Durham. Le “alterazioni”, scrive la Cnn, “furono abbastanza significative da cambiare il significato del documento e sono emerse durante una parte della revisione dell’IG Horowitz i cui dettagli sono stati classificati”.
kevin clinesmith2KEVIN CLINESMITH

Il New York Times ha rivelato nella serata di ieri che si tratta di un legale dell’FBI, Kevin Clinesmith, dimessosi dall’agenzia due mesi fa, dopo essere stato interrogato dall’IG Horowitz. Tra l’altro, Horowitz ha identificato Clinesmith, rimosso dall’indagine del procuratore Mueller sul Russiagate nel febbraio del 2018, come uno dei funzionari FBI che avevano espresso pesanti giudizi negativi su Trump in una serie di sms (suo il famoso “Viva la Resistenza!”). Clinesmith è accusato di aver alterato in particolare il contenuto di un’email che i funzionari dell’agenzia utilizzarono per preparare le richieste di proroga del mandato FISA a sorvegliare Carter Page. Sarebbe la prima conferma ufficiale che l’FBI ha commesso abusi nella sua indagine sulla presunta collusione fra la Campagna Trump e la Russia. E potrebbe essere solo la prima tessera del domino a cadere…

carter page 2CARTER PAGE 
Ma Kevin Clinesmith ci riporta in Italia: è colui, infatti, che condusse larga parte dell’interrogatorio (il secondo) a George Papadopoulos il 16 febbraio 2016, come racconta nel suo libro lo stesso ex consigliere della Campagna Trump. È sulla base dei suoi incontri e delle sue chiacchierate con il professore della Link Campus Joseph Mifsud, conosciuto a Roma, che l’FBI decise a fine luglio 2016 di aprire l’indagine di controintelligence su Trump.

michael horowitz 3MICHAEL HOROWITZ 
In particolare, Clinesmith gli chiese con insistenza se avesse riferito a qualcuno della Campagna Trump ciò che gli aveva confidato Mifsud, cioè che i russi erano in possesso di materiale “dirt” su Hillary Clinton, migliaia delle sue email. Oltre ai modi aggressivi, ostili, di “uno che non fa prigionieri”, mostrata da Clinesmith, Papadopoulos ricorda di aver pensato che la cosa strana di quel secondo interrogatorio era che “a nessuno sembrava importare di Mifsud”, pur sempre la fonte di quella informazione, né di sapere come si fossero incontrati e chi li avesse messi in contatto. Clinesmith gli chiese anche se ricordava di aver bevuto un drink con un diplomatico occidentale in un bar di Londra. Si trattava dell’australiano Alexander Downer, colui che avrebbe poi informato l’FBI attraverso canali diplomatici di aver saputo da Papadopoulos della soffiata di Mifsud sulle email della Clinton in mano ai russi.
JOSEPH MIFSUDJOSEPH MIFSUD

Lì per lì Papadopoulos non se ne ricordò e non rispose. Un paio di giorni dopo, lo chiama il suo avvocato: “Ho Clinesmith in linea da Washington e ha una domanda da farti”. “Ricordi un incontro con Alexander Downer?”. “Sì, l’ho incontrato una volta”. Click, Clinesmith riattacca.
donald trumpDONALD TRUMP

Sul rapporto Horowitz, a due settimane circa dalla pubblicazione, è già partito lo spin dei media liberal che sono stati megafono del Russiagate: secondo il New York Times, nel rapporto si criticherebbe aspramente l’operato dei funzionari dell’FBI coinvolti nelle prime fasi dell’inchiesta sui presunti legami Trump-Russia, ma gli alti vertici del Bureau, come l’ex direttore Comey e l’ex capo della controintelligence Peter Strzok, verrebbero sostanzialmente scagionati dall’accusa di aver commesso abusi. Non ci metteremmo la mano sul fuoco. E, in ogni caso, è il procuratore Durham ad avere il potere di incriminare.

michael horowitz 2MICHAEL HOROWITZ simona mangiante george papadopoulosSIMONA MANGIANTE GEORGE PAPADOPOULOS
Secondo quanto riporta il NYT, il rapporto Horowitz indicherebbe anche che Mifsud “non è un informatore dell’FBI”. Affermazione bizzarra, vediamo perché. L’ex direttore dell’FBI Comey ha definito Mifsud un “agente russo” e il procuratore speciale Mueller lo ha lasciato intendere senza né affermarlo esplicitamente né provarlo, ma come abbiamo più volte osservato, nessuna agenzia di sicurezza e intelligence Usa né occidentale ha mai agito nei confronti di Mifsud come se potesse rappresentare una minaccia russa.
donald trump hillary clinton 3DONALD TRUMP HILLARY CLINTON

GEORGE PAPADOPOULOS 1GEORGE PAPADOPOULOS 















Ora, dopo aver costruito l’intera narrazione della collusione sulla base della tesi secondo cui Mifsud era un agente russo che tentava di colludere con la Campagna Trump attraverso Papadopoulos, i media liberal cantano vittoria perché non è dell’FBI? Nessuno di autorevole, tra l’altro, lo ha sostenuto. D’altra parte, non avrebbe avuto senso mandare il professor Halper a incontrare e registrare Papadopoulos per verificare cosa avesse saputo dal professore maltese, se entrambi fossero stati informatori dell’FBI. Semmai, si parla di Mifsud come asset di servizi di intelligence occidentali, britannici e/o italiani. Papadopoulos ritiene sia Halper che Mifsud risorse CIA e Downer MI6. Tutti e tre lo hanno incontrato a Roma e Londra e a suo avviso era l’ex direttore della CIA Brennan a condurre il gioco.
kevin clinesmithKEVIN CLINESMITH

Ma che ruolo ha avuto il documento “alterato” da Clinesmith nell’indagine? Il mandato FISA nei confronti di Page sarebbe stato ottenuto anche senza?

WILLIAM BARR JOHN DURHAMWILLIAM BARR JOHN DURHAM
Come riportammo su Atlantico, nel febbraio del 2018 l’allora presidente della Commissione Intelligence della Camera, Devin Nunes, pubblicò un promemoria sulle richieste di mandato FISA nei confronti di Carter Page (la prima il 16 ottobre 2016 e l’ultimo dei tre rinnovi nel giugno 2017), rivelando che il falso dossier Steele – commissionato dalla Fusion GPS, a sua volta incaricata e finanziata dalla Campagna Clinton – aveva giocato un ruolo essenziale nel motivare la richiesta di sorveglianza, tanto che l’allora vice direttore dell’FBI McCabe testimoniò al Congresso che senza di esso probabilmente l’agenzia non avrebbe richiesto i mandati.
carter pageCARTER PAGE

JOSEPH MIFSUDJOSEPH MIFSUD
Lo stesso ex agente britannico Steele risulta sia stato pagato dall’FBI come informatore fino al novembre del 2016, quando il rapporto è stato almeno ufficialmente chiuso per i suoi contatti con i media.

MICHAEL FLYNNMICHAEL FLYNN
Quello di Clinesmith, tra l’altro, non sarebbe l’unico documento ad essere stato manipolato. La difesa del generale Michael Flynn, ex consigliere per la sicurezza nazionale tra i primi ad essere travolto, dopo pochi giorni, dal Russiagate, ha denunciato il mese scorso che gli agenti dell’FBI hanno manipolato il report ufficiale dell’intervista del gennaio 2017 sulla base della quale fu accusato di false dichiarazioni agli investigatori. Gli sms da poco divulgati tra gli agenti Strzok e Page mostrerebbero come quest’ultima – non presente durante l’intervista – abbia apportato “modifiche” al cosiddetto modello “302” in cui vengono annotate le dichiarazioni dei testimoni o degli informatori.

Mifsud con Olga RohMIFSUD CON OLGA ROHMICHAEL T FLYNNMICHAEL T FLYNN
Intanto, il procuratore Durham che indaga sulle origini del Russiagate e sul presunto coinvolgimento di alcuni Paesi alleati, tra cui l’Italia, sta tirando le fila della sua indagine, che come vi abbiamo raccontato nelle scorse settimane è stata estesa ed è diventata a tutti gli effetti “penale”, sulla base tra l’altro di “nuove prove raccolte” proprio in Italia. E il procuratore avrebbe in programma una nuova visita a Roma per la prima metà di dicembre, come Atlantico ha già anticipato sabato e lunedì scorsi.

kevin clinesmith 4KEVIN CLINESMITH DONALD TRUMP MICHAEL FLYNNDONALD TRUMP MICHAEL FLYNN
Durham sta inoltre interrogando il personale collegato all’Office of Net Assessment del Pentagono, che ha assegnato più contratti all’informatore dell’FBI Stephan Halper. Halper è una figura centrale nel Russiagate, perché per raccogliere informazioni è entrato in contatto con almeno tre membri della Campagna Trump: George Papadopoulos, Carter Page e Sam Clovis. E potrebbe aver segretamente registrato le conversazioni con i primi due. Se queste registrazioni esistono, potrebbero contenere elementi che avrebbero potuto scagionare sia Page che Papadopoulos ma che sarebbero stati nascosti alla Corte FISA.

Fonte: qui

martedì 19 novembre 2019

ELISABETTA TRENTA VOLEVA DIVENTARE UNA 007 MA FU BOCCIATA AL TEST E RICONOSCIUTA NON IDONEA

FECE DOMANDA DI ASSUNZIONE NEI SERVIZI SEGRETI E NON PASSÒ I COLLOQUI PSICO-ATTITUDINALI 
“IL GIORNALE”: “ERA PROPRIO UNA LOVE STORY, QUELLA TRA I SERVIZI SEGRETI E LA LINK CAMPUS…APPARE SINGOLARE CHE UN SOGGETTO CHE NON HA SUPERATO L'ESAME PSICHICO PER UNA POSIZIONE DI BASSO LIVELLO VENGA SCELTO COME MINISTRO DELLA DIFESA…
Luca Fazzo per “il Giornale”

elisabetta trentaELISABETTA TRENTA
Era proprio una love story, quella tra i servizi segreti e la Link Campus, l' università romana fucina dei politici del Movimento 5 Stelle finita al centro dello scandalo del Russiagate. Dopo le rivelazioni sul ruolo nel complotto anti-Trump del professor Jospeh Mifsud, ormai irreperibile da tempo, ora salta fuori un dettaglio che riguarda la più nota tra gli esponenti grillini formatisi nell' ateneo fondato dall' ex ministro degli Interni Vincenzo Scotti. Si tratta di Elisabetta Trenta, laureata alla Link e nominata ministro della Difesa nel governo Conte 1.

elisabetta trenta lorenzo gueriniELISABETTA TRENTA LORENZO GUERINI
Che la Trenta avesse contatti nel mondo dell' intelligence per via familiare era noto: suo marito è un ufficiale dell' esercito che ha lavorato a lungo alle dipendente del generale Giovanni Caravelli, attualmente vicedirettore dell'Aise (l' ex Sismi). Ma evidentemente alla Trenta non bastava: voleva per se stessa un futuro da agente segreto in prima persona. Un atto interno all' Aise, che il Giornale ha a sua disposizione e di cui ha verificato l'autenticità, racconta che Elisabetta Trenta fece domanda di assunzione all' Aise all' epoca in cui gli 007 esteri erano guidati dal generale Alberto Manenti.

GIUSEPPE CONTE ELISABETTA TRENTAGIUSEPPE CONTE ELISABETTA TRENTA
La Trenta riuscì a fare prendere in esame la sua candidatura, superò il primo scoglio e quando era a un passo dall' arruolamento si scontrò sull' ostacolo più banale, il colloquio psico-attitudinale. Si tratta dell' esame cui tutte le aspiranti spie devono sottoporsi anche nel caso (come quello della Trenta) che non siano destinate ad attività operative sul campo o a infiltrazioni. Si tratta di verificare parlando con psicologi e psichiatri se i candidati abbiano la solidità caratteriale per reggere una professione comunque complessa. E la Trenta viene bocciata.

ELISABETTA TRENTAELISABETTA TRENTA
I documenti dell' Aise dicono che alla dottoressa fu offerta a quel punto una sorta di premio di consolazione: l'assunzione come «articolo 7». L'articolo prevede una assunzione a tempo, per seguire progetti specifici alle dipendenze dirette del capo dell'agenzia.
Quando il direttore cambia, gli «articoli 7» cessano automaticamente il servizio. E questo spiega perché la Trenta declina l'offerta: il suo referente sarebbe stato Manenti, il cui mandato alla testa dell'Aise era in scadenza. Appena il tempo di cominciare, e sarebbe rimasta a casa.

elisabetta trenta all'adunata degli alpini 3ELISABETTA TRENTA ALL'ADUNATA DEGLI ALPINI 
L'esponente grillina, d'altronde, da lì a pochi mesi si consolò a livelli ben più alti, venendo designata a ministro della Difesa, e incamerando in questo modo rapporti con i servizi segreti ben più solidi di quelli che avrebbe avuto come semplice agente a tempo determinato. Certo, può apparire singolare che un soggetto che non ha superato l'esame psichico per una posizione di basso livello venga scelto come ministro della Difesa: ma per i membri del governo non sono previste visite attitudinali.
elisabetta trenta all'adunata degli alpini 6ELISABETTA TRENTA ALL'ADUNATA DEGLI ALPINI 

Da notare c' è che nella nuova veste, il ministro Trenta utilizza e rinsalda i rapporti che aveva già nella sua vita precedente: sia con Caravelli, l' ex superiore gerarchico di suo marito, sia con l' altro vicedirettore dell' Aise nominato dal premier Giuseppe Conte (prima versione, governo gialloverde) ovvero il generale della Finanza Giuseppe Caputo. I rapporti della Trenta con Caravelli e Caputo sono di pubblico dominio. E non si sfilacciano neanche quando nel maggio scorso l'Espresso accusa Caputo di essere tra i responsabili dell' acquisto di un software di spionaggio chiamato Exodus, che la Procura di Roma considera in realtà un pericoloso malware.

elisabetta trenta all'adunata degli alpini 7ELISABETTA TRENTA ALL'ADUNATA DEGLI ALPINI 
In estate il governo Conte 1 cade, e nel nuovo gabinetto la Trenta non viene confermata.
Ma la storia della sua domanda di assunzione all' Aise rinfocola inevitabilmente gli interrogativi sul ruolo effettivo giocato dalla Link Campus nelle attività di intelligence del nostro governo. A partire dal ruolo di Alberto Manenti, che era a capo del' Aise quando i servizi americani chiesero l' aiuto italiano per frenare la corsa alla presidenza di Donald Trump, e che nei giorni scorsi La Verità ha indicato come il suggeritore della scomparsa di Mifsud. E che, nonostante sia in pensione, ha incontrato il capo della Cia in occasione della sua ultima visita a Roma.

Fonte: qui

“ORMAI LA CASA È STATA ASSEGNATA A MIO MARITO E IN MANIERA REGOLARE. PER QUALE MOTIVO DOVREBBE LASCIARLA?” - 

ELISABETTA TRENTA: “AVEVO BISOGNO DI UN POSTO DOVE INCONTRARE LE PERSONE, DI UN ALLOGGIO GRANDE 

DUE GIORNI FA È STATO PUBBLICATO UN DOCUMENTO RISERVATO CON IL MIO TEST ATTITUDINALE PER L'AGENZIA DEI SERVIZI SEGRETI. POI È SALTATA FUORI LA STORIA DELLA CASA. È EVIDENTE CHE SONO SOTTO ATTACCO. È UN ATTACCO A CONTE? ALL'AISE, AL MOVIMENTO? ALLA LINK CAMPUS, DOVE SONO TORNATA A LAVORARE?

Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della sera”

ELISABETTA TRENTA E PAOLO RAUDINOELISABETTA TRENTA E PAOLO RAUDINO
«Sono molto arrabbiata. Questa storia mi porterà dei danni. È evidente che ormai sono sotto attacco». Elisabetta Trenta risponde al cellulare alle 9.30 di domenica mattina mentre prepara il post da pubblicare su Facebook. «Devo chiarire, è tutto regolare».

Vuol dire che rimarrà nell' alloggio che aveva da ministra?
«Ormai la casa è stata assegnata a mio marito e in maniera regolare. Per quale motivo dovrebbe lasciarla?».

E crede sia giusto tenerla?
«Mi faccia spiegare. Non ho chiesto subito l'alloggio pur avendone diritto, ma soltanto nell'aprile scorso. Ho resistito il più possibile nel mio. Un ministro durante la sua attività ha necessità di parlare con le persone in maniera riservata e dunque ha bisogno di un posto sicuro».

elisabetta trentaELISABETTA TRENTA
Lei ha una casa al quartiere Pigneto di Roma. Non poteva rimanere lì, sia pur con misure di protezione adeguate?
«No, c' erano problemi di controllo e di sicurezza. In quella zona si spaccia droga e la strada non ha vie d' uscita. E poi io avevo bisogno di un posto dove incontrare le persone, di un alloggio grande. Era necessaria riservatezza».

Ma ora non è più ministra.
«Ho l' atto di cessazione dell' esercito a me e ho tre mesi per andare via. Intanto mio marito ha fatto richiesta perché è aiutante di campo di un generale e per il suo ruolo può avere quell' appartamento».

GIUSEPPE CONTE ELISABETTA TRENTAGIUSEPPE CONTE ELISABETTA TRENTA
Scusi ma se era così semplice e regolare, perché avete deciso di farlo solo adesso?
«Quando sono diventata ministra, mio marito è stato demansionato. Ora ha di nuovo i requisiti. E comunque noi prima facevamo una vita completamente diversa. Dopo la vita del marito ha seguito quella della moglie. Se vivevamo in due uno sull' altro poteva andare bene, poi le condizioni sono cambiate. E anche adesso continuo ad avere una vita diversa».

Che vuol dire?
«È una vita di relazioni, di incontri».

Però avete una casa di proprietà e questo vi impedisce di poter usufruire dell'alloggio di servizio.
GIUSEPPE CONTE ELISABETTA TRENTAGIUSEPPE CONTE ELISABETTA TRENTA
«In realtà mio marito ha la residenza nella sua città dove ha una casa, ma ha diritto ad avere l' alloggio dove lavora. Invece l' appartamento di Roma al quartiere Pigneto è intestato soltanto a me. Finora è rimasto vuoto, non l'ho affittato. Continuo a pagare il mutuo e sono nella legalità e per questo non capisco gli attacchi. Crede davvero che se non fosse stato tutto in regola lo Stato maggiore avrebbe dato il via libera?».

Lei è stata ministra. Non ritiene che fosse difficile dire di no a suo marito?
«Potevano farlo. E comunque se avessi lasciato quell'alloggio di servizio per trasferirmi in un altro avrei dovuto fare un doppio trasloco visto che quello di mio marito era a carico dello Stato. Invece così lo Stato ha risparmiato».

ELISABETTA TRENTAELISABETTA TRENTA
Al momento della sua nomina lei aveva assicurato che suo marito sarebbe stato trasferito ad altro incarico. Come mai non è successo?
«L'avevo spostato e adesso è tornato a fare quello che faceva. Non è giusto che lui paghi le conseguenze del mio incarico. Posso assicurare che da questa mia nomina è stato solo svantaggiato: è andato in un altro ufficio per motivi di opportunità perché ero convinta fosse giusto. Quando ho cessato l'incarico è stato reintegrato».

Lei è stata nominata in quota 5 Stelle e il Movimento ha sempre dichiarato guerra ai privilegi.
«Non credo proprio che si tratti di un privilegio perché io l'appartamento lo pago e lo pago pure abbastanza».

la ministra elisabetta trenta (1)LA MINISTRA ELISABETTA TRENTA (1)
Molti militari lamentano di non aver ottenuto l'alloggio pur avendo i requisiti.
«Durante il mio mandato io mi sono occupata delle esigenze di tutti i militari. E infatti è sempre stato detto e scritto che i generali mi osteggiavano e la base mi difendeva. Lasci stare, qui ci sono altre ragioni. Due giorni fa è stato pubblicato un documento riservato con il mio test attitudinale per l'Aise, l' agenzia dei servizi segreti. Poi è saltata fuori la storia della casa. È evidente che sono sotto attacco».

Da parte di chi?
«Non lo so. È un attacco al presidente Conte? All' Aise, al Movimento? Alla Link Campus, dove sono tornata a lavorare?».

Elisabetta TrentaELISABETTA TRENTA
Nel pomeriggio Luigi Di Maio le chiede pubblicamente di lasciare la casa. Vi siete parlati?
«Si, gli ho spiegato che tutto è stato fatto correttamente».

E quindi?
«Quando l' incarico di mio marito sarà terminato lasceremo la casa come dicono le regole».

Stefano Buffagni dice che lei non ha rispettato le regole del Movimento.
«Se mi avesse chiamato l'avrei spiegato anche a lui».

Quindi resterà nel M5S?
«Ho chiesto di essere una dei 12 facilitatori. Ci rimarrò di sicuro».

Fonte: qui

elisabetta trenta 1ELISABETTA TRENTA 
HA OTTENUTO L'ALLOGGIO “DI SERVIZIO” POCO DOPO ESSERE STATA NOMINATA MINISTRA DELLA DIFESA MA IN QUELL'APPARTAMENTO (IN UNO DEI LUOGHI PIÙ SUGGESTIVI DEL CENTRO DI ROMA), ELISABETTA TRENTA HA DECISO DI RIMANERCI ANCHE ADESSO CHE NON HA PIÙ ALCUN RUOLO PUBBLICO - COME CI È RIUSCITA? FACENDOLO ASSEGNARE AL MARITO, IL MAGGIORE DELL'ESERCITO CLAUDIO PASSARELLI 

E ORA LA MAGISTRATURA CONTABILE POTREBBE VERIFICARE SE CI SONO DANNI ERARIALI...

Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della sera”

ELISABETTA TRENTA E PAOLO RAUDINOELISABETTA TRENTA E PAOLO RAUDINO
Ha ottenuto l' alloggio «di servizio» poco dopo essere stata nominata ministra della Difesa. Ma in quell' appartamento in uno dei luoghi più suggestivi del centro di Roma, Elisabetta Trenta ha deciso di rimanerci anche adesso che non ha più alcun ruolo pubblico. E ci è riuscita facendolo assegnare al marito, il maggiore dell' Esercito Claudio Passarelli. Una vicenda che imbarazza il dicastero ma soprattutto il Movimento 5 Stelle che l' aveva indicata per l' esecutivo come «esperta di questioni militari» e da sempre è schierato - almeno a parole - contro i privilegi.

Anche perché la concessione potrebbe essere avvenuta aggirando i regolamenti, visto che la coppia ha una casa di proprietà nella capitale e dunque non sembra avere necessità di usufruire dell' alloggio.

elisabetta trentaELISABETTA TRENTA
In ogni caso il «livello 1» di dimora attribuito al momento di scegliere la casa per la ministra, è molto superiore a quello previsto per l' incarico e il grado del suo consorte. E dunque non è escluso che la magistratura contabile sia chiamata a valutare eventuali danni erariali e quella ordinaria debba verificare la regolarità della procedura di assegnazione. Senza contare che potrebbe essere il Movimento, primo fra tutti il capo politico Luigi Di Maio, a chiedere conto all' ex ministra di quanto accaduto.
GIUSEPPE CONTE ELISABETTA TRENTAGIUSEPPE CONTE ELISABETTA TRENTA

Si torna dunque al giugno 2018 quando Movimento 5 Stelle e Lega formano il governo guidato da Giuseppe Conte. Trenta viene scelta come responsabile della Difesa. In genere i ministri che risiedono a Roma o comunque hanno a disposizione un appartamento in città non ottengono l' alloggio di servizio. Si provvede a «blindare» la loro casa e a predisporre tutte le misure di sicurezza adeguate al ruolo mentre il trasferimento viene deciso soltanto in situazioni eccezionali di grave minaccia.

elisabetta trenta all'adunata degli alpini 3ELISABETTA TRENTA ALL'ADUNATA DEGLI ALPINI 
Lei ha una casa al quartiere Pigneto, non sembra ci siano rischi particolari, però chiede una «residenza» dove si trasferisce con il marito. Si trova in uno stabile del ministero a poche centinaia di metri da piazza San Giovanni in Laterano. L' appartamento è al 2° piano, molto ampio, chi lo ha visto parla di «casa di alta rappresentanza».

La procedura viene seguita dal V reparto della Stato Maggiore dell' esercito guidato dal generale Paolo Raudino. Ben prima che il governo gialloverde entri in crisi, la ministra decide di rendere definitiva l' assegnazione. E così si stabilisce che l' intestatario sia il marito. In realtà appena due giorni dopo l' arrivo alla Difesa il rapporto tra Trenta e il consorte era stato al centro delle polemiche su un possibile conflitto di interessi.
la ministra elisabetta trenta col marito claudio passarelli (1)LA MINISTRA ELISABETTA TRENTA COL MARITO CLAUDIO PASSARELLI 

Passarelli era infatti «ufficiale addetto alla segreteria del vice direttore nazionale degli armamenti all' ufficio Affari generali» e questo aveva spinto l' opposizione a sollevare il problema di possibili incompatibilità. Con una nota ufficiale i collaboratori di Trenta avevano dunque comunicato che «la ministra ha chiesto il trasferimento del capitano maggiore Claudio Passarelli per questioni di opportunità all' ufficio Affari generali, retto da un dirigente civile, che sovrintende alle esigenze organizzative e logistiche del funzionamento del segretariato generale».

Elisabetta TrentaELISABETTA TRENTA
Lo spostamento in realtà non risulta avvenuto, ma evidentemente Trenta non ritiene che il suo legame familiare possa crearle problemi. Dunque va avanti la procedura relativa all' appartamento. E quando a fine agosto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte decreta la fine del governo gialloverde, Passarelli risulta intestatario dell' alloggio.

Secondo le regole del ministero della Difesa - pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale - gli alloggi «di servizio» vengono assegnati in base all' incarico ricoperto. E il grado di capitano maggiore di Passarelli non rientra tra quelli che possono ottenere un alloggio di primo livello, come è appunto quello occupato dalla ministra e ora rimasto nella disponibilità della coppia. E poi c' è da chiarire il problema della casa al quartiere Pigneto, visto che uno dei requisiti per entrare in graduatoria è dimostrare di non avere un' altra abitazione nel Comune di residenza. Circostanze sulle quali Trenta e suo marito dovranno fornire spiegazioni.

Fonte: qui